Ipocrisia LGBT: gli italiani a favore del ddl Cirinnà? Ma non erano omofobi?

ipocrisiaQuando la comunità Lgbt voleva a tutti i costi far approvare la legge contro l’omofobia, gli italiani venivano descritti -con la complicità dei grandi quotidiani- come un popolo di navigatori, poeti e criminali omofobi. Messo da parte il ddl Scalfarotto, l’obiettivo sono diventate le unioni civili ed improvvisamente anche gli italiani sono diventati un popolo gayfriendly, pronto e desideroso di approvare non soltanto le unioni civili, ma anche tutto il corollario di istanze Lgbt (invece le statistiche dicono il contrario. Proprio oggi un ennesimo sondaggio ha stabilito che l’87% delle donne è contro l’adozione gay).

L’Espresso nel luglio 2014 pubblicava fantomatiche classifiche dove l’Italia, senza il ddl Scalfarotto, appariva il Paese nemico delle persone omosessuali: «Discriminazione, paura e aggressioni» era il clima che si respirava nel Belpaese. Oggi, sempre sul Gruppo l’Espresso, una coppia omosessuale descrive minuziosamente quanto invece l’Italia sia arcobaleno, mai nessuna discriminazione subita perché «gli italiani sono molto più avanti delle legge dello Stato». E il dilagante fenomeno dell’omofobia? Sparito, addirittura l’idraulico, il panettiere e perfino «l’impiegata dell’anagrafe ci ha detto: “Ma che bella famiglia!».

Su Repubblica, fino al 2014, quasi ogni giorno si ospitavano interviste di coppie omosessuali maltrattate «solo perché gay» e appelli contro l’inarrestabile fenomeno italiano dell’omofobia. Oggi, sempre su Repubblica, soltanto interviste a sorridentissime coppie omosessuali che chiedono una legge sulle unioni civili perché si sentono già accettate dalla popolazione, perché «la società da questo punto di vista è più avanti delle leggi». Ritornello già sentito. Perfino al catechismo della “figlia” «siamo state accolte a braccia aperte», perché anche la Chiesa è aperta alle nozze trans e organizzerà il prossimo Gay Pride.

Ieri la presidente delle Famiglie Arcobaleno, Marilena Grassadonia, elencava i motivi per approvare urgentemente una legge che contrastasse il fenomeno dell’omofobia perché in Italia  le persone omosessuali non «siano oggetto di omofobia e discriminazioni». Oggi, sempre la Grassadonia, racconta che i suoi bambini non subiscono alcuna discriminazione, l’obiettivo è il ddl Cirinnà e quindi lo slogan è cambiato: «Le leggi ci respingono come famiglia, la società invece ci accoglie». E se i giornalisti parlano di “utero in affitto”, lei si arrabbia: «Non va detto così! Si chiama Gpa». Anzi, meglio non chiamarlo nemmeno sia mai che qualcuno capisse davvero di cosa si tratta.

Un mese fa, altra coppia gay e stesso messaggio: «Nel quartiere qualcuno si è accorto di loro e le reazioni sono state genuine e calorose», scrive il giornalista. «Non ci aspettavamo altro che quelle, onestamente», spiega Fabio, uno dei due omosessuali. L’omofobia? Non esiste, «il mondo reale è molto diverso da quello che alcuni personaggi vogliono farci credere con i loro commenti bigotti e ipocritamente anticonformisti. La gente che incrociamo ogni giorno è solo curiosa di sapere come abbiamo avuto Luca, poi esternano gioia per questa nascita. Nessuno si è mostrato disgustato e inorridito» dell’utero in affitto. Ma dove sono finite tutte le classifiche dell’Italia maglia nera dell’omofobia? Non è più tempo di parlarne. D’altra parte, che i quotidiani siano in ostaggio della comunità Lgbt è emerso chiaramente quando hanno censurato la notizia sul vittorioso referendum a favore della famiglia in Slovenia.

Il culmine lo ha raggiunto Giuseppina La Delfa, fondatrice delle Famiglie Arcobaleno, che meno di un anno fa spiegava l’inutilità del padre e della madre perché i genitori «non importa se siano uno, due o diciotto». Si, anche diciotto genitori: chi sei tu per giudicare? Non fanno male a nessuno, meglio dei bambini in orfanotrofio e ricordati che love is love. Nel 2013 scriveva: «C’è urgente bisogno di provvedimenti: prima di tutto una legge che punisca severamente i reati di omofobia. E questa legge non può tardare più. L’omofobia si semina nella mente dei bambini già nella scuola materna. Bisogna restituire dignità e visibilità alle nostre persone, alle nostre coppie, alle nostre famiglie e ai nostri figli». Ma i dati dicono cosa diversa, in Italia l’omofobia non esiste e la legge infatti è stata accantonata senza troppi sconvolgimenti nel mondo Lgbt, tanto che nessuno più ne parla. Oggi l’obiettivo sono le unioni civili e anche il racconto di Giuseppina La Delfa è cambiato: «Mai una frase omofoba, mai un cenno di discriminazione verso i nostri figli. È difficile crederci, pensando che siamo al Sud, in un piccolo paese, ma è così. Anzi la nostra casa è diventata un punto d’incontro, i genitori sono ben felici che i loro bambini frequentino i nostri».

Scusi, cara fondatrice delle Famiglie Arcobaleno, ma non era lei a dire che l’omofobia toglieva dignità ai vostri figli? Non era lei a definire urgente un provvedimento legislativo per frenare i “cenni di discriminazione” che oggi dice non essere mai esistiti? Ipocrisia arcobaleno.

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

63 commenti a Ipocrisia LGBT: gli italiani a favore del ddl Cirinnà? Ma non erano omofobi?

« nascondi i commenti

  1. gladio ha detto

    Non saprei come definirli…clowns che fanno piangere?

    • ennor ha detto in risposta a gladio

      ridi o piangi la legge la facciamo comunque. con i soldi pubblici,messi anche da te e dalla “redazione” di uccr.

      • Magister Caeremoniarum ha detto in risposta a ennor

        Non credo proprio…

      • Fabry ha detto in risposta a ennor

        Forse. Intanto tu con le tue tasse certamente finanziareai il Family Day (servizio di polizia, pulizia strade ecc). É la democrazia, fattene una ragione.

      • Dan ha detto in risposta a ennor

        I’m lovin’it.

        «Non va detto così! Si chiama Gpa»

        Cosi puo darsi le arie di tipo cavillatorio tecnicista,magari nei salotti tv,ogni volta che compare la scritta “applause” nel mentre che parla di “Gpa” o l’incitatore dell’applauso,che realismo sconvolgente quasi mi commuovo.

        No si chiama Mario non Maria,e Maria invece non si chiama Mario.

        A seguire:10 libri in 10000 pagine con piglio scientifico tecnico ingegneristico in pratici mantra,edizione tascabile, per spiegare il contrario,e contemporaneamente al relativismo dire pure che è vero.

        No ma il bello e che si credono furbi e ti dicono pure di esserlo orgogliosamente come a ostentare la propria furbizia per intelligenza:se eri tanto furbo,infondo, non me l’avresti mai detto.

      • gladio ha detto in risposta a ennor

        Temo, caro ennor ,che una volta approvate certe leggi, sul lungo periodo, nessuno più riderà e tutti piangeranno, te compreso.

        Una masnada di farabutti è all’opera per distruggere la nostra società, e lo sta facendo con ogni mezzo, anche con i più abbietti, come quello di approfittare dell’ innocenza dei bambini per corromperli con aberranti teorie: il cosidetto “gioco del rispetto” in voga ormai in molti asili ne è un esempio, tanto per dirne una…

        ( Chissà perché di fronte a questi argomenti mi torna sempre in mente una macina da mulino..)

        Orbene; qualora siffatta consorteria di debosciati riuscisse a plasmare la società a ” propria immagine e somiglianza” beh… questa società sarebbe condannata a morte.

        Il compianto cardinale Biffi sosteneva che l’ Europa o ridiventa cristiana, cioè ritorna ai valori propri del cristianesimo o diventa islamica, tertium non datur. L’ Europa ” Arcobaleno” , caro ennor, non ha futuro, è un morto che cammina; questione di qualche anno… qualche decennio… giusto il tempo tecnico affinché il processo di decomposizione ne distrugga l’ impalcatura e poi…patapunffff!!!! Allah Akbar! ( che non vuol dire Allah è al bar).

        E allora , caro il mio signor lgbt , come sarà rimpianto e addirittura invocato ” l’oscurantismo ” della Chiesa cattolica!

      • Vincent Vega ha detto in risposta a ennor

        Caro Ennor discepolo di ONAN il barbaro, quelli come te hanno già perso, non noi, solo che quando lo capirete sarà troppo tardi.

