“Il Mattino” difende la famiglia contro il “fondamentalismo dei diritti civili”

Il mattino 
di Alessandro Barbano*
*direttore del quotidiano “Il Mattino”

 
da “Il Mattino”, editoriale del 19/01/15
 

Perché in Italia si può organizzare un corteo sull’orgoglio omosessuale, finanziato e sostenuto dai pubblici poteri, perché si possono gremire le piazze e le strade di giovani che esibiscono una sessualità che ha sostituito il pudore con il consumo, e invece non si può tenere una manifestazione sulla famiglia senza finire alla gogna con l’accusa di omofobia? A Milano l’altro ieri è andato in scena un paradosso che dovrebbe far riflettere, assai più di quanto abbiano fatto i giornali.

Un convegno organizzato dalla Regione Lombardia sul tema della famiglia tradizionale è stato preceduto da intimidazioni agli organizzatori e poi preso d’assalto da duemila giovani che sventolavano le bandiere della variopinta galassia gay, ma anche dei partiti della sinistra, Partito democratico compreso. È la prova di dove può arrivare una democrazia neutrale e distratta nella quale un pensiero radicale s’impone quasi come una dittatura dei diritti civili.

Ciò che sta accadendo non ha niente a che vedere con la lotta contro le discriminazioni, né con l’emancipazione. E’ una guerra di potere che si propone, fin qui con discreto successo, di delegittimare l’istituzione familiare nel discorso pubblico, facendola apparire politicamente scorretta, e di imporre un’ideologia di genere, l’unica riconosciuta e perciò sostenibile. I difensori delle libertà individuali, e in questo Paese non mancano, dovrebbero fiutare il sottile totalitarismo che attraversa questa deriva del pensiero, invece che inchinarsi ad esso. La teoria del gender nega che abbia significato la differenza biologica tra uomini e donne determinata da fattori scritti nel corpo e sostiene che il maschile e il femminile sono mere categorie culturali e, come tali, esito di un’autodeterminazione del singolo, revocabile nel tempo e sottratta da qualunque connotazione sociale: secondo questo pensiero l’umanità non è più divisa tra maschi e femmine, ma è fatta di individui che decidono giorno per giorno chi vogliono essere o non essere.

Il fondamentalismo dei diritti civili declina e proietta l’antica lotta di classe nell’Europa senza muri e racconta l’utopia di un mondo senza differenze che non siano quelle prodotte da un atto di libertà e volontà, senonché nel passaggio di un’epoca del lavoro all’epoca della tecnica, il pensiero forte che si fa ideologia finisce per capovolgere i suoi fini: il comunismo era l’epopea del collettivo, il gender è la dittatura dell’individuo sottratto a qualunque responsabilità sociale. Ci sarebbe da sorridere se questa paccottiglia, solo falsamente egualitaria, non fosse promossa da istituzioni come le Nazioni Unite e l’Unione Europa, pronte a elargire sostanziosi contributi a scuole, università e strutture formative che la propongano. Così, mentre le questioni dell’educazione slittano in coda alla agenda delle priorità, si realizza la messa al bando della famiglia e il suo esilio sociale. Chi dichiara di volerla sostenere -il caso dell’imprenditore Barilla è di scuola- viene posto all’indice e costretto a fare atto di pubblica contrizione. La satira che insulta la religione ha qualcosa a che vedere con chi caccia la famiglia dal perimetro pubblico della democrazia. Entrambi sono forme di un estremismo libertino di cui pure non c’è traccia nella tradizione del liberalismo, su cui si fonda l’intera costruzione europea.

Lo ricorda Giuliano Amato nel suo ultimo libro, “Le istituzioni della democrazia”, di cui “Il Mattino” ha pubblicato ieri uno dei brani più significativi: né il razionalismo critico di Kant né l’utilitarismo di Bentan, né ancora il neocostituzionalismo di Dworkin hanno mai immaginato un diritto alla libertà indeterminato, la cui unica misura fosse la volontà individuale. Questa pretesa, figlia delle promesse di una tecnica sfuggita al controllo della civiltà, rischia di essere oggi il totem sotto cui la vecchia e stanca Europa si addormenta, mentre un nemico senza pietà attenta alla sua libertà.

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15 commenti a “Il Mattino” difende la famiglia contro il “fondamentalismo dei diritti civili”

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  1. gladio ha detto

    Un editoriale da dieci e lode, non c’è dire

  2. Fabrizia ha detto

    Il maschile e il femminile sarebbero una mera categoria culturale? E come la mettiamo con questo irriducibile, odioso, irritantissimo , fastidiosissimo FATTO, e non categoria culturale, che nasciamo tutti o XX o XY?

    • Fabrizia ha detto in risposta a Fabrizia

      Aggiungo. Come è pure un fastidiosissimo, irritantissimo ecc. FATTO che la nostra vita ( e scusate se è poco) si trasmette esclusivamente dall’incontro tra XX e XY. Che facciamo? Ce la prendiamo con la realtà che non capisce niente – questa omofoba inveterata- delle nostre geniali categorie mentali?

    • Li ha detto in risposta a Fabrizia

      Perchè odioso e irritantissimo? Come asex ho il corpo di una donna, pensieri che sono più volti verso il maschile, ma non cambia il fatto che sia XX. Non cambierebbe nemmeno se mi facessi un’operazione. I geni, l’ossatura, il cervello, tutto è predisposto in base al sesso, che varia da umano ad umano.Posso anche non sentirmi nè XX o XY, ma la biologia per prima non mente.

