Cina, Polonia, Pakistan e Scandinavia: cresce la comunità cattolica

chiesa pienaSiamo contenti che la rappresentanza dei cardinali sia sempre più internazionale e sempre meno italiana. Occorre orientarsi di più al mondo, laddove il cattolicesimo è giovane, aumenta e si sviluppa. E “non fa notizia” come invece accade -fin troppo, spesso in modo negativo- nel nostro paese.

Sono continue, infatti, le notizie della crescita della comunità cattolica, sopratutto in luoghi che non hanno una storia e una tradizione favorevole.

In Pakistan, ad esempio, in un paese al 95% musulmano, la Chiesa sta vivendo un momento fiorente nelle vocazioni: 23 ordinazioni sacerdotali, tra preti diocesani e religiosi, dall’inizio del 2015 e 15 nuovi diaconi che si sono preparati ad essere ordinati nel 2016. All’Istituto nazionale di teologia di Karachi, inoltre, studiano 79 seminaristi maggiori e al Seminario maggiore intitolato a San Francesco Saverio a Lahore sono ben 96. «Numeri che preannunciano un futuro roseo per la Chiesa cattolica in Pakistan», ha commentato padre Inayat Bernard, rettore al Seminario minore di “Santa Maria” a Lahore. «Senza dimenticare le numerose vocazioni negli ordini religiosi femminili: un segno di speranza che infonde fiducia e coraggio anche nelle difficoltà».

In Cina, durante la Pasqua del 2016, sono stati celebrati quasi 20 mila battesimi (esattamente 19.615) nelle diverse comunità cattoliche. Secondo la statistica realizzata e pubblicata da Faith dell’He Bei per il nono anno consecutivo, si rileva che il numero è aumentato leggermente rispetto all’anno scorso e che la maggior parte dei battezzati sono adulti, la cui preparazione spirituale è sempre più curata. Don Yang Hai Long, della provincia di Hai Nan, che ha avuto 12 battezzati, ha sottolineato: «da noi i laici sono protagonisti dell’evangelizzazione. Abbiamo infatti un territorio vastissimo, con grandi difficoltà di trasporto e pochi sacerdoti disponibili, solo due. Quindi negli ultimi anni abbiamo formato un gruppo solido di laici catechisti, che si sono assunti la maggior parte del lavoro catechistico. Noi sacerdoti così abbiamo potuto dedicarci in misura maggiore alla pastorale».

In Scandinavia, l’estremo Nord Europa ampiamente secolarizzato, in termini assoluti il trend di crescita della popolazione cattolica è di crescita costante. Secondo gli ultimi report forniti dalla Conferenza episcopale dei Paesi scandinavi, in Danimarca dal 2004 al 2014 i cattolici “ufficiali” sono passati da 37.648 a 42.768, in Islanda da 5.775 a 11.911, in Norvegia da 57.498 a 160.746, in Svezia da 81.259 a 110.392, in Finlandia da 8.790 a 13.422. Ma i dati reali sono sensibilmente superiori. «Ogni anno abbiamo circa un centinaio di conversioni ufficiali», spiega padre Klaus Dietz, gesuita che opera da tempo in Svezia, dove la religione è ancora un tabù a livello pubblico. Molti convertiti hanno un alto livello di studi e professionale, non sono poche le voci cattoliche nel mondo intellettuale: da uno scrittore popolare come Torgny Lindgren, a Erik Helmerson, editorialista del Dagens Nyheter, il più importante quotidiano svedese, ad Astrid Söderberg Widding, rettore dell’Università di Stoccolma. «Molti trovano nella Chiesa cattolica un cristianesimo “vero”, con un profilo teologico chiaro, con una dimensione comunitaria viva e accogliente», ha spiegato padre Dietz. «Oggi a Stoccolma esiste una sola libreria religiosa e non è luterana, ma cattolica». Certamente il fatto che ha più scosso l’attenzione sulla presenza della Chiesa cattolica è stata la conversione choc, due anni fa, di Ulf Ekman, fondatore e leader della più importante comunità pentecostale svedese.

