Pio XI e il Vaticano: fieri avversari del nazismo

Pio XIGli storici sono concordi nello considerare Pio XI, in particolar modo nei suoi ultimi anni di vita, un fiero avversario del nazismo. Sebbene inizialmente il papa avesse visto con favore alcune affermazioni di Hitler pronunciate nei primi mesi del ’33 nella quale denunciava il pericolo del bolscevismo, è tuttavia vero però  il pontefice modificò presto opinione vedendo anche le continue vessazioni nei confronti della chiesa cattolica in Germania arrivando al punto da equiparare il nazismo al comunismo: «Il nazionalsocialismo, per i suoi scopi e per i suoi metodi, non è altro che bolscevismo» dichiarerà in un’udienza tenuta il 23 gennaio 1937 ai vescovi di Berlino e di Münster (citazione tratta da G. Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII, Bergamo 2001 p. 152). Famose sono le sue battaglie contro il razzismo e il neopaganesimo nazista, ma meno nota è invece la sua ostilità all’espansionismo hitleriano rilevabile in particolare durante l’Anschulss e la conferenza di Monaco.

Il 12 marzo del 1938 le truppe tedesche invasero l’Austria e la incorporarono ufficialmente al nuovo Reich con un plebiscito tenutosi il 10 aprile. Negli anni passati la chiesa austriaca aveva costituito un sicuro baluardo contro il nazismo al punto che lo stesso Sigmund Freud aveva dichiarato all’epoca di sperare che la Chiesa Cattolica rimanesse molto forte così da poter contrastare l’influenza del nazionalsocialismo. All’epoca dell’annessione però i vescovi austriaci non diedero invece purtroppo una buona prova facendo un velocissimo voltafaccia, al punto che il 18 marzo incitarono i loro fedeli a votare favorevolmente al referendum per l’annessione. Esemplare è a tal proposito la figura del primate e arcivescovo di Vienna Theodor Innitzer che pur avendo in precedenza duramente attaccato il nazismo non esiterà dopo l’invasione a pubblicare una dichiarazione di lealtà a Hitler con il quale avrà anche un calorosissimo incontro. Vi erano state minacce da parte nazista per tentare di influenzare l’atteggiamento ecclesiastico, ma vi erano anche dei prelati che erano di per sé favorevoli all’annessione.

Tuttavia, è importante sottolineare che la gerarchia austriaca agì senza interpellare il Vaticano e la sua azione irritò non poco Pio XI da tempo in rotta di collisione con il Terzo Reich. Che il papa disapprovasse l’annessione è dimostrato dal fatto che il pontefice fece convocare a Roma il cardinale Innitzer e lo obbligò a firmare una dichiarazione pubblica che sconfessava la precedente dichiarazione dei vescovi a votare “si” all’unione con la Germania (anche se ciò non impedì che il plebiscito si concludesse con un risultato ampiamente favorevole ai nazisti). La Santa Sede aveva infatti il timore che i provvedimenti anticristiani già adottati in Germania avrebbero potuto estendersi anche all’Austria e le sue paure si riveleranno fondate: i nazisti provvidero a chiudere monasteri, a sopprimere associazioni e scuole cattoliche e ad eliminare il concordato vigente in Austria dal 1934 (rifiutandosi peraltro di estendere il Reichkonkordat ai nuovi territori).

La situazione arrivò al punto che lo stesso Innitzer terrà il 6 ottobre 1938 un discorso nella sua cattedrale per cercare di galvanizzare il senso di appartenenza dei cattolici austriaci, appellandosi alla loro identità confessionale contro i nazionalsocialismi: «Avete perduto quasi tutto nell’ultimo mese. Avete perduto i vostri circoli cattolici e le vostre unioni cristiane. Ma ad onta di tutto ciò vi unirete ai vostri preti con nuove unioni». La reazione nazista non si fece attendere: pochi giorni dopo una folla inferocita invase e devastò l’arcivescovado e aggredì alcuni ecclesiastici tra cui lo stesso Innitzer che venne brutalmente percosso. In seguito a ciò Pio XI ordinerà di far «sapere al mondo che anche l’arcivescovo di Vienna è ormai contro il nazismo» e commenterà sul vescovo: «Questo cardinale è stato sempre ripetutamente infelice! Prima Heil Hitler, e poi….» (cfr E. Fattorini, Pio XI, Hitler e Mussolini. La solitudine di un papa, Trento 2007 pp. 156-158).

Achille Ratti fu inoltre una delle poche persone che all’epoca non si lasciarono sedurre dall’accordo stipulato nel 1938 a Monaco. Il papa disse in quel periodo a monsignor Domenico Tardini «di non approvare che a Monaco si siano decise le sorti della Cecoslovacchia senza che i rappresentati di questa abbiano preso parte al convegno, come i quattro capi» e rimprovererà personalmente Neville Chamberlain, venuto a trovarlo il 13 gennaio 1939, di aver «fatto a Hitler un piedistallo d’oro!». Pio XI, pur avendo rifiutato le richieste di esprimere un appello pubblico alla pace perché lo considerava non a torto inutile («una minestra riscaldata» come lo definì a Tardini), in quel periodo venne attaccato dalla propaganda nazista che lo accusò di essersi schierato a favore delle potenze dominate dal capitalismo giudaico-massonico, ma per il suo atteggiamento contrario all’accordo Achille Ratti riceverà invece ringraziamenti da parte di chi all’epoca non si unì al coro di lodi per lo smembramento della Cecoslovacchia: George Bidault scriverà il 3 settembre 1938 su “L’Aube” che «In tutta questa tristezza che ci sommerge, in quella abdicazione delle democrazie una volta così fiere, una sola grande forza ci porta fierezza e conforto. È la voce del grande papa Pio XI, sola voce intrepida, tra tante defezioni»; invece il cardinale di Praga Walter Kasper ricorderà a Pacelli che «Sua Santità, il beatissimo padre Pio XI è stato l’unico che in quei gravissimi giorni si è degnato di proteggerci» e anche l’ex presidente della Cecoslovacchia Edvard Benês, rifugiatosi a Londra, scriverà nel 1943 alla Santa Sede «Io non posso dimenticare l’atteggiamento estremamente solidale di sua Santità Pio XI verso la Cecoslovacchia durante la crisi del 1938 ed il messaggio inviatomi nel momento più critico della mia nazione» (Pio XI, Hitler e Mussolini pp. 192-199).

Il pontefice morì il 10 febbraio del 1939 e qualche mese dopo scoppiò il secondo conflitto mondiale. A quel punto tutti compresero il carattere fortemente aggressivo della politica hitleriana, ma già prima di allora vi era già stato un pontefice che aveva cercato di contrastare l’espansionismo nazista.

Mattia Ferrari

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38 commenti a Pio XI e il Vaticano: fieri avversari del nazismo

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  1. Daniele ha detto

    Anche il Successore, Papa Pio XII (Eugenio Pacelli), si adoperò molto contro il Nazifascismo. Ad esempio, ospitò in Vaticano molti ebrei italiani allo scopo di non farli catturare dai nazifascisti e deportare ad Auschwitz od in altri campi di sterminio.

  2. Klaus ha detto

    Attenzione ai “false friends” nelle traduzioni: sympathetic vuol dire comprensivo, solidale; un atteggiamento “estremamente simpatico” del Papa verso la Cecoslovacchia suona francamente un po’ ridicolo.

  3. Origins ha detto

    I conti non tornano …

    L’Osservatore Romano del 22-23 novembre 1895 pubblicò una lettera che diceva: “Antisemita è per essenza ogni sincero cattolico, lo è per obbligo di dottrina e di ministero lo stesso sacerdozio”.

    Dal Concordato 1933: “Sua Santità il Sommo Pontefice Pio XI e il Presidente del Reich Germanico, concordi nel desiderio di consolidare e sviluppare le relazioni amichevoli esistenti fra la Santa Sede e il Reich Germanico … ARTICOLO 5: Nell’esercizio della loro attività sacerdotale gli ecclesiastici godono della protezione dello Stato allo stesso modo come gli impiegati dello Stato … – ARTICOLO 8: …Le entrate, di cui godono gli ecclesiastici per ragione del loro ufficio, sono esenti da pignorabilità, …. – ARTICOLO 16: …I Vescovi, prima di prendere possesso delle loro Diocesi, presteranno nelle mani del Luogotenente del Reich (Reichss~atthalter) nel competente Stato oppure del Presidente del Reich un giuramento di fedeltà secondo la formula seguente: “Davanti a Dio e sui Santi Vangeli, giuro e prometto, come si conviene ad un Vescovo, fedeltà al Reich Germanico e allo Stato…Giuro e prometto di rispettare e di far rispettare dal mio clero il Governo stabilito secondo le leggi costituzionali dello Stato. Preoccupandomi, com’è mio dovere, del bene e dell’interesse dello Stato Germanico, cercherò, nell’esercizio del sacro ministero affidatomi, di impedire ogni danno che possa minacciarlo.” . – ARTICOLO 30: … Nelle domeniche e nelle feste di precetto, nelle chiese cattedrali, come pure in quelle parrocchiali, filiali e conventuali del Reich Germanico si reciterà alla fine del servizio religioso principale, in conformità con le prescrizioni della Sacra Liturgia, una preghiera per la prosperità del Reich e del popolo germanico.” … Città del Vaticano, 20 Luglio 1933 – Eugenio cardinale Pacelli – Franz von Papen

    • Mattia ha detto in risposta a Origins

      Come abbiamo già spiegato in precedenti articoli io e la redazione di UCCR, Il concordato venne ratificato proprio per difendersi dai nazisti e lo stesso trattato del resto, venne regolarmente infranto da Hitler… Quanto all’antisemitismo di Pio XI ricordo la sua frase “l’antisemitsimo è inamissibile. Spiritualmente siamo tutti semiti”

      • Origins ha detto in risposta a Mattia

        Sono i fatti che contano non le parole. Il clero che ha sistematicamente benedetto soldati, armi e guerre in praticamente tutte le guerrre che hanno coinvolto la cristianità.