  2. Sophie ha detto

    Una legge che la maggioranza del popolo non vuole. Il tutto perchè deve far contenta una MINORANZA arrogante e capricciosa, ma non vi fate un pò pena da soli?
    Qualunque cosa succeda ci sarà sempre Madre Natura e sbattervi in faccia la realtà.

    • Armando ha detto in risposta a Sophie

      Cara ignorante prima di tutto tu cosa ne sai che la maggioranza degli italiani non vuole la legge? E poi, anche se i gay sono minoranze hanno diritto anche loro a leggi che li tutelano dal momento che pagano le tasse anche loro, l’arragonte sei tu che vuoi i diritti solo per noi etero come se gli etero fossero superiori ai gay, fatti un esame di conoscenza e prima di parlare pensaci 2 volte.. premetto che io sono etero ma rispetto i diritti lgbt

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Armando

        Come ha scritto Azaria sotto

        “Per quanto riguarda le coppie da tutelare i mezzi civili gia’ ci sono, non c’e’ bisogno di aggiungere privilegi inutili che affondano i diritti dei bambini.”

        Quindi basta con le recriminazioni.

      • lorenzo ha detto in risposta a Armando

        Anche pedofili sono una minoranza e pagano le tasse: hanno anche loro diritto ad una legge che li tuteli?

      • Sophie ha detto in risposta a Armando

        Sai cosa mi fa ridere di voi della gaystapo? Che state tutti a dire che l’omosessualità è una cosa naturale, un normale orientamento, che c’è pure fra gli animali e pipponi vari e poi ci tenete a precisare che siete etero.

        • Marco S. ha detto in risposta a Sophie

          Infatti.
          Mi pare ormai un classico di questi interventi, la conclusione in stile “Capitan Uncino”: “Mi raccomando, prendete nota che sono etero: avrei potuto essere come voi “omofobi”, invece sono qui a combattere sul fronte dei “diritti” delle persone omosessuali”

          Se si potesse fare il palloncino del “tasso di omofobia”, come si fa per quello alcolimetrico, quante sorprese !!!

          In quanto al fatto che certe cose avvengano anche in natura, basti osservare che non e’ che tutto quanto si verifica nel mondo naturale, debba per questo essere incoraggiato, promosso o equiparato dalle leggi ad altre fattispecie, che magari sono ritenute socialmente utili e quindi meritevoli di promozione.

      • Dan ha detto in risposta a Armando

        Bene si faccia una semplice domanda:perchè se sei contrario alle adozioni gay sei favorevole a tale famiglia?

        Se reputi che i gay non possono adottare allora bisogna essere coerenti con se stessi.

        A nulla servono:

        -Gli argomenti da vittimismo.
        -Il fatto che ci “siano nazioni che visto “che ci sono ANCHE “nazioni CHE NON PENSANO che” non la pensano cosi:quale delle due?E senza senso affermare le une sono civili le altre incivili.Anzi è ideologico e contro ragione l’argomento.
        -Linciare mediaticamente pure i Gay che non la pensano cosi.
        -Le minoranze spesso sono forcaiole più delle maggioranze oltre che vittimiste.
        -I capricci del singolo lasciano spazio al decidere di una società,nessuno qua ha detto linciare i gay,e una pura invenzione.Anzi spesso tali gay subdolamente provocano per farsi minacciare,e poi gridare ai quattro venti che sono discriminati.
        -L’accusa di superiorità lascia il tempo che trova,la questione è che i processi di colpevolizzazione inculcati mediaticamente,non hanno generato l’effetto sperato (non tutti sono fessi),adesso proprio perchè qualcuno tento ideologizzarmi sono arrabbiati con te tre volte tanto,adesso paghi non la tua omosessualità ma il tuo becero tentativo di ideologizzae.”Non la pensi come me dunque sei superiore a me”,non sei superiore a me,dunque cio che affermo è razionale o ragionevole.Beceri Spot linguistici, non ragioni.
        -Temo che nessun ideologo possa dire a altri di farsi esami di coscienza,visto che chi argomenta cosi della coscienza se ne frega proprio nella misura in cui predica a altri di farsi esami di coscienza.

      • Panthom ha detto in risposta a Armando

        Ma di quali diritti Lgbt parli? Mi elenchi per favore i fantomatici diritti gay che non sarebbero tutelati?

      • Marco S. ha detto in risposta a Armando

        Credo che la massima ignoranza sia di non sapere che non si sa.
        Mi pare che sia stato Socrate ad arrivare a tale conclusione, partendo certo da un livello diverso dal nostro.
        Credo quindi che il grande filosofo non si sarebbe mai permesso di dare dell’ignorante a chichessia.

        Tanto per dire, dissento dal fatto che si consideri il matrimonio come diritto.
        Le figure giuridiche dei diritti tutelano infatti gli individui dalle limitazioni che puo’ loro imporre la comunita’ (dal diritto alla vita a quello di precedenza).

        Le figure giuridiche degli istituti giuridici (come lo e’ il matrimonio), esistono invece per perseguire finalita’ sociali, conferendo vantaggi che sussistono nella misura in cui la societa’ intende incoraggiare quei precisi comportamenti e non altri.
        Ma non e’ che questo significhi che agli altri e’ negato qualche diritto, come a me non e’ negato alcun diritto per il fatto non poter essere erede legittimo dell’Agha Khan.

        Io credo che bisognerebbe usare meno insulti e meno vittimismo, accettando il confronto sulle idee e non sull’ideologia, per evitare il rischio di trovarsi esposti a quei medesimi giudizi, che con troppa disinvoltura si infliggono agli altri.

        Se permette, Le consiglio di abbassare i toni e di chiedere scusa a Sophie.

      • Daniela67 ha detto in risposta a Armando

        Ah ecco, e siccome anche i gay pagano le tasse devono veder soddisfatti tutti i capricci che passano loro per la testa? Bel ragionamento! Non mi pare che la Cirinnà stia contemplando i diritti dei gay, stanno semplicemente tentando di legalizzare la compravendita dei bambini, con acquisto di gameti maschili da parte di coppie lesbiche e utero in affitto da parte di gay maschi, negando per legge ai bambini di crescere o quantomeno conoscere uno dei due genitori naturali. E questi li chiami diritti dei gay? Non ti hanno mai detto che i diritti (se proprio li vuoi chiamare diritti in questo caso) di ognuno di noi finiscono laddove entrino in conflitto con i diritti di altri?

  3. lorenzo ha detto

    Io ho il gravissimo handicap di essere schifato al solo pensiero di un rapporto omosessuale.
    Gli lgbt non hanno rispetto del mi handicap.
    Gli lgbt sono razzisti perché mi discriminano.

    • Dan ha detto in risposta a lorenzo

      X)

      Sei d’accordo?Bhè non proprio,”dunque” sappi che qualunque tua espressione e liberta di pensiero è omofobia.

      Non è che un omosessuale mi abbia mai emozionato nel senso che mi fa paura,fa modesta più fobia la conclusione senza senso al termine delle 10000 pagine,”qualunque tuo dissenso dalla mia mera retorica da quattro soldi spacciata per Ragione è omofobia”,pieno spirito illuminista,ilumminato illuminante dialogante.

  4. Mauro Belviso ha detto

    Gli omosessuali e le loro coppie esistono già e quindi vanno adeguatamente tutelate in un Paese civile.

    La presenza dell’omofobia nel nostro Paese, e quindi la necessità del DDL Scalfarotto e delle Unioni Civili, ce la ricordate voi grazie ai vostri articoli integralisti religiosi.

    • Azaria ha detto in risposta a Mauro Belviso

      Gli omosessuali e le loro coppie esistono già e quindi vanno adeguatamente tutelate in un Paese civile.

      Gli omosessuali sono gia’ (giustamente) tutelati: se qualcuno aggredisce un omosessuale (a meno di legittima difesa) finisce in carcere, se qualcuno ruba ad un omosessuale finisce in carcere, se qualcuno insulta un omosessuale prende una multa o il carcere (non sono esperto credo dipenda dalla gravita’ dell’insulto). Proprio come succede con gli eterosessuali.

      Per quanto riguarda le coppie da tutelare i mezzi civili gia’ ci sono, non c’e’ bisogno di aggiungere privilegi inutili che affondano i diritti dei bambini.

      La presenza dell’omofobia nel nostro Paese, e quindi la necessità del DDL Scalfarotto e delle Unioni Civili, ce la ricordate voi grazie ai vostri articoli integralisti religiosi.

      1. Quindi sei d’accordo con l’articolo che i paladini delle lobby lgbt mentono e non sono credibili, sono contento.
      2. Certo, l’articolo e’ veramente religioso, infatti mette in mezzo il Corano, la Bibbia, il Mahābhārata, la Torah e tanto altro, mica nell’articolo si segue un semplice filo logico che dimostra l’ipocrisia (e la totale mancanza di credibilita’) di chi sostiene le bugie lgbt.
      3. Ti consiglio di andare oltre al titolo prima di fare magre figure.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Azaria

        “Per quanto riguarda le coppie da tutelare i mezzi civili gia’ ci sono, non c’e’ bisogno di aggiungere privilegi inutili che affondano i diritti dei bambini.”

        E questo direi che è un sunto magnifico della questione. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

    • Gianni Zero ha detto in risposta a Mauro Belviso

      Tutelate rispetto a cosa?

    • Dan ha detto in risposta a Mauro Belviso

      Chissa,magari la civiltà non è una mera questione di chicchera ideologica,ma se lo è,immaginati se fossi nato vicino alla Russia dei tempi d’oro:

      Bisogna fare come nei paesi civili,cioè quelli che dico che sono civili,ovvero quelli che la pensano con la mia medesima ideologia,infatti gli altri rimarranno degli incivili.

      Lui lo fa,avrebbe del miracoloso,se spiegassi la necessità logica che lo faccia pure sempronio,se poi i semproni sono molti,devi spiegarli perchè in effetti sono incivili.Ma la tua idea di civiltà,e la più grande idea di civiltà possibile:limitarsi in effetti a saper copiare e sempre stato comunque proprio delle grandi civiltà,e tuttavia io mi riprendo la civiltà contro le tue sciochezze retorico politiche.

    • lorenzo ha detto in risposta a Mauro Belviso

      Anche i pedofili le loro coppie esistono nel nostro paese: dobbiamo tutelare anche loro per essere un paese civile?

  5. Azaria ha detto

    Non va detto così! Si chiama Gpa

    Concordo che quella pratica non va chiamata utero in affitto, sarebbe lesiva della verita’. Un nome estremamente piu’ adatto potrebbe essere sfruttamento di utero, molto piu’ attinente alla realta’.

  6. Mauro Belviso ha detto

    Azaria

    Gli omosessuali sono gia’ (giustamente) tutelati: se qualcuno aggredisce un omosessuale (a meno di legittima difesa) finisce in carcere, se qualcuno ruba ad un omosessuale finisce in carcere, se qualcuno insulta un omosessuale prende una multa o il carcere (non sono esperto credo dipenda dalla gravita’ dell’insulto). Proprio come succede con gli eterosessuali.

    E’ proprio questo il problema: un aggressione ad un omosessuale può essere più grave di quella ad un eterosessuale, e quindi potrebbero non dover essere trattate nello stesso modo.

    Un aggressore verso un omosessuale viene giudicato solamente per un’aggressione ma senza l’aggravante della discriminazione come giustamente accade per aggressioni a sfondo razzista.

    Il DDL Scalfarotto colma questo vulnus introducendo la discriminazione sull’orientamento sessuale tutt’ora purtroppo assente.

    Per quanto riguarda le coppie da tutelare i mezzi civili gia’ ci sono, non c’e’ bisogno di aggiungere privilegi inutili che affondano i diritti dei bambini.

    E allora su cosa si sta allarmando la Chiesa se le coppie gay sono già tutelate?

    Ovviamente lei è male informato:
    l’Italia ha subito una sentenza di condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per aver violato il diritto dei gay a formare una famiglia stabile, sentenza che ancora di più rende inevitabile il DDL Cirinnà.

    Andranno implementate tutte per le coppie gay tutte le garanzie previste per una coppia eterosessuale, di fatto il matrimonio ugualitario, ricordiamo che l’espressione “unioni civili” è solo un compromesso formale in realtà parliamo di matrimonio gay,
    in quanto non esistono basi razionali per impedire a due gay essendo contribuenti e membri naturali della nostra società… a meno di discriminazioni!

    Il DDL Cirinnà inoltre dovrà tutelare proprio quei bambini che senza step-child adoption rimarebbero in un limbo senza tutele.

    Spero di averla aiutata a chiarire meglio l’argomento sulle Unioni Civili sul quale la Chiesa sta creando molta confusione.

    Lorenzo

    Anche i pedofili le loro coppie esistono nel nostro paese: dobbiamo tutelare anche loro per essere un paese civile?

    Infatti le coppie pedofile sono tutelate, non mi risulta che due pedofili non possano sposarsi godendo delle tutele necessarie!

    • Marco S. ha detto in risposta a Mauro Belviso

      Piano.

      La Corte europea dei diritti dell’uomo non ha imposto all’Italia di estendere l’istituto del matrimonio alle coppie omosessuali (cosa che le sarebbe impossibile, visto che il contenuto degli istituti giuridici e’ nella esclusiva disponibilita’ delle comunita’), ma di trovare una qualche forma di regolamentazione anche per le unioni tra persone dello stesso sesso.

      http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/scheda-sentenza-cedu-luglio-2015.aspx

      E’ vero che questa sentenza, come quelle di tutti gli organismi internazionali, mi pare spinga per imporre i cambiamenti sociali piu’ graditi ai cosiddetti “poteri forti”, cercando di “forzare le mani” agli stati.

      Infatti questa sentenza non pare tenere conto di due cose:

      1) Che questa tutela, pretesa come mancante, non sia gia’ realizzata nel nostro ordinamento giuridico per via privatistica, tutelando legalmente e giurisprudenzialmente i singoli membri dell’unione, anche mettendole a disposizione adeguati istituti (che per essere usufruiti si dovrebbero pero’ attivare e non lasciare da parte).

      2) Che comunque la regolamentazione di queste unioni non costituisca una sorta di “cavallo di Troia”, rendendo inevitabile l’introduzione di uno pseudo-matrimonio, che di fatto finisca di scardinare quello vero, imponendone poi l’omologazione per via giurisprudenziale.
      Tutto questo aggirando il diritto delle comunita’ nazionali di stabilire liberamente il contenuto dei loro istituti giuridici.

      • Mauro Belviso ha detto in risposta a Marco S.

        Lasciando da parte il giornale dei vescovi che non rappresenta una fonte imparziale, risulta vero che quella sentenza non impone una norma “chiamata” matrimonio ma impone una norma la cui sostanza è il matrimonio, ok?

        Altrimenti è inutile la sentenza stessa, insomma è inutile rigirare la frittata mille volte, in nome dei diritti umani il DDL Cririnnà va adottato e fornisce proprio gli strumenti legali e giurisprudenziali (come li chiama lei) per tutelare le coppie gay.

        Per quanto riguarda il cavallo di Troia sia la legge attuale chee il DDL Cirinnà vietano l’utero in affitto che secondo me dovrebbe essere consentito come donazione: non è possibile impedire una legge perchè si SUPPONE che poi accadano altre cose!

        Morale della favola non esistono argomenti validi per impedire il DDL.

        • Marco S. ha detto in risposta a Mauro Belviso

          E’ veramente difficile farsi capire.

          Abbiamo appena stabilito che il matrimonio non puo’ essere un diritto, in quanto i diritti (oltre ad essere diversamente definiti, ma ormai su questo punto “chi grida piu’ forte, la vacca e’ sua” e la logica classica non vale piu’), sono riferiti prettamente agli individui o alle persone giuridiche.
          A loro volta, le persone giuridiche vengono in esistenza in forza di un istituto giuridico, che e’ nella piena liberta’ della comunita’ stabilire e discutere se istituire o meno nei termini pretesi.
          Quindi chiamando tutto come “diritto”, il discorso si avvita su stesso.

          Gli strumenti legali e giurisprudenziali, per tutelare fuori dalla fattispecie del matrimonio le coppie omosessuali, gia’ ci sono: quello che Lei vuole e’ invece includerli nell’istituto giuridico del matrimonio, impropriamente revendicandolo come “diritto” anche per esse.

          Infine ravviso che e’ possibile impedire una legge, non tanto quando si “suppone” provochi qualcosa di sbagliato (cosa che peraltro, se basata su argomenti fondati e ragionevoli, non sarebbe poi cosi’ da disprezzare), bensi’ sull’esperienza diretta di altri paesi che ci hanno preceduti in questa follia.

          Come chiamerebbe, per esempio, il mezzo con il quale un noto divo pop ha potuto diventare padre ?
          Massi’ e’ stata una donazione !
          Forse a Roma direbbero di Lei: “O ci e’, o ci fa”….

          Morale: esistono argomenti validissimi e giuridicamente molto ben fondati per opporsi alla Legge Cirinna’.
          Altrimenti il matrimonio tra persone omosessuali sarebbe stato imposto in via giurisprudenziale da decenni.

          • Marco S. ha detto in risposta a Marco S.

