Torturato a morte: il bimbo cresciuto nel trio transgender sconvolge gli USA
- Ultimissime
- 17 Ago 2026

Un nuovo caso agghiacciante silenziato dai media: un bambino disabile torturato per mesi è stato trovato morto. Arrestati i co-genitori: un trio trans.
La morte del piccolo William Michael Evans-Ellis sta sconvolgendo gli Stati Uniti.
Un bambino disabile di sette anni è stato trovato morto il 6 agosto scorso a Cincinnati (Ohio) e l’inchiesta giudiziaria è agghiacciante.
E’ stato definito “uno dei casi di abusi su minori più inquietanti” degli ultimi decenni.
Ma perché solo alcuni organi di stampa ne hanno parlato? E perché nessuno di questi è italiano?
La spiegazione sembra essere la solita selezione ideologica delle notizie.
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Le torture e la morte del bimbo disabile
Il corpo di William è stato ritrovato qualche giorno fa legato con nastro adesivo dentro un armadio di un appartamento.
La morte è avvenuta per trauma contundente alla testa, sono inoltre state riscontrate numerose altre lesioni, tra cui un’infinità di lividi, fratture e ferite compatibili con percosse, ustioni e immersione forzata nell’acqua.
Secondo gli investigatori, il bambino ha subito gravi abusi per diverse settimane, compresi quelli di tipo sessuale e “torture con l’acqua e con le fiamme”

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L’arresto del trio trans di “mamme”
A essere accusati sono stati la madre biologica Kaitlin Evans, 38 anni, e i suoi due partner transgender, Kirby/Nathan Rankin e Nessa Keaney.
Il trio poliamoroso viveva insieme e si consideravano co-genitori di William.
Le fonti locali li descrivono come tre donne perché tutti e tre si identificano come donne, ma Rankin e Keaney sono uomini di sesso maschile che hanno assunto un’identità femminile.
Il 13 agosto il grand jury li ha incriminati per 13 capi d’imputazione ciascuno, tra cui omicidio aggravato, omicidio, sequestro di persona, aggressione, maltrattamento di minore e cospirazione per commettere omicidio aggravato e sequestro.
La procura ha dichiarato che il movente non è ancora stato reso pubblico e aleggia sempre più frequentemente la possibilità della pena di morte.

Il bimbo indotto al cambio sesso?
Particolarmente inquietante è quanto emerge dai messaggi scambiati dai tre attraverso la piattaforma “Signal”: un vero piano condiviso dal gruppo di “genitori” per torturare e uccidere William.
Sulla vicenda è emerso anche un altro elemento, ancora da distinguere attentamente dalle accuse penali.
Il giornalista d’inchiesta Andy Ngo ha esaminato i vecchi profili social del padre biologico del bambino, identificato come Tara Jane Evans-Ellis (anche lui transgender), e ha ricostruito l’ambiente nel quale William sarebbe cresciuto.
Secondo Ngo, il padre faceva parte del medesimo ambiente poli-transgender e avrebbe documentato sui social l’inserimento progressivo del figlio nella relazione con gli altri adulti.
I quali avrebbero anche incoraggiato William, fin dalla prima infanzia, a sperimentare nomi e identità differenti, arrivando a prospettare una futura transizione. Questo elemento non compare però nell’accusa penale.

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Silenzio mediatico sul caso
Resta dunque una domanda: perché una vicenda di questa gravità ha trovato spazio solo in alcuni grandi media americani?
E nemmeno tutti, infatti i grandi network statunitensi ABC News, NBC News e CBS News non ne hanno (ancora?) parlato, neppure il “New York Times”, il “Washington Post” o la “CNN”.
La selezione ideologica delle notizie scatta automaticamente quando una tragedia tocca il politicamente corretto, coinvolgendo ambienti o minoranze protette.
Certo, non significa che ogni silenzio sia necessariamente motivato da censura o malafede, né che sia giusto generalizzare e incolpare indiscriminatamente il mondo LGBTQ+.
Ma lo stesso fenomeno si è verificato documentando altri casi recenti: quello della coppia gay statunitense condannata all’ergastolo per atroci abusi sessuali sui figli (maggio 2026) e il caso di due uomini gay inglesi che hanno abusato, seviziato e ucciso un neonato (giugno 2026).
Anche allora la gravità dei fatti non sembrò essere sufficiente a suscitare un interesse paragonabile a quello riservato ad altri casi di violenza familiare.


















2 commenti a Torturato a morte: il bimbo cresciuto nel trio transgender sconvolge gli USA
I folli sono e restano folli anche se, nella “nave dei folli”, nessuno si considera folle!
Non si deve dire che gay e transgender possano essere anche pedofili (la pedofilia è l’ultimo limite etico rimasto…). Non bisogna dire che queste promiscuità sono deleterie per un bambino. Non bisogna dire che queste persone possono essere anche molti violenti e disturbati.
Perché l’ideologia impone una “famiglia” diversa ma pur sempre valida.