Perché il mondo Lgbt ha bisogno di negare l’esistenza della teoria del gender?

Teoria genderAccantonata in fretta la bufala dell'”emergenza omofobia” -martellata per mesi sui quotidiani- che caratterizzerebbe il nostro “cattolico” Paese tanto da necessitare una apposita legge (talmente urgente che il ddl Scalfarotto è stato dimenticato da tutti, senza problemi), il mondo Lgbt si è dato una nuova priorità: negare a tutti i costi l’esistenza della teoria del gender.

Bisogna dar loro atto che, effettivamente, non hanno mai definito le loro idee come una “teoria” vera e propria, tuttavia è legittimo parlarne in questi termini dato che quel che sostengono è ben definibile tramite due precisi convincimenti. La prima affermazione della teoria del gender è che esisterebbe una sessualità specifica (o “dato biologico”) e un distinto genere (o “dato psicologico”). In sintetiche parole: si può essere maschi-uomini (o femmine-donne) in caso di coincidenza tra sesso biologico e genere (si parlerebbe in questo caso di cisgender, altro neologismo Lgbt per identificare il 99% della popolazione mondiale), così come si potrebbe essere maschi-donne (o femmine-uomo) nel caso in cui sesso biologico e genere non coincidano. Ovviamente è tutto presentato come “normale”, parola che fa sempre con insistenza capolino nella terminologia Lgbt. La seconda affermazione della teoria del gender è che sarebbe possibile scegliere autonomamente il genere sessuale “preferito” (o “sentito”), ovviamente prescindendo dal dato biologico. Finora sarebbe stata la società a indirizzarci nei rispettivi generi sessuali facendoli forzatamente coincidere al dato biologico, d’ora in poi bisognerebbe invece prendere coscienza di ciò e far crescere i bambini “liberi” da questi “stereotipi” per dar loro la possibilità di decidere “liberamente” (altro termine abusato) attraverso un’educazione gender-neutral.

Come si evince chiaramente, entrambi i ragionamenti sono complessi sofismi complottisti e anti-fattuali, teorizzati a tavolino per legittimare sopratutto il transessualismo (sessualità mutevole), ovvero la liquidità sessuale in nome dell’utopica autonomia di scelta della propria identità sessuale (accompagnata o meno dal cambiamento chirurgico dell’aspetto esteriore). Perché c’è necessità di questa ufficiale apologia? Perché la scienza medica ritiene questi convincimenti una patologia mentale definendo il transessualismo come “disturbo d’identità di genere” (DIG) nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), spiegandolo come «il desiderio persistente verso le caratteristiche fisiche e ruoli sociali che connotano il sesso biologico opposto». Secondo il DSM, dunque, esiste solo il sesso biologico, come d’altra parte ognuno di noi sa di se stesso, mentre il desiderare altro da quel che naturalmente si è appare come sintomo di un disturbo più profondo.

Il mondo Lgbt (formato da diversi omosessuali e molti eterosessuali prestati alla causa), tuttavia, si è accorto che se la società identifica così chiaramente i loro convincimenti, riconducendoli ad una precisa “teoria”, diventa allora più difficile riuscire ad entrare nelle scuole e instillare queste idee nella futura società. Sopratutto se se ne sente parlare in modo tanto negativo dalla principale autorità morale, ovvero Papa Francesco che ha condannato, per l’ennesima volta, tale ideologia nell’udienza generale di ieri. Di conseguenza, l’associazionismo omosessuale è corso ai ripari ed ecco così spiegato perché in queste ore si sta scatenando in questa direzione, sostenendo che tale teoria sarebbe stata inventata dal Vaticano, dagli ultrafanatici religiosi, dai fascisti, dai bigotti e da altri cattivoni.

La cosa più curiosa, tuttavia, è che queste persone mentre negano l’esistenza della teoria del gender ne definiscono contemporaneamente i contenuti. L’esempio più palese in queste ore è quello della filosofa Chiara Lallinostra vecchia conoscenza: da letterale tuttologa è passata a sostenere che l’anima non esiste, che l’istinto materno non è una naturale e innata competenza femminile, che in fondo abortire è bello, finendo col legittimare il “regalo di neonati” (pratica subdolamente chiamata “gestazione per altri”). L’impostazione ideologica la si capisce dunque immediatamente. Si è lanciata nella negazione della teoria del gender con un articolo dove ha ridicolizzato Papa Francesco, mostrando orgogliosa come la lobby Lgbt sia riuscita a far modificare gli articoli sulla spiegazione del gender sia del Corriere della Sera (guarda caso quotidiano con cui collabora) che de La StampaI fatti sono stati commentati anche sul blog “Nelle note”Più interessante un secondo articolomolto confusionario e con pochissima sostanza (ma con moltissime citazioni di teologi e filosofi, così come di blog e siti web “clericali”), con il quale ha voluto spiegare che la teoria del gender è «un nemico che hanno immaginato, o che hanno costruito».

Peccato che, come abbiamo anticipato, la Lalli abbia descritto esattamente la teoria del gender -seppur senza chiamarla così- presentandola come fosse verità scientifica. La biologia, ha infatti sostenuto, non ci dividerebbe come maschio/femmina, «ma ci sono anche molte possibilità intermedie». Esse sarebbero l’ermafroditismo, la sindrome di Morris, la sindrome di Swyer, la sindrome di Turner e la sindrome di Klinefelter. Già, peccato che non sono affatto “possibilità intermedie” all’essere maschio/femmina, ma tutte patologie genetiche (come indica il termine “sindrome”) e, alcune, riguardanti il sistema riproduttivo di un maschio o di una femmina. Una patologia non è una possibilità intermedia, così come chi è affetto da sindrome di Down non è una possibilità alternativa di essere uomo. Dopo questa prevedibile gaffe, nel tentativo di dimostrare che anche la sessualità biologica sarebbe fluida, la Lalli si è spesa nel cercare di teorizzare l’esistenza del genere sessuale distinto dalla sessualità biologica: «Si può essere di sesso M e avere una identità sessuale maschile oppure femminile (oppure ambigua, oscillante, cangiante). Nulla di tutto questo è intrinsecamente patologico o sbagliato e soprattutto ciò che è femminile e maschile è profondamente determinato culturalmente, tant’è che i ruoli maschili e femminili cambiano nel tempo e nello spazio». Dunque Chiara Lalli ha ben definito cosa sia la “teoria del gender”, seppur non voglia chiamarla teoria (dell’articolo tralasciamo le frasi a favore del relativismo accompagnati contraddittoriamente da aggettivi come “giusto” o “sbagliato”).

Ironia della sorte, tale spiegazione è coincidente a quella data da Benedetto XVI nel 2012, quando disse: «Il sesso, secondo la filosofia gender, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi. La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano. Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela. Adesso vale che non è stato Dio a crearli maschio e femmina, ma finora è stata la società a determinarlo e adesso siamo noi stessi a decidere su questo».

Per un ulteriore approfondimento si può interrogare l’Enciclopedia Treccani la quale dà una definizione più precisa della teoria del gender: «La cultura del gener conduce all’idea che la differenza maschile-femminile non coincide necessariamente con la differenza maschio-femmina, poiché le caratteristiche di genere (o stereotipi) sarebbero frutto di una costruzione culturale.  La contrapposizione tra sesso e genere segna il passaggio da una visione unitaria dell’identità sessuale dell’individuo – che, a partire dalla consapevolezza di una corporeità maschile o femminile, sviluppa gradualmente un’identità psichica definita (mascolinità o femminilità) – a una visione dualistica della sessualità, non solo distinguendo, bensì separando gli elementi biologici dell’identità sessuale (sesso) dal complesso di ruoli, funzioni e identità appresi e culturalmente strutturati (femminilità e mascolinità). Emerge così una concezione autonoma dell’appartenenza di genere, pensata come il risultato di una scelta culturale dell’individuo, distinta dalla propria corporeità».

Una teoria sbagliata e pericolosa, si legge ancora nella voce della Treccani«La prospettiva del gender mette così in discussione il fondamento biologico-naturale della differenza fra i sessi: femminilità, mascolinità, eterosessualità e maternità non vengono più considerati stati naturali, ma stati ‘culturali’, non definitivi e in alcun modo determinanti. In altre parole, l’uso del termine gender in luogo del termine sex dischiude la possibilità di non definire più la persona a partire dalla sua struttura biologica (corpo), potendosi viceversa definire in base alla sua ‘autocomprensione’ psico-sociale. Ne deriva che con l’identificazione esclusiva della persona come gender, piuttosto che come essere sessuato a partire da una corporeità, si giunge alla neutralizzazione dell’identità sessuata. La persona, così, non viene più valorizzata nella sua individualità sessuata, nel suo essere uomo o donna, bensì appiattita nell’ambito di un’indifferenza di gender, nella quale uomini e donne vengono percepiti come semplicemente ‘uguali’ e tutte le differenze biologiche, di ruolo, di caratteri vengono annullate, dimenticando il significato essenziale della bipolarità sessuale e la sua struttura oggettiva». Si riconosce in questo l’origine del gender nell’ideologia comunista. Invece, «la realizzazione dell’identità sessuata dell’individuo, che si manifesta nel suo essere uomo o donna e che si esplicita nelle finalità stesse della sessualità (la riproduzione e la continuità intergenerazionale), presuppone necessariamente una dimensione corporea definita, sulla base della quale il soggetto possa sviluppare un’identità psichica, in grado di percepire il valore della diversità sessuale e di confrontarsi con essa».

Papa Francesco ha delegittimato coraggiosamente questa tesi pseudoscientifica davanti al mondo intero, noi siamo chiamati ad imitarlo anche aiutando i sostenitori di queste sciocchezze a iniziare ad amarsi veramente per come si è stati creati. Cambiare non si può, lasciamo perdere le utopie dell’autodeterminazione totale e riflettiamo piuttosto sul perché di questo impellente bisogno della società moderna di sognare ed evadere da se stessi. Magari autolegittimandosi “scientificamente” con l’invenzione ad hoc di strampalate teorie.

La redazione

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138 commenti a Perché il mondo Lgbt ha bisogno di negare l’esistenza della teoria del gender?

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  1. FREEZERT75 ha detto

    Credo che questo articolo possa divenire fonte di acceso dibattito

    Pongo una domanda/riflessione:

    E’ possibile che, almeno in parte, la necessità da parte della comunità LGBT di affermare che sia normale per qualsiasi persona sentirsi maschio/femmine/bisex/ermafrodito etc.. a prescindere dal sesso biologico, sia in realtà generata da sofferenze e frustrazioni che non si è riusciti a superare e che quindi non hanno consentito uno sviluppo armonioso ed equilibrato del soggetto?

  2. Umpalumpa ha detto

    La cosa che preoccupa (fra le altre) è il fatto che in tutto l’occidente, Italia compresa, si stanno moltiplicando i corsi di chiaro indirizzo Gender, tenuti nelle scuole.
    Fra l’altro, ma sarebbe grave in ogni caso, mentre crollano i soffitti degli edifici scolastici, le famiglie fanno i salti mortali per comprare i libri scolastici e alle volte non c’è neppure la carta iginenica nei bagni scolastici.

  3. Prima regola del Fight Club: Il Fight Club non esiste!

  4. Jem ha detto

    Il mondo LGTB nega la teoria gender perchè, semplicemente, non esiste -.-
    Da quando è cominciata questa storia (o meglio, da quando si è cominciato a parlarne in maniera onnipresente), gli unici che hanno costantemente parlato di teoria gender sono proprio gli oppositori dei movimenti LGTB. A domande e richieste di spiegazioni, tali oppositori rispondono sempre dicendo che la teoria gender è pericolosa… La domanda è “Cos’è la teoria gender” e la risposta è “Eh, è pericolosa”…

    Nell’articolo sopra, per lo meno, si descrive cosa dovrebbe essere questa fantomatica teoria del gender. Peccato che questa descrizione non corrisponde a verità, ed è stata sempre esposta dagli oppositori che ho precedentemente descritto.

    Nessuno mai ha detto che si vogliono annullare le differenze tra maschio e femmina, almeno non nel senso che si intende qui. Anzi è proprio il contrario, si vogliono “aumentare” le differenze, e non solo fra i due sessi, ma fra le singole persone. Ognuno di noi è diverso dall’altro, e non perchè uomo, donna, etero o omosessuale, ma perchè siamo persone diverse. Il compito della “teoria del gender” (che metto tra virgolette perchè, come detto, queste tre parole non hanno reale significato) è proprio quello di spiegare che tutti siamo diversi da tutti, ma in quanto esseri umani, tutti abbiamo stessi diritti e doveri.

    E ancora, la fantomatica teoria non pretende che “ognuno sia quello che si sente”, nè tantomeno che si cambi orientamento sessuale ogni volta che lo si desidera (ProVita e il suo spot mi sono sembrati confusi a riguardo…). Quello che si pretende è che ognuno stia bene con sé stesso e non si nasconda dalla società.

    Che il sesso biologico e il genere siano due cose differenti, è cosa risaputa. Non lo affermano le associazioni LGTB, ma degli studi iniziati negli anni ’90 (perdonate, non ricordo la data precisa). E questa è anche una cosa abbastanza ovvia, se ci pensate. Il genere, in Italia, impone alle donne i capelli lunghi e la gonna, il sesso biologico certamente non è determinato da acconciatura o vestiti. E continuando, gli stereotipi di genere variano nelle diverse parti del mondo. I sessi sono sempre quelli sia nell’emisfero boreale che in quello astrale. Quella che voi definite teoria gender, semplicemente, vorrebbe che non esistessero questi stereotipi. Se una donna vuole avere i capelli corti, faccia pure. Se un uomo vuole indossare una gonna, faccia pure anche lui. E da notare che c’è sempre una ampia differenza fra i termini “sesso” e “genere”. Chi dice che gli LGTB vogliono ricondurre il SESSO ad aspetti culturali, ha capito male (come mi sembra abbia capito male Benedetto XVI).

    Concludo dicendo che non conoscevo la signora Chiara Lalli (perdonate l’ignoranza, non ho la più pallida idea di chi sia), ma se davvero ha paragonato l’identità sessuale alla sindrome di Turner è veramente una stupida. E sappiate che chi la pensa come me, certamente non la pensa come la Lalli su questo tema, vista la sua ignoranza in materia.

    Spero di aver spiegato più o meno tutto. Come sempre domande e discussioni sono ben accette. Se ho detto qualche stupidata, fatemelo presente.

    • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Jem

      Il problema e’ ancora più complesso di così. Sai cos’è il pendio scivoloso, “The slippery slope”?
      Basta vedere l’Olanda, oen l’eutanasia facile, ora vogliono terminare tutti gli over 70, quando stanno male, semplicemente, non andrebbero rianimati.

      Queste teorie, anche quando sono presentate come innocue, hanno uno scopo ben preciso in realtà. Sono tutte in aperto contrasto con gli insegnamenti di Gesù e preparano il terreno per qualcosa di molto peggiore di ciò che sta avvenendo adesso.

      È il ringhio dell’abisso.

      • Jem ha detto in risposta a Massimiliano 1989 A.D

        Emm… Massimiliano, l’argomento è interessante e anche complesso, però l’articolo ed il mio commento si riferiscono ad altro…

        • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Jem

          In realtà fa tutto parte della stessa questione.
          Oggi andare palesemente contro natura e’ vista come “cosa normale” e retrogradi quelli che si oppongono. Dire che si voglia “aumentare” la differenza tra i sessi e non annullare è una falsità colossale.

          Fa parte delle stesse falsità di cui si nutrono i pro morte (chiamiamo le cose come stanno).
          Fa parte di quel becero relativismo che vuole ridurre tutto a dimensione culturale, fino a negare la relazione le differenze NATURALI che ci sono tra i sessi.
          È voler essere dei di se stessi, né più ne meno.

          Nella stessa sfera ideologica rientrano crimini odiosi come l’aborto e l’eutanasia, giustificati in nome della democrazia e dell’autodeterminazione totale.

          Questi sono gli orrori dell’uomo che gioca a fare Dio.

        • mario ha detto in risposta a Jem

          jem, io da “simpatizzante” di questo sito , sono più vicino al tuo pensiero.
          infatti è vero che, parlando con esponenti del mondo gay ( anche influenti garantisco) , ho ricevuto un NO secco alla domanda “sei a favore della teoria gender (TG)?”. nel senso che molti gay , mettiamo due uomini, stanno insieme ma non pensano che vorrebbero essere donne. loro si sentono a loro agio col loro sesso biologico.
          a tal fine invece il vero problema ( e secondo me alcuni gay mal sopportano la “T” di LGBT) è il transessuale. occhio che il DSM non parla più di disturbo dei trans, ma di disforia. se qualcuno vuole spiego la sfumatura.
          comunque, il problema è il trans. in quanto lui SI che vuole diventare FISICAMENTE altro da ciò che appare. e lui si che vorrebbe che nelle scuole si slegasse l’ apparenza sessuale dal dato biologico di nascita. questo a mio avviso è l’ aspetto che inquieta della TG.
          poi la Lalli lasciamola perdere. altrimenti facciamo la fine di quelli che prendono Socci o Formigoni e dicono “avete visto che bei cattolici?” ( e con questo non voglio dire che non lo siano, solo che sono persone che rappresentano loro stessi e null’ altro).
          certo , il fatto che i gay ( questo vorrei che qualcuno rispondesse) NON prendono le distanze dalle istanze dei trans, fa pensare male. fa pensare purtroppo ad un secondo fine, sottaciuto. come i musulmani che non prendono le distanze dai terroristi.
          credo che se non circoscriviamo il problema TG al fenomeno dei trans non ne usciremo mai.
          saluti.

          • Ottavio ha detto in risposta a mario

            Ma infatti la teoria del gender dice altro da quello che hai spiegato tu, non dice che uomini vogliono essere donne o viceversa ma che esisterebbe un dato biologico e un genere sessuale che ognuno può scegliere personalmente, indipendentemente che sia coincidente o meno con l’orientamento fisiologico del proprio corpo. La teoria del gender è alla base anche del fenomeno omosessualità, della liquidità dell’orientamento sessuale e di tutti i fenomeni legati al problema di accettare se stessi e la propria natura.

            • mario ha detto in risposta a Ottavio

              scusa ma non capisco. aiutami.
              “uomini vogliono essere donne ” non coincide forse con “dato biologico non necessariamente con genere sessuale”?
              la R di questo sito ti obbliga ad essere chiaro , logico, razionale.
              ripeto. un omosessuale maschio, che desidera un altro uomo, a volte vuole sembrare una donna, ma molto più spesso gli piace così tanto il suo corpo, il suo apparire con caratteri maschili, che mai li vorrebbe cambiare.
              forse, ma ripeto spetta a te l’ onere della spiegazione, tu vuoi dire che l’ omosessuale maschio ad esempio rifiuta il fatto che naturalmente il suo corpo, per riprodursi, ha bisogno di una donna. ma questo è un altro tema.
              qui il tema invece è educativo. la TG, quella che fa paura, dice, come è in Germania, che se nasci maschio devi passare del tempo a capire se vuoi rimanere tale. quindi fai esperimenti, interrogati, capisci se sei a tuo agio con l’ apparenza ( e realtà) biologica della tua nascita. in fondo la TG instilla un dubbio. la paura è che tale dubbio, passato ai piccoli, possa creare danni.
              il vero punto è che non c’è la guida TG, quindi per trovare dei punti fermi dobbiamo ascoltare Lalli o altri esponenti.
              mi piacerebbe davvero però sentire un gay- o anche te Ottavio- cosa pensi di un trans. io ho figli e devo dire che forse accetterei che fossero gay, molto meno che diventassero dei frankenstein.

      • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Massimiliano 1989 A.D

        Ciò a cui si vuole arrivare e’ la completa nefpgazione di ogni valore non negoziabile, per l’affermazione del relativismo più bieco e assassino.
        D’altronde “se non esiste Dio tutto è permesso” è una grande verità, ciò che non è permesso oggi, per via della legge umana, mutabile è soggetta gli eventi, a differenza di quella divina, verrà permesso domani.

        Quel maiale, quel VERO maiale di Dawkins diceva che un feto valeva meno di un maiale adulto.
        Quando si rifiuta Dio, quando si rifiuta LA VERITÀ che è Gesù p, ogni altra verita non è più tale, ma relativa.

        Per cui potrebbe accadere, un giorno, che si ritorni a Sparta, solo che non saranno più a bambini ad essere buttati giù dal monte Taigeto, ma gli anziani spediti al Creatore perché ritenuti “di troppo”.

        Oggi non viene fatto certo, ma la democrazia assoluta, che non si basa sulla legge morale ma sulla preferenza connotata dalla maggioranza umana, è mutevole come un camaleonte.
        Un bambino nato in un’epoca in cui gli anziani vengono eliminati perché “inutili”, considererà questa cosa normale, perché dettata dalla democrazia.

        Oggi è normale, legalizzato e soprattuto, cosa ancora più grave, LEGITTIMATO l’aborto, sacrificio graditissimo a Satana.
        L’aborto e’ una atrocità che grida vendetta, e oggi moti lo considerano “normale”.

        Pendio scivoloso ‘nuff said’ 😉

        È il ringhio dell’abisso, come dicevo. E fidati, te lo dice uno che Satana e i suoi demoni li ha conosciuti, e non leggendo la summa demoniaca.

    • Italo Sgrò ha detto in risposta a Jem

      Una sola ne hai detto: che l’ideologia (o teoria, o filosofia) del gender non esiste. Invece esiste, è uno sbaglio della mente umana e produce tanta confusione.

    • Amedeo ha detto in risposta a Jem

      Mi congratulo con Jem, che ha descritto ottimamente come stanno veramente le cose. Dopo aver letto l’articolo della Lalli (cosa che avrebbe potuto fare anche lui, prima di scriverne), posso dire che l’accusa di aver paragonato l’identità sessuale alla sindrome di Turner è completamente infondata.

      • simone ha detto in risposta a Amedeo

        Difficile che Jem abbia descritto ottimamente le cose dato che non ha letto l’articolo e ha ribadito semplicemente la nuova tattica Lgbt di negare il nome di una teoria e sostenerne contemporaneamente i contenuti.

    • Francesco ha detto in risposta a Jem

      E se un uomo vuol impiantarsi i seni e tagliarsi il piripillo, faccia pure? È anche questa teoria di gender, non solo il vestirsi (che da che mondo è mondo, si sa che è mera cultura sociale). Ad esempio a me piace tenere il tema del PC sul rosa, ma ovviamente mi sento uomo. La teoria di gender però è ben altro, e proprio recentemente mi è capitato di parlare con qualcuno dicendo che la teoria di gender è inventata dai cattolici. Poi ha cominciato a parlare del fatto che la nostra “cultura sessista” ci obbliga a pensare che uomini e donne siano diversi quando in realtà a parte le differenze fisiche siamo uguali e, quindi, in una società “evoluta” uomini e donne ragionano in egual modo e scelgono anche che sesso essere. Ecco, questa è teoria di gender confermata da una che la nega.

      • Jem ha detto in risposta a Francesco

        Francesco, ti ho risposto brevemente nel commento sotto, però penso che dovrei essere un pochino più completa nella mia risposta alle tue frasi. Il fatto che ti piace il rosa anche se sei “maschio” non fa altro che confermare che le differenze non stanno nel sesso, ma nel fatto, appunto, che tu sei un individuo a sé stante. Uomo e donna, in quanto uomo e donna sono diversi solo per il lato fisico? Si, ovviamente. Uomo e donna, in quanto persone, sono diversi solo per il lato fisico? Ovviamente no! È come dire che una persona di colore differisce da un bianco solo dal punto di Vista fisico. È certamente vero, ma questo non significa che non siano diversi in quanto persone. Solo che hanno gli stessi diritti, e possono fare le stesse cose.

    • Dario* ha detto in risposta a Jem

      Vorrei farti presente che di donne coi capelli corti ce ne sono da decenni senza che questo dia scandalo a nessuno, lo stesso dicasi per le donne coi pantaloni e chissà quanti altri esempi. Nonostante ciò, fino a qualche anno in qua, non si è mai visto il bisogno di cercare di traviare dei bimbi in tenera età. Puoi anche insegnare ai bimbi ad usare le forbici per piantare i chiodi se ti fa piacere ma non andare a raccontare in giro che lo fai per il loro bene e magari a tormentarli se, nella loro semplicità, si rendono conto che utilizzare un martello sia la cosa più appropriata o ancora denigrare i loro genitori se per caso vogliono che si insegni loro ad utilizzare gli attrezzi per lo scopo per cui sono stati concepiti. E’ talmente evidente che inculcare confusione nelle inesperte ed indifese menti dei bimbi sia assolutamente incompatibile col desiderare il loro bene che è incredibile come si possa affermare cose del genere pretendendo di non accorgersi dello stridore emesso dall’attrito tra i due concetti diametralmente opposti.
      Il fatto che tu definisca “stereotipo” l’ordine naturale delle cose mi sembra piuttosto indicativo sul fatto che ci debba essere alle spalle una qualche teoria (o “scuola di pensiero” se preferisci) per farlo. Se non ti piace il nome “teoria gender” sei liberissima di dargliene un altro ma non negarne l’esistenza perché è come negare l’esistenza del sole.

      P.S. emisfero aUstrale, l’altro è pertinenza dell’astrologia o della fantascienza 😉

      • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Dario*

        Dario, l’unica cosa incredibile e’ che tu non ti renda conto che tutto ciò e perfettamente sensato. Purtroppo.
        Dio è morto, che ti aspettavi in cambio? Quando si uccide Dio si uccide se stessi, e si uccide in primis la possibilità di fare CHIARO discernimento di cosa e’ bene e cosa è male, relativizzando tutto 😉

        Questa è la verità. O l’Europa ferma questo percorso di scristianiazzazione e secolarizzazione oppure non aspettarti che le cose andranno meglio.
        Le cose cambieranno quando verrano svelati segreti di Medjugorie (le cui conseguenza avranno portata mondiale) e tutto il mondo capirà che Dio esiste e qual’e il vero Dio.
        Allora le cose cambieranno, e molto. Fino ad allora, per i prossimi 10-15-20 anni (visto che il prete che dovrà rivelarli al mondo, su mandato dei veggenti, ha 69 anni non può mancare più di di uno o massimo due decenni stando larghi) le cose andranno sempre peggio.

    • Jem ha detto in risposta a Jem

      Come al solito rispondo a tutti in un unico commento.

      Massimiliano, niente di quello che ho detto è falsità. Non è affatto vero che chi sostiene questa fantomatica teoria dice che uomini e donne sono uguali, ma anzi, dice che persino uomini e uomini non sono uguali. E non si tratta di andare contro natura. Gli omosessuali sono tali perché è così. Non ci sono stati eventi esterni che li hanno resi tali. Stessa cosa nel mondo animale. I pinguini omosessuali non sono certo così per qualche trauma subito. La natura è fatta così.

      Mario e Francesco, il discorso dei trans è diverso. Gli omosessuali non c’entrano niente con loro. la disforia di genere è una situazione complessa, ad oggi studiata anche da neurologi. Pare che chi la sperimenta ha delle strutture cerebrali più simili a quelle del sesso opposto. Sinceramente, non trovandomi in tale situazione, non mi va molto di criticarli né di sostenerli. Preferisco semplicemente dire che… non lo so.

      Italo, così le parole del papa? 🙂 è uno sbaglio nel senso che sbaglia chi crede che sia reale 🙂

      Dario, australe XD mi è saltata una U. Il bello è che avevo pure riletto il commento. Imbranata al massimo XD
      comunque, hai perfettamente ragione a dire che di donne con i capelli corti e pantaloni ce ne sono tante. E qualche decennio fa? E qualche secolo fa? Se lo avessero fatto in altri tempi, le avrebbero prese x matte. E se non vogliamo andare indietro nel tempo, basta pensare che oggi le donne con i pantaloni sono la norma, ma un uomo con la gonna e g tacchi a spillo verrebbe deriso. L’esempio dei vestiti è però un esempio, per l’appunto. Il senso non sta nell’abbigliamento ma in tutti quegli stereotipi attribuiti ai diversi sessi.
      per quanto riguarda i bambini, io ho letto l’opuscolo informativo relativo ai nuovi percorsi scolastici che introducono questa benedetta “teoria del gender”. Quello che ho letto io è l unico che si trova su internet, ed è relativo alle scuole elementari. Ebbene, leggendolo tutto, non ho la più pallida idea del perché alcuni genitori si siano prodigati tanto per bloccare il progetto. Mi sorge il dubbio che questi genitori non abbiano letto nemmeno mezza riga dell’opuscolo. in queste righe si legge di accettazione del diverso, di rispetto per i compagnetti che hanno disabilità o handicap, di rispetto verso le altre religioni, del capire che ci sono altri tipi di famiglia. E ancora, si legge che va bene se ad una bambina piacciono le macchinine e se ad un bambino piacciono le bambole, che non c è niente di male se non siamo omologati al gruppo (e se vi ricordate bene il periodo dell’infanzia, vi ricordate di certo quanto era importante “essere come gli altri”). Ancora devo capire cosa c’è di scandaloso in tutto questo.

      • FREEZER75 ha detto in risposta a Jem

        ” non si tratta di andare contro natura. Gli omosessuali sono tali perché è così. Non ci sono stati eventi esterni che li hanno resi tali. Stessa cosa nel mondo animale. I pinguini omosessuali non sono certo così per qualche trauma subito. La natura è fatta così.”

        Ciò che tu affermi è falso, se inteso in senso assoluto nel senso che TUTTI i gay sono cosi per natura e questa condizione NON è mutabile

        La mia esperienza ha evidenziato una realtà che può essere differente

        • Jem ha detto in risposta a FREEZER75

          Quindi secondo questa logica, anche tu potresti diventare tranquillamente omosessuale. Basterebbe un po di psicoterapia. O forse un trauma.

          Sai perché la maggior parte dei gruppi che si dedicano alla conversione di omosessuali si disperde? Perché i loro membri, compresi quelli che si trovano ai vertici, iniziano relazioni omosessuali fra di loro.

          Sai qual è la percentuale di gemelli eterozigoti entrambi omosessuali? poco più del 20%. Questa percentuale arriva al 50% nei gemelli omozigoti. Più del doppio. Una percentuale un po troppo alta per poter affermare che l’omosessualità non è una condizione innata ed immutabile

          • Katy ha detto in risposta a Jem

            Non c’entra nulla la genesi sull’omosessualità con questo tema. In ogni caso esiste una predisposizione genetica ma è l’ambiente di crescita a determinare l’inclinazione. Ridicolo invece parlare nel 2015 dell’esistenza del gene gay e dell’immutabilità dell’omosessualità: si nasce gay e non si può più cambiare, mentre l’eterosessualità sarebbe liquida. Ma vi rendete conto di cosa scrivete?

            • andrea g ha detto in risposta a Katy

              No, non se ne rendono conto; scambiano l’omosessualità x ‘libertà’,
              e ciò è la conseguenza del voler vivere come se DIO non ci fosse.

              Se approfondissero le parole di Gesù, tipo “se rimarrete nelle mie
              Parole conoscerete la Verità ed Essa vi renderà liberi”, avrebbero
              la possibilità di acquisire la consapevolezza che stanno difendendo
              null’altro che la propria schiavitù.

          • Dario* ha detto in risposta a Jem

            Penso di aver indovinato cosa intendevi scrivere (ed in quel caso trovo si tratti di conclusioni senza gran fondamento ma non entrerò in merito di una cosa che in fin dei conti è solo una mia illazione) ma sappi che ciò che hai scritto è che più di metà dei gemelli omozigoti sia gay (metà delle coppie di gemelli sarebbero entrambi gay a cui vanno sommati tutti gli individui gay con un gemello omozigote che non lo sia). Se non correggi il tiro i numeri che hai scritto sono un’autentica barzelletta. D’altra parte mi sembra davvero poco seria anche la faccenda che l’omosessualità sia in un certo senso contagiosa o che possegga questa irresistibile attrattiva per tutti gli individui che ne entrino in contatto

            • Jem ha detto in risposta a Dario*

              I numeri non sono miei, li ho presi da uno studio. Era semplicemente per dire che l’omosessualità sembra avere una base genetica e chi nasce omosessuale ci resta per tutta la vita. I risultati delle terapie di conversione parlano chiaro. Solo una piccola parte degli omosessuali diventa eterosessuale. Gli altri continuano ad avere istinti omosessuali più o meno forti. Alcuni li reprimono, altri se ne fregano e continuano la precedente vita. Rispondendo a Katy, nessuno ha mai detto che l’eterosessualità è fluida, io ho detto proprio il contrario. Forse è il caso di smetterla di reputare l’omosessualità come una malattia, eh? E no, l’ambiente di crescita non determina lo sviluppo dell’omosessualità. Puoi informarti o continuare a restare nell’ignoranza e convinta delle tue idee. Io consiglierei la prima ipotesi.

              • Dario* ha detto in risposta a Jem

                Non so quale sia la tua dimestichezza con la statistica ma, che più di metà dei gemelli omozigoti non sia gay è un’evidenza sotto gli occhi di tutti. Io stesso conosco molte coppie di gemelli omozigoti e nessuno di loro lo è, se fossero vere le statistiche che citi ciò non sarebbe praticamente possibile. Prova a rileggere lo studio in questione o magari citare esattamente cosa dice perché sono piuttosto convinto che dica altro (se invece dice ciò che affermi tu sicuramente non è uno studio serio).
                Sul fatto che solo una piccola parte di omosessuali diventi eterosessuale ci possono essere molte cause, per come la vedo io la prima è che un passaggio del genere è demonizzato dalla società, però non si può affermare che tali casi non esistano e questo è sufficiente per dimostrare la possibilità dell’evento in questione.
                Per quanto riguarda la repressione degli istinti, non vedo perché debba essere sempre considerato un male assoluto. Una persona che si trattiene dal menare le mani o che sa tenere a freno la lingua o che sa mantenere la calma in determinate situazioni ad esempio è encomiabile ed invidiabile, di certo non può essere biasimata per questo. In un mondo civile gli istinti devono essere assoggettati alla ragione e la ragione alla morale, quando si cambia questo ordine di precedenza si sbaglia inevitabilmente.

                • Jem ha detto in risposta a Dario*

                  Aspetta Dario, forse non hai capito… Lo studio indicava le coppie di gemelli ENTRAMBI omosessuali… nel senso, in una metà delle coppie (parlando di omozigoti) entrambi erano omosessuali, mentre nell’altra metà solo uno dei due gemelli lo era. Nel caso di gemelli eterozigoti questa percentuale dimezzava, e diminuiva ulteriormente nel caso di fratelli adottivi.

                  La repressione degli istinti non è male solo se l’istinto è sbagliato. Non si può paragonare l’istinto omosessuale al picchiare qualcuno. Fra l’altro, non biasimo nessuno. Però, per stessa ammissione di questi ex-omo, gli istinti omosessuali permangono, tutto quello che fanno è reprimerli. Questo non significa aver cambiato orientamento sessuale.

                  • Petitio Principii ha detto in risposta a Jem

                    Ma di quali studi vai cianciando caro Jem… Non parlerai mica dello studio di Baily e Pillar? Quello in cui si è scoperto che coppie di gemelli entrambi omosessuali si erano spontaneamente proposte per partecipare allo studio? O forse ad un altro studio in cui avevano trovato solo due coppie di gemelli in cui almeno 1 dei due fosse omosessuale?

                    Forse dovresti documentarti meglio, gli studi più recenti (ovvero quelli successivi al 2000) condotti su campioni decisamente più consistenti hanno ridimensionato la stima: al massimo il fenomeno covaria nel 7.7% dei casi. La teoria innatistica dell’omosessualità è stata scientificamente rifiutata.

                  • minstrel ha detto in risposta a Jem

                    Giusto e sbagliato sono termini morali. Vogliamo dunque chiarire dove fondi il tuo “essere giusto”? Da quello che è considerabile naturale? Ma chi stabilisce cosa è naturale? La scienza? Ma la scienza non è conoscenza parziale di una realtà mai compresa veramente? La morale si basa su qualcosa di mai veramente certo? Allora come fai a parlare di “giusto” scusa?!

              • Panthom ha detto in risposta a Jem

                chi nasce omosessuale ci resta per tutta la vita (dice Jem)….invece chi nasce eterosessuale può diventare omosessuale, come hanno fatto migliaia di omosessuali (Franco Grillini, Alessandro Cecchi Paone ecc.).

                Ecco un’altra bufala Lgbt…

              • Katy ha detto in risposta a Jem

                Se l’ambiente di crescita non determina lo sviluppo dell’omosessualità (fonti?) allora esiste un gene gay. Finalmente l’avete trovato!! Bravi! Mi puoi citare lo studio che lo ha annunciato al mondo, cara Jem? Una domanda, il gene gay è ovviamente ereditabile dai figli come per le malattie? (ovviamente non sostengo che omosessualità sia malattia, smettiamola con l’accusare gli altri di nazismo).

          • FREEZERT75 ha detto in risposta a Jem

            Io non faccio parte di un gruppo per convertire gli omosessuali, ne vorrei farne parte

            La mia esperienza riguarda una persona omosessuale da 16 anni a questa parte la quale, essendomi amica si è aperta in un peridoo di profondo malessere e mi ha detto che non è nata omosessuale

            Lo è divenuta dopo che la madre se n’è andata con un’altro e da una delusione molto forte in amore avuta all’età di 17 anni. Questo è quanto mi ha detto.

            Che poi molti altri omessuali siano cosi dalla nascita e lo rimangano è un’altro fatto

            Ma ciò che conta è che quello che tu asserisci ovvero che l’omosessualità è innata e uno se la tiene per tutta la vita non corrisponde al vero in senso assoluto cioè vale per tutti gli omosessuali

            • Jem ha detto in risposta a FREEZERT75

              Ok, la storia è molto più complessa di quello che avevo capito. A questo punto mi chiedo se davvero questa persona avesse normali istinti omosessuali o fosse altro.

              • Katy ha detto in risposta a Jem

                I tuoi dubbi rivelano l’ideologia con cui ti poni in queste questioni: se la realtà nega la teoria, allora tanto peggio per la realtà.

          • Memento ha detto in risposta a Jem

            Gli studi più recenti li trovi riassunti qua: ci sono percentuali moooolto diverse
            Studi sui gemelli monozigoti dimostrano che l’omosessualità non è genetica

      • lorenzo ha detto in risposta a Jem

        Quindi per te, accoppiarsi con animali, cadaveri o bambini è una normalissima variazione della sessualità umana?

        • Jem ha detto in risposta a lorenzo

          Puoi indicarmi le righe in cui ho affermato questo? Grazie

          • lorenzo ha detto in risposta a Jem

            “… tutti siamo diversi da tutti, ma in quanto esseri umani, tutti abbiamo stessi diritti e doveri.”
            La diversità vale per tutti o solo per alcuni?

            • Jem ha detto in risposta a lorenzo

              E mi spieghi cosa c’entra questa frase con pedofilia, necrofilia e zoofilia, scusa?

              • lorenzo ha detto in risposta a Jem

                Scrivi che “si vogliono “aumentare” le differenze, e non solo fra i due sessi, ma fra le singole persone. Ognuno di noi è diverso dall’altro, e non perché uomo, donna, etero o omosessuale, ma perché siamo persone diverse”, e poi vorresti negare, con intenzioni certo razzistiche, a pedofili, necrofili e zoofili il diritto di determinate pratiche sessuali solo perché, a motivo della tua cultura retrograda ed antiquata, non ti piacciono?

                • Jem ha detto in risposta a lorenzo

                  proprio perchè siamo tutti uguali, con gli stessi diritti e gli stessi DOVERI, se qualcuno commette un atto illegale viene punito. Non capisco il motivo di questo fraintendimento.

                  • FREEZERT75 ha detto in risposta a Jem

                    “proprio perchè siamo tutti uguali, con gli stessi diritti e gli stessi DOVERI, se qualcuno commette un atto illegale viene punito”

                    Jem secondo te l’uomo è in grado di punire con giustizia gli atti “illegali” dei suoi simili o utilizza spesso 2 pesi e 2 misure?
                    Io sono sicuro di no, per me l’unica Giustizia che può essereci non fa parte del Genere umano, quindi non mi aspetto nulla dall’Uomo in tal senso

                    A me l’esperienza insegna che spesso l’essere uomano pretende di avere Diritti ma ignora di avere dei Doveri e la Legge Non è uguale per tutti, questa è la realtà

                  • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Jem

                    Il problema è che la legge, oggi, si basa su presupposti mutevoli, sulla democrazia e la volontà della maggioranza, non sulla legge morale.
                    È tutt’altro che utopico, quindi, che si arrivi ad un futuro ove cose che oggi sono illegali e deplorevoli saranno legali e ben accette.

                  • Jem ha detto in risposta a Jem

                    Come giustamente dite voi, la legge dipende dal luogo e dal periodo. E purtroppo è anche vero che i metri di giudizio non sono uguali per tutti, purtroppo. Ma è così che vanno avanti le società. Ci si dimentica di avere dei doveri? Certamente vero, ma non per questo giusto.

                    Un giorno le cose che oggi sono illegali diventeranno legali e viceversa? Certamente. è dalla notte dei tempi che le leggi cambiano in continuazione.

                    • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Jem

                      Infatti è ciò che ho detto io. Se non ci si basa sulla legge morale e la parola di Dio si potrà benissimo arrivare a un futuro dove gli anziani o addirittura gli obesi e/o i depressi verranno terminati in base a un diabolico concetto di “pietà”.
                      Si potrà anche arrivare ad un futuro in cui la pedofilia sarà legalizzata.

                      Tutto, non esagero, tutto è lecito è possibile quando non si riconosce Dio e la legge morale. Basta vedere l’aniorto che non solo è legalizzato ma, quel che è peggio, LEGITTIMATO, nel senso che i pro morte cercano di far passare il concetto che non solo sia ormai legale (fatto innegabile) ma che sia anche “giusto”, morale, etico, un atto “pietoso” in certi casi.

                      Ci state costruendo un bel mondo.

                    • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Jem

                      E lo ripeto, per chi nega Dio non esiste “l’immorale”. Esiste solo l’illecito che però potra diventare lecito in un futuro più o meno lontano.
                      Questo è il risultato di una morale e delle leggi non scolpite sulla solida roccia (Gesù Cristo e la Sua parola) ma sul mondo.

                    • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Jem

                      Aborto non aniorto.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Jem

                    Quindi, secondo te, dove l’omosessualità viene considerata illegale è giusto che gli omosessuali vengano puniti?

                  • andrea g ha detto in risposta a Jem

                    Ma ti costa tanto ammettere di essere in pura contraddizione,
                    egregio jem?

                    • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a andrea g

                      Ehm, e’ una ragazza 🙂

                      Essere contraddittori e’ già una caratteristica intrinseca femminile, inoltre con la confusione dei gender…. 🙂

      • Dario* ha detto in risposta a Jem

        A me piacciono i vecchi film e non mi pare che il mondo di qualche decennio addietro reagisse istericamente alle donne coi capelli corti o con i pantaloni (se richiesto posso fare degli esempi ma spero non ce ne sia bisogno). Non mi risulta neppure che le donne coi capelli corti o che amano i pantaloni abbiano mai richiesto che venisse coniato un nuovo genere con cui essere categorizzate.
        In secondo luogo, analogamente a come i cristiani vengono tacciati di aver inventato la “teoria gender” si potrebbe dire del concetto che voi avete sempre in bocca, ovvero degli stereotipi. Dove risiede il fondamento dell’assunzione che la gente si comporti in un dato modo solo in base agli stereotipi? Io dico che risiede nell’ideologia gender ma sono curioso di sapere la tua risposta, di sapere cosa ti spinge a batterti con chi accusi di battersi contro i mulini a vento.
        Tra le altre cose, quelli che tu consideri gli stereotipi che rovinano la società non sono dei monoliti immutabili, sono in continua evoluzione (faccio qualche esempio: donne in politica, donne astronaute, uomini che lavano e stirano o che si prendono cura della casa) con buona pace di tutti e senza bisogno di fare il lavaggio del cervello ai bimbi.
        A proposito di bimbi: quando prendi dei bimbi dell’asilo e li fai truccare da donna non li stai lasciando liberi di esprimersi ma stai imponendo loro degli stereotipi alternativi. Quando categorizzi dei bimbi dell’asilo come “né maschi né femmine” stai assegnando loro un ruolo né più né meno dei ruoli che vengono in qualche modo indicati dalla società (ruoli che però, in questo caso, hanno un fondamento tangibile). Non venirmi a raccontare che si da loro libertà di esprimersi perché quella dovrebbe nascere spontanea e non venire inculcata dalle maestre.
        A proposito di maestre: qual’è la percentuale che sarebbe in grado di spiegare la diversità in modo non invasivo? Tu sembri parlare di un mondo utopico in cui gli individui sono perfetti ma la realtà è quella delle maestre d’asilo che spesso e volentieri sfogano le proprie frustrazioni sui bimbi. Già hanno difficoltà a spiegare ai bambini di non mettere la terra in bocca, credi che sarebbero davvero in grado di fare ciò che pretendi da loro? Una cosa che neanche professori molto più qualificati sono in grado di insegnare a studenti molto più maturi? Per piacere dai

        • Jem ha detto in risposta a Dario*

          Dario, non so dove vivi tu, ma qui da me fino a cinquant’anni fa le donne avevano la gonna e gli uomini i pantaloni, punto. Una donna in pantalone veniva guardata male, ma molto male, credimi.

          Per stereotipo si intende, dico a parole mie :), un comportamento attribuito arbitrariamente ad una determinata categoria. Esempio, lo stereotipo della donna casalinga. Oggi, come giustamente hai detto tu, questi stereotipi si stanno affievolendo, forse ne stanno nascendo altri. Non posso fare a meno di ricordare, tuttavia, le parole della mia professoressa di religione alle superiori:”Le donne sono uguali agli uomini, hanno gli stessi diritti e possono fare le stesse cose! Però io non sono d’accordo sulle donne soldato e sulle donne camioniste”… Da far cadere le braccia… Comunque, questo esempio per farti capire un po’ cosa intendo quando dico stereotipi. Lo so che sono in cambiamento è che sono diversi nei diversi tempi e nei diversi luoghi. Cambiano come cambia la società. Però bisogna vedere quali hanno un senso logico e quali non ne hanno. Per me il fatto che una persona si comporti in un determinato modo solo per stereotipi nasce dalla società, e non mi sto battendo in realtà. Trovo semplicemente stupido dire che una donna non può fare la camionista come trovo stupido il pensiero che un tempo le donne non potevano votare.

          Riguardo alle maestre… E allora che si fa? Smettiamo completamente di mandare i nostri figli a scuola perchè le maestre potrebbero non essere perfette? Smettiamo di insegnare qualunque materia perchè un insegnante potrebbe scaricare le frustrazioni sugli alunni?
          Fra l’altro, l’educazione alla diversità c’è sempre stata. Solo che una volta si parlava solo di stranieri, o persone disabili. Oggi si sono aggiunte anche altre “categorie”. Non mi pare ci sia una qualche difficoltà a spiegare un bambino che deve comportarsi bene con gli altri e non prenderli in giro. Poi, ti ripeto, l’opuscolo da me letto è mirato agli alunni di scuole elementari, sono cose fatte “su misura” per loro, che possono capire bene. C’erano anche altri due opuscoli, per scuole medie e superiori, ma su internet non sono disponibili.

          • Dario* ha detto in risposta a Jem

            Il fatto è che le differenze tra uomo e donna ci sono e sono oggettive quindi è naturale che ci siano dei comportamenti e delle abitudini differenti ed è altresì naturale che vengano in qualche modo standardizzate. Nulla impedisce di smettere di adottare quelle che non si sentono proprie (come i capelli lunghi o indossare determinati abiti). Il fatto ad esempio di assegnare l’azzurro ai bambini ed il rosa alle bambine è un fatto culturale assolutamente arbitrario e nessuno lo impone, il problema è che siamo arrivati all’eccesso opposto, ti linko un articolo perché è piuttosto illuminante riguardo al paradosso in cui la società è arrivata a sguazzare: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/04/04/fabio-sabatini-lincredibile-scandalo-della-tutina-rosa-di-mia-figlia/
            Questi sì sono fatti che fanno cascare le braccia, non che una persona ritenga determinati lavori inadatti ad una donna o ad un uomo. Nota bene che ho scritto “inadatti” non “vietati”, le eccezioni è naturale che ci siano ma non vedo perché sia tanto scandaloso dire ad esempio che i lavori in cui è richiesta forza fisica siano più adatti agli uomini che alle donne, negarlo è negare un’evidenza.

            Riguardo alle maestre, prendi atto che nella situazione attuale ciò che si pretende da loro non è concepibile. Tu ti faresti operare da uno studente di medicina del primo anno? O da uno che abbia fatto semplicemente un corso di primo soccorso? La situazione è questa, i maestri d’asilo sono, tra tutte le tipologie di insegnanti, quelli a cui è richiesto minore studio per esercitare la propria professione mentre la delicatezza del compito di educare i bambini è inversamente proporzionale alla loro età. Tra l’altro, qui non si tratta di, come scrivi tu, educazione al rispetto altrui, nessuno si scandalizzerebbe se fosse solo questo. Qui si tratta di indottrinare i bambini su cose oggettivamente in contrasto con la natura, anche se legittime da un punto di vista legale nel momento in cui chi le sceglie lo fa liberamente ed è consapevole. Pretendere che un bambino di età inferiore ai 6 anni possa essere pienamente consapevole o assolutamente privo di condizionamenti scusami ma è una pretesa che non sta né in cielo né in terra. Un’idea tanto balzana può essere concepita solo da gente che abbia dei preconcetti assolutamente irragionevoli tipo quello che afferma che se la realtà non rispetta i miei schemi mentali debba per forza essere la realtà ad essere in errore.

            • Jem ha detto in risposta a Dario*

              Come detto nei precedenti commenti, uomo e donna sono ovviamente diversi, ma sopratutto perchè sono persone diverse. So che, tante volte per abitudine o per comodità, si standardizzano i comportamenti e si attribuiscono di “default” a specifiche categorie, ma penso che in fondo non sia una cosa poi tanto sensata. Il fatto di donne camioniste o soldati… So che ci vuole certamente una forza fisica superiore, che evidentemente queste donne comunque hanno… Ma il discorso della professoressa non verteva sul lato fisico, per cui avrei potuto anche darle ragione, ma sul fatto che… eh ma le donne soldato no! Che, insomma, non vuol dire poi molto.

              L’articolo l’ho letto un paio di giorni fa. Che dire, stupida lei che ha attaccato il padre per un colore, stupido lui a non rispondere un simpatico “perchè mi garba così”.

              Per il discorso della scuola, mi trovi d’accordo stavolta 🙂
              come detto, gli opuscoli erano destinati ad insegnanti di scuole elementari medie e superiori. Penso anche io che, all’asilo, il massimo che si debba pretendere è che la maestra insegni che non si mordono gli altri bambini.
              Il problema è che i genitori si sono opposti anche ai progetti per i bambini più grandi, persino ai progetti per le scuole superiori, seppur inveendo particolarmente contro quelli diretti alle elementari.

              • Marco S. ha detto in risposta a Jem

                Io credo che la differenza tra uomo e donna non sia necessariamente rilevante con riferimento ai singoli individui, ma statisticamente rilevi eccome.
                Bisogna tener conto che i due sessi, mediamente, hanno caratteristiche fisiche e psicologiche diverse.

                Tanto per dire, non credo sia una discriminazione maschilistica il fatto che, di norma, gli uomini abbiano maggior attitudine alla conduzione di automezzi e forse questo spiega perché la stragrande maggioranza degli autisti degli autobus, ma anche dei piloti di formula 1, siano uomini.

                Questo non significa che il sistema non debba organizzarsi per lasciare pari opportunita’ e che debba essere continuamente verificato in tal senso, pronto a rimuovere tutti gli ostacoli (come del resto prevede la nostra Costituzione)
                Sicuramente, se il sistema si trovasse davanti un talento come lo fu la compianta Lella Lombardi (una delle pochissime donne pilota di Formula 1, che corse per la Williams negli anni ’70), costei non dovrebbe trovare maggiori difficolta’ per affermarsi di di quelle incontrate dai colleghi maschi .

                Pero’ questo non significa nemmeno che, di fronte alla larga prevalenza di uomini (o di donne) in determinati ambiti, si debba dedurre necessariamente la discriminazione o, peggio, si debba considerare la cosa come oggettivamente negativa impegnandosi in improbabili opere di “ingegneria sociale” per “correggere il problema” (del tipo, magari, di quelle messe in atto di recente in alcune scuole materne).

                Io credo infatti che la differenza tra uomini e donne, fenomeno che considero, ripeto, eminentemente statistico, sia una ricchezza per tutta la societa’.

      • Memento ha detto in risposta a Jem

        Precisiamo: omosessuali NON si nasce. Le probabilità che in gemelli omozigoti, se uno è omosessuale anche l’altro lo sia sono del 11-14%
        http://ummah-news-italia.blogspot.it/2013/05/studi-sui-gemelli-monozigoti-dimostrano.html

        Un singola appunto ai progetti per i bambini: solo il fatto che vogliano inculcare che esiste un altro tipo di famiglia è una imposizione contro le convinzioni morali e religiose delle persone, sono aspetti morali che riguardano l’educazione stessa delle famiglie. Un’altra va’: non credo esista più una sola maestra che impedisca ad un bambino di giocare con le bambole o ad una bambina di giocare con le macchinine: la pedagogia dovrebbero averla studiata. I motivi di questi ‘corsi’ sono di andare oltre queste bazzecole superficiali, anche perchè non si insegna che ‘sono liberi’ di farlo, ma gli si ‘impone’ di farlo per sperimentare vari ruoli.

        • Jem ha detto in risposta a Memento

          Le percentuali le ho prese da uno studio del 1991, intitolato A Genetic Study of Male Sexual Orientation. lì si parlava di una probabilità del 50% in caso di gemelli omozigoti.

          • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Jem

            Ci sono anche studi che dicono che Gesù sia stato copiato a tavolino da Horus/Mitra/Dioniso/Krishna/Freddie Mercury/Sylvester Stallone ecc ecc.
            Studi spazzatura, a cui solo uno con il q.i di Odifreddi potrebbe credere. Perché lo studio di Memento, che è anche più recente, da quello che ho letto, dovrebbe essere meno valido di quello a cui tu hai fatto riferimento?
            Solo perché rema contro le vostre teorie?

            La cosa realmente esilarante e’ che neghi la teoria gender e poi esponi precisamente le sue tesi.

    • Katy ha detto in risposta a Jem

      Nella definizione qui sopra della teoria del gender (prima parte dell’articolo) non c’è affatto scritto che si vorrebbe annullare la differenza tra maschio e femmina.

      Che il sesso biologico e il genere siano due cose differenti, è cosa risaputa soltanto all’interno del mondo Lgbt, i comuni mortali sanno che nascono maschi e dunque sono uomini. E non sarà la fatica apologetica di Jem a far loro cambiare idea. Un uomo che indossa una gonna ha un disturbo di identità chiamata disforia di genere e per questo andrebbe aiutato.

      • Jem ha detto in risposta a Katy

        Come ho scritto più sopra, la differenza fra genere e sesso è nata negli anni 90, insieme agli studi di genere, e ben prima che ci si occupasse di omosessuali. Chi ha portato avanti questi studi sono medici, gli LGTB non c’entrano nulla. Katy, puoi documentarti se ti va. Se poi non vuoi, non posso obbligati, ma non pretendere di avere ragione.

        Quindi, una donna con i pantaloni va bene e un uomo con la gonna no? E perché? E poi, lo sapranno gli uomini scozzesi che quando prendono parte a celebrazioni d feste indossando il costume tipico, in realtà sono affetti da disforia di genere? Mah…

        • Katy ha detto in risposta a Jem

          Pazienza chi ha inventato a tavolino la divisione tra sesso e genere, si chiama teoria del gender. Sostenere che si nasce maschi e si diventa donna è una cretinata anche se lo dicono dei medici e, per fortuna, non c’è nessuno che ha il coraggio di dirlo apertamente anche se però vuol entrare nelle scuole per poterlo dire ai bambini.

          Il pantalone non è un abito unicamente maschile mentre la gonna è un abito unicamente femminile (a parte i costumi tradizionali degli scozzesi e di altri popoli). Un uomo che indossa una gonna ha un grave disturbo dell’identità, la teoria del gender può teorizzare quello che vuole ma esiste soltanto un dato biologico che determina la propria identità sessuale.

          • Dario* ha detto in risposta a Katy

            Il fatto che pretendano di insegnarlo ai bimbi è un chiaro sintomo di come si rendano conto di non essere in grado di intortare gente con un’intelligenza media un po’ sviluppata

          • Jem ha detto in risposta a Katy

            Katy, ma mi prendi in giro? Sono studi, li puoi cercare su internet e leggerli anche tu. Non si inventa niente, sono STUDI. Il pantalone è un abito anche femminile nella nostra società, la gonna è solo femminile nella nostra società. Il punto è proprio questo. Se devi vedere TEORIA GENDER in ogni stupidaggine, mi sa che un problema ce lo hai tu, e non gli uomini che indossano la gonna

            • Dario* ha detto in risposta a Jem

              Il fatto che ci siano studi che dicono qualcosa al giorno d’oggi non vuol dire niente, bisogna andare a verificare l’attendibilità degli studi e la legittimità delle conclusioni che si tirano a partire dai summenzionati studi. Esistono studi che “dimostrano” che l’assunzione di cioccolata faccia venire i brufoli e studi che “dimostrano” l’esatto opposto. Non tutti gli studi sono seri e non tutti sono fatti da gente in buona fede.

            • Q.B. ha detto in risposta a Jem

              Jem stai rimestando le carte.

              Se indosso il kilt o la tonaca, è perchè mi identifico come highlander o come sacerdote.
              Se indosso la gonna o il tailleur è perchè mi identifico come donna.

              Dai che ce la fai a cogliere la differenza.

            • Jem ha detto in risposta a Jem

              Gli studi di genere sono abbastanza numerosi, e da tutti si evince che effettivamente genere e sesso sono due cose differenti. Se poi si vuole essere ancora più precisi, questi studi sono nati sotto la spinta del femminismo, insomma gli omosessuali non erano neppure contemplati quando si è dato il via agli studi.

              Q.B. il senso era un altro. Non è che se indosso una gonna mi identifico come donna, è che la società identifica chi indossa la gonna come una donna, senza che ce ne sia motivo. Come ho detto, qualche decennio fa le donne con i pantaloni venivano additate come “maschi”, e magari queste donne semplicemente indossavano i pantaloni perchè a loro piaceva di più. Il commento di Marco, sotto, ricorda che non è illegale per un uomo portare gonna e tacchi, peccato che non lo possa fare perchè all’improvvisano spunta gente come Katy che gli intima di farsi curare.

              • Panthom ha detto in risposta a Jem

                Gli studi di genere sono un’immensa sciocchezza basata su teorie create a tavolino, soltanto persone fuori alla realtà possono sostenere l’esistenza di un sesso biologico differente dal genere scelto (maschio-donna). Che nessuno reputi validi questi studi lo dimostra che nessuno nelle università in cui sono ospitati questi studi chiede agli studenti “di che genere sei?”, ma tutti e soltanto “di che sesso sei?”.

                Ti ricordo che fino a pochi anni fa nelle migliori università del mondo pullulavano gli studi sull’eugenetica, sulla dimensione dei crani e altre cretinate nate a tavolino.

                Non mi metto neppure a replicare all’argomento complottista della società cattiva che ci porterebbe ad appartenere al genere uguale al mio dato biologio. Come tutte le persone sane di mente concordo con Katy: un uomo che indossa gonna e tacchi ha un disturbo chiamato disforia di genere e che l’OMS indica come malato di mente (il link nell’articolo). Che vada aiutato e amato ancora di più non c’è dubbio, di certo tu lo stai odiando sostenendo che la sua perversione è assolutissssssssimamente normale.

              • Q.B. ha detto in risposta a Jem

                “è che la società identifica chi indossa la gonna come una donna, senza che ce ne sia motivo”

                Di fronte ad affermazioni del genere rimango allibito, ma ci provo lo stesso.

                a) L’abbigliamento è un codice, un linguaggio che dice qualcosa di te e della cultura alla quale appartieni, ti identifica come partecipe di quella cultura come la lingua, il cibo, il metalinguaggio che usi nel quotidiano, il modo con cui ti acconci i capelli o non te li acconci, i valori fondamentali nei quali ti riconosci e che ti fanno riconoscere negli altri, ecc. In altre parole l’abbigliamento è anche identità. Sono codici necessari poiché definiscono l’identità dell’individo e della sua comunità.

                b) esistono tanti codici quanti sono gli ambiti culturali. Un highlander indossa il kilt perchè quella cultura si è evoluta in quella direzione, nel maghreb ti metti una telara lunga fino ai piedi e così via. Questi codici sono il portato di un processo di evoluzione culturale; da noi le gonne sono associate alle donne poichè nella nostra civiltà il costume si è evoluto in questa direzione,

                c) il disconoscere la validità di questo linguaggio comunica, a chi ti è intorno, il tuo dissociarti da quella comunità. Se lo fai aderendo interamente ai codici di un’altra cultura (es. mi vesto da arabo, parlo arabo, divento maomettano) comunichi di avere aderito a quella cultura. Se invece stravolgi il codice del linguaggio di appartenza senza aderirne a un altro, come si dice in sociologia, te pijano pe pazzo e quantomeno ai tuoi cari qualche pensiero lo dai.

                Ecco spiegato il motivo per cui la società associa le gonne alle donne e perché se sei un uomo e inizi a indossare la gonna è giocoforza che qualche, chiamiamola disforia, li in soffitta si sta calcificando.

                La nota tragica è nel constatare che siamo al punto in cui serve dover ribadire l’ovvio,

                P.S. conosco i gender studies applicati in ambito letterario quindi nel dire che sono un’emerita boiata sono certo di farlo a ragion veduta senza possibilità di ripensamento.

    • Marco S. ha detto in risposta a Jem

      Il sesso biologico e’ l’unica cosa che ha importanza giuridica e che soprassiede, tra l’altro, all’istituto giuridico del matrimonio.
      Premesso questo, il punto e’ che, se parliamo in termini di diritto, non possiamo che limitarci al sesso biologico, per evitare di confondere i fatti con le infinite e mutevoli variabili di genere e di orientamento sessuale.

      Il resto del suo discorso mi pare su questioni meramente di costume.

      In Cina le donne per secoli hanno sempre portato i pantaloni ed ora si stanno comunque diffondendo le minigonne.
      Forse anche la’ c’e’ qualche bieco maschilista che le vuole obbligare a vestire in quel modo.
      O forse si sentono piu’ gratificate se qualche uomo le nota quando le incontra per strada.

      Comunque in una societa’ come la nostra, dove non raramente si vedono ragazzi portare il kilt o ragazze rapate come soldato Jane, senza che nessuno vada a terra, devastato da una crisi di riso, mi pare che la Sua idea di omologazione di genere sia piu’ che altro simpatica.

      E se resistessero ancora dei pregiudizi, Le ricordo che nessuna legge vieta ad un uomo di mettersi la minigonna con i collant o una donna di fumare i sigari Avana.
      Quindi non e’ a colpi di legge che si possono superare questi “ostacoli”.
      Almeno non in una democrazia.

      • Jem ha detto in risposta a Marco S.

        Marco, ad oggi il sesso nella giurisdizione non esiste quasi più. Le donne possono fare tutto quello che fanno gli uomini d viceversa. Per la legge non conta se si è uomo o donna. Il matrimonio, invece, chissà perché deve fare distinzioni.

        Come ho detto, il discorso relativo all’abbigliamento era un esempio. cercavo di spiegare che i nostri comportamenti e i nostri gusti non sono dettati dal sesso. Insomma, non è il sesso biologico che decide che alle donne piacciano gonne e smalti. hai ragione quando dici che per un uomo non è illegale indossare la gonna. Ma… come vedi anche il commento di Katy qui sopra… pieno di pregiudizi Che non hanno fondamento. La società a volte è anche questo, purtroppo

        • Katy ha detto in risposta a Jem

          E’ infatti proprio la scienza a spiegarci che le donne sono diverse dagli uomini sopratutto a livello cerebrale, questo spiega perché si approcciano alla vita in modo diverso (e perché arrivano a preferire bambole e l’estetica). Qui un esempio: http://www.lastampa.it/2013/03/08/scienza/benessere/cervello-femminile-vs-cervello-maschile-il-parere-del-neurologo-z9V0YrL3TtjpC6AZgwBqhI/pagina.html

          Non c’entra nulla la società, tant’è che bambini educati in modo neutrale finiranno comunque a prediligere i giochi con muscoli e forza (maschietti) e dolcezza e relazione (femminucce). E’ la natura interna dei maschi e delle femmine, inutile ossessionarsi con il complottismo dello stereotipo.

        • Marco S. ha detto in risposta a Jem

          Mi complimento per l’eleganza retorica che riesce a mascherare bene quella che mi pare una sostanziale carenza logica degli argomenti.

          1) “Oggi il sesso nella giurisdizione non esiste quasi più. Le donne possono fare tutto quello che fanno gli uomini d viceversa. Per la legge non conta se si è uomo o donna. Il matrimonio, invece, chissà perché deve fare distinzioni”

          In sostanza anche nel recente passato era cosi’ con l’unica eccezione del servizio militare.

          Ma anche questa distinzione tutto sommato rimane, poiché mi risulta che, forse per poter ammettere un numero accettabile di donne nelle forze armate, rispettando il principio di pari opportunita’, siano stati stabiliti requisiti fisici di ammissione adeguati alle donne e piu’ ampi di quelli degli uomini.
          E’ quindi importante che sulla carta d’identita’ di una ragazza che volesse essere ammessa, chesso’, all’Accademia Aeronautica, ci sia scritto “sesso femminile”, proprio per poter avere pari opportunita’ di ammissione con i concorrenti maschi.

          La distinzione tra uomo e donna ha ancora molta rilevanza nel mondo del lavoro, dalla maternita’ alla pensione.
          La stessa speranza di vita dipende dal sesso, cosi’ come i premi delle assicurazioni RCT.
          Infatti la distinzione tra uomo e donna rileva ancora per gli stili di vita i comportamenti medi, quasi sempre, va detto a disdoro di noi maschietti, molto piu’ razionali e civili quelli femminili.

          Sono convinto che gli assicuratori di quel futuro che, forse, Lei sogna, vorranno sempre sapere se dietro la cortina di uno degli infiniti “gender” prossimi venturi, ci sara’ un uomo (M) o una donna (F), perché per lui saranno soldi, non aria fritta !

          Trovo poi un po’ perverso dire che l’unico caso in cui la legge fa ancora distinzione tra uomo e donna e’ il matrimonio.
          Il matrimonio e’ un istituto giuridico che riconosce e attribuisce vantaggi ad un particolare tipo di unione, cioe’ proprio quella tra uomo e donna, che la societa’ ritiene utile, senza per questo negare l’esistenza di altri tipi d’unione.
          Quindi scrivendo tale frase sul matrimonio, Lei sta mettendo “il carro davanti ai buoi”, giocando un po’ con le parole e con i concetti.

          Il matrimonio non e’ quindi un diritto, anche perché, se lo fosse, per essere escusso non basterebbe la volonta’ di un solo soggetto, sostenuto dallo stato, ma ci vorrebbe il contestuale consenso di due soggetti.

          Il matrimonio non e’ un diritto o un interesse legittimo, come quelli che hanno portato, in nome del principio di eguaglianza dei cittadini, in passato a rimuovere i limiti all’accesso delle donne a molte funzioni pubbliche.
          In quel caso, infatti, non si trattava di un particolare rapporto privato bilaterale, che la comunita’ nazionale riteneva di incoraggiare (tramite l’istituto giuridico del matrimonio), ma si trattava del rapporto tra un singolo cittadino e lo stato, quindi, eminentemente, di diritti o interessi legittimi.

          2) Come ho detto, il discorso relativo all’abbigliamento era un esempio. cercavo di spiegare che i nostri comportamenti e i nostri gusti non sono dettati dal sesso. Insomma, non è il sesso biologico che decide che alle donne piacciano gonne e smalti. hai ragione quando dici che per un uomo non è illegale indossare la gonna. Ma… come vedi anche il commento di Katy qui sopra… pieno di pregiudizi Che non hanno fondamento. La società a volte è anche questo, purtroppo

          Che il sesso biologico non determini in forma assoluta il comportamento sono d’accordo.
          C’e’ anche un’inculturazione sia nella virilita’ che nella femminilita’, cosi’ come non esiste una linea netta a dividerle.

          Ma non credo si possa negare che, in qualunque cultura, se di fronte a dei maschietti si mettono due mucchi distinti di giocattoli, uno contenente macchinine, armi giocattolo o soldatini e l’altro contenente bambole, vestitini, parrucche o piccoli “necessaire” per trucco, la stragrande maggioranza dei maschietti si orientera’ verso il primo mucchio. Viceversa per la stragrande maggioranza delle femminucce.

          Poi magari salterebbe fuori Lei e rimprovererebbe aspramente i bambini, esortandoli a liberarsi dei condizionamenti sociali.
          Senza magari rendersi che Lei, in quel preciso momento, starebbe rappresentando il condizionamento sociale (o meglio “ideologico”) per eccellenza.
          Che poi mi pare un po’ la storia recentissima di quanto si sta facendo in materia di educazione dei bambini.

          • Jem ha detto in risposta a Marco S.

            Marco, purtroppo so bene che nella nostra giurisdizione esistono ancora limiti è differenze. Avevo specificato, nel commento precedente, un “quasi” proprio per indicarlo. Il fatto del servizio militare è un grosso esempio effettivamente. Certamente è stato fatto per equiparare tutti, ma in effetti c’è una distinzione uomo\donna.

            Giustissimo anche dire che il matrimonio è un’istituzione giuridica, e anche specificare che ci sono altri tipi di unione. Il problema è che agli omosessuali è precluso il matrimonio, con annessi diritti che ne conseguono. Niente matrimonio, ok, facciamo una legge che tuteli le coppie omo senza per questo trasformare la loro unione in matrimonio. Questo sarà fatto dal ddl Cirinnà. Inutile dirti che una parte dell’Italia si è rivoltata, volendo interrompere tale decreto perchè è un matrimonio con altro nome. E io mi chiedo… Ma davvero? Ma davvero ha senso voler negare fino all’ultimo istante i diritti di alcuni? Hai ragione, il matrimonio non è un diritto, ma sono diritti ciò che da esso consegue, e alcune persone vogliono negare persino questo.

            Sulla questione dei bambini e dei giocattoli, gli studi di genere si basano proprio su questo. In pratica questi studi stabiliscono che non è vero che la maggior parte dei bambini sceglierà macchinine e soldatini, nè che la maggior parte delle bambine sceglierà “trucco e parrucco”. semplicemente sceglieranno cose diverse, in percentuali variabili, in quanto sono persone diverse, ognuno con i propri gusti. Io ho sempre odiato le bambole da bambina. Quando me le regalavano piangevo. Braccialetti e collanine… non le indosso neppure adesso, figuriamoci da bambina l’effetto che mi piacevano. Semplicemente, il fatto che due donne siano entrambe donne, non vuol dire che abbiano gli stessi gusti.

            Marco 🙂 non rimprovererei mai un bambino perchè sceglie un gioco anzichè un altro. Sarebbe come rimproverarlo perchè gli piace il blu anzichè il rosso.

            • Dario* ha detto in risposta a Jem

              Non mi risulta che negli asili i bambini vengano rimproverati perché utilizzano giocattoli non congrui con il loro genere sessuale, mi risulta invece che in determinati asili i bambini vengano introdotti all’ambiguità che naturalmente non avrebbero o che vengano categorizzati in nuove categorie che non trovano fondamento nella realtà (cosa che inevitabilmente peggiorerebbe nel caso in cui tali abomini venissero avallati dalla legislazione)

            • Memento ha detto in risposta a Jem

              Di grazia mi spieghi quali diritti sono negati alle persone perchè omosessuali? L’Italia si è rivoltata al ddl Cirinnà prima di tutto perchè introduce l’adozione tra persone omosessuali, avvallando di fatto l’utero in affitto.
              Oltre a quello la nostra Costituzione prevede aiuti e sostegno proprio al matrimonio tra uomo e donna, in modo specifico e particolare, per il suo ruolo unico ed insostituibile che è quello di generare la vita e crescere una famiglia (ruolo che naturalmente – in natura – non è di nessun’altra unione). Se viene equiparata in tutto e per tutto ad altre unioni non c’è più possibilità per questo trattamento particolare, speciale, distintivo.

              Infine i bambini… appunto lasciamogli scegliere con cosa giocare, non imponiamo la bambola ai maschietti e la macchinina alle femminucce

            • Marco S. ha detto in risposta a Jem

              Appunto, cara Jem, nel caso del servizio militare ti ho portato un esempio in cui la distinzione giuridica del sesso biologico, permette di conferire alla persona le pari opportunita’ che le spettano.
              Se si sostituisse il sesso biologico con il genere, puoi star certa che alla prossima prova di ammissione all’Accademia Aeronautica (tanto per restare nel mio precedente esempio) tutti i concorrenti maschi si presenteranno alle prove con gonna, trucco e tacchi a spillo : )

              In quanto al matrimonio, getto la spugna.
              Se, dopo averlo scritto e riscritto cento volte, non sono ancora riuscito a farmi capire sul fatto che i vantaggi conferiti al matrimonio non siano “diritti”, in quanto essi non sono posti per tutelare l’individuo dalla societa’ ma, al contrario, perseguono finalita’ sociali, incoraggiando comportamenti ritenuti socialmente utili, allora lascio ad altri il compito di spiegarti.
              Costoro dovrebbero anche spiegarti che, essendo il matrimonio un istituto giuridico e non un diritto, spetterebbe dunque alla societa’ nel suo insieme (magari attraverso un referendum) e non ai singoli individui, stabilirne i contenuti e quali unioni perseguono le sue finalita’.

              Per l’ultima parte ho seri dubbi, ma non abbastanza argomenti per sostenerli.

              Buona serata.

    • Memento ha detto in risposta a Jem

      Sei fantastica perchè ti ostini a fare proprio quello che l’articolo dice: negare la teoria gender dicendo che però è reale quello che dice….

      Quando dici “si vogliono “aumentare” le differenze, e non solo fra i due sessi, ma fra le singole persone. Ognuno di noi è diverso dall’altro, e non perchè uomo, donna, etero o omosessuale, ma perchè siamo persone diverse.” Stai in pratica evidenziando che si vuole negare che la differenza basilare tra uomo e donna non è solo fisica ma coinvolge tutto l’essere umano, strutturalmente e concettualmente, riducendo tutto ad un semplice “individuo”, che può essere maschio o femmina da un punto di vista genitale, biologico, ma poi è completamente indistinto, resta un “individuo” che può costruirsi una sovrastruttura maschile o femminile indifferentemente, perchè tutte le altre differenze sono “asessuate”

      “Che il sesso biologico e il genere siano due cose differenti, è cosa risaputa” da chi? Da quelli che propinano queste teorie… il sesso biologico influenza fin dall’utero materno (e ci sono studi scientifici, questi si, con misurazioni, osservazioni ed esperimenti) gli orientamenti della persona. Non totalmente, non esclusivamente (c’è anche un apporto sicuramente culturale), ma decisivamente. Questo è ovvio: è ovvio che non siamo a compartimenti stagni, che siamo un tutt’uno con il nostro corpo e il corpo influenza la mente, e il maschio è uomo e la femmina è donna. Che poi la donna vuol fare il muratore o l’astronauta nessuno glielo impedisce (o se capita è lì che bisogna agire, non sull’identità di genere). E si: i costumi cambiano da zona a zona, ma quarda caso in ogni zona sono differenti tra maschio e femmina… un caso?

      • Jem ha detto in risposta a Memento

        Come detto, le differenze si ampliano, così. Uomo e donna sono diversi, ovvio, ma ripeto, non perchè sono uomo e donna. O meglio, non solo. Come ho accennato, è ovvio che ci sono anche differenze fisiche, ma la “teoria del gender” vorrebbe che le differenze andassero ben oltre questo, smettendo di ricondurle esclusivamente al dato biologico e smettendo di includere gli esseri umani in due macro categorie. Le categorie ci sono, e sono tante quante sono gli abitanti del pianeta.

        Sono individui, come dici giustamente tu, ma questo non significa assolutamente che sono sovrapponibili o interscambiabili, anzi… sono unici, in quanto individui. Non penso che tu, vedendo due donne, dica che sono uguali perchè hanno lo stesso sesso. Il senso è proprio questo. E ancora, di fronte alle legislazioni il sesso biologico conta poco. Forse ci si basa sulle differenza fisiche per le condanne penali?

        Riguardo a differenza fra sesso e genere, come ho ripetuto più volte, questi argomenti vengono affrontati negli studi di genere. Sono molti, puoi cercarne qualcuno su internet se ti va. E no, non sono guidati dagli LGTB, sono cominciati in periodi antecedenti a queste discussioni e per altri motivi.

        • Memento ha detto in risposta a Jem

          Hai appena confermato che la teoria del gender esiste. Sono queste le idee contro cui si discute: “Uomo e donna sono diversi, ovvio, ma ripeto, non perchè sono uomo e donna” è questa la grande menzogna 🙂

    • Marzia ha detto in risposta a Jem

      Carissimo Jem, mi chiamo Marzia, sono una donna lesbica (quindi appartenente al movimento LGBT) e madre, co-amministratrice di un sito contro la teoria del gender chiamato Eterolaico. Mi lasci dire che quel che lei dipinge non é quello che i sostenitori del gender portano avanti.
      Nel nostro sito alla sezione saggi troverà tutto quel che vuole sapere sul tema.
      La invito quanto meno a leggere questo: http://spherehost.wix.com/eterolaico#!fallacie-e-disinformazione/c18gd
      Saluti,
      Marzia

  5. Dario* ha detto

    Tra le altre cose, uno dei pericoli sottintesi dell’ideologia gender è che gli estremi più bassi del maschilismo e del femminismo sono legittimati in suddetta visione. In fin dei conti, stando a loro, non è forse sacrosanto comportarsi come si “sente” di essere? Anzi, a ragionare come loro un uomo o una donna che avesse tali deprecabili pulsioni sarebbe biasimevole se non le mettesse in pratica perché si starebbe auto-reprimendo

  6. Massimiliano 1989 A.D ha detto

    E la teoria dei gender ESISTE ECCOME. In Francia comincia ad essere presentata in alcune libri alle scuole elementaria.
    È il RELATIVISMO portato all’estremo. Inevitabile quando si pensa che l’uomo è solo un ammasso di cellule aggregatosi per puro caso.

    Eccome se esiste la teoria dei gender. Negarla è solo sintomo di disonestà intellettuale.

  7. Mauroman ha detto

    Lasciamo spiegare la deriva della prospettiva di genere al marxista francese Marx Lemoine: “In effetti, si può caratterizzare un individuo allo stesso tempo sia per il suo sesso che sulla base di un comportamento sessuale più o meno esclusivo. La questione è allora quella della stabilità di queste classificazioni. La questione inoltre dei fondamenti dell’una e dell’altra e la questione di ciò che è possibile fondare sull’una e sull’altra. Si vorrebbe considerare che la seconda classificazione (quella del comportamento) permette un fondamento ugualmente stabile. Ma non lo è per niente perché, non soltanto l’orientamento sessuale può variare ma più ancora perché non ha senso se non riferita alla differenza sessuale. Essa non può che venire dopo. E’ nella negazione di questa evidenza che inizia l’operazione della teoria del genere. Questa operazione consiste nel voler sostituire all’identità sessuale fondamentale (quella che differenzia gli uomini e le donne), un’identità fondata sulla sessualità che oppone gli eterosessuali agli omosessuali. Si opera uno slittamento da una classificazione dei soggetti secondo il loro sesso ad una classificazione secondo il loro “genere”.
    Questa sostituzione del sesso con il genere non è legittima: essa è illogica in quanto si fonda su quello che nega. In effetti, né l’eterosessualità né l’omosessualità – che sono una strutturazione del desiderio – hanno senso senza il riferimento alla differenza sessuale. La sostituzione dell’una con l’altra o anche l’affermazione di una equivalenza tra queste due forme di “identità” si appoggia su uno dei fatti constatati per respingere l’altro (sulla varietà dei comportamenti per occultare la pertinenza della differenza tra i sessi). Una delle conseguenze dello slittamento operato in questo modo dall’ideologia del “genere” è di costruire una classificazione sessuale degli individui, che non concerne il loro sesso ma il loro gusto e che mira a rinchiuderli in una determinazione fissa e definitiva, e a fornire ogni “comunità” di una cultura propria esclusiva rispetto alle altre. (strana eterogenesi dei fini!)
    Per completare il lavoro di rovesciamento, si aggiunge a ciò che la differenza tra i sessi è una “costruzione sociale”. Si parte da un’evidenza e una costatazione semplice: attribuire un senso alla differenza tra i sessi è uno dei tratti fondamentali, forse anche fondatore, della specie umana; lo statuto degli uomini e delle donne in una società è largamente determinato socialmente (con il concorso di altri rapporti sociali). L’avvenire del bambino, ragazzo o ragazza, è segnato dalla struttura sociale. L’operazione dell’ideologia del genere consiste nel partire da ciò per farne un’operazione “performativa”, cioè che crea essa stessa il suo oggetto. L’ideologia del genere dice dunque che la differenza tra i sessi è una costruzione sociale e su questo piano intenderebbe allo stesso livello delle scelte sull’”orientamento sessuale”. Ciò che questa operazione ideologia intende far dimenticare è che le costruzioni sociali non si edificano in maniera assolutamente arbitraria e autonoma, a partire dal nulla. La forma storica che prende la differenza sessuale non può essere il pretesto per occultare questa differenza. Si omette di vedere che qui non c’è una questione di performanza né c’è una scelta perché non c’è una base sulla quale si vengono ad innestare gli oggetti della scelta. Non c’è sotto le forme sociali degli statuti maschili e femminili, un soggetto neutro o asessuato”
    La filosofa Michèle Le Doeuff sottolinea inoltre che la “prospettiva detta di genere” conduce alla propria negazione. Essa scrive: “non si crede più a delle nature sessuate, è tutto culturalmente costruito, ma costruito da chi? Ah! dagli uomini e di colpo, nella misura in cui si è costruttori della cultura più che costruiti da essa, è ben una mascolinità in sé, per sé e reale che determina le produzioni culturali“. Si inciampa sempre su questa evidenza: la differenza sessuale è un fatto naturale, la differenza di comportamento non è che una conseguenza”. (le grand Soir).

  8. Max ha detto

    Ci sono autori che hanno scritto bene, credo, sull’argomento. Uno e’ Giuliano Guzzo:

    http://giulianoguzzo.com/2015/03/20/davvero-la-teoria-del-gender-non-esiste/

    un estratto:

    “Se difatti la teoria del gender non esistesse, se davvero nessuno volesse estirpare le differenze fra maschile e femminile, non si spiegherebbe, per esempio, l’idea d’istituire, in Svezia, Egalia, una scuola materna dove, pensate un po’, si è pianificata l’abolizione dei sessi al punto da arrivare a coniare un apposito pronome neutro “hen”, in luogo dei vetusti – e verosimilmente ritenuti sessisti – “hon” e “han”, e da stabilire che i bambini non debbano più essere chiamati “bambini” né le bambine “bambine” bensì, tutti, indistintamente ed appassionatamente, “amici” (Repubblica, 15.11.2012). Se la teoria del gender non esistesse, non si spiegherebbero neppure iniziative come il “Gioco del rispetto”, che si vorrebbe introdurre nelle scuole di Trieste, e che prevede attività come il “Se fossi”, con la quale i bambini sono invitati a vestire abiti anche non del proprio sesso, con la possibilità di rimanere vestiti così anche dopo.”

    “Ancora, se la teoria del gender non esistesse non si spiegherebbe quanto accaduto in Francia dove in alcune scuole vengono proposti i testi del poeta travestito David Dumortier. Qualche assaggio potrà rendere l’idea dello strabiliante livello letterario e pedagogico di cui si sta parlando: «Clarissa mette il suo dito dappertutto. Si è bruciata appoggiando il suo indice sulla piastra elettrica, ieri se n’è messo uno nel sederino e ha sentito il suo odore». E ancora: «Mehdi va a scuola col rossetto. In più ha dei comportamenti da bambina. Sono automatici. Gli sfuggono dalle mani. E’ troppo tardi quando pensa di fermarli» (Il Foglio, 28.2.2014). Il dato interessante – e che dovrebbe far riflettere sulla natura ideologica della teoria del gender – è che non solo non esiste neppure uno studio scientifico che dimostri come queste sperimentazioni scolastiche riducano le discriminazioni, ma ve ne sono innumerevoli che attestano l’origine prenatale della formazione di caratteri differenti nei sessi, come l’intuito femminile (Psychoneuroendocrinology, 2014), ed altri riconducibili al ruolo-chiave che il testosterone riveste prima del parto per quanto riguarda, appunto, la predeterminazione di taluni atteggiamenti differenti dei bambini rispetto alle bambine (Psychological Science, 2009).

    Questo legittima forse un “determinismo biologico”, per cui le differenze fra maschile e femminile sarebbero tutte innate senz’alcun influsso esterno? No, ovvio. D’altra parte, l’unico determinismo è quello dei fautori del gender, i quali – loro sì – riducono la differenza fra uomini e donne a meri stereotipi che nulla avrebbero di naturale.”

    L’altro autore e’ Giorgio Israel. A proposito della questione del “matrimonio” tra persone dello stesso sesso:

    http://gisrael.blogspot.it/2012/12/si-puo-dire-no-ai-matrimoni-gay-senza.html

    Un frammento:

    “Vi sono tante vie per eliminare le ingiustizie e le discriminazioni in oggetto, ma la via scelta risponde a un altro progetto ben più ambizioso: l’eliminazione delle differenze di genere. È una vecchia minestra ideologica che viene propinata da trent’anni da numerosi teorici postmodernisti secondo cui la vera matrice dei razzismi sono i dualismi, le strutture binarie su cui è fondata la civiltà occidentale: uomo/donna, naturale/artificiale, corpo/mente. Per cui la “liberazione” discenderebbe dal riconoscimento che la naturalità è una costruzione culturale priva di fondamento. […] Un percorso regressivo al termine del quale si intravedono i fantasmi di cui il pensiero mitico, su tutti i continenti e in tutte le tradizioni, ci aveva liberati: l’indifferenziazione sessuale, l’individualità assoluta […] mentre i miti degli uomini, nella loro saggezza, avevano insegnato in senso inverso che la nascita dell’umanità passava attraverso la scoperta della differenza: quella dei sessi, quella degli altri, quella della morte». Quindi, le implicazioni pesantissime di questa legge mettono in discussione strutture antropologiche fondamentali che sono il tessuto dell’umanità (che non è solo “specie umana”) da quando esiste.”