            Osservo inoltre, sig.Mauro, che anche Lei riconosce che la Corte europea, sotto l’apparenza di chiedere l’implementazione di un’istituto “ad-hoc” per le unioni civili, di fatto voglia abusivamente favorire lo scardinamento di un istituto giuridico italiano, sui cui contenuti non avrebbe invece titolo di imporre alcunche’.

            Questo non sarebbe un modo di operare molto normale, anche se Lei, nel suo intervento, sembra considerarlo equivalente a quello di chi legiferasse in materie sulle quali avesse piena competenza.
            Ma capisco che il rispetto delle regole, per taluni, sia un principio che valga solo in alcuni casi.

            • Mauro Belviso ha detto in risposta a Marco S.

              Abbiamo appena stabilito che il matrimonio non puo’ essere un diritto

              No, lo ha stabilito solo lei, il matrimonio è un diritto umano:

              “Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.”

              E’ per questo che è scattata la sentenza che impone la “sostanza” del matrimonio per i gay!!

              E’ stato deciso di chiamarle Unioni Civili solo a causa della religione: è un comporomesso solo sul sostantivo, va bene cosi se è proprio necessario.

              Gli strumenti legali e giurisprudenziali, per tutelare fuori dalla fattispecie del matrimonio le coppie omosessuali, gia’ ci sono

              No, altrimenti il DDL Cirinnà cosa conterrebbe?
              Quegli strumenti che dice lei sono garantiti dal DDL e sono tutt’ora assenti.

              bensi’ sull’esperienza diretta di altri paesi che ci hanno preceduti in questa follia

              Peggio ancora: non si può negare un diritto nè facendo supposizioni future nè tantomeno in base a leggi diversi di Paesi diversi (sempre ammesso che in UK l’utero in affito sia stata diretta conseguenza dei Matrimoni Gay)
              insomma, mi dispiace per lei ma questi non sono argomenti … sono solo pretesti, e giuridicamente le assicuro non valgono nulla!

              Altrimenti il matrimonio tra persone omosessuali sarebbe stato imposto in via giurisprudenziale da decenni.

              No, proprio per questo poi si dovrà approvare anche il DDL Scalfarotto:
              perchè da sempre l’omofobia è dilagante, ovvero la percezione dell’omosussualità, in società patriarcali e religiose, come qualcosa di asbagliato e di perverso
              ed è stato necessario discuterne e parlarne a lungo per eliminare questa forma di ignoranza, per mostrare che la realtà dell’amore gay non è quella della perversione e non a caso tante bocciature alla Chiesa vengono spesso dall’estero!

              Decenni fa sarebbe stato sicuramente molto piu difficile!

              • lorenzo ha detto in risposta a Mauro Belviso

                Anche se la legge positiva stabilisce che le rose e le margherite sono la stessa cosa, in natura le rose rimangono sempre rose e le margherite rimangono sempre margherite: questa regola vale però solo per quelli che sono in grado di far funzionare correttamente il proprio cervello…

              • Marco S. ha detto in risposta a Mauro Belviso

                La ringrazio per questa eccezione, che mi da modo di chiarire a cosa intendevo alludere, quando ho scritto “chi grida piu’ forte, la vacca e’ sua”, etc. etc.)

                Vede, i cosiddetti “diritti umani” mi pare siano stati il grimaldello per arrivare a questo punto, perche’ in essi sono stati, non si sa quanto involontariamente, confuse fattispecie di tipo molto diverso, da effettivi diritti, a principi programmatici.

                In termini giuridici (e quindi anche in termini logici, con Sua buona pace), il “diritto” e’ una condizione della persona (fisica e giuridica) che lo stato e’ in grado di garantire e tutelare, imponendo al resto della comunita’ di “fare”, “non fare” o “tollerare” qualcosa.
                E’ il tipico strumento con il quale si garantisce l’individuo dagli abusi della comunita’ e a questo concetto fanno riferimento molti diritti, dal diritto alla vita, a quello all’integrita’ fisica, a quello di esprimere la propria opinione….fino al banale diritto di precedenza.

                In questo concetto, evidentemente, non puo’ sussistere un “diritto al matrimonio”, come non esiste del resto il fantomatico “diritto alla felicita’”, che ovviamente e’ l’apoteosi di questa idealistica e poco giuridica concezione dei diritti.

                Come potrebbe infatti lo stato garantire un “diritto al matrimonio” a Pinco Pallo, se non vi fosse un/una partner ed una pregressa unione tra di loro ?
                E una volta realizzata questa unione, non si vede come possa diventare in quanto tale titolare di diritti, se prima non venisse in qualche modo riconosciuta, come soggetto giuridico.
                Ma cio’ richiederebbe un apposito istituto giuridico, cioe’ la determinazione della societa’ a riconoscere che questa precisa unione le e’ necessaria e merita quindi di essere promossa.

                Quindi cosa rappresentano questi “diritti”, enunciati in queste magniloquenti dichiarazioni, se non norme programmatiche, indirizzate ai diversi stati ?

                Il “diritto al matrimonio”, cosi’ come enunciato, significa che, se lo stato istituisce l’istituto giuridico del matrimonio, lo fa per incoraggiare l’unione stabile uomo-donna (non e’ un caso, tra l’altro, che anche la dichiarazione da Lei citata, mantenga nel matrimonio questa polarita’ uomo/donna: ci pensi un attimino e ne tragga qualche conclusione…)
                Quindi sarebbe contrario al principio di uguaglianza, discriminare rispetto al matrimonio, le unioni uomo-donna, su base razziale, politica o religiosa.

                Espresso in un modo molto improprio, quindi, le unioni uomo-donna, “hanno diritto” (diciamo cosi’) di avvalersi dell’istituto giuridico del matrimonio, venendo riconosciute e promosse, a fronte degli impegni da esse assunti verso la comunita’
                Ma questo avviene non tanto in forza della dichiarazione da Lei citata, ma prima ancora in forza del principio di uguaglianza che, rispetto ad una fattispecie, impone di trattare situazioni uguali, in maniera uguale, e situazioni diverse, in maniera diversa.

                Nel momento in cui si realizzano le premesse per applicare l’istituto giuridico del matrimonio (cioe’ l’unione stabile uomo-donna), non e’ quindi tanto essa che “ha diritto” ad avvalersene, ma e’ semmai lo stato che NON la deve limitare, atteso che ogni norma deve essere uguale per tutti coloro che rientrano nella stessa fattispecie.
                Questo ci dice la dichiarazione citata.
                Non si puo’ forzarla per farle dire quello che non ha detto.

                Tutto cio’ mi pare provato dal fatto che, oggi, con la le leggi in discussione, si vuole realizzare uno pseudo-matrimonio ad uso delle persone omosessuali, secondo me proprio per scardinare l’istituto giuridico originario del matrimonio, avvalendosi del medesimo principio di uguaglianza appena esaminato, anche favore delle unioni tra persone omosessuali.

                Infatti, se tramite una legge sulle “unioni civili”, lo stato ammettesse di dovere o volere promuovere anche le unioni omosessuali, creando quindi uno pseudo-matrimonio ad-hoc, molta giurisprudenza e non senza ragioni, potrebbe addurre una discriminazione e quindi ricondurre anche le unioni omosessuali all’istituto del matrimonio.

                Secondo me questa legge e’ quindi solo la maniglia che serve per scardinare il principio del matrimonio, altrimenti inattaccabile persino dalla cosiddetta “giurisprudenza creativa”.
                Come del resto provano anche le vicende del nostro paese, dove, non raramente, ma in altre materie, la giurisprudenza ha avuto spesso modo (diciamo cosi’) di “supplire” alle lentezze degli altri organi dello stato, con interpretazioni spesso innovative, estensive o, viceversa, abrogative, delle norme di legge.

                Non esiste quindi alcun “diritto” individuale al matrimonio: si metta il cuore in pace.
                E chi cercasse di presentare in questo modo l’attuale questione delle “unioni civili”, secondo me starebbe cconfondendo i suoi concittadini meno provveduti, alterando ingiustamente ed impropriamente i termini della questione.

                Grazie della discussione.

                P.S. Le risparmio il mio commento sull'”omofobia dilagante”, che funesta il nostro Paese, diciamo cosi’….per non allargarmi troppo….vabbe’ : )

              • Marco S. ha detto in risposta a Mauro Belviso

                La ringrazio per questa eccezione, che mi da modo di chiarire a cosa intendevo alludere, quando ho scritto “chi grida piu’ forte, la vacca e’ sua”, etc. etc.)

                Vede, i cosiddetti “diritti umani” mi pare siano stati il grimaldello per arrivare a questo punto, perche’ in essi sono stati, non si sa quanto involontariamente, confuse fattispecie di tipo molto diverso, da effettivi diritti, a principi programmatici.

