Nessuna similitudine tra Gesù, Mitra e altre divinità pagane

MitraGesù Cristo non sarebbe altro che una creazione fondata sulle diffuse mitologie delle divinità soggette a morte e rinascita, note in tutto il mondo pagano. Il testo che ha maggiormente diffuso queste credenze è “The Jesus Mysteries: Was the “Original Jesus” a Pagan God?” (Three Rivers Press 1999) di T. Freke e P. Gandy.

La tesi dei due autori è che «la vicenda di Gesù non è la biografia di un messia storico, ma un mito fondato sulle eterne favole pagane. Il cristianesimo non fu una rivelazione nuova e unica, ma un adattamento ebraico dell’antica religiose dei misteri pagani» (p. 2). Secondo loro al cuore dei tanti misteri pagani ci sarebbe il mito di un uomo-dio che sarebbe morto e risorto, a cui furono attribuiti diversi nomi: Osiride, Dioniso, Attis, Adone, Bacco, Mitra. E anche Apollonio. Ciò che accomunerebbe tutte queste divinità è la loro biografia: sarebbero figli di Dio e di una madre mortale vergine, nacquero il 25 dicembre in una grotta di fronte a tre pastori e uomini sapienti, come primo miracolo trasformarono l’acqua in vino, fecero il loro ingresso in città a dorso d’asino, furono crocifissi per Pasqua allo scopo di emendare i peccati del mondo, il terzo giorno resuscitarono. Avete già sentito questa storia, vero?

Inutile ricordare che i due autori non sono studiosi ma semplici scrittori, famosi unicamente per queste tesi. L’agnostico Bart D. Ehrman, docente di Nuovo Testamento e presidente del Dipartimento di studi religiosi dell’Università della Carolina del Nord, nel suo “Did Jesus Exist” (HarperCollins Publisher 2012) ha commentato: «Gli storici del mondo antico -quelli seri- sono scandalizzati da tali asserzioni. Gli autori non corredano di prove le loro affermazioni sul modello mitologico dell’uomo-dio. Non citano alcuna fonte pervenutaci dal mondo antico che sia possibile verificare. Non si può dire che abbiano fornito un’interpretazione alternativa delle testimonianze a nostra disposizione. Non le hanno neppure citate. E hanno fatto bene. Quelle testimonianze non esistono» (p. 27). Effettivamente il grande problema di queste tesi è che mancano completamente le testimonianze storiche. Senza contare che «il Gesù storico non proviene dagli ambienti fortemente influenzati dalle religioni misteriche pagane del’Egitto della fine del I secolo, ma dagli ebrei vincolati alla loro religione decisamente antipagana della Palestina degli anni Trenta dell’èra volgare e dei periodi seguenti» (p. 28).

I miticisti, in particolare, si soffermano particolarmente a mostrare presunti paralleli tra Gesù Cristo e Mitra, perché una loro teoria alternativa è che la biografia di Gesù sarebbe interamente paragonabile a quella di questa divinità: oltre alle identiche date e luoghi di nascita, al concepimento verginale della madre (in realtà l’iconografia romana fa nascere Mitra già fanciullo da una roccia, la petra genetrix) e la loro resurrezione, i rituali di venerazione di Mitra sarebbero stati guidati da un sovrano con il nome di papa e tenuti sul colle del Vaticano. La replica di Ehrman è netta: «Non ci sono prove che sia così. E’ un’invenzione. Gli studiosi dei misteri mitraici non hanno difficoltà ad ammettere che, come per la maggior parte delle religioni misteriche, non sappiamo molto del mitraismo. I mitraisti non hanno lasciato libri per spiegare quali fossero i loro riti e le loro credenze. Quasi tutte le testimonianze in nostro possesso sono prove archeologiche, dal momento che sono stati scoperti molti templi sacri al culto (chiamati mitrei) e una statua che raffigura l’uccisione di un toro […]. Non abbiamo testi mitraici, e tanto meno testimonianze secondo cui il dio Mitra sarebbe nato da una vergine il 25 dicembre e sarebbe morto per espiare i peccati, per poi risorgere di domenica. Religioni quali il mitraismo sono definite culti misterici dagli studiosi perché i seguaci erano vincolati da un voto di segretezza e non rivelarono mai né i misteri del loro culto, né i loro riti o il loro credo». Per approfondire consigliamo le più importanti opere storiche sul mitraismo: “The religion of the Mithras Cult in the Roman Empire: Mysteries of the Unconcquered Sun” (R. Beck, Oxford University Press 2007) e “Mystery Cults of the Ancient World” (H. Bowden, Princeton University Press 2010).