        Friedrich Heer, cattolico e professore di storia all’Università di Vienna, ha ammesso: “Nella cruda realtà della storia tedesca, la croce e la svastica furono sempre più unite, finché la svastica proclamò il messaggio della vittoria dai campanili delle cattedrali tedesche, bandiere con la svastica apparvero ai lati degli altari e teologi, pastori, ecclesiastici e statisti tedeschi sia cattolici che protestanti accolsero di buon grado l’alleanza con Hitler”.

        I leader cattolici appoggiarono le guerre di Hitler in maniera talmente incondizionata che il professore cattolico Gordon C. Zahn scrisse: “I cattolici tedeschi, i quali guardavano ai loro capi religiosi come ad una sicura guida spirituale, riguardo alla loro partecipazione alle guerre di Hitler ricevettero le stesse risposte che avrebbero ricevuto da Hitler medesimo”. — Gordon C. Zahn, I cattolici tedeschi e le guerre di Hitler, (Vallecchi, Firenze, 1973, pagine 18, 19.)

        Sappiamo tutti che nel 1933 la Chiesa Cattolica firmò un concordato con i nazisti; allora, il cardinale cattolico Faulhaber scrisse a Hitler: “Questa stretta di mano col Papato . . . è un atto che porterà benefìci incomparabili. . . . Dio preservi il Cancelliere del Reich”. Molto indicativo (e stomachevole) del sostegno cattolico al regime nazista è proprio l’art. 30 del Concordato (riportato integralmente nel mio post precedente).

        Lo stesso giorno in cui il Giappone, alleato della Germania, sferrava di sorpresa l’attacco a Pearl Harbor, il New York Times riportava questa notizia: “La Conferenza dei Vescovi Cattolici Tedeschi riuniti a Fulda ha raccomandato di introdurre una speciale ‘preghiera di guerra’ da leggersi all’inizio e alla fine di tutte le funzioni religiose. La preghiera implora la Provvidenza di benedire con la vittoria le armi tedesche e di proteggere la vita e la salute di tutti i soldati. I vescovi hanno inoltre dato istruzioni al clero cattolico di continuare a ricordare in una speciale omelia domenicale almeno una volta al mese i soldati tedeschi ‘di terra, di mare e dell’aria’”.

        Dolersi ora per le atrocità commesse da un regime intenzionalmente sostenuto e pubblicamente apprezzato è ipocrita, disgustoso, offensivo, oltre che stomachevole.

        • Mattia ha detto in risposta a Origins

          Origins, lei sta dicendo mezze verità. Se il clero appoggiò lo sforzo belico della Germania, non lo fece per convinzione naziste, quanto piuttosto per patriotismo (come fece anche il clero dei paesi alleati nelle rispettive nazioni). Un atteggiamento che si può concordare che fu sbagliato, ma a dire che vi fu alleanza c’è ne vuole. Si ignora i numerosi scontri riguardanti il razzismo, la sterilizzazione forzata, l’eugenetica o la persecuzione religiosa a cui i nazisti sottoposero la Chiesa che essi intendevano distruggere.

          Lei dice che sono importanti i fatti, non le parole, ma porta il concordato che i nazisti violarono ripetutamente e che si rifiutarono di estendere ai territori occupati, come l’Austria, dove difatti la persecuzione fu anche più dura. E questa sarebbe un’alleanza? Poi fa passare Faulhaber per un fiero nazista, ma il vescovo ebbe a dire sul trattato: “con il concordato siamo impiccati, senza il concordato saremo impiccati, torturati e squartati” e dai nazisti venne sopranomminato “il cardinale ebreo”.

          Riguardo alle azioni contro il nazismo che fecero i papi Pio XI e Pio XII solo per fare qualche esempio:
          Pio XI fece l’encicica Mit Brennerder sorge che condannava il razzismo e la persecuzione della Chiesa, ha contrastato l’espansionismo nazista come ho riportato nell’articolo, ha parlato pubblicamente contro l’antisemitismo, ha difeso il vescovo George Mundelein che aveva definito Hitler un imbianchino pazzo e si sa che voleva fare l’enciclia “Humani Generis hunitas” altra condanna del razzismo hitleriano.
          Pio XII parlò contro la guerra (“Nulla è perduto con la pace, tutto è perduto con la guerra”), condannò l’aggressione alla Polonia e l’aggressione ai paesi bassi (il papa essendo vescovo di tutti i fedeli vedeva le cose molto più chiaramente della chiesa tedesca), fece da tramite con gli inglesi per appoggiare un complotto della resistenza tedesca per spodestare Hitler, avvisò Belgio, Francia e Olanda sull’imminente attacco a sorpresa tedesco, aiutò ebrei e partigiani a nascondersi durante la guerra, ecc.
          Come vedi la storia non è bianco e nero. E’ molto più complessa, ma si può senza dubbio affermare che l’alleanza tra papi e nazismo è solo una bufala anticlericale…

          • Origins ha detto in risposta a Mattia

            In pratica, il clero con una mano ha aiutato e appoggiato i nazisti e con l’altra mano ha firmato un’alleanza per proteggersi. Ma Gesù e gli apostoli avrebbero fatto così? ….