                In termini giuridici (e quindi anche in termini logici, con Sua buona pace), il “diritto” e’ una condizione della persona (fisica e giuridica) che lo stato e’ in grado di garantire e tutelare, imponendo al resto della comunita’ di “fare”, “non fare” o “tollerare” qualcosa.
                E’ il tipico strumento con il quale si garantisce l’individuo dagli abusi della comunita’ e a questo concetto fanno riferimento molti diritti, dal diritto alla vita, a quello all’integrita’ fisica, a quello di esprimere la propria opinione….fino al banale diritto di precedenza.

                In questo concetto, evidentemente, non puo’ sussistere un “diritto al matrimonio”, come non esiste del resto il fantomatico “diritto alla felicita’”, che ovviamente e’ l’apoteosi di questa idealistica e poco giuridica concezione dei diritti.

                Come potrebbe infatti lo stato garantire un “diritto al matrimonio” a Pinco Pallo, se non vi fosse un/una partner ed una pregressa unione tra di loro ?
                E una volta realizzata questa unione, non si vede come possa diventare in quanto tale titolare di diritti, se prima non venisse in qualche modo riconosciuta, come soggetto giuridico.
                Ma cio’ richiederebbe un apposito istituto giuridico, cioe’ la determinazione della societa’ a riconoscere che questa precisa unione le e’ necessaria e merita quindi di essere promossa.

                Quindi cosa rappresentano questi “diritti”, enunciati in queste magniloquenti dichiarazioni, se non norme programmatiche, indirizzate ai diversi stati ?

                Il “diritto al matrimonio”, cosi’ come enunciato, significa che, se lo stato istituisce l’istituto giuridico del matrimonio, lo fa per incoraggiare l’unione stabile uomo-donna (non e’ un caso, tra l’altro, che anche la dichiarazione da Lei citata, mantenga nel matrimonio questa polarita’ uomo/donna: ci pensi un attimino e ne tragga qualche conclusione…)
                Quindi sarebbe contrario al principio di uguaglianza, discriminare rispetto al matrimonio, le unioni uomo-donna, su base razziale, politica o religiosa.

                Espresso in un modo molto improprio, quindi, le unioni uomo-donna, “hanno diritto” (diciamo cosi’) di avvalersi dell’istituto giuridico del matrimonio, venendo riconosciute e promosse, a fronte degli impegni da esse assunti verso la comunita’
                Ma questo avviene non tanto in forza della dichiarazione da Lei citata, ma prima ancora in forza del principio di uguaglianza che, rispetto ad una fattispecie, impone di trattare situazioni uguali, in maniera uguale, e situazioni diverse, in maniera diversa.

                Nel momento in cui si realizzano le premesse per applicare l’istituto giuridico del matrimonio (cioe’ l’unione stabile uomo-donna), non e’ quindi tanto essa che “ha diritto” ad avvalersene, ma e’ semmai lo stato che NON la deve limitare, atteso che ogni norma deve essere uguale per tutti coloro che rientrano nella stessa fattispecie.
                Questo ci dice la dichiarazione citata.
                Non si puo’ forzarla per farle dire quello che non ha detto.

                Tutto cio’ mi pare provato dal fatto che, oggi, con la le leggi in discussione, si vuole realizzare uno pseudo-matrimonio ad uso delle persone omosessuali, secondo me proprio per scardinare l’istituto giuridico originario del matrimonio, avvalendosi del medesimo principio di uguaglianza appena esaminato, anche favore delle unioni tra persone omosessuali.

                Infatti, se tramite una legge sulle “unioni civili”, lo stato ammettesse di dovere o volere promuovere anche le unioni omosessuali, creando quindi uno pseudo-matrimonio ad-hoc, molta giurisprudenza e non senza ragioni, potrebbe addurre una discriminazione e quindi ricondurre anche le unioni omosessuali all’istituto del matrimonio.

                Secondo me questa legge e’ quindi solo la maniglia che serve per scardinare il principio del matrimonio, altrimenti inattaccabile persino dalla cosiddetta “giurisprudenza creativa”.
                Come del resto provano anche le vicende del nostro paese, dove, non raramente, ma in altre materie, la giurisprudenza ha avuto spesso modo (diciamo cosi’) di “supplire” alle lentezze degli altri organi dello stato, con interpretazioni spesso innovative, estensive o, viceversa, abrogative, delle norme di legge.

                Non esiste quindi alcun “diritto” individuale al matrimonio: si metta il cuore in pace.
                E chi cercasse di presentare in questo modo l’attuale questione delle “unioni civili”, secondo me starebbe confondendo i suoi concittadini meno provveduti, alterando ingiustamente ed impropriamente i termini della questione.

                Grazie della discussione.

                P.S. Le risparmio il mio commento sull'”omofobia dilagante”, che funesta il nostro Paese, diciamo cosi’….per non allargarmi troppo….vabbe’ : )

                • Max ha detto in risposta a Marco S.

                  Marco S., volevo ringraziarla per queste interessanti e dettagliate argomentazioni. Sarebbe da ripetere in molti luoghi.

              • Daniela67 ha detto in risposta a Mauro Belviso

                ““Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.” Mauro mi scusi, essere gay fa riferimento alla razza, alla cittadinanza, o alla religione, in quale delle tre categorie lo collocheresti? A me non pare sia scritto: senza alcuna limitazione di tendenze sessuali… poi magari sbaglio io eh!

                “No, altrimenti il DDL Cirinnà cosa conterrebbe?”
                Quegli strumenti che dice lei sono garantiti dal DDL e sono tutt’ora assenti.” Il DDL Cirinnà vuole la totale equiparazione di unioni gay e matrimoni etero, tanto è vero che ha scopiazzato a man bassa fra gli articoli del codice civile o della Costituzione riguardanti il matrimonio. Inoltre con la stepchild adoption (scritta appositamente in inglese per non far capire bene di cosa si tratta) introduce il concetto di adozione del figliastro e altro non è che la sanatoria per chi intende comprare gameti maschili all’estero o ricorrere a uteri in affitto e poi far riconoscere il figlio come adottivo al/la compagno/a, con buona pace dei diritti del bambino a sapere chi siano entrambi i suoi genitori naturali.

                “Peggio ancora: non si può negare un diritto nè facendo supposizioni future nè tantomeno in base a leggi diversi di Paesi diversi (sempre ammesso che in UK l’utero in affito sia stata diretta conseguenza dei Matrimoni Gay)
                insomma, mi dispiace per lei ma questi non sono argomenti … sono solo pretesti, e giuridicamente le assicuro non valgono nulla!”
                Anche se in Uk l’utero in affitto non fosse stato diretta conseguenza dei Matrimoni Gay avrebbe comunque permesso anche alle coppie gay di ricorrervi. L’utero in affitto è di per se’ aberrante anche nel caso che il bimbo venga affidato a una coppia etero, con la coppia gay vi è l’aggravante che il bimbo cresce senza una madre, senza sapere chi sia e tutto questo perchè? Per i capricci di una minoranza di gay/lesbo che non sa riconoscere diritti da meri capricci?

                “No, proprio per questo poi si dovrà approvare anche il DDL Scalfarotto:
                perchè da sempre l’omofobia è dilagante, ovvero la percezione dell’omosussualità, in società patriarcali e religiose, come qualcosa di asbagliato e di perverso
                ed è stato necessario discuterne e parlarne a lungo per eliminare questa forma di ignoranza, per mostrare che la realtà dell’amore gay non è quella della perversione e non a caso tante bocciature alla Chiesa vengono spesso dall’estero!”
                Fermo restando che l’omofobia è una gran brutta cosa, è pero’ assolutamente fazioso dire che la Chiesa la incoraggi. Ho l’impressione che lei non segua molto cio’ che spesso dichiara il Papa cosi’ come tutti coloro che ne fanno parte. Il buon cristiano deve aprire il suo cuore anche alle persone omoaffettive, fermo restando il suo diritto a pensare che siano in peccato quando mettono in atto comportamenti omosessuali (fanno sesso, per dirla spicciola…) o non hanno diritto nemmeno a pensarla una cosa del genere? Per quanto riguarda la maggior parte della gente che è omofoba, lei pensa davvero di risolverla con una legge ad hoc come il DDL Scalfarotto? Con multe e punizioni? O non è piuttosto una battaglia da giocarsi sul piano della civiltà e dell’educazione?

    • Emanuele ha detto in risposta a Mauro Belviso

      DDL SCALFAROTTO

      premesso che il ddl introduceva ben più delle aggravanti a cui accenni, non si capisce perché l’aggravante “omofoba” dovrebbe essere riconosciuta ed altre no…

      Se offendo un obeso per il suo peso è meno grave? Se offendo una persona bassa per la sua statura, va bene?

