Crediamo ancora di essere grossi scimpanzé per il 98% dei geni in comune?

ScimpanzèE’ vero, condividiamo il 98% dei nostri geni con le scimmie antropomorfe. Peccato che questa informazione non venga usata strettamente nell’ambito evolutivo, come si dovrebbe invece fare, ma per anni è stata strumentalizzata per fini riduzionistici, ovvero filosofici: l’uomo non è nient’altro che -celebre formula lessicale del riduzionismo- una scimmia poco più evoluta, perciò la creatura non ha nulla di speciale e quindi non esiste alcun Creatore.

Questa è l’estrema sintesi dell’ateismo scientifico (anche se platealmente non esiste più) che abusa dell’evoluzione biologica per cercare di sostenere conclusioni teologiche. Nessuno nega che vi sia una parentela evolutiva con i primati, ma è indubbio che l’uomo abbia misteriosamente ed improvvisamente effettuato un salto ontologico (non soltanto quantitativo, dunque) rispetto ai suoi antecedenti, che lo rende unico, irriducibile, un sistema complesso dove i componenti sono tutti connessi e interdipendenti e il sistema non è dato dalla somma delle parti. Altrimenti non si spiegherebbero tante altre informazioni, fortemente nascoste dai riduzionisti di professione, come quella che abbiamo anche il 90% dei geni in comune con i coralli marini, abbiamo parecchi geni uguali a quelli delle ostriche, il 95% dei nostri geni sono simili a quelli della fragola, l’80% del nostro Dna è in comune con un verme di 1 mm (il Caenorhabditis elegans), mentre per il 50% è condiviso con quello della banana. Abbiamo lo stesso numero di geni della gallina e la nostra composizione atomica non è differente da un ficus. Dunque saremmo scimmie poco più grosse, ma anche grandi ostriche, coralli, topi, fragole e per metà anche delle banane. Se non si vuole cadere nel ridicolo bisognerebbe comprendere che evidentemente l’uomo “non si spiega” nei suoi geni.

Sembra però non tenerlo in considerazione purtroppo Danilo Mainardi, famoso etologo e divulgatore scientifico italiano, nonché presidente onorario dell’Unione Atei Agnostici Razionalisti (insieme a Odifreddi, Nonna Papera e al Gabibbo). In un recente articolo contro la sperimentazione sugli scimpanzé, Mainardi ha infatti sostenuto che essi soffrono tanto quanto l’uomo poiché abbiamo il 98% dei geni in comune con loro. Eppure, Mainardi lo sa bene, l’uomo condivide anche il 97,5% di DNA con il ratto, perché allora non invoca il divieto di ogni tipo di sperimentazione anche sui topi, bloccando quindi tutta la ricerca scientifica e farmacologica (senza contare che anche gli ortaggi “soffrono”)? Perché probabilmente si è più interessati, per motivi filosofici, a umanizzare sui media soltanto le scimmie antropomorfe, per i motivi ateologici ricordati poco sopra. Non a caso tutti coloro che si battono pubblicamente per concedere diritti umani agli scimpanzé sono contemporaneamente militanti anti-teisti, come ad esempio il bioeticista Peter Singer e l’ex zoologo Richard Dawkins.

E’ comunque possibile e giusta una sperimentazione etica, senza sofferenza o sofferenza prolungata per gli animali, così come hanno ribadito in questi anni i più autorevoli scienziati e ricercatori internazionali, come anche laicissimi divulgatori scientifici, da Gilberto Corbellini e Michele De Luca fino al vegetariano Umberto Veronesi. Posizioni, quelle dell’animalismo radicale e del riduzionismo ateologo, che andrebbero abbandonate secondo i colleghi di Mainardi, come ha spiegato Enrico Alleva, già presidente della Società Italiana di Etologia e direttore del Reparto di Neuroscienze comportamentali all’Istituto Superiore di Sanità di Roma, o il neuroscienziato Vittorio Gallese.

