Il funerale religioso a Piergiorgio Welby? Ecco perché fu lecito non concederlo

gelli e welbyDopo la morte di Licio Gelli, ex gran maestro della loggia massonica P2, avvenuta nei giorni scorsi, molti opinionisti si sono scandalizzati per i funerali religiosi concessi, osservando che lo stesso non avvenne per Piergiorgio Welby, morto nel dicembre del 2006 dopo una grave e lunga malattia, a cui venne staccato il respiratore che lo teneva in vita.

La questione in realtà è già stata chiarita più volte, lo sanno bene i promotori di queste puntuali polemiche, interessati non tanto ad una risposta ma semplicemente a tenere sotto fuoco la Chiesa e contemporaneamente sperare di calendarizzare in Parlamento una legge sull’eutanasia. Ad essi si è aggiunto il prete mediatico Mauro Leonardi, da buon narciso sempre ossessionato dal numero di like e condivisioni dei suoi post più delle intenzioni per le messe.

Riprendiamo le motivazioni espresse alla stampa dal sacerdote che ha celebrato i funerali di Gelli (senza alcun simbolo massonico): «A me ha detto che si è convertito e che alla fine ha rinnegato la massoneria. Altrimenti sarebbe stato scomunicato e niente funerali in chiesa». Anche durante l’omelia del funerale, don Bargellini, ha spiegato: «Ha avuto una lunga vita, Licio, e le lunghe vite sono grandi occasioni per capire che non siamo onnipotenti, ma siamo fragili e di riconoscere i nostri errori. Dio ci permette un cammino di conversione, di verità, quella del Vangelo. Ognuno di noi è chiamato a vedere il volto del Signore». Per Gelli si parla dunque di conversione e rinnegamento della massoneria. Falsità? Bugia? Chi ha l’arroganza e le prove per smentire e giudicare con quale pensieri e riflessioni intime è morto quest’uomo? Certo, era scomunicato in quanto appartenente la Massoneria, ma anche gli scomunicati se rinnegano le loro colpe possono ricevere le esequie.

Caso diverso, invece, quello di Piergiorgio Welby. La Chiesa ha un diritto canonico che regola la questione sacramenti per i defunti, come ha ricordato il professor Vincenzo Pacillo, associato di diritto ecclesiastico presso l’Università di Modena. Il canone 1007 del Codice di Diritto Canonico (CDC), infatti, proibisce il conferimento dell’Unzione degli infermi a «coloro che ostinatamente perseverano in un peccato grave manifesto». Peccato manifesto che si riverbera anche sulla disciplina delle Esequie ecclesiali: «Se prima della morte i peccatori manifesti non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche» (can. 1184, 1, 3° CDC). «Presentandosi qualche dubbio, si consulti l’Ordinario» (can. 1184, 2). «A chi è escluso dalle esequie ecclesiastiche, deve essere negata anche ogni Messa esequiale» (can. 1185 CDC)

Mentre il confessore di Gelli ha rilevato il suo pentimento e il rinnegamento della Massoneria, questo non accadde per Welby il quale pretese lucidamente fino all’ultimo di essere privato della vita, contrapponendosi alla dottrina cattolica, invocando oltretutto una legge politica sull’eutanasia. Come si legge nel comunicato della Diocesi di Roma, «il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti». Così come confermato in seguito anche dal card. Camillo Ruini, mentre il card. Ersilio Tonini ha ancor meglio precisato: «se fosse stato soltanto suicidio, la Chiesa ha pietà infinita perché nessuno di noi sa cosa accade in quel momento. Quel che non è ammesso è se il suicidio è studiato al fine di favorire una legge sull’eutanasia». Infatti, ha proseguito mons. Tonini, «Piergiorgio Welby non ha avuto diritto a funerali cattolici perché il suo suicidio è stato concepito e realizzato con l’obiettivo di promuovere una legge sull’eutanasia». Con tanto di lettera al presidente Napolitano.

Occorre anche considerare che la Chiesa è la prima ad essere contraria all’accanimento terapeutico, si legge infatti nel Catechismo: «L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente».

