Il libro del matematico Aczel: “La scienza non smentisce Dio”

Why science does not disprove godAmir D. Aczel è un noto matematico e divulgatore scientifico israeliano naturalizzato americano, docente in varie università, dalla dalla California all’Alaska, dalla Grecia all’Italia, prima di approdare come docente di Matematica alla Bentley University del Massachusetts, con un visiting scholar in Storia della Scienza presso l’Università di Harvard.

Il suo nuovo libro ha già fatto il giro del mondo perché tocca una corda che per molti intellettuali laici è decisamente tesa. Il titolo è chiaro: ““Why Science Does Not Disprove God, ovvero “Perché la scienza non smentisce Dio”. Una sfida diretta al principale cavallo di battaglia dei fondamentalisti atei -da Dawkins a Odifreddi, da Lawrence Krauss a Dennett-, contenuto in tutti i loro libri degli ultimi dieci anni.

Una recensione dell’“intelligente e stimolante” libro è stata pubblicata sul “Washington Post” in cui si spiega che è frequente la presa di mira degli autori ateo-scandalistici che abbiamo citato poco sopra, i quali «usano la scienza moderna per sostenere che Dio non è solo inutile, ma può difficilmente esistere. C’è un certo fervore religioso in tutti questi libri». Aczel «tenta di dimostrare che le analisi dei “nuovi atei” sono ben lungi dal confutare l’esistenza di Dio. Egli accusa queste persone di macchiare l’impresa scientifica piegandola alla loro scura missione. “Lo scopo di questo libro è quello di difendere l’integrità della scienza”, scrive nella sua introduzione».

La missione di Aczel, invece, è quella non solo di sfatare gli argomenti dei “nuovi atei”, ma anche di suggerire che i risultati della scienza in realtà indicano l’esistenza di Dio, anche attraverso diverse interviste a dozzine di eminenti scienziati, undici premi Nobel e teologi. Un capitolo riguarda la cosmologia, un altro l’archeologia, un altro la biologia e l’evoluzionismo e così via.

Insomma, una lettura che certamente Piergiorgio Odifreddi consiglia a tutti, anche perché in passato ha sempre valorizzato e recensito i libri del matematico Aczel, che stima molto riconoscendogli l’ottima competenza nel campo in cui lui, al contrario, non ha granché brillato. Non a caso, l’ex divulgatore torinese si è oggi ridotto all’attività di blogger, accusando Papa Francesco di essere miliardario perché possiede tutti i beni della Chiesa e invitandolo a tacere “per pudore e decenza”. Rispediamo il consiglio allo stesso Odifreddi il quale, come ha rivelato Francesco Agnoli, è solito chiedere -senza vergognarsi-, 2000€ più spese quando viene invitato come relatore a qualche serata a scopo culturale.

La redazione

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60 commenti a Il libro del matematico Aczel: “La scienza non smentisce Dio”

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  1. Max ha detto

    Chiunque abbia studiato un poco di Filosofia, oltre che di Matematica, Fisica o Chimica, sa bene che la Scienza di per se’ non prova ne’ disprova Dio, almeno come lo definisce la Teologia cattolica. Ma mi pare che in certi ambienti anglosassoni, dove si studia poca Filosofia, si cada sovente nel tranello di credere che cio’ sia possibile.
    Ben vengano dunque i lavori come quello di Amir Aczel.

  2. andrea g ha detto

    La scienza non fà altro (non può far altro) che indagare
    i rapporti tra cause seconde, cioè tra ciò che DIO ha creato.
    Non solo non smentisce DIO ma, constatando che nulla di ciò
    che indaga ha in sè la ragione di sè, proclama che tutto
    deriva da un Creatore Eterno ed Assoluto.

    • andrea g ha detto in risposta a andrea g

      Conclusione a cui, peraltro, giunge tranquillamente una
      qualsiasi vecchietta analfabeta, con la differenza
      -rispetto agli scienziati laicisti- che la vecchietta
      non si dà arie da sapiente.

