Ucraina, il dramma della guerra la sta rendendo più cattolica

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Le parole di mons. Sviatoslav Shevchuk, metropolita di Kiev, sulla crescita cattolica dell’Ucraina. Il dolore e il dramma quotidiano avvicinano a Dio.


 

Conseguenze umanitarie, politiche ma anche spirituali.

Il conflitto in Ucraina sta producendo una trasformazione profonda del tessuto sociale, culturale e religioso del Paese.

Ne ha parlato recentemente l’arcivescovo greco-cattolico Sviatoslav Shevchuk, metropolita di Kiev, durante la visita alla sede di Madrid della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN), in occasione del Sinodo permanente dei vescovi greco-cattolici.

Riflettendo sulla dolorosa realtà del conflitto, il prelato ha spiegato che le estreme difficoltà della guerra hanno portato la popolazione a confrontarsi con dilemmi esistenziali riguardanti la sofferenza, la speranza e la presenza di Dio.

Sembra che la popolazione stia trovando risposte più adeguate proprio nel quadro del cattolicesimo.

 


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Ucraina, la crescita dei cattolici

L’arcivescovo ha infatti indicato che la percentuale di ucraini che in questi anni si identificano come ortodossi è scesa dal tradizionale 70% a circa il 52% attuale.

All’interno di questo stesso gruppo, una quota rilevante — circa il 18% — dichiara oggi di non appartenere più a nessuna Chiesa istituzionale. Parallelamente, la comunità greco-cattolica, storicamente minoritaria, ha registrato una crescita costante: dal 7,5–8% della popolazione prima della guerra al 12% attuale.

I dati forniti ricalcano quelli pubblicati in un’indagine del Razumkov Centre del 2025, nella quale emergeva che la crescita dei non credenti.

La guerra infatti può avvicinare a Dio, ma anche allontanare le persone a causa delle sofferenze e delle perdite subite.

Si tratta, sottolinea il primate della Chiesa greco-cattolica ucraina, del «periodo più intenso di conversioni della storia recente del Paese».

Un fenomeno che, nelle parole dell’arcivescovo, nasce da domande sul senso del dolore, sulla presenza di Dio nella guerra, la possibilità di una speranza.

La stessa Chiesa greco-cattolica, pur restando minoritaria in Ucraina, si configura oggi come il gruppo in maggiore crescita nel Paese.

 


Ucraina, la guerra ha distrutto il 50% delle chiese cattoliche
(17/08/2025)


 

Le persone e il bisogno di presenza

In questo periodo doloroso, il vescovo Shevchuk ha coniato per la Chiesa l’espressione «cura pastorale dei sofferenti».

Così descrive il lavoro quotidiano dei sacerdoti nelle parrocchie, che si fanno carico delle sofferenze delle loro comunità e presiedono numerosi funerali di giovani e bambini.

«Questo è il lavoro attuale di tutti noi e di ciascun sacerdote nelle parrocchie: siamo “in lutto”», ha spiegato.

Nei giorni scorsi, tra l’altro, un attacco russo ha causato gravi danni alla Cattedrale dell’Assunzione nel complesso di Kyiv-Pechersk Lavra, uno dei luoghi di culto più importanti del paese.

«Ciascun vescovo porta dentro di sé il dolore del proprio popolo», ha proseguito mons. Shevchuk. «Possiamo portare conforto alle persone che non si aspettano miracoli, ma che hanno bisogno di presenza: il “sacramento” della presenza della Chiesa attraverso il sacerdote».

Autore

La Redazione

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