L’inedito Michel Houellebecq: «I cattolici? Salveranno l’Occidente dal suicidio»

Houellebecq, i suoi libri e il suicidio dell’Occidente. Il celebre romanziere francese dimette i panni del libertino e si mostra compiaciuto della crescente fertilità dei cattolici e della determinazione delle nuove generazioni.

 

E’ nel 2015 che anche in Italia si iniziò a parlare abitualmente del saggista francese Michel Houellebecq, grazie al suo bestseller Sottomissione (Bompiani 2015).

Parla della vittoria di un partito islamico radicale che vincerà le elezioni in Francia nel 2022 grazie all’alleanza con il Partito Socialista: un libro provocatorio, chiaramente, e per macabra coincidenza pubblicato il giorno della strage nella redazione di Charlie Hebdo.

Houellebecq venne definito «l’enfant terrible della letteratura francese», ogni suo romanzo è un evento nazionale ed è oggetto di apprezzamenti ma anche critiche spietate: islamofobo, misogino, razzista ecc. In una famosa intervista ha risposto: «Sono islamofobico? Sì, probabilmente. Si può aver paura, la parola fobia significa paura piuttosto che odio. Temo che tutto vada storto in Occidente; si potrebbe dire che già sta andando male. Sono spesso le minoranze più risolute a fare la storia, è quello che sta accadendo con l’Islam radicale». Il romanziere si è guadagnato la difesa del filosofo Alain Finkielkraut e di Marine Le Pen, leader del Rassemblement national (ex Front National), seppur Houellebecq sia un socialista convinto.

Socialista e ateo, eppur accusa l’Occidente di «suicidio economico, demografico e sopratutto spirituale». Nel weekend scorso ha tenuto una conferenza a Bruxelles, tutta dedicata all’Occidente, durante la quale ha fatto delle affermazioni piuttosto insolite e significative:

«Una società senza religione, una società secolarizzata conduce una vita infelice e breve. Questa era la tesi di Auguste Comte ma mi ha sedotto perché ho avuto l’opportunità di scoprire nella mia vita che privata che la religione è in grado di cambiare il comportamento di un essere umano, in effetti è l’unica cosa in grado di farlo».

Ha sempre sostenuto l’impossibilità per la società a sopravvivere senza religione perché, assieme la famiglia, è l’unica in grado di rispondere adeguatamente alla necessità esistenziale di dare un senso all’esistenza. Si conferma però l’impressione che da due anni a questa parte il celebre romanziere francese abbia anche personalmente dismesso i panni dello scrittore edonista e libertino, tanto che qualche tempo fa ha constatato compiaciuto «un curioso ritorno del cattolicesimo» in Francia, sopratutto dopo la celebre manifestazione della Manif pour tous contro il matrimonio omosessuale.

«È un fenomeno che constato senza capirlo veramente, ed è meno reazionario di quanto si pensi. I cattolici in Francia sono diventati così consapevoli della loro forza. Era come una corrente sotterranea che improvvisamente è venuta alla luce. Per me è uno dei momenti più interessanti della storia recente. Il fatto è che i fedeli cattolici mettono al mondo più bambini degli altri. E trasmettono i loro valori ai bambini. Cioè, il loro numero aumenterà».

Rispetto alla crisi demografica, secondo lui è errato legarla alla crisi economica ma piuttosto sostiene l’idea che vi sia una incompatibilità tra benessere e natalità, quando cresce uno decresce l’altro, seppur consapevole di sfidare il buon senso. Ma le religioni sono un’eccezione, come è stato per l’Islam all’inizio del ‘900: sembrava sull’orlo della scomparsa ma è riuscito a rinascere grazie all’alto tasso di fertilità. «Quello che è successo con l’Islam, potrebbe succedere oggi con il cristianesimo?», si domanda.

L’ipotesi di Houellebecq coincide con quella di un grande storico delle religioni, Philip Jenkis, docente alla Baylor University e alla Pennsylvania State University, di cui abbiamo parlato poco tempo fa. Ha constatato che «se la fertilità è minore, allora la società è anche più laica, meno religiosa. E’ una magia sociologica». Per questo Jenkis ha risposto positivamente alla domanda di Houellebecq: sì, il cristianesimo salverà l’Occidente dal suo suicidio poiché le famiglie cristiane sono fertili, educano i figli con valori forti e questo accade in Europa ma, sopratutto, in Nigeria, in Etiopia e in tutto il Golfo arabo. Popolazioni cristiane che, volenti o nolenti, arriveranno presto all’interno dei confini europei, si stabiliranno, lavoreranno e faranno famiglia: «Il cristianesimo può rischiare di scomparire, certo, ma rinasce sempre. E’ come la resurrezione».

La redazione

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30 commenti a L’inedito Michel Houellebecq: «I cattolici? Salveranno l’Occidente dal suicidio»

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  1. Antonio ha detto

    Per questo Jenkis ha risposto positivamente alla domanda di Houellebecq: sì, il cristianesimo salverà l’Occidente dal suo suicidio poiché le famiglie cristiane sono fertili, educano i figli con valori forti e questo accade in Europa ma, sopratutto, in Nigeria, in Etiopia e in tutto il Golfo arabo. Popolazioni cristiane che, volenti o nolenti, arriveranno presto all’interno dei confini europei, si stabiliranno, lavoreranno e faranno famiglia: «Il cristianesimo può rischiare di scomparire, certo, ma rinasce sempre. E’ come la resurrezione».

    In ogni caso spero in una resurrezione autoctona, e non in una resurrezione dovuta al fatto che popolazioni straniere vengono a rimpiazzare la mia. Non ho nulla contro i Balotelli per dire, lo considero del tutto italiano essendo nato qui ed essendo stato cresciuto da italiani.

    Però forse sono retrogrado ma spero che la popolazione attuale italiana non faccia la fine dei nativi americani in Nord America e dei nativi messicani in Messico.

    La resurrezione avvenga pure ma ad opera nostra, grazie.

    • Klaud ha detto in risposta a Antonio

      Temo che al Vaticano importi più la quantità che non la qualità.

      • Antonio ha detto in risposta a Klaud

        Per fortuna, anche se sono cattolico, non sono tenuto a concordare e approvare la politica di Papa Francesco. 😉

        • theo ha detto in risposta a Antonio

          Il battezzato e sempre battezzato, da dovunque venga. Chi si mette a fare distinzioni razziali tra battezzati cattolici non si mette contro Papa Francesco, ma il Catechismo.

          • Antonio ha detto in risposta a theo

            @Theo

            Sperare che la popolazione italiana come la conosciamo non si estingua sarebbe contro il Catechismo? Non farmi ridere.

          • Antonio ha detto in risposta a theo

            Poi perché parli di distinzioni razziali quando la razza con ciò che ho scritto non c’entra nulla? Ad esempio gente come Balotelli la reputo italiana quanto me, perché nati qui e cresciuti da italiani, come ho scritto.

            In America moltissimi americani non sono a favore con l’esodo di massa dal Messico e da altri paesi vicini verso gli Stati Uniti, nonostante si tratti di battezzati. Ti sei chiesto il motivo? E l’America è una nazione di migranti, nata e fondata da migranti, a tutti gli effetti, non come noi. Non è una questione razziale, ma culturale e di sicurezza. E fidati che se fossimo noi ad essere confinanti con il Messico la penseresti allo stesso modo (per informazioni http://borderlandbeat.com ).

            • Antonio ha detto in risposta a Antonio

              “In America moltissimi americani non sono a favore con l’esodo “

              A favore dell’esodo, non “con l’esodo”.

              Ad ogni modo, quello che molti non capiscono è che permettere al terzo mondo di invadere il primo mondo non risolve i problemi del terzo mondo, ma semplicemente li trasferisce al primo, di fatto rendendo il primo mondo terzo mondo anch’esso.

              Quello che va fatto è cercare di rendere primo mondo il terzo mondo, aiutandoli dove sono, non incoraggiare la sostituzione etnica nei propri paesi, che l’unica cosa che porta è un impoverimento e un imbastardimento culturale, rendendo i popoli un minestrone indistinto senza qualità.

            • Antonio ha detto in risposta a Antonio

              @Theo

              Ti ho linkato Borderlandbeat per darti un’idea del perché una nazione con una stragrande maggioranza di battezzati (gli Stati Uniti) può ben avere problemi con l’esodo da altre nazioni dove vi è una stragrande maggioranza di battezzati (esempio il Messico, appunto).

              Stando ai problemi di casa nostra https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/pollenza_donna_cadavere_smembrato_valigie_macerata-3518853.html e in Nigeria il 50% della popolazione è cristiana, quindi quello poteva ben essere un battezzato, per dire.

              La morale della favola è: diamoci da fare noi e facciamo in modo che la nostra popolazione si rinnovi, ricominciamo a fare figli invece che sperare in una sostituzione etnica sia pure ad opera di “altri battezzati”.

              Perché, fidati, un’Italia “nigerianizzata” non la vorresti vedere, nel senso che non ti piacerebbe. Così come gli americani non vogliono la messicanizzazione del loro paese.

              Perchè se non esistono razze superiori alle altre, il che è vero, esistono certamente culture superiori alle altre. Poi chi è convinto che il proprio paese possa sopravvivere senza che gli autoctoni facciano figli a sufficienza e importando invece masse di persone con poca cultura e con un quoziente intellettivo medio nettamente inferiore agli autoctoni ( prego fare un confronto https://iq-research.info/en/average-iq-by-country ) magari ha pure ragione, ma bisogna vedere cosa rimarrà del proprio paese e che cosa significherà dire “Italia” fra qualche decennio, e in quali condizioni economiche e sociali sarà la nazione chiamata “Italia” (ammesso che dell’Italia sarà appunto rimasto qualcosa oltre che al nome, da lì il mio “Italia” tra virgolette).

              Meglio che ci diamo una mossa noi, sostanzialmente, fidati.

              Spero di essere stato chiaro.

              • theo ha detto in risposta a Antonio

                Sono daccordo che gli italiani non si devono estinguere. Siamo noi che dobbiamo fare più figli.
                Ma tu hai fatto altro. Hai detto che un immigrato battezzato è pericoloso come un non battezzato. Se permetti, nella Chiesa non esiste distinzione di razza e la differenza tra battezzato e non battezzato è ontologica.

                Quelli che non devono proprio entrare sono i musulmani.

                • Antonio ha detto in risposta a theo

                  Purtroppo non hai capito quello che ho detto e non hai capito che la razza non c’entra.

                  Il Messico è una nazione cattolicissima, piena di battezzati che scuoiano vivi e decapitano altri battezzati. Lì vorresti in Italia, pur con tutta la loro differenza ontologica rispetto ad un non battezzato? Perché è per quella ragione che gli americani hanno seri problemi con l’immigrazione da quei paesi, e molti non la vogliono.

                  Lo stesso dicasi qui da noi con l’immigrazione che stiamo subendo. La razza non c’entra una mazza di nulla.

                • Antonio ha detto in risposta a theo

                  Poi è evidente che l’immigrazione musulmana sia ancora peggiore, ma quanto ho detto per il resto rimane.

      • Sebastiano ha detto in risposta a Klaud

        E questo mentecatto da dove spunta?
        Redazioneeeeeee….

      • Klaud ha detto in risposta a Klaud

        Vade retro, anima bannata!

    • Tommasodaquino ha detto in risposta a Antonio

      Bhe è la stessa paura che avevano i romani prima del crollo di Roma, ma alla fine la storia è stata diversa e le paure erano solo nella mente di quelle persone.

      • Antonio ha detto in risposta a Tommasodaquino

        Stai dicendo che l’immigrazione di massa da paesi con un livello di civiltà e cultura drammaticamente inferiore alle nostre non danneggerà il nostro paese? Non facciamo paragoni assurdi con situazioni molto diverse (i barbari vennero convertiti da una Chiesa forte, questa Chiesa chi vuoi che converta?).

        Solo persone cieche o in malafede possono pensare che gli attuali livelli di civiltà e di sicurezza rimangano inalterati se gli autotctoni non si riproducono e l’Italia diventa una enclave del terzo mondo.

        La soluzione è riprendere a fare figli, e avere meno paura del futuro.

      • Antonio ha detto in risposta a Tommasodaquino

        Stai dicendo che l’immigrazione di massa da paesi con un livello di civiltà e cultura drammaticamente inferiore alle nostre non danneggerà il nostro paese? Non facciamo paragoni assurdi con situazioni molto diverse (i barbari vennero convertiti da una Chiesa forte, questa Chiesa chi vuoi che converta?).

        Solo persone cieche o in malafede possono pensare che gli attuali livelli di civiltà e di sicurezza rimangano inalterati se gli autotctoni non si riproducono e l’Italia diventa una enclave del terzo mondo.

        La soluzione è riprendere a fare figli, non lasciare che l’Italia diventi irriconoscibile.

        • theo ha detto in risposta a Antonio

          Il problema è che non ti accorgi che il paragone di Tommaso è davvero calzante. La civiltà romana era di gran lunga superiore in arte, tecnologia, giurisprudenza, letteratura, ma i barbari li surclassavano in coerenza morale (fin da Tacito!).
          La gente non cambia dall’oggi al domani: per avere la Sorbona di S. Tommaso siamo dovuti passare dal vandalo che raccoglie rotoli in fiamme con i testi di Agostino, e da un franco che si fa sacro romano imperatore.
          Inoltre insulti la Chiesa intera, facendo di ogni erba un fascio, e non hai alcuna speranza nello Spirito Santo, che la vivifica e opera sempre.
          Stai facendo un discorso che, oltre ad essere antistorico, di cristiano non ha nulla.

          • Antonio ha detto in risposta a theo

            Non è calzante proprio perché la situazione del cristianesimo oggi è completamente diversa rispetto a quel tempo. Quello che non capisco è cosa ci sarebbe di cristiano nell’auspicare la sostituzione etnica nel proprio paese, non ritengo certo di non essere cristiano perché rifiuto la propaganda mondialista.

          • Antonio. ha detto in risposta a theo

            Riguardo agli immigrati

            “I migranti di seconda generazione se ne fregano di essere italiani

            I dati sugli immigrati
            Per la precisione, il 33% si sente straniero, il 29% non lo sa e solo il 38% dice di sentirsi italiano. Un po’ pochi per dire che i migranti di seconda generazione, quindi spesso nati in Italia e che nel Belpaese hanno fatto le scuole, siano davvero integrati. Anche perché il 43% degli stranieri dice di non sentirsi di appartenere all’Italia per quanto riguarda tutti i doveri che avere la cittadinanza comporta.

            E certo non è solo colpa dell’Italia. Nel rapporto “Integrazione. Conoscere, misurare, valutare”, l’Istat certifica che l’89,2% degli insegnanti delle scuole di primo grado che hanno avuto studenti immigrati afferma di aver trovato carenze linguistiche nei ragazzi, il 77,7% difficoltà di apprendimento e 42,2% problemi di comportamento.

            Andiamo avanti. Il 63,2% degli immigrati, come riporta La Verità, pur vivendo in Italia decide di frequentare solo amicizie di connazionali, snobbando gli italiani. Se guardiamo al dato solo per gli immigrati di seconda generazione la percentuale scende al 50%, che è comunque tantissimo. Tra i marocchini appena il 49,2% ha un amico con cui parla italiano, mentre il 69,2% dei cinesi non usa la nostra lingua al di fuori dell’orario di lavoro”

            No ma tranquilli: chi non vede la grande ricchezza portata da tutto ciò è antistorico e anticristiano.

            Riguardo al paragone coi barbari permettimi di citare Prete famoso nel web

            “Ricordiamo infatti che quando i barbari discesero dal Nord dell’Europa mentre l’Impero Romano era agonizzante, trovarono i detentori del potere ubriachi e truccati da donne impegnati a giocare nelle alcove con i giovanotti [cf. mio precedente articolo, QUI]. O, detta in altri termini: i romani erano presi a vivere lo stile di vita LBGT che aveva ormai da tempo assorbito lo stile di vita S.P.Q.R, acronimo che anticamente riassumeva il concetto e fondamento di Senatus Populus Quirites Romani, ed in seguito Senatus PopulusQue Romanus. La differenza, come varie volte ho ricordato, fu che i barbari, colpiti dalla virile tempra dei grandi Padri della Chiesa, in quel clima di totale decadenza si convertirono in massa al Cristianesimo. Nella Roma di oggi, da chi dovrebbero essere conquistati i nuovi barbari, forse da quattro finocchi impazziti avvinghiati come polipi al trono, al quale tutto sommato sono di grandissima utilità, essendo costoro i più devoti ruffiani, i servitori più interessati, i delatori e le spie più efficienti, nonché facilmente gestibili e manipolabili dal sovrano, che conosce a uno a uno tutti i cadaveri in putrefazione che essi tengono chiusi dentro i loro sepolcri, neppure bene imbiancati, come invece lo erano i sepolcri richiamati nei Santi Vangeli? [cf. Mt 23, 27-32].”

            Ma tu puoi cullarti tranquillo nell’illusione che si convertiranno in massa o nella speranza che vengano più battezzati che musulmani, come se l’immigrazione di battezzati che vengono da paesi dove il qi medio è under 85 e dove smembramenti e decapitazioni sono la norma arricchisca il nostro paese.

            Io invece vorrei che gli italiani riscoprissero l’orgoglio di essere italiani e non si lasciassero morire. Ognuno ha i suoi gusti.

          • Antonio. ha detto in risposta a theo

            La seconda citazione è di Padre Ariel, l’ho tratta da questo https://isoladipatos.com/il-sinodo-dei-giovani-la-chiesa-dopo-la-shoa-del-mondo-cattolico-sara-giudicata-al-nuovo-processo-di-norimberga-dove-i-cardinali-ed-i-vescovi-risponderanno-ma-io-ho-solo-obbedito-a-degli-o/ articolo che vi consiglio di leggere. È molto istruttivo sulla situazione attuale.

            • theo ha detto in risposta a Antonio.

              Ti ripeto per l’ennesima volta che NON VOGLIO e NON VORRo’ MAI la sostituzione etnica così come la immagini tu.
              Ti ripeto di nuovo che LA SOLUZIONE E’ FARE PIU’ FIGLI NOI ITALIANI.

              Ma tu non stati difendendo la civiltà cristiana: CRIMINALIZZI LA CHIESA (come se i cattolici italiani fossero tutti dossettiani) e CRIMINALIZZI FRATELLI NELLA FEDE. I comportamenti devianti nei Paesi cattolici più poveri derivano da povertà, ignoranza e ateismo, esattamente come da noi. E sono anche personalmente convinto che in Messico, specialmente contro i preti, sia in atto una terza tornata della repressione della Cristiada sotto mentite spoglie di una guerra tra narcos.

              • Antonio. ha detto in risposta a theo

                Ti ripeto per

                l’ennesima volta che NON VOGLIO e NON VORRo’ MAI la sostituzione etnica così come la immagini tu.

                Ottimo.

                Ti ripeto di nuovo che LA SOLUZIONE E’ FARE PIU’ FIGLI NOI ITALIANI.

                Ottimo.

                Ma tu non stati difendendo la civiltà cristiana: CRIMINALIZZI LA CHIESA (come se i cattolici italiani fossero tutti dossettiani)

                Non fare confusione, io non criminalizzo tutti i cattolici come se fossero tutti dossettiani. Io parlavo della situazione ai vertici, qualora non fosse chiaro.

                E CRIMINALIZZI FRATELLI NELLA FEDE.

                Fermo lì, io non criminalizzo i fratelli nella Fede, ho solo riportato dei fatti.

                I comportamenti devianti nei Paesi cattolici più poveri derivano da povertà, ignoranza e ateismo, esattamente come da noi.

                Non solo. Derivano anche da determinate influenze culturali molto radicate che nemmeno i missionari nei secoli passati sono riusciti ad estirpare del tutto. Non è solo una questione di povertà e ignoranza (infatti anche le zone più povere qui in Italia non hanno neanche lontanamente quei livelli di violenza e barbarie, nemmeno se confrontati con le zone più ricche di quei paesi) , tantomeno ateismo, quasi assente in quei paesi.

                E sono anche personalmente convinto che in Messico, specialmente contro i preti, sia in atto una terza tornata della repressione della Cristiada sotto mentite spoglie di una guerra tra narcos.

                Il Messico è uno dei paesi più pericolosi al mondo per i preti cattolici, ma la guerra tra narcos è molto reale. E la corruzione e la violenza ha investito ogni parte di quella società. Ma già nel 1997 c’era un tasso di omicidi non tanto divers Ma come dicevo il Messico è un problema degli americani, sono loro che stanno avendo a che fare con quel tipo di immigrazione, io l’ho citato solo per dire che, sebbene sia ovvio che l’immigrazione musulmana sia peggiore, l’equazione “immigrato cattolico proveniente da paese cattolico = facilmente integrabile” non regge https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2018/09/06/news/_barrio_le_gang_dei_latinos_alla_conquista_di_milano-205757829/ Tutto li. Come non regge per il Messico, problematica che riguarda gli Usa, non regge nemmeno per gran parte dei paesi menzionati nell’articolo.