            Con un angolo della bocca il clero invoca la pace e prega Dio per la propria patria e con l’altro angolo della bocca benedice guerre, armi e soldati che vanno massacrare alti soldati cattolici! Gesù e gli apostoli avrebbero fatto proprio così? …

            La Chiesa ci dà uno dei più chiari esempi di opportunismo, cioè della propria precisa volontà di adeguarsi alle circostanze mirando a trarne comunque profitto e della voluta disponibilità a compromessi per ottenere un tornaconto.
            Stare con il politico dominante del momento. Approfittare della situazione per perpetuare se stessi e i propri privilegi.
            La storia del cattolicesimo è sempre stata questa.

            • Mattia ha detto in risposta a Origins

              Provo a spiegarmi meglio: tra la Chiesa e i nazisti non ci fu alcuna simpatia. Hitler era fermamente anticattolico e lo dimostrò non solo a parole, ma anche con i fatti (10.000 sacerdoti passarono attraverso la Gestapo nella sola Germania).
              Pio XI inizialmente credette alle parole di Hitler di voler la pace religiosa, ma come ebbe presto a capire, il dittatore era bravo a dire una cosa ma a fare tutt’altro e divenne ben presto un fiero antinazista: “il nazionalsocialismo (…) non è altro che bolscevismo” dichiarò.
              Pio XII idem e durante la guerra aiutò qualcosa come 700000-860000 ebrei senza contare i partigiani o le popolazioni vittime del conflitto.
              Ma per uno che pensa che la Chiesa non sia altro che un’associazione criminale questi fatti ovviamente non contano…

            • Katy ha detto in risposta a Origins

              Le tue citazioni, che hai abilmente scopiazzato da qualche fonte anticattolica, non riescono a dimostrare alcuna connivenza tra Chiesa e nazismo ma, al massimo, l’esistenza di cattolici nazisti e sacerdoti nazisti.

              Tutto già saputo ma è profondamente disonesto (e non è un caso che lo faccia uno che giustifica le atrocità dell’ateismo di stato sovietico!) trare la conclusione che “il clero ha appoggiato i nazisti”. Il fatto che tu legittimi l’ateismo di Stato dell’Unione sovietica non mi porta affatto a concludere che tutti gli atei siano nostalgici stalinisti!

              Infine, non c’è alcun opportunismo e nessun adeguamento della Chiesa, non a caso l’accusa maggiore che riceve è quella di essere “fuori dal tempo”. Il Concordato, invece, fu effettivamente un tentativo di tutelarsi attraverso una via di pace quando ancora il nazismo era appena salito al potere. Un’illusione forse, in ogni caso è stato prezioso il tentativo.

              • Daphnos ha detto in risposta a Katy

                L’ho letto parecchi anni fa ormai, ma probabilmente l’autore di riferimento di Origins è John Cornwell…

                • Mattia ha detto in risposta a Daphnos

                  Quello che ha scritto “Il papa di Hitler” per poi ritratarre qualche anno dopo affermando “E’ impossibile giudicare Pacelli”?

        • Katy ha detto in risposta a Origins

          E’ abbastanza stomachevole che Origins sostenga la connivenza tra nazismo e cattolicesimo sulla base dell’esistenza di alcuni cattolici nazisti e contemporaneamente taccia (o giustifichi) sulla connivenza tra ateismo e le dittature atee che hanno sconvolto l’Europa nel Novecento, dove l’ateismo non era di qualche leader politico ma era proprio imposto come religione ufficiale.

          L’altro errore colossale è giudicare con il metro di oggi il contesto di ieri. Benedire i soldati che vanno in guerra è ancora oggi un’attenzione verso gli uomini, giustificare una guerra è ancora oggi un’azione lecita se essa è ritenuta essere il male minore. Ieri non esistevano le mediazioni tra gli Stati e giudicare il comportamento degli uomini del passato con il metro di oggi è profondamente sbagliato e da incompetenti.

        • Marco S. ha detto in risposta a Origins

          Inchiodare il card.Faulhaber ad una frase che, se vera, e’ perfettamente compatibile con una frase di circostanza (puntini di sospensione compresi), mi pare tipico di un certo modo di “fare storia” (con la esse minuscola).

          Credo che sia stato lo stesso Faulhaber a dire “Con il concordato siamo impiccati, senza il concordato siamo impiccati sventrati e squartati”
          Lo stesso anno del concordato, le cui trattative erano iniziate ben prima dell’ascesa di Hitler al cancellierato, appunto nel 1933, dovrebbero pur dire qualcosa.

          Il card.Faulhaber e’ stato comunque un oppositore dell’antisemitismo sin dagli anni ’20 (“Non dobbiamo dimenticare che non siamo stati salvati dal nostro sangue tedesco, bensi’ dal sangue di Cristo”); fu uno dei principali ispiratori dell’enciclica “Mit Brennender Sorge” di Pio XI, al punto da meritarsi dai nazisti lo sprezzante appellativo di “Judenkardinal” (cardinale dei giudei).
          Significativa anche la sua condanna alla politica eugenetica nazista, quella volta ad eliminare le cosiddette “vite indegne di essere vissute”: forse avrebbe ancora qualcosa da dire anche oggi…

          Posizioni altrettanto forti vennero da altri cardinali e vescovi, come von Galen, von Preysing o Mundelein, cioe’ un po’ da tutti il “gotha” delle gerarchie ecclesiastiche tedesche di quegli anni.