Condivisibile l’intervento di qualche mese fa dell’epistemologo Mauro Ceruti, docente di Filosofia della scienza all’Università Iulm di Milano, che ha criticato la divulgazione scientifica che sui quotidiani diffonde i miti del “gene dell’intelligenza”, del “gene della fedeltà” ecc. «Penso a quante volte si continui a dare un’immagine addirittura falsa e fuorviante degli sviluppi più interessanti della genetica. Quasi ogni giorno leggiamo della scoperta del gene dell’intelligenza o del talento musicale o dell’aggressività o di qualunque altra caratteristica si voglia enfatizzare». Ed invece, ha proseguito il filosofo, «la scienza richiede l’elaborazione di una cultura in grado di concepirne il senso e di utilizzare appieno le sue straordinarie potenzialità, superando le barriere che frammentando le conoscenze frammentano il reale, rendono incapaci di considerare il ‘contesto’ e il ‘complesso’, rendono incoscienti e irresponsabili dinanzi alle conseguenze delle nostre azioni proprio perché diamo arbitrariamente per scontato di essere capaci di prevederle e di controllarle». «Per inerzia», invece, «anche da parte di molti suoi comunicatori, il modo in cui la scienza viene rappresentata è tornato positivista fuori tempo massimo, per così dire, ignorando come ormai da più di un secolo la scienza abbia cambiato paradigma abbandonando l’idea di essere autosufficiente. Anche nel campo dell’epistemologia permangono vive le tendenze riduzioniste, secondo le quali il compito della scienza sarebbe quello di scoprire in modo oggettivo, assoluto, un codice semplice nascosto dietro l’’apparente’ complessità del mondo».

Nel 2007, sempre il noto filosofo italiano, elogiò il proficuo dialogo tra scienza e fede, criticando oltre ai creazionisti anche i «tenaci oppositori che ritengono che i sostenitori di una visione scientifica dovrebbero essere necessariamente atei, ed anzi fare opera di proselitismo per condurre le persone “infantili” alla “maturità”. Così, il biologo inglese Richard Dawkins e il movimento dei “nuovi atei” auspicano che le persone “ragionevoli” dicano basta alle religioni, giudicate “nocive” al “pensiero indipendente”. Parlano di autosufficienza della scienza in virtù di una presunta “maturità”, e mettono sotto tiro anche le tradizioni umanistiche. Ma tali affermazioni rischiano di danneggiare soprattutto le scienze, perché entrano in collisione col loro pluralismo, con la loro libertà di interrogazione»

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

28 commenti a Crediamo ancora di essere grossi scimpanzé per il 98% dei geni in comune?

« nascondi i commenti

  1. Vincent Vega ha detto

    Ne parlavo proprio ieri con Paxvobis, è davvero strabiliante questa voglia dell’uomo di degradare se stesso e di togliere ogni dignità alla sua esistenza.
    Che poi fanno diversi grossi errori, per esempio Il “caso” del quale parlano e l’assenza di qualunque teleologia nell’evoluzione sono inferenze metafisiche che fanno i materialisti, non possono essere corroborate ne’ confutate.

    Uccr scrive

    Condivisibile l’intervento di qualche mese fa dell’epistemologo Mauro Ceruti, docente di Filosofia della scienza all’Università Iulm di Milano, che ha criticato la divulgazione scientifica che sui quotidiani diffonde i miti del “gene dell’intelligenza”, del “gene della fedeltà” ecc.
    Questo è uno degli aspetti più diabolici del riduzionismo, il voler togliere qualunque senso alla nostra esistenza e cercare di dimostrare che il libero arbitrio è i sentimenti siano solo illusioni, banalissimi impulsi biochimici. Il materialismo, con questo concordo con l’Islam, e’ il cancro dell’Occidente.

    Peter Singer e Richard Dawkins sono sostenitori rispettivamente dell’infanticidio http://costanzamiriano.com/2014/05/03/parla-peter-singer-guru-dellaborto-eugenetico-e-dellinfanticidio/ e della “immoralità” del partorire un bimbo down http://www.enzopennetta.it/2014/08/sindrome-di-down-e-aborto-dawkins-non-parla-da-ateo-ma-da-darwinista/

    Dal mio punto di vista DAWKINS e SINGER hanno bisogno che si preghi molto per loro, perché sono totalmente in balia del Male.