    • Dario* ha detto in risposta a Max

      La cosa buffa è che neanche si rendono conto della contraddizione di affermare frasi come “In più ha dei comportamenti da bambina”. Cioè da un lato vuoi affermare che non esistono differenze tra bambini e bambine e poi parli di un bambino che ha comportamenti da bambina? Sarebbe da chiedere a chi ha scritto tali scemate di definire cosa siano i “comportamenti da bambina” e magari anche chiedergli come mai siano “da bambina” visto che sta proprio cercando di affermare che non ci dovrebbero essere differenze. Tutta la faccenda sarebbe proprio da farci delle grasse risate se non fosse da piangere per la sorte dei poveri bimbi nelle mani di questi mostri

  9. giggiu ha detto

    Basta andare a vedere “il paradosso norvegese” e leggersi il marketing LGBT del 1989 “after The ball” per capire quali sottili e perverse strategie utilizza la lobby LGBT

  10. beppino ha detto

    E’ interessante il tentativo di banalizzare, fino a disconoscerne la sussistenza… , questa benedetta teoria del gender.

    Eppure qualcuno afferma che quello che conta “è la percezione soggettiva di appartenenza a un sesso anche se contraria alla caratterizzazione del proprio corpo”; fosse vero…, proviamo a chiederci a chi serve effettivamente questa favoletta?

    Eppure qualcun altro afferma che “ogni tendenza sessuale ha pari dignità perché quello che conta non è quello che si è ma la percezione del proprio essere”; di nuovo, fosse vero…, è possibile pensare a qualche limitazione circa le possibili conseguenze di questa altra favoletta?

    Leggendo l’articolo di UCRR sembra effettivamente che in queste settimane tutti gli utilitaristi italiani si siano accordati per affermare che teoria del gender è solo una invenzione di quei fessacchiotti di cattolici. E si… altra favoletta, vogliamo la riprova? Provate ad andare sui vari blog e dare una valutazione etica a favore o contro verso l’uno o l’altro orientamento … é possibile farlo senza essere tacciati di discriminazione?

    Eppure c’é qualcuno che afferma che “vale quello che uno sente e non quello che uno è”; bene…, ma puo’ non esserci un motivo per cui non è possibile considerare l’orientamento pedofilo non normale (ad esempio)?

    Inoltre, se non c’è più il limite della legge naturale come si fa a non pensare che anche le più aberranti perversioni hanno il diritto di rivendicare diritto di cittadinanza? (vedi associazioni che promuovono la pedofilia e abbassamento dell’età del consenso…).

    Non c’è la teoria del gender ma l’OMS ha pubblicato uno “standard di educazione sessuale” che promuovere la sessualizzazione precoce dei bambini e mira a familiarizzare gli stesi bambini all’uso di contraccettivi e alle diverse perversioni sessuali… Quale é il senso di tale “acculturamento” a queste eta?

    Non esiste la teoria del gender? Di cosa parlano allora i lavori di W.Reich (morto schizofrenico nel ’57 e teorico del fatto che OGNI tipo di comportamento sessuale non può essere patologico?).

    Non esiste la teoria del Gender? Di cosa parlano allora gli scritti filosofici di Foucault (per inciso morto di AIDS)?

    Non esiste la teoria del gender? E quali erano gli insegnamenti della signora De Beauvoir (che mentre pontificava attraverso la famosa frase “donne non si nasce ma si diventa” intrattenesse rapporti sessuali anche con minorenni?)

    Non esiste la teoria gender? E su cosa sbraitava allora Alfred Kinsey (rivoluzionario della rivoluzione sessuale e pedofilo dichiarato?).

    Non c’è la teoria del gender…. Ma aspetta un po… una volta non c’era un certo John Money (ebbene se, mi vergogno a chiamarlo dottore…) che mentre pontificava in merito a strampalati concetti relativi alla “identità di genere” rovinava la vita al povero David Reimer (prova provata di quanto sia assurdamente poco scientifica proprio quella spazzatura di teoria che si cerca in tutti i modi di disconoscere…)

    Ma tranquilli… non c’è teoria del gender. Del resto basta guardarsi attorno e vedere quanta disconosciuta distruzione spirituale, psicologica e (forse) fisica è in atto a causa di queste visioni utilitaristiche prive di connotati morali ed etici che ormai, insieme al dio denaro, imperano e governano l’attuale società.

  11. giggiu ha detto

    Caro Jem, rispondi a Katy in modo onesto! I cosiddetti studi sul genere sono nati nel 1989 per una precisa strategia delle lobby LGBT

    Il manuale di strategia della “rivoluzione gay” in
    http://www.documenti.info

    Dove si parla del famigerato “After The ball”

  12. Cristian ha detto

    Vediamo se ho capito bene:
    questo articolo critica aspramente Chiara Lalli editorialista, saggista, filosofa, giornalista che collabora con il “corriere delle sera”, “l’intenazionale”, “Wired”, citando tutte le fonti in modo molto chiaro e comprensibile (il fatto che il redattore dell’articolo li definisca confusionari ci fa intuire molto della sua intelligenza!☺) e che ha il buon gusto di firmare gli articoli e metterci la faccia con uno, perdonate il francesismo, scemo che si firma “la redazione”?
    Messo in chiaro cosa penso del l’attendibilità del signor “la redazione” per onor di completezza mi voglio togliere un paio di sassolini dalle scarpe, lasciando perdere il diavolo e altre dabenaggini similari.
    1) La legge sull’omotransfobia serviva, e servirebbe ancora, un quattordicenne è morto questa settimana perché gay, il bullismo continua a mietere vittime e voi con le mani lorde di sangue continuate a dire che non c’è bisogno dall’alto di una legge che per voi, (che non avete certo bisogno in Italia) invece avete, che i giornali non ne parlino significa solamente che la legge e la sua discussione non è in agenda. E questo non dipende certo da noi (non direttamente almeno).
    2) Il termine “normale”, adoperato con l’accezione con cui lo usiamo oggi potrebbe essere parafrasato con la locuzione, “ciò che fa la maggior parte delle persone” alla stregua di corretto, giusto, normativamente corretto, ma davvero, chi potrebbe pensare passati gli otto anni che esistano concetti così precisi e delineati per dire che quello che fa la massa è più giusto di quello che fanno le minoranze?
    3) Citando l’egodistonia del sesso biologico rispetto a quello psichico il signor “la redazione” commette una leggerezza DAVVERO IMPERDONABILE dice che è ancora considerata un malattia, ma non spiega che è l’unica malattia psichiatrica che non viene curata tramite la psichiatria, ma con l’adeguamento del sesso biologico a quello psichiatrico, ci hanno messo solo 120 anni di suicidi continui a capire che era impossibile curare questa distonia dal punto di vista psichico, e voi freschi come rose arrivate oggi a presentare articoli evidentemente faziosi nella loro voluta incompletezza.
    4) Quindi la “teoria del gender” non esiste perché quello che voi definite “teoria del gender” è una pratica (di adeguamento) utilizzata con successo da più di settant’anni ormai che va bene solo per le persone che non sentono a loro agio con il sesso biologico di appartenenza, farlo capire alle future generazioni non significa che avremo persone incoraggiare a cambiare sesso, ma solo che un bambino egodistonico capirà prima quello che gli sta succedendo (evitandogli anni di confusione e dolore, tanto per sé, quanto per quelli che lo amano) e le persone intorno a lui saranno più rispettose e inclusive (vi ricordo che questo genere di di disturbi si presenta prestissimo!), e non c’entra niente con l’omosessualità che non vuole eliminare le differenze tra uomo e donna ma anzi le vuole esaltare, pensate alla cosa più banale, io sono uomo, e mi piacciono gli uomini per alcune peculiarità fisiche che li contraddistinguono, un essere che fisicamente si avvicinasse a una donna (più androgino) mi attrarrebbe meno.
    Concedetemi una piccola chiosa finale:
    La locuzione “libertà di autodeterminazione” effettivamente mi piace, anche se non lo capite se ognuno di noi si sente libero di determinarsi, di dire e diventare ciò che effettivamente sente di essere, di dire ciò che preferisce, non cambierà niente delle vostre vite (trovo l’interesse che avete per le mutande altrui davvero morboso), potete disapprovare è un vostro inalienabile diritto, non è certo la vostra approvazione che aneliamo!
    Ma abbiate il coraggio di riconoscere la dignità delle nostre esistenze

    • FREEZER75 ha detto in risposta a Cristian

      Ti pare che uno che se ne esce con la frase:

      “questo articolo critica aspramente Chiara Lalli editorialista, saggista, filosofa, giornalista che collabora con il “corriere delle sera”, “l’intenazionale”, “Wired”, citando tutte le fonti in modo molto chiaro e comprensibile (il fatto che il redattore dell’articolo li definisca confusionari ci fa intuire molto della sua intelligenza!☺) e che ha il buon gusto di firmare gli articoli e metterci la faccia con uno, perdonate il francesismo, scemo che si firma “la redazione”?”

      debba essere ascoltato, rispettato e considerato una persona aperta con cui si può parlare? No, perchè vedo solo la sua ideologia da s…o

    • Mari ha detto in risposta a Cristian

      Luoghi comuni su luoghi comuni, sai anche nel caso dei pedofili bisognerebbe lasciarli stare in quanto si tratta delle faccende “delle mutande loro”. Comunque chissà perché i transessuali non riducono il loro rischio di suicidio solo perche si cambiano esteriormente sesso. Poi si il tuo esempio sulla differenza tra uomo e donna è banale, e non centra minimamente la questione, mi dici cosa c’entra la preferenza di un omosessuale nei confronti del proprio sesso con l’accoglienza dell’altro sesso? Semmai dice l’opposto il tuo commento. E lasciamo stare il discorso che hai fatto sul gender, si vede che non conosci l’argomento

    • Panthom ha detto in risposta a Cristian

      Commento inutile e superficiale a cui non val la pena rispondere. In ogni caso:
      1) La legge sull’omotransfobia è inutile in quanto non giustificata dai dati (tant’è che non ne parla più nessuno, Arcigay compresa): http://www.uccronline.it/2014/04/09/i-dati-smentiscono-lomofobia/

      2) Il termine “normale” è un ossessione da ripetere per chi vuole normalizzare qualcosa che non lo è. Se non ci fosse bisogno di normalizzare non si abuserebbe in questo modo.

      3) Il DSM non dice affatto questo, tant’è che Luxuria combatte ogni giorno perché l’OMS non la consideri malato: https://www.change.org/p/oms-la-transessualit%C3%A0-non-%C3%A8-una-malattia

      4) La teoria del gender è esattamente quella che sostieni: distinzione tra sesso e genere. Non esistono bambini egodistonici, ma semmai bambini con problemi di identità, i quali non si risolvono invitandolo ad abbracciare l’omosessualità ma anzi, si moltiplicano i suoi problemi.

      Ps
      Oltre che “normale”, noto con insistenza negli scritti Lgbt la comparsa della frase: “non vuole eliminare le differenze tra uomo e donna ma anzi le vuole esaltare”. Devono averla copiata da chissà quale icona gay…

    • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Cristian

      Cristian, la dabbenaggine non è certo il diavolo (che anzi si rallegra dell’esistenza di veri babbei come te che ne negano l’esistenza) ma direi che il tuo post e’ un tale concentrato di cazzate da far ben figurare Antonio Cassano.
      Non sprecherò un solo minuto a tentare di ragionare con un australopitecus afarensis come te, ci hanno già pemsato gli altri a smontare pezzo per pezzo le tue corbellerie.

      Un saluto 😉

  13. Cornacchia ha detto

    Se, per ipotesi, il transessualismo fosse una malattia o un disturbo, non sarebbe, forse, un motivo in più per non discriminare – e, addirittura, per supportare – chi vi soffre (soffrirebbe)? Ivi compreso coloro che preferiscono mantenere atteggiamenti propri del sesso opposto ovvero dedicarsi ad uno stile di vita gay? Negare questo diritto non equivale a sostenere che una persona debole sia pericolosa per la società e, quindi, anziché aiutata, vada repressa. Continuo a non capire perché non si accetta di trattare la sessualità e l’orientamento sessuale come un aspetto qualsiasi della persona, facendo dell’eventuale anomalia una ragione di supporto, al pari della disabilità, è rispettando ogni libertà sulla propria vita, di scelta e d’espressione, a prescindere da valutazioni mediche. La medicina, infatti, dovrebbe unicamente servire a proteggere il benessere indiduale

    • Dario* ha detto in risposta a Cornacchia

      Bisogna vedere cosa si intende con il verbo “aiutare”. Se si conosce uno che si taglia le vene non è rifornendolo di lamette che lo si aiuta, spero che almeno su questo tu ne convenga

      • Cornacchia ha detto in risposta a Dario*

        Sostenerlo nel raggiungimento del proprio benessere individuarlo, difenderlo da ogni tentativo della società di normalizzarlo o di adeguarlo a convenzioni sociali, valutazioni etiche più o meno comuni, etc…

        • borg ha detto in risposta a Cornacchia

          questo è il punto, ma c’è chi pensa che “sostenerlo” sia riportarlo sulla retta via. questo significa non avere rispetto per il prossimo. il problema è che seguendo la dottrina il credente pensa di possedere la verita’ e non puo’ fare diversamente.

          • Panthom ha detto in risposta a borg

            il credente pensa di possedere la verita’ e non puo’ fare diversamente…ma possibile che in ogni argomento compaia sempre il solito ateo fondamentalista che non riesce a frenare la sua frustrazione?? Parlare di “credenti” poi è uno spasso…come parlare della dottrina degli “uomini nati con due gambe”.

        • Q.B. ha detto in risposta a Cornacchia

          Aiutarlo a essere se stesso: uomo se è uomo, donna se è donna.

          • Cornacchia ha detto in risposta a Q.B.

            Tra i tratti distintivi della persona esiste anche l’orientamento sessuale. In ogni caso, intendo dire che deve essere aiutato a stare bene, se tale equilibrio si raggiunge in un modo o nell’altro è indifferente, ciò che conta è il benessere della persona.

            • Q.B. ha detto in risposta a Cornacchia

              Ergo, un alcolista dovrebbe essere aiutato con forniture regolarli di jack daniels.

              • Cornacchia ha detto in risposta a Q.B.

