Una Chiesa che accoglie, anche in Italia la carità è in movimento

accoglienza chiesaLa speranza oltre le nubi, piccole storie di una Chiesa che accoglie. In un’epoca di corvi, divisioni, scandali e complotti di palazzo, spesso costruiti a tavolino per calmare gli appetiti di una certa stampa di regime, le buone notizie che riguardano l’operato della Chiesa sembrano passare in sordina.

Ma se è vero che un albero che cade fa più rumore di un’intera foresta che cresce, è proprio questo il momento in cui dobbiamo far sentire la nostra voce per rispondere al frastuono di ogni rovinosa caduta con la testimonianza silenziosa e viva di una Chiesa che, comunque vada, ogni giorno si conferma e cresce nella carità.

In un nostro articolo di due anni fa abbiamo presentato un breve e non esaustivo spaccato delle piccole realtà locali sparse in tutta Italia, descrivendo come le diocesi e le parrocchie si siano organizzate per accogliere i migranti, aiutare le famiglie italiane in difficoltà, i senzatetto e le piccole medie imprese, con l’istituzione di politiche di microcredito gestite dalla Caritas o da altre associazioni di cui il Progetto Policoro ne rappresenta uno dei maggiori esempi. In questi due anni il fenomeno dell’immigrazione ha assunto connotati allarmanti: un dramma, prima appannaggio quasi esclusivo dei centri di accoglienza e di quelle città meta degli sbarchi, che oggi si estende in tutte le province d’Italia, mettendo a dura a prova il tessuto sociale dei piccoli e grandi centri abitati.

La risposta della Chiesa a questa piaga non si è certo lasciata attendere: è infatti di qualche settimana fa la notizia che a Milano il cardinale Angelo Scola ha promosso l’organizzazione di una rete di ottanta parrocchie che metteranno a disposizione i propri locali per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Questa iniziativa viene in aiuto agli enormi sforzi della Caritas diocesana che, ad oggi, coordina una realtà che conta quasi 800 posti letto.

Anche Roma ha risposto positivamente all’accorato appello di Papa Francesco in occasione dell’Angelus di domenica 6 settembre: nella Capitale hanno aderito oltre ottanta parrocchie che, proprio come per il capoluogo lombardo, offrono ai rifugiati un posto dove soggiornare. L’arciprete di San Pietro, cardinal Angelo Comastri, ha confermato la disponibilità delle due parrocchie vaticane ad ospitare alcune famiglie approdate a Lampedusa. Ma il piano di accoglienza non si ferma certamente alle diocesi di Roma e Milano.

Al 13 ottobre scorso, stando ad un articolo pubblicato su Avvenire, dei 95.000 migranti presenti in Italia, 22,000 erano ospitati da strutture coordinate dalla Chiesa. In un altro articolo apparso sul quotidiano della CEI, monsignor Gianfranco Perego, presidente della Fondazione Migrantes, ha spiegato che se ogni parrocchia rispondesse all’appello del Papa, accogliendo un nucleo familiare di tre o quattro individui, considerando le 27 mila parrocchie distribuite sul territorio italiano, si potrebbero ospitare 100.000 migranti. Se poi si considera l’intera Europa in cui le parrocchie sono circa 100.000, ha continuato monsignor Perego, si potrebbe arrivare ad accogliere 400.000 persone.

Cifre utopistiche? E’ ancora troppo presto per tirare le somme di un fenomeno in piena evoluzione, ma una cosa è certa: esiste una Chiesa, corpo vivo di Gesù Cristo, le cui membra operano ogni giorno nella comunione, per rispondere alla chiamata dell’Amore. E allora non contano i numeri, le gare a chi ospita di più: ognuno contribuisce con la sua disponibilità, aprendosi ad una diffusione capillare del bene. Perché se esiste un parroco del Veneto che riesce a farne dormire ventiquattro in canonica, o il vescovo di Vicenza che apre il palazzo arcivescovile; se esistono diocesi che mettono a disposizione un’ala intera del loro seminario e perfino famiglie italiane che, grazie al progetto “Un rifugiato a casa mia”, scelgono di ospitare ragazzi e ragazze che escono dai centri di prima accoglienza.

Se esiste tutto questo, allora esistono ancora buone notizie, di quelle che scaldano il cuore; esiste ancora una speranza che vince sul male, sulle calunnie, sui lupi travestiti da pecora. Esiste ancora una speranza silenziosa come la fiamma di una candela ma più potente delle voci di grandi acque. Una Speranza che non può morire perché è già risorta 2000 anni fa.

Filippo Chelli

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14 commenti a Una Chiesa che accoglie, anche in Italia la carità è in movimento

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  1. eNRICO ha detto

    Prova a iscriverti in una scuola Cattolica, penso che troverai benefici nella scrittura.

  2. soren liston ha detto

    ottimo articolo!

  3. Piero ha detto

    La Chiesa incassa miliardi di euro e con le briciole che da ai poveri si fa bella, questo si che è un ottimo investimento!

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