    • Paxvobis ha detto in risposta a Vincent Vega

      Condivido e sono completamente d’accordo. Queste persone vogliono liberare l’uomo dalla religione e non si accorgono di condannarlo a una vita senza dignità. Fortuna che hanno miseramente fallito

      • Gianfranco ha detto in risposta a Paxvobis

        Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono per combattere la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa.
        Gilberth Keith Chesterton

  2. beppino ha detto

    Ci fu un tempo in cui l’Uomo “richiamava” Dio (o gli dei) per spiegare il fulmine, la morte per epidemia, il terremoto, l’eclissi solare, ecc…. Ma paradossalmente proprio nell’epoca in cui la scienza spiega quasi tutti questi fenomeni l’Uomo si sente di non doversi porre le consuete domande destinate a dare una giustificazione alla propria esistenza; lo stesso concetto di morte viene edulcorato o rimesso sotto il tappeto financhè a trovarsi ad essere considerato alla stregua della stessa sporcizia da allontanare e nascondere. E nel non porsi implicitamente queste domande l’Uomo si appoggia spesso proprio sulla scienza che diventa così panacea di tutto quello che non é chiaro sublimando ineluttabilmente l’impossibilità di dare motivazione all’Essere. Siamo fratelli delle scimmie dice la scienza ma nel contempo la stessa scienza non riesce a spiegare perché dovrebbe esistere una forma organica talmente evoluta da rischiare di arrivare (orima o dopo) alla giustificazione del perché del percorso evolutivo fatto e soprattutto dell’Origine e della Fine del proprio Essere (prospettando in tal modo un iperbolico ed inspiegabile controsenso logico… ma questo é un altro discorso). Mi sa però che la scienza c’entra poco… é probabilmente l’Uomo che non ha più il coraggio (o il tempo?) di introspezionarsi o forse, molto più prosaicamente “fa comodo” allo stesso Uomo agire così (facendo paradossalmente, nel contempo, molta meno “fatica” ad arrivare all’ultima porta che prima o poi – tutti – dobbiamo attraversare…).

  3. Mari ha detto

    una volta sotto un video YouTube ho trovato dei commentatori che dicevano che i fossili sono prove del l’inesistenza di Dio… Che volete farci certi atei non riescono proprio a pensare oltre livelli terra terra

  4. Roberto Sastri ha detto

    Qualche giorno fa Google ha ricordato, anche ai lettori di UCCR, con un artistico Doodle il 41° anniversario della scoperta di Lucy, a cui forse UCCR tenta di correre ai ripari con questo articolo.

    —- “l’uomo non è nient’altro che una scimmia poco più evoluta, perciò la creatura non ha nulla di speciale e quindi non esiste alcun Creatore.
    Questa è l’estrema sintesi dell’ateismo scientifico”

    Perchè atesimo? Anche i buddhisti la pensano cosi!

    Un creatore che crea un mondo immorale, obbligando le creature (uomo compreso) a scannarsi e mangiarsi a vicenda nega se stesso:

    se lo ha fatto perche incapace allora non è onnipotente
    se lo ha fatto di proposito allora non è buono

    Miliardi di ominidi, infiniti rami morti dell’evoluzione, convergenze evolutive e co-evoluzioni… il creatore creerebbe facendo … “le prove” come se stesse in un laboratorio di dimensioni planetarie? Ridicolo.

    La realtà del mondo fatta di evoluzione, di desertificazioni ed ere glaciali che hanno piu volte estinto la vita sul pianeta, fatta di continui contrasti con miliardi di forme di vita con i batteri della malaria e della peste
    e con batteri creati su ALTRI pianeti e miliardi di altre creature su altri pianeti
    cosa ha a che fare con l’idea di un creatore e di superstizioni come stigmate, trinità e padrepio che si picchia con il Demonio?

    —- “Nessuno nega che vi sia una parentela evolutiva con i primati”

    Ora bisogna spiegarlo a povero Equino…

    —- “ma è indubbio che l’uomo abbia misteriosamente ed improvvisamente effettuato un salto ontologico (non soltanto quantitativo, dunque) rispetto ai suoi antecedenti, che lo rende unico, irriducibile, un sistema complesso dove i componenti sono tutti connessi e interdipendenti e il sistema non è dato dalla somma delle parti.”

    Ma chi l’ha detto? Gli articolisti di UCCR sparano sentenze senza nessun titolo e senza citare alcuna fonte!

    Ma che accidenti sarebbe il misterioso “salto ontologico”? E’ una supercazzola!

    Lucy non era forse UNICA e irriproducibile?

    Gli individui di Cromagnòn non erano forse “un sistema complesso dove i componenti sono tutti connessi e interdipendenti” ??
    Erano forse “sconnessi”??

    Ogni animale, ovviamente nei diversi gradi di complessità, è unico e irripetibile e con capacità non concessse all’uomo come quella di volare!

    —- “Perché probabilmente si è più interessati, per motivi filosofici, a umanizzare sui media soltanto le scimmie antropomorfe”

    Assolutamente NO: guardate “Viaggio nella mente degli animali” e poi pentitevi della vostra ignoranza!