    • Klaud ha detto in risposta a andrea g

      Se la scienza non può indagare altro che le cause seconde,
      le cause prime sarebbero forzatamente inconoscibili e allora chi le accerta?
      Su quali evidenze? Solo induzioni?
      Se il dio di cui parli esistesse, sei sicuro che sia proprio il dio ebraico?

      • LawFirstpope ha detto in risposta a Klaud

        Se la scienza non può indagare altro che le cause seconde,
        le cause prime sarebbero forzatamente inconoscibili e allora chi le accerta?

        Vi sono caratteristiche che la causa prima deve avere per esempio per non entrare in conflitto con la sua essenza: di questo si occupa la metafisica, che, lungi dall’essere una sofistica elucubrazione, si serve della logica per sviluppare il suo ragionamento (e si possono dire diverse cose interessanti sulla causa prima, benché sperimentalmente inconoscibile).

        Se il dio di cui parli esistesse, sei sicuro che sia proprio il dio ebraico?

        No: infatti è proprio qui che entra in gioco la Fede. 😉

        • Klaud ha detto in risposta a LawFirstpope

          Ma così non caviamo un ragno dal buco: caratteristiche non in conflitto con la sua essenza… metafisica… sperimentalmente inconoscibile… Se la ”cosa” è inconoscibile, chi ne può percepire le caratteristiche? Temo che mi risponderai «Con la fede». Anche il pastore errante dell’Asia Minore ha fede nell’esistenza di Ashshur, che esiste davvero perché lui ci crede.

          • andrea g ha detto in risposta a Klaud

            “DIO vuole che tutti si salvino e giungano a conoscere
            la Verità” (2Tm 2,4).
            “Questa è la Vita eterna: conoscere TE, Unico Vero DIO,
            e Colui che TU hai inviato nel mondo, Gesù Cristo” (Gv 17,3).
            “Se rimarrete nelle Mie Parole conoscerete la Verità,
            ed Essa vi renderà liberi” (Gv 8,32).

            Dovresti appprofondire le Scritture: scopriresti che Gesù
            Figlio di DIO si è incarnato proprio per farci conoscere
            il Padre.

          • LawFirstpope ha detto in risposta a Klaud

            Ti faccio un esempio: che caratteristiche ha un essere onnipotente? Può davvero tutto? Possiamo dire qualcosa, anche senza sperimentarlo?
            D’altronde sappiamo la validità di un sacco di altre cose senza misurarle: possiamo dire qualcosa alla luce del principio di non contraddizione?
            Ti consiglio di dare un’occhiata qui: in parte dovrebbe rispondere anche al problema della presunta equivalenza delle religioni; io aggiungo solo questo: la Fede è un’esperienza che si vive, non sono tutte uguali, qualcuna sicuramente corrisponde meglio alla sensibilità umana (al di là dell’aspetto coerenza logica, comunque importante per far ‘cadere’ qualche filosofia erronea).

          • LawFirstpope ha detto in risposta a Klaud

            C’è un mio commento in moderazione, spero che venga sbloccato presto. 😉

      • andrea g ha detto in risposta a Klaud

        “Se la scienza non può indagare altro che le cause seconde”:

        xchè usi il “se”? non sei forse convinto che gli scienziati
        non possano far altro che indagare ciò che già esiste, ossia
        ciò che (già) DIO ha creato?

        • Klaud ha detto in risposta a andrea g

          Se le cause prime non sono trascendenti, verranno scoperte dalla scienza.

          («Se la scienza ecc.» è una ripresa del tuo post, quindi solo senso sintattico)

          • andrea g ha detto in risposta a Klaud

            Più che di “scienza” parliamo di “scienziati”,
            ossia creature come tutte le altre, esse stesse
            dunque prive in sè stesse della loro ragion d’essere.
            Nessuno scienziato -proprio xchè creato da-, da un
            Altro- può scoprire il mistero di sè stesso: x es.,
            non può dire che cosa sia il proprio io.

      • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

        Dio ebraico?
        Forse intendevi il modo ebraico di concepire Dio: la più alta espressione che la mente umana abbia raggiunto indagando sulla creatura per “comprendere” il Creatore.

      • Enrico ha detto in risposta a Klaud

        Si è rivelato a noi, perché non dovrei credervi?
        Si è fatto uomo, incarnandosi nel ventre di una vergine, compì vari segni e prodigi, morì e poi risorse… quale altro idolo, che come dice un salmo “ha orecchi e non sente, ha occhi e non vede ecc…”, è degno di essere la causa e il fine di tutto?

  3. Nullapercaso ha detto

    Se dio esiste e la scienza lo dimostra, la fede. A. Che serve? È più importante che dio esista e dimostrarlo oppure avere fede e crederci?

    • Panthom ha detto in risposta a Nullapercaso

      Un commento troppo banale per i miei gusti. Ma chi ha mai detto che la scienza dimostra Dio????? La scienza non dimostra nulla, semmai suggerisce, è un aiuto alla fede. Come da sempre la Chiesa ha detto.

      Ma perché non sapete mai nulla di quello che commentate!!!!???????!!!! CAPRE!!!!!!

      • Gaberiano ha detto in risposta a Panthom

        Ha ragione Sgarbi.Senza offesa Phantom

        @ Nulla per Caso_ la scienza non dimostra Dio?Quindi Dio non è materia o la scienza lo dimostrerebbe in quanto contingente,ma la scienza non potrà mai dimostrarlo e il panteismo dunque è impossibile da dimostrare.

    • LawFirstpope ha detto in risposta a Nullapercaso

      Più che la scienza è la ragione che, con logica, può arrivare a Dio.
      Ma una volta constatato questo la ragione (intesa come razionalità) si ferma: per conoscere Dio e farne esperienza concreta nella propria vita è necessaria la Fede.

      Si può dire “Dio esiste” e fermarsi semplicemente al livello teistico, senza credere agli insegnenti di Cristo: eppure stenterei a chiamare quella ‘Fede’.

    • andrea g ha detto in risposta a Nullapercaso

      Hai mai sentito parlare di ‘fede-speranza-Carità’?

  4. Giuseppe ha detto

    Guardi, Kaku, che tra l’altro ha scritto un bel libro di teoria quantistica dei campi, non ha mai detto sciocchezze del genere.

    • lorenzo ha detto in risposta a Giuseppe

      Katu ha detto: “And what is the key to that one inch equation? Super symmetry, a symmetry that comes out of physics, not mathematics, and has shocked the world of mathematics. But you see, all this is pure mathematics and so the final resolution could be that God is a mathematician. And when you read the mind of God, we actually have a candidate for the mind of God. The mind of God we believe is cosmic music, the music of strings resonating through 11 dimensional hyperspace. That is the mind of God.”
      Pur non concordando con l’affermazione che “Dio è un matematico” (sarebbe un limitare Dio), cosa afferma Katu di diverso rispetto alla “Genesi”?

      • JdM ha detto in risposta a lorenzo

        cosa afferma Katu di diverso rispetto alla “Genesi”?

        Probabilmente questo:

        Buddhists believe in a timeless universe, a Nirvana with no beginning or end. But Judeo-Christian thinking is based on Genesis, a single moment of Creation. But either the universe had a beginning, or it didn’t. There is no middle ground. Until now. In this new theory, universes are constantly being born in an ocean of 11 dimensional hyperspace or Nirvana, like bubbles floating in the air. Hence, we have a beautiful melding of these two theories. (dall’abstract di “Reading the Mind of God”)

        Non mi sembra una differenza di poco conto.

        • Agostino C. ha detto in risposta a JdM

          Ma sempre la visione Buddhista e il Nirvana c’è di mezzo in queste ipotesi moderne??!
          E’ una mania!!
          Che poi come ha detto Meister in un altro articolo rispondendo ad una mia domanda il Nirvana è “Estinzione” (trad,significa proprio “Estinzione”) di un soggetto, ergo un Ni-Ente.
          Come farebbe ad essere un “oceano ad 11 dimensioni spazio-temporali”???!