          Quello che si deve osservare e’ che in un paese in guerra, diventa difficile attaccare il governo, senza mettere in pericolo anche la sicurezza di milioni di cittadini, sia al fronte che nelle citta’.
          O, perlomeno, essere considerato in questo modo.
          E’ il solito ricatto, con il quale anche la repubblica giacobina del 1793 riusci’ ad aver ragione dei sempre piu’ numerosi oppositori, trasformandoli automaticamente in traditori.

          Solo con un anacronismo, possiamo dire che i vescovi tedeschi, come tutti i loro confratelli nel mondo parte integrante dei popoli delle rispettive nazioni, non dovessero assolutamente identificarsi con le aspirazioni nazionali tedesche.
          Alcune giuste, altre meno giuste, ma comunque frutto anche di un’ingiusta pace cartaginese, che aveva inflitto vent’anni di miseria e di incertezze a tutto il popolo tedesco.
          E’ facile oggi sparare giudizi, a stomaco pieno, stravaccati su una poltrona, ben riforniti del famoso “senno di poi”.

          Solo a partire dal 1942, negli ambienti ecclesiastici, ma anche in quelli militari, maturo’ sempre piu’ la consapevolezza che l’orrore che il nazismo stava producendo in Europa, stava uccidendo la nazione tedesca molto di piu’ e molto peggio che una disastrosa sconfitta militare.

          Anche il col.Von Stauffenberg avrebbe scritto alla moglie: “So che per questo verro’ considerato un traditore, ma ancor piu’ tradirei la mia coscienza se non agissi” (alludeva ovviamente al noto attentato ad Hitler del 1944, recentemente riportato alla memoria del grande pubblico, con il film “Operazione Valchiria”).

          Un uomo era arrivato molto prima di tutti a questa conclusione: il gen.Oster vicecomandante dei servizi segreti militari tedeschi, ferocemente antinazista, come del resto il suo comandante, Amm.Canaris, .
          Al punto che, all’inizio del 1940, Oster aveva proposto a Canaris di far pervenire ai francesi, tramite i belgi, i piani d’attacco alla Francia per la famosa blitzkrieg, al fine di evitare che un successo militare sul fronte occidentale, consolidasse Adolf Hitler.

          Canaris, che condivideva in pieno il punto di vista di Oster, da buon comandante comunque si opponeva, per il fatto che gli ripugnava la coscienza mettere deliberatamente in pericolo la vita di migliaia di soldati tedeschi.
          Ma Oster replico’che se Hitler avesse colto un successo militare in Occidente, la vita di molti piu’ tedeschi sarebbe stata messa in pericolo.
          Canaris non lo approvo’ ma un po’ ipocritamente fece finta di non vedere quando Oster trasmise effettivamente ai belgi i piani di guerra.
          Fatica sprecata, perché gli Alleati esaminarono i piani e li considerarono come un depistaggio, data anche la loro provenienza (i servizi segreti militari nemici).

          Poche settimane dopo, Hitler poteva cosi’ fare il suo stupido balletto sotto la Tour Eiffel: ne aveva ben donde, del resto, perché nella vita, nazismo o non nazismo, “niente ha piu’ successo del successo”

          Per molti anni l’opposizione al nazismo dovette tornare nelle catacombe, salvo appunto, i richiami dei vescovi al popolo, in particolare ricordiamo il card.von Galen.

          Per inciso, quando parliamo di Canaris e di Oster, parliamo di alcuni tra quei congiurati che, qualche mese prima, Papa Pacelli aveva cercato di mettere in contatto con la Gran Bretagna, per avere il sostegno di questo paese ad un complotto volto ad abbattere Hitler.
          Anche in questo caso senza esito.

          Quante occasioni perdute per fermare Hitler.
          E non una attribuibile alla chiesa cattolica.

        • No_name ha detto in risposta a Origins

          Caro Origins, lei commette un errore veramente grossolano: vuole ricostruire la Storia da un punto di vista imparziale, ma questo sa che questo non è possibile, soprattutto quando si trova a commentare su un blog cattolico.
          Ora le spiego il perchè: per principo la Chiesa non commette errori e qualora questo succeda è sempre responsabilità singola o di gruppi minoritari. Questa è la regola, sempre e comunque. Conviene infatti ricordare solo gli episodi positivi e dimenticarsi, o almeno sminuire, quelli negativi.
          Sa perchè succede questo? Perchè un’ideologia può ammettere di essersi sbagliata e riformarsi (come ad esempio l’assolutismo di destra e sinistra) ma una religione mai potrà farlo, altrimenti riconoscerà di essere un’ideologia al pari delle altre, quindi modificabile e cambiante, e non una verità assoluta precostituita e invariabile nei tempi, come appunto deve essere una religione. Le cose invece cambiamo… e l’unica soluzione è non farlo notare, per questo motivo la Chiesa si è comportata egregiamente e coraggiosamente sotto il fascismo e sotto il nazismo, così come lo fece nelle epoche monarchiche, nel medioevo, nell’Inquisizione e così via discorrendo. Questo non si cambia e solo un pazzo può credere di venire qui a proporre una ricostruzione dei fatti che non collima con la necessità che ogni istituzione espressione diretta di una volontà divina non può sbagliare. Per principio.