In Polonia la storia culturale è favorevole al cattolicesimo ma la secolarizzazione è presente e anche lì scarseggia la presenza domenicale alla celebrazione eucaristica. Tuttavia nel 2015, rispetto all’anno precedente, è cresciuta dal 39,1% al 39,8% la presenza dei cattolici alla messa festiva (con aumento anche di chi si accosta a ricevere la comunione).

Negli ultimi anni alcuni giornalisti tradizionalisti hanno subito attribuito a Papa Bergoglio la colpa per il calo dei cattolici in qualche Stato. Quando invece la comunità cattolica cresce? Non se ne parla. Lasciamo loro questo sporco gioco, preferendo citare la riflessione del card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano: «l’odierna età ci riserva una grossa sorpresa: la riaffermazione del religioso nella vita personale e sociale. Le previsioni fate negli anni ’70 da sociologi e teologici circa la secolarizzazione e la morte di Dio si sono rivelate sbagliate […], la tesi del “declino religioso” e della irreversibile “privatizzazione” della religione non sono più attuali. La sociologia mette in evidenza l’irriducibilità del sacro, ponendolo in relazione con l’insoddisfazione lasciata dalla modernità e con l’inconsistenza della postmodernità» (A. Scola, in Dio oggi, Cantagalli 2010, p. 87,88).

La redazione

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27 commenti a Cina, Polonia, Pakistan e Scandinavia: cresce la comunità cattolica

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  1. Xlove ha detto

    Merito di Bergoglio? Ovviamente si: se sono sue le colpe per gli abbandoni, allora suoi sono i meriti per la crescita 😉

  2. beppino ha detto

    Mi stupiscono i dati nord europei. Specialmente della Danimarca (paese praticamente senza cristiani).

  3. Antonio Civitella ha detto

    Una religione, come quella fondata da Bergoglio piace molto al mondo..
    Siccome il sesso può essere consumato senza il sacramento del matrimonio..!

    Il cattolicesimo è un altra cosa!

  4. enrico ha detto

    La crescita dei cattolici nei paesi scandinavi è dovuta soprattutto all’immigrazione.
    la parte finale dell’articolo non ha molto senso.
    Se non per rimarcare le proprie posizioni

  5. enrico ha detto

    Questa parte dell’articolo in effetti è meravigliosa.
    Ma chi siamo noi per giudicare..

  6. francesco ha detto

    Definire il cattolicesimo polacco come di facciata è follia pura, una nazione di martiri che ha sofferto di tutto pur di non rinnegare Cristo, la Chiesa e il Papa non merita questo trattamento

  7. Sebastiano ha detto

    Trovo “strano” (per non dire altro) un articolo del genere: grande entusiasmo per la Chiesa che cresce (altrove) e minuscolo rammarico per la Chiesa che scompare (qui e ora). Mah…
    Che nel cuore della cristianità ci si avvii lentamente al suicidio e all’insignificanza sociali mi pare di assai maggior urgenza.
    Va bene esser contenti che in contesti difficili (per usare un eufemismo) la fede rimanga salda, ma il dato più preoccupante mi pare l’altro.

    • lorenzo ha detto in risposta a Sebastiano

      Anche a me preoccupa lo sbandamento delle comunità cattoliche qui in Italia.

    • Boomers ha detto in risposta a Sebastiano

      Non sta scomparendo alcuna chiesa qua, solo quattro gatti sedevacantisti che sono usciti allo scoperto mentre prima con Ratzinger si nascondevano nelle catacombe limitandosi a mugugnare contro il Concilio Vaticano II e l’antifascismo.

      • lorenzo ha detto in risposta a Boomers

        Il problema non sono i quattro gatti sedevaticanisti, sono i confessionali sempre più vuoti:
        http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351203

      • Quisquis ha detto in risposta a Boomers

        Ohibò, adesso per entrare in chiesa servirà la tessera ANPI?