        • lorenzo ha detto in risposta a JdM

          Forse ti sfugge l’affermazione che: “But either the universe had a beginning, or it didn’t”.
          Non è forse vero che: “had a beginning(hanno avuto un inizio)” è proprio ciò che afferma la Genesi?

          • JdM ha detto in risposta a lorenzo

            Ehm, ma hai letto (e capito) come continua?

            But either the universe had a beginning, or it didn’t. There is no middle ground. Until now.

            eccetera eccetera…

            • lorenzo ha detto in risposta a JdM

              Posto che: either (ENTRAMBI) the universe had a beginning, or it didn’t (o non esistono), io arrivo a concludere che le parole di Katu stanno a significare che il Nirvana, ovvero un universo che continuamente rinasce in un oceano di 11 dimensioni iperspaziali, ha avuto origine. Q.E.D.

              • JdM ha detto in risposta a lorenzo

                A parte che si chiama Kaku e non Katu, la traduzione sarebbe “o l’universo ha avuto un inizio, oppure no. Non c’è una via di mezzo. Sino ad oggi”.
                Ora, quello che Kaku sostiene è che esista questa specie di iperspazio-11-dimensionale/Nirvana che è la causa di tutti gli universi che in esso nascono (e muoiono), compreso il nostro. E vorrei porre l’attenzione sul fatto che questo “Nirvana” è eterno (tanto che la prima frase del paragrafo che ho riportato dice “I buddhisti credono in un universo eterno, un Nirvana senza inizio o fine”), ed è pure -ovviamente- qualcosa di fisico, nonostante Kaku lo chiami (in maniera fuorviante) la “Mente di Dio”.

                La dottrina di Genesi però insegna (immagino tu lo sappia) in maniera chiara ed inequivocabile che Dio ha creato OGNI COSA (tutta la realtà, e quindi ci deve rientrare pure questo “Nirvana”) Ex Nihilo – senza causa materiale, ma soprattutto (per quello che ora ci interessa) In Tempore – la cosiddetta “creatio originans”.

                Quindi, detto questo, secondo te è ancora possibile una riconciliazione tra la teoria di Kaku e Genesi?

                • Max ha detto in risposta a JdM

                  Se non sbaglio Tommaso D’Acquino riteneva che le sue vie sarebbero state valide anche se l’Universo fosse stato “eterno”. Ma forse qui ci vuole il buon Francesco Santoni.

                  • JdM ha detto in risposta a Max

                    Max, da un punto di vista filosofico è senz’altro così, infatti Tommaso non ha bisogno di ricorrere all'”inizio temporale” del Mondo (che nemmeno riteneva essere filosoficamente provabile) per dimostrare l’esistenza di Dio, ma qui il problema è un altro ed è che per ebrei e cristiani la Creazione ha avuto un inizio, non è eterna. E questo lo si evince proprio da Genesi.

                    Certo, per chi è “semplicemente teista” l’eternità dell’Universo non rappresenta un problema.

                    @Lorenzo

                    Mi dispiace, ma Kaku è chiaro: il suo iperspazio è ETERNO (c’è scritto chiaro e tondo, basta leggere), non c’è molto da discutere o da interpretare, lo dice chiaramente nell’abstract: la sua teoria dovrebbe riconciliare queste due visioni (“Hence, we have a beautiful melding of these two theories”): ci sono “universi” che hanno un inizio ed una fine ALL’INTERNO (diciamo così) di un iperspazio a 11 dimensioni che non ha nè inizio nè fine. Più di così non so come dirlo.

                    Spero non si voglia mettere in dubbio pure il fatto che Genesi insegni che il Mondo abbia un inizio assoluto, perchè altrimenti ogni altro discorso è vano.

