Droga libera è civiltà? Risposta a Roberto Saviano

DrogatiA forza di criticarlo potrebbe sembrare che la sia abbia con lui, ma la verità è che lui, lo scrittore Roberto Saviano, ad insistere con provocazioni alle quali non si può non rispondere, anche perché sono veicolate da fior di giornali. Nel suo ultimo intervento su L’Espresso – chiarissimo fin dal titolo: “Droga libera, battaglia di civiltà” -, lo scrittore partenopeo rilancia con forza la tesi della depenalizzazione delle droghe quale urgenza sociale.

Ora, posto che allorquando si parla di una materia simile emerge un problema morale di non poco conto che nel pezzo in questione non viene affrontato, le stesse argomentazioni proposte paiono scarsamente convincenti. Esaminiamole singolarmente.

1. Si scrive che depenalizzando il consumo delle droghe si avrebbe «una diminuzione dell’affollamento delle carceri». A parte che si tratta di una tesi non convincente laddove antepone aprioristicamente la necessità di fare spazio nelle carceri all’esame delle ragioni per cui un detenuto vi si trova  – ragionando così potremmo dire che anche depenalizzando la rapina a mano armata, avremmo «una diminuzione dell’affollamento delle carceri» -, se l’allusione è, come pare, al caso italiano e alla Legge Fini-Giovanardi, occorre precisare come questa norma, recentemente dichiarata incostituzionale, non ha generato alcun affollamento delle carceri: gli ingressi annuali in carcere per reati connessi alla droga, infatti, erano 22.808 nel 2001, 23.356 nel 2002, 23.719 nel 2003, 24.603 nel 2004 e quando la legge è entrata in vigore, nel 2007, sono rimasti 24.000 non comportando alcun affollamento delle carceri che già non vi fosse.

2. «Chi fa uso di droghe non è un criminale, ma una persona che vive un disagio: va curata con misure diverse dalla detenzione», scrive poi Saviano. Siamo d’accordo con quest’affermazione esattamente come verosimilmente lo sono tutti. Persino – per stare ancora al caso italiano – i proponenti della contestata Fini Giovanardi che, oltre a non generare alcuna crescita di ingressi in carcere, non ha mai previsto la galera per nessuno, men meno per il semplice consumatore, eccetto quanti implicati in spaccio, coltivazione, traffico o produzione. Chi vende droga ai ragazzini non dovrebbe forse essere perseguito? Chi non considera minimamente problematico il distruggere l’esistenza di tanti giovani e delle loro famiglie pur di arricchirsi col traffico di stupefacenti non merita forse il carