Il terrorismo dell’Isis ricorda molto gli anni bui della Rivoluzione francese

ghigliottina francese«Voltaire è un buon riferimento per reagire al terrorismo». Queste le paroledopo i fatti di Parigi, di Robert Darnton, tra i massimi studiosi dell’Illuminismo.

Stupisce che un razzista, antisemita e filo-schiavista come Voltaire, il cui motto più noto fu “Écrasez l’Infâme” (“schiaccia l’infame”, ovvero “a morte i Gesuiti cattolici”), venga considerato ancora oggi con tale onore. Ed infatti, pochi giorni dopo, su “Il Manifesto” è arrivata una indiretta risposta di Peter McPhee, Fellow professor all’Università di Melbourne e tra i maggiori specialisti della storia rivoluzionaria francese, che ha parlato di «deragliamento terroristico dei processi rivoluzionari».

Proprio a Voltaire, infatti, si ispirò dichiaratamente Robespierre, il cosiddetto “becchino illuminista”, il quale «si fece coinvolgere in un brutale gioco al ribasso, arrivando a licenziare la legge contro i “nemici della Rivoluzione e del popolo” del 10 giugno 1794, che cancellava di fatto il diritto degli imputati alla difesa, il ricorso in appello, il giudizio alternativo alla piena assoluzione o alla totale condanna e stabilendo, infine, che il mero sospetto fosse di per se stesso elemento sufficientemente probante».

Questi furono i veri “valori” che emersero dalla Rivoluzione francese, sinonimo più di Terrore ed epoca buia che culla della democrazia. Lo sanno bene i vandeani, soppressi brutalmente dai valorosi rivoluzionari illuministi nel cosiddetto “Massacro dei Lumi”, «quando i massacri a danno dei civili compiuti dalla guardia nazionale repubblicana avviarono la lunga prassi di una politica di repressione indiscriminata contro gli insorgenti, la quale si sarebbe ripetuta nel corso del tempo, diventando una triste abitudine nel Novecento», ha proseguito il prof. McPhee. 117.000 persone massacrate in nome della liberté illuminista.

Il sociologo Giuliano Guzzo ha giustamente ricordato alcune analogie tra il Regime del Terrore francese e il terrore moderno promosso dall’ISIS. La decapitazione a cui assistiamo oggi, promossa dagli uomini del Califfato, conobbe infatti notevole diffusione proprio durante gli anni della Rivoluzione francese (18.000 decapitati almeno, al ribasso). Un altro parallelo è la distruzione delle opere d’arte e la discriminazione delle donne: ricordiamo che l’avvocato Sylvain Marechal (1750-1803), illuminista, propose nel 1801, durante la Rivoluzione, di vietare alle donne di imparare a leggere, e la stessa autrice della “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, Olympe De Gouges, venne decapitata per «per aver dimenticato le virtù che convenivano al suo sesso».

Il celebre storico Pierre Chaunu, professore di Storia Moderna alla Sorbonne e membro dell’Institut de France ha spiegato che la considerazione altamente positiva da parte dei nostri intellettuali (anticattolici, in gran parte) verso il passato della Francia, «è una visione della storia assolutamente falsa, scritta da vincitori o comunque, in larga misura, da ricercatori con spiccate simpatie per l’ideologia rivoluzionaria. La rivoluzione è stata, in tutti i campi, una regressione della nazione». Fortunatamente, molti coraggiosi studiosi «hanno mostrato l’ampiezza straordinaria dei massacri compiuti sotto la Rivoluzione. Se si sommano le perdite della guerra e le perdite anteriori, si arriva per un Paese di 27 milioni di abitanti qual’era allora la Francia ad un totale che è nell’ordine di milioni. Sono perdite notevolissime, ancora maggiori di quelle subite dalla Francia nella Prima Guerra Mondiale. Per tutte queste ragioni, il bilancio della Rivoluzione è largamente negativo». Il mondo senza Rivoluzione francese sarebbe «molto migliore».  Perfino Vito Mancuso, non certo sospettabile di simpatie cattolico-cristiane, ha riconosciuto: «nei dieci anni della sua durata (1789-1799) si registra un numero di vittime variamente stimato dagli storici ma comunque enorme, visto che nei diciassette mesi del Terrore tra il 1793 e il 1794 si ebbero centomila vittime, una media di quasi 200 morti al giorno. E tutto questo nel nome di “liberté, égalité fraternité”».

Altro che Liberté, Égalité e Fraternité. A proposito di questo motto, la nota scrittrice Rosetta Loy, autrice “della memoria” per i suoi libri di denuncia contro la tragedia dell’Olocausto, ha commentato pochi giorni fa: «questa triade ha perso buona parte del suo valore quando i loro propinatori nel XIX secolo hanno rivolto i loro interessi verso gli altri continenti; e dimenticando Liberté, Fraternitè, Egalité, hanno brutalmente sfruttato le popolazioni che li abitavano da millenni. A volte in maniera orrenda e inaccettabile».

Una triade che invoca la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza. Sono i principi del cristianesimo, non certo dei rivoluzionari giacobini, che copiarono maldestramente dal Vangelo. Sono i valori del Medioevo cristiano (da loro denigrato come “secoli bui”). Infatti, ha proseguito lo storico della Sorbona di Parigi, Chaunu, «la libertà non è caduta dal cielo con la Rivoluzione, si è costruita nel nostro Paese attraverso i contadini del Medio Evo, coi Comuni, con il Parlamento, con tutta la costituzione giuridica: ebbene, occorre il coraggio di dirlo, lo Stato di diritto nel quale viviamo attualmente non è figlio della Rivoluzione, è figlio della storia, di San Luigi come di Luigi XVI. Tutti i principi che si trovano nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino erano già formulati, più o meno intelligentemente nella dichiarazione di Jefferson del 1783, e non sono altro che principi giudeo-cristiani. Che tutti gli uomini sono liberi è un principio del Deuteronomio».

Per questo, di fronte al terrore del fondamentalismo islamico, occorre fare memoria delle radici cristiane dell’Europa, prendendo le distanze dagli anni bui -e non certo “illuminati”- della Rivoluzione francese.

La redazione

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59 commenti a Il terrorismo dell’Isis ricorda molto gli anni bui della Rivoluzione francese

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  1. Norberto ha detto

    L’ho sempre detto che i “valori della democrazia” tanto invocati oggi furono copiati dal Vangelo, altro che Dichiarazioni dei diritti bla bla bla.

  2. Piero ha detto

    Quando la religione diventa un’istituzione che accentra il potere è conservatrice e tradizionalista per natura e questo dettaglio sfugge a molti. Non è infatti un caso che tutte le costituzioni dei paesi moderni si rifanno ai principi promossi dall’illuminismo, che fu all’epoca il vero faro dell’umanità. Poi si può discutere delle singole posizioni, delle lotte per il potere o i fatti di sangue che hanno toccano le guerre e tutte le rivoluzioni di tutti i tempi, quelle religiose o papali incluse, ma nulla toglie che l’illuminismo fu la porta che si aprì sul futuro, quel futuro che oggi si chiama democrazia.

    • Paxvobis ha detto in risposta a Piero

      Primo errore: il costituzionalismo britannico è completamente alieno da questi fantomatici principi
      Secondo errore: il futuro di cui tu parli non è solo “”””democrazia”””” ma anche ideologie quali il comunismo che ricalcavano questi principi e hanno agito come la rivoluzione stavolta su scala mondiale con effetti a dir poco tremendi
      Terzo errore: non esistono rivoluzioni papali (il tuo anticlericalismo ti fa cadere in contraddizioni che suscitano ilarità)
      Quarto errore: la tua visione della storia purtroppo segue canoni marxisti secondo cui la Rivoluzione sarebbe l’arma giusta dei popoli contro i pochi che detengono il potere e i mezzi di produzione. Una visione senza mezze vie. Una visione integralista…

      • Marco S. ha detto in risposta a Paxvobis

        Mi congratulo per la sintetica ed elegante confutazione delle solite viete e ritrite affermazioni filo-rivoluzionarie.

        Aggiungo solo che, finche’ non si collocheranno l’illuminismo e la rivoluzione nel loro giusto contesto evolutivo della gia’ millenaria cultura cristiana, comprendendo le cose buone che hanno portato, ma anche le loro gravi degenerazioni, che nei due secoli successivi hanno distrutto il nostro continente, l’Europa non potra’ mai ritrovare se stessa.

        Finche’ quella immonda e tragica pagliacciata della “Presa della Bastiglia” segnera’ la festa nazionale di una delle maggiori nazioni europee, in merito sapremo di essere ancora “nel campo delle cento pertiche”, tanto per citare Bersani e le sue metafore contadine.

        • Piero ha detto in risposta a Marco S.

          Quelle papali ovviamente erano guerre e che il Papa non abbia fatto nessuna rivoluzione è proprio quanto ho detto della religione conservatrice per natura…
          Il costituzionalismo britannico si è riformato e comunque si tratta di una democrazia incompiuta dove la carica di capo dello Stato è ancora ereditaria come tuttora lo sono parte dei seggi della Camera dei Lord.
          Ci sono state tante rivoluzioni che hanno ridistribuito il potere verso il basso. Questi sono fatti, non vedo come si possa essere integralisti nel ricordare questi fatti storici.

          • Paxvobis ha detto in risposta a Piero

            1. Io riporto quanto scrivi
            2. Confondi i concetti di repubblica e democrazia
            3. Le Rivoluzioni hanno portato un ridistribumento del potere? AHAHAHAAHAH abbiamo un comico tra noi pierino il troll
            La Rivoluzione Francese finì per incoronare un imperatore. Le varie rivoluzioni dell XX secolo hanno portato a totalitarismi
            4. Non sono fatti sono le tue interpretazioni della storia, interpretazioni che si dimenticano quanto é successo in nome della tua ideologia

            • Piero ha detto in risposta a Paxvobis

              1. Guerre e rivoluzioni, non significa che tutte le guerre sono rivoluzioni
              2. Sei tu che ti aggrappi ad appigli che non ci sono
              3. Prima della Rivoluzione Francese c’era un re che decideva tutto e dopo un’assemblea di persone. Questo non significa che poi non siano tornate le dittature o gli abusi di potere, però è chiaro che tutte le rivoluzioni di cui parliamo sono nate per portare una dare potere al popolo e toglierlo dal monarca assoluto di turno
              4. Sei tu che hai detto che è un integralista chi dice che l’Illuminismo è stato il motore propulsore delle nostre odierne democrazie. Fa quasi ridere la tua osservazione…

              • Paxvobis ha detto in risposta a Piero

                Interessante notare il tipico dogma diffuso tra gli ambienti secolarizzati: le rivoluzioni sono buone di partenza POI diventano cattive: una visione degli avvenimenti a dir poco faziosa e infantile.
                Il problema di base nel tuo modo ragionare è che vedi questi fatti nell’ottica di istanza progressiste che sono buone intrinsecamente e istanze conservatrici che sono cattive per definizione. Questa è una visione senza vie di mezzo e un approccio ideologico alla realtà dunque integralista per questo.
                Atteniamoci ai fatti: le rivoluzioni hanno portato TUTTE a totalitarismi, sono spesso iniziate e finite con bagni di sangue, hanno distrutto in nome della creazione di un uomo nuovo l’identità religiosa e culturale di quei popoli per finire poi a tradire tutte quelle istanze che proclamavano.
                Ti consiglio di documentarti prima di parlare eviterai in futuro figuraccie del genere

              • Michele ha detto in risposta a Piero

                “Prima della Rivoluzione Francese c’era un re che decideva tutto e dopo un’assemblea di persone”.

                Tipico esempio di anacronismo che attribuisce ad epoche passata una concezione statalista e centralista del diritto e della politica tipica invece dell’epoca contemporanea.
                Anzitutto, benché quello francese fosse un regime assolutistico, si erano ancora mantenute le tradizionali autonomie locali e corporative; dal punto di vista giuridico era ancora prevalente lo ius commune, e quindi un diritto che non nasceva per deliberazione di un sovrano (monarca o assemblea) ma nasceva dall’interazione dei componenti della società, come nacque il diritto romano.
                Fu invece la Rivoluzione ad eliminare con la legge Le Chapelier le corporazioni cancellando i corpi intermedi. Una nota: la sussidiarietà di cui si parla tanto da Maastricht in poi è una riscoperta del diritto europeo CONTRO la Rivoluzione Francese e non una sua conseguenza. E questo basti a dimostrare come non esiste una continuità netta tra Rivoluzione e stati (post)moderni.
                Il centralismo invece (il sovrano decide, sia uno o sia un’assemblea, le decisioni si trasmettono a catena agli organi inferiori e tutti obbediscono) è uno dei maggiori lasciti dell’epoca rivoluzionaria.

          • Marco S. ha detto in risposta a Piero

            Mah l’idea che il re fosse un tiranno assoluto e che le rivoluzioni abbiano “redistribuito potere verso il basso” e’ certo un’idea superficiale.

            Prima di tutto anche il re di Francia non era un tiranno assoluto, tanto che aveva dovuto convocare gli stati generali, un’istituzione monarchica che risaliva all’alto medievo e che comprendeva rappresentanti di tutte le classi sociali, piu’ volte convocati nell’era di mezzo.
            Che dall’inizio dell’era moderna, in tutti i paesi europei,le monarchie avessero cercato di liberarsi dai vincoli a dai contrappesi del sistema medievale, non significa che ci fossero riuscite, anzi era stato proprio questo a mandare in crisi il sistema.
            E’ nella natura degli stati che tutti i poteri tendano all’assoluto, democrazie comprese: nel dire questo, sono convinto che anche a molti, qui nell’Italia del 2015, stiano fischiando le orecchie.

            Che il sistema poi subentrato alle monarchie fosse necessariamente migliore e che anche oggi si possa dire che il potere e’ stato effettivamente “redistribuito verso il basso”, puo’ anche considerarsi una simpatica battuta.

            Diciamo che il sistema attuale e’ piu’ adeguato a governare gli stati ai tempi, alle tecnologie mediatiche e di trasporto, alla diffusione della cultura in seguito alla stampa, alla velocizzazione della societa’ che ne e’ seguita…
            Ma di piu’, mi creda, non si puo’ dire, perche’ bisogna sempre ragionare caso per caso.

    • Panthom ha detto in risposta a Piero

      Prendo atto che per te la ghigliottina e il genocidio vandeano sono simboli del faro dell’umanità e della democrazia.

      Come hanno spiegato gli storici citati, l’Illuminsmo si è imposto tramite il Terrore e tutti i principali dittatori del Novecento presero spunto da lì, oltre ad essere formati dalla cultura francese (vedi il dittatorie Hoxa).

      L’unico faro dell’umanità sono stati i valori cristiani del Vangelo

      • Piero ha detto in risposta a Panthom

        Negli stessi anni la ghigliottina fu largamente usata anche in Vaticano, ma guarda caso la petizione a favore dell’abolizione della pena di morte venne da ambienti illuministi con l’opposizione, assieme al gruppo dei conservatori, anche della Chiesa.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

          E quando la scienza avallava le teorie della razza e la Chiesa era l’unica ad essere contraria?
          Indovina un po’ da dove viene il razzismo.

          • Piero ha detto in risposta a Vincent Vega

            Ma per favore, come se molti sacerdoti non avessero mai detto che gli indigeni non possedevano l’anima e quindi li si poteva uccidere senza problemi. I tuoi ragionamenti sono di un’infantilismo che lascia di sasso. Ma quanti hanni hai, 14?

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

              Peccatp, imbecille, che una bolla di Paolo III, la “Sublimis Dues”, smentisca totalmente questa tua ultima MENZOGNA.

              “…consideriamo tuttavia che gli stessi indios, in quanto uomini veri quali sono, non solo sono capaci di ricevere la fede cristiana, ma, come ci hanno informato, anelano sommamente la stessa; e, desiderando di rimediare a questi mali con metodi opportuni, facendo ricorso all’autorità apostolica determiniamo e dichiariamo con la presente lettera che detti indios e tutte le genti che in futuro giungeranno alla conoscenza dei cristiani, anche se vivono al di fuori della fede cristiana, possono usare in modo libero e lecito della propria libertà e del dominio delle proprie proprietà; che non devono essere ridotti in servitù e che tutto quello che si è fatto e detto in senso contrario è senza valore.”

              Sparisci, sciacallo. 😀

              • Piero ha detto in risposta a Vincent Vega

                Raccontala dall’inizio: quella bolla arrivò dopo che furono fatte stragi di indigeni per mano dei cristiani. Lo stesso Bartolomè de las Casas racconta dettagliamente le torure ed i soprpusi che i cristiani commettevano nei confronti della popolazione locale con il beneplacito del clero.

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

                  Ti sbagli, la Chiesa ha combattuto da subito a favore degli indios, chi ha commesso abusi l’ha fatto come uomo, non come cristiano.
                  La Chiesa si è espressa da subito contro le violenze, come dimostra la bolla che ho riportato sotto. http://www.uccronline.it/2013/04/03/la-chiesa-stava-con-gli-indios-in-america-latina/

                  Continua pure con le tue menzogne, vigliacchetto. 😉

                  • Piero ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Quindi i peccati li fa l’uomo ma non il cristiano? Quindi si può dire che il cristiano è un non-uomo? O un uomo è un non-uomo?
                    Con le tue arramnpicate sugli specci si potrebbe scrivere un libro!

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

                      Sei proprio un troll cretino! 😀
                      Intendevo dire che la Chiesa non ha responsabilità dei peccati del singolo, certi crimini sono stati commessi contro i suoi dettami, non col suo beneplacito, come hai falsamente scritto.

                      Schiantati. 😉

                    • Piero ha detto in risposta a Piero

                      Ah già, perchè la Chiesa non è fatta di uomini. Sono proprio uno sbadato…

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

                      Certo che è fatta da uomini, ma quando sono stati commessi certi peccati sono stati commessi contro la dottrina e l’insegnamento della Chiesa, non con il suo beneplacito, come hai falsamente scritto, dal momento che i gesuiti si schierarono subito con gli indios per difenderli.

                      Ti è andata male anche questa volta.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

                      Poi purtroppo ci sono stati e ci sono cristisni assassini, pedofili eccetera, la melma umana c’è in ogni categoria o religione o comunità.

                • Marco S. ha detto in risposta a Piero

                  Dimentica di citare che Bartolome’ Las Casas era un frate domenicano, appositamente inviato dall’imperatore Carlo V per accertare le voci secondo le quali i coloni spagnoli, in varie aree dei vasti possedimenti imperiali in America, commettevano gravissimi abusi contro i nativi.

                  Ricordo che i nativi americani sotto il dominio spagnolo, sin dall’inizio, per volonta’ della stessa regina Isabella di Castiglia, ricevettero lo status di sudditi, alla pari della spagnoli (vedasi a riguardo il confronto con le colonie inglesi ed olandesi).
                  Questa decisione venne spesso disattesa dai coloni spagnoli, originando i citati gravissimi abusi; non sempre la corona di Spagna aveva voluto ma, soprattutto, aveva potuto, fare rispettare questa decisione.
                  Troppo vasti i territori coloniali spagnoli.

                  Pero’ in molti casi la corona, in accordo con la sua storica partner, la Chiesa Cattolica, ci aveva provato, non mancamdo assassinii di ispettori regi commessi dai coloni spagnoli.
                  Anche Las Casas che, per inciso, scrisse il suo rapporto per l’imperatore Carlo V, non per il sig. Piero, aveva rischiato grosso.

                  Non e’ neanche un caso che, non appena i discendenti dei coloni poterono appoggiarsi ad un paese loro piu’ affine, come gli Stati Uniti d’America (che allora erano un paese schiavista e genocida nei confronti dei nativi americani)essi si resero indipendenti dalla Spagna e cercarono di sradicare la presenza della Chiesa sul loro territorio.
                  Del resto le bandiere degli stati del Sud America pullulano di simboli massonici.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

          Per coprire tutte le tragedie provocate dall’illuminismo dovete appellarvi all’inquisizione, per rimproverare la Chiesa, peccato che anche li ormai gli storici (e non il popolino del web, al quale fanno comodo le tesi scandalistiche) conoscano bene i veri numeri. Fonte http://www.storiainrete.com/2869/600-e-700/inquisizione-convegno-internazionale-ecco-tutti-i-dati-sui-processi/

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          Il 15 giugno 1998, nella Sala Stampa Vaticana è stato presentato il volume “L’Inquisizione”, Atti del Simposio Internazionale, promosso dalla Commissione teologico-storica del Comitato Centrale del Grande Giubileo dell’Anno 2000. Nell’occasione, il prof. Agostino Borromeo, curatore del libro, ha tracciato una breve storia dell’Inquisizione. “Con il termine Inquisizione, – ha spiegato Borromeo – si suole designare un complesso di tribunali ecclesiastici, il cui titolare, in base ad espressa delega papale, era investito della giurisdizione riguardante uno specifico delitto, il delitto di eresia”.

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          Corrispondenza romana 861/03 del 19 giugno 2004 da EuropaOggi
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          “Durante il pontificato di Gregorio XI (1227-1241) cominciano ad agire speciali commissari (inquisitores) delegati dalla Sede Apostolica con il compito di combattere l’eresia in determinate regioni. Progressivamente, con il trascorrere del tempo, il papato dotò questa istituzione di una propria organizzazione, una propria burocrazia e una propria normativa (specialmente in materia di procedure processuali)”.

          L’Inquisizione, particolarmente attiva nei secoli XIII e XIV nel combattere i movimenti ereticali medievali (soprattutto catari e valdesi), conobbe una fase di declino nel secolo XV, registrando una rilevante ripresa della sua attività nel XVI e nel XVII secolo con la fondazione dei nuovi tribunali della penisola iberica (la cui azione fu principalmente rivolta contro i falsi convertiti dal giudaismo e dall’islamismo) e la creazione del Sant’Ufficio romano, concepito inizialmente come strumento per la lotta contro la diffusione del protestantesimo. I tribunali finiranno con l’essere soppressi tra la seconda metà del XVIII secolo e i primi decenni del XIX secolo sotto la spinta delle idee illuministiche e coll’affermarsi dell’ideologia liberale, mentre continuerà a sopravvivere la Congregazione romana del Sant’Ufficio fino alla radicale riforma operata da Paolo VI nel 1965, che ne muterà il nome in quello odierno di Congregazione per la Dottrina della Fede.

          Su 100.000 processi effettuati da tribunali civili ed ecclesiastici secondo la procedura dell’Inquisizione, “le condanne al rogo comminate da tribunali ecclesiastici sono state 4 in Portogallo, 59 in Spagna, 36 in Italia, in tutto, quindi, meno di 100 casi”, ha precisato il prof. Borromeo. Ciò sfata la leggenda nera sull’Inquisizione, creata ad arte dalla propaganda anticattolica. Prendendo spunto da quanto affermato dal prof. Borromeo, il Card. Georges Cottier, Pro-Teologo della Casa Pontificia, ha detto che “una domanda di perdono che la Chiesa deve fare a riguardo dei propri errori del passato, non può riguardare che fatti veri e obbiettivamente riconosciuti. Non si chiede cioè perdono per alcune immagini diffuse all’opinione pubblica, che hanno più del mito che della realtà”. “La Chiesa” ha continuato il Card. Cottier “non vuole domandare perdono in maniera disordinata, ma con la conoscenza effettiva di ciò che è successo, anche perché la verità non può far paura”.

          […] “Ormai gli storici – ha affermato il relatore [Agostino Borromeo, curatore del volume su “L’inquisizione”, presentato oggi in Vaticano] – non usano più il tema dell’Inquisizione come strumento per difendere o attaccare la Chiesa”, perché a differenza di quanto in passato “il dibattito si è spostato sul piano storico, con statistiche serie”, anche grazie al “grosso passo avanti” rappresentato dall’apertura degli archivi segreti dell’ex Congregazione del Sant’Uffizio, voluta dal Papa nel 1998.

          “Oggi è possibile fare la storia dell’Inquisizione prescindendo dai luoghi comuni perpetrati fino all’Ottocento”, ha puntualizzato lo studioso. Interrogato dai giornalisti sulla “caccia alle streghe”, Borromeo ha citato, in particolare, l’attività dell’Inquisizione spagnola, che su 125.000 processi ha mandato al rogo 59 “streghe”; 36 ne sono state bruciate in Italia, 4 in Portogallo.

          “Se si sommano questi dati – ha commentato – non arriviamo neanche ad un centinaio di casi, contro i 50.000 di persone condannate al rogo, in prevalenza dai tribunali civili, su un totale di 100.000 processi (civili ed ecclesiastici) celebrati in tutta Europa nell’età moderna” (il grosso delle condanne avvenne nei Paesi protestanti, ndr).

          Analogo discorso per la pena di morte: sui 44.674 processi celebrati dall’Inquisizione spagnola tra il 1540 e il 1700, si legge nel volume, i condannati a rogo ammontano all’1,8%, cui va aggiunto un altro 1,7% di condannati a morte in contumacia (veniva bruciato un manichino con il nome e cognome della persona che si era data alla fuga). Per quanto riguarda, invece l’Italia, il tribunale dell’Inquisizione di Aquileia-Concordia (nella diocesi di Udine), tra i primi 1.000 processi istruiti, i condannati a morte sono stati solo 5 (lo 0,5%). Numeri più “alti”, invece, per l’Inquisizione portoghese: tra il 1540 e il 1629 su 13.255 processi, le condanne a morte costituirono il 5,7%, anche se negli anni successivi l’attività repressiva è calata progressivamente.

          Facciamo un confronto con le tragedie provocate dall’illuminismo, ti va?

        • Panthom ha detto in risposta a Piero

          Ecco che subito emerge l’ignoranza dell’anticlericale: la pena di morte era prevista in tutti gli stati, Vaticano compreso, e nessuno discute la sua esistenza poiché occorre contestualizzare i concetti di giustizia, di polizia, di controllo del crimine che allora non c’erano e che oggi invece ci sono, rendendo inutile e ingiusta la pena di morte (ancora presente comunque in Paesi occidentali).