      Non siamo mica pesci ago, cavallucci marini o rane Limnonectes, dove cioè patoriscono i maschi.

      A tal proposito vorrei postarvi un aricolo horror che ho letto pochi minuti fa:

      http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/utero-in-affitto-papa-io-ero-nella-tua-pancia/

      Una vera compravendita. E senza vergogna!

      • Fabrizia ha detto in risposta a Li

        Cara Li, mi sembrava evidente che facevo dell’ironia. Per me è evidente che XX vuol dire “donna” e XY vuol dire “uomo”. Che poi ci siano tante differenze nel modo in cui uno si sente uomo o donna è altrettanto evidente. Ma il sesso è biologico, non culturale.

        • Fabrizia ha detto in risposta a Fabrizia

          E non ce lo scegliamo noi.

        • Li ha detto in risposta a Fabrizia

          come ho già spiegato, attraverso la rete non si capisce sempre l’ironia.

          • Li ha detto in risposta a Li

            Mah, gli asex non sono contrari al sesso a parte quelli più estremisti che non vogliono proprio neanche avere un contatto fisico (mi sa che hanno avuto dei traumi). Per me sono esagerati.Neanche 2 coccole? E che cavolo!

            Ho trovato quest’articolo su Tempi(me lo ero persa!).

            http://www.tempi.it/asessuale-e-il-nuovo-genere-che-minaccia-la-vita#.VMaK2CysSZl

            In realtà per gli asex il sesso non è fondamentale per stare insieme, ma non un tabù. Non tutti disdegnano di fare una famiglia alla vecchia maniera.
            Sono etero, gay, bisex, lesbiche. Trans non ne ho mai sentito parlare.

            Non è un argomento religiosamente approfondito: ci sono preti che non si fanno problemi e altri che sono contrari. Non so davvero che dirti sul pensier9o della Chiesa. Se trovi qualcosa fammi sapere, perchè è difficile trovarne. Ciao

      • Giuseppe ha detto in risposta a Li

        Ma l’essere asessuali non è “contro natura” come l’essere omosessuali?

  3. Enrico ha detto

    “È la prova di dove può arrivare una democrazia neutrale e distratta nella quale un pensiero radicale s’impone quasi come una dittatura dei diritti civili”. Alla faccia del bicarbonato di sodio, dopo anni di dittature e di terrorismo, qualcuno se ne è accorto!!!
    Qualcuno si è accorto che solo la famiglia è un bene comune, ed in quanto tale, uno stato la deve tutelare in maniera assolutamente privilegiata rispetto alle altre paste che, comunque le si forgino, non fanno alcun bene alla comunità per loro stessa natura!!!
    Qualcuno finalmente ha capito che non è compito dello stato mettere mano alle unioni di omosessuali e ad eventuali adozioni gay, perché queste cose, nella peggiore delle ipotesi che vogliano essere considerate accettabili, non costituiscono bene comune, tanto più se vengono ordinate ad una mera discriminazione della famiglia!!!
    P
    S: Qualcuno non è il direttore Barbato, per carità, ma chiunque in lui si riconosce.

  4. Max ha detto

    “I difensori delle libertà individuali, e in questo Paese non mancano, dovrebbero fiutare il sottile totalitarismo che attraversa questa deriva del pensiero, invece che inchinarsi ad esso.”

    Questo e’ un tema caro a Brendan O’Neill, giornalista marxista e ateo irlandese, che non manca di ricordare quanto la cultura dominante non ami alcuna forma di dissenso e sia diventata il nuovo perbenismo:

    “same sex marriage coercion”
    http://www.spiked-online.com/newsite/article/same-sex-marriage-coercion-dolled-up-as-civil-rights/14967#.U2g-YrS-oyE

    “The iron fist in the velvet glove of gay marriage”
    http://www.spiked-online.com/newsite/article/13164#.VMY72xbxWMI

    ecc…

    • Li ha detto in risposta a Max

      Infatti con il tempo i “valori” sono diventati la superficialità assoluta. La voglia di essere delle fotocopie o addirittura superare gli originali. Altra volta la gara, come ho detto alcuni post fa. 1 esercito di benpensanti che non pensa affatto: limitati dal politically correct non seguono altro pensiero. che pena!

  5. Max ha detto

    In parte OT. Come gia’ ho scritto in precedenti commenti, desideravo sapere chi e’ d’accordo con questa iniziativa: scrivere una lettera in risposta a questa di Beppe Severgnini sul convegno a Milano:

    http://italians.corriere.it/2015/01/21/la-regione-lombardia-e-il-convegno-sulla-famiglia/

    mi pare che Severgnini si sia fatto convincere; parla infatti di “convegno controverso” e di “Tempi” che non capisce che le cose sono cambiate (parlando di “Don”Inzoli).

    Severgnini non e’ “contro di noi”: ha piu’ volte criticato l’idea del “matrimonio” gay e dell’adozione di minori a coppie omosessuali, beccandosi l’accusa di omofobia da parte di Scalfarotto (una medaglia al valore) e la critica aspra di tanti suoi lettori della sua rubrica.

    Dobbiamo farci sentire! Altrimenti ci metteranno sotto.

    —–

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