      Comunque, al limite bastava aggiungere alla legge Mancino o al codice penale l’aggravante “per motivi sessuali “, senza tirare in ballo tutto il resto… sarebbe passato in prima lettura all’unanimità!

    • Azaria ha detto in risposta a Mauro Belviso

      un aggressione ad un omosessuale può essere più grave di quella ad un eterosessuale

      Ecco, questa e’ la totale negazione della democrazia, ci sono degli individui che devono diventare intoccabili. Addio secoli di civilizzazione.

      Un aggressore verso un omosessuale viene giudicato solamente per un’aggressione ma senza l’aggravante della discriminazione

      Se l’aggressione viene fatta esclusivamente perche’ la persona e’ omosessuale allora un aggravante c’e’: i futili motivi. Con il decreto scalfarotto anche un’aggressione fatta ad un omosessuale per motivi che niente hanno a che vedere con l’omosesualita’ (ad esempio a seguito di insulti o di minacce, in cui l’aggravante dei futili motivi cade) quel disegno tirannico prevedrebbe comunque l’aggravante. Una vera e propria offesa a tutto cio’ per cui sono morti i “devoti” alla democrazia.

      Il DDL Scalfarotto colma questo vulnus introducendo la discriminazione sull’orientamento sessuale tutt’ora purtroppo assente.

      Effettivamente tale discriminazione fortunatamente manca dal nostro sistema giudiziario, che ancora un po’ di civilizzazione la comprende (non molta se si e’ arrivati anche solo a discutere quel disegno).

      E allora su cosa si sta allarmando la Chiesa se le coppie gay sono già tutelate?

      Che si abbatta la famiglia e si affondino i diritti dei piu’ indifesi (i bambini). Come sempre la Chiesa si batte per i piu’ indifesi contro ogni forma di oppressione.

      l’Italia ha subito una sentenza di condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per aver violato il diritto dei gay a formare una famiglia stabile, sentenza che ancora di più rende inevitabile il DDL Cirinnà.

      Che l’Europa abbia forzato l’Italia non mi sorprende, il meccanismo europeo sta distruggendo la sovranita’ nazionale su tanti punti introducendo una sottomissione e degli obblighi che rendono vane tutte le lotte di indipendenza descritte con orgoglio da tutti i libri di storia. Se la corte europea vuole negare i diritti sia dei piu’ deboli sia di uno stato sovrano a favore dei privilegi di pochi non e’ che questo sia una prova di alcun che.

      Andranno implementate tutte per le coppie gay tutte le garanzie previste per una coppia eterosessuale

      E su questo concordo, quindi bisogna lasciare le cose come sono ora e bocciare il disegno cirinna’, visto che tale disegno paragonerebbe le coppie gay non alle coppie etero ma alle famiglie (ci sono un miliardo di abissi infiniti di differenza).

      di fatto il matrimonio ugualitario

      Ecco, la piu’ grossa ingiustizia che si possa pensare: trattare situazioni diverse con le stesse regole: una famiglia con una semplice coppia. Capiamoci, io sono contrario (per motivi laici, non religiosi) ad ogni forma di unione civile, anche fra etero.

      Infatti le coppie pedofile sono tutelate, non mi risulta che due pedofili non possano sposarsi godendo delle tutele necessarie!

      Beh! Anche le coppie omosessuali possono sposarsi con componenti di sesso opposto godendo delle tutele necessarie, ma ovviamente le richieste lgbt chiedono di sposarsi con persone dello stesso sesso anche i pedofili chiedono di sposarsi con minorenni (prima di eventuali sfuriate si informi cosa e’ il love boy day, che purtroppo non e’ una montatura ma esiste). Quindi il paragone messo in mezzo da Lorenzo regge, a differenza del suo.

      Spero di averla aiutata a chiarire meglio l’argomento sulle Unioni Civili sul quale la propaganda lgbt sta creando molta confusione.

      • Mauro Belviso ha detto in risposta a Azaria

        Se l’aggressione viene fatta esclusivamente perche’ la persona e’ omosessuale allora un aggravante c’e’: i futili motivi.

        Eh NO!! Grosso errore: la discriminazione non è un futile motivo è una cosa grave ovvero un’aggravante!!

        Effettivamente tale discriminazione fortunatamente manca dal nostro sistema giudiziario

        Se siete contenti che la dscriminazione verso gli omosessuali non venga punita è un problema con la vostra coscienza e la vostra morale!

        Ecco, la piu’ grossa ingiustizia che si possa pensare: trattare situazioni diverse

        Ma non sono cose diverse: sono la stessa cosa! Di preciso una coppia etero a quali tutele dovrebbe accedere rispetto ad una omosessuale?

        La reversibilità? E per quale motivo?
        Questa tutela vale anche per un omosessuale che l’ha già pagata con le tasse e finora senza goderne del diritto per giunta!

        Agevolazioni per l’asilo nido?
        Ma ad una coppia omo o etero senza figli non servirebbe a nulla!
        Se una coppia omo adotta un bambino è chiaro che per il bene del bambino deve poter accedere a quelle agevolazioni.

        Capito ora? Famiglie etero e gay sono uguali!

        anche i pedofili chiedono di sposarsi con minorenni

        !! La pedofilia è reato e non consiste nello sposarsi con i minorenni, ed espressioni come il loveboyday sono solo pretesti non hanno nessuna consistenza sociale.

        Ma capisco che la situazione attuale vi spinge leggermente ad arrampicarvi sugli specchi però cosi è troppo!

        E allora su cosa si sta allarmando la Chiesa se le coppie gay sono già tutelate?
        Che si abbatta la famiglia

        Percepire come attacco alle famiglie (cattoliche) dare diritti alle coppie gay è letteralmente una fobia una omo-fobia ed inoltre se sostieni che le copie gay sono già tutelate allora la famiglia cattolica sarebbe gia abbattuta, quindi a che servirebbe il DDL Cirinnà?!!

        Insomma siete confusi e lo capisco spero di aiutarvi a fare chiarezza in questo momento per voi molto delicato.

        • Azaria ha detto in risposta a Mauro Belviso

          Eh NO!! Grosso errore: la discriminazione non è un futile motivo è una cosa grave ovvero un’aggravante!!

          Ok, allora visto che il numero di discriminazioni verso gli obesi e’ nettamente superiore rispetto a quelli degli omosessuali, si consideri una legge prima su questi invece di nascondersi ipocritamente dietro un dito. Ci sarebbero molte discriminanti da approvare prima: calvi, occhialuti, secchioni… Poi magari si parla anche delle discriminazioni contro gli omosessuali (in ordine quantita’ di casi dichiarati). Inoltre si specifichi esplicitamente cosa e’ l’omofobia invece di dichiarare una legge come quella francese che serve solo a marchiare come omofobo (e punire) chiunque non si inginocchi da schiavo d’avanti agli omosessuali.

          Se siete contenti che la dscriminazione verso gli omosessuali non venga punita è un problema con la vostra coscienza e la vostra morale!

          Non mischiare le carte bello mio (anche se e’ l’unica strategia che siete capaci di usare). Manca la discriminazione fra un reato contro un omosessuale e un reato contro un eterosessuale. Questa e’ la fortuna ed e’ alla base della democrazia che state minando.

          Ma non sono cose diverse: sono la stessa cosa!

          Una famiglia e una coppia (omo o etero che siano) sono agli antipodi, la prima e’ alla base della societa’, la seconda e’ una banalissima unione (niente contro quest’ultima, ma tutelarla sarebbe una totale ingiustizia, magari legale ma ingiusta).

          Di preciso una coppia etero a quali tutele dovrebbe accedere rispetto ad una omosessuale?

          Come gia’ detto, la coppia etero non si differisce molto da quella omosessuale, infatti sono contro ogni tipo di unioni civili, anche etero. La differenza e’ fra la coppia e la famiglia.

          Se una coppia omo adotta un bambino è chiaro che per il bene del bambino deve poter accedere a quelle agevolazioni.

          Se si fa adottare un bambino ad una coppia omo significa che del bene del bambino non gliene frega niente a nessuno. Garantire un privilegio a chi ha sfruttato questa situazione mettendo come scusa il bene del bambino e’ altamente ipocrita.

          Famiglie etero e gay sono uguali!

          Famiglia esiste solo una: madre padre e figli. Il resto sono unioni (da quelle omosessuali, a quelle poligamiche, a quelle di amici….). Niente contro di essi, non e’ interesse di uno stato (laico) tutelarle.

