Caro Marco Pannella, ti sei battuto per diritti incivili che hanno imbruttito l’Italia

Pannella«Volete il divorzio? Allora dovete sapere che dopo verrà l’aborto. E dopo ancora, il matrimonio tra omosessuali. E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la colf!», disse Amintore Fanfani, il 26 aprile 1974. Un profeta, che venne allora ridicolizzato da Marco Pannella, tra i principali artefici delle leggi che, di fatto, hanno rovinato il tessuto sociale italiano.

E’ morto oggi, Marco Pannella, senza dubbio un combattente. A lui va il nostro ringraziamento per l’onestà intellettuale di aver saputo schierarsi dalla parte della Chiesa laddove rilevava un cammino comune. Pensiamo alla campagna contro lo sterminio per la fame nel mondo che lo portò ad essere ricevuto nel 1986 da Giovanni Paolo II, a nome del Consiglio direttivo di “Food and Disarmament”. Ma anche alla lotta contro la pena di morte e per la dignità dei carcerati, che lo ha avvicinato molto a Papa Francesco (si capiscono così le parole di padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, che ha parlato di «eredità umana e spirituale importante, di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso», ma anche di «posizioni discordanti», mentre l’Osservatore Romano ha accennato a «battaglie politiche, talvolta discutibili, in particolare a partire dagli anni Settanta, attraverso una mobilitazione senza precedenti della società civile»).

Eppure non si può negare quanto alcune sue battaglie abbiano anche imbruttito il volto dell’Italia. La sola esistenza della legge sul divorzio ha reso precari i rapporti coniugali fin dalla loro nascita, passando dal per sempre al vediamo se, quindi con una prospettiva già azzoppata in partenza, rendendo precaria e instabile la cellula della società, la famiglia. La sola possibilità di divorziare è stata un facile deterrente alla possibilità di rimboccarsi le maniche e recuperare i rapporti, l’attivismo dei Radicali ha permesso che lo Stato legalizzasse, quindi approvasse, ciò che è oggettivamente un male per la società: la divisione della famiglia con l’avvallo statale.

Contro non trovò soltanto la Chiesa, ma anche diversi laici come Salvatore Satta, Sergio Cotta, Augusto del Noce, Carlo Felice Manara, Enrico Medi, Giorgio La Pira, Alberto Trabucchi, Giambattista Migliori e Lina Merlin. Il giurista Gabrio Lombardi disse: «Se gli italiani approvano la legge sul divorzio, distruggono la famiglia tradizionale e la stessa società italiana, poiché la società si fonda sulla famiglia prima che sullo stato». Ma il fronte cattolico si presentò diviso alle urne per il referendum abrogativo e la profezia, oggi, si è avverata. Madri single, figli orfani e padri disperati, Pannella (e non solo lui, ovviamente) ha anche questo sulla coscienza. Della famiglia, d’altra parte, non si è mai interessato, aveva figli sparsi per il mondo di cui si vantava di non sapere e non voler sapere nulla, aveva troppo da fare.

Per non parlare della legge sull’interruzione di gravidanza. Pannella, fondatore nel 1955 del Partito Radicale assieme al maestro massone Paolo Ungari, al teorizzatore delle leggi razziali Leopoldo Piccardi e a Ernesto Rossi, collaboratore del “Popolo d’Italia” diretto da Benito Mussolini, è stato responsabile dell’opprimente e menzognera campagna mediatica che ha ingannevolmente convinto gli italiani ad accettare la legge sull’aborto, strumentalizzando l’evento della fuoriuscita di diossina nella cittadina di Seveso (MB), nel 1976. Pannella e altri militanti capirono l’opportunità e terrorizzarono le donne incinte, dicendo loro che avrebbero partorito dei mostri se la legge non avesse concesso l’aborto. Allarmismo che venne smentito dagli studi dell’Università di Lubecca e dalla Commissione bicamerale di inchiesta nominata dal Parlamento italiano, ma fu inutile e si fece leva sul caso estremo della malformazione dei feti per arrivare alla legalizzazione dell’interruzione di gravidanza nel 1978.

Sempre nello stesso anno, Pannella si rese protagonista di una campagna diffamatoria contro il presidente della Repubblica, il cattolico Giovanni Leone, che fu costretto a dimettersi, con il quale si scusò nel 1998, ammettendo che molte delle accuse che gli aveva rivolto erano false. Nel 1979 entrò in politica e portò in Parlamento diversi condannati, come Toni Negri, garantendo loro l’immunità parlamentare. Gli italiani che oggi ricordano il Pannella “eroe dei diritti civili” stanno pagando migliaia di euro in vitalizi a decine di persone diventate parlamentari radicali grazie a Pannella, come Cicciolina (5 presente in parlamento), Angelo Pezzana (7 giorni in parlamento), Luca Boneschi (una sola seduta in parlamento), Rino Piscitelli (7 giorni di parlamento).

Venne più volte arrestato perché consumava droga in pubblico, la lotta per la liberalizzazione fu un altro suo obiettivo, arrivando nel 1987 –lo riportano le cronache dell’epoca- a proporre la legalizzazione dell’eroina, di cui faceva ampio uso (distribuiva anche gratuitamente Hashish ai partecipanti di varie manifestazioni anti proibizioniste). Nell’agosto 1984, ospite a San Patrignano, auspicò che la droga «si potesse trovare al self-service» perché così «la cocaina sarebbe doc, l’eroina anche» (la Repubblica, 28/8/1984, p. 14). Sono anche emersi stretti rapporti tra lui e Licio Gelli, “Maestro Venerabile” della golpista loggia massonica P2 (“propaganda due”), che Pannella cercò più di una volta di portare in Parlamento. «La nostra idea – lo dicemmo pubblicamente – era di offrire l’immunità al fuggiasco, a colui che poteva essere ammazzato da un momento all’altro», ammise Pannella nel 1998.

Si richiamava a Gandhi quando esercitava i suoi digiuni, eppure è stato criticato duramente dallo storico laico Sergio Romano: «Il digiuno di Gandhi contro la Gran Bretagna è l’arma del debole in una guerra asimmetrica di liberazione. Al contrario, mi sorprende invece il digiuno dei radicali che protestano contro alcune particolari politiche dello Stato in cui vive a da cui riceve una somma considerevole di alti vantaggi, fra cui quello della rappresentanza politica. Sono certo che non vogliano trasformare la politica interna in un campo di battaglia, ma così accade, di fatto, quando un uomo politico minaccia di usare il proprio corpo come un’arma letale e si dichiara pronto a morire pur di raggiungere il suo scopo. Se la politica democratica è lotta senza spargimento di sangue, questa, spiace dirlo, non è più democrazia».

Lo stesso vale per la strumentalizzazione dei disabili, usati da Pannella come grimaldello per ottenere una legge sull’eutanasia: «Paradossalmente il Partito radicale è il più laico dei movimenti politici italiani», è stato il commento di Romano, «ma si è servito degli handicap fisici di alcuni fra i suoi più tenaci militanti per creare il “martire”, vale a dire un personaggio che appartiene alle guerre di religione piuttosto che alle battaglie civili. Nella grande maggioranza dei casi i digiunatori, naturalmente, non desiderano la morte. Vogliono vivere, combattere, e sperano di vincere costringendo l’avversario a deporre le armi. Ma questo, spiace dirlo, è un ricatto. Dovrebbero chiedersi quale sia stata, nei casi in cui hanno avuto successo, la ragione delle loro vittorie. Hanno vinto perché, come scrive Emma Bonino, hanno “saputo provocare un pensiero altro” rispetto a un tema di cui non si vuole neppure sentir parlare”? O hanno vinto perché il “nemico” era impaurito dalla possibilità di apparire responsabile del loro decadimento fisico e, in ultima analisi, della loro morte? Se la risposta giusta è la seconda, la parola ricatto mi sembra appropriata».

Tutto questo è stato Marco Giacinto Pannella, un leale combattente, ma dalla parte sbagliata. Voleva rendere l’uomo più libero e ci ha lasciati più schiavi di prima, più deboli e soli. Credeva di lottare per il bene ma spesso ha favorito il male. Forse proprio ora si sarà reso conto, per la prima volta, degli immensi errori che ha commesso e che hanno imbruttito il volto italiano.

 

AGGIORNAMENTO 21/05/16
Segnaliamo la testimonianza di mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e amico di Pannella dagli anni Novanta, il quale (oltre a rendere pubblica una lettera di Pannella scritta a Papa Francesco un mese fa), ha raccontato gli ultimi giorni di vita del leader radicale, l’affetto tra i due, il suo interesse per il Vangelo e un possibile avvicinamento spirituale al mistero cristiano.

La redazione

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225 commenti a Caro Marco Pannella, ti sei battuto per diritti incivili che hanno imbruttito l’Italia

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  1. Vincent Vega ha detto

    Sul resto sono d’accordo tranne che su questo punto

    “Eppure non si può negare quanto alcune sue battaglie abbiano anche imbruttito il volto dell’Italia. La sola esistenza della legge sul divorzio ha reso precari i rapporti coniugali fin dalla loro nascita, passando dal per sempre al vediamo se, quindi con una prospettiva già azzoppata in partenza, rendendo precaria e instabile la cellula della società, la famiglia. La sola possibilità di divorziare è stata un facile deterrente alla possibilità di rimboccarsi le maniche e recuperare i rapporti, l’attivismo dei Radicali ha permesso che lo Stato legalizzasse, quindi approvasse, ciò che è oggettivamente un male per la società: la divisione della famiglia con l’avvallo statale.”

    Tutti noi vediamo quanto sia difficile anche per i cattolici rimanere insieme tutta la vita e tutti sappiamo quanto, in passato, si rimanesse insieme tutta la vita perché costretti, spesso. Perciò penso che, specie per chi non è credente, la possibilità di divorziare sia sacrosanta. Non abbiamo il diritto di imporre le nostre vedute sugli altri, quando si parla di persone adulte e consenzienti.
    Senza contare che in passato la Chiesa considerava fornicatori destinati all’inferno anche due sposati civilmente e sempre fedeli, e opponendosi al divorzio impediva loro di sciogliere questo stato (secondo la Chiesa dell’epoca) di peccato mortale che li avrebbe portati alla dannazione eterna, per potersi poi sposare in Chiesa. Una contraddizione enorme, insomma.

    Sull’aborto ed eutanasia è ovviamente tutta un’altra storia, visto che il primo è uno dei crimini più odiosi che si possano concepire, nonostante oggi sia legalizzato e sdoganato anche moralmente, quando dovrebbe essere legale solo in caso sia necessario per salvare la vita della madre, e in nessun altro caso.

    • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

      Il matrimonio indissolubile è per gli uomini, il divorzio per i mezzi uomini.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

        In effetti hai ragione, se uno viene abbandonato a 30 anni da sua moglie che non ha nessuna intenzione di tornare deve rimanere solo per tutto il resto della sua vita, altrimenti è un mezzo uomo. 🙂
        A proposito dei farisei di cui parlava il Santo Padre che scagliano pietre contro la vita delle persone, qua abbiamo un bellissimo esempio.

        • Tommasodaquino ha detto in risposta a Vincent Vega

          è già perché se quell’uomo abbandonato dovesse mettersi con un’altra donna la Chiesa sguinzaglia il suo esercito per minacciarlo….non confondiamo il piano civile da quello religioso. Lo stato ha voluto imporre il matrimonio civile, prima che Cavour lo istituisse il matrimonio era SOLO religioso.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Tommasodaquino

            Per TommasoD’Aquino

            “è già perché se quell’uomo abbandonato dovesse mettersi con un’altra donna la Chiesa sguinzaglia il suo esercito per minacciarlo….non confondiamo il piano civile da quello religioso. Lo stato ha voluto imporre il matrimonio civile, prima che Cavour lo istituisse il matrimonio era SOLO religioso.”

            Ora che ha perso il potere temporale non può piu farlo, ma fino a poco tempo fa si insegnava che se quest’uomo abbandonato si fosse messo con un’altra donna o riusciva a pentirsene prima della fine della vita oppure era dannato. Il terrorismo psicologico non è cosa da poco eh.

            Senza contare che, sempre più spesso, si dice che il matrimonio cattolico è una vocazione, e che bisognerebbe impedire la maggioranza dei matrimoni che oggi si celebrano in Chiesa. Molto bene, il problema è che questo si accompagnava, fino a poco tempo fa, ad una condanna netta di convivenze e matrimoni civili.

            In pratica la sostanza del discorso era “non hai la vocazione per il matrimonio cristiano? Bene amico mio, continenza a vita, vivrai da castrato in omnia saecula saeculorum, perché se oserai avere una vita sentimentale in primis e sessuale in secundis ti aspetta il fuoco delle Gehenna, dove c’è pianto e stridore di denti”.

            Perciò insomma o si allarga da una parte o si allarga dall’altra, un cattolico non può trovarsi nella condizione di scegliere tra:

            1) Fregarsene della dottrina.

            2) Vivere una vita piena di sensi di colpa anche per le cose più naturali di questo mondo.

            Se si vuole connotare il matrimonio cattolico come una vera e propria vocazione lo si faccia, ma è ANTIUMANO negare a chi, nell’eventualità, non ha questa vocazione di avere una vita. Semmai si può tornare alla prassi del primo millennio, dove chi non era sposato ma era fedele veniva considerato in un’unione meno perfetta del matrimonio sacramentale ma comunque non maledetta.

            Come si suol dire, tertium non datur. Altrimenti si creeranno sempre più cattolici che se ne sbattono della dottrina e quei pochi che la seguono andranno fuori di testa, oberati da prescrizioni impossibili.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Tommasodaquino

            E mi pare che Papa Francesco stia restaurando questa linea, visto che in AL mette nero su bianco che non è nè automatico nè scontato che i conviventi, gli sposati civilmente e i divorziati risposati siano in stato di peccato mortale.

        • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

          … a meno che non si tratti di un pigliainc*lo o di un quaquaraquà che ha fatto scappare la moglie dalla disperazione.dalla

          • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

            Ti ringrazio Lorenzo, con le tue parole hai appena dimostrato cosa intendeva il Papa quando si scagliava contro certi cattolici. Non ho altro da aggiungere.

          • Steve ha detto in risposta a lorenzo

            Pessimo.

            • sara ha detto in risposta a Steve

              Concordo.
              Se questi sono Cattolici, Steve ti prego prendimi come Adepta..

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Steve

              Steve, grazie a Dio non sono agnostico come te, dopo una “testimonianza” come quella di Lorenzo, se invece che essere credente fossi agnostico, mi darei al satanismo piuttosto che diventare cattolico. 😀
              Per fortuna che non siamo tutti così. 😉

              Anche perché chi parla di persone in quei termini elargendo qualificazioni come piglianculo e mezzo uomo spesso ha problemi di erezione che lo portano a queste ostentazioni di machismo conativo. Per fortuna che i problemi di erezione si possono risolvere, magari torneranno “umani” dopo che riusciranno a farsi una trombata senza appellarsi a San Mcihele Arcengelo che faccia un miracolo e la smetteranno di giudicare la vita delle persone, che neanche conoscono, in quel modo.

              • Steve ha detto in risposta a Vincent Vega

                Figurati, non mi faccio certo influenzare da singoli soggetti, in questo caso davvero di dubbio gusto.

                Personalmente l’unico con cui di solito condivido tutto al 99,9 %(manca solo quel piccolo dettaglio della certezza della fede) sei te xD

        • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

          Questa è la misura con cui giudico me stesso… scendere dalla croce non è da uomini…
          Gli altri poi agiscano in base alla loro coscienza: mi vuoi forse negare la possibilità di sognare un mondo fatto di uomini?

          • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

            Eh certo, una donna che, ad esempio, abbandonata dal marito ne trova un altro che la aiuti a tirare su i suoi figli è una puttana, e un uomo che fa altrettanto un mezzo uomo… Dai, non farmi ridere, le situazioni della vita sono troppo complesse per giudicarle in questo modo, anzi è intollerabile.

            Piuttosto è bene essere pronti a ciò che potrebbe succedere tra qualche anno, dove potremmo trovarci nella situazione (speriamo di no) di dover dare la vita come i nostri fratelli in Medio Oriente o di combattere.

        • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

          Grazie Lorenzo…. 😉

        • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

          Vincent non ti scaldare..

          Sta solo dicendo la Verita’..arrivare alla fine di un Matrimonio oggi e’ da Eroi e ti santifica..

          L’altro diventa il tuo biglietto di sola Andata per il paradiso e questo e’ sicuro..

          Nessuno giudica i restanti casi. Ma questa rimane una certezza ragazzo, che ti piaccia o no.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a sara

            Se uno o una resta fino alla fine del matrimonio ma non ha la carità tutto ciò che fa conta meno di zero. Questa si che è una certezza. Lo stoicismo non salva, la Carità si.

            1 Cor 13

            “Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. 9Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!”

            • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

              :-)..

              Lo conosco l’inno..
              Ma tu conosci il Matrimonio?..

              Non puoi prendere una regola e applicarla a tutti quando ti fa comodo e poi abolirla per due casi che la screditano..non ti pare?

              • sara ha detto in risposta a sara

                La Carita’.

                La vera Carita’ Vincent e’ annientarsi per l’altro.

                Lo vedi Cristo in Croce?..

                LA STRANA LOGICA DELLE FORMULE INVERSE.

                Se vuoi capire tutto passa per il nulla.

              • Vincent Vega ha detto in risposta a sara

                “Non puoi prendere una regola e applicarla a tutti quando ti fa comodo e poi abolirla per due casi che la screditano..non ti pare?”

                Questa mica l’ho capita. Ho solo detto che è assurdo vedere il matrimonio come un biglietto per il Paradiso, perché se manca la Carità manca tutto.
                Dobbiamo cercare tutti di progredire sotto quell’aspetto.

                “Ma tu conosci il Matrimonio?”

                Non sono sposato ma comunque ho presente di cosa si tratta. 😀

            • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

              Dimostrami che è possibile restare fino alla fine del matrimonio (credo tu alluda all’indissolubilità), senza sforzarsi, talvolta purtroppo senza riuscirci, di vivere in conformità all’inno alla carità (leggiti cosa scrive al proposito AL) e ti darò ragione.

              • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                Infatti non è possibile, ma se uno fa quello e poi è una merda nel resto non conta nulla.

                • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

                  Il relativismo e’ entrato anche nella Chiesa Cattolica…

                  Una miriade di esempi approssimativi e zero verità’..

                • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                  Dimostrami allora che è più facile farlo con vive con noi ogni giorno piuttosto che con chi frequentiamo saltuariamente…

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                  “Il relativismo e’ entrato anche nella Chiesa Cattolica…
                  Una miriade di esempi approssimativi e zero verità’..”

                  Cosa c’entri il relativismo qui lo sai solo tu.

                  Per Lorenzo

                  “Dimostrami allora che è più facile farlo con vive con noi ogni giorno piuttosto che con chi frequentiamo saltuariamente…”

                  Infatti, su questo siamo d’accordo. Poi si possono fare tante considerazioni, ad esempio se io amo una persona non posso volere diventare un peso per lei, e un ostacolo alla sua felicità. Ne so qualcosa perché recentemente ho finito una relazione, lei ora è libera di trovare una persona più adatta a lei che la renda felice, se avessi affrettato le cose sposandola ora le avrei messo sulle spalle il peso di essere “adultera”.

                  Perciò come vedi su questi punti è difficile essere dogmatici. Io ad esempio sono felice che ora lei sia libera e che non sia costretta a sopportarmi per i prossimi 60 anni, visto che non sono la persona giusta per lei. Se avessimo fatto come un tempo ci saremmo sposati a “scatola chiusa” e avremmo, letteralmente, già chiuso con la vita.

                  Perciò su queste cose credo che sia difficile fare una regola buona per tutti è sempre valida.

                • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                  Vincent, e per accorgerti che a quella ragazza piacevano più le scopate che rapporti umani hai avuto bisogno di convivere?

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                  “Vincent, e per accorgerti che a quella ragazza piacevano più le scopate che rapporti umani hai avuto bisogno di convivere?”

                  Ti permetti di parlare di cose che non conosci, non so con quale diritto. Non ci siamo separati per quel motivo, comunque, semplicemente abbiamo capito che non siano fatti per stare insieme a vita. È stata una consapevolezza comune, che è arrivata convivendo.

                  Quando non convivi è facile farsi idee su una persona che non corrispondono alla realtà. Ad ogni modo è davvero intollerabile che tu ti permetta di giudicare persone che non conosci “le piacevano di più le scopate ecc”, specialmente se poi canni completamente il giudizio.

                • ACQUARIUS ha detto in risposta a Vincent Vega

                  “Vincent, e per accorgerti che a quella ragazza piacevano più le scopate che rapporti umani hai avuto bisogno di convivere?”
                  Sentendo un assurdità di tale portata, pur essendo uno che di solito mantiene la calma, credo che mi sarei incazzato come una bestia….al tuo posto vincent, credo non abbia molto significato continuare a dialogare con una persona del genere……mio punto di vista, sia chiaro….

                • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                  Vincent, ricordavo di averlo letto in un tuo intervento: se ho ricordato male ti chiedo scusa.

          • Steve ha detto in risposta a sara

            “Stare con una donna fuori dal matrimonio è peccato mortale”

            Saraaaa mannaggia, ti facevo meno bigotta e meno indottrinata! Quindi io che come credo la maggior parte degli esseri umani ho avuto rapporti da adolescente, in un momento in cui del presunto Dio e della religione non sapevo assolutamente nulla, sono già compromesso con lui? Ti prego No, no, NOO.

            • sara ha detto in risposta a Steve

              Tu dipingi il bigotto secondo i tuoi porci comodi…non ho 70 anni e non son vissuta nel dopoguerra..

              Chiamare una persona di 30 anni bigotta nel 2016 e’ utilitaristico e anacronistico, solo per aver detto cosa dice la Dottrina…

              E’ assurdo…

              • Vincent Vega ha detto in risposta a sara

                La dottrina dice anche che un bacio con la lingua è peccato mortale, prima del matrimonio, se è per questo, ma non mi sembri d’accordo con una tale assurdità. Come al solito, si prende ciò che fa più comodo.

        • claudia74 ha detto in risposta a Vincent Vega

          E i dementi si ficcano pure il palo verticale dove so io

      • claudia74 ha detto in risposta a lorenzo

        Sono separata, dopo tradimenti, insulti, violenze e dopo che il caro maritino era sparito per 2 mesi ( lo aveva già fatto mesi prima non presentandosi più a casa proprio la notte di Capodanno, lasciandomi sola con un bambino di 10 anni). Cosa dovevo fare, tenermelo ( dopo averlo più volte perdonato) perché la morale cattolica vuole le finte famiglie Mulino Bianco che dietro le mura si cornificano e si ammazzano di botte? Ma per favore, ma fatela finita.

        • sara ha detto in risposta a claudia74

          Ps: E i vittimisti si ficchino il palo doppio in ambo i lati.

        • Michele ha detto in risposta a claudia74

          Mi verrebbe da dire che la famiglia Mulino Bianco è quella che ci propongono continuamente i rotocalchi femminili, le fiction tv, i film d’ammmmore, ecc. pieni di storie d’amore di persone di successo. Poi ci si rende conto che la realtà è diversa… e scoppiano i problemi…!
          Se c’è una colpa della Chiesa in tutto ciò è di non aver combattuto questa tendenza, nata al di fuori di sé: avesse contrastato con più decisione il romanticismo e l’adolescenza che dura fino ai 40 anni, probabilmente di casi come quello occorso a te ce ne sarebbero stati di meno. Quindi, se proprio dovete trovare un colpevole cercatelo nello stesso brodo (leggi manifestazioni succitate) di cultura che alimenta il divorzismo.
          E comunque anche la morale cattolica ammette la liceità della separazione in un caso come il tuo, anche se posso ben capire che chi si trova in una situazione così tende a fare di tutta l’erba un fascio.
          Dal tuo racconto, personalmente ritengo che il tuo matrimonio sia nullo (come la maggior parte di quelli attuali). Anche se, ripeto, ora come ora molto probabilmente non lo ritieni praticabile, puoi contattare il tuo parroco per capire se possibile procedere con la dichiarazione di nullità.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Michele

            Michele, prima del romanticismo c’erano i matrimoni combinati, dove alle donne veniva imposto chi sposare da altri, e non ci si sposava per amore, ma solo per procreare, poco importava se quella persona ti faceva schifo o non c’era la minima intesa spirituale, sentimentale e sessuale.
            Pur con tutti i suoi difetti credo che lo “sposarsi per amore” sia decisamente meglio di ciò che avveniva un tempo, dove gli uomini venivano visti come stalloni e le donne come vacche da riproduzione, è una volta assolta a quella funzione scoppiassero tutti.

            Poi magari sono io che sono di vedute strette e intellettualmente limitato o, più semplicemente, stronzo, ma credo che, pur con tutti i difetti, le cose siano migliorate nel complesso, che non significa che siano perfette.

            • Michele ha detto in risposta a Vincent Vega

              Intendo romanticismo non come periodo culturale ma come clima in cui l’amore viene definito come passione, emozione, sentimento senza che in esso entrino in gioco, se non come elementi secondari, altri fattori come la razionalità o la responsabilità, sintomatiche a tal proposito frasi diffuse come “all’amore non si comanda” oppure “ama e fa’ ciò che vuoi” (ok, è di Agostino, ma il significato che assume oggi è profondamente diverso).
              Ovvio corollario di questo amore è che parole come dovere, assunzione di responsabilità, compito sono percepite come dissonanti, se non contrarie, rispetto all’amore così concepito. Sono parole che pongono vincoli alla libertà e pertanto difficilmente compatibili con questa concezione di amore, che, si dice, è libertà.

              In un contesto simile, che è quello maggioritario nell’Occidente attuale, il matrimonio, che è un’istituzione, ed in quanto tale rimanda ad un certo grado di stabilità, non può che trovarsi in difficoltà, perché cozza con l’amore come sopra definito, implicando obblighi, impegni, responsabilità.
              Prova ne è il fatto che i matrimoni continuano a diminuire e le convivenze ad aumentare (così come i divorzi), e non si dica che la causa è la crisi economica: il fenomeno si manifesta in Italia in maniera massiccia da 15 anni almeno, mentre nel resto d’occidente è iniziato ancora prima.
              Semplicemente in una società liquida dall’amore liquido (cosa c’è di più labile di un’emozione o un sentimento?), una “cosa” solida come il matrimonio ne esce malconcio e destinato ad essere scelta sempre più minoritaria. Dopotutto, se ci si ama è forse obbligatorio sposarsi? E’ una domanda, come si sa, al quale un numero sempre maggiore di coppie risponde “no”.

              Pertanto difendere l’odierno “matrimonio d’amore” significa difendere non solo una contraddizione in termini, ma firmare l’atto di morte del matrimonio stesso, senza neppure esserne consapevoli. Esito paradossale per coloro che, come i commentatori di questo sito, difendono sinceramente l’istituzione matrimoniale.
              Con ciò non si sta dicendo che il matrimonio deve essere combinato o che uomini e donne sposati abbiano valore e dignità solo nella misura in cui si riproducono: il consenso è sempre stato elemento fondamentale del matrimonio sin dal diritto romano, e la sterilità non mi risulta sia stata mai impedimento al matrimonio.

              Che poi il matrimonio sia stato visto in passato come dici tu, beh, prego esibiscimi le prove, intendo qualche testo di storia sociale dei secoli passati, che mostri come era concepita la famiglia ed il matrimonio.
              Se le prove invece sono solo testimonianze, allora posso dirti che io stesso ho conosciuto coppie di anziani sposatisi negli anni ’50 ed anche prima, che si sono sposati per amore e sono stati insieme amandosi fino alla fine, ovviamente amandosi di un amore ben diverso da quello d’oggi. Come vedi la storia sfugge a categoriche classificazioni e a giudizi sul “decisamente meglio” oggi.

              • Vincent Vega ha detto in risposta a Michele

                Io non parlavo necessariamente degli anni ’50, dove in buona parte le cose erano cambiate, ma dei tempi da inizio ‘900 andando indietro.
                Comunque secondo me la questione è piuttosto semplice: è del tutto normale che il matrimonio non possa essere fondato solo sulle “farfalle nello stomaco”, altrimenti è destinato a fallire, questo è assodato.

                Su questo la pensiamo allo stesso modo, Michele.
                Penso però che la scelta di chi sposare (proprio in ragione del fatto che si tratta di un passo così importante) debba essere assolutamente libera, e i coniugi debbano potersi conoscere a fondo anche prima del matrimonio. Perciò se sono d’accordo con questo non posso accettare che si criminalizzi chi ha diverse relazioni andate male prima del matrimonio.

                Ti faccio un esempio concreto, basato su persone che conosco: un mio caro amico ora ha 40 anni, e sua moglie è in attesa del secondo figlio. Si sono conosciuti 3 anni fa, e puoi ben immaginare che non ha vissuto in continenza assoluta fino a 37 anni, ma ha avuto diverse storie fallite prima.

                Ebbene, secondo me non si può continuare a trattare chi cerca la donna o l’uomo adatto per passarci la vita e per questo (a meno che non abbia la grazia di incontrarlo subito) passa sotto molti fallimenti amorosi come un fornicatore impenitente che merita la dannazione eterna.

                Tornando un attimo al matrimonio, come ti ho detto sono d’accordo con te, tuttavia evitiamo di pensare che tutte, o anche solo buona parte, delle coppie che si separano lo facciano per “futili motivi”. Non è cosi. Ci sono coppie che lo fanno per futili motivi ma non sono tutte e nemmeno la maggior parte.

                Ti racconto anche qui il caso di una coppia di coniugi che conosco: si sono sposati convinti che si sarebbero amati per tutta la vita, ma dopo la nascita del loro figlio “qualcosa” si è rotto. Nonostante i tentativi di recupero purtroppo non sono più riusciti ad amarsi come marito e moglie, e nonostante ciò hanno deciso di rimanere insieme fin quando il loro figlio non fosse cresciuto, per non farlo soffrire.

                Quando il loro bambino divenne abbastanza grande per capire, decidono consensualmente di separarsi da un’unione divenuta veleno per l’anima di entrambi. E guarda un po’ dopo essersi separati sia lei, la madre, che lui, il padre del bambino, “rifioriscono”, lei con un nuovo compagno (conosciuto quasi 2 anni dopo la separazione), lui senza compagna, perché ormai a piu di 60 anni aveva raggiunto la pace dei sensi e non sentiva, nemmeno a livello sentimentale, il bisogno di una nuova compagna.

                E pensa, quasi 10 anni dopo la loro separazione lui ha un grave problema economico, e la prima ad aiutarlo è la sua ex moglie. Come vedi la fine di un matrimonio non significa che non ci si voglia più bene, significa in molti casi che non ci si considera più marito e moglie e che stare insieme è diventato veleno per l’anima.

                Non riesco proprio a credere che, in un caso del genere, il Signore abbia maledetto la nuova unione di quella donna, come non riesco a credere che davvero volesse che continuassero ad avvelenarsi l’anima a vicenda fino alla morte.

                • Michele ha detto in risposta a Vincent Vega

                  Non so se la maggior parte delle coppie si separino o divorzino per futili motivi. Mi fa pensare però che rispetto anche solo a 20 anni fa (e quindi in una società non tanto diversa da quella odierna) separazioni e divorzi siano raddoppiati, con un trend in continua crescita.
                  E allora è assai probabile che sia avvenuto un abbassamento sensibile dell’asticella della futilità: ciò che prima era un motivo alquanto banale per chiedere un divorzio (e venir meno alle promesse liberamente fatte ed agli impegni liberamente assunti), adesso invece è un motivo evidentemente ritenuto serio e come tale legittimante separazione e divorzio.

                  La stessa espressione “qualcosa si è rotto” mostra benissimo come, anche da parte di chi si dice contrario alla concezione di “amore” da me delineata nel precedente commento, c’è stata invece una accettazione pacifica ancorché inconsapevole.
                  Perché dire “qualcosa si è rotto” significa affermare che la “rottura” del matrimonio avviene come un evento che passa davanti ai coniugi senza che essi nulla possano, come una realtà di cui essi non portano né merito né colpa. Ora, il matrimonio è un patto che si basa sul consenso dei coniugi, dunque sulla libertà, libertà che entra in gioco al momento dell’assunzione delle promesse matrimoniali, libertà che continua ogni giorno per mantenere quelle promesse o per disattenderle. Non esistono quindi difetti intrinseci al matrimonio (che lo fanno “fallire”) che non siano intrinseci alla libertà degli stessi coniugi, il matrimonio non si rompe perché “così è accaduto”.
                  Pensare che ci sia qualcosa che fa rompere il matrimonio e che non dipende dalla volontà dei coniugi (sia nel senso che abbiano volutamente deciso di “rompere” il matrimonio, sia che l’abbiano lascito finire) è un’impossibilità logica perché nel rapporto tra i coniugi entra sempre in gioco la libertà e quindi la soggettività umana, ed è lì (nella famosa “durezza del cuore”) che vanno trovate le cause della rottura, cioè del “veleno” che li rovina. Oltretutto è un modo comodo per ritenersi sollevati da ogni responsabilità e scaricarla altrove.

                  Alla fin fine l’indissolubilità non è più neppure l’ideale a cui tendere di cui parlano i teologi progressisti, ma è solo qualcosa che vale nella misura in cui e fino a quando ci interessa farla valere: senz’altro non è più una caratteristica essenziale del matrimonio, al massimo un di più, che può anche non esserci.
                  Che Dio riesca a vedere positivamente tutto ciò, che riesca a considerare bene il voler venir meno alle promesse fatte perché non ci si riesce più (ossia che autorizzi il mancato rispetto della verità), faccio fatica a comprenderlo.

                  • Vincent Vega ha detto in risposta a Michele

                    Per Michele

                    “La stessa espressione “qualcosa si è rotto” mostra benissimo come, anche da parte di chi si dice contrario alla concezione di “amore” da me delineata nel precedente commento, c’è stata invece una accettazione pacifica ancorché inconsapevole.
                    Perché dire “qualcosa si è rotto” significa affermare che la “rottura” del matrimonio avviene come un evento che passa davanti ai coniugi senza che essi nulla possano, come una realtà di cui essi non portano né merito né colpa. Ora, il matrimonio è un patto che si basa sul consenso dei coniugi, dunque sulla libertà, libertà che entra in gioco al momento dell’assunzione delle promesse matrimoniali, libertà che continua ogni giorno per mantenere quelle promesse o per disattenderle. Non esistono quindi difetti intrinseci al matrimonio (che lo fanno “fallire”) che non siano intrinseci alla libertà degli stessi coniugi, il matrimonio non si rompe perché “così è accaduto”.”

                    Michele, tu sei indubbiamente un aristotelico tomista, si capisce dal modo di argomentare. Ad ogni modo quella è una coppia di coniugi che è stata insieme 15 anni (15 anni!) finché il figlio non era cresciuto, per non farlo soffrire. In quel periodo hanno provato più volte a recuperare il rapporto, senza riuscirci.

                    Ma forse, come scrivi

                    “Che Dio riesca a vedere positivamente tutto ciò, che riesca a considerare bene il voler venir meno alle promesse fatte perché non ci si riesce più (ossia che autorizzi il mancato rispetto della verità), faccio fatica a comprenderlo.”

                    Dio avrà odiato il fatto che, una volta separati, entrambi siano come “rifioriti”. Forse avrà odiato la loro felicità e desiderato la loro infelicità, volendo che si avvelenassero l’anima fino alla morte. Certo, può essere, personalmente (visto anche gli anni d’inferno che hanno passato per non far soffrire il loro figlio) lo ritengo probabile quanto il sole che domani esplodesse in una supernova.

                    Ma chissà. 🙂
                    Magari hai ragione tu e nel giorno del giudizio vedremo Priebke che si sentirà dire dal Cristo “vieni benedetto dal padre mio, ricevi in eredità il regno preparato per te fin dalla fondazione del mondo”, per essersi pentito in punto di morte, mentre i divorziati risposati, anche quelli che avranno vestito gli ignudi, dato da mangiare agli affamati e da bere agli assetati verrano scaraventati nel fuoco eterno della Gehenna, dove c’è pianto e stridore di denti, perché non sono riusciti a pemtirsi del loro gravissimo peccato.

                    Magari andrà cosi. Del resto un esito simile, dottrina alla mano, sarebbe completamente possibile. Vedi qui http://www.riscossacristiana.it/convivere-e-peggio-che-uccidere-avviso-parroci-parlate-di-peccati-sta-bene-ferisce-tante-anime-belle-sensibili-di-paolo-deotto/

                    Tuttavia io credo in un Dio buono, più grande del peccato e delle miserabili logiche legaliste umane. Se Dio fosse davvero così me ne andrei io stesso all’inferno, oerche non vorrei aver nulla a che fare con uno spietato dittatore di tal fatta, che sarebbe solo un lurido macellaio degno dell’universale disprezzo, di sicuro non di adorazione. Me ne andrei si all’inferno, ma non prima di avergli mandato un glorioso vaffanculo.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Michele

            Michele, prima del romanticismo c’erano i matrimoni combinati, dove alle donne veniva imposto chi sposare da altri, e non ci si sposava per amore, ma solo per procreare, poco importava se non c’era la minima intesa spirituale, sentimentale e sessuale.
            Pur con tutti i suoi difetti credo che lo “sposarsi per amore” sia decisamente meglio di ciò che avveniva un tempo.

          • Giallo ha detto in risposta a Michele

            Premesso che trovo fastidiosa la facilita’ con cui ultimamente ci si manda a quel paese in questi commenti (ma magari è una mia sensibilita’ eccessiva), pur esprimendo tutto il mio umano affetto a Claudia 74 non condivido questa visione “eroica” del matrimonio. Io ringrazio ogni giorno per il mio matrimonio (e non sono in un Mulino Bianco) e non sono una mosca bianca. Dopo 16 anni non sono stanco di mia moglie, non la amo di meno, non ho nulla da “sopportare”, anzi. Ci sono matrimoni infelici e matrimoni che finiscono ma questa visione del matrimonio come peso è una esagerazione. E ribadisco il mio fermo NO alla convivenza per un cattolico.

        • lorenzo ha detto in risposta a claudia74

          Premesso che hai fatto bene a separarti il problema è:
          – hai intenzione di rimanere fedele alla parola data anche se la controparte non vi mantiene fede?
          – hai intenzione di non rimanere fedele alla parola data perché la controparte è riuscita a fartela rimangiare?
          Vorrei inoltre farti notare che si è fedeli alla parola data anche senza convivere sotto lo stesso tetto e ricorrendo alla legge a tutela dei diritti propri e dei propri figli.

          Un’ultima cosa: la fedeltà ad un patto stabilito con la controparte anche se la controparte non vi mantiene fede è il filo conduttore di tutte le Sacre Scritture, è la manifestazione tangibile dell’Amore di Dio per l’Uomo, è la Misericordia.

        • Bagui ha detto in risposta a claudia74

          Brava Claudia, finalmente qualcuno che parla con chiarezza.

    • Attilio ha detto in risposta a Vincent Vega

      caro Vincent Vega non mi permetto di giudicare le tue convinzioni e vicende personali, ma fai un errore di valutazione. Comprensibile data la confusione che esiste al riguardo.
      Ti cito le parole del prof. Sergio Cotta nel 1970, partigiano decorato nella Resistenza, prof. di filosofia del diritto all’Università di Roma.
      “…Costoro (una parte di cattolici) vedono infatti nella indissolubilità del matrimonio soltanto la conseguenza del sacramento, mentre noi (i promotori del referendum) crediamo e siamo convinti che il principio dell’indissolubilità del matrimonio sia sorretto da fondate ragioni di carattere umano, sociale e storico.”
      Sempre nel 1970 fu detto chiaramente che: “Se muta il modello di matrimonio muta il modello di famiglia e quindi cambia il tipo di società”.
      Sempre nel 1970 non era in gioco la libertà individuale ma era in gioco la libertà sociale: “le strutture giuridiche devono tendere a ridurre le possibilità che l’egoismo individuale nuoccia alla libertà degli altri.”
      La fotografia odierna del Paese fatta dall’Istat evidenzia le deleterie conseguenze sociali del matrimonio divorziabile.
      Le conseguenze negative che furono allora previste sono fatalmente accadute….e non è finita quì!

  2. lorenzo ha detto

    Ora Giacinto si trova faccia a faccia con i milioni di persone che ha contribuito a sterminare con l’aborto: che Dio lo aiuti…

    • Romeo ha detto in risposta a lorenzo

      Davanti a Giacinto credo piuttosto si sia schierato Michael …ma finché siamo qui nessuno di noi può sapere come sia andata a finire. Nel dubbio una preghiera.

  3. pendesini alessandro ha detto

    La specie umana ha perso una persona razionale, che non utilizzava le meningi o la spina dorsale per riflettere ma il cervello : colgo l’occasione per ringraziarlo per certe idee d’avanguardia che mi hanno inoltre aiutato a capire il perché liberalizzare la droga…

    N.B. Pannella è stato uno dei pochissimi pionieri politici a favore della liberalizzazione (sotto controllo statale/medicale) della droga !