E il funerale di i Vittorio Casamonica, legato ad affari malavitosi e criminali? Innanzitutto occorre osservare che non ha mai riportato condanne penali a titolo personale, inoltre, come ha affermato il prete anti-mafia don Luigi Ciotti, «non è qui ovviamente in discussione il diritto di una famiglia di celebrare i funerali di un suo membro e la partecipazione di amici e conoscenti: grave è l’evidente strumentalizzazione di un rito religioso per rafforzare prestigio e posizioni di potere». Il problema, infatti, fu la strumentalizzazione del funerale. Lo ha chiarito monsignor Giuseppe Marciante, vescovo ausiliare di Roma Est, dove è compresa la parrocchia di San Giovanni Bosco dove sono state celebrate le esequie: «Il Vicariato non era stato avvertito. Lo sapeva solo il parroco, ma non sapeva che dietro ci sarebbe stata quella propaganda mafiosa. Nessuno ci ha avvisati, nemmeno le forze dell’ordine. Certo, se avessimo avuto il sentore di uno show di quel tipo, avremmo preso delle precauzioni. Non avremmo assolutamente accettato di fare quel funerale. Avremmo suggerito una preghiera in casa oppure sempre in casa si sarebbe potuto celebrare il rito della raccomandazione dei defunti. Per farle un esempio, ricorda il caso Priebke? La Chiesa risponde di ciò che succede dentro la chiesa, non può rispondere di ciò che succede fuori. Del resto i Casamonica non avevano chiesto nessun permesso per fare quel tipo di manifestazione e non possiamo fare i gendarmi, facciamo i pastori. In chiesa si sono attenuti a quelle norme di sobrietà».

Concludendo, quelli di Gelli e di Welby sono due casi completamente diversi, ingiusto paragonarli e confrontarli. Così come fu legittimo per Welby manifestare platealmente le sue richieste e usare la propria morte come riteneva giusto fare, così fu legittimo per la Diocesi di Roma non concedere i funerali a chi dimostra lucidamente e deliberatamente di non accettare la posizione della Chiesa. E’ anche una forma di rispetto per le sue idee e convinzioni espresse più volte con chiarezza. Ricordando che nessuno è obbligato ad essere cattolico, facciamo infatti presente che probabilmente Piergiorgio nemmeno desiderava essere sepolto con benedizione cattolica.

Quello di Welby fu un doloroso caso estremo, parliamo tuttavia di scelta legittima a rifiutare i funerali e non tanto di giustezza poiché fu una decisione dolorosa presa dai responsabili del Vicariato di Roma in un preciso momento, in un preciso contesto. «Quel funerale», ha spiegato il teologo Silvano Sirboni, «sarebbe stato un palcoscenico su cui dare pubblicità a posizioni sull’eutanasia inaccettabili. Non fu un atto dettato dalla dottrina ma da ragioni di opportunità. Fu una decisione dolorosa, effetto delle polemiche che avevano preceduto il caso. Sarebbe stato ben diverso, ne sono certo, se quella morte non fosse stata strumentalizzata dalla politica». La decisione della Chiesa va rispettata in quanto lecita e coerente con il diritto canonico, così come ancor di più va rispettato il dolore, la sofferenza e l’agonia di Welby, anche se non ci sembra legittimo usare la sua vita e la sua morte come bandiera politica (anche se lui stesso sarebbe stato d’accordo). «Proposta in nome della pietà e della dignità umana», ha spiegato il laico Claudio Magris«l’eutanasia può divenire facilmente un’obbrobriosa anche se inconscia igiene socialePiergiorgio Welby ha liberamente, consapevolmente chiesto di morire. Qualsiasi filosofia o religione si professi, non si può non essere scossi da questa sua volontà e non sentirla vicina […]. Si può rispettare un gesto compiuto contro la legge che lo vieta, ma senza per questo voler spianare la strada alla trasgressione delle leggi vigenti, favorendo così un caos feroce».

La redazione

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32 commenti a Il funerale religioso a Piergiorgio Welby? Ecco perché fu lecito non concederlo

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  1. Kosmo ha detto

    Peccato che invece a Licio gelli (e nessuno può dire che non sia stato un massone) i funerali in chiesa glieli abbiano fatti.
    Questa Chiesa schizofrenica rinuncio a capirla…

    • Ottavio ha detto in risposta a Kosmo

      Si appunto, peccato che non hai letto l’articolo. Ci credo che poi pensi che tutto sia schizofrenico…

    • Salvatore ha detto in risposta a Kosmo

      Mi ricordo che un tale definì la Chiesa Cattolica “Casta meretrix”.
      Mi chiedo se non avesse in parte ragione.