E’ vero che alcuni autori cristiani, come Tertulliano, trovavano similitudini tra la propria religione e i culti misterici, ma scrivevano in un periodo molto tardo e non avevano compiuto ricerche in proposito, il loro intento era far capire ai pagani che il cristianesimo comprendeva parole e azioni non tanto diverse da quelle delle loro religioni, pertanto non c’era ragione di fare un distinguo per i cristiani e perseguitarli. Ma non disponevano di fonti di informazione affidabili. Come ha commentato recentemente il prof. Larry Hurtado, docente di Nuovo Testamento presso l’Università di Edimburgo, «alcuni cristiani del II secolo a volte hanno usato la terminologia utilizzata nei culti misterici a causa dei contrasti con il cristianesimo ma, ovviamente, non è la stessa cosa dell’essere influenzati/plasmati dai culti misterici».

I parallelismi inoltre, oltre a non avere fonti storiche ed essere inventati di sana pianta, hanno anche diverse problematiche per come sono presentati e appaiono completamente differenti dalla biografia di Gesù, come ha ottimamente mostrato il prof. Alfredo Jacopozzi, docente alla Facoltà teologica dell’Italia Centrale. Pensiamo soltanto alla crocifissione di Gesù: «Morire per espiare i peccati è un’idea che non è mai appartenuta all’antica mitologia pagana» (p. 218), ha commentato il prof. Ehrman. «Sia per i particolari sia per la teoria complessiva, sembra perlopiù una tesi studentesca, zeppa di informazioni palesemente false e di incongruenze. Le loro interpretazioni saranno state credibili oltre un secolo fa, ma oggi nessuno studioso le sostiene» (p. 28).

Ha quindi concluso il prof. Jacopozzi: «i presunti “paralleli cristiani” presenti nel mitraismo romano, sono nati almeno un secolo dopo i testi neotestamentari, dunque troppo tardi per dire che il cristianesimo abbia preso in prestito qualche idea dal mitraismo. Semmai, è estremamente probabile che sia vero il contrario».

La redazione

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24 commenti a Nessuna similitudine tra Gesù, Mitra e altre divinità pagane

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  1. qua, in inglese, un bel raffronto che smonta le similitudini tra Cristianesimo e altre religioni:

    http://www.thedevineevidence.com/jesus_similarities.html

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  2. Meister Eckhart ha detto

    Non ho letto il testo citato ad opera di Freke e Gandy e nemmeno posso considerarmi un esperto in materia, ma mi basta l’affermazione degli autori che “il cristianesimo sarebbe un adattamento ebraico dell’antica religione dei misteri pagani” per capire che siamo di fronte a gente completamente ignorante in fatto di Ebraismo, prima ancora che di Cristianesimo. Si attribuisce a degli ebrei un’operazione che nessun ebreo degno di questo nome avrebbe mai effettuato. In pratica, fuffa priva di sostanza.

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    • GiuliaM ha detto in risposta a Dario

      OT: sito molto carino, grazie di averlo segnalato 🙂

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    • Li ha detto in risposta a Dario

      O_O Non ho parole! Meri. Oh my God!

      Beh, gente fate spazio a Maitreya, dei buddisti. Mitra…Matreya, qualche assonanza c’è.

      http://www.buddhamaitreya.org/

      Da notare il simbolo di questo sito che comprende una croce, una stella di david, una stella a 5 punte e tutto racchiuso in un cerchio con 6 cerchi ad attorniarlo. Una mescolanza di religioni ed esoterismo da pavura.