    Sarebbe opportuno stilare su questo sito un articolo sulla droga, e come rimediare a questo cancro sociale mondiale, Italia inclusa. Le alternative pertinenti o razionali esistono, basterebbe solamente applicarle come hanno già fatto –con un relativo successo- certi stati. Ma la volontà politico-mafiosa non vede con interesse un cambiamento di paradigma che farebbe perdere annualmente centinaia di miliardi di $, cosi come il riciclaggio di denaro –via paradisi fiscali- di somme astronomiche frutto del traffico della droga !

    • Dan ha detto in risposta a pendesini alessandro

      Si ma che non è che rispetto maggiormente certi ragionamenti analogici per via neuronale tipo:se non pago le tasse e sono un evasore allora abolisco le tasse, dunque non sono un evasore e gli evasori non esistono,infatti gli altri continuano pagarle.Non sono tutti spariti non li abbiamo tolto la possibilità di evadere dunque di pareggiarsi con i soliti non evasori?

      Magari,di tanto in tanto,nella vita si và in stato confusionale.

      • pendesini alessandro ha detto in risposta a Dan

        Caro Dan
        Dalla sua strana risposta deduco che la sua competenza in questa branca lascia a desiderare ! A torto ?
        Possiamo ammettere –razionalmente- che miliardi di persone si sbaglino nel ritenere che sarebbe assurdo liberalizzare la droga ovviamente mediante leggi e metodologie ben precise ! e che qualche migliaia di altre persone di una certa competenza che hanno approfondito questa tematica vedano una relativa soluzione, o comunque un miglioramento, in questa spinosa problematica che definirei di « cancro sociale », senza che vengano considerati paranoici ?
        P.S. Da notare che il tabacco e l’alcool fanno molto più vittime della droga ma che stranamente sono in vendita libera salvo per i minorenni che comunque non hanno nessuna difficolta a procurarseli ! Capisca chi puo’…..

        • Klaus B ha detto in risposta a pendesini alessandro

          Il tabacco e l’alcool fanno molte più vittime della droga appunto perché sono in vendita libera. Quando la droga (quale poi?) sarà in vendita libera farà molte più vittime di tabacco e alcool. Una canna è più dannosa di una sigaretta di tabacco sia per il cervello sia per i polmoni. Figuriamoci le droghe più forti.

          • pendesini alessandro ha detto in risposta a Klaus B

            Caro Klaus B

            Le suggerisco di rileggere l’epoca del proibizionismo negli Stati Uniti !
            Potrà (forse) capire che proibire l’alcool cosi come proibire la droga non fa altro che AGGRAVARE o AMPLIFICARE la situazione ! Il motivo è semplice : NON ESISTE NESSUN CONTROLLO MEDICO SULLA QUALITA E NOCIVITA DI QUALSIASI TIPO DI DROGA, come per l’alcool all’epoca del nostro caro connazionale Al Capone….Ma se non è convinto me lo faccia sapere…

            • sara ha detto in risposta a pendesini alessandro

              Ahahahahaha..

              Oddio fammi fa’ na’ bella risata di pancia che Alex s’e’ messo a fare il Sociologo sui fenomeni del proibizionismo…

              Hahhahahahha

              Scusi ma era rimasto crioconservato negli anni 40 e l’hanno scongelato di recente?
              ….

              Hahhahah

              Si informi sul tasso di suicidi di America Olanda Canada Svezia e Giappone, poi analizziamo le cause di QUESTI DATI insieme..a piccoli passi..uno alla volta..

              • sara ha detto in risposta a sara

                ..eccoli..questi sono gli ex sessantottini che devono ancora essere svegliati dal loro coma latente…con un piede nella fossa e l’altro a coltivare marijuana…

                Adesso il mondo e’ capovolto..sveglia bello e’ gia’ tutto libero …ti manca solo che in un letto d’ospedale a tua insaputa inietteranno la dose della dolce morte per cui avete tanto combattuto…peccato che tra poco non saprai nemmeno piu’ se da un ospedale conviene entrarci gia’ con la bara o uscirci..come succede in olanda dove gli anziani non vogliono piu’ essere ricoverati perche’ li sterminano..

                A te l’onore..

                • sara ha detto in risposta a sara

                  Ps:

                  Signor Pandesini, in ultimo volevo chiederle:

                  Ma da quanto tempo e’ che non esce di casa? Frequenta qualche luogo pubblico o solo l’ UAAR virtuale?..

                  Non so’ qualche ritrovo giovanile? O e’ solito frequentare solo circoli scacchistici e la bocciofila dietro l’angolo?

                  • pendesini alessandro ha detto in risposta a sara

                    Cara Sara :
                    Le dedico una famosa locuzione latina « Risus abundat in ore stultorum » “Il riso abbonda sulla bocca degli stolti”, spiegando che ridere eccessivamente, ma anche cinicamente, non è segno di rispetto verso gli altri, ma di superficialità e/o sinonimo di stupidità e causa di antagonismo sociale…
                    Aggiungo che NON ho mai avuto la pretesa di convincere chicchessia ne su questo sito ne su altri, se riesco a fare riflettere gente « ortodossa » convinta di sapere, ad esempio cos’è la realtà, a volte con un tantino di provocazione, mi basta ampiamente.

                    P.S.-Per sua informazione sappia che ho assistito a ben 14 conferenze in forum universitari del Benelux sulle droghe ed eventuali rimedi e alternative. Quindi pretendo, con modestia, essere al corrente della « tesi, antitesi e sintesi » degli inconvenienti dovuti alla proibizione della droga e relativi vantaggi della liberalizzazione –ovviamente severamente controllata !

                    • sara ha detto in risposta a pendesini alessandro

                      Caro Alessandro,

                      Ha perfettamente ragione e mi scuso con lei per il mio comportamento, se sono ancora in tempo.

                      La prossima volta cerchero’ di argomentare meglio le mie obiezioni, se lo vorra’ ;-).

                      A presto.

        • Dan ha detto in risposta a pendesini alessandro

          Mi perdoni l’ironia dissacrante alla Voltaire::Dedurre sarebbe un atto che necessita implicazioni,in effetti l’implicazione di Falcone (detta con lo stessa schema logico ma con termini diversi) non compresa spiega in effetti cervelli perfettamente funzionanti non necessariamente competenti sul tema:se levi la droga togli la mafia,anche se Senza Falcone era comunque un NS,era sufficente la ragione umana e un cervello perfettamente funzionante,evidentemente il secondo pare necessario ma non sufficiente.

          • pendesini alessandro ha detto in risposta a Dan

            Caro Dan

            ?????????

            • Dan ha detto in risposta a pendesini alessandro

              E pandesi allora studia un minimo di logica formale cosi chiarisci i punti interrogativi.

              • Dan ha detto in risposta a Dan

                Ma la volontà politico-mafiosa non vede con interesse un cambiamento di paradigma che farebbe perdere annualmente centinaia di miliardi di $, cosi come il riciclaggio di denaro –via paradisi fiscali- di somme astronomiche frutto del traffico della droga !

              • pendesini alessandro ha detto in risposta a Dan

                Caro Dan :
                Si deve sapere che attualmente un consumatore di droga non conosce veramente la composizione di cio’ che consuma, ignora cio’ che assorbe realmente, cosi come gli effetti che puo’ risentire, e non ha quasi mai idea dei rischi –a volte letali- che prende per la sua salute.
                Le analisi ufficiali dei prodotti che circolano in strada dimostrano ad esempio che le pasticche di ecstasy non contengono un singolo atomo di MDMA (che è il principio attivo), ma una miscela eterogenea di anfetamine, benzodiazepine (ansiolitici) e altri prodotti di taglio. Il consumatore abituale si trova nella stessa situazione di qualcuno, -gli occhi bendati-, che dovrebbe prendere a caso un bicchiere su un tavolo e berlo senza sapere se trattasi di birra, aranciata, brandy, vino o magari antigelo o candeggina ! Le informazioni sul dosaggio è essenziale per tutti i prodotti, perché gli effetti non sono gli stessi e dipendono della quantità e qualità delle dosi. Il caso più esemplare è quello del cannabis. A basso tasso di THC (il principio attivo del cannabis), il suo effetto sarà piuttosto rilassante e euforico, ma a forte dosi di THC, lo stesso prodotto potrà essere allucinogeno, e potrebbe non corrispondere alle aspettative formulate del consumatore.
                Con speranza di essere stato chiaro……

                • Giallo ha detto in risposta a pendesini alessandro

                  In effetti se fosse lo stato a gestire la droga, la prostituzione, il traffico d’armi e il riciclaggio avremmo risolto il problema della mafia… 😉

                  Ci sara’ sempre qualche altra “cosa proibita” su cui la criminalita’ lucrera’.

                  • Dan ha detto in risposta a Giallo

                    E concordo e a Pendesini che fa finta di non sapere,non e che se il mafioso e’ il politico ha tolto la mafia.Colpo duro per la mafia titolano i giornali…..adesso e’ legale con false analogie sul pribizionismo in testa,nota pendesini che la criminalita’ organizzata non esiste piu’ in olanda….allora uno deduce l’inversa.

                    • Dan ha detto in risposta a Dan

                      E quindi il contrario come dicono i magistrati e chi la mafia l’ha combattuta:non e’ che se legalizzi y levi x,ma il contrario se togli x levi y.E su questo serve un po di educazione:basta non drogarsi afaatto per aiutare questi a risolvere o almeno combattere il problema,tanto sbandierato non il contrario.E quindi non e solo un problema di giustizia ma di cultura,se uno non si droga smette tranquillo che anche cosi si togli la mafia.

        • Dan ha detto in risposta a pendesini alessandro

          Tipo queste sciemenze

          https://en.wikipedia.org/wiki/Argumentum_ad_populum

          Per esempio nella giustizia umana tendiamo a non affidarci ai linciaggi di pubblica piazza dei beoti,certo non è perfetta ma meglio del non senso assoluto dei linciaggi in pubblica piazza,sempre per chi piace poi cosi molto Voltaire

          • pendesini alessandro ha detto in risposta a Dan

            Caro Dan

            ????????

          • pendesini alessandro ha detto in risposta a Dan

            …..E quindi non e solo un problema di giustizia ma di cultura,…..
            Caro Dan :
            Sacrosante parole ! Infatti non sono affatto convinto che la legge o giustizia possa rimediare a questo cancro sociale senza una efficace e sostenuta assistenza pedagogica e psicologica delle vittime

            Ci sono diversi modi per tenere la gente lontana dalla droga : l’informazione e la prevenzione ! La repressione non è né necessaria né efficace.

            • Dan ha detto in risposta a pendesini alessandro

              A non esclude B necessariamente.

              Banalmente si puo dire ma qua la droga che entrambe sono uno rispetto all’altra necessarie ma non sufficenti.

              Da che l’uomo esiste da un lato non è necessaria l’anarchia dall’altro nemmeno una dittatura.E quindi stanno in equilibrio.

              Poi di per mio tendo di più alla prima:l’informazione e la prevenzione e siamo pure d’accordo ma non esclude la seconda (visto che le leggi sono sempre esistite) per tutelare la società stessa (discorso a parte del perchè gli esseri umani si danno leggi)

  4. sara ha detto

    Pannella: Adesso ci credi?..

    Chissa’ che bella sorpresa essertelo trovato faccia a faccia col libricino in mano he?

    Hmmm..
    Vediamo un po’:

    – Droga
    – Anarchia
    – Apostasia
    – Divorzio
    – Eutanasia
    – Aborto

    Opere buone:

    – Battesimo.

    La cosa positiva e’ che di sicuro troverai come accenderti le canne..bisogna vedere se riuscirai a fumartele.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a sara

      La Chiesa non dice di nessuno che è dannato. Non possiamo sapere cosa sia successo tra la sua anima e Dio prima che lasciasse il corpo ed entrasse nell’eternità, solo Dio lo sa. Può darsi che si sia salvato, di certo le iniziative che ha sostenuto per ammazzare i bambini nei grembi delle loro madri e sull’eutanasia sono un ottimo modo per andare all’inferno, ma ripeto, non possiamo sapere se si è salvato o no.

      • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

        No..ho solo immaginato una possibilità..

        Pura provocazione…

        ..O forse dovrei usare il linguaggio ” politicamente corretto” del mondo cattolico per non ledere alcuna sensibilita’ ?

        • Vincent Vega ha detto in risposta a sara

          No no, purtroppo con al vita che ha fatto e le cose per cui si è battuto, che hanno portato all’uccisione di milioni di bambini, non era certo in una buona posizione, questo è chiaro.
          L’unica è sperare che fosse ignorante al punto tale da non rendersi minimamente conto di cosa stava facendo quando avallava certe cose.

          Facciamo dire delle Messe di suffragio per lui, che se si è, per Grazia di Dio, salvato, ne avrà un gran bisogno.

          • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

            Ignorante?… Naaa
            ..tutto era tranne che Ignorante( anche in quel senso).

            Semplicemente ha scelto, questo non lo si puo’ negare..certo per me farebbe comodo credere si sia ” salvato” ( se gli e’ andata bene 350 anni in Purgatorio..) a quel punto potrei avere qualche speranza anche io..che se guardo ai Santi di sicuro la mia strada e’ segnata;-)..

            Vediamo la Bonino…come decide di andarsene..

            E certo si prega, Che altro si puo’ fare..ma non mi togliete anche il gusto del sarcarmo.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a sara

              Per Sara

              “Semplicemente ha scelto, questo non lo si puo’ negare..certo per me farebbe comodo credere si sia ” salvato” ( se gli e’ andata bene 350 anni in Purgatorio..) a quel punto potrei avere qualche speranza anche io..che se guardo ai Santi di sicuro la mia strada e’ segnata;-)..”

              Intendo dire, ad esempio, che spero che sull’aborto non si rendesse conto di stare spezzando delle vite umane. In pratica spero che fosse davvero convinto erroneamente che fossro solo grumi di cellule, e che la sua coscienza non l’abbia avvertito.
              Insomma, spero per lui che abbia avuto l’ignoranza invincibile, l’unica speranza di salvezza in un caso come il suo.

