Richard Dawkins: «Pascal ha ragione, vale la pena credere in Dio»

Finalmente torna alla ribalta il vecchio leader “new atheist”, Richard Dawkins, grazie ad un’intervista per nientepopodimeno che “Playboy”, la nota rivista erotica per uomini…evidentemente il suo declino ha ormai superato il punto di non ritorno. Viene presentato come «il santo patrono dei non credenti» ma le affermazioni che si leggono sono davvero interessanti: le prime in netta controtendenza a quelle promosse durante la carriera da zoologo anti-teista, mentre le seconde riassumono i suoi cavalli di battaglia e dunque quelli dell’ateismo fondamentalista di oggi.

Durante la prima parte, Dawkins ha finalmente preso le distanze dalla sciocca provocazione della teiera di Bertrand Russell, riconoscendo che: «Penso che un dio particolare come Zeus o Geova sia improbabile quanto la fatina dei denti, ma l’idea di un qualche tipo di intelligenza creativa non è del tutto così ridicola». Ha deciso piuttosto di valorizzare la nota scommessa di Blaise Pascal, che sottolinea la convenienza del credere poiché se Dio esiste, allora si vince la vita eterna, mentre se si crede e poi Dio non esiste, allora si è comunque vissuta una vita più lieta rispetto a quella che ha come prospettiva il definitivo annichilimento, come hanno dimostrato gli studi che mettono in relazione il benessere psicofisico e la propria posizione esistenziale. Chi non crede perde sempre, in poche parole. Dawkins ha sorprendentemente ammesso: «Il costo del fallimento è molto elevato […]. Le probabilità sono estremamente basse, ma comunque ne vale la pena, perché la ricompensa è estremamente elevata». E’ un’ammissione davvero inedita per Dawkins! Ricordiamo che poco tempo fa ha voluto sottolineare di non essere ateo ma agnostico.

Dopo questa illuminante apertura, una banalità: «Ma si può anche sprecare la tua vita. Si va in chiesa ogni Domenica, si fa penitenza. Hai una vita orribile, e poi muori e basta». Ragionamento questa volta superficiale perché, oltre ad essere in contraddizione con il responso degli studi sul benessere delle persone religiose, non esiste alcuna correlazione tra l’andare in Chiesa e il vivere come conseguenza “una vita orribile”. Si tratta sempre di una libera scelta dell’individuo che agisce in tale modo proprio perché evidentemente scopre una convenienza umana per la sua vita…altro che “vita orribile”.

 

Terminata questa prima fase, Dawkins è tornato al bullismo laicista, snocciolando i suoi cavalli di battaglia e qualche curiosa affermazione:
1) “I CREDENTI SONO STUPIDI”: ha rivelato di non avere «amici tra i credenti, non perché io li voglia evitare ma perché tendo a partecipare a cerchi di persone istruite e intelligenti, e non ci sono persone religiose tra loro, che io sappia». Esse dunque non sarebbero istruite e intelligenti per lui, peccato che ancora una volta l’esperienza sensibile e gli studi socio-scientifici sembrano dire proprio l’opposto. Non ci piace farlo, ma per pareggiare le citazioni è utile segnalare l’opinione del biochimico ebreo e premio Nobel Christian Boehmer Anfinsen , secondo cui «solo un idiota può essere ateo. Dobbiamo ammettere che esiste un potere incomprensibile o una forza illimitata con lungimiranza e conoscenza, la quale ha dato vita all’intero universo in un primo luogo» (citato in H. Margenau & R. Varghese, in “Cosmos, Bios, Theos“ Open Court Publishing Company 1997, pag. 139).

2) “ALBERT EINSTEIN ERA ATEO”: Dawkins ha anche affermato che Albert Einstein «usava dio in un modo poetico, in senso metaforico». In realtà, se il celebre fisico respingeva l’idea di un “Dio personale”, ovvero rivelato, attribuiva invece a Dio -inteso in senso deistico– proprietà di libertà, scelta e creazione, per nulla metaforiche. Ad esempio: «Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista», «la fisica deve addirittura perseguitare finalità teologiche […] con l’intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sè altre scelte quando creò il mondo», «voglio sapere come Dio creò questo mondo. Voglio conoscere i suoi pensieri; in quanto al resto, sono solo dettagli», «ciò che veramente mi interessa è se Dio avesse potuto fare il mondo in una maniera differente, cioè se la necessità di semplicità logica lasci qualche libertà» (qui le fonti di ciascuna citazione).

3) “ANTONY FLEW NON SI E’ CONVERTITO”: il “santo patrono degli atei” è tornato sulla questione bruciante della conversione nel 2004 del filosofo Antony Flew, l’ateo più famoso degli ultimi anni e suo padrino. Essa, sarebbe stata falsa o comunque dettata dalla vecchiaia. Tuttavia, proprio Flew ha deciso di pubblicare un libro in cui esporre i suoi argomenti, allontanando i sospetti di una finta conversione, e ha risposto in modo lucido, seppur provato fisicamente, alle domande in questo video.