    Ogni animale è dotato di coscienza e di PENSIERO CREATIVO e perfino superiore, nei casi dei primati, ai bambini fino a 12 anni!!
    E questo è un dato scientifico, DIMOSTRATO con tanto di test che tutti possono vedere e che trova conferme sempre più affascinanti!

    E la conclusione del documentario sarà per voi un’autentico schiaffo:
    in natura, PER ORA, non è l’uomo la creatura più intelligente, perchè in natura non serve a nulla comporre musica o fare disegni, in natura l’intelligenza ha ben altro significato, conta solo la specie in grado di assumere comportamenti adattivi nel medio lungo periodo… e l’uomo in questo è l’animale con meno capacità di tutti.. per ora.

    Non è possibile nessuna sperimentazione “etica” perchè non è giustificabile in NESSUN modo l’abuso verso un’altra creatura, perchè è sempre una violazione di ogni principio morale/etico: è l’abuso del più forte sul più debole, e questo non puo essere MAI giustificato.

    La cultura cristiana e di conseguenza la sensibilita dei cristiani è del tutto estranea ad ogni forma di comunione ed aromnia con l’ambiente, con le altre forme di vita e con tutto cio che è diverso a meno che non possano essere sfruttati.
    E questo vale anche per le religioni diverse dove infatti l’unica forma di dialogo è quella mirata alla conversione.

    —- “Condivisibile l’intervento di qualche mese fa dell’epistemologo Mauro Ceruti”

    Continuate a citare SEMPRE E SOLO quei singoli che a voi fanno comodo senzamai contraddittorio.

    Il dialogo tra scienza e fede (quelle bibliche) è impossibile perche partono da presupposti e scopi TOTALMENTE differenti: la prima cerca unicamente la Verità senza dipendere da nessuno, le seconda è espressione di oligarchie che cercano potere sulle persone vendendo loro il paradiso e la speranza di risovere guai e miserie terrene.
    Possono essere questi presupposti validi per un dialogo?

    Inoltre la scienza con quale fede dovrebbe dialogare visto che nel mondo le religioni sono circa 4K ed ognuna in contrasto con altre?

    La religione cristiana da qualche tempo cerca affannosamente di trovare credito presso la scienza cercando appoggi e giustificazioni che la scienza non le potrà mai dare.

    Voi siete la dimostrazione, la prova provata che non può esistere nessun dialogo con cristianesimo e Islam ovvero con chi non accetta la realtà.
    Ogni volta che la scienza vi smentisce siete incapaci di modificare il vostro pensiero in funzione della Verità, anzi trasformate concetti e parole per cambiare la realta e modellarla secondo i vostri interessi (“come la fantomatica “teoria gender”).

    Sarete SEMPRE in contrasto con la scienza e quindi con la realtà del mondo, per questo siete su un binario morto.

    • Sebastiano ha detto in risposta a Roberto Sastri

      Uh, meno male che hai ritirato fuori il binario (morto), stavo cominciando a preoccuparmi…
      Tutto a posto, dunque. La pasticca di stasera e quella di domattina, mi raccomando, non buttarle come l’altra volta…

    • Michele ha detto in risposta a Roberto Sastri

      Se vogliamo vivere in comunione ed armonia con l’ambiente e la natura, i quali non si fanno scrupoli di sterminare (vedasi la storia dell’evoluzione) esseri viventi, perché mai sarebbe non etico (e quindi disumano, e quindi in disarmonia con ambiente e natura, seguendo il tuo ragionamento) abusare di un’altra creatura? La natura non si pone problemi a farlo con siccità e glaciazioni, non credi?

      L’uomo non è la creatura più intelligente perché non in grado di adattarsi? Sarà… intanto sinora è solo lui che ha adoperato la propria intelligenza per adattarsi ai più diversi climi, vincendo anche gli ostacoli della natura (ma non era quest’ultima ad essere più intelligente?).

      Noi saremo anche su un binario morto chissà, mi sa però che il binario sul quale viaggiavi era quello che finiva nel canyon e tu stai precipitando.
      saluti

    • Luigi ha detto in risposta a Roberto Sastri

      Ti ringrazio tanto per la tua ignoranza del pensiero cristiano, che` mi aiuta a capire quali fantasticherie sul cristianesimo vengono negate da una grande fetta di atei …

    • Riccardo_CS ha detto in risposta a Roberto Sastri

      “in natura, PER ORA, non è l’uomo la creatura più intelligente, perchè in natura non serve a nulla comporre musica o fare disegni, in natura l’intelligenza ha ben altro significato, conta solo la specie in grado di assumere comportamenti adattivi nel medio lungo periodo… e l’uomo in questo è l’animale con meno capacità di tutti.. per ora.”