                    • LawFirstpope ha detto in risposta a JdM

                      @JdM,
                      Visto che nessuno di quelli a cui l’ho chiesto finora ha risposto, che ne pensi tu di un possibile – come mi verrebbe da pensare, magari sbagliando 😉 – crollo dell’ipotesi “Universo FINITO ed ETERNO” come conseguenza del II principio della termodinamica?
                      È un argomento destruens valido?

                    • JdM ha detto in risposta a LawFirstpope

                      Law, potrei dire delle fesserie, ma credo che il punto sia questo: le leggi della termodinamica valgono (potenzialmente) ovunque? Io questo non lo so, ma so come stanno le cose nel “nostro” Universo. Ammettiamo però che l’iperspazio di Kaku esista, lì valgono? Si, no, perchè? Perchè se non valgono, l’argomento non funziona. Se invece tali leggi valgono in assoluto, allora ok. Certo che per come la mette Kaku, la questione della termodinamica non sembrerebbe un problema, ma qui le domande vanno fatte a chi della questione ci capisce.

                      Certo, credo che alla fine il problema rimanga: come facciamo ad osservare ed avere conferma di ciò che è al di fuori del nostro Universo? Non è una domanda retorica eh, magari un giorno qualcuno troverà il modo (o magari no), ma fino a quel momento…

                      @Lorenzo

                      Io penso che a Kaku non interessi minimamente la Verità di fede affermnata da Genesi, è diverso. Infatti mica vuole dare supporto ad essa con la sua teoria eh.

                      Però lascia che ti faccia pure io una domanda: se fosse come invece dici tu, e cioè che anche quella sottospecie di “Nirvana” ha avuto un inizio (quindi non è eterno) ciò significherebbe che in ultima analisi TUTTO ha avuto un inizio, ma allora -stando così le cose- la teoria di Kaku cosa dovrebbe conciliare?

                    • lorenzo ha detto in risposta a JdM

                      Concilierebbe (come teoria) il ciclo delle perpetue rinascite con la creazione di tutto.

                    • JdM ha detto in risposta a lorenzo

                      Il fatto, Lorenzo, è che se anche ponessimo questo iperspazio come potenzialmente infinito (nel senso che ha avuto un inizio ma non una fine) ci si scontrerebbe in ogni caso con il “problema” che Kaku vorrebbe risolvere, quello dell’ inizio assoluto appunto. Sarebbe punto e a capo, non avrebbe risolto nè conciliato nulla.

                      Da quell’abstract che ho copiaincollato è evidente quello che Kaku dice:

                      Da una parte c’è chi afferma che l’Universo ha avuto inizio, dall’altra chi afferma che è eterno. La mia soluzione? L’unione di queste 2 teorie: l’iperspazio a 11 dimensioni è eterno, non ha mai avuto inizio nè mai avrà una fine, gli universi che esso è in grado di generare invece sono “finiti” (il nostro compreso), infatti nascono e muoiono all’interno di questo eterno “Nirvana”.

                      Ed ecco salvati capra e cavoli, perchè in un certo senso, a suo dire, avrebbero ragione entrambe le fazioni, anche se in realtà la sua teoria è sbilanciata a favore di chi sostiene l’eternità della realtà fisica nel suo totale (cosa incompatibile con Genesi, che poi è questo il punto focale discussione).

                      Bene, non ho altro da aggiungere in merito. Comunque, siccome alla fin fine potrei anche sbagliarmi, se qualcuno avesse voglia di farmi notare l’eventuale errore gliene sarei grato.

                    • lorenzo ha detto in risposta a JdM

                      Non dubitando che la tua conoscenza delle teorie di Kaku sia di gran lunga superiore alla mia, non mi rimane altro da fare che ringraziarti per i chiarimenti.