4) “GESU’ NON E’ MAI ESISTITO”: le prove dell’esistenza storica di Gesù sarebbero per lui “traballanti”, quando in realtà nessuno storico di una certa autorità lo mette più in dubbio, avendo oggi a disposizione più prove su di Lui che per moltissimi altri personaggi, per i quali nessuno ritiene sensato dubitarne l’esistenza. Esse sono di origine non cristiana che di origine cristiana, come i Vangeli, questi ultimi datati tutti con certezza entro 60 anni dalla Sua morte. Dawkins ha riconosciuto comunque che «chi ha scritto i suoi versi era in anticipo in termini di filosofia morale rispetto al suo tempo».

5) “I PADRI FONDATORI D’AMERICA NON ERANO CRISTIANI”: secondo Dawkins chi fondò gli Stati Uniti non era cristiano, ma «erano deisti e non volevano fondare gli Stati Uniti come una nazione cristiana». Basta andare semplicemente a leggere queste percentuali e queste citazioni (anche qui), per capire che le cose sono ovviamente all’opposto.

6) “HITLER ERA CATTOLICO”: ennesimo salto di argomento, si passa a tirare per la giacca anche Hitler, il quale «non era ateo ma era un cattolico romano». Ancora una volta, tuttavia, la storia insegna che egli non differiva di molto dai pensieri di Dawkins su questo argomento, dato che voleva eliminare il cattolicesimo, eliminare le chiese cattoliche dopo la fine della guerra, colpevolizzare gli ebrei anche della creazione del cristianesimo e promuovere l’odio anticlericale, come dimostrano gli appunti presi durante le sue “Conversazioni a tavola”.

7) “GIUSTA L’IRRIVERENZA VERSO I CREDENTI”: Dawkins si è rallegrato del bullismo ateo sul web (pagine con bestemmie su Facebook, bufale anticlericali sui social network, siti web che inneggiano all’odio verso la religione ecc..), ovvero di «un’ondata di buon senso, razionalità, e irriverenza» contro la religione, come d’altraparte aveva chiesto lui stesso pochi mesi fa: «dobbiamo ridicolizzare pubblicamente chi crede in Dio»

8) “LA VITA CON I SERVI E’ PRIVILEGIATA”: ha ricordato che da piccolo «sono stato mandato ad alcune delle migliori scuole, e come la maggior parte delle scuole di questo tipo in Inghilterra in quel momento, erano le scuole anglicane». Ha poi affermato di essere nato in Africa, dove ha vissuto «una vita privilegiata, con i servi». In questo si è dimostrato per la prima volta davvero in linea con il celebre naturalista Charles Darwin, il quale credeva nell’esistenza di uomini di livello inferiore, deleteri per il genere umano, ai quali dovrebbe essere impedito di riprodursi.

9) “IL PAPA E’ NAZISTA, CONTRO DI LUI USO LA RETORICA”: Dawkins ha spiegato che quando nel 2010 ha protestato a Londra per la visita di stato di Benedetto XVI, definendolo un «nemico dei bambini, dei gay, delle donne, della verità, dei poveri, della scienza e dell’umanità» e chiedendone l’arresto, lo ha fatto perché «era un discorso ad un raduno, quindi ho dovuto usare la retorica». Lo ha comunque accusato di «essere stato un membro della Gioventù hitleriana quando era molto giovane», per questo «se fossi in lui terrei la testa bassa». Peccato che, come ha più volte informato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, «il Papa non è mai, mai stato nella Hitlerjugend (la Gioventù hitleriana). A quel tempo era un seminarista che studiava teologia e, all’età di 16 anni, è stato coscritto nei corpi ausiliari della contraerea, come tutte le persone della sua età. Nulla a che vedere con la Hitlerjugend e l’ideologia nazista».

10) “MEGLIO ABUSARE UN BAMBINO CHE CRESCERLO CATTOLICO”: Dawkins a Dublino aveva sostenuto che l’abuso sessuale verso un bambino è meno dannoso che educarlo come cattolico. Nell’intervista ha cercato di smorzare le polemiche ancora in corso precisando che «stava parlando di carezze intime, che sono già abbastanza gravi, ma allevare un bambino a credere nel fuoco dell’inferno è peggio».

11) “ABORTO GIUSTO PERCHE’ EMBRIONE NON PROVA DOLORE”: in tema di aborto, al contrario del suo amico Hitchens, ha sostenuto che «si dovrebbe avere un po’ meno scrupoli ad uccidere una creatura umana, rispetto all’uccidere un lombrico, perché un lombrico ha un sistema nervoso e molto probabilmente può soffrire. Quindi contestare l’aborto di embrioni umani molto giovani è una sciocchezza assoluta. Opporsi all’uccisione degli embrioni anziani non è invece una sciocchezza assoluta, ma non c’è ragione di supporre che la loro capacità di soffrire sia superiore a quella di un maiale adulto o di mucca». L’argomento non ha fondamento perché l’assenza di sensibilità al dolore non giustifica l’immoralità della soppressione della vita umana indesiderata, la pensa certamente così questo bambino e chi è affetto da CIPA (patologia che rende insensibili al dolore). Oltretutto, se questa è la posizione di Dawkins sull’aborto, non si capisce perché egli sia favorevole all’interruzione di gravidanza oltre il quarto/quinto mese, quando cioè è dimostrata nel feto umano la presenza di un sistema nervoso tale avere sensibilità al dolore. Interessante infine la sua posizione decisamente offensiva per gli animalisti, che però -ne siamo certi- non organizzeranno nessuna protesta questa volta.

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

67 commenti a Richard Dawkins: «Pascal ha ragione, vale la pena credere in Dio»