              • Antonio. ha detto in risposta a theo

                “Ti ripeto per

                l’ennesima volta che NON VOGLIO e NON VORRo’ MAI la sostituzione etnica così come la immagini tu.”

                Ottimo.

                “Ti ripeto di nuovo che LA SOLUZIONE E’ FARE PIU’ FIGLI NOI ITALIANI.”

                Ottimo.

                “ Ma tu non stati difendendo la civiltà cristiana: CRIMINALIZZI LA CHIESA (come se i cattolici italiani fossero tutti dossettiani)”

                Non fare confusione, io non criminalizzo tutti i cattolici come se fossero tutti dossettiani. Io parlavo della situazione ai vertici, qualora non fosse chiaro.

                “ E CRIMINALIZZI FRATELLI NELLA FEDE.”

                Fermo lì, io non criminalizzo i fratelli nella Fede, ho solo riportato dei fatti.

                “ I comportamenti devianti nei Paesi cattolici più poveri derivano da povertà, ignoranza e ateismo, esattamente come da noi.”

                Non solo. Derivano anche da determinate influenze culturali molto radicate che nemmeno i missionari nei secoli passati sono riusciti ad estirpare del tutto. Non è solo una questione di povertà e ignoranza (infatti anche le zone più povere qui in Italia non hanno neanche lontanamente quei livelli di violenza e barbarie, nemmeno se confrontati con le zone più ricche di quei paesi) , tantomeno ateismo, quasi assente in quei paesi.

                “E sono anche personalmente convinto che in Messico, specialmente contro i preti, sia in atto una terza tornata della repressione della Cristiada sotto mentite spoglie di una guerra tra narcos”

                Il Messico è uno dei paesi più pericolosi al mondo per i preti cattolici, ma la guerra tra narcos è molto reale. E la corruzione e la violenza ha investito ogni parte di quella società. Ma già nel 1997 c’era un tasso di omicidi non tanto divers Ma come dicevo il Messico è un problema degli americani, sono loro che stanno avendo a che fare con quel tipo di immigrazione, io l’ho citato solo per dire che, sebbene sia ovvio che l’immigrazione musulmana sia peggiore, l’equazione “immigrato cattolico proveniente da paese cattolico = facilmente integrabile” non regge https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2018/09/06/news/_barrio_le_gang_dei_latinos_alla_conquista_di_milano-205757829/ Tutto li. Come non regge per il Messico, problematica che riguarda gli Usa, non regge nemmeno per gran parte dei paesi menzionati nell’articolo.

                P.s: se non altro con la nuova legge sulla legittima difesa appena passata gli italiani non saranno più vittime designate.

                • theo ha detto in risposta a Antonio.

                  Continui a fingere di non aver detto, invece dici, negando per di più ogni possibilita’ all’evoluzione delle persone, e lo dico da leghista. Facendo così squalifichi la causa.
                  Fuori i maomettani: per i cristiani vale il principio enunciato dal card. Giacomo Biffi.

                  • Antonio. ha detto in risposta a theo

                    @Theo

                    “Continui a fingere di non aver detto, invece dici, ”

                    Che cosa avrei detto? Sentiamo.

                    Sarei tenuto a credere che uno solo perché cristiano sia facilmente integrabile, indipendentemente da quale paese viene? Questa è ideologia del più basso conio

                    Se si tratta di accogliere cristiani perseguitati dai musulmani ad esempio mi sembra chiaro che le braccia sono spalancate, ma per quanto riguarda l’immigrazione “economica” ritengo che i criteri debbano essere comunque ragionevolmente stretti.

                    • theo ha detto in risposta a Antonio.

                      Certamente.

                      Provo a rispiegarmi: non ci sono dubbi che i popoli extraeuropei diventati crstiani da meno di noi presentino ANCHE problemi sociali e costumi di grande svantaggio, che abbisognano di ulteriore decantazione, ma non possono essere dipinti in massa come trogloditi inintegrabili con QI ab-norme, per rubare una espressione a Mel Brooks.nNeanche i nostri padri, che hanno formato la civiltà cristiana europea così come la abbiamo conosciuta, erano inizialmente perfetti. Ci sono voluti secoli, invece tu ragioni come se si fossero trasformati di colpo dalla sera alla mattina.

                      Sono più facilmente integrabili? Sicuramente SI. Non è ideologia di basso conio, è ideologico escliderlo a priori.