          La pedofilia è reato e non consiste nello sposarsi con i minorenni,

          Ancora a mischiare le carte vedo, si vede che non hai argomenti validi, hai finito anche gli specchi e provi ad arrampicarti sull’aria.
          Io ho citato la pedofilia solo per ribattere al tuo insensato argomento di risposta a Lorenzo, in quel contesto ha tutto il senso logico, estrapolato non ha piu’ senso, prova ad avere un minimo di onesta’ intellettuale (capisco che sarebbe cosa odiosa agli occhi dei tuoi indottrinatori).

          Ma capisco che la situazione attuale vi spinge leggermente ad arrampicarvi sugli specchi però cosi è troppo!

          Quello che e’ troppo e’ il tuo provare ad attribuirmi concetti che non ho mai espresso. Come gia’ accennato una frase riportata fuori dal contesto puo’ assumere tutt’altro significato rispetto all’originale. La mia nel contesto in cui e’ stata concepita aveva senso, estrapolata sembra il veneggiamento di un folle. L’unico modo di imporre il vostro pensiero e’ quello di denigrare chi vi risponde con questi miseri trucchetti?

          Percepire come attacco alle famiglie (cattoliche)

          Chi ha parlato di famiglie cattoliche?

          è letteralmente una fobia una omo-fobia

          La fobia e’ una paura irrazionale e patologica, attento ai termini che usi. Inoltre come vedo cerchi di usare l’omofobia per opprimere a priori le opinioni di chiunque non la pensi come te, questa e’ una delle tante dimostrazioni di come il disegno scalfarotto sarebbe stato lesivo del diritto di parola (quello si un diritto reale che in un paese che si dichiara civile andrebbe preservato).

          se sostieni che le copie gay sono già tutelate allora la famiglia cattolica sarebbe gia abbattuta,

          Ancora a mettere in mezzo la famiglia cattolica? Io ti parlo di famiglia e basta, cellula alla base della societa’. Le coppie gay (e lesbo) sono tutelate alla pari delle coppie etero: possibilita’ di sub-entro all’affitto nel caso uno dei due coniugi muoia, richiesta di malattie in caso di problemi di salute dell’altro convivente, ecc.

          quindi a che servirebbe il DDL Cirinnà?!!

          Effettivamente non serve a nulla di buono, e’ solo un ennesimo attacco alla famiglia (e non alla coppia, e per famiglia intendo sia quella cattolica che quella ebrea che quella atea come quella indu’, buddista, mista, agnostica, scintoista, animista, protestante, rastafariana e chi piu’ ne ha piu’ ne metta).

          Insomma siete confusi e lo capisco spero di aiutarvi a fare chiarezza in questo momento per voi molto delicato.

          Mi dispiace, l’unica cosa che mi ha aiutato a fare chiarezza negli ultimi 35 anni e’ stata la razionalita’, prova con quella e vediamo cosa riesci a tirare fuori. Ovviamente razionalita’ significa che devi evitare i giochi sporchi che gia’ hai usato e ho gia’ evidenziato.

          Attribuire ad altri concetti che non hanno mai espresso (anche citando alla lettera perfettamente le frasi scritte ma estrapolate dal contesto) e’ solo un metodo per affondare confondere le persone, l’unico metodo che avete per far passare per buone leggi agli antipodi della civilizzazione.

          Inoltre, non so se hai notato, fra noi due quello che ha messo in mezzo la fede cattolica per (cercare di) giustificare i propri “argomenti” sei tu (nel particolare l’hai usata cercando di far passare i miei interventi come interventi dogmatici basati sulla fede e quindi zittirmi invece di controbattere gli argomenti). Io invece ti ho parlato di civilizzazione e di razionalita’, valori che dovrebbero essere condivisi (e talvolta lo sono) anche da chi non e’ cattolico.

          • Marcello ha detto in risposta a Azaria

            Cara Azaria,

            Senza scivolare nella retorica rutilante mi permetto di ricordarle che:

            1- la discriminazione verso le persone di orientamento omosessuale e abbastanza odiosa in se e non ultima e espressamente vietata dalla CC. Tenga presente che è indegno che due omosessuali che non facciano nulla contro la legge siano additati, offesi e in taluni casi estremi aggrediti se pongono in essere manifestazioni di affetto per cui siamo piu abituati a vedere due soggetti di sesso opposto.

            2- chi sostiene che vi siano gia tutte le forme di tutela per equiparare una coppia omosessuale a una coppia etero o è ignorante o è in profonda malafede. Non so quale delle due sia peggiore, basti pensare alla possibilita di disporre liberamente della propria eredita o all’assistenza in ospedale.

            3- non ho ancora trovato qualcuno che, al netto di una morale (cristiana, cattolica, musulmana o altro) spieghi perche una coppia etero deve essere tutelata e una coppia omosessuale no. Commenti relativi alla possibilita di procreare lasciano il tempo che trovano visto che (i) potenzialmente si puo voler non procreare (ii) si puo essere sterili. Di converso non comprendo perche due persone dello stesso sesso che voglianl potersi reciprocamwnte aiutare e vivere come una coppia etero sposata non possano farlo.
            Relativamente a stepchild adoption la impedirei per figli nati da utero in affitto o come la vogliamo chiamare, ma non per casi diversi in cui xoncretamente potrebbe essere di tutela al minore.

            Saluti

            • Azaria ha detto in risposta a Marcello

              Caro Marcello, dopo una serata con gli amici e prima di andarmi a coricare le rispondo punto per punto:

              1- a) Che la discriminazione verso gli omosessuali (come ogni altra forma di discriminazione) sia una cosa odiosa e’ giustissimo, mi trovi d’accordo, sfondi una porta aperta, ha scoperto l’acqua calda? Poi vista che e’ espressamente vietata dalla CC mi dovrebbe spiegare cosa intende per CC, se intende Catechismo della Chiesa Cattolica sarebbe CCC. In ogni caso e’ qualcosa che non faccio e non farei mai (e che condanno apertamente).

              1- b) Quando due omosessuali sono offesi si puo’ denunciare chi li ha offesi, indipendentemente dai privilegi che con questo disegno si vogliano garantire.

              1- c) Se si riferisce al gay pride le ricordo che in quelle pagliacciate la legge e’ stata infrante piu’ volte (atti osceni in luogo pubblico) e nessuno e’ stato punito. Questa e’ la vera discriminazione rispetto agli omosessuali. Se discriminazione non ci fosse stata (come sarebbe stato giusto) piu’ di qualcuno di quei pervertiti sarebbe finito in carcere. A riguardo ci tengo a precisare (visti i vs sporchi giochetti) che per pervertiti non mi riferisco agli omosessuali in genere ma a quelli che hanno fatto atti osceni in luogo pubblico.

              2- La tutela fra le coppie conviventi e’ perfettamente uguale indipendentemente se le coppie sono formate da persone di sesso opposto o dello stesso sesso. Chi nega cio’ dovrebbe darsi un’occhiata alle leggi e smetterla di scrivere buffonate. Lo stato italiano (allo stato attuale, almeno sulla carta) da’ un particolare sostegno solo alle famiglie.

              3- a) Anche io non ho trovato qualcuno che mi spieghi perche’ ci dovrebbe essere differenza di tutela fra coppie omo ed etero, infatti (per la 100000000000000000000 volta) io sono contrario a tutte le forme di unioni civili, quante volte lo devo ripetere? Siete capaci di leggere? Dovete tornare alle elementari? Vi devo fare un corso per corrispondenza? E’ un concetto cosi’ difficile? Vi devo fare i disegnini?????

              3- b) Per quanto riguarda l’eredita’ esiste gia’ un meccanismo particolare chiamato testamento, basta dare con quello la quota che si desidera alla persona che si e’ scelto di tutelare.

              3- c) Nel caso di malattia del convivente (come citato in un precedente commento) si possono chiedere gia’ permessi retribuiti al lavoro, senza affondare il matrimonio con il decreto cirinna’. Per la citata (da te) assistenza in ospedale, chi e’ che vieta ad un malato di scegliere chi avere per la propria assistenza? Fino a prova contraria l’assistenza la puo’ fare un fratello, un cugino, un figlio, un cognato, un parente qualunque, anche un amico (e in genere si preferisce dello stesso sesso visto che dovra’ eventualmente intervenire di notte in una stanza dove sono ricoverate persone dello stesso sesso del malato). Ora mi spieghi quale difficolta’ ci dovrebbe essere per un malato di scegliere il proprio convivente? In questo caso le coppie omosessuali sono anche avvantaggiate rispetto a quelle etero ed anche alle famiglie (per motivi tecnici, non legali) visto che tenere una moglie in una stanza in cui sono ricoverati uomini non e’ facilissimo (e viceversa invertendo i sessi). Ma pensate un attimo prima di scrivere quelle scempiaggini? Capisco che i vostri indottrinatori vi hanno abituati a ripetere a pappagallo le loro frasi senza riflettere, ma ognittanto dovreste capire quello che dite/scrivete.