                    • LawFirstpope ha detto in risposta a JdM

                      Vabbé ma trovo che a questi livelli si possa ritenere verosimile tutto: anche un universo esterno 5D dove gli unicorni ragionano pur infrangendo il principio di non contraddizione! 😀
                      Con buona pace del – tanto chiamato in causa a sproposito in passato per troncare la discussione sulla plausibilità dell’ipotesi di Dio – rasoio di Occam! 😀

                    • JdM ha detto in risposta a LawFirstpope

                      Law, quello che andrebbe capito è se esista (o sia almeno concepibile) una fisica in grado di descrivere un Universo -o quello che è- che funzioni “in barba” alle leggi della termodinamica. Se è almeno concepibile, allora le cose non sono così assurde come le dipingi tu. Se non lo è, immagino lo siano. Ripeto che queste cose bisogna chiederle a chi ci capisce (parecchio) di fisica.

                      L’unica cosa che mi verrebbe da dire, basandomi solo sul buon senso, è che se uno come Kaku (che di certo non è l’ultimo arrivato) propone una teoria in cui esiste un iperspazio eterno, PROBABILMENTE una fisica atta a descriverlo esiste.
                      Più di questo non saprei che pensare…

                    • LawFirstpope ha detto in risposta a JdM

                      Okok, mie battute a parte, spero qualcuno possa intervenire allora! 🙂

                    • LawFirstpope ha detto in risposta a JdM

                      PS: colgo l’occasione per postare, in proposito, un interessante articolo del prof. Masiero.

                      In effetti pare davvero arduo pensare a una fisica ‘parallela’ dove sia permesso il moto perpetuo (o se si preferisce dove un oggetto può restituire più energia di quella immessa)… 🙁

                    • LawFirstpope ha detto in risposta a LawFirstpope

                      * oggetto POSSA restituire…

                    • JdM ha detto in risposta a LawFirstpope

                      Si però mi sa tanto che per Kaku quell’iperspazio-a-11-dimensioni/Nirvana/Mente-di-Dio/madre-di-tutti-gli-universi non è un sistema chiuso eh…

                    • LawFirstpope ha detto in risposta a JdM

                      Sicuramente Kaku – della cui teoria non conosco i dettagli, non so neanche se un sistema che racchiuda “tutto” possa comunque essere aperto, date delle giuste premesse – ne sa più di me sull’argomento, io stavo solo postulando che si potesse trattare di metafisica, alla pari di chi usa il multiverso per spiegare il fine tuning.

                    • JdM ha detto in risposta a LawFirstpope

                      Vabbeh, ma al di là di tutto a me piacerebbe capire che fine fa l’amato verificazionismo in questi casi…

                    • LawFirstpope ha detto in risposta a JdM

                      Ho trovato qualcosa qui.
                      Kaku sembrerebbe sviluppare il suo ragionamento dando per scontato l’esistenza del multiverso, l’articolo non sembra parlare di prove sperimentali.

                    • JdM ha detto in risposta a LawFirstpope

                      Giusto per rimarcare che quello che dice Kaku è totalmente incompatibile non solo con Genesi, ma con i 3 grandi monoteismi in generale:

                      When I say “God,” I’m talking about the God of Spinoza, not necessarily the personal God that answers prayers and feeds the sick.

                      Il dio di Spinoza, e quindi impersonale, che però ha una “mente”, al che andrebbe capito cosa dobbiamo intendere per “mente”… Insomma, a me pare che Kaku ci si metta d’impegno per intorbidire le acque.

                      Per quanto riguarda il discorso sulla testabilità/falsificabilità del Multiverso, consiglio questo paper di Ellis (punto 6) che ritengo avere i piedi sufficientemente piantati per terra e da cui cito un piccolo passo:

                      “We are working in a context where large improbabilities are the order of the day. Indeed that is why multiverse concepts were introduced in the first place – to try to introduce some form of scientific explanation into a context where the probabilities of existence of specific universe models preferred by observation are known to be very small”

                      Comunque, non che io ritenga sbagliati per sè gli studi inerenti il multiverso, anzi. Andrebbero tuttavia messi i giusti paletti, questo sì.

                    • LawFirstpope ha detto in risposta a JdM

                      Grazie per i preziosi contributi, JdM.
                      Ultima delucidazione: finché non viene provato (in qualsivoglia modo) il multiverso (o sistemi come quelli esposti da Kaku) esso non rimane confinato nella metafisica deteriore?