          • Eli Vance ha detto in risposta a No_name

            Sarei tentato di pensare che costui è Origins stesso che cerca in qualche modo di reagire. Ad ogni modo a cosa ha servito macchiare con il suo livore una discussione finora densa di riferimenti storici e nel complesso piacevole da seguire? E da quel che sento nemmeno l’anticlericalismo ammette di essere una ideologia o semmai di potersi sbagliare, per cui le sue accuse, comunque non argomentate, ritornano in fretta al mittente.

            • Marco S. ha detto in risposta a Eli Vance

              Mi unisco ai sospetti di Eli Vance.

              Non capisco perché “No Name” parli di “ricostruzioni imparziali della Storia” in presenza di qualche frase smozzicata attribuita al Card. Falhauber, su cui si e’ ricamato un pizzo di Fiandra, ed invece considera contro-argomenti ideologici gli interventi argomentati e dettagliati che ne sono seguiti.

              Ognuno si proietta i filmini che desidera vedere.

              • No_name ha detto in risposta a Marco S.

                Sospetti di questo genere gli ha solo chi pensa di esser vittima di chissà quale complotto. Ti faccio comunque notare che quanto ho letto di Origins va ben più in là di “qualche frase smozzicata del Card. Falhauber”, se avessi letto tutti i suoi interventi vedresti che c’è ben altro. Sui “i filmini che ognuno desidera vedere” ti ricordo che in questo la Chiesa è una grande specialista, infatti non cessa mai nell’impegno di riscrivere la storia cercando sempre di tirare l’acqua al proprio mulino e non svelando mai qualcosa che possa rivelarsi controproducente. Vuoi una prova? Trovami in tutto questo blog un articolo che rappresenti un mea culpa o che sia una riflessione critica su qualche errore commesso dalla Chiesa. Trovalo e poi ne riparliamo…

                • Mattia ha detto in risposta a No_name

                  Curiosita No-Name, qual’ è stata l’argomentazione di Origins che l’ha convita di dire il vero e di essere imparziale? La frase di Faulhaber che io e Marco S. abbiamo mostrato essere selettiva e parziale? O il Reichkonrdat violato dai nazisti e stipulato dalla Chiesa per difendersi?

          • Mattia ha detto in risposta a No_name

            “La Chiesa ci dà uno dei più chiari esempi di opportunismo, cioè della propria precisa volontà di adeguarsi alle circostanze mirando a trarne comunque profitto e della voluta disponibilità a compromessi per ottenere un tornaconto.
            Stare con il politico dominante del momento. Approfittare della situazione per perpetuare se stessi e i propri privilegi.
            La storia del cattolicesimo è sempre stata questa.”

            Non c’è che dire: un punto di vista veramente imparziale.

    • Katy ha detto in risposta a Origins

      E’ chiaro che Origins abbia spulciato qualche trattato anticattolico sul rapporto tra Chiesa e nazismo (Odifreddi ha scritto qualcosa, sicuramente Origins copia da lì).

      Peccato che della presunta Lettera sull’Osservatore Romano del 22-23 novembre 1895 non esista alcuna prova, nessuna fonte la riporta.

      Peccato che il Concordato sia stato firmato quando Hitler non era assolutamente nessuno ed era salito al governo da pochi mesi. Ma già la Chiesa sentiva l’odore della persecuzione e volle tutelarsi in anticipo (e fece benissimo!!). Dopo che il Concordato venne violato ripetutamente dai nazisti venne promulgata la Mit Brennender Sorge con la quale si condannò apertamente il regime tedesco (l’unica enciclica nella storia scritta in tedesco).

    • Marco Marinozzi ha detto in risposta a Origins

      Semplicemente nella sua squisita analisi di parte dimentica gli oltre 2579 preti cattolici gasati…insomma direi che chiesa cattolica e nazismo erano quasi amici….

  4. Marco Marinozzi ha detto

    Riguardo al Nazismo molto utile l’intervento di A. Einsten in tempi non sospetti (1940) aveva rilasciato un’intervista al Time

    “Solo la Chiesa sbarra pienamente il cammino alla campagna hitleriana per la soppressione della verità. Prima d’ora non ho avuto alcun interesse particolare per la Chiesa, ma ora sento un grande affetto e ammirazione per essa perché solo la Chiesa ha avuto il coraggio e la perseveranza di schierarsi dalla parte della verità intellettuale e della libertà morale. Sono pertanto costretto ad ammettere che quanto una volta disprezzavo, ora lo apprezzo senza riserve”

    • Origins ha detto in risposta a Marco Marinozzi

      Egr. Marinozzi, Hitler aveva come vice-cancelliere un cattolico (Franz von Papen) e praticamente dal primo giorno del regime Franz von Papen fece il propagandista per indurre le fazioni cattoliche a sostenere il nuovo Reich. In ogni parte del Reich si sentiva von Papen che esortava i fedeli a ubbidire ciecamente ad Adolf Hitler.