          La questione è che la Francia atea e illuminista utilizzò la ghigliottina contro chiunque, contro qualunque dissidente anche soltanto per essere sospettati di tradimento dello Stato. Il non saperne prendere atto è da parte tua una giustificazione dei crimini dei giacobini e una dimostrazione di plateale ignoranza.

          • Piero ha detto in risposta a Panthom

            Risposta sbagliata: utilizzò indiscriminatamente la ghigliottina chi si fece con il potere.

            • Panthom ha detto in risposta a Piero

              “Chi si fece con il potere”…in che lingua scrivi? Non ho capito la tua obiezione. Probabilmente era qualche insulto alla chiesa.

        • Panthom ha detto in risposta a Piero

          Per quanto riguarda la fantomatica petizione a favore dell’abolizione della pena di morte venne proprio da Robespierre nel 1791, ovvero il terrorista per eccellenza, il tagliatore di teste per definizione che aveva sulla coscienza migliaia di teste decapitate.

          Parlare di opposizione dei “conservatori” ti squalifica come interlocutore intelligente, dato che tali concetti politi sono nati pochi decenni fa. Parlare di opposizione della Chiesa vuol dire mistificare la realtà perché la Chiesa è sempre stata indipendente dalle fantomatiche petizioni e fino all’inizio del ‘900 ritenne lecita la pena capitale per reati gravissimi e per assassinio del Papa. Occorre contestualizzare il concetto di “bene comune” che andava salvaguardato anche con rimedi estremi, non essendoci valide possibilità alternative.

          Altra cosa rispetto ai rivoluzionari francesi che ghigliottinavano a prescindere dai reati come insegna la storia dello scienziato cattolico Lavoisier, ghigliottinato in quanto cattolico e in quanto presunto traditore degli ideali illuministi: https://it.wikipedia.org/wiki/Antoine-Laurent_de_Lavoisier e http://www.uccronline.it/2013/05/24/lavoisier-lo-scienziato-ucciso-dallilluminismo/

          • Piero ha detto in risposta a Panthom

            Mai sentito parlare di Cesare Beccaria, vero?
            Le vostre storpiature della storia solo assolutamente ridicole (come quella che vuole che l’Inquisizione non fece morti).

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

              Fonte http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/11_marzo_07/le-basi-della-morale-cristiana-sempre-nelle-nostre-giornate-francesco-alberoni_9abb49ca-4889-11e0-b2f1-0566c0fae1de.shtml?refresh_ce-cp
              Oggi molti, perfino fra i credenti, non accettano senza discutere i comandamenti morali formulati dalla Chiesa, ma vogliono riflettervi e, in definitiva, decidere loro cosa è bene e cosa è male. E molti sostengono che, in questo modo, ciascuno si fa la morale come gli fa comodo col risultato che la società moderna è diventata una babele etica in cui tutto è permesso.

              È vero? Vi è di certo un settore in cui molti rifiutano o discutono i principi della morale del catechismo ed è quello del sesso, della famiglia e della morte. Qui la Chiesa dice esplicitamente che
              1) il sesso fuori dal matrimonio e separato dalla procreazione è peccato (da ciò il problema della omosessualità);
              2) il matrimonio è indissolubile;
              3) è peccato l’uccisione volontaria del feto o di se stessi.

              Ma in tutti gli altri campi la gente si inventa davvero i principi morali come gli fa comodo? Non mi pare. Tutti accettano le massime del discorso della montagna: «Beati i poveri di spirito, i miti, i puri di cuore, coloro che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi, i pacifici, i perseguitati a causa della giustizia». Tutti accettano il comandamento fondamentale del cristianesimo «ama il prossimo tuo come te stesso», dove per prossimo si intende qualsiasi altro essere umano, di qualsiasi razza e religione egli sia. Tutti accettano il principio fondamentale che si deve rispettare la parola data anche col nemico. La morale cristiana resta dietro l’imperativo categorico di Kant, dietro la condanna della tortura e della pena di morte di Cesare Beccaria, dietro il «Trattato delle virtù» di Jankélévitch, dietro «Una teoria della giustizia» di Rawls, dietro la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, l’uguaglianza fra maschi e femmine. E resta alla base di quelle che consideriamo virtù: l’amore, la bontà, la generosità, la sincerità, la fedeltà, il disinteresse, la gratitudine, la tolleranza e di quelli che giudichiamo vizi: l’avidità, l’invidia, la crudeltà, la vendetta, l’inganno.

              E, a parte i punti di cui abbiamo parlato, quasi tutti guardano al Pontefice come a una altissima autorità morale, e non solo in Italia e nel mondo cattolico, ma anche per altre confessioni. Il nucleo essenziale della morale cristiana negli ultimi tempi non ha perso terreno, ma si è esteso e continua a estendersi ad altre culture e altre civiltà. Per questo i cristiani sono temuti e perseguitati.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Piero

              “Le vostre storpiature della storia solo assolutamente ridicole (come quella che vuole che l’Inquisizione non fece morti).”

              Parlate voi di storpiature? Voi, che avete gettando fango su di noi con 10 000 calunnie dimostratesi storicamente infondate come lo ius primae noctis, la leggenda della terra piatto, la cintura di castità e tutte le altre MENZOGNE che ci avete vomitato contro e che sono state smentite dalla storia?
              Bella faccia da c…o! 😀

              Ad ogni modo nessuno dice che l’inquisizione “non fece morti” (il tuo analfabetismo è confermato sempre di più) ma che furono molti, molti, molti meno di quelli che ci avete attribuito voi, come dimostra l’articolo che ho linkato più soora, tanto è vero che, “ormai gli storici non usano più il tema dell’inquisizione come strumento per difendere o attaccare la Chiesa”.

              Gli storici no, ma i dilettanti internettiani si. Ma forse tu ne sai più di loro, vero? D’altronde nell’altro topic hai trattato con sufficenza anche zichichi (al che io ti ho chiesto, e il post è ancora lì, se tu hai fatto scoperte paragonabili alle sue, per poterti permettere quella spocchia e quel l’aria di sufficenza, ma tant’è, se ti fossi fatto queste domande da solo non saresti Piero, saresti un individuo dal qi normale, invece che palesemente SUBnormale 😀 ) forse tu sei er mejo. Però sei anche modesto, ecco perché ti ostini a far figure da demente e a venire sbugiardato pubblicamente ad ogni post, come nel topic sul cristianesimo, dove, come scrive Licurgo (che cristiano non è) sei stato letteralmente sommerso.

              Saluti.

              • Piero ha detto in risposta a Vincent Vega

                Come se non si sapesse che buona parte degli archivi dell’Inquisizione furono bruciati e come se non si sapesse cos’era il braccio secolare.
                Torna a scuola asinello…

                • Max ha detto in risposta a Piero

                  Sei a conoscenza di incendi degli archivi dell’Inquisizione voluti, allo scopo di cancellare un passato “scomodo”?

                  • Vincent Vega ha detto in risposta a Max

                    Stiamo ancora aspettando una spiegazione del perché gli storici non sostengano questa tesi, ovvero che la Chiesa cattiva ha bruciato gli archivi. Aspetteremo invano mi sa. 🙁

    • Max ha detto in risposta a Piero

      Se posso suggerire, attenzione alla fallacie storiche del presentismo ed, in particolare, del whiggismo.

      Considerare “positivamente” gli eventi che portano alla storia presente perché noi siamo, notoriamente, i migliori in circolazione…

      E’ ovvio che noi siamo uomini del nostro tempo, quindi vediamo con favore gli eventi storici che portano al presente. Ma e’ difficile, se non impossibile, stabilire da un punto di vista storico la societa’ che abbia avuto gli ideali “migliori”. Noi considerammo matti gli uomini del 1400, come gli uomini del 1400 considerebbero noi dei matti. Molto complesso, e probabilmente indecidibile, stabilire chi abbia ragione e chi abbia torto.

      • Piero ha detto in risposta a Max

        Io considero positivo il fatto che oggi ci sia una democrazia e non credo che si sarebbe arrivati in altro modo perchè difficilmente vedo il monarca francese o lo Zar lasciare il potere al popolo perchè convinti della bontà degli ideali democratici.

        • Max ha detto in risposta a Piero

          Niente, ho parlato per non essere ascoltato.

        • Max ha detto in risposta a Piero

          Ritenere positivo, da un punto di vista storico, il presente rispetto al passato e’ la quintessenza della fallacia del “presentism” e del “whiggism”.

          Ovviamente, come uomini nati e cresciuti nel XX e XXI secolo, siamo affezionati ai nostri ideali liberali e democratici.

          Vivendo nella nostra epoca, tendiamo a giudicare in maniera positiva tutto cio’ che ha portato nella sua direzione, mentre tendiamo a giudicare in maniera negativa tutto cio’ che sembra aver resistito. Questo atteggiamento, che e’ appunto ricade negli errori del presentism e whiggism, pregiudica un’analisi imparziale dei fatti, che e’ quello cui lo storico e’ veramente interessato.

          Un uomo del XVII secolo, cresciuto con una forma mentis completamente diversa dalla nostra, non giudicherebbe negativamente l’avere un monarca, nemmeno un monarca con grandi poteri. Se potesse vedere il XXI secolo, direbbe “considero positivo che al mio tempo ci sia la monarchia e giusto che il re abbia molti poteri”. Chi avrebbe ragione? noi o lui?
          C’e’ un modo per stabilirlo, d’altra parte?

          I grandi studiosi di storia oggi cercano di capire le evoluzioni ed i grandi cambiamenti della storia, il come si sia giunti a certe vicende e certi modelli di societa’, ma allo stesso tempo sanno che non si deve giudicare. Imparano accuratamente a non farlo gia’ all’Università. Evitare il presentiamo ed il whiggismo e’ una regola nell’ambiente della ricerca storica.

          • Piero ha detto in risposta a Max

            Ok Max, cerchiamo di fare un ragionamento serio (è difficile con il “tagliagole” Vincent sempre tra i piedi): concordo sul fatto che non si possono leggere i fatti del medioevo con lo stesso metro con cui si giudicano quelli del presente e proprio per questo dico che non ha senso tirare in ballo la violenza, spesso esacerbata e spesso gratuita, della rivoluzione francese. E non ha senso ricordare l’uso della ghigliottina e poi dimenticarsi che anche in Vaticano si usava.
            Per me il fatto positivo è che nacque un’idelogia che favorì la nascita delle nostre democrazie. Di Rousseau magari non si può condividere tutto il suo pensiero ma non si può dire che non significò un momento significativo e sicuramente positivo per la nascita della società democratica. E così il fatto della Rivoluzione francese nella sua essenza.
            Concludo dicendo (così capirai la mia posizione) che io non ho scritto un articolo dal titolo: Il terrorismo dell’Isis ricorda molto gli anni bui dell’Inquisizione cristiana, appunto perchè so che il medioevo non è l’oggi, mentre UCCR ha scritto un articolo dal titolo Il terrorismo dell’Isis ricorda molto gli anni bui della Rivoluzione francese. Come vedi, io conosco bene la differenza tra presente e passato, mentre UCCR non solo non la conosce ma si dimentica anche che vi furono diversi passati e su quelli bui della Chiesa, a detta degli innumerevoli articoli qui pubblicati, sempre sorvola. Se questa è Storia tu dirai…

            • Max ha detto in risposta a Piero

              Grazie per i tuoi toni moderati.

              Pero’

              “Per me il fatto positivo è che nacque un’idelogia che favorì la nascita delle nostre democrazie”

              E’ questo l’errore nel giudizio storico che commetti.

              Inoltre, il mio primo intervento era diretto verso questa tua prima affermazione:

              “Quando la religione diventa un’istituzione che accentra il potere è conservatrice e tradizionalista per natura e questo dettaglio sfugge a molti. Non è infatti un caso che tutte le costituzioni dei paesi moderni si rifanno ai principi promossi dall’illuminismo, che fu all’epoca il vero faro dell’umanità. Poi si può discutere delle singole posizioni, delle lotte per il potere o i fatti di sangue che hanno toccano le guerre e tutte le rivoluzioni di tutti i tempi, quelle religiose o papali incluse, ma nulla toglie che l’illuminismo fu la porta che si aprì sul futuro, quel futuro che oggi si chiama democrazia.”

              Se UCCR commette un errore nel comparare l’ISIS alla Rivoluzione Francese – che pure e’ spesso ritenuta alla base della modernità, non del Medio Evo, come si evince anche nel tuo intervento – tu probabilmente commetti un errore simile nel giudicare in maniera positiva la Rivoluzione Francese contro “le posizioni coservatrici e tradizionaliste” della religione al potere prima della Rivoluzione Francese. Su cui peraltro ci sarebbe da discutere a lungo, perché la religione in precedenza non era mai stato un fatto individuale. La religione (cristiana in questo caso, ma un esempio simile potrebbe essere fatto in altri) era sempre un qualcosa di collettivo ed istituzionale, che comprendeva tutta la societa’. E come in precedenza, e’ difficile se non impossibile giudicare cosa fosse positivo e cosa fosse negativo.

              Spero di essermi spiegato.

              • Igloo ha detto in risposta a Max

                E poi è chiaro che il paragone di Uccr tra rivoluzione francese e l’Isis è una analogia, un “ricorda molto”, fermarsi ai titoli e spendere ore di inutili commenti su questi senza leggerli è davvero una cosa sciocca.