      • Sebastiano ha detto in risposta a Boomers

        Eh certo, qui stiamo benissimo…
        Si vede dalle folle che riempiono sempre di più le chiese, dai seminari che abbondano di vocazioni, dalle leggi che i cosiddetti “cristiani” fanno approvare (non accorgendosi neppure che sono presi per i fondelli), dal numero di matrimoni religiosi in progressivo aumento, ecc.
        E del resto, come potrebbe essere diversamente, considerato che non passa mese senza che un prete arcobaleno dichiari che non vede l’ora di benedire nozze omosex, o che un parroco si ponga il problema di fare o no il presepe per non offendere i musulmani, o che presti la sua chiesa per farne una moschea part-time. Il tutto in omaggio alla mentalità del politicamente corretto, con i pastori silenti. Pensa che pure qualche cardinale si avventura in dichiarazioni in stile lgbt, del tipo “gay si nasce” (con gran plauso del mainstream), senza supporto né scientifico né, per quel che ne consegue, tantomeno dottrinale.
        Ma tant’è, hic manemus optime. E chi osa mostrare un minimo di preoccupazione viene subito etichettato come nemico del progresso (in perfetto stile stalinista: denigrare chi afferma e non discutere di quello che dice).

        Ma mi sovviene che, già che ci sono, da tempo avevo da dirti qualcosina in più.
        Vediamo un po’, caro Boomers.
        Tu sei quello che in un commento ad un altro articolo (“Negare l’esistenza dell’Islam moderato significa avvantaggiare l’Isis”), in risposta a Vincent Vega che chiedeva:
        “Anch’io sono curioso di sentire un commento di qualche imam, se vuole intervenire per illuminarci ben venga. Soprattutto, detto imam, se vorrà intervenire condanni senza appello quei figli di Satana dei suoi correligionari che spargono morte e distruzione, altrimenti è loro complice”
        rispondevi così:
        “Ce ne sono migliaia, basta informarsi: http/80.241.231.25/Ucei/PDF/2015-11-15/2015111531729674.pdf”

        Peccato davvero che i commenti allora siano stati chiusi. Altrimenti sarebbe stato davvero interessante farti notare che nel file pdf che hai linkato:

        A) il personaggio principale è tale Ahmed al Tayeb, imam di Al Azhar (la più prestigiosa istituzione dell’islam sunnita, a Il Cairo). Per intenderci è quel personaggio che la Presidente della Camera Laura Boldrini aveva invitato a tenere una lectio magistralis, dal titolo “Islam Religione di Pace” (e ti pareva…), alla Camera dei Deputati del Parlamento Italiano. Invito frettolosissimamente ritirato, dopo che qualcuno ha fatto notare che questo figuro ha affermato più volte e anche recentemente che:
        1) “La soluzione al terrore israeliano risiede nella proliferazione degli attacchi suicidi che diffondono terrore nel cuore dei nemici di Allah”;
        2) “I paesi, governanti e sovrani islamici devono sostenere questi attacchi di martirio”;
        3) “le operazioni di martirio in cui i palestinesi si fanno esplodere sono permesse al cento per cento secondo la legge islamica”;
        4) “a ogni congresso o seminario al quale parteciperò mi informerò prima della possibile presenza di israeliani e se ci fossero eviterò di andarci”;
        Per soprammercato, il personaggio è lo stesso che:
        5) aveva respinto gli auguri di Papa Benedetto XVI in occasione di Eid el Adha, la festa del sacrificio islamico;
        6) aveva sospeso il dialogo col Vaticano in seguito alle dichiarazioni del Pontefice che invocava la protezione dei cristiani in medio oriente;
        7) ha affermato che “Per quanto riguarda le percosse alla moglie, c’è un programma di riforma. Secondo il Corano, prima si ammonisce, poi si dorme in letti separati, infine si colpisce”. Alla domanda su quale livello di percosse adottare, l’imam Tayyeb ha scandito: “E’ più simile a un pugno, a uno spintone”.
        Che la Boldrini, personaggio politicamente inutile e dannoso per i suoi stessi elettori, abbia preso una tale topica ci sta. Ma che tu, carissimo, ci inciampi assieme fa riflettere.

