Gli italiani contrari al ddl Cirinnà, il 76% sostiene la famiglia uomo-donna

ddlcrinnàAnche in Italia si vuole replicare quanto accaduto in Francia, dove il matrimonio omosessuale è stato letteralmente imposto alla popolazione nonostante milioni di persone si siano radunate per giorni nelle piazze francesi a manifestare la loro contrarietà (nacque lì infatti la Manif pour tous, associazione poi diffusasi velocemente in tutto il mondo occidentale).

In Italia l’attuale governo, non eletto da nessun cittadino, ha messo in calendario il ddl Cirinnà che di fatto intende equiparare le unioni civili (anche omosessuali) al matrimonio, con tanto di stepchild adoption (aprendo la porta all’adozione di bambini da parte di parte di coppie omosessuali). L’on. Ivan Scalfarotto, punta di diamante del mondo Lgbt nonché Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme (noto per aver tentato di introdurre per la prima volta in Italia il reato d’opinione tramite il ddl sull’omofobia), aveva annunciato ancora una volta trionfalmente -prendendo per l’ennesima volta in giro i suoi sostenitori- che la legge sui diritti civili sarebbe arrivata entro maggio, gli oppositori «se ne facciano una ragione». Siamo oltre la metà di maggio e il ddl Cirinnà –ha spiegato Il Fatto– è già andato in vacanza per una lunga pausa di riflessione anche grazie alla forte opposizione che ha ricevuto in Parlamento (ben spiegata dall’avvocato Filippo Martini dei Giuristi per la Vita).

Scalfarotto dovrebbe farsi una ragione anche del fatto che la popolazione italiana è a maggioranza contraria al ddl Cirinnà, notizia che nessun principale quotidiano ha riportato. E’ emerso infatti da una rilevazione effettuata negli ultimi giorni di marzo da Lorien Consulting, autorevole società di ricerche di mercato, che i favorevoli al disegno di legge sulle unioni civili sono il 47% degli Italiani, mentre il 50% si dichiara apertamente contrario e il restante 3% non risponde. Considerando che radio, quotidiani e televisioni sono un continuo ed enorme spot pro-Lgbt -la stessa strategia utilizzata con successo per promuovere la campagna omosex negli Stati Uniti-, possiamo dire che il responso è decisamente e positivamente sorprendente.

Altri dati interessanti emersi dal sondaggio di Lorien Consulting, ripresi soltanto dal quotidiano La Croce e dal quotidiano online Formiche, sono che il 44% degli italiani non vuole che vengano omologati unioni civili e matrimonio e il 76% ritiene la famiglia tradizionale un valore in sé per il quale è importante battersi e manifestare. Se inoltre consideriamo il responso di Eurispes del 2014, dove il riconoscimento delle coppie di fatto era allora visto positivamente dal 78,6% della popolazione, si potrebbe dire che nel solo giro di un anno si è verificata una massiccia inversione di rotta (troppo bello per essere vero, purtroppo). L’on. Scalfarotto se ne farà comunque una ragione?

La redazione

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