      Parli come se l’uomo non facesse parte della natura. All’uomo serve eccome comporre musica o fare disegni e siccome l’uomo fa parte della natura, ne consegue che in natura serve anche comporre musica e fare disegni. Per quanto riguarda la capacità di assumere comportamenti adattivi, direi che l’uomo è proprio l’unico animale che ha saputo adattarsi ad ogni latitudine e in ogni condizione ambientale, compreso lo spazio interplanetario.

      Ti sbagli inoltre quando dici che la scienza cerca unicamente la Verità: la Verità con la V maiuscola è un’entità di ordine metafisico e la scienza si occupa più che altro di approssimazioni alle verità contingenti, verità con la v minuscola.

      La cosa buffa è questa: la scienza è nata e si è sviluppata in sistemi di pensiero metafisici e anzi, proprio l’apertura mentale dell’uomo alla metafisica ha reso possibile la fede nell’intelligibilità del creato e la conseguente fiducia nella possibilità di indagarlo. Nel momento in cui però l’uomo decide di affrancare il pensiero scientifico dalla metafisica, ecco che il risultato non è quello di un progresso spirituale, in cui l’uomo si libererebbe dal retaggio delle presunte superstizioni religiose, ma un regresso ai balbettii spirituali degli albori dell’umanità: ne è un esempio emblematico il sedicente ateo Odifreddi, che dopo aver cacciato a gran voce la religione dalla porta, se ne ritrova inchiappettato da tergo, sotto forma di panteismo; per fondare il proprio approccio scientifico infatti è costretto a parlare della Natura come di un’entità metafisica, con la enne maiuscola.

    • Francesca ha detto in risposta a Roberto Sastri

      ” Il dialogo tra scienza e fede (quelle bibliche) è impossibile perche partono da presupposti e scopi TOTALMENTE differenti: la prima cerca unicamente la Verità senza dipendere da nessuno”
      Eh già. La scienza non ha ancora trovato la cura per malattie gravissime eppure continua a destinare fondi per sfornare sostanze atte a risolvere tutti i tipi di “decadimento” di desiderio sessuale, nonché materiali e procedure ipertecnologiche per risollevare chirurgicamente le chiappe delle signore cinquantenni.
      Proprio vero: la scienza è occupata a ricercare unicamente la Verità 😀
      Quando non è occupata a fare altro 😀

      Grazie per il tuo intelligente contributo.

  5. Vincent Vega ha detto

    Roberto Sastri scrive

    Ma che accidenti sarebbe il misterioso “salto ontologico”? E’ una supercazzola!

    Ragazzi, vi prego evitate di rispondere al malato di mente troll Shiva 101, fate solo il suo gioco.
    Lasciate sfogare il paolini del web da solo, tra una pippa postadolescienziale su youporn e una trollata sui forums, lasciatelo perdere. 🙂

    • Eli Vance ha detto in risposta a Vincent Vega

      Notare come metta sullo stesso piano l’intelligenza specificatamente umana (musica, filosofia, arte) con quella essenzialmente biologica (mangiare, bere , dormire), per tacere dell’estetismo che solo l’uomo carica anche in queste fondamentali attività. La coerenza con la quale esprime l’impossibilità di un dialogo eppure è sempre qui a produrre simili dissertazioni. E l’analisi delle parole che, al posto di motivarle si limita a mettere in maiuscolo.

      Sono in molti ancora a avere fede che quel 98% sia una conferma del loro non credere, quindi ben vengano articoli di questo genere che inseriscano in un contesto più ampio quella percentuale.

    • Albertus ha detto in risposta a Vincent Vega

      Questa l’hai copiata dal Mastino! 😉

  6. Meister Eckhart ha detto

    Scusa Vega, ma almeno una risposta piccola piccola che metta in luce l’ignoranza di Sastri voglio concedermela.

    E allora? I Buddhisti sono atei, perlomeno secondo il significato che in Occidente si dà alla parola ateo, quindi la tua contestazione si annulla da sé.