      Poi l’immancabile pagina wiki per gli afictionados:

      http://it.wikipedia.org/wiki/Maitreya

      Mischioni così ne ho già sentiti, e non fanno altro che mettere confusione nella testa della gente.

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      • gladio ha detto in risposta a Li

        Interessante il sito dei due babbei ! originale anche il logo! A tutti quei simboli manca solo un bel boccale
        ( ma di quelli grossi ) che li racchiuda tutti; sarebbe così maggiormente rappresentativo della sua autorevolezza e profondità.

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        • Li ha detto in risposta a gladio

          Non credo siano babbei: ce l’ha insegnato il fondatore della happy science (che prima era un tipico impiegato nippo), che ha milioni di seguaci nel mondo mischiando le religioni. Ah, potersi scrivere i libri, produrre film, e la tua parola è legge per tutti. Soldi e potere. E’ una setta.

          In sto sito non si attribuisce di essere una rincarnazione/tramite (e che ne so!) di maometto, ma in altri sì.

          http://www.cesnur.com/le-nuove-religioni-giapponesi/kofuku-no-kagaku/

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      • Eli Vance ha detto in risposta a Li

        Penso che si fa mettere confusione da costoro deve essere molto, ma molto, confuso già da prima.

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  3. ur-luce ha detto

    grazie dei contributi

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  4. Licurgo ha detto

    Lo stesso dicesi per Horus e per il bassorilievo di Luxor.
    Ogni studioso serio di egittologia ride della lettura data da Acharya e Massey di quel bassorilievo, eppure in rete è pieno di gente che crede di avere scoperto chissà quale verità.
    Purtroppo il brutto del net è che, se non si è un minimo preparati, è difficile saper distinguere tra Storia e pseudo tale.

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    • Li ha detto in risposta a Licurgo

      Beh sai, l’occhio di horus è tanto caro ai massoni…e poi quest’estate lo spalmavano sui vestiti insieme a croci, teschi e altre simbologie a gogo.

      comunque gente è dura tenere d’occhio tutte le simbologie, e non sconfinare nell’esagerato. Un esempio? La mano del marrano, che viene attibuita ad icone e non solo.

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  5. Fabrizia ha detto

    Effettivamente, in giro c’è tanta ignoranza. A quanto pare, è pieno di gente che crede ancora agli unicorni, ai poteri della mandragola e ai filtri magici. Avete mai visto il film cult dei grillini, “Zeitgeist”? Si inventano perfino le etimologie, pur di spararle grosse!

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  6. Li ha detto

    Hai ragione. E’ un po’ come tirare fuori la storia degli unicorni (anch’essi molto dipinti sugli abiti), a cui si attribuisce solo il simbolo della purezza. Falso!

    http://www.academia.edu/7119553/La_figura_dell_unicorno_nella_simbologia_e_nell_iconografia_tradizionale

    Con tutte ste figure tramandate nei secoli non mi stupisce che mitra, matreya e compagnia bella siano addosso al cristianesimo.

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  7. Sergio Zito ha detto

    Concordo sul fatto che le similitudini siano state anche un po’ artificiose, ma non penso si possa negare che tutti questi idoli (o personaggi da cui è stata tratta una certa tradizione orale e scritta) avevano in comune il fatto di essere definiti, secondo la consuetudine relativa a 2-3.000 anni fa, discendenti diretti o indiretti di una presunta divinità.

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    • Dario* ha detto in risposta a Sergio Zito

      Scusa ma: e con ciò?
      Gli antichi romani millantavano di discendere dagli antichi greci, vuol forse dire che nessuno è mai disceso dagli antichi greci? Oppure vuol forse dire che gli antichi romani non siano mai esistiti? Onestamente non capisco dove tu voglia andare a parare con il tuo post

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      • Sergio Zito ha detto in risposta a Dario*

        Sto solo dicendo che nessuno può negare che esisteva una cultura messianica per cui era prevista l’attesa di un salvatore (re, eroe, semidio o quant’altro)considerato discendente o direttamente apparentato con la divinità di ciascuna tradizione locale. Il territorio palestinese di 2000 anni fa non è scevro da tali archetipi linguistici e culturali.

