Il delirio di Piergiorgio Odifreddi: «i medici cattolici sono malati di mente»

Piergiorgio Odifreddi ne ha combinata un’altra delle sue. Lasciarlo libero di scrivere ogni cosa che gli passa dalla testa è uno degli errori più grandi compiuti dal laicismo, sopratutto se vuole davvero diventare una forma di “cultura” antagonista.

Lo avevamo lasciato mentre difendeva i Black Bloc che hanno devastato Roma poche settimane fa, mentre poco prima i suoi cavalli di battaglia venivano completamente smentiti dal cosmologo John Barrow in un’intervista condotta proprio da lui. A settembre ha invece dimostrato di non avere mai avuto a che fare con la fisica, dato che ha sostenuto che «la relatività di Einstein non prevede affatto che la velocità della luce non possa essere superata!» Su questo blog un approfondimento interessante. Quest’estate invece abbiamo avuto l’onore di incastrarlo allegramente facendo una recensione di un suo libro in cui il “matematico incontinente” insulta il 90% degli intellettuali italiani. Lui ha reagito prima incolpando l’editore e il co-autore del libro, poi negando la paternità di quanto scritto e infine cercando di cancellare malamente il titolo del libro dal suo sito web, dove lo stava promuovendo.

Venendo all’ultima odifreddura combinata in ordine cronologico, dobbiamo spostarci sull’assurdo blog che Repubblica gli ha dato tra le mani, dal titolo assolutamente appropriato: “Il non senso della vita di Piergiorgio Odifreddi”. Il 30 novembre 2011 scrive una cosa che non può davvero essere lasciata inosservata: «Io invece mi preoccupo se un medico è cattolico. Perché uno che creda che si possono sanare i ciechi sputando per terra e impastando loro gli occhi con il fango, o che si può rimanere incinte per fecondazione angelica, e più in generale che il corso delle cose viene a volte mutato da interventi soprannaturali, mi da molto poco affidamento». Superando gli errori da quinta elementare (“possono” al posto di “possano”), Pierpippo continua: «Che poi si riesca a usare la ragione i giorni settimanali, e credere a quelle cose la domenica, mi preoccupa ancora di più, dal punto di vista della sanità (mentale). Questo non significa che non credo non possa avere altri problemi, ma chi crede certamente ha quelli» Conclude poi con il solito argomento degli “scienziati atei”: «Infatti, il 94 per cento degli scienziati mondiali non crede, e del rimanente 6 per cento, la quasi totalità è ebrea o protestante, non cattolica: qualcosa vorrà pur dire».

Odifreddi dunque non solo considera i medici cattolici dei “malati di mente”, ma lo sarebbero anche tutti coloro che credono in Dio, in particolare cristiani e cattolici. Sarebbe interessante che i medici credenti ne prendesse atto e si rifiutasse di curarlo. Il “nostro” sarebbe così costretto a rifugiarsi da Veronesi, che però sta peggio di lui, o dal radicale Silvio Viale, che probabilmente lo farebbe direttamente fuori solo per qualche linea di febbre, appassionato com’è di eutanasia. Resta comunque la gravissima discriminazione. Andando a smentire gli argomenti di Odifreddi, riprendiamo statistiche ben più aggiornate di quelle citate da lui che risalgono agli anni ’80 e ’90. Nel settembre 2011 sul “Journal for the Scientific Study of Religion” sono apparsi i risultati di uno studio sociologico tra scienziati e ricercatori d’elitè, nel quale si apprende che la maggioranza di essi (il 70%) vede il rapporto tra “fede e scienza” come non conflittuale, ma anzi «la religione e la scienza sono due valide strade della conoscenza». Nel giugno 2010 invece, è stato dimostrato da un’altra ricerca pubblicata dalla Oxford University Press, che tra gli scienziati d’elite, «il 50% è religioso e la maggioranza dei restanti sono “imprenditori spirituale”, cioè lavorano per diminuire le tensioni tra scienza e fede». Molto più attinente alla tematica uno terzo studio , secondo cui la maggior parte dei medici (3 su 4) si professa profondamente religioso e crede ad una vita ultraterrena (neurologi, anatomisti, fisiologi, cardiologi, chirurghi, medici legali, pediatri e psichiatri). Inoltre, i medici sono più propensi a partecipare alle funzioni religiose rispetto alla media della popolazione degli Stati Uniti (che non è proprio la Corea del Nord…).

Riconoscere di non avere più argomenti a disposizione porta Odifreddi alla violenza, alla discriminazione di chi non si sottomette ai suoi dogmi. Inoltre, appare davvero ridicolo questo disperato tentativo del guru dell’ateismo fondamentalista di ripescare per l’ennesima volta statistiche tanto obsolete, ignorando quelle recenti, pur di trattenere vicino a sé i pochi seguaci che ancora credono in lui. Attendiamo la prossima odifreddura e, osservando la velocità con cui Odifreddi perde i colpi, siamo certi che avverrà molto presto.

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93 commenti a Il delirio di Piergiorgio Odifreddi: «i medici cattolici sono malati di mente»