              Non riesco a sperare che si sia dannato, anche se magari lo meriterebbe.

              • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

                Il cervello ce l’abbiamo tutti o lo usiamo solo quando ci conviene?..

                Grazie a Dio, Lui legge il cuore a cui l’ignoranza non scappa..

                • Vincent Vega ha detto in risposta a sara

                  Appunto. Speriamo che sia stato ignorante davvero e che la sua coscienza non l’abbia avvertito, o che sia stato preda del demonio. È l’unica speranza per lui.

    • Sophie ha detto in risposta a sara

      Pessima.

      • Sophie ha detto in risposta a Sophie

        Pessima la battuta finale intendo.

        • sara ha detto in risposta a Sophie

          Scusami Sofia..e’ solo un po’ di rabbia repressa..

          Lui e’ andato via..i miei figli qui ci rimarranno per un po’ se Dio vuole a raccogliere i suoi ” bei” frutti..

          • Sophie ha detto in risposta a sara

            Non ti devi scusare figurati, penso solo che noi dovevamo e dobbiamo combattere le sue idee e non la sua persona. Negli ultimi tempi si stava riavvicinando alla Chiesa e cominciava ad essere titubante circa le adozioni alle coppie gay. Io credo solo che dobbiamo pregare per lui nonostante il male che ha lasciato, sperare che si sia convertito in tempo almeno per andare in Purgatorio. Anch’io come te credo nella giustizia e spesso mi faccio prendere dalla rabbia quando vedo che si fa tutto contro Dio ma noi non possiamo sapere cos’ha un uomo nel cuore, solo Dio lo sa. Intransigenti con il peccato e misericordiosi con il peccatore.

    • Steve ha detto in risposta a sara

      Sì ma non usare questo tono vendicativo molto “ehh? Ora la paghi!” mi inquieta, soprattutto da parte di persone che si definiscono cristiane

      • sara ha detto in risposta a Steve

        Se ti senti preso in causa la prossima volta tappami la bocca.

        Io mio e’ sarcasmo puro per me non per te.

        • Steve ha detto in risposta a sara

          EHH! VOLEVI! in realtà non voglio tappare la bocca a nessuno, ma sembra che a volte gongolate e ve la godete del fatto che qualcuno possa essere finito all’inferno o come cazzp si chiama, diciamo nella situazione di “privazione di Dio”

          Agghiacciante, e poi da tuoi commenti sopra mi sembra che tu sia cattolica solo per la paura del giudizio Divino

          • sara ha detto in risposta a Steve

            Non mi sembra tu voglia capire oltre…

            Tu non sai nulla di me come io non so nulla di te.

            Da 4 parole non si deduce nulla.

            Limitiamoci a commentate senza entrare nel personale. Punto.

            • sara ha detto in risposta a sara

              He volevi..=> faccio finta di non averlo capito o spero di averlo capito male.

              E speriamo che Essere UOMINI valga ancora a qualcosa in questo mondo…

      • Sophie ha detto in risposta a Steve

        Scusa una domanda, ma al di la di quello che ha detto Sara, perchè ho l’impressione che uno per avere la patente del buon cristiano deve passare attraverso il tuo insindacabile giudizio?

  5. Sophie ha detto

    L’eterno riposo dona loro, O Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen

    • Gianfranco ha detto in risposta a Sophie

      Pannella si è confessato prima di morire.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Gianfranco

        Davvero?

      • Sophie ha detto in risposta a Gianfranco

        Bene!

      • Sophie ha detto in risposta a Gianfranco

        Vorrei avere anche io la grazia di fare in tempo a confessarmi prima di morire… 🙂

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Gianfranco

        Mi fa piacere, speriamo che sia riuscito a salvarsi.

      • sara ha detto in risposta a Gianfranco

        Ne’ se fosse vero questo cambierebbe le cose..

        A cominciare col mio commento..

        E’ proprio vero che la Morte fa abbassate la testa a tutti, a quel punto a fanbrodo le convinzioni.

        Scommetti e basta, sei solo e fare il duro non ti aiuta piu’…

        • sara ha detto in risposta a sara

          Ne’= be’

        • Fran ha detto in risposta a sara

          E’ per questo che sono nate le religioni, per ovviare alla paura della morte!
          Comunque la storia della confessione di Pannella è la dimostrazione di come ci si può inventare una bufala e sempre si troverà qualcuno disposto a crederci. E’ scientifico! E questo fa pensare alla veridicità di tante credenze…

          • sara ha detto in risposta a Fran

            Io si’ ho una fottuta paura di morire.

            Del momento in cui chiudo gli occhi..lo sogno spesso, mi chiedo: L’attimo esatto in cui si spegne il cuore cosa si prova, dolore?.. Quando ti manca il respiro e’ come annegare..la coscienza quando ti spegni muore con te o rimane fino al trapasso( se ci sara’).

            La Religione puo’ darmi una risposta, ma la paura della morte rimane.

            E’ da pirla fare i duri, ci credi solo tu e fino a poco prima…poi te la fai sotto come tutti.

            Non so’ se hai mai visto qualcuno morire..

            Non te lo auguro.

          • andrea g ha detto in risposta a Fran

            “E’ per questo che sono nate le religioni, per ovviare alla paura della morte!”-

            Va beh, a solita certezza(con tanto di punto esclamativo), solite domande:
            perchè l’uomo ha paura della morte?
            Perchè esiste un essere autocosciente?
            Perchè esiste qualcosa anzichè il nulla?

          • Germano ha detto in risposta a Fran

            Per ovviare alla paura della morte sarebbe bastato inventare un Dio “bancomat”, facile distributore di soluzioni. Il nostro Dio, invece, ci chiede di essere perfetti come Lui, di sforzarci di passare dalla porta stretta, ci ricorda spesso che potremmo trovarci dov’è stridore di denti.

            • Fran ha detto in risposta a Germano

              Il sentimento religioso nacque nell’uomo primitivo e Dio poteva anche essere una specie di bancomat che aiutava a fare una buona caccia o a mantenersi in vita in un mondo pieno di pericoli. Gli antropologi concordano però nel dire che fu la coscienza dell’inevitabilità della morte il grande detonante delle religioni. Fu infatti quando si è cominciato ad immaginarsi l’immortalità: se un uomo poteva scampare all’attacco di un belva feroce o superare una malattia, perchè non avrebbe potuto anche vincere la morte? Una risposta affermativa a questa domanda portava evidentemente un effetto tranquillizzante. E così infatti fu, da allora all’immortalità si è creduto in tutti i continenti ed in tutte le culture per innumerevoli secoli.

              • Germano ha detto in risposta a Fran

                Delle repliche che ti si fa, anche stavolta, cogli solo quel che ti fa comodo. Ripeto con altre parole: constatato che morire si deve, sarebbe più consolatorio il convincimento del nulla dopo la morte che non la prospettiva possibile di un tormento eterno. Specie se il Dio in cui credi ti chiede di essere perfetto. E quindi la religione non è l’oppio dei popoli, la fede nel nulla lo è.

                • Bagui ha detto in risposta a Germano

                  Scusa se mi intrometto Germano, ma non è così, anche perchè tutti sanno che Dio è misericordioso e se ci si pente dei propri peccati lui ci accoglierà. Quindi in questo senso è molto più “comodo” credere e la scommessa di Pascal è lì a confermarlo.

                  • Germano ha detto in risposta a Bagui

                    Parli del pentimento come fosse un cartellino da timbrare. Se sei cristiano e ti senti a posto così, con la sicurezza di avere un jolly da giocare, secondo me dovresti approfondire la tua fede, Fran, anzi, scusa, Bagui. Buona serata.

      • minstrel ha detto in risposta a Gianfranco

        Dio lo voglia! I bambini abortiti pregavano per la salvezza di quest’uomo!

        • Fran ha detto in risposta a minstrel

          Pannella aveva amici sacerdoti, anche arcivescovi, ed evidentemente questi non si scandalizzavano come voialtri per per le sue prese di posizione.

          • Germano ha detto in risposta a Fran

            Fran ci informa in maniera certa delle amicizie tra Pannella e gli arcivescovi, che non si scandalizzavano. Lo sa perché ogni giovedì con due di loro e Pannella facevano un giro di briscola.

              • Germano ha detto in risposta a Fran

                Il punto è “non si scandalizzavano per le sue prese di posizione”, affermato con una spocchia che sembra quasi voler insinuare che i religiosi condividessero le idee di Pannella più di quelle di “noialtri”.

                • Fran ha detto in risposta a Germano

                  Ti ho dimostrato che sapevo di ciò che parlavo e tu una volta ancora scivoli sulla buccia di banana: Pannella aveva un amico arcivescovo e almeno un altro sacerdote i quali evidentemente non si scandalizzavano per le sue posizioni, infatti Mons. Paglia ha dichiarato che seppur distanti,c’era grande rispetto, affetto e stima reciproca.
                  Ora mi raccomando, te e i tuoi amici come al vostro solito negate l’evidenza e più la negate… più dimostrate non solo la vostra mancanza d’onestà, ma che la vostra militanza è più controproducente che utile.

                  • Germano ha detto in risposta a Fran

                    La pletora di “amici preti, anche arcivescovi” sono diventati un arcivescovo e almeno un prete. Bene, così va meglio.

                    • Bagui ha detto in risposta a Germano

                      Riconoscere di aver sbagliato no?

                    • Germano ha detto in risposta a Bagui

                      Fran ha trovato un avvocato difensore. Non ho mai negato che Pannella potesse avere amici nel clero, ma Fran ha suonato la grancassa facendo intendere che ce ne fosse una processione, inclusi un non precisato numero di arcivescovi che non si scandalizzavano delle sue prese di posizione. Che qualche religioso dimostrasse vicinanza a Pannella, oltre tutto, non dimostra che le sue prese di posizione non fossero scandalose per i cristiani, ma dimostra che i cristiani mettono in pratica il comandamento di amare anche i propri nemici,

  6. Hilario ha detto

    Pannella è sempre stato un personaggio controverso, per certi aspetti criptico. Ha combattuto battaglie certamente insostenibili, tipo quella sull’aborto, ma ne ha portate avanti altrettante sacrosante, come quella sui diritti dei carcerati e l’abolizione della pena di morte. E’ stato certamente un provocatore, ma anche un guerriero. Un uomo che ha sempre avuto il coraggio di lottare a viso aperto per le sue idee, senza mai arretrare di fronte alle difficoltà; questo bisogna riconoscerglielo. Così come gli va riconosciuto il merito di aver dedicato tanto tempo agli ultimi e agli emarginati; l’ultimo Natale della sua vita, come tante altre volte aveva fatto, lo ha passato in compagnia dei detenuti.

    Credo che l’esempio del suo coraggio rimarrà, e potrà essere uno stimolo anche per noi cattolici, per darci la perseveranza di combattere le nostre battaglie civili e quotidiane. E, paradossalmente, potremo utilizzare la sua lezione di coraggio proprio per fronteggiare a viso aperto e senza paura i pesanti strascichi che alcune sue battaglie veramente insostenibili hanno lasciato.

  7. Fran ha detto

    Pannella ha portato avanti diverse battaglie che col senno di poi si sono rivelate giuste, il divorzio ad esempio oggigiorno nessuno si sogna più di volerlo abolire, mentre quando fu approvato erano moltissimi quelli che si stracciavano le vesti e giuravano che non sarebbe finita lì. Anche sui diritti degli omosessuali o sulla liberalizzazione della marijuana aveva anticipato i tempi: gli omosessuali si sono visti riconosciuti i loro diritti già in molti paesi e la liberalizzazione delle droghe leggere è in discussione, se non già approvata, in altrettanti paesi (l’Italia un anno fa ha depenalizzato l’uso personale e diversi gruppi parlamentari stanno già sta discutendo una futura liberalizzazione, cosa impensabile 20 o 30 anni fa).
    Pannella ha dato anche un altro dispiacere ai suoi detrattori, lui che fumava, beveva e si è drogato non poco… ha vissuto fino ad 86 anni, portando così sulla sua persona l’esempio che un uso consapevole di queste sostanze non causa necessariamente tutti quei danni che i proibizionisti dicono che causino.

    • lorenzo ha detto in risposta a Fran

      Io sogno una società in cui il divorzio non sia necessario e gli gli omosessuali siano guariti.

      • Fran ha detto in risposta a lorenzo

        Gli omosessuali “guariti”??? Tra persone che dicono che l’evoluzione è una favoletta, che il Papa non ha affermato che la Chiesa debba esser povera e questa dell’omosessualità come malattia, su questo sito c’è un bel campionario di dichiarazioni che non si ascoltavano da cinquant’anni.

        • lorenzo ha detto in risposta a Fran

          Gli esseri umani, dalle unghie dei piedi all’ultima cellula del cervello, sono o maschi (xy) o femmine (xx).
          Il cervello degli omosessuali ha pulsioni non in linea con la natura biologico evolutiva.
          Riallineare le pulsioni cerebrali con la natura biologico evolutiva, io lo definisco guarire.

          • Fran ha detto in risposta a lorenzo

            Tu usi un termine che anche la Chiesa, seppur in ritardo, ha mandato in soffitta, al pari di quella che definisce l’evoluzione una favoletta.

          • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

            SBATTENEM PALLAM

            • Nippur ha detto in risposta a lorenzo

              Povera moglie! se il tuo esubero di testosterone la costringe a sopportare questi sbalzi umorali, andrà in paradiso con il massimo dei confort sopportandoti, ahahah!

              • lorenzo ha detto in risposta a Nippur

                Se mia moglie “andrà in paradiso con il massimo dei confort” vuol dire che ha fatto bene a sposarmi, ahahah!

        • sara ha detto in risposta a Fran

          Ps: ..direi che i libri per il cesso vanno anche bene..

          Che dici?

        • Positrone76 ha detto in risposta a Fran

          Chi dice che l’evoluzione è una favoletta? Non certo la Chiesa. Certamente l’evoluzione ha ancora molto punti poco chiari e non è certo rimasta ferma a Darwin e a qualche suo ignorante (rispetto alle conoscenze attuali) epigone.

