«Amare la Tradizione significa unità con il Papa». La FSSP si distanzia dalla Fraternità San Pio X

Fraternità San Pio X. Il nuovo superiore generale, don Davide Pagliarani ha respinto l’unità con la Chiesa in nome degli “errori conciliari”, ma la Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP) ne ha preso le distanze.

 

«Non c’è possibilità di andare in Paradiso senza essere uniti al Papa». Così ha affermato padre Andrzej Komorowski, il Superiore Generale recentemente eletto della Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP). E’ una Società di vita apostolica di diritto pontificio che mantiene la celebrazione della Messa tridentina e intende far capire che seguire la Tradizione non significa essere “tradizionalisti” e, men che meno, può autorizzare a staccarsi dall’unità con la Chiesa.

Le parole di padre Andrzej sono importanti in quanto manifestano la netta presa di distanze della FSSP da quella frangia tradizionalista che accarezza lo scisma dal cattolicesimo e combatte apertamente Papa Francesco. I leader di questa cordata sono i membri della Fraternità San Pio X (SSPX), della quale è stato eletto da poco il nuovo Superiore generale, don Davide Pagliarani. Una scelta poco saggia, tanto che il nuovo Superiore ha subito annullato tutti i passi di riavvicinamento compiuti in questi anni con la Santa Sede, respingendo il braccio teso della Congregazione per la Dottrina della fede in nome degli “errori dottrinali” commessi dalla Chiesa di Roma dopo il Concilio Vaticano II.

Se dunque don Pagliarani, nelle vesti di Martin Lutero, vorrebbe riformare la Chiesa correggendo gli “errori conciliari”, dall’altra parte è giunta la voce della Fraternità Sacerdotale di San Pietro: «Il Papa è il volto visibile del nostro Signore. L’unità con lui è molto importante se vuoi essere nella Chiesa. C’è una sola chiesa fondata dal Signore e il Papa è il Suo vicario visibile». Così, di fatto, il “tradizionalista” padre Andrzej Komorowski ha risposto alla tradizionalista Fraternità San Pio X nel modo più cattolico che ci potrebbe essere. Anche se, ha precisato padre Gerstle, membro della Fraternità, «non mi piace affatto il termine “tradizionalista”. Noi non siamo “tradizionalisti” ma semplicemente cattolici. E come cattolici apprezziamo la Tradizione».

Padre Komorowski ha ricordato anche che «questo non significa che l’esercizio dell’autorità papale sia sempre giusto, ma non è un motivo o una giustificazione per fare ciò che si vuole», ha proseguito il Superiore Generale della FSSP. La quale, oltretutto, ha origine proprio nella Fraternità San Pio X, fondata dall’arcivescovo Marcel Lefebvre, sospeso a divinis da Paolo VI e caduto nel sedevacantismo. I membri fondatori della FSSP si sono separati da Lefebvre dopo che ordinò quattro vescovi nel 1988, contro la volontà di Giovanni Paolo II, evento che portò alla sua scomunica (nel 2009 Benedetto XVI revocò la scomunica dei quattro vescovi).

Negli ultimi 30 anni, la FSSP ha creato un seminario nel Nebraska ed uno in Germania, mentre la sua Casa generalizia è a Friburgo. E’ riuscita a formare una comunità in unità con il Pontefice, mantenendo legittimamente la liturgia tridentina. «Prego molto per i miei vecchi, buoni amici della FSSPX perché si uniscano alla Chiesa», ha detto padre Joseph Bisig, co-fondatore della FSSP, «devono entrare senza porre condizioni, accettando l’autorità del magistero vivente».

In Francia, ne parlavamo qualche tempo fa, sono aumentati i seminaristi della Fraternità Sacerdotale di San Pietro, la quale insegna che l’amore e la fedeltà per la Tradizione (la traditio fidei) la si vive soltanto nell’umile adesione alla Santa Madre Chiesa (senza porre condizioni, come spiega padre Bisig) e non alla propria personale, relativista ed egoistica interpretazione dei contenuti del depositum fidei.

La redazione

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63 commenti a «Amare la Tradizione significa unità con il Papa». La FSSP si distanzia dalla Fraternità San Pio X

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  1. Tommasodaquino ha detto

    L’ho sempre sostenuto. Uno che sia autodefinisce cattolico tradizionalista, se sceglie di non seguire il Papa o di andargli contro, sta semplicemente contraddicendo se stesso.