                Ripeto, tenere comportamenti omosessuali oppure atteggiamenti tipici dell’altro sesso sono condotte (qualche volta) ostacolate – non già nell’interesse dell’invididuo, ma – per pretese autoritarie. A differenza dell’alcol. Fermo restando che non ho mai avuto informazioni di aggressioni ad alcoliste quando vanno dei bar, etc…

                • Dario* ha detto in risposta a Cornacchia

                  In base a cosa definisci quale sia il bene o meno di una persona? Per non restare sul vago: in base a cosa dici che alcolizzarsi sia un male mentre il cambiare sesso non lo sia? Non si tratta in entrambi i casi semplicemente di scelte individuali?
                  P.S. Non hai mai avuto notizia di risse da bar? In che mondo vivi scusa?

                  • Cornacchia ha detto in risposta a Dario*

                    Nessuno picchia un altro perché ha l’abitudine di bere la birra, anziché la camomilla, ma, al limite, in quanto l’alcolizzato, dopo aver bevuto, molesta qualcuno.
                    Il bene lo definisco sulla base di criteri medici e psichiatrici, che implicano e si accompagnano al rispetto della libertà.

                    • Dario* ha detto in risposta a Cornacchia

                      Precisando che non giustifico assolutamente alcun uso della violenza, quando un ubriaco molesto viene picchiato, non viene forse picchiato in funzione del suo comportamento? Se tu affermi che tutti i comportamenti sono legittimi non dovresti trovare differenze tra una scelta e l’altra in quanto si tratta sempre di scelte. Se invece affermi che esistono comportamenti non legittimi dovresti spiegare in base a cosa determinati comportamenti lo siano mentre altri no.
                      Se il bene lo definisci su criteri medici e psichiatrici allora dovresti sapere che questi considerano il transessualismo un disturbo

                    • Q.B. ha detto in risposta a Cornacchia

                      Quando qualcuno aggredisce un alcolizzato in piena crisi (mai sentito di senzatetto picchiati e talvolta uccisi?) viene giustamente punito dalla legge che conosce anche della aggravanti, così come se a essere picchiato fosse l’omosessuale, il turista bavarese in lederhosen o il secchione occhialuto e grasso.

                      Il bene è un concetto prevalentemente metafisico e filosofico, che si coglie solo grazie alla capacità di astrazione che è facoltà concessa solo all’essere umano. Quello osservabile con criteri medici e psichiatrici invece è il benessere, che non necessariamente coincide con il bene.

                      Poiché siamo esseri umani siamo chiamati a elevarci e perseguire il Bene, non solo il benessere. Diversamente ci comporteremo ne più ne meno che come delle capre.

                    • Mari ha detto in risposta a Cornacchia

                      È il tipico concetto di bene moderno, che guarda ad una realizzazione dell’individuo esagerata senza minimamente confrontarlo con il bene comune della società in cui vive, concetto per il quale l’autodeterminazione non basta

            • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Cornacchia

              Quindi se io sto bene ad inchiappettare le ragazzine di 12 anni dovrebbero fornirmene una nuova (non sia mai che mi annoi) al giorno, nevvero?
              Complimenti per la logica, chi è il tuo maestro, Odifreddi?

              • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Massimiliano 1989 A.D

                Tu hai scritto “Tra i tratti distintivi della persona esiste anche l’orientamento sessuale. In ogni caso, intendo dire che deve essere aiutato a stare bene, se tale equilibrio si raggiunge in un modo o nell’altro è indifferente, ciò che conta è il benessere della persona.”

                Ne consegue inappellabilmente che se il mio equilibrio viene raggiunto andando con le ragazzine delle medie dovrei non solo essere soddisfatto in questo ma addirittura legittimato e incoraggiato. E di ragazzine adolescenti o pre adolescenti che andrebbero con un ragazzo più grande, se gli piace, ce n’è a palate.

                Quindi, qualora io fossi una persona che raggiunge il suo equilibrio e benessere in quel modo dovrei essere legittimato a sfogarmi con ragazzine consenzienti, no?

                Rispolveriamo la “pedofilia mite” di Dawkins? Perché quello è ststo capace di partorire anche questa idea.
                Take a look http://www.tempi.it/pedofilia-richard-dawkins-ateismo-educazione-cattolica#.VTEYq4ZoarU

                Vedi, carissimo, il problema della vostra etica, e’ che è un controsenso. Vi illudete di avere un’etica quando NON POTETE averla. L’etica vera e’ scolpita nella legge morale e non è mutevole, la vostra invece è “liquida”.
                Per gli spartani era normale buttare i bambini deformi giù dal monte Taigeto, se non esiste Dio, se Gesu era solo un povero predicatore poi divinizzato da quattro schizzati, chi siamo noi per dire che sbagliavano?

                Possiamo solo dire “ora buttare giù i bambini da una rupe e’ illecito” NON “è sbagliato”.
                Insomma, davvero, sentire voi parlare di etica e’ come bestemmiare in Chiesa.

                Siete atei? Bon, almeno siate coscienti che un’etica non potete averla, potete avere un insieme di convenzioni, ma non un’etica, o una morale.

                • andrea g ha detto in risposta a Massimiliano 1989 A.D

                  Hai perfettamente ragione, ma non possono esserne coscienti: l’ateista
                  è tale in quanto accecato da pregiudizi adolescenziali, non può dunque
                  proprio riflettere razionalmente.
                  La ragione stà da una parte, il pensiero ateistico da un’altra.

                  • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a andrea g

                    Esatto Andrea, eppure loro pensano che la ragione stia dalla loro parte. Pensano che partorire una mostruosità LOGICA (che poi porta a mostruosità morali) come che l’universo si sia fatto da solo senza una causa prima incausata (mentre all’interno dell’universo TUTTO ha una causa, dai quasar ai videogiochi) sia RAZIONALE 0.O

                    Purtroppo il dialogo e’ letteralmente impossibile.

              • Cornacchia ha detto in risposta a Massimiliano 1989 A.D

                Quello è un reato

                • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Cornacchia

                  OGGI è un reato! Non ai tempi di Socrate! E potrebbe non esserlo più in futuro così come oggi non è resto uccidere i bambini.
                  Il funo e’ legale ma NON È legittimato, aborto ed eutanasia sono legali E LEGITTIMATI, si fa a gara, nella fazione pro morte, nel cercare di dimostrare quanto siano cose giuste e ragionevoli. Ben diverso sarebbe ststo dire “legalizziamo l’aborto per contrastare la piaga delle mammane ma facciamo ben presente che è OMICIDIO (volontario, senza le attenuanti che giustificano un omicidio per legittima difesa agli occhi di Dio)”.

                  Tu puoi solo riconoscere l’illegalità di una cosa, non che sia SBAGLIATA IN SE! Ti è precluso perché la cosiddetta etica laica non esiste. Si basa solo su un insieme di convenzioni accettate socialmente ma mutevoli come l’acqua. Se tu fossi nato fra 200 anni, quando magari sarà prassi chiedere ed ottenere un iniezione letale perché “ci si sente soli” o ammazzare un neonato perché “che differenza c’è col feto, entrambi non sono autocoscienti”, considereresti tali cose giuste perché LEGALI!

                  Non così per un cristiano, che fonda la sua vita sulla solida roccia, ovvero Gesu’.

                  Chiarito questo ti faccio una domanda seria, a cui vorrei una risposta: se vedessi qualcosa di autenticamente sovrannaturale, non per testimonianza ma perché lo vedi con i tuoi occhi, prenderesti atto che il sovrannaturale e il divino esistono? Per favore rispondimi, ciao.

        • Dario* ha detto in risposta a Cornacchia

          Ed in base a cosa affermi che il benessere di una persona sia direttamente connesso al contravvenire alle convenzioni sociali? Detto questo, io contravvengo (o ho contravvenuto) a diverse convenzioni sociali nel mio aspetto eppure il fatto che ci siano individui che ne siano disturbati non mi tange minimamente anzi alle volte mi diverte pure. Detto pure questo, se ci stai male perché la gente non apprezza certi tuoi comportamenti non hai che da scegliere se dai più importanza al mantenerli o al giudizio della gente e comportarti di conseguenza. Pretendere che l’umanità sia costretta ad apprezzare qualunque scelta di ogni singolo individuo è irrazionale, impossibile ed ingiusto. Vorrebbe dire che contemporaneamente bisognerebbe apprezzare ogni cosa ed il suo contrario il che, spero te ne renda conto pure tu, è un paradosso.

          • Cornacchia ha detto in risposta a Dario*

            No, non ci siamo capiti.
            Se la gente non apprezza i miei connotati, me ne sbatto. Ma se uno mi colpisce, mi penalizza, mi offende, mi discrimina o mi insulta o semplicemente mi considera un qualcosa di orribile da nascondere e ferire, ciò è tutt’altra cosa…e chi tiene questi atteggiamenti deve essere punito con la massima severità

            • Dario* ha detto in risposta a Cornacchia

              Mi risulta che la società italiana già preveda ampiamente le tutele da te citate

            • FREEZER75 ha detto in risposta a Cornacchia

              “Se la gente non apprezza i miei connotati, me ne sbatto.”

              Vorrei vedere nella vita reale se le persone che conosci non apprezzassero/accettassero la tua persona, quanto te ne sbatteresti…

            • Q.B. ha detto in risposta a Cornacchia

              Ritenere qualcuno orribile o da nascondere è un pensiero, esecrabile ma pur sempre un pensiero e finché rimane tale non ha rilevanza penale.

              Se il pensiero si trasforma in azione, quindi si passa all’offesa o all’insulto esistono già norme penali.

              La parola discriminazione è un termine vuoto se non è accompagnato dagli aggettivi ingiusta o giusta, perché esistono anche le discriminazioni giuste cioè elaborate per compensare situazioni di svantaggio rispetto a una condizione normale (es. sul bus ci sono posti sottratti all’uso di tutti e riservati agli invalidi per consentire anche all’invalido di utilizzare il bus liberamente come chi invalido non è).

              Se la discriminazione è ingiusta ci sono le leggi per intervenire.

              Chi tiene questi atteggiamenti deve essere punito con una severità “proporzionata” alla gravità del fatto.

              Noto che sembra sempre difficile sostenere delle ovvietà.

          • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Dario*

            Dario, lascia perdere. Dico davvero. Non puoi parlare con i relativisti, per loro non c’è nulla di assoluto o “giusto in se”.
            Sono accecati, ottenebrati e credono di essere “illuminati”, di essere di lalghe vedute.

            L’unica cosa larga e’ la strada che hanno preso e sappiamo bene dove porta.

        • Dario* ha detto in risposta a Cornacchia

          P.S. Rispondi alla questione del tizio che ama tagliarsi le vene. Aiutarlo significa agevolarlo nella sua inclinazione (o come tu dici “difenderlo da ogni tentativo della società di normalizzarlo o di adeguarlo a convenzioni sociali, valutazioni etiche più o meno comuni”) o fargli capire che sbaglia?

          • Cornacchia ha detto in risposta a Dario*

            In quel caso, gli si fa capire che sbaglia proprio perché tagliarsi le vene non è nel SUO interesse

            • Q.B. ha detto in risposta a Cornacchia

              E aiutarlo a perseverare nella convinzione che, nonostante un dato biologico autoevidente (il pipino), il soggetto si sente donna sarebbe nel suo interesse?

            • Mari ha detto in risposta a Cornacchia

              Un suicida di solito non vede altre ragioni al di fuori delle proprie, e ritiene per se stesso un bene ciò che invece è evidente agli occhi di ogni altro come un male, allo stesso modo la comunità LGBT vede solo i suoi interessi e si vuole conferire diritti per i quali non è idonea, tra cui le unioni civili e le adozioni,andando contro il bene stesso dello stesso

              • Dario* ha detto in risposta a Mari

                Solo una precisazione: non intendevo necessariamente il suicidio parlando di “tagliarsi le vene”, mi riferivo più in generale all’autolesionismo

        • Panthom ha detto in risposta a Cornacchia

          Tieni conto che molti omosessuali non accettano la loro inclinazione e vorrebbero non avere più queste attrazioni indesiderate. Stai dunque sostenendo che è lecito aiutar loro ad uscire dall’omosessualità in modo da aiutarlo a raggiungere il proprio benessere individuato?

  14. Mari ha detto

    Comunque posto questo link, l’ho trovato interessante
    http://www.bastabugie.it/mobile/articoli.php?id=3692

  15. bruno mardegan ha detto

    i fautori del gender negano che questa sia una teoria per cercare di far passare il gender come realtà. Una realtà che accettano gli allocchi e chi ha interesse a organizzare corsi da 40 euro nelle scuole che moltiplicati per il numero degli allievi raggiungono cifre notevoli. Questo senza contare altri interventi psichiatrici per raddrizzare la mente dei fanciulli, come il caso di quello che tornato a casa ha detto alla mamma: non avevi detto che ci sono famiglie con due mamme e senza papà.

  16. mario ha detto

    scusate ma io cerco di fare ordine.
    TG_versione_base: idea secondo cui c’è una realtà biologica, e poi ci sono le convenzioni culturali associate a tale realtà. cioè: io nasco maschio, ma il fatto che un maschio giochi a pallone e non faccia il ricamo è culturale. io credo che su questo NOI cattolici siamo d’ accordo. tanto più che condanniamo quando la donna viene vista come un oggetto sessuale nelle pubblicità o nei film. tutti i gay sono d’ accordo.
    TG_versione_1:anche la realtà biologica è una scelta, è una convenzione culturale. la persona, se sa che può cambiare sesso, magari lo fa. quindi si dica nelle scuole che i bambini non devono dare per scontato di essere nati maschi e morire maschi. possono impiegare del tempo per capirlo senza essere disturbati. su QUESTO noi cattolici siamo contrari. ma anche molti gay sono contrari a questo. perchè , ripeto da sopra, il gay non rifiuta nulla del suo corpo, anzi. i trans invece sono d’ accordo immagino su questo.

    dunque, secondo me, in questa storia il punto è TG_versione_1, su cui però i gay convergono coi cattolici ( e lo dico avendo parlato con alcuni di loro).

    • Mari ha detto in risposta a mario

      Questo non mi riesce difficile crederlo, anche se penso che esistano comunque omosessuali di diversi tipi, semplicemente credo che la comunità LGBT farebbe meglio a smetterla di cercare di riunire sotto una stessa denominazione minoranze così psicologicamente diverse, questo negli interessi stessi di chi vi fa parte. E ovviamente questo non lo farebbero mai, non smetteranno mai di proporsi col loro pensiero omologante, sanno che i numeri e la violenza sono l’unica forza su cui possono contare, avendo la ragione e la realtà naturale contro

  17. Marco EL ha detto

    Ci pregiamo di segnalarvi la risposta alla Lalli da parte di una nostra amministratrice, lesbica, madre, e contraria alla teoria del gender:

    http://spherehost.wix.com/eterolaico#!Lettera-a-Chiara-Lalli/c17jj/55210e650cf21d84af7b6e9c

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