Tiene l’ora di religione: scelta dall’88,5% degli studenti

scuola ora religione datiBuona tenuta dell’insegnamento della religione (IRC) nelle scuole, perso solo il 4% in dieci anni a causa di studenti di altre fedi. Ma cresce nelle paritarie dell’infanzia e trova più adesione nei licei che nei professionali.

 

L’insegnamento dell’ora di religione nelle scuole italiane gode di buona salute. Una scelta volontaria, facoltativa, degli studenti e delle famiglie, che ha perso soltanto il 4% di partecipanti in dieci anni. E i motivi riguardano, per lo più, l’aumento di studenti di altre religioni.

L’ultimo rapporto disponibile risale all’anno scolastico 2015/16, dal quale emerge che l’88,5% di studenti si è avvalso dell’ora di religione. Nelle scuole superiori ha scelto di partecipare l’81,6%, nella scuola dell’infanzia il dato sale al 91,7%.

 

Ora di religione: differenze tra scuole statali e paritarie.

Se si separano le scuole paritarie da quelle statali, il risultato cambia poco. L’87,9% degli studenti delle statali sceglie di partecipare all’ora di religione, contro l’88,5% delle paritarie. Una differenza minimale. Addirittura, se si prendono in considerazione soltanto le scuole dell’infanzia paritarie, si è verificato un incremento di partecipazioni dell’1,3%, che ha portato il dato al 91,7%. Nelle superiori paritarie la crescita è impercettibile +0,10%, così come nelle primarie e nelle medie paritarie +0,3%.

 

Maggior frequenza nei licei che negli istituti tecnici.

La minor partecipazione all’ora di religione si registra nelle scuole professionali e negli istituti tecnici, dove d’altra parte è maggiore il numero di studenti stranieri (circa il 10%). Al contrario, si registra maggior partecipazione nei licei scientifici, classici e linguistici dove le adesioni superano l’85% degli studenti.

 

Perché ha più spazio la religione cattolica rispetto alle altre?

Come studenti e famiglie sanno bene, l’ora di religione non è un momento di catechismo cattolico, quello si fa in parrocchia. Si tratta di uno studio e di un confronto con gli alunni sul pensiero religioso che, volente o nolente, è parte integrante della vita di ognuno e della storia di tutti i paesi occidentali. Evidentemente il peso del cristianesimo cattolico è preponderante ma, com’è ovvio che sia, anche nelle altre materie scolastiche si dà maggior spazio a Dante e Manzoni rispetto a Yasunari Kawabata e Rolf Jacobsen. Così, lo studio della religione cattolica, più dell’ebraismo, del scintoismo o del buddhismo, è indispensabile per capire il nostro passato e dunque il nostro presente e futuro. L’altissimo numero di famiglie e studenti che scelgono di partecipare ogni settimana all’ora di religione nelle scuole italiane dimostra che la materia è interessante e non è un abuso della laicità, come spesso invece affermano alcuni polemisti.

 

 

La redazione

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22 commenti a Tiene l’ora di religione: scelta dall’88,5% degli studenti

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  1. Borg ha detto

    Vabbe bisogna anche dire che non c è una alternativa valida. Io a mio figlio farei fare educazione civica o altro, se ci fosse. Invece non c è nulla , quindi entra un’ ora dopo con sua grande goduria. E conosco molto altri genitori che li lasciano frequentare per non vedere i figli sparpagliati ovunque.

    • underwater ha detto in risposta a Borg

      Non c’è alternativa valida perché che qualità avrebbe l’alternativa? I valori laici “sani” sono valori cristiani desacralizzati, i tanto sbandierati “diritti civili” capricci individuali legalizzati.

      Inoltre l’educazione civica sta per tornare ad essere una materia distint. Oggettivamente, a che servono ore di educazione civica, se i valori possono essere trasmessi solo all’interno di una visione trascendente dell’individuo? Se non esiste niente, tutto è convenzione, quindi i “valori” sono destinati ad essere accantonati in nome della soverchiante legfe della sopravvivenza del più forte. L’ emergenza educativa finirà quando ci arrenderemo al fatto che abbiamointrinsecamente bisogno di Dio.

  2. robyt ha detto

    Purtroppo l’ora di “religione”, almeno quella che facevo io alle superiori, era un’ora assolutamente sprecata (mio parere personale), proprio per via dei programmi ministeriali imposti. In 5 anni, non si parlò mai una sola volta di religione, quindi chi crede che si impari qualcosa al riguardo è fuori strada. Chi oggi volesse sapere le differenze principali tra buddismo e scintoismo, non potrebbe di certo farlo iscirvendosi alla scuola dell’obligo, ma dovrebbe fare parecchie ricerche per sé. Questo per via delle riforme che fecero negli anni passati, che trasformarono l’ora di “religione”, non tanto nello studio di essa, ma in un ora di parapsicologia (la “scienza” per eccellenza che ha soppiantato la religione nel XX secolo, che analizza il comportamento umano, e ha una risposta relativa (o sbagliata, visto che cambia a seconda del caso in questione) per tutto. Allora, io ricordo che si parlava di droga, ragazzi sbandati, donne madri, e altre cose, tutto tranne che di religione.

