La piccola Beatrice uccisa tra botte, sevizie e bestemmie

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Dettagli nell’inchiesta sulla morte di Beatrice, la piccola di Bordighera uccisa dalla madre e dal compagno. Un degrado assoluto, soprattutto umano.


 

Ogni nuovo dettaglio incrementa l’orrore.

La morte della piccola Beatrice sta sconvolgendo l’Italia, una bambina di appena due anni trovata senza vita a Bordighera.

 

L’inferno di Beatrice

Si fa fatica a leggere e raccontare le sevizie subite, raccolte dalle testimonianze degli investigatori dalle due sorelline maggiori: mesi di violenze, umiliazioni e abbandono culminati nella morte della bambina.

La madre, Emanuela Aiello e il compagno, Emanuel Iannuzzi, sono i carnefici.

I due fecero anche fumare una canna a Beatrice, scoppiando a ridere e prendendola in giro per la reazione di malessere.

Le dichiarazioni delle sorelline, la più grande ha 9 anni, raccontano di Bea che vomitava, perdeva sangue dal naso, aveva il corpo coperto di lividi e mostrava evidenti segni di sofferenza. Eppure nessuno chiamava i soccorsi.

Le bambine chiedevano aiuto, urlavano, cercavano di attirare l’attenzione degli adulti, ma venivano ignorate. Secondo l’accusa, la madre e il compagno avrebbero continuato a maltrattare la piccola fino al tragico epilogo, consumando costantemente cannabis e alcool.

 


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Le bestemmie come risposta

In queste ore è emerso anche un particolare che aiuta a comprendere il clima umano e morale in cui questa tragedia è maturata.

La sorella maggiore ha rivelato che mentre avvertiva la madre che Beatrice, picchiata da settimane, «è in preda a una crisi di pianto e non so cosa fare», otteneva come risposta solo delle «bestemmie».

Un dettaglio che colpisce, almeno noi credenti, perché appare come il simbolo finale di una realtà completamente disumanizzata, dove ogni riferimento al bene, alla pietà e al rispetto della persona è stato cancellato.

Non significa certo che chi non crede sia più incline a comportamenti di questo tipo.

Piuttosto che gli insulti contro Dio che accompagnavano le violenze su Beatrice certificano il segno di un ambiente in cui era stato rifiutato tutto ciò che richiama la dignità della persona, il limite morale dell’azione umana e l’ultimo argine etico possibile.

 

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Dov’era Dio?

Davanti a vicende come questa, molti si domandano dove fosse Dio. E’ la stessa questione che ci si pose davanti all’Olocausto.

Ma forse la domanda andrebbe rovesciata: non dov’è Dio, ma dov’è finita l’umanità.

Autore

La Redazione

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