  2. Corrado ha detto

    Credo sia stato giusto avere concesso il funerale a Gelli e sbagliato negarlo a Welby. Sarebbe esatto dire che ha chiesto di morire in maniera naturale, ovvero era destinato alla morte, tenuto in vita artificialmente con dei respiratori. Forse qualcuno ne ha approfittato per fare lotte politiche, ma questo non giustifica la decisione della Chiesa, a meno che avesse espresso il desiderio in tal senso proprio Welby. A mio parere è proprio il prolungare la vita in maniera artificiale che può nuocere alla nostra anima perché, in sostanza, si chiede di soffrire più di quanto la natura consente. Non tutti hanno una forza superiore all’ordinario. La Chiesa ha fallito doppiamente: uno per la condanna alla famiglia di Welby, dato che questi era già morto, due perché evidentemente non ha saputo apportargli il giusto conforto tale da indurlo a vivere anche in condizioni soprannaturali (ma a nessuno si può chiedere tanto).

    • Mari ha detto in risposta a Corrado

      Il nodo cruciale della faccenda è che Welby non chiedeva la morte solo per sé stesso ma anche e con grande impegno l’approvazione di una legge da applicare universalmente per altre persone, e nel caso dell’eutanasia sarebbero tante le categorie sociali deboli a rischio di emarginazione e suicidio, si comincia dai malati terminali e si arriva ad anziani, depressi e bambini ritenuti incapaci di condurre una vita dignitosa

      • Corrado ha detto in risposta a Mari

        Bisognerebbe però capire se effettivamente era Welby che lo chiedeva o qualche sciacallo politico che si è intromesso.

        • Katy ha detto in risposta a Corrado

          Corrado ma lo hai letto l’articolo? Inviò perfino una lettera a Napolitano chiedendo la legge sull’eutanasia!!

        • Niky ha detto in risposta a Corrado

          No mi dispiace. Era farina del suo sacco.
          Che poi gli utili idioti siano il cibo preferito di iene e sciaccali, su questo non ci piove.
          Ma, appunto, lasciamo perdere il pietismo e il buonismo… Welby ERA un utile idiota.

          • Hugo ha detto in risposta a Niky

            Si è lasciato strumentalizzare ma non lo chiamerei così, pur sempre è stata una persona che ha sofferto tantissimo e da cristiani non possiamo non essere vicini a coloro che soffrono.

    • Katy ha detto in risposta a Corrado

      In realtà proprio Welby si battè per una legge sull’eutanasia, non chiese soltanto di morire in modo naturale. Inoltre la Chiesa non condannò in alcun modo la famiglia di Welby…bisognerebbe informarsi meglio!

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Corrado

      Corrado, leggi bene cosa sostiene la Chiesa nel catechismo, come è riportato anche nell’articolo

      «L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente».

      Come vedete la Chiesa mette sempre al primo posto il buon senso. Vi sorprenderà sapere che, secondo la Chiesa Cattolica, anche l’aborto è ammesso SE E SOLO SE in talune circostanze non è possibile salvare sia la madre che il bambino, per esempio in casi come la gravidanza extrauterina, la preeclampsia gravidica e la corioamnionite. In questi casi il medico deve svolgere la sua missione di prendersi cura di ogni vita, di quella della madre e di quella del figlio, senza discriminazioni di valore: non si può sopprimere direttamente una vita innocente per salvarne un’altra, e neri casi in cui non è possibile salvare la vita del figlio ci si preoccuperà doverosamente di salvare almeno la vita della madre.

      Poi ovviamente, anche in queste circostanze, possono esserci madri eroiche che scelgono di sacrificarsi, ma in questi casi non sono imputabili eticamente se dovessero fare la scelta opposta.

  3. Fabrizia ha detto

    È incredibile come non si riesca a capire quello che è scritto nell’articolo. Magari tanti non lo leggono neppure, e partono immediatamente lancia in resta contro la Chiesa che per loro è comunque e sempre ipocrita e schizofrenica. Welby ripetutamente e consapevolmente si oppone a una legge della Chiesa e la sua famiglia vuole i funerali nella stessa Chiesa? Chi è lo schizofrenico qua? Ha ragione la Chiesa: non è affatto la Chiesa a escludere Welby. È Welby che si oppone alla Chiesa. E sono i famigliari di Welby che non hanno nessun rispetto per Welby chiedendone le esequie in quella Chiesa che Welby ha fatto di tutto per contrastare.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Fabrizia

      Ad ogni modo spero (sinceramente) che si sia salvato. Spero che il Signore sia stato misericordioso con lui.