    • Antonio Schiavi ha detto in risposta a Tommasodaquino

      E se un Papa si mettesse, per assurdo, a bestemmiare o a negare Dio?

      • Gsimy ha detto in risposta a Antonio Schiavi

        il Papa non è infallibile in ogni suo atto, ma solo nel suo Magistero in campo di fede e morale, che non può contenere eresie
        come dottore privato è fallibile
        non è assurda l’ipotesi di un papa eretico materiale, ovvero eretico in buona fede (ovvero che come dottore privato insegna eresie ritenendo sia le corretta dottrina), anzi, probabilmente molti papi lo sono stati (caso eclatante: Giovanni XXII). ma del resto anche molti santi sono stati eretici materiali
        il caso invece del papa eretico formale (ovvero che insegna una dottrina eretica in opposizione alla Fede, e quindi per estensione un papa ateo) è stato oggetto di molta discussione tra i teologi, in gran parte lo ritengo un caso di pura fantasia, altri sostengono che decadrebbe dalla carica, dato che non essendo un eretico formale parte della Chiesa non può anche esserne capo, restando però il problema di chi può giudicarlo e deporlo, essendo lui il Giudice Ultimo della Chiesa sulla Terra.

        per il caso del papa bestemmiatore, beh, infallibilità non significa impeccabilità, anche se sappiamo che la Grazia sostiene sempre il Papa

      • Tommasodaquino ha detto in risposta a Antonio Schiavi

        Buongiorno,
        Dunque fatico ad immaginare un conclave che elegga un bestemmiatore oppure un eretico. Cmq penso di essere nel giusto sostenendo che il 100 per cento dei Papi sono stati e sono peccatori.penso sempre di essere nel giusto quando sostengo che nel momento in cui proferisce un’eresia in quell istante esce fuori dalla Chiesa quindi cessa di essere Papa. Fine del problema

        • Antonio Schiavi ha detto in risposta a Tommasodaquino

          Perfetto, quindi il disaccordo può esistere, ad onta di ogni terrorismo. E se la Chiesa liberalizzasse, come sembra fare ultimamente, l’eresia? Mi sembra che ci possa aiutare solo la Grazia, come qui sopra ci ha ricordato Gsimy.

          • Gsimy ha detto in risposta a Antonio Schiavi

            con il papa può esserci disaccordo quando esprime opinioni come dottore privato o attraverso atti magisteriali ‘deboli’, avendo comunque rispetto filiale verso la sua persona in ogni situazione

          • Tommasodaquino ha detto in risposta a Antonio Schiavi

            Signore, sono ipotesi teoriche che servono per chiarire che i suoi timori circa la distruzione della Chiesa tramite eresia o peccato, sono totalmente infondati. Non potrà esserci mai né un Papa bestemmiatore né un Papa eretico, è una contraddizione in termini. Attualmente il Papa in carica non ha sposato pubblicamente alcuna eresia né ha mai messo in discussione un dogma, se dovesse succedere non deve essere lei ad avere paura(se resta fedele a Cristo e santa madre Chiesa) ma lui.

  2. Benfaz89 ha detto

    Ma poi non lo si capisce che tradizional-ISMO significa adesione ad un’ideologia? Lo dice la parola stessa! Il tradizionalista di per sé si autoesclude dalla Chiesa, esistono cattolici che per esperienze personali sono più legati a forme di cattolicesimo pre-conciliare e va benissimo, è lecito ed ammesso perché il Concilio non ha negato il pre-Concilio. Ma da qui a sostenere che chi fa suo il Vaticano II è un nemico della Tradizione (anzi, un “modernista”, come lo chiamano) significa davvero essere in balia del proprio delirio.

  3. Dante Pastorelli ha detto

    L’affermazione che Lefebvre sia caduto nel sedevacantismo è una diabolica falsità. Il defunto vescovo allontanò i sedevacantisti dall’insegnamento e dal seminario, compreso il pur dottissimo Guerard de Lauriers che fu elevato all’episcopato da mons, Thuc, e fu all’origine di molti vescovi senza sacerdoti e fedeli. La Chiesa mai ha accusato mons. Lefebvre e la Fraternità S. Pio X di sedevacantismo. La Fraternità S. Pietro queste cose dovrebbe ben saperle.
    Cari cattolici razionalisti, prima di parlare, informatevi …razionalmente, se siete ignoranti, o emendatevi se siete coscienti delle vostre menzogne.