  3. Che bell’articolo!
    Fa specie che quel delinquente di Voltaire spesso sia citato come padre del pluralismo, quando invece ha dato avvio alla cultura dell’intolleranza.
    All’uopo citerei Cabaret Voltaire pubblicato qualche anno fa a firma di Pietrangelo BUTTAFUOCO.

  4. Ricordate sempre: “Hanno fatto mooooolti più morti innocenti(tra cui donne e bambini) due settimane di rivoluzione francese che un secolo, 100 anni, di Santa Inquisizione , Spagnola e Portoghese”

    Illuminismo, il vero buio.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Alèudin - preghierecorte

      Infatti sopra ho riportato i numeri della Santa Inquisizione, ed è proprio come dici tu.
      Ma oramai c’è un vero e proprio lavaggio del cervello anticattolico, specie sul web e diretto ai giovani, poche settimane fa addirittura una persona mi disse che l’idea di razzismo derivava dalla Chiesa.
      È in atto, da secoli, un vero e proprio attacco sistematico e capillare atto a demolire la credibilità della Chiesa Cattolica, basti pensare alla leggenda, ormai smentita, che nel Medioevo anche gli istruiti credessero alla terra piatta (ipotesi abbandonata già dagli antichi greci e smentita da opere come la Divina commedia), che fossero diffuse in maniera spropositata le cacce alle streghe e l’inquisizione, della quale ho riportato i reali numeri più sopra, che vigesse lo ius primae noctis o fossero usate le cinture di castità o strumenti come la vergine di Norimberga. Per non parlare delle Crociate, dipinte per secoli (come viene ancora fatto sul web dagli anticlericali internettiani) come guerre d’aggressione.

      Ragazzi, poche balle: è in corso un attacco sistematico, meticoloso e continuo contro la Chiesa Cattolica, le tesi antistoriche (nel senso che vanno contro ogni comoscenza storica acquisita) sul Cristo che avete visto nel precedente topic fanno parte dello stesso filone, e non è un caso che vengano diffuse sul web, da cialtroni come i vari disturbatori anticristiani come Piero o da scrittori scandalistici come Salsi, Alessando De Angelis eccetera. Vengono diffuse sul web perché spesso il pubblico che raggiunge è precisamente quello che si vuole raggiungere: le nuove generazioni, i ragazzini, che sono impreparati culturalmente e pertanto indifesi contro quelle idiozie.

      L’obiettivo è sempre quello, dai tempi del brutale schiavista Voltaire, ovvero “Écrasez l’Infâme!”, schiacciate l’infame.

      Pertanto le menzogne sulle crociate, sulla storicità del Cristo e dei Vangeli, sull’inquisizione, sulla Vergine di Norimberga, sulla cintura di castità eccetera non sono accidenti episodici o dovuti a scarsa meticolosità storica, ma fanno proprio parte di una sistematica, capillare, quasi “scientifica” opera di demolizione della Chiesa, che si cerca di portare avanti fin dalla cosiddetta “epoca dei lumi”.

      Basta vedere cosa scrive questo utente nel forum cristianesimo primitivo, dove si studia la storia del cristianesimo primitivo e dei Vangeli http://cristianesimoprimitivo.forumfree.it/?t=54855245#entry448395303

      Addirittura la Chiesa Cattolica sarebbe la mandante della Shoah! 😀

      Quello lo conosco bene, è un arpiolide, uno degli pseudo storici del web che si sono formati alla scuola Arpiola di Mulazzo, dalle quale sono venuti fuori Cascioli, Salsi, De Angelis eccetera, gli pseudo storici del web, come già detto, lo conosco bene anche col suo vero nome.

      Ben vengano quindi siti come Uccr, sono davvero importanti per combattere l’oceano di calunnie, menzogne e diffamazioni che ogni giorno ci vengono vomitate addosso.
      È importante usare il web come terreno di controinformazione, perché è il veicolo tramite il quale il nemico diffonde il suo veleno e le sue menzogne. Poco importa che in ambito accademico non abbiamo alcuna importanza, il problema è che arrivano dove certa gente vuole farle arrivare, ovvero alle nuove generazioni.

  5. Sophie ha detto

    Gli islamici in Italia sono un milione e mezzo. A manifestare in piazza contro l’isis erano 300 persone che comprendono musulmani, giornalisti e politici. Uno si fa una porzione di conti….

  6. massimo ha detto

    Autore dell’articolo cosa rispondi. Questo commento?
    “Articolo ultra fazioso Massimo. L’autore in primis non si domanda come mai la rivoluzione sia sfociata in una strage di preti e nobili. L’ovvia risposta è che queste due classi sociali avessero maltrattato per bene e per lunghi secoli i futuri rivoluzionari e questo abbia fatto maturare un filino di rabbia (i borghesi che oggi sono pappa e ciccia con i preti sono stati scomunicati e accusati di usura per secoli)… Poi il finale!! In cui si sostiene che lo stato di diritto in cui viviamo non è figlio della rivoluzione!!! E’ ovvio che ogni punto della storia è in qualche modo una sintesi del passato, come sostiene l’articolo. L’autore però si dimentica che prima della rivoluzione le cose cambiavano a ritmi lentissimi, attraverso una società lenta e reazionaria guidata da preti e nobili, mentre dopo la rivoluzione (dopo le 18mila testa) in appena 200 anni la popolazione mondiale è decuplicata, siamo andati nello spazio, sono arrivati i vaccini, internet… completamente un altro ritmo rispetto a prima!!”

    • Azaria ha detto in risposta a massimo

      Perche’ scomodare l’autore dell’articolo? Vedo di risponderti io.

      L’ovvia risposta è che queste due classi sociali avessero maltrattato per bene e per lunghi secoli i futuri rivoluzionari

      Questa visione ultra-ideologizzata ed oscurantista della storia ha iniziato ad inquinare la visione della storia proprio quando i rivoluzionari hanno voluto giustificare i loro crimini. Che ci siano stati sia i preti sia i nobili infami (e che ci siano sia preti sia ricchi infami anche oggi) non e’ certo una cosa nascosta a nessuno, ma questo fa parte di ogni gruppo di persone, che questi potessero raggiungere un numero tale da rappresentare una minaccia e/o un risentimento giustificato nel popolo e’ la vera parte ideologizzata.