                      Che piaccia o no, il cattolico non può essere nazionalista a tutto tondo nel senso moderno del termine. La modernità nasce anticristiana con Lutero, non a caso un nazionalista che rompe l’unità dell’Europa cristiana. La Chiesa accoglie inevitabilmente nel suo seno tutti i popoli, perché così ha ordinato Cristo, che non ha detto di battezzare solo i più intelligenti, belli e sani, ma tutti indistintamente, perché tutti entrino a far parte dell’unica vera nazione fin dalle origini, il Regno di Dio. Il mondialismo é eresia perché vuole fare questo senza Dio e annullando ogni specificità, mentre la Chiesa rispetta i tempi e le culture di tutti i popoli, perché si fida del Creatore, che ha creato anche la molteplicita’.

                      Il cattolico può difendere la cultura della sua nazione quando essa è impregnata di Vangelo e rappresenta una testimonianza positiva per gli altri popoli. Il vero dscrimine e’ tra chi e’ battezzato e chi no. L’Occidente contemporaneo non è un modello per nessuno perché nel 1968 ha svenduto ai suoi istinti deteriori pure le mutande. Bene e male sono in ogni uomo, e ogni uomo ci deve lottare, altrimenti non esisterebbe la Confessione.

                    • Antonio. ha detto in risposta a Antonio.

                      Io non li ho dipinti in massa come trogloditi, ma come persone facenti parte di culture molto meno avanzate della nostra, e questo è un dato di fatto. Anche noi abbiamo avuto le guerre di mafia in Italia, ma certe barbarie qui (sia in quantità che in qualità) non si sono viste.

                      E nemmeno nego che siano più facilmente integrabili dei musulmani. È chiaro che sia così. Nego che uno, solo perché cattolico, sia facile da integrare in senso assoluto. Un conto è dire che i cattolici extraeuropei siano più facili da integrare, un conto è dire che la loro immigrazione sia paragonabile ad una ipotetica immigrazione spagnola in Italia (questi si che sarebbero facilmente integrabili) o anche, stando ai popoli extraeuropei, Argentina (anche loro sarebbero facilmente integrabili) o passando all’Africa, Eritrea (dove ci sono molte scuole italiane, ecco questi sono immigrati che sarebbero integrabilissimi).

                      Dico semplicemente che nei confronti degli altri, fatti salvi ovviamente coloro che fuggono dalle persecuzioni musulmane, l’accoglienza deve essere regolata in modo ragionevolmente stretto, tutto li. Valutando anche le loro competenze e cosa possono dare al paese, visto che non siamo il Babbo Natale del mondo.

                      Tu hai risposto “certamente “ quindi suppongo che tu sia d’accordo.

                      Riguardo al nazionalismo, ti ho già detto come la penso. Per dirti, non ho nulla da obbiettare ad un Balotelli in nazionale ma ho molto da obiettare ad uno come EDER in nazionale, che non è italiano manco per idea (di certo il fatto che uno abbia un trisnonno italiano non lo rende italiano, manco alla lontana). Come vedi la razza non c’entra nulla con le mie idee.

                    • Antonio. ha detto in risposta a Antonio.

                      E aggiungo anche che se è vero che

                      nNeanche i nostri padri, che hanno formato la civiltà cristiana europea così come la abbiamo conosciuta, erano inizialmente perfetti. Ci sono voluti secoli, invece tu ragioni come se si fossero trasformati di colpo dalla sera alla mattina.

                      È altrettanto vero che, proprio per questo motivo, non sono ansioso di vedere l’Italia e l’Europa tornare a come erano un tempo perché invase da gente che è cresciuta in un ambiente totalmente diverso dal nostro e che ha abitudini, modi di pensare e, si, anche un quoziente intellettivo (ripeto, fare un confronto https://iq-research.info/en/average-iq-by-country ) ben diverso dal nostro.

                      Quindi capisco quello che dici ma proprio perché condivido non voglio che torniamo alla situazione dei “nostri padri che hanno fondato la civiltà europea come l’abbiamo conosciuta”.

              • Antonio. ha detto in risposta a theo

                Ho fatto casino coi quote, spero comunque che sia tutto chiaro.

  2. Max De Pasquale ha detto

    “Sono spesso le minoranze più risolute a fare la storia”

    Non ha tutti i torti. Specie in Italia e’ cosi’, ma anche fuori: si pensi alla Russia ed al Comunismo.

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