    • David ha detto in risposta a Dante Pastorelli

      Caro irrazionale Pastorelli, Lefebre non ha mai riconosciuto Giovanni Paolo II come vero Papa e anzi ha dichiarato: “La Chiesa che afferma tali errori è al tempo stesso scismatica ed eretica. Questa Chiesa Conciliare è, pertanto, non cattolica. Nella misura in cui Papa, vescovi, preti e fedeli aderiscono a questa nuova Chiesa, essi si separano dalla Chiesa Cattolica”.

      Quindi lui stesso affermò di aderire ad una Chiesa diversa da quella cattolica e questo significa essere sedevacantisti.
      E’ meglio togliere la parola agli irrazionalisti che falsificano la realtà in nome di Satana.

  4. Mikhael ha detto

    Non si può andare contro la Tradizione se ci si vuole definire cattolici poiché rappresenta la fonte perenne del Depositum Fidei.
    Allo stesso modo non si può servire Dio e Baal.
    La FSSPX non è MAI stata e credo mai lo sarà sedevacantista visto che ha sempre celebrato “una cum” con tutti i Pontefici post-conciliari.
    Se poi si vuol far finta che vada tutto bene per non avere grane, vista la persecuzione in atto verso tutto ciò che è legato alla Tradizione, questo è un altro discorso!
    FSSP docet…

  5. Carmine ha detto

    Anche San Paolo – che “resistette in faccia” a San Pietro – era un sedevacantista? Perché Atanasio è santo? Lo dice il Papa perché è vero oppure è vero perché lo dice il Papa? La differenza è abissale. Sarebbe positivismo magisteriale! Che non è cattolico. È possibile che – sul matrimonio – ciò che insegnano i Vescovi polacchi sia diverso da ciò che insegnano i Vescovi tedeschi? Non è cattolico. E dov’è la causa?

  6. Katy ha detto

    La cosa che più mi consola è che i rigurgiti tradizionalisti (di cui qui sopra vediamo qualche esempio) scompariranno tra pochi anni per ovvie ragioni di età anagrafica, l’importante è che non contagino con l’eresia e la ribellione narcisista i pochi giovani cattolici rimasti.

    • Francesco Boato ha detto in risposta a Katy

      Cara Katy, è vero l’esatto contrario! Quelli che tu definisci cattolici tradizionalisti (sacerdoti, seminaristi e laici) sono quasi tutti giovani e giovanissimi e, soprattutto, sono in aumento esponenziale in tutto il mondo, soprattutto dopo il pontificato di Benedetto XVI. Informati prima di dire stupidità, altrimenti fai una figura barbina! Chi si sta estinguendo per ragioni anagrafiche sono i cattolici progressisti (o modernisti che dir si voglia). Faccia un giro nelle parrocchie e troverà solo teste canute, al contrario delle chiese frequentate da cattolici tradizionali.

      • Katy ha detto in risposta a Francesco Boato

        Vedi, siete già una setta scismatica…parli come i “rinati evangelici”. Tranquillo che ci hanno dato per morti migliaia di volte ma noi cattolici papisti rinasciamo sempre, a volte sembra che movimenti gnostici ed eretici abbiano grande fascino poi però la storia li sotterra, basterebbe conoscerla. Buona estinzione Boato e mi raccomando mi saluti i cciovani sedevacantisti che proliferano nei sottoscala delle parrocchie.

      • QB ha detto in risposta a Francesco Boato

        Faccio presente che Francesco Boato, che sul suo profilo FB esibisce la foto con il card. Burke, è un seguace di Alessandro Minutella (si veda la sua pagina Facebook), prete scomunicato dalla Chiesa per eresia e scisma. E’ piuttosto stucchevole l’esibizione fotografica della Messa rigorosamente tridentina esibita sulla pagina FB di Boato, realizzata con dispositivi modernisti come cellulari di ultima generazione in totale dissacrazione verso il rito liturgico al quale si sta assistendo. E’ un esibizionismo vuoto e ridicolo che giustifica le preoccupazioni di molti vescovi verso queste comunità tradizionaliste che usano la liturgia tridentina per contrapporsi al resto del mondo e sopratutto ai nemici ed eretici cattolici che seguono la celebrazione in lingua italiana. Sono forme di isteria e ben vengano i commissariamenti vaticani a tali realtà scismatiche e guerrafondaie.

        • Gsimy ha detto in risposta a QB

          Deve tenere conto che molte delle realtà legate alla FS non hanno nessun sottobosco scismatico

        • lorenzo ha detto in risposta a QB

          Io seguo la Santa Messa di oggi, ma quando leggo che la Santa Messa Tridentina “E’ un esibizionismo vuoto e ridicolo”, lo ritengo una vera e propria bestemmia liturgica: sei sicuro di essere cattolico e di conoscere le disposizioni del Magistero al riguardo?