    • Meister Eckhart ha detto in risposta a Meister Eckhart

      E’ saltato il passaggio che volevo commentare (ma credo si capisca lo stesso):

      —- “l’uomo non è nient’altro che una scimmia poco più evoluta, perciò la creatura non ha nulla di speciale e quindi non esiste alcun Creatore.
      Questa è l’estrema sintesi dell’ateismo scientifico”

      Perchè atesimo? Anche i buddhisti la pensano cosi!

  7. Vincent Vega ha detto

    C’è una questione che non posso fare a meno di chiedermi: cosa spinge un ateo materialista e miscredente a frequentare costantemente blogs e forums cristiani cattolici? Non ha alcun senso. Posso capire ad esempio nel caso di un agnostico “in cerca”, ma a quale scopo il materialista infesta piattaforme informatiche nelle quali scrive gente che ha una visione del kondo completamente opposta alla sua? Non ha alcun senso.

    • Francesca ha detto in risposta a Vincent Vega

      ” C’è una questione che non posso fare a meno di chiedermi: cosa spinge un ateo materialista e miscredente a frequentare costantemente blogs e forums cristiani cattolici? “

      Ma come, non capisci???
      Lui ha un profondo spirito altruistico e viene a RISOLLEVARCI IL MORALE !!
      Chi può farci ridere così di gusto?
      Chi può far sentire il suo prossimo un fine intellettuale anche se avesse solo il diploma di quinta elementare?
      Solamente la sua suprema ignoranza che distribuisce così generosamente, a tutti, a piene mani.
      Va solo ringraziato 😀

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Francesca

        In effetti non hai tutti i torti. Se leggi il mio commento più sopra, dove ho evidenziato la frase del troll Shiva 101 che dice che “il salto ontologico sarebbe una supercazzola” beh, li mi sono ribaltato letteralmente!! 😀

    • Roberto Sastri ha detto in risposta a Vincent Vega

      xVEGA

      Shiva101 compare sempre quando è necessario ristabilire la Verità!

      xMEISTER

      Ma porc… perchè adesso quando parlate di atesimo vi rivolgete anche ai buddhisti, shintoisti, confucianesimo ecc..?
      Un ateo è senza alcuna concezione metafisica della realtà al contrario degli altri che hanno una metafisica ma senza la necessità di ricorrere ad alcun “Signore”..

      e poi la frase si riferiva all'”atesimo scientifico”!! Ma perchè esiste l'”ateismo non-scientifico” che prevede un creatore??

      Ma possibile che dovete cercare la mistificazione su ogni singola frase?

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Roberto Sastri

        Lasciatelo parlare da solo, ricordate il motto forumistico per eccellenza “don’t feed the troll”.
        Lasciate che il troll parli da solo, vedrete che si stancherà presto.

    • LG ha detto in risposta a Vincent Vega

      …mi viene in mente un paragone …

      molti atei o agnostici o “secolaristi” che conosco hanno un atteggiamento verso la fede o verso la Chiesa…
      come quella di uno che sia stato lasciato dalla morosa che gli piaceva..e allora o ne parla male oppure lo stesso frequenta le sue zone …e vorrebbe poter tornare insieme, sotto sotto, ma le cose vanno diversamente e si ritrova a fare come la volpe e l’uva della favola 🙂 insomma, si può arrivare allo stalking 🙂

      Spero non sia OT , solo per sdrammatizzare 🙂

  8. Beppe da Vicenza ha detto

    Mainardi non dice che gli scimpanzè soffrono come noi perchè condividiamo il 98% dei geni. Dice che soffrono psicologicamente, perchè come per noi, isolamento deprivazione sociale, inducono stress e depressione. Quando citate, fatelo almeno bene.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Beppe da Vicenza

      Il punto è che Mainardi strumentalizzava questa cosa per cercare di avvicinarci alle scimmie, una strumentalizzazione che si adatta bene al materialismo.
      Il problema è che non considera tutti gli altri aspetti che palesano una differenza abissale e l’uomo e le bestie.

  9. Edoardo Secco ha detto

    Questo articolo è stato diffuso anche da Aleteia; sulla loro pagina Facebook sono subito arrivati in due a ribadire che il processo evolutivo non è compatibile con la Fede Cristiana: https://www.facebook.com/Aleteiait/posts/1094979430512766
    Fatevi due risate… ma neanche troppo, a pensare che (e lo dico da credente) ci siano ancora persone che la pensano così.

« nascondi i commenti