      All’inizio del 1933 l’ente di azione e pensiero cattolico in Germania, allora capeggiato da von Papen, fece il seguente annuncio ufficiale: “Noi cattolici tedeschi ci schiereremo, con tutta l’anima e con piena convinzione, dalla parte di Adolf Hitler e del suo Governo. Il suo amore per la patria, la sua energia e la sua saggezza politica ci stupiscono. . . . Il cattolicesimo tedesco . . . deve avere un ruolo attivo nell’edificare il Terzo Reich”.

      A questo riguardo una lettera pastorale pubblicata dai vescovi cattolici tedeschi nel settembre 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, è illuminante. Essa dice in parte: “In quest’ora decisiva incoraggiamo ed esortiamo i nostri soldati cattolici, in obbedienza al Führer, a compiere il loro dovere e ad essere pronti a sacrificare tutto di se stessi. Esortiamo i fedeli a unirsi in una ardente preghiera affinché la Provvidenza divina conduca questa guerra ad una fine benedetta”. (I nazisti e la Chiesa, di Guenter Lewy, ed. Il Saggiatore, p. 327)

      Come mai, signor Marinozzi, questo concordato, in cambio di certi privilegi concessi alla chiesa, dava a Hitler il diritto di veto sulla nomina dei vescovi tedeschi? Come si fa a dire che la Chiesa sbarrava pienamente il cammino alla campagna hitleriana quando il clero incoraggiava e benediceva le preghiere a favore del Reich?

      Una enciclopedia cattolica francese risponde schiettamente a queste domande: “Lo stesso papa Pio XI . . . riteneva assolutamente essenziale garantire protezione alla chiesa tedesca mediante un concordato, i cui negoziati si svolsero fra l’aprile e il luglio del 1933. Benché formalmente favorevole alla Chiesa Cattolica, questo concordato era in effetti un successo per Hitler, in quanto costituiva un riconoscimento del suo regime. Per di più, dato che Hitler lo violò regolarmente, il papa fu accusato di aver messo a tacere la coscienza dei cattolici e di aver legato le mani ai vescovi stipulando quell’accordo sconsiderato”. (Théo, Nouvelle Encyclopédie catholique, Parigi, 1989, pagina 480)

      La Chiesa ora vuole rifarsi il “trucco”. Vuole offrire di sé in immagine “ripulita” ma distorta e fuorviante e vuole “riscrivere” la storia!

      • Mattia ha detto in risposta a Origins

        Sinceramente non capisco come si fa a dire che siccome il cattolico Franz Von Papen ha aiutato Hitler allora l’intera Chiesa era collusa. La Chiesa è rappresentata dal papa e sia Achille Ratti che Eugenio Pacelli avevano del nazismo un opinione e un timore paragonabile a quello che provavano per il comunismo.

        Sui soldati rimando alla risposta di Katy e poi c’è una cosa non messa in evidenza. La “soluzione finale” non avvenne all’inizio della carriera politica di Hitler, ma iniziò dopo l’invasione dell’URSS e la gente non immaginava certo che i nazisti potessero arrivare a fare azioni criminali così inaudite altrimenti dubito che nel ’36 sarebbero andati a fare le olimpiadi a Berlino.

        Il Concordato venne stipulato da Pacelli, secondo le sue stesse parole, come se avesse “una pistola puntata sul capo” e nonostante quello che dica l’enciclopedia francese, il trattato fornì il pretesto giuridico alla Chiesa per protestare contro le violazioni naziste. Ecco cosa ne pensa lo storico Sergio Romano: “Non tutti gli storici sono concordi sull’utilità del concordato, ma credo che Hitler, in mancanza di uno strumento giuridico a cui la Chiesa avrebbe potuto appellarsi, avrebbe dato più libero sfogo ai suoi furori anticristiani”.

        Un grazie alla redazione per aver accolto la mia richiesta.

      • Marco Marinozzi ha detto in risposta a Origins

        Che qualche cattolico fosse rimasto irretito posso crederci ma Hitler come dire non la pensava proprio allo stesso modo

        http://www.uccronline.it/2012/02/20/hitler-odiava-la-chiesa-non-ha-che-un-desiderio-la-nostra-rovina/

        http://www.uccronline.it/2012/03/28/finita-la-guerra-hitler-avrebbe-distrutto-la-chiesa-cattolica/

        Gli oppositori all’interno della chiesa cattolica oltre ad essere molto più influenti erano anche enormemente più numerosi. Non si può dire lo stesso delle chiese protestanti che si allinearono subito con il nuovo regime, salvo qualche piccola opposizione.

      • Marco S. ha detto in risposta a Origins

        Un artificio retorico e’ quello di abbinare tra loro frasi sorte in contesti completamente diversi, cercando di far loro assumere un nuovo significato.

        Un altro artificio retorico e’ quello di non lasciar parlare le stesse parole e gli stessi fatti storici, pretendendo di parlare per loro.