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        • Dario* ha detto in risposta a Sergio Zito

          L’attesa del messia per quanto mi risulta era una caratteristica del popolo ebraico, le altre culture avevano degli eroi, veri o fittizi che fossero, antecedenti. Se io ti racconto la storia di Beowulf non vuol dire mi aspetti un giorno di incontrarlo, spero tu noti la differenza che passa tra miti e leggende e l’attesa messianica.
          Se prendi le varie religioni/miti, in generale cominciano con un evento che non era atteso: nessuno attendeva Maometto, Budda o Odino come nessuno attendeva Ettore, Achille, Ulisse o Teseo. Che si tratti di persone o personaggi immaginari si parte direttamente coi racconti delle loro vere o presunte imprese o insegnamenti

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    • Dario* ha detto in risposta a Sergio Zito

      P.S. Un po’ artificiose? Un po’? Ma se sono più fasulle di una moneta di cioccolata…

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      • Licurgo ha detto in risposta a Dario*

        Al di là delle tante similitudini inventate di sana pianta e senza fonti che sono state rilevate, il semidio politeista è un concetto molto diverso dal Verbo che si fa Carne.
        Certo, se vogliamo dire che gli ebrei di Palestina, essendo stati comunque parzialmente ellenizzati da due secoli nell’epoca di Gesù, fossero pronti a rielaborare in tutt’altro modo concetti molto diversi con cui erano, parzialmente e nelle minoranze istruite, venuti in contatto, questo da un punto di vista storiografico si può dire.
        Ma che Gesù sia un’accozzaglia di questi personaggi è smentito dall’assenza di fonti accettabili, e questo nei criteri di metodologia delle fonti è scientificamente improponibile.

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        • Sergio Zito ha detto in risposta a Licurgo

          Forse non sarà un’accozzaglia di questi personaggi ma, se dobbiamo fare un discorso professionale e attinente alla ricostruzione di eventi storicamente accaduti, non ci sono prove che egli sia il figlio del dio descritto nella mitologia giudaica, così come non ci sono prove che Eracle sia il figlio di Zeus o che Enea sia il figlio di Venere.

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          • Dario* ha detto in risposta a Sergio Zito

            Direi che l’articolo non si poneva l’obiettivo di dimostrare che Gesù sia figlio di Dio anche perché per cominciare bisognerebbe dimostrare l’esistenza di Dio e sappiamo bene che questo sia empiricamente impossibile altrettanto di quanto non lo sia dimostrare la sua inesistenza.
            L’articolo si limita a sfatare la vostra leggenda metropolitana sul fatto che Gesù sia semplicemente un mito creato fondendo o modificando miti e leggende a Lui antecedenti e, checché tu ne dica, lo fa piuttosto bene. Tu fin’ora non hai portato nessun elemento a favore della tua tesi

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      • Sergio Zito ha detto in risposta a Dario*

        Qualcosa è fasulla, qualcosa è giusta: non buttiamo il bambino con l’acqua sporca.

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        • Dario* ha detto in risposta a Sergio Zito

          Io non butto il bambino con l’acqua sporca, sei tu che ti tieni l’acqua sporca per salvare un bambino immaginario, contento tu, io amo la pulizia (fuori metafora: la Verità)

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          • Licurgo ha detto in risposta a Dario*

            Sergio Zito: certo che ritenere Gesù come Dio pertiene alla fede e non alla Storia, fede che io peraltro non ho.
            Qui non è questione di bambino o acqua sporca: è questione che i parallelismi in quel modo sono senza fonti e violano un fondamentale criterio (e se si va bene a vedere il metodo con cui sono costruiti violerebbero altri criteri)di metodologia storica, quindi sono pseudo scientifici.

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