Abusano, seviziano e uccidono neonato: ma sono gay e i media tacciono

gay abusi

Un altro caso atroce silenziato dai media italiani: nove mesi di abusi gay su un neonato. Sbagliato generalizzare ma anche censurare.


 

Nel Regno Unito è da giorni una delle vicende più discusse. In Italia? Silenzio totale.

La giustizia britannica ha condannato all’ergastolo senza possibilità di liberazione anticipata Jamie Varley, ex insegnante di 37 anni, colpevole di aver abusato sessualmente e ucciso il piccolo Preston Davey.

Un bambino di appena 13 mesi che lui e il compagno John McGowan-Fazakerley stavano adottando. Quest’ultimo è stato condannato a 25 anni di carcere per aver consentito gli abusi, partecipato ad alcune violenze e permesso la morte del minore.

Secondo quanto emerso nel processo, il bambino ha subito per nove interi mesi maltrattamenti fisici e sessuali.

E’ uno dei casi più efferati degli ultimi anni ma la notizia è stata silenziata in Italia. Chiunque può fare una ricerca per verificarlo.

 

Uno scenario brutale

Lo scenario è agghiacciante, lo accenniamo soltanto.

L’autopsia ha rilevato oltre quaranta lesioni sul corpo del piccolo compatibili con “penetrazioni forzate” e abusi sessuali, e la morte è stata causata da soffocamento a causa dell’introduzione di più oggetti nella sua piccola bocca.

La vicenda ha provocato indignazione nel Regno Unito, dove giornali nazionali, televisioni e opinionisti discutono non soltanto della brutalità del delitto, ma anche delle falle nei controlli dei servizi sociali.

Il bambino era infatti stato ricoverato più volte (per emorragie, lividi, fratture ecc.) ed era entrato più volte in contatto con gli assistenti sociali prima della sua morte, senza che venissero adottate misure efficaci di protezione.

«Hanno cercato di presentarsi come la famiglia perfetta, dalla casa perfetta e dalla vita perfetta», ha affermato la polizia di Lancashire. Ma «la verità era sinistra e oscura: quel bambino è stato il loro giocattolo».

 


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Silenzio mediatico: i precedenti

Un caso di una gravità eccezionale, ancora una volta completamente silenziato dai principali media italiani.

Il motivo? Inspiegabile se non per il fatto che gli autori del crimine sono una coppia omosessuale.

Non è la prima volta che accade.

Recentemente avevamo segnalato lo stesso fenomeno sulla condanna a 100 anni di carcere per Zachary e William Zulock, coppia gay “modello” degli Stati Uniti e autori di molteplici reati verso i figli adottivi tra cui violenze, abusi e diffusione di video.

Di casi simili ne accadono purtroppo ogni giorno.

Solo per restare nell’ultimo periodo: il maestro transgender “Aleena” Starshine è stato licenziato a seguito di comportamenti sessualmente inappropriati sugli alunni (17 giugno), il pedofilo trans “Jessica” Smith è stato condannato a 4 anni di carcere (16 giugno) e lo stesso dicasi per il pedofilo “Lucy” Dean (4 giugno).

Questi ultimi sono crimini minori ed è legittimo che nessuno in Italia ne abbia parlato, lo stesso però non si può dire del caso di cui parliamo oggi.

 


Coppia gay all’ergastolo per atroci abusi sessuali sui figli
(20/05/2026)


 

Abusi gay: no generalizzazione, né censura

E attenzione: sbaglierebbe chi volesse usare queste notizie per generalizzare le accuse verso tutto il mondo arcobaleno.

Purtroppo episodi e violenze simili capitano continuamente anche all’interno di relazioni eterosessuali, come il recente e drammatico caso di Bordighera e della piccola Beatrice.

Il nostro intento, come sempre, è unicamente quello di denunciare la selezione ideologica delle notizie. Fortemente sviluppata soprattutto in Italia.

Se determinati casi di cronaca disturbano la comunità LGBTQ+, la copertura mediatica diventa immediatamente selettiva e limitata.

Ma far scomparire una notizia nonostante la sua gravità non la rende meno reale, ma solo più pericolosa: perché impedisce alla coscienza pubblica la possibilità di interrogarsi su ciò che è accaduto. E’ forse proprio ciò che si vuole?

Autore

La Redazione

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4 commenti a Abusano, seviziano e uccidono neonato: ma sono gay e i media tacciono