          Chi dice che l’omosessualità sia una malattia? Non certo la Chiesa.
          E’ vero però che l’omosessualità (ed in certi casi persino l’eterosessualità) al di là della natura biologica chiaramente sessualmente dimorfica umana può essere frutto di un disturbo o di un trama e non necessariamente una condizione irreversibile, questo che ti o vi piaccia oppure no.

          Continuiamo a dirti, a te che cattolico non sei e che di cattolicesimo hai dimostrato di capire ben poco, mostrandoti al meglio un pessimo debunker, che il Papa non concepisce, come tutto il suo dire, il mondo in una dimensione materialistica ma spirituale. Le sue parole non si riferiscono al contesto generale ma al contesto cattolico ed hanno senso alla luce dell’insegnamento evangelico e Magisteriale. Insistere sul punto del pauperismo tout court, se fossi cattolico, ti arrecherebbe il nomignolo e la condizione di eretico.
          Peraltro la Chiesa gente che ragionava come te, in senso pauperistico, l’ha combattuta. Leggasi l’eresia dolciniana ad esempio. Hai dimostrato di essere un polemico in cerca di notorietà. Qualcuno che vuole insegnare a chi ha Fede in cosa egli creda avendo delle conoscenze confuse e scarse sulla materia che vuoi insegnare. Hai tutto il mio perdono a patto che non insista sull’errore 🙂

          • Fran ha detto in risposta a Positrone76

            Persone che affermano che l’evoluzione sia una favoletta o che l’omosessualità sia una malattia resistono oggi solo all’interno del mondo religioso, esattamente come nei due casi sopraindicati, quindi vedi un po’ tu…

            Non credo poi ti convenga tornare sulla povertà della Chiesa, perchè ieri, quando ho fatto notare che alle parole del Papa non sono seguiti i fatti, hai già fatto la tua sonora figuraccia allo scrivere che Bergoglio non ha mai parlato di povertà (il pauperismo o lo miseria non c’entrano e li hai citati solo tu). Ora è chiaro che, anche dopo che ho portato numerose prove che dimostravano come avesse usato quella parola nel senso comune del termine (S. Pietro non aveva il conto in banca, no a progetti imprenditoriali, povertà davvero, ecc. ecc.) sia tu che i tuoi correligionari avete continuato con la bufala iniziale. Perchè? Perchè all’interno di una setta non bisogna mai tentennare e bisogna appoggiare gli altri membri anche quando questi s’inventano frottole come quella di ieri, perchè l’importante è fare fronte comune contro qualsiasi presenza estranea, anche se sta raccontando la pura e semplice verità.
            Io ho imparato abbastanza da quest’esperienza e alla fine posso dire che provo certa commiserazione nei vostri confronti, ma vi auguro che un giorno possiate diventare persone libere, possiate cioè pensare in modo autonomo ed arrivare alle vostre conclusioni senza avere il timore che queste possano contraddire l’operato della Chiesa. Ve lo auguro davvero.

            Saluti

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Fran

              Fran, se hai letto i commenti che ho scritto in questi giorni avrai notato che non sono affatto un settario incapace di criticare la Chiesa, tuttavia ti ripeto che su Francesco sbagli. Non nel dire che ha parlato di povertà, ma nel dargli un’interpretazione sbagliata. E si, la tua intepretazione è pauperismo, perché una Chiesa povera come gli Amish non sarebbe in grado di fare tutte le opere di carità che fa, perciò sarebbe più un male che un bene.

              Una Chiesa morigerata, senza lusso inutile e corruzione, è ciò che vuole il Papa

              http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/papa-francesco-e-lipocrisia-del-pauperismo-22760/
              http://it.radiovaticana.va/news/2016/05/17/il_papa_alla_cei_richiamo_a_cristo,_non_al_pauperismo_/1230431
              https://it.zenit.org/articles/il-pauperismo-e-una-caricatura-del-vangelo/
              http://www.lazione.it/Community/L-Azione-Blog/Papa-Francesco-pauperista-No-annuncia-solo-il-vangelo

              Direi che possiamo anche finirla con questa storia, dai. Anche perché di certo a me del settario non puoi darlo, se hai un minimo di onestà intellettuale e hai letto ciò che ho scritto negli ultimi giorni.

            • Positrone76 ha detto in risposta a Fran

              Fran,
              capisco che dai per scontato di essere libero solo perchè ti permetti di dare giudizi (peraltro sbagliti nel merito e nel metodo) in questo contesto. Purtroppo è la tua opinione il fatto invece dice l’opposto. Io sono cattolico, credo per scelta e valutazione razionale, sapienziale e perchè no sentimentale nel cristianesimo cattolico, Credo nel Magistero, Credo nella Chiesa come istituzione divina, ma non Credo in ogni singolo uomo appartenente alla Chiesa ne debbo credervi. Non devo difendere il Papa X o l’arcivescovo Y, o il diacono Z. Volermi e volerci vedere così è una tua (errata) (s)valutazione della Realtà.
              Come Vincent anche io ho le mie critiche verso la Chiesa (quasi tutte condivise con Vincent ma anche qualcos’altro) tuttavia te lo ripeto tu non sei cattolico e proprio perchè non lo sei, non capisci appieno il linguaggio che si usa che non è mai letterale ma sempre evangelico.
              Io e Vincent, nonostante la tua pretesa di asfaltabilità, ti abbiamo postato diversi commenti che tu non hai nemmeno preso in considerazione, segno che a te non interessa capire cosa abbia davvero detto il Papa, ma ti serve perchè incastrando pezzi che a te paiono collidere con la tua visione della Chiesa ti danno ragione. Come molti, nei tuoi ragionamenti scarti i risultati contrastanti e contraddittori per arrivare alle conclusioni che ti interessano. Non falsifichi ne cerchi oggettività ma ti limiti ad oggettivizzare le tue opinioni.
              Ora tutti abbiamo bisogno di commiserazione, quella divina in primis ma non sei in grado di provare “passione con” piuttosto vivi quella fase della vita in cui pensi di aver capito più di altri ed hai quella visione da puzzetta sotto il naso tipica di chi è incapace di commiserare…
              S. Pietro non aveva il conto in banca perchè le banche non esistevano ma tolta la cosa aveva il cassiere. L’aveva anche Gesù in verità e ce l’hanno anche i francescani… E’ ovvio dal contesto del discorso papale che il concetto di banca è riferibile alla banca d’affari ma questo è un’altro argomento. Esistono modi per gestire il denaro, chiederlo o mantenerloe persino guadagnarlo lecitamente o in maniera eticamente rispettabile come anche il contrario… ora se vuoi continuare sul pauperismo fallo pure attaccandoti a due frasette estrapolate ma chi legge non può che rendersi conto che la tua insistenza non è che ideologicamente forzata e forzosa e nemmeno nessuno sta dicendo o ha detto che un sacerdote deve mangiare con le posate d’oro o il papa avere miliardi per penderli al casinò o che non ci siano stati preti o chierici che hanno mal usato i soldi ricevuti. Dirlo da parte tua sarebbe pura disonestà intellettuale. Capisco la tua missione di voler mettere i cattivi cattolici e i suoi chierici come gente che vive di lusso ed agi alle spalle dei poveri della terra ma la tua rimane una critica generalizzata risibile e, peggio, oggettivamente FALSA.

              Dentro la setta, come chiami tu il cattolicesimo, si va talmente d’accordo e non ci si dice così mai male che le migliori litigate su questo sito e su altri sono proprio tra cattolici. Non ho bisogno di portare prove, basta questo post e a campione prenderne 10 che abbiano più di 50 commenti :-).

              L’operato della Chiesa io l’ho conosco benissimo, nel suo bene, nel suo male in termini filosofici, teologici, giuridici, sociali ed umani. Ecco perchè ti posso dire senza ombra di dubbio che tutto sommato è un ente la cui importanza per il mondo è vitale. Senza di Essa la storia sarebbe peggio, molto peggio.
              Tu hai un giudizio diverso, perchè vuoi vedere il marcio ad ogni costo… Le mie conclusioni sono assolutamente autonome, non sono contrariamente a quanto puoi pensare un tipo tutto casa e Chiesa…
              Peraltro un giudizio positivo sulla Chiesa l’ha avuto anche chi si è opposto per anni ed in tutti i secoli alla Chiesa in diversi modi e termini e non erano meno liberi di me. Sulla tua libertà invece ho qualche dubbio ma me lo perdonerai quanto meno per parità :-).

              • Vincent Vega ha detto in risposta a Positrone76

                “Dentro la setta, come chiami tu il cattolicesimo, si va talmente d’accordo e non ci si dice così mai male che le migliori litigate su questo sito e su altri sono proprio tra cattolici. Non ho bisogno di portare prove, basta questo post e a campione prenderne 10 che abbiano più di 50 commenti :-).”

                Senza contare i vecchi Concili dei primi secoli, dove tra Vescovi ci si prendeva letteralmente a randellate, senza esagerare. 😀
                Basti pensare a quando c’è stata l’eresia ariana o si discuteva sulle due nature di Cristo.

                Il cattolicesimo è tutto meno che una setta, è davvero una religione mondiale, ecco perché ci sono così tante anime diverse al suo interno.
                Io apprezzo molto anche il cristianesimo ortodosso, ma se vogliamo anch’esso è meno universale del cattolicesimo. Dopotutto Chiesa Cattolica significa proprio Chiesa universale. Anche gli ortodossi si considerano Chiesa universale (e ripeto, li apprezzo molto e sono cosciente che se nella Cattolica c’è la pienezza della Verità gli ortodossi non posseggono la pienezza ma ci sono molto vicini), ma di fatto sono più legati alle identità nazionali.

                Il cattolicesimo non è arabo (come l’islam, che fuori dal suo contesto perde senso), tedesco o comunque germanico (come il protestantesimo, che aldifuori dei pase germanici perde gran parte della sua ragion d’essere e della sua identità), sudamericano o asiatico o africano, il cattolicesimo è universale.

      • Giallo ha detto in risposta a lorenzo

        Questa è stata una decisione della psicologia moderna. Decisione. Non evidenza scientifica.
        A mio avviso personalissimo, dato che la natura tende alla riproduzione della vita ogni condizioni che porti alla impossibilita’ generativa è biologicamente difetto (e infatti evolutivamente non viene propagata).
        Questo non vuol dire che non sia “normale” ma solo in senso statistico. E’ normale che nascano una certa percentuale di persone che non ci vedono bene. E’ normale che nascano una certa percentuale di persone che hanno un arto mancante. E’ normale che vi sia una certa percentuale di persone che sono omosessuali. Questo, sempre a mio avviso è piu’ scientifico che ritenere “equivalente” una condizione che va contro l’istinto naturale (e non culturale) alla riproduzione

    • Dan ha detto in risposta a Fran

      Insomma siccome ho visto un fumatore che arriva fino a 100 anni allora ovviamente la sigaretta non causa danni alla salute.

      Tipo:se uno vince all’enalotto allora ovviamente conviene investire nel gioco d’azzardo in maniera “consapevole”….si dalla parte dei finanziatori che non giocano, non dei giocatori che ci giocano.

      • Fran ha detto in risposta a Dan

        Se assunte con moderazione le sostanze ti permettono di vivere al pari degli altri, personaggi come Giovanardi dicono invece che anche l’assunzione saltuaria porta a alla morte o a danni permanenti o irrevrsibili. Ironia della sorte, proprio Pannella ha dimostrato che non è così.

        • sara ha detto in risposta a Fran

          Facile prendere i dati e i manuali scientifici quando conviene..

          Poi quando si vuole fare ” l’ alternativo” si usa il caso sporadico di chi fuma da turco e si droga come una discarica ma arriva comunquea a 80 anni…

          Di Usa la Scienza per cosa?

        • Dan ha detto in risposta a Fran

          Si ma l’assunzione saltuaria non è allora a scopo medico,giusto per farti capire che i sofismi da quattro soldi li conosciamo tutti.

          • Dan ha detto in risposta a Dan

            Ma a me sinceramente fa pietà:non tanto chi usa le droghe anestetici o altro per sopportare il dolore fisico,quanto chi stordisce la propria lucidità per incapacità di vivere da lucido.

            • Fran ha detto in risposta a Dan

              Assunzione saltuaria a scopo ricreativo, conoscitivo o altro ancora, non è questa la differenza.

              • Dan ha detto in risposta a Fran

                Assunzione saltuaria:un tempo discontinuo variabile,ora rispetto alle droghe pesanti non si discute,secondo la pastiglia che prendi puoi rimanerci secco anche il giorno stesso.Rispetto alle droghe “leggere” non hanno mai dimostrato che son leggere.A scopo ricreativo tu puoi anche farti,ma il punto è che i fattoni spesso sono di disturbo a terzi per la maggioranza lucidi e senza tali necessità adolescenziali.Anche perchè era redicolo parlare di scopo medico,visto che molti farmaci hanno principi attivi molto più potenti in molti farmaci.

                Quindi il dilemma è che ci sono persone che si vogliono fare e basta,sicuramente dei tossici sarnno più responsabili dei loro figli e della loro famiglia,tendendo a fare al resto della società la morale.

                • Bagui ha detto in risposta a Dan

                  Quanta ottusità in così poche parole, e te lo dice una persona contraria alle droghe.

                  • Dan ha detto in risposta a Bagui

                    Dopodichè è anche utile al tuo stesso interlocutore,spiegarli perchè lo sarebbe in modo che l’interlocutore chiarifichi laddove si spiega male,e,dissenta laddove è necessario o cambi opinione.