    • Hugo ha detto in risposta a Fabrizia

      Completamente d’accordo Fabrizia, sono sollevato nel vedere che non sono ormai tutti incapaci di ragionare con la loro testa! Come se poi essere cattolici fosse un obbligo…contrastano apertamente la dottrina della chiesa e poi invocano il diritto al funerale cattolico. Qui c’è qualcosa che non va, davvero!

  4. Niky ha detto

    A Welby NON GLIENE FREGAVA NIENTE dei funerali religiosi!!
    Era la moglie che ci si è impuntata!
    Alla faccia della libertà di pensiero del marito… La maschera della rispettabilità data dal funerale religioso (perché mica lei qui pensava a problemi di fede, sia chiaro!), in barba alla sincerità di pensiero e alla verità dei fatti, la si pretende sempre!
    La schizofrenia (o, meglio, il menefreghismo) della vedova in relazione alle convinzioni del marito sarebbe da condannare…
    Ma tutti sono bravi a fare i buoni mettendo in mezzo le cotiche degli altri e salvando le proprie…

    D’altronde, tutti i bravi atei cui frega niente delle convenzioni ecclesiastiche, non dovrebbero più razionalmente prendere in giro la superstizione della signora e indignarsi del fatto che ella abbia potuto disprezzare le convinzioni del marito?

    Alla faccia della coerenza!

    • Niky ha detto in risposta a Niky

      Io poi parlo di ‘atei’… Ma i veri atei sono moooooolto più rari dei veri credenti e di solito sono anche persone curiose e interessate al fatto religioso.

      I tipi che si definiscono ‘atei’ quando in realtà danno più l’impressione di essere ‘disertori’ o ‘pagani’… Qualcuno ha qualche termine più adatto per definirli?

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Niky

      Niky, chi mi legge da un po’ qui saprà che non sono certo uno politicamente corretto (basta che chiedi alla redazione della demolizione da me operata del troll anticristiano Piero, che veniva qui a spargere vili menzogne su Erham e la storicità del cristianesimo) ma qui stiamo parlando di una persona che non c’è più, anche sopra lo hai definito “un utile idiota”, e non è una bella cosa, visto che stiamo parlando di un defunto, che per giunta ha sofferto molto.
      Sebbene non condivida nemmeno io la campagna di Welby posso chiederti, per favore, di moderare un po’ i termini verso chi non c’è più (dato che non stiamo parlando di Pol Pot)?

      Grazie. 🙂

      • Niky ha detto in risposta a Vincent Vega

        Utile idiota io lo intendo come ‘qualcuno facile da manipolare’ (anche per debolezza mentale o fisica)… Giusto per chiarirsi.
        Comunque, se questo può offendere, la smetto subito.
        Non era mia intenzione insultare nessuno.
        Chiedo scusa.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Niky

          Tranquillo, per me non c’è problema, come ti ho detto io stesso a volte mi sono lasciato andare fin troppo, è solo per rispetto ad un defunto affidato alla Misericordia di Dio, tutto li. 🙂
          Che poi concordo sul fatto che la vicenda Welby sia stata manipolata dagli sciacalli, ma purtroppo non possiamo farci niente, ora come ora.

        • Dario* ha detto in risposta a Niky

          Per quel che vale, io penso che tu non abbia niente di cui scusarti, ci sono casi in cui non si può tacere la verità perché c’è gente ipersensibile che è (o si dichiara) offesa da essa, io ritengo che questo sia uno di quei casi

  5. Albertus ha detto

    Comincio a pensare che Gelli in realtà sia stato un uomo più giusto delle squallide figure che popolano i giornaloni e le televisioni…

  6. Max ha detto

    Sigh, andate a leggere i commenti dei vari simpaticoni che “popolano” la pagina Facebook di UCCR dedicata al caso Welby…

    https://www.facebook.com/UCCR-Unione-Cristiani-Cattolici-Razionali-138306036193210/?fref=nf

    cadono le braccia a volte…

    • Hugo ha detto in risposta a Max

      Che ci vuoi fare Max, c’è una guerra furibonda contro la Chiesa da diversi decenni e più alzano i toni e più mi sento orgoglioso di essere cattolico e figlio di questa Chiesa tanto odiata perché portatrice di verità.