        B) sempre nello stesso link, vengono citate le “condanne arrivate dalle massime autorità religiose dell’Arabia Saudita: “questi atti sono in contrasto con i valori di misericordia che l’islam diffonde nel mondo”.
        Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Uno dei (tanti) paesi musulmani in cui i diritti umani di TUTTE le minoranze religiose sono calpestati in modo abominevole, fino alla carcerazione e alla condanna a morte, che viene a farci il pistolotto sul rispetto dei diritti umani, quelli stessi che nega violentemente sul suo stesso suolo, ogni giorno che Dio manda in terra. Un paese che, nella persona dei suoi più facoltosi abitanti, è fra i più grossi finanziatori di quello stesso terrorismo che dice, a parole, di combattere. E pensare che quei mentecatti dell’ONU lo hanno posto a capo della Commissione per il rispetto dei Diritti Umani (come dire che hanno messo il topo a far la guardia al formaggio).

        Vedi bene, allora, caro amico Boomers: capita a tutti di sbagliarsi ma la prossima volta che, con tanta prosopopea e con arietta di sufficienza, scrivi “basta informarsi” (e ci scodelli addosso un link qualsiasi), dicci in anticipo se si tratta di roba seria – magari guardatelo per bene prima – o se lo stai facendo per farci ammirare il tuo supremo senso dell’ironia o per farci scatenare risate a crepapelle.
        Saluti.

        P.S.: per inciso, se ancora non si fosse capito, io NON sono sedevacantista, NE’ socciano o altre corbellerie simili.
        Sono uno che è preoccupato di come vanno le cose, del piano inclinato in cui stiamo scivolando e dell’affannosa ricerca del consenso del mondo in cui vedo tante comunità (sacerdoti compresi), più preoccupate di mettersi il prosciutto negli occhi invece che di mangiarselo con il panino.

        Stami bene.

  8. Boomers ha detto

    L’articolo ha ragione. C’è scritto che il cattolicesimo tanto sbandierato in Polonia “produce” una scarsa partecipazione alla messa (meno del 40%). Piazze piene e chiese vuote, come in Italia.

    Ora, capisco che per i sedevacantisti antipapisti (enrico, francesco, quisquis ecc.) sia un successo vedere le chiese cattoliche vuote, ma per noi cattolici il non partecipare alla messa è incoerente e quando è così l’essere cattolici è di facciata.

    • francesco ha detto in risposta a Boomers

      Io non ho espresso nessun giudizio personale su nessuno, perchè mi devi definire sedevacantista antipapista se manco mi conosci?

      • Quisquis ha detto in risposta a francesco

        “Sedevacantista e antipapista” è il nuovo “nemico del popolo e antisovietico”. Un’etichetta assurda e senza senso affibbiata a chi osa anche solo minimamente dissentire dal mainstream, non condividendo l’idea che la Chiesa stia vivendo magnifiche sorti e progressive.
        State accorti, perché i totalitarismi finiscono, e quando finiscono non è facile per chi li ha sostenuti rifarsi una verginità.

        P.s. io sono contento del fatto che in Polonia la frequenza alla Messa sia aumentata. E se permetti il 40% è oggigiorno un dato altissimo, senza dubbio il maggiore in Europa.
        Ricordo che la Polonia si è recentemente e solennemente consacrata a Cristo Re e alla Madonna di Czestochowa.
        Provate a chiedere la stessa cosa a qualunque nostro politico e vedrete cosa vi risponde!