                    • Dan ha detto in risposta a Dan

                      Comicio quindi io a chiarificarlo:

                      a)Si parla di “scopo medico” della legalizzazione della droga,ma i farmaci hanno gia gli stessi principi attivi delle droghe per varie finalità di scopo terapeutico,dunque se già ci sono (sono molecole a tutti gli effetti che si trovano nei farmaci,benche in composizione diverse)alcune usabili solo negli Ospedali,non ha senso legalizzare a uso medico ciò che è già legale.A meno che scusatemi,non si intendesse dire che i cofee shop olandesi sostituiscano le farmacie,il che non ha ragionevolmente senso,perchè in Olanda allora ci sono le farmacie non bastavano i cofee shop?(dico l’olanda ma anche negli stati uniti).

                      b)Ci sono studi scientifici infatti che sfatano il mito delle droghe “leggere”

                      c)L’uso nel tempo continuo/discontinuo è indifferente nelle droghe pesanti,infatti generano in tempi brevi la dipendenza fisica psicologica.Nelle droghe “leggere” no,ma comunque,non si sarebbe più discettando dello scopo medico (che diventerebbe una scusa politica)bensì delle modalità d’impiego,sia per le prime che per le seconde.

                      d)I tossicodipendenti per quanto possono essere umanamente compresi e vanno umanamente aiutati,non possono essere certo la giustificazione della legalizzazione delle droghe.Per altro possono stando ai dati causare problemi anche le famiglie in cui vivono e che per cio vanno aiutate,ma,chiaro che dubito che aiutare qualcuno significhi appunto continuare a lasciarlo fare.

                      e)Quindi la questione si rivolge al solito principio di libertà usato per giustificare l’aborto e altre questioni sociali.Riassumibile con:

                      “Se uno è nato libero allora è libero di fare quello che vuole,a patto che non causi danni a terzi”

                      Dubito che la droga renda a qualcuno “libero di sceglierla.”

                      f)Basti prendersi dati degli studi delle famiglie che hanno questi problemi,riguardo alla sfera genitoriale difficilmente due tossicodipendenti possono avere una famiglia stabile e/o avere l’affidamento di figli anche i genitori possono avere problemi con figli tossicodipendenti (terzi) e se lasciati in società spesso sono pericolosi,nel senso che delinquono per cercare poi la droga.

                      ———-

                      Detto questo quindi benchè non li condanni,nel senso che sono sicuro che non è il carcere che risolva le questioni,di certo non la risolve la legalizzazione delle droghe.

  8. Luca ha detto

    OBIEZIONE DI COSCIENZA
    Per me Marco Pannella in tutte le sue scelte, quelle giuste e quelle sbagliate, é legato indissolubilmente a questo concetto. Un concetto molto preciso e a me pare anche molto cristiano.
    Proporrei una riflessione: la società che stiamo cercando di costruire é una società fondata su valori e rispettosa di principi. Bene, allora dobbiamo decidere se il componente ideale di questa società ideale aderisce a valori e principi per intima adesione personale o per paura delle conseguenze. Io per anagrafe (purtroppo) ricordo qualcosa della società dei primi anni ’70 e non la rimpiango. Riconosco a Pannella il grandissimo merito di avere introdotto nel dibattito politico questo tema, allora del tutto assente;: il tema della persona, delle libertà personali e della responsabilità personale di fronte alla legge e alle regole. Sui principi l’ho spesso pensata in modo diverso, eppure grazie Marco.

    • lorenzo ha detto in risposta a Luca

      Obiezione di coscienza o assoluta libertà di scelta?

      • Luca ha detto in risposta a lorenzo

        Quando si dice obiezione di coscienza evidentemente si suppone una coscienza. D’altra parte quando si dice libertà di scelta si suppone che le finalità della scelta, i mezzi per perseguirla e la forza di sopportarne le conseguenze siano chiari ed accettati, altrimenti non si da vera libertà. Non so bene a cosa miri la tua domanda lorenzo perciò non so rispondere in modo preciso. Dico solo che questi temi etici fondamentali – per quel che ho visto personalmente – non sarebbero mai entrati nel dibattito politico senza Marco Pannella.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Luca

          Però Luca, un conto è la libertà di scelta per questioni individuali, un conto è permettere che ci vadano di mezzo altre persone. Che libertà di scelta hanno avuto i bambini dilaniati dagli abortisti?

          • Luca ha detto in risposta a Vincent Vega

            Hai ragione Vincent ed infatti questo é il tema più difficile da affrontare e sul quale non vedo risposte semplici. Bisognerebbe credo partire dal concetto di paternità responsabile e ragionare sui mezzi che permettono di raggiungere questo obiettivo. Si fa presto a dire “l’aborto é un delitto, va proibito e perseguito” e dimenticare il ruolo decisivo che il creatore attribuisce alla madre.
            Non lo so, forse sbaglio ma di certo non rimpiango quel che indirettamente percepivo negli anni ’60 (ero piccolo per esserci dentro direttamente) quando le nascite erano spesso un incidente della vita, più o meno complesso, più o meno accettato a seconda dei casi e della cultura. Sono contento che oggi si parli della paternità come scelta d’amore, sono contento che esistano i consultori familiari e gli strumenti di aiuto alla vita, sono contento che si continui a parlarne così tanto. Prima del ’74 – ’78 questo tema e questi strumenti non esistevano ed in questo senso eravamo tutti meno liberi.

            • Mattia ha detto in risposta a Luca

              Purtroppo però oggi è passata l’idea che l’aborto non è altro che un metodo contraccettivo.. Si fa presto a dire anche “bisogna cercare di insegnare le persone ad una maternità responsabile”, ma fino a quando si presenterà l’aborto come una “conquista civile” questo sarà impossibile

        • Michele ha detto in risposta a Luca

          Per quale “libertà” si è battuto Pannella? Si è battuto per quella che si chiama “autodeterminazione”, cioè la libertà intesa come potere di fare ciò che si vuole. Questa libertà non è libertà di scelta tra bene e male (come sembra che tu creda) ma è il potere di “creare” il bene ed il male, cioè di vivere a proprio gusto. Ed il primo ad obiettarti quando parli di “vera libertà” sarebbe stato proprio Pannella: per un liberale la libertà è vivere come piace a ognuno, secondo la propria “verità”; parlare invece di vera libertà significa dire che c’è una falsa libertà, e ti risponderebbero: chi decide quale libertà è vera e quale falsa? Perché vuoi imporre agli altri la tua concezione?

          Neppure c’entra qualcosa la responsabilità (di fronte alla legge e alle regole morali), perché il risvolto giuridico della libertà come potere è la creazione di una sfera dove il potere del singolo è illimitato e assoluto, senza che debba risponderne a nessuno: è la cosiddetta sfera privata dove l’individuo è l’unico signore, e come tale non regola il suo comportamento in base ad un principio etico, ma, proprio perché non riconosce nulla al di sopra di sé, ogni sua decisione è principio etico. Al massimo la responsabilità entra in gioco come espediente retorico per nobilitare queste tesi, ma non dà mai fondamento alla libertà intesa come autodeterminazione.

          Discorso simile per la coscienza, intesa coerentemente come facoltà naturalistica per la quale ciò che uno considera bene è bene, ciò che uno considera male è male.

          Tu stesso credo che converrai che questa strada porta dritto al nichilismo e all’anarchia, strada che neppure i radicali hanno percorso sino in fondo (in contraddizione con le loro premesse), ma che certamente hanno potentemente aiutato a percorrere. Lo vediamo dalle situazioni attuali, come quella della lettrice claudia74, in cui la libertà intesa come autodeterminazione produce i suoi frutti, ossia adolescenze eterne, mancata assunzione di responsabilità, “svacco” generalizzato.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Michele

            Un tempo c’erano i matrimoni combinati, dove ci si sposava non con persone che amavi, ma che ti venivano imposte, e la violenza in famiglia era incredibilmente più frequente di oggi. Ne so qualcosa, avendo avuto una bisnonna morta nel 2006 a 91 anni.

            Perciò ci andrei molto, molto cauto nel giudicare la situazione passata come migliore.
            Sull’aborto hai ovviamente ragione, uno può decidere della sua vita ma non c’è nessuna ragione per la quale uno dovrebbe poter disporre della vita del suo bambino come vuole, come fosse un oggetto.

            E un’altra cosa: a inizio 900 non è che non si divorziava perché si fosse “migliori” o “con più palle”, semplicemente non si poteva, ma non si contano nemmeno le famiglie che hanno finito con l’odiarsi, dove marito e moglie vivevano insieme peggio che estranei.

  9. andrea g ha detto

    Una ottima testimonianza ‘dall’interno’ del mondo del Caro Leader
    resta quella dell’ex tesoriere del Partito Radicale, Daniele Quinto:
    ““Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, di cui ebbe
    meritoriamente ad interessarsi UCCR-
    (http://www.uccronline.it/2012/06/29/il-libro-che-mario-staderini-non-ti-farebbe-leggere-mai/)

  10. claudia74 ha detto

    Non ho approvato tutte le battaglie di Pannella, ma non capisco il vostro astio contro quella sul divorzio. Voi parlate di ricucire i rapporti, ma quando questo non è possibile? In caso di violenza, di maltrattamenti come la mettiamo^ La donna deve subire perché bisogna stare insieme per forza? Io stessa ( sposata regolarmente in Chiesa e con il desiderio di farmi una famiglia) sono stata abbandonata con un bambino, insultata e denigrata e ho chiesto la separazione. Secondo voi una cosa dovrebbe fare?

    • Sophie ha detto in risposta a claudia74

      Non entro nel merito della tua storia personale e lungi da me ogni giudizio, ma se la gente prima di sposarsi ragionasse per l’amore ed il benessere dei propri figli futuri, invece di pensarci 4 volte prima di sposarsi ci penserebbe 100 volte. Quante donne picchiate dal fidanzato ci si sposano e ci fanno pure i figli….

    • Max ha detto in risposta a claudia74

      Come dice giustamente Sophie, non conosco la tua storia ed evito giudizi frettolosi. Mi limito a fare presente che, se il divorzio per la Chiesa non e’ ammesso, e’ pero’ ammessa la separazione nei casi in cui, mi pare, ti sei ritrovata.

      Poi uno puo’ anche investigare se ci siano ragioni per vedere se il matrimonio fosse nullo in partenza.

      Al di la’ di questo, la colpa che si da’ alle azioni di Pannella – ma non solo alle sue, anzi – e’ di aver globalmente trasformato l’idea del matrimonio da un “per sempre” a “beh, vediamo se…”. Certo ci sono casi in cui due persone non possono piu’ restare insieme. Ma se uno fin dall’inizio pensa un “beh, vediamo se…” non e’ irrazionale pensare che l’unione sia piu’ fragile, con la sequela di dolori per tutte le parti coinvolte in caso di rottura. Mi chiedo quante coppie oggi si lasciano magari non alla prima ma alla seconda difficolta’, perché in fondo pensano che il matrimonio sia una sorta di fidanzamento?

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Max

        Per Max

        “Come dice giustamente Sophie, non conosco la tua storia ed evito giudizi frettolosi. Mi limito a fare presente che, se il divorzio per la Chiesa non e’ ammesso, e’ pero’ ammessa la separazione nei casi in cui, mi pare, ti sei ritrovata. ”

        Eh beh, grazie al ciufolo, era ammessa si, però fino ad oggi a condizione di rimanere soli per tutta la vita, dopo, o comunque rinunciare ad avere qualunque tipo di vita sentimentale e sessuale. Ora le cose stanno cambiando.

        • Sophie ha detto in risposta a Vincent Vega

          “Nessuno divida ciò che Dio ha congiunto” disse Gesù e chi non la pensa come lui si mette fuori dalla Chiesa da solo. Il Vangelo non lo può cambiare nessuno.

          • Max ha detto in risposta a Sophie

            Esatto.

            Ma veramente a volte noi cosiddetti Cristiani non mostriamo fede in Dio; io per primo…

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Sophie

            Disse anche molte altre cose nel Vangelo che però, chissà perchè, vengono interpretate come “consigli” evangelici, quando tutto sono meno che consigli.
            Come al solito si guarda solo ciò che si vuole guardare.

            • Sophie ha detto in risposta a Vincent Vega

              Dai Vincent smettila di mettere in bocca allo stesso Dio parole mai dette, ma riprenditi. Dì semplicemente che non sei in grado di mantenere la castità prematrimoniale, il matrimonio, ecc senza stravolgere le parole di nostro Signore per giustificare le tue debolezze.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Sophie

            Il discorso comunque era che serve a poco dire che la separazione era ammessa se poi uno si ritrovava a 30 anni o 40 anni a dover stare solo come un cane per tutto il resto della vita. Tutto li.
            Gli ultimi documenti della Chiesa, comunque, dicono che anche persone che vivono in stato “irregolare” non è affatto nè scontato nè automatico che siano in peccato mortale e privi della grazia santificante (da lì l’esigenza di lasciare il discernimento ai Vescovi e ai Sacerdoti).

            • Dan ha detto in risposta a Vincent Vega

              Che appunto in realtà tendeva a far rientrare la poligamia come concetto di famiglia.E sempre di più si cerca di indirizzare” la società alla poligamia.E fra non so quanto tempo,forse,ci si ritroverà a avere “famiglie” con multi partner,con tanto di argomenti retorici (simili uguali a quelli della “famiglia omosessuale”)

              Quindi da un lato capisco gli eccessi di repressione sulla morale sessualità (la sessualità viene idealizzata e sublimata)—ma dall’altro spero che vengono compresi gli eccessi contrari del solo riduzionismo sessuale (l’intera sfera relazionale viene ridotta al sesso).

              Ma comunque ancora prima,si dovrebbe discutere del perchè queste cose avvengono per poterle evitare,ora per me, per me,credo che comunque a prescindere “separarsi” o divorziare non è certo una “bella esperienza” per nessuno,bensi un trauma di vita umano, qualunque esse siano le ragioni.E li quindi sui perchè cio avviene e come le si evita,su come uno viene educato o meno.