          • minimus ha detto in risposta a lorenzo

            In Francia tra 10 anni la maggioranza dei preti verrà da comunità tradizionali. Ma mi raccomando, continuate a cantare l’Alleluia delle lampadine per portare in chiesa i ccciovani. Io a 14 anni sono scappato di corsa dalla parrocchia perché stufo di essere trattato come un bambino scemo.

            • minimus ha detto in risposta a minimus

              “Scismatiche e guerrafondaie”, se aggiungi anche “nemico del popolo al soldo della reazione” potrebbe starci bene in comizio del PCUS.

              • Ottavio ha detto in risposta a minimus

                Sì, effettivamente è così. Essendo nemiche della Chiesa sono anche nemiche del popolo, avanti con il commissariamento!

                • Gsimy ha detto in risposta a Ottavio

                  pensare che i Francescani dell’Immacolata, nonostante la presenza di Padre Lanzetta tra i membri, incitavano i propri fedeli a difendere i pontefici del Concilio e post Concilio
                  ma il modo improvvido con cui è stato fatto il commissariamento (tipico esempio di soluzione sbagliata a problemi reali) ha mandato tutto in vacca

                    • Gsimy ha detto in risposta a QB

                      infatti ho parlato di problemi reali, ma semplicemente il modo in cui si è tentato di risolverli (commissariamento d’autorità, divieto della FS etc) ha creato casini, che si sono trasformati in un intrico indistricabile: da tempo mi rifiuto di seguirne gli sviluppi, perchè in ogni parte (sia i contrari che i favorevoli al commissariamento) ci sono delle assurdità

                  • lorenzo ha detto in risposta a Gsimy

                    I Frati francescani dell’Immacolata, le Suore francescana dell’Immacolata, le Piccole sorelle di Maria a Laval, la Fraternità dei Santi Apostoli a Bruxellese, gli Araldi del Vangelo brasiliani, la Familia Christi di Ferrara…

                    • Gsimy ha detto in risposta a lorenzo

                      Gli Araldi del Vangelosono stati commissariati per un motivo molto serio, ovvero che molti membri adoravano come esseri quasi divini Maria, Plinio Correa de Oliveira e la madre di quest’ultimo, e avevano un modo poco pulito di gestire tante cose, come incardinare tutti i loro sacerdoti in un’unica diocesi dovunque essi fossero realmente

                      Per le altre realtà invece il bastone è stato poco giustificato o troppo duro

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Gsimy, sinceramente non mi appassionano molto queste cose e quindi le seguo come cronaca e senza approfondire molto; mi sembra però, se non erro, che abbiano tutti a che fare, chi più chi meno, col “vetus ordo”: non mi par di vedere invece la stessa riprovazione in chi, nel “novus ordo”, rifiuta di recitare il credo nella Santa Messa, cambia a piacere le parole della consacrazione ed adatta al comune sentire odierno i Vangeli perché, a quei tempi, “mica c’era il registratore!”

                    • Gsimy ha detto in risposta a lorenzo

                      Mmm noh, per esempio la Fraternità di Bruxelles aveva un’impostazione tradizionale ma celebrava con il Novus Orso

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Gsimy, ed allora, probabilmente, celebravano con il Novus Ordo in modo troppo tradizionalista senza un minimo di inventiva… 😉

            • lorenzo ha detto in risposta a minimus

              C’è chi critica la Santa Messa, “vetus ordo” e chi critica la Santa Messa “novus ordo”: sono entrambi due facce della stessa medaglia denominata ignoranza liturgica che oggi impera nella nostra Santa Madre Chiesa.

          • QB ha detto in risposta a lorenzo

            L’esibizionismo è quello di Francesco Boato non certo la messa tridentina, alla quale mi capita di partecipare a volte. Parlo di chi usa l’antica liturgia per combattere i “modernisti”, cioè tutti noi cattolici normali e per farlo fanno esibizionismo dei “loro” riti con i cellulari sull’altare mentre il prete è rivolto con le spalle al popolo (come appunto si fa durante il rito tridentino). Sono invasati, come lo sono quelli della SSPX.