      Bello poi il passaggio successivo riguardante la velocita’ della nostra evoluzione tecnologica che dimostra una totale ignoranza della storia della tecnologia. Per averne una visione un minimo razionale basta essere vissuti piu’ di 30 anni e vedere quanto l’evoluzione tecnologica degli ultimi 10 anni sia stata piu’ veloce di quella dei 20 anni precedenti. La risposta e’ semplice l’evoluzione tecnologica avanza con una velocita’ esponenziale: piu’ cose scopriamo piu’ veloci siamo a scoprirne di nuove. Non esiste nessuno stacco reale fra la velocita’ di evoluzione tecnologica fra il prima ed il dopo rivoluzione oscurantista (leggi rivoluzione francese).

      La velocita’ delle nuove scoperte continua sempre a crescere, con lo stesso andamento, avendo a volte dei punti di rottura in cui viene gravemente resettata, e l’ultimo punto di rottura che mi viene in mente e’ stato la caduta dell’impero romano, dall’alto medio-evo in poi la crescita tecnologica e’ partita in sordina (appunto come una funzione esponenziale) per poi salire sempre piu’ velocemente. Non mi meraviglia quindi che l’evoluzione tecnologica sia piu’ veloce negli ultimi 200 anni rispetto al tempo precedente, associare questo evento a dei macellai ipocriti vissuti 200 anni fa e’ anti-storico.

      Per capire cosa si intende per funzione esponenziale (che rappresenta, ripeto ancora una volta, la velocita’ della crescita tecnologica) guardati il link https://it.wikipedia.org/wiki/Funzione_esponenziale

    • Mattia ha detto in risposta a massimo

      In realtà, una cosa poco conosciuta, è che la maggior parte del clero accolse favorevolmente i moti dell’89 tanto che alla convocazione dell’Assemblea Costituente la maggior parte del clero si schierò a favore del Terzo Stato. L’appoggio venne poi meno quando i rivoluzionari pretesero di legiferare su tematiche inerenti all’ambito ecclesiastico (la costituzione civile del clero che creò una chiesa scismatica separata da Roma) e da lì iniziarono le persecuzioni

  7. Redazione UCCR ha detto

    Comunicazione di servizio. Ci scusiamo se abbiamo dovuto depurare il dibattito da commenti litigiosi tra due utenti, gran parte basati su insulti reciproci e tematiche estranee a quelle proposte dall’articolo. Informiamo che i due utenti sono stati posti in moderazione temporanea e i loro commenti dovranno superare l’approvazione di un nostro amministratore.

  8. Massimo ha detto

    Riporto qui il link della discussione su fb con risposte ad Azaria e Mattia che avevano commentato una frase da me riportata: https://www.facebook.com/zambelli.m/posts/10206991924509246?comment_id=10207003692123429&ref=notif&notif_t=feed_comment
    Se volete rispondere al crtico Nicola Bicocchi sarebbe cosa buona.

    • Azaria ha detto in risposta a Massimo

      Non ho fb, posso rispondere solo qui.

      Il grafico mostrato e’ quello dell’incremento demografico, che di per se non e’ ne positivo ne negativo. Nel commento da te prima riportato si parlava sia dell’incremento demografico (e non capisco perche’ dovrebbe essere cosa buona, o cattiva, che si sia velocizzato) e dell’evoluzione tecnologica (che sicuramente e’ cosa positiva). Inoltre, guardando il grafico che Bicocchi ha postato, anche se e’ un grafico demografico, comunque non vedo nessuna linea spezzata intorno al 1700, al massimo una discesa dal 1200 al 1400, poi una ripresa che cresce continuamente.
      Inoltre vorrei capire come tale curva si dovrebbe discostare da un’approssimazione della funzione esponenziale di cui ho fatto cenno.

      Per quanto riguarda la parte dei nobili e dei preti, il mio discorso andava proprio sulla classe sociale. Una classe sociale viene vista come un male quando una grossa percentuale di componenti di tale classe fa continuamente qualcosa di male. Il primo commento del tuo amico ha parlato delle abitudini delle classi sociali “lungo i secoli”. Ora, questo significa che il popolo conosceva la storia? Quindi sotto i nobili il popolo non era cosi’ ignorante? A quel che mi risulta (ma potrei sbagliarmi) neanche le persone colte al tempo erano molto interessate alla storia, per certo non ne era interessato il popolo, quindi almeno quella parte del commento deve essere anti-storica.

      Se vuole sapere perche’ bisognava togliere sia i nobili sia i preti i motivi ci sono.
      Ogni tiranno deve togliere di mezzo chi comandava prima altrimenti non puo’ comandare, quindi i nobili dovevano essere tolti subito d’avanti (indipendentemente se fossero buoni o cattivi).
      Come Mattia ha gia’ accennato il clero (anche l’alto clero) non aveva problemi, anzi l’appoggiava. Poco alla volta i piani dei tiranni venivano fuori con le sue ghigliottine e non solo.
      Il clero (non tutto, ammetto) e’ stato contrario anche a questo oltre alle pretese che i tiranni avevano sulla Chiesa. Come in ogni ideologia (l’ideologia e’ marcia per definizione) deve essere eliminato chiunque sia un ostacolo anche solo ipotetico. Se conosci poi il comportamento del clero in linea di massima vedrai che in genere i preti sono allergici alle esecuzioni sommarie e di massa (di cui la rivoluzione francese e’ stata piena). Non sarebbe un buon motivo (dal punto di vista dei tiranni) per toglierli d’avanti?

      Inoltre i preti avevano comunque una buona dose di potere sul popolo dato dalla fiducia che il popolo nutriva verso di loro e mentre in un primo momento tale potere era in linea con la rivoluzione (e quindi appoggiava ed era utile), quando il clero iniziava ad opporsi, ovviamente, era anche quello un potere contrario, maggior ragione per farli fuori.

      Ovviamente battersi per il piu’ debole ha questi risvolti drammatici: i tiranni prepotenti ti danno addosso.

    • Azaria ha detto in risposta a Massimo

      Ah! Ho visto che ha aggiunto anche il grafico del pil, che effettivamente e’ molto piu’ sensato del grafico demografico. Anche quello e’ un andamento esponenziale con una sola eccezione (linea spezzata in netta crescita) intorno al 2000 (ben lontano dal 1700) sulla zona europea.

      La funzione esponenziale cambia in funzione dell’esponente della potenza. In altre parole, maggiore e’ tale esponente piu’ lenta e’ la partenza ed allo stesso tempo piu’ veloce e’ la crescita.

      Inoltre, se consideriamo che il pil mostrato e’ quello globale (e non pro-capite) ad un aumento del numero di persone aumenta ovviamente anche il pil. Il pil globale e’ dato dalla somma (ed ovviamente la somma degli stipendi di 7 miliardi di persone di oggi e’ ovviamente maggiore della somma degli stipendi di 800 milioni di persone del del 1800) , quello pro-capite e’ dato dalla media.

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