  7. Licurgo ha detto

    Formalmente mi pare ineccepibile; però, andando alla sostanza, Welby era un poveraccio (non parlo di soldi…) che stava malissimo ed era condannato a morte, e che, per poter morire nella legge, non poteva che richiedere una legge sull’eutanasia (di cui capisco il pendio scivoloso ma basterebbe autorizzarla solo per malattie di quel tipo o situazioni incurabili e sempre su precise previe disposizioni del solo soggetto e di nessun altro); Gelli è uno dei personaggi più oscuri e criminosi che la Storia ricordi, per cui non so, mi torna nella forma ma nella sostanza morale, scusate la franchezza cari amici, c’è qualcosa che dentro mi stona.

    • Hugo ha detto in risposta a Licurgo

      Finalmente un commento critico moderato, che riflette e cerca di costruire e non di demolire. Grazie Licurgo!
      Non la penso come te però quando uno si pone con questa moderazione, cosa sempre più rara, vien meno anche la volontà di replicare. Dico solo che di fatto Welby venne ucciso anche senza legge, cosa che poteva fare anche prima di tentare a tutti i costi di calendarizzare una legge in parlamento. Per quanto riguarda Gelli è stato un criminale, ma se ha davvero fatto un percorso di conversione Gesù lo avrebbe salvato, così come ha salvato il buon ladrone che si è convertito soltanto pochi secondi prima di morire sulla croce. Stona perché la legge cristiana ci sembra ingiusta, prova a leggerti la parabola dei lavoratori della vigna e del loro scandalo per essere trattati allo stesso modo degli ultimi arrivati: http://it.cathopedia.org/wiki/Parabola_dei_lavoratori_della_vigna

      • Licurgo ha detto in risposta a Hugo

        Grazie delle belle parole; conosco quella parabola e secondo me indica anche che, secondo Gesù, la Giustizia divina passa per altre vie rispetto a quella redistributiva, visto che è diretta all’anima.
        Comunque, a me il funerale religioso a Gelli può anche stare bene, semmai era verso Welby che si poteva fare un atto di misericordia (non so se il diritto canonico conceda misericordie straordinarie o situazioni simili), peraltro collimante con la preghiera della Chiesa per la salvezza dell’anima di Welby, e pensando che, se non sbaglio io, il pentimento può arrivare anche nell’ultimo istante di vita cosciente.
        Poi la richiesta del funerale, per come la vedo io, fu fatta da ambienti filo-Partito Radicale anche per mettere in difficoltà la Chiesa davanti alla società civile proprio perchè si aspettavano il rifiuto. Anche in termini di realpolitik sarebbe stato scacco matto a favore della Chiesa.

        • Max ha detto in risposta a Licurgo

          “il pentimento può arrivare anche nell’ultimo istante di vita cosciente”.

          Ad essere sinceri, questo e’ l’unico dubbio che mi pare sensato sul comportamento della Chiesa di Roma sul caso Welby. In fondo – correggetemi se sbaglio – la Chiesa ormai fa funerali anche a chi progetta di uccidersi e poi lo fa; ma appunto non possiamo sapere se all’ultimo istante non si sia pentito.

  8. Quel tizio, Mauro Leonardi, che chiamare prete mi suscita sdegno, è solo “un utile idiota” per creare confusioni ad hoc.
    E’ evidente che sia stato Welby a non volere una morte cristiana.

  9. Dario* ha detto

    Negare il funerale cristiano a Welby non è stato semplicemente lecito ma doveroso. Dio, nella sua misericordia infinita, può benissimo averlo perdonato (io glielo auguro), ma la Chiesa semplicemente non può permettersi di farlo. Non dimentichiamoci che il suicidio è una materia estremamente grave e che, se nei casi generici si possono sempre accampare delle attenuanti, qui ci troviamo di fronte all’apologia del suicidio e questo non può essere avallato in nessun modo, lo scandalo dato ai piccoli sarebbe troppo grande

  10. Engy ha detto

    comunque sia, concedere funerali religiosi a mafiosi – davanti alle cui abitazioni qualche processione religiosa ancora si inchina – e negarli a Welby fa un certo effetto.

  11. Mari ha detto

    Effettivamente le scomuniche oggi sono fuori moda all’interno della Chiesa, ma ci si accorge di quanto in realtà servono a distinguere tra cristiani aderenti alla fede cristiana e presunti cristiani, come nel caso dei mafiosi… Che poi ben si capisce l’idea che hanno di religione se presentano un mafioso vestito da papa e col titolo di re di Roma, per loro la religione è solo un aspetto superficiale, uno strumento per farsi seguire dalla popolazione comune

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