  7. minimus ha detto

    Don Komorowski sostiene che non si può andare in paradiso senza essere uniti al papa.
    Il Papa sostiene che perfino gli atei seguendo la propria coscienza possono andare in paradiso.
    Perché non potrebbero anche i lefevriani? Del resto, si concede agli ortodossi tornati in comunione di venerare i santi post-scisma e si celebra la figura di fra’ Martin Lutero.

  8. SimoneOrtolani ha detto

    L’articolo postato è davvero inaccettabile.
    Mons. Lefebvre non era sedevacantista, anzi ha allontanato dal seminario il celebre domenicano Guerard des Lauriers, autore della “Tesi di Cassiciacum”, che lo era. La Fraternità San Pietro è nata nel 1988 da una scissione della Fraternità San Pio X, e lo stesso Padre Bisig che ora viene citato era fra i Superiori della Fraternità San Pio X come Assistente del Superiore generale, prima di andarsene: senza l’opera di Mons. Lefebvre, la Fraternità San Pietro non esisterebbe nemmeno…

    • Gsimy ha detto in risposta a SimoneOrtolani

      diciamo che senza mons Lefebvre la Forma Straordinaria sarebbe diventata quasi esclusivamente patrimonio dei sedevacantisti, che erano ben attivi già alcuni anni prima che il Monsignore fondasse il seminario di Econe
      Lefebvre attraverso il suo carisma radunò il ‘movimento tradizionale’ attorno a sè, evitando che i sedevacantisti prendessero troppo spazio e che venisse reciso ogni legame con la Sede Apostolica
      poi le colpe della rottura del 1988 sono in entrambe le parti: sia di Lefebvre che si lasciò troppo influenzare dai membri più radicali del suo entourage comportandosi in modo a volte contradditorio e poco prudente, e radicalizzandosi sempre più, sia della Sede Apostolica che trattò veramente male la FSSPX, arrivando a scioglierla in modo pretestuoso e rifiutando per anni di autorizzare persino l’esistenza di realtà che celebrassero more antiquo, che dopo il Motu Proprio Ecclesia Dei sono una realtà nella Chiesa

      • lorenzo ha detto in risposta a Gsimy

        Sei proprio sicuro di conoscere:
        – la costituzione liturgica Sacrosanctum Concilium,
        – il motu proprio Sacram Liturgiam,
        – i documenti del Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia,
        – la costituzione apostolica Missale Romanum?

        • Gsimy ha detto in risposta a lorenzo

          io riconosco entrambe le forme del rito romano come valide e legittime, e partecipo abitualmente alla Forma Ordinaria

          • lorenzo ha detto in risposta a Gsimy

            Io partecipo sempre alla Forma Ordinaria, però non sono affatto convinto, come tu scrivi, “che senza mons Lefebvre la Forma Straordinaria sarebbe diventata quasi esclusivamente patrimonio dei sedevacantisti”: sulla base di quei documenti, infatti, il “vetus ordo”, come aveva anche puntualmente ricordato Benedetto XVI, non è stato né abolito né condannato ed è tuttora molto apprezzato, a sentire le polemiche seguite agli incontri preparatori del sinodo dei giovani, nel mondo anglofono.

            • Gsimy ha detto in risposta a lorenzo

              sul ‘non è mai stato abrogato’ lascio parlare San Paolo VI, che è l’autore delle norme sopra elencate

              È nel nome della Tradizione che noi domandiamo a tutti i nostri figli, a tutte le comunità cattoliche, di celebrare, in dignità e fervore la Liturgia rinnovata. L’adozione del nuovo «Ordo Missae» non è lasciata certo all’arbitrio dei sacerdoti o dei fedeli: e l’Istruzione del 14 giugno 1971 ha previsto la celebrazione della Messa nell’antica forma, con l’autorizzazione dell’ordinario, solo per sacerdoti anziani o infermi, che offrono il Divin Sacrificio sine populo. Il nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II. Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino.

              http://w2.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1976/documents/hf_p-vi_spe_19760524_concistoro.html

              quindi secondo l’autore delle norme sopra elencate il Messale di Giovanni XXIII non doveva più essere celebrato
              e infatti allo stesso Monsignore era stato richiesto dai collaboratori del Pontefice di celebrare la Messa con il Nuovo Rito
              è vero, Paolo VI concesse dei limitati indulti, come quello detto ‘di Agatha Christie’, ma comunque di portata limitata
              soltanto nel 1982 san Giovanni Paolo II con un indulto ‘Quattuor Abhinc nos’ metterà una pezza sul pasticcio , concedendo di poter celebrare il vecchio rito con l’autorizzazione del Vescovo locale
              nel 1988 infine autorizzerà l’esistenza di gruppi che celebrino more antiquo