              3- d) Se quello che hai scritto riguardo alla fantomatica “assistenza in ospedale” intendi la possibilita’ di reperire informazioni riguardanti un paziente che non e’ in grado di comunicare e/o prendere decisioni (si pensi al caso di coma) l’interessato puo’ decidere comunque di indicare una persona (che puo’ essere tranquillamente il convivente omo o etero che sia) a cui i medici saranno tenuti a dare tutti i dati del caso. Per fare cio’ il diretto interessato (il malato per capirci) dovrebbe semplicemente firmare una dichiarazione d’avanti ad un notaio (ovviamente va fatto preventivamente quando il paziente e’ ancora in grado di intendere e di volere, in altre parole in tempi non sospetti). Tale documento sarebbe inoppugnabile da parte dei medici che sarebbero obbligati a fornire le informazioni richieste relative al paziente.
              In ogni caso, se la mia ipotesi 3-d e’ corretta avresti dovuto scrivere meglio il tuo commento.

              3- e) Visto che proprio cerca qualcuno che le spieghi un pochino di buon senso laico potrebbe chiedere ad homovox e plus gay sans marriage (per citarne due). Oppure al sito di Etero Laico (che gia’ dal nome fa capire quanto ha a che fare con le religioni).

              P.S.: Le associazioni Homovox e Plus Gay Sans Marriage sono associazioni di omosessuali, la maggior parte dei componenti di tali associazioni sono atei. Sono una delle tante dimostrazioni che anche da atei e da omosessuali si puo’ avere buon senso da vendere, voi (e anche tanti sedicenti cattolici) dovreste imparare qualcosa da loro.

  7. Milite ignoto? ha detto

    Perdonatemi alcuni errori nell’uso dei verbi. Ma, poiché scrivo dal cellulare, il T9 mi modifica le parole.:D

  8. Vincent Vega ha detto

    Si, mi associo anche io in questa richiesta, Milite ignoto. 🙂

  9. andrea g ha detto

    Insomma, si era partiti bene, gli omosessuali non devono essere insultati con epiteti squallidi
    (tipo il povero Sarri da Figline), è una cosa che un cattolico (vero) non ha mai fatto e non ha certo bisogno
    di una legge per questo: gli insulti omofobi sono cose da repressi, da chi magari non se la sentirebbe
    mai di insultare qualcuno da cui rischia di prenderle, e allora si sfoga così.

    Ciò detto, che centra l'”omofobia” col non ritenere “normale” l’omosessualità?
    Che centra col non essere d’accordo (ed uso un eufemismo) con le adozioni gay e con l’orrenda pratica
    dell’utero in affitto?

    Questo, secondo me, è il punto vero.

    • Dan ha detto in risposta a andrea g

      “Insomma, si era partiti bene, gli omosessuali non devono essere insultati con epiteti squallidi”

      Ecco sono perfettamente d’accordo,si è passati dalla ragionevolezza alle scempiaggini.Si è passati dalla discriminazione alla declamazione di stupidità.Ne più ne meno come un movimento femminista è passato dalle giuste rivendicazioni della donna agli estremismi idioti da Femen.

      Adesso il rischi è quello opposto,verranno mandati a quel paese non per la discriminazione,ma perchè sono diventati PEDANTi e PESANTI a prescindere dal fatto che sono omosessuali o meno.

      • andrea g ha detto in risposta a Dan

        Esatto, caro Dan, è la realizzazione del cosiddetto “piano inclinato”: dove non c’è
        un punto OGGETTIVO, su cui basarsi, non ci si ferma più.
        E l’unico punto oggettivo per regolare tutto, va da sè, è Dio.
        Senza di Lui partiamo magari bene, ma inesorabilmente finiamo male;
        se non altro tutta questa problematica dei gay serve a ribadire questo:
        senza Dio non si capisce niente.
        Si resta prigionieri delle proprie proiezioni soggettive.

    • lorenzo ha detto in risposta a andrea g

      Scrivi: “Ciò detto, che centra l’”omofobia” col non ritenere “normale” l’omosessualità?”

      Lo sapevi che per i progressisti benpensanti se non ritieni “normale” l’omosessualità sei un omofobo?

      • andrea g ha detto in risposta a lorenzo

        Certo, Lorenzo, ma qui entriamo nel discorso della libertà di opinione:
        i (cosiddetti) progressisti possono ritenere omofoba la convinzione
        della a-normalità della condizione omosessuale (posizione legittima),
        l’importante è che non perseguitino chi la pensa diversamente.
        Chiaro che senza Dio è molto difficile accettare chi la pensa in
        modo diverso dal proprio, ma che dire?
        Se ne facciano una ragione.

        • lorenzo ha detto in risposta a andrea g

          Solo che qualche illuminato progressista pensa sia giusto ed opportuno dover “rieducare gli omofobi”…

          • andrea g ha detto in risposta a lorenzo

            Ne sono certo, ma finchè lo pensano al bar, fatti loro.
            Se realizzeranno questi “campi di rieducazione”, il Signore ci chiamerà
            alla testimonianza e magari al martirio, che altro dire?

  10. EquesFidus ha detto

    Questo si chiama trolling, per giunta a favore di un’organizzazione in cui spesso abbonda la filantropia più che il cattolicesimo.

    • Milite ignoto? ha detto in risposta a EquesFidus

      La Caritas è un’associazione della Chiesa. Sebbene ne faccia parte, lo scopo non è quello di promuovere il cattolicesimo come religione (cosa per cui esistono altri ambiti e associazioni, tra cui Azione Cattolica ad esempio), ma aiutare gli altri in seno del messaggio filantropico e caritatevole presente nei Vangeli. Senza contare che la bellezza della Caritas sta anche nel fatto che i volontari possono essere atei o credenti e, se sono credenti, possono credere in ciò che vogliono.^^ Purché ovviamente si rispetti la premesse precedente.
      Come associazione è dunque molto aperta e liberale direi ed è questo uno dei punti che mi piace di questa organizzazione.^^

    • Dom ha detto in risposta a EquesFidus

      EquesFidus commento vergognoso.
      Ma sai il lavoro che fanno i cattolici in giro per le strade? Lo sai?
      Non tutti amano filosofeggiare in poltrona e a pensarlo il cattolicesimo. Il cattolicesimo, caro, lo si vive ogni giorno, sbagliando, rincorrendo Cristo tra mille problemi.E meno male che c’è la Caritas .
      Magari tu non ne hai bisogno (sono contento per te), ma tanta gente ritrova la speranza attraverso il sostegno concreto. Occorrono gesti non parole! Il Cattolicesimo, il Cristianesimo in generale, è vita vera: tutti hanno bisogno di un tozzo di pane!
      Smettila con queste pose intellettuali.

      • priscilla ha detto in risposta a Dom

        Milite ignoto, Dom, è ingiusto il vostro attacco personale a EquesFidus: ha semplicemente rilevato che l’azione di disturbo volontario e ripetuto è trollaggio, e la minaccia di trollaggio non ha niente di caritatevole neanche se mira a far parlare della Caritas. Cosa vi autorizza a sostenere che EquesFidus sia cattolico da poltrona? Come fate a sapere che gli ‘intellettuali’ non praticano la carità almeno quanto voi?

        • Dom ha detto in risposta a priscilla

          No priscilla, non è tollerabile che un tizio qualunque sostenga che la Caritas è solo filantropia e che non ha niente a che fare col Cristianesimo. Essere cristiani significa: vivere, lavorare, mangiare, preoccuparsi degli altri.
          Ma qui c’è un’idea di Chiesa sbagliata, fatta proprio dai professionisti della critica!
          Cristo vive nei visi di Chi non ha da mangiare, non ha niente!
          Distruggere con quattro parole il messaggio santo evangelico di una missione come quella della Caritas è semplicemente una porcheria!
          Non ho altre parole!
          La Chiesa aperta e in mezzo alle strade voluta da un uomo che sta lontando per migliorare insieme a tutti noi, è ancora lontana nei cuori di tanti!

        • Doppiamente milite ignoto ha detto in risposta a priscilla

          Il mio NON è trolling. Presto davvero servizio alla Caritas (ovviamente per ragioni di privacy non specifico dove lo faccio). Il servizio che offro, è quello di fare compagnia serale coi senza tetto. E, quando chiedo a UCCR di fare un servizio sulla Caritas, lo chiedo veramente perché trovo giusto e corretto se sibilizzare la gente su argomenti poco trattati. Ripeto che NON faccio trolling. E argomentiggiungo che trovo INDECENTE tacciarmi di trolling senza prova alcuna e senza darmi la possibilità di replica giacché la redazione mi ha messo in moderazione i messaggi.

« nascondi i commenti