              —-

              Poi il peccato non è irredimibile,non penso sia questo il punto,il punto penso sia come si cerca di mantenere una famiglia anche con l’aiuto di Dio,proprio non dico (per separarsi non separarsi)ma proprio come nemmeno arrivarci alla condizione di seperarsi,quindi discutere delle violenze,i tradimenti o “cause” che possono portare ai divorzi(e di qui di certo non so come fanno a incentivare comunque le poligamia,nessuno se tiene al suo partner oltre alla sfera sessuale,è felice di vedere il suo partner con altri addiritura immaginarsi una famiglia di multipartner,di qui la contestazione alla poligamia, che comunque stanno già introducendo).

          • Sophie ha detto in risposta a Sophie

            Vincent, ripeto: chi non segue Cristo si pone fuori dal cristianesimo. Se molti atei non si convertono è per la nostra incoerenza e perchè sputiamo sul piatto dove mangiamo. Conoscere la verità e snobbarla consapevolmente è grave.

    • lorenzo ha detto in risposta a claudia74

      Vorrei farti notare che se un marito del genere era tale anche prima del matrimonio e lo hai sposato lo stesso sei stata stupida, se si è rivelato tale dopo il matrimonio, il matrimonio è nullo.

  11. Licurgo ha detto

    “Venne più volte arrestato perché consumava droga in pubblico, la lotta per la liberalizzazione fu un altro suo obiettivo, arrivando nel 1987 –lo riportano le cronache dell’epoca- a proporre la legalizzazione dell’eroina, di cui faceva ampio uso (distribuiva anche gratuitamente Hashish ai partecipanti di varie manifestazioni anti proibizioniste)”

    Che Pannella facesse ampio uso di eroina proprio non lo sapevo, nè sto trovando fonti.
    Non perchè abbia in simpatia il personaggio, tutt’altro, però mi fa strano questa notizia che non conoscevo e di cui non sto trovando riscontri…

  12. andrea g ha detto

    Molto bella la lettera scritta da Pannella al Santo Padre il 22 aprile scorso,
    resa nota dalla Santa Sede-
    http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/la-lettera-di-pannella-al-santo-padre-caro-papa-francesco-ti-voglio-bene-ti-stavo-vicino-a-lesbo-_3009670-20160

  13. Lucio ha detto

    Ma i complimenti dal Vaticano non sono venuti a mancare..
    Falsa chiesa..

  14. Max ha detto

    Scusate, da qualche giorno a questa parte sto incontrando di frequente un linguaggio da scaricatore di porto in questo forum, ad esempio ripetizioni di “impalato”, ed altre ancora. Non sarebbe il caso, da esseri che si sforzano di essere civili, di evitarle?

    Bisogna cercare di ragionare, non insultarsi.

  15. Marco S. ha detto

    Riconosco a Pannella di essere stato un’idealista o, comunque, se cosi’ non fosse stato, di aver interpretato bene questa parte.
    Mi pare pero’ che i suoi ideali fossero piu’ riconducibili a quelli massonici e mondialisti, che a quelli cristiani, cosicche’, anche laddove ci si e’ trovati ad incontrarci per strada, cio’ non toglie che si stava camminando per due direzioni opposte.

    Condivido quindi in pieno il punto di vista dell’articolo, anche se naturalmente lo ricordero’ nelle preghiere.

  16. beppino ha detto

    Ciao Pannella. Non ho mai patito la tua eventuale assenza temporanea in vita (ed eri del resto “sempre” presente a “rompere” nella vita pubblica…). Adesso che non ci sei più (e definitamente) di nuovo non sento la tua mancanza; sono però in qualche modo preoccupato… gli epigoni che hai lasciato dietro le spalle sono anni luce distanti dal tuo modo di essere comunque rispettoso del pensiero e diritto altri. In ogni caso pace all’anima tua, dovunque tu sia andato a finire.

  17. StefanoPediatra ha detto

    Oggi, cari Santi del calendario, è venuto il momento di fare spazio ad un nuovo santo: san Marco Pannella! Forza e coraggio: qualcuno deve farsi da parte: San Paolo? via! oppure Santo Stefano… via! San Pietro… via! oppure San Giuseppe… via! Insomma, qualcuno deve scansarsi; bisogna lasciare spazio al nuovo santo…

    Vi dirò, dopo 2 giorni di ascolto di telegiornali e speciali radiofonici e televisivi, 2 giorni di lettura di articoli tutti osannanti questo “papa laico e guascone” (Andrea Cangini, QN) che voleva addirittura “riformare la Chiesa”, questo “profeta” dei nostri tempi, mi sento un po’ frastornato. C’è più di una nota stonata in tutto questo vociare o sono io che ho un disturbo dell’udito?

    Stiamo parlando (inneggiando) della stessa persona che ha reso “migliore” l’Italia con il divorzio e l’aborto e voleva renderla ancora migliore con la legalizzazione della droga (già, delle droghe leggere, vorrà certamente precisare qualcuno: come non si trattasse pur sempre di droghe, comunque pericolose per la salute e la vita stessa delle persone) e con l’eutanasia? Sono queste le battaglie “civili” che ce lo fanno apparire come un eroe, meglio, un santo?

    D’accordo, uno stile elegante impone di concedere l’onore delle armi agli avversari; e poi, si sa, quando un uomo con una certa notorietà in vita muore, chiunque egli sia, tutti, all’unisono, si affrettano a tesserne le lodi e a sottolinearne gli aspetti positivi, sorvolando su quelli negativi. E forse è giusto così. Forse non è solo ipocrisia; forse in tutti noi c’è la consapevolezza che in tutti c’è un po’ di buono, anche nei nostri più acerrimi nemici, e che anche noi, morti, vorremmo essere ricordati per ciò che di buono abbiamo fatto, anche se è stato poco, piuttosto che per tutte le nefandezze che abbiamo compiuto. E allora, magari per un senso di “reciprocità” (non faccio a te ciò che dispiacerebbe fosse fatto a me) ci preoccupiamo di urlare con la voce più alta di tutti quanto erano buoni e belli e cari i nostri avversari.

    Ma così mi sembra troppo: laici ed ecclesiasti (il portavoce della Santa Sede, il nuovo vescovo di Bologna, politici di ogni schieramento politico), tutti in queste ore si sono riempiti la bocca di aggettivi superlativi ed entusiastici. “Ha sconvolto in positivo l’Italia”, Riccardo Magi; “un leone della libertà”, Matteo Renzi; “che è riuscito a cambiare il Paese”, Sergio Mattarella; “non nascerà più una persona così”, Bersani; “eredità umana e spirituale importante”, Padre Lombardi. E chi più ne ha più ne metta.

    Il Cardinale di Bologna (il “mio” Cardinale) ha persino affermato che “lui non avrebbe chiesto a una sua compagna di abortire, gli interessava il fatto che lo si potesse fare, perché lo considerava un diritto inalienabile.” Sic! Senza nemmeno aggiungere una parola sul fatto che abortire un bambino NON è un diritto inalienabile quanto piuttosto il suo contrario!

    Io non so se Marco Pannella si sia convertito o confessato o meno e francamente penso che come muore un uomo (anche se si tratta di una personalità pubblica) sia un fatto che dovrebbe essere considerato molto privato in quanto è un fatto molto intimo. Spero per lui che giunto alla fine dei suoi giorni, guardandosi dentro e riesaminando gli effetti di alcune delle sue battaglie, abbia compreso il dolore, il male che hanno contribuito a portare nel nostro Paese. Spero che abbia compreso di avere contribuito a creare le basi (e anche qualcosa di più che le sole basi) per la distruzione della nostra società. E spero che non si sia lasciato distrarre ed irretire dalle voci “eleganti” di laici ed ecclesiastici che ne hanno cantato le lodi.

    Ogni uomo che nasce può diventare santo; se oggi Marco Pannella è stato accettato in Paradiso mi rallegro per lui, sinceramente. Anche se per il momento non inserirò il suo nome (sperando che non lo faccia qualcun altro) nell’elenco delle litanie dei Santi.

    Ma per favore, NON FACCIAMO CONFUSIONE: quello che oggi sembra essere additato da tutti (e secondo me un po’ colpevolmente anche da alcuni ecclesiasti) come un esempio da seguire, in realtà in vita si è battutto convintamente, e quindi ancor più colpevolmente, contro la vita. Magari sarebbe meglio partire da qui, da questa verità storica. Altrimenti non facciamo un grande servizio alla verità. Poi io per primo (anche se, lo ammetto, con una certa fatica) credo sia giusto pregare per la sua anima.

    • Sophie ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Ciao Ste, ma che fine hai fatto? 😀

    • Marco S. ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Solo il tempo potra’ dare un giudizio definitivo su questa persona.
      E a mio parere, se l’uomo avra’ ancora modo e forza di ricnquistare se stesso, prima di essere definitivamente schiavizzato dall’incombente potere tecnocratico-finanziario, il giudizio su Pannella sara’ assolutamente negativo.

    • Franca ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Grazie Stefano per le tue precise parole; hai espresso con eleganza e garbo quelli che sono anche i miei pensieri. Anch’io ho sentito la tua “mancanza” su questo blog come quella di EquesFides, Sto’coi frati….. Ringrazio Lorenzo, Beppino, Sophie, Sara per la loro appassionata testimonianza di fede non adeguata al politicamente corretto. Buona e Santa Domenica

    • sara ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Mi piace il tuo stile.

      Ottimo commento.

      Grazie.

  18. CECILIA LOLIVA PINTO ha detto

    SE SIN DALL’INIZIO AVREBBERO ARRESTATO,E’ EMESSO “ESOSE MULTE”,HA PANNELLA E’ A TUTTI I SUOI COLLABORATORI,SONO CERTA,( LO STESSO DICASI PER SVARIATI CITTADINI),CHE SAREBBE STATA LA SALVEZZA DELLA NOSTRA BELLA ITALIA,MENTRE PER UN INDIVIDUO DEL GENERE CHE HA FATTO SPAVENTARE E’ HA FATTO E’ FA’ AMARAMENTE PIANGERE TANTISSIMA GENTE;(DI CUI BAMBINI E’ GIOVANI),L’ITALIA E’ RIDOTTA NELLE ATTUALI RIPROVEVOLI CONDIZIONI,POICHE’ LA MALEDETTA DROGA CREA COMPLETO CAOS,”ALLUCINANDO” LA MENTE DI SVARIATI CITTADINI. ANCORA MEGLIO SE SAREBBERO STATI TUTTI ARRESTATI E’ PUNITI SEVERAMENTE,POICHE’ LOTTAVANO PER INCORAGGIARE A SPACCIARE I MALEDETTI VELENI;INOLTRE,LUI STESSO,(COME SI DICEVA E’ COME SI SONO VISTI VECCHIE REGISTRAZIONI),ELARGIVA LE MALEDETTE “DROGHE”;PERTANTO,DA BEN RIFLETTERE SULLA SEMPLICISSIMA LOGICA,CHE SE SIN DALL’INIZIO UN ESSERE DEL GENERE SAREBBE STATO MANDATO HA “ZAPPARE”LUI E’ I SUOI COLLABORATORI,TANTA BRAVA E’ ONESTA GENTE AVREBBE TIRATO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO,E’ OGGI GIORNO TUTTI DOVREMMO VIVERE SERENI E’ TRANQUILLI. PERSONALMENTE CIRCA 40anni FA,EBBI MODO DI CONOSCERE SIMPATIZANTI E’ SOSTENITORI DEL “PANNELLA”;DIO CI LIBERI,DIO CI LIBERI,DIO CI LIBERI A TUTTI. CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI GRAMMATICALI ED ORTOGRAFICI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO FINO ALLA IV E. PER CRUDELTA’ E’ IGNOBILTA’ DI TERZI. PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A.

    • Sophie ha detto in risposta a CECILIA LOLIVA PINTO

      “PERSONALMENTE CIRCA 40anni FA,EBBI MODO DI CONOSCERE SIMPATIZANTI E’ SOSTENITORI DEL “PANNELLA”;DIO CI LIBERI,DIO CI LIBERI,DIO CI LIBERI A TUTTI.”

      Io ho purtroppo ho mia zia sostenitrice di Pannella ed è pure cattolica….

      • Marco S. ha detto in risposta a Sophie

        Sono impressionanti i contorsionismi logici di taluni, che se “perfomabili” anche fisicamente, farebbero sicuramente guadagnare un posto di etoile al “Cirque du Soleil”.

        Quando Papa Francesco si e’ scagliato contro l’aborto, definendolo tout-court come omicidio, praticamente esortando i medici ad obiettare, mentre Pannella continuava a definirlo come diritto e tutela della “salute” della donna, come si sono regolati costoro ?
        Bah….

  19. sara ha detto

    ALLA REDAZIONE UCCR:

    AVETE TOLTO I MIEI COMMENTI IN RISPOSTA A CLAUDIA E I COMMENTI DI LORENZO PER PAROLE TROPPO VOLGARI, MI STA BENE E MI SCUSO.

    PER PER CORRETTEZZA PERO’, MI SAREI ASPETTATA DI VEDERE ELIMINATI ANCHE I COMMENTI DI STEVE E VINCENT SUL RIFERIMENTO ” AMBIGUO”, ( diciamo cosi’) NEI MIEI CONFRONTI.

    Non c’entrano nulla col tema in questione e sinceramente se cancellate le miei obiezioni ma ne lasciate altre non ne capisco il senso.

    A me tutto cio’ che ha un riferimento del, genere rivolto a me mi infastidisce, ma se non posso obiettare perche’ mi cancellate le risposte il giorno successivo, allora ingoio ed evito di commentare.

    Forse mi rendo conto che non e’ proprio un posto per donne” TROPPO RAZIONALI”..

    • sara ha detto in risposta a sara

      Ps: Scusate gli errori di battitura.

      SPERO DI NON VEDERE PIU’ BATTUTE del genere..PER IL RESTO CERCHERO’ DI CONTROLLARMI.

      GRAZIE.

  20. Heer ha detto

    Povero Pannella, mò si ritroverà davanti tutti i bambini che ha fatto abortire

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