              poi, comunque, io capisco perchè Paolo VI sia stato così rigido, in quanto delle deroghe all’applicazione del nuovo rito sarebbe stata vista come un indebolimento della sua Autorità, che dopo la pubblicazione di Humanae Vitae era contestata da troppe parti, e aveva paura di aumentare l’anarchia nella Chiesa. alla lunga fu un pasticcio
              comunque nell’ultimo incontro di Paolo VI con Lefebvre, avvenuto alcuni mesi dopo il concistoro in cui disse quelle frasi, il papa sembra voler ammorbidire la linea, ma ormai da entrambe le parti la situazione era fuori controllo

              • lorenzo ha detto in risposta a Gsimy

                Se non sbaglio, in quel documento si può leggere:
                “Noi vediamo le linee tracciate dal recente Concilio dirigere e sostenere lo sforzo continuo di adesione al Vangelo di Cristo, in uno sforzo di autenticità cristiana, nell’esercizio delle virtù teologali.
                Noi vediamo con commossa ammirazione il fiorire delle iniziative missionarie e, soprattutto, abbiamo non indubbi segni che, dopo una battuta d’arresto, anche il settore più delicato e grave come quello delle vocazioni sacerdotali e religiose, ha una indubitabile ripresa in vari paesi.
                Noi vediamo in tutti i continenti molti giovani rispondere generosamente e concretamente alle consegne del Vangelo, e dimostrare sforzo di coerenza assoluta tra l’altezza dell’ideale cristiano e il dovere di tradurlo in pratica.
                Sì, venerati Fratelli nostri, veramente lo Spirito è all’opera in tutti i campi, anche in quelli che parevano più inariditi!”

                Oggi invece sento alcuni Vescovi affermare che i frutti del concilio hanno bisogno di almeno un centinaio d’anni prima di maturare,
                ed altri Vescovi asserire che, come afferma papa Francesco, noi cattolici siamo destinati a diventare un piccolo gregge.

    • Ottavio ha detto in risposta a SimoneOrtolani

      Ora vedi che Lefebvre e la FSSPX passano per papisti 😀

      • Gsimy ha detto in risposta a Ottavio

        fino a metà degli anni ’70 Lefebvre non aveva nessuna intenzione di opporsi frontalmente a Roma, ma dopo essere stato preso a pesci in faccia quando chiedeva cosa tutto sommato legittime si radicalizzò sempre più
        mi ricordo che quando Lefebvre andò a parlare con Paolo VI il Santo Padre lo accusò di far fare ai suoi seminaristi un giuramento contro di lui, e questo amareggiò molto il Monsignore, anche perchè era un’assoluta falsità: resta da sapere chi disse questa cosa al Pontefice

        • QB ha detto in risposta a Gsimy

          Facciamolo santo, allora! San Lefebvre..suona anche bene, no? Sai vero dove si trova adesso? Io ho qualche sospetto…ti do un indizio: fa molto caldo e si ode stridore di denti.

          • Gsimy ha detto in risposta a QB

            1) io non ho mai detto che tutto quello che ha fatto mons Lefebvre è stato giusto, anzi, ha fatto molti errori gravi, in primis le consacrazioni episcopali del 1988, che sono state un suo grave sbaglio e un atto che aveva molto dello scismatico

            2) ho semplicemente detto che non ci fosse stato Lefevbre il movimento tradizionale si sarebbe trasformata in una realtà totalmente ribelle, o quasi, alla Santa Sede e totalmente sedevacantista. io credo che Dio, che sa scrivere dritto sulle righe storte, abbia fatto si che ci fosse una situazione di non piena comunione al posto di una situazione totalmente scismatica, facendo sì che ci fosse un male minore al posto di un male molto più grave, e poi sapendo ricavare da questo male minore molti buoni frutti, come la FSSP. ovviamente sono solo miei ipotesi, perchè nessuno conosce il pensiero di Dio

            3) mi è stato sempre insegnato a sperare della salvezza eterna di ogni persona, compresi i più grandi peccatori. Dio sicuramente avrà rettamente giudicato il Monsignore per i suoi sbagli della seconda parte della vita, ma avrà anche tenuto conto del bene che ha fatto nella prima parte della sua vita. Ergo, preghiamo per lui

          • Guildenstern ha detto in risposta a QB

            deve essere lo stesso posto dove sta Lutero, no?

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