                    • JdM ha detto in risposta a LawFirstpope

                      Sinceramente lo vedo molto meglio come un racconto non troppo dissimile dalla cosmogonia vichinga con i suoi nove Mondi.

                      Poi magari un giorno si scoprirà che “avevano ragione i vichinghi”, ma fino ad allora -almeno per me- un racconto rimane.

                    • lorenzo ha detto in risposta a JdM

                      Se fosse come dici tu, vorrebbe dire che Kaku non conosce esattamente cosa afferma la Genesi: come può allora “fondere” teorie che nemmeno conosce?

                • lorenzo ha detto in risposta a JdM

                  Kaku (grazie per la correzione) afferma che nella sua teoria può coesistere un universo che all’infinito si rigenera con un universo che ha un inizio.
                  Tu interpreti la cosa, se non sbaglio, come un universo eterno (il nirvana) nel quale dio sarebbe, al massimo, la mente ordinatrice.

                  Io interpreto la sua teoria come un universo che continuamente si rigenera ma che ha avuto inizio dalla “Mente di Dio”.

                  Il concetto di un universo sempiterno ordinato da dio è già espresso nell’Enuma Elish; il concetto di un universo, nono o multidimensionale che sia, creato dal nulla è nella Genesi: vedi
                  http://www.uccronline.it/2012/08/26/originalita-e-differenze-della-bibbia-rispetto-ai-testi-mesopotamici/

                  Infine, tanto per chiarire, quella di Kaku è una teoria e, come tale, io la tratto: una ipotesi sulla quale e lecito dibattere pro o contro, almeno fino a quando non viene comprovata o smentita da fatti scientificamente accertati.

  5. Giuseppe ha detto

    Gli atei che usano la scienza per smentire Dio sono dei fondamentalisti, coloro che la invocano per giustificarne invece l’esistenza usano la retta ragione. C’è qualcosa che mi sfugge…

    • Azaria ha detto in risposta a Giuseppe

      La differenza sta nel fatto che i fondamentalisti (atei o no) cercano di guidare la scienza “inquinandola” nel tentativo di dimostrare l’inesistenza di Dio (qualche volta anche l’esistenza, ma casi molto più sporadici).
      Di contro una corretta osservazione della natura (e quindi la base della scienza) ci può indicare che Dio esista o non esista.
      La differenza con gli atei citati nell’articolo è che hanno scritto libri per dimostrare la non esistenza di Dio come dato certo assunto dalla scienza mentre il libro citato indica che Dio esiste, quindi fa notare che la scienza porta a credere come possibilità più probabile l’esistenza di un Creatore (non per forza quello cattolico).

    • andrea g ha detto in risposta a Giuseppe

      Come si fà (si farebbe) ad usare la scienza x negare DIO?
      Uno scienziato è uno che neppure sà definire cosa sia il
      proprio io, e dovrebbe essere in grado di “spiegare”
      l’universo?

  6. lorenzo ha detto

    Presupposto base per poter studiare l’universo è che le leggi che lo regolano siano coeve all’universo stesso.
    Come può una legge essere frutto del caso?

  7. Max ha detto

    Ma forse paragonare il Nirvana al Multiverso mi pare una forzatura…

  8. Max ha detto

    Inoltre credo anche che il tempo, secondo i teologi cattolici, sia stato “creato” insieme alla creazione; e’ esso stesso una creazione. La famosa risposta che da’ Sant’Agostino al suo studente che gli chiedeva cosa facesse Dio prima di creare il Mondo…

    Non vorrei sbagliarmi, ma Borde, Guth e Vilenkin hanno dimostrato che non si puo’ andare indietro all’infinito con le creazioni di Universi; ci deve essere un inizio per tutto: http://www.uccronline.it/2011/10/08/il-grande-disegno-di-hawking-quando-il-cosmologo-perde-il-contatto-con-il-mondo/

    Se anche non fosse cosi’, alla fine uno potrebbe dire che la Genesi non e’ letterale, ecc.

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