  3. Andrea2 ha detto

    Articolo molto interessante ma che contiene una imprecisione che può trarre in inganno il lettore. Infatti dicendo “Si tratta di uno studio e di un confronto con gli alunni sul pensiero religioso che, volente o nolente, è parte integrante della vita di ognuno e della storia di tutti i paesi occidentali. Evidentemente il peso del cristianesimo cattolico è preponderante” non si chiarisce che non si tratta di un’ora di studio sulle diverse religioni di insegnamento della religione cattolica così come previsto dal comma 2 dell’articolo 9 della legge 1985/121 che recita La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i princìpi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.
    La Corte Costituzionale è stata chiamata a verificare la costituzionalità dell’intero articolo 9 e lo ha fatto con la sentenza 1989/203 dove ha detto che l’articolo 9, in base alla Costituzione (articoli 2, 3 e 19), è costituzionale.
    Quindi Serena stia serena e pensi invece al suo treno bloccato su di un binario morto (salutami Giusy).

  4. Emanuele ha detto

    Certi commenti sono veramente assurdi, scusate.

    L’insegnamento della IRC è del tutto volontario, chi lo ritiene lesivo della libertà dei propri figli può optare per altro.

    Assurdo dire che non ci sono alternative: come minimo il ragazzo può andare nella biblioteca della scuola leggere Platone, Voltaire o chi gli pare. Un arricchimento enorme! Se bighellonano, si tratta di educazione da dare ai figli a casa, prima di tutto.

    Pensare poi che ci siano pressioni ecclesiastiche è del tutto ridicolo. Ma vete idea di quanti frequentano regolarmente una chiesa? Di quanti seguono i precetti morali o se ne preoccupano? Via non scherziamo…

    Casomai l’ora di IRC è un esempio di laicità e democrazia: chi vuole segue, chi non vuole non segue. È nessuno vieta agli altri genitori di organizzare corsi o formazione alternative. Magari funzionasse così per tutte le materie!

    Certo se seguono in molti a qualcuno rode. Rode soprattutto che nonostante il largo uso di droghe, sesso, social, etc. ancora a molti interessi l’Infinito.

  5. lorenzo ha detto

    Laico è qualsiasi persona che non ha ricevuto il sacramento dell’Ordine.
    Laicista è colui che vuole tutte le persone soggette all’ideologia atea: caratteristica del laicista nostrano è l’odio verso i credenti e la Chiesa Cattolica in particolare.

  6. alessandro pendesini ha detto

    L’ora di religione –se proprio la riteniamo indispensabile- dovrebbe includere la storia e preistoria quindi l’inizio delle religioni, e la genesi di queste : l’animismo…..e non di una sola, ritenuta arbitrariamente l’unica, l’ortodossa : la cattolica ! escludendo di fatto tutte le altre considerate ovviamente false !…

    Un corso di religione che non stimola il pensiero critico e non impara a pensare razionalmente, quindi evitando qualsiasi visione fantasmatica, non è l’insegnamento della « Verità », V maiuscola, ma l’insegnamento della sottomissione.

    • Emanuele ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Alessandro, tu sei una persona intelligente.

      Come scritto giustamente nell’articolo, lo scopo principale dell’insegnamento della religione cattolica è spiegare come mai la società in cui viviamo si è evoluta in una certa direzione. Perché i musei sono pieni di un certo tipo di quadri e cosa rappresentavano (anche simbolicamente) per chi li fece e commissionò. Perché le nostre città e paeselli sono gremiti di chiese e conventi. Perché abbiamo festività come Natale, Pasqua, Epifania, Assunzione, Immacolata Concezione (…che quasi nessuno si ricorda cosa vuol dire, appunto).

      Nello stesso modo, per la letteratura studiamo prevalentemente autori italiani, per la storia ci dedichiamo prevalentemente alle vicende italiane, etc. Questo perché le vicende e le lettere di altri popoli hanno avuto poca o nessuna influenza sulla nostra società.

      Quindi, animismo, induismo, schintoismo, buddismo, etc. hanno avuto influenze del tutto trascurabili e non rientrano nel bagaglio minimo culturale che dovrebbe avere una persona a scuola. Inutile infatti pensare di capire altre culture se non si hanno le basi della propria. Posso peraltro assicurarti che quella misera ora la settimana e del tutto insufficiente per spiegare l’influsso incredibile del cristianesimo sull’Europa (basta sentire gli sfondoni di politici e giornalisti ed intellettuali). Figuriamoci se in un’ora dovessimo parlare di tutte le religioni…

    • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Tipico ragionamento non laico ma laicista, fatto da chi, come te, è così accecato dalla propria ideologia ateista da rifiutare il fatto che uno dei fondamentali della civiltà europea è il cristianesimo: possibile non ti renda conto che se la pianta taglia il collegamento con le proprie radici, la pianta muore?

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