        Esistono poi le cose non vere “tout court”, come la “leggenda metropolitana” che con il Reichskonkordat del 1933, il governo tedesco avrebbe avuto addirittura “il diritto di veto” sulla nomina dei vescovi.

        In effetti, con tale concordato, i vescovi tedeschi, all’atto dell’insediamento, erano tenuti ad un giuramento al governo tedesco, formulato in una forma terribile ed opprimente, con la seguente clausola: “Io giuro e prometto di onorare il governo costituzionale e di far sì che il mio clero lo onori” (terrificante, nevvero ?).

        Sembra pertanto impossibile che, dopo la firma del concordato, vari vescovi e cardinali tedeschi abbiamo scritto o pronunciato in pubblico le seguenti frasi:

        «Una nuova nefasta dottrina totalitaria che pone la razza al di sopra della moralità, pone il sangue al di sopra della legge […] ripudia la rivelazione, mira a distruggere le fondamenta del cristianesimo […]. È un inganno religioso. A volte accade che questo nuovo paganesimo si nasconda perfino sotto nomi cristiani […]. Questo attacco anticristiano che stiamo sperimentando ai nostri giorni supera, in quanto a violenza distruttrice, tutti gli altri di cui abbiamo conoscenza dai tempi più lontani» (Card.Von Galen – Lettera pastorale Pasqua 1934)

        “Vengono adesso uccisi, barbaramente uccisi, degli innocenti indifesi; anche persone di altra razza, di diversa provenienza vengono soppresse… Siamo di fronte a una follia omicida senza eguali… Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!” (Card. Von Galen – Omelia del 3 agosto 1941)

        “La legge non e’ una creazione dell’uomo e non puo’ essere soggetta all’arbitrio umano. .. nessuna legge puo’ essere rivendicata, applicata e assunta come un privilegio nazionale…I diritti fondamentali dell’uomo non possono mai essere relativi rispetto allo stato e non possono mai essere negati a coloro che non sono del nostro sangue e della nostra razza o che non parlano la nostra lingua” (Card. Von Preysing – Lettera pastorale del 13 dicembre 1942).

        Forse erano pazzi.
        Altro che “rifarsi il trucco”
        Erano pazzi da legare.

      • Danilo ha detto in risposta a Origins

        Gia solo la conclusione accusatoria abduce la retorica storicista.E vorra dire che ci rivolgeremmo a Sophia Loren per farci indicare un esperto di fiducia visto che ci sono persone come dice Bloch che nonostante tutto sono pessimi truccatori,non so ne avete per molto con le reductio ad hitlerum?

  5. Mattia ha detto

    Gentile redazione,
    ho visto che è stato cancellato un commento di Origins relativo a Marco Marinozzi. Comprendo che l’utente si sia andato a esternazioni anticattoliche inapropriatte e offensive, ma ritengo sia il caso non cancellare il commento perché altrimenti potrebbe anche pensare di averci messo in difficoltà e di averla avuta vinta. Vi chiedo perciò se è possibie di reinserirlo così da dimostrare che chi ci critica è quello che ha argomenti meno solidi. Non ho risposto prima perché il commento era rivolto a Marco e mi sembrava giusto lasciare a lui la replica, nel caso però risponderò io…

  6. Gabriele ha detto

    Il cardinaledi praga non era Walter Kasper che è una mummia ma non fino a questo punto, ma Karel Kaspar http://it.m.wikipedia.org/wiki/Karel_Boromejský_Kašpar

    • Mattia ha detto in risposta a Gabriele

      Nel libro della Fattorini c’è scritto: “Come scrisse il cardinale di Praga Kasper a Pacelli” p. 199 e all’indice dei nomi da Kasper, Walter. Deve essere stata un’altra svista della storica dopo quel “estremamente simpatico”. Errori veniali, ma la prossima volta controllerò meglio anch’io…

  7. Li ha detto

    Stiamo parlando dello stesso “psicologo?” Freud era iscritto alla Massoneria ebraica del B’nai B’rith. Personalmente credo poco al fatto che confidasse nella Chiesa. Come ebreo era esattamente come quelli odierni, così poco inclini al cristianesimo. Se poi ci buttiamo il fatto che ha messo la sessualità in ogni cosa…dai sogni alla crescita!

    Non conoscevo il vero nome di Pio XI. Di certo si è dato un gran da fare contro il nazismo, e come viene ripagato alle volte? Con accuse.

    • Mattia ha detto in risposta a Li

      Si, è proprio lo stesso psicologo. Seppur non amava la Chiesa, sapeva che tra questa e il nazismo la prima era una scelta molto più auspicale al punto da scrivere di sperare che “la Chiesa cattolica rimanesse molto forte e opponesse una solida resistenza”

      • Li ha detto in risposta a Mattia

        Però il signor Freud ha contribuito alla cosiddetta libertà sessuale del ’68.

        • Mattia ha detto in risposta a Li

          Non lo sto facendo a modello. Sto solo dicendo che anche lui aveva aveva sostenuto che la Chiesa aveva combattuto il nazismo…

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