        • enrico ha detto in risposta a Quisquis

          @ Quisquis
          In effetti lei ha ragione, inutile discutere con persone che non si rendono conto che il 40% è un dato altissimo rispetto alla situazione europea, in italia saremo sul 18% anche meno.
          Nessuno chiaramente è contento di questo.
          Ma lamentarsi di un 40%…
          In generale penso che sia inutile discutere qui,è una perdita di tempo.

    • enrico ha detto in risposta a Boomers

      @ Boomers

      Amico mio, io non le permetto in nessun modo, nè a lei, nè a questo sito di darmi dell’antipapista o del sedevantista.
      Io ho delle perplessità, come alcuni cardinali, principi della Chiesa, che non mi risultano nè fuori dalla comunità, nè tolti della porpora a causa delle loro posizioni, su alcune interpretazioni di AL, che sembrano contraddire la Veritatis Splendor, se legge i link in fondo postati da F.A.F il pazzo, tratti dal sito dei padri Domenicani, anche li sembrano molto prudenti.
      Mio figlio maggiore di due anni si chiama Francesco, sia per S. Francesco di Sales, sia per Papa Francesco.
      Non poter nemmeno esprime dubbi e perplessità, senza essere bollati, come lei fa, di antipapismo o sedevacantismo, accusa di eresia le ricordo, dimostra in modo inequivocabile, la sua mancanza di apertura al confronto, dunque l’erigere di un muro, ed infine che tutta questa nuova disponibilità si risolve in chiacchera fine a se stessa.
      Con questo Buona Domenica a lei e famiglia.

  9. Enrico ha detto

    Il cattolicesimo polacco è un cattolicesimo nazionalista come dimostrano anche le vicende politiche del paese.

    • Quisquis ha detto in risposta a Enrico

      E te credo, è il cattolicesimo che: 1. ha fatto la Polonia; 2. l’ha resa grande; 3. ha tenuto unito il popolo quando essa fu spartita tra le grandi potenze; 4. ha rappresentato l’anima della resistenza antinazista e anticomunista; 5. ha dato al mondo il primo papa slavo.

      Ovvio che molti vedranno la Fede cattolica come una tradizione nazionale e nulla più (e in questo caso è compito dei pastori ravvivarne il senso genuino) ma è certamente più facile vivere in un contesto simile che, come in Italia, in una società ormai palesemente postcristiana.

  10. F.A.F. Il pazzo ha detto

    Linko quattro pagine utili sull’argomento Papa Francesco, che stimo come santo, uscite dalla discussione:
    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4785 (non è il vangelo, ma un domenicano teologo morale)
    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4675 (non è il vangelo, ma un domenicano teologo morale)
    https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1992/documents/hf_jp-ii_aud_19921202.html (Udienza Generale Mercoledì Giovanni Paolo II).
    Comunque se la chiesa avanza in numeri non è detto che sia positivo perché bisogna vedere se c’è il reale desiderio di portare la croce per cristo. Coloro che sono i motori della chiesa sono i monaci e le monache e le suore di clausura e sacerdoti (preti e vescovi) che celebrano la Santa Messa perché in essi agisce Gesù medesimo per mezzo dello Spirito Santo. Qualche volta dico beata l’ignoranza di quel che il papa dice o fa: Cristo mi chiederà dei miei peccati non di quelli che faceva il papa e che io sapevo. Infine se si guardano le offerte volontarie all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero o le offerte personali ai sacerdoti si comprende che in Italia qualcosa non va: non amiamo i nostri preti e non preghiamo per le vocazioni.

    • lorenzo ha detto in risposta a F.A.F. Il pazzo

      Ti ringrazio infinitamente, soprattutto per il secondo link, nel quale viene ribadito perché AL non sposta di una virgola le norme precedenti per accedere degnamente alla S. Eucarestia.

  11. Tommasodaquino ha detto

    Il fiorire della Chiesa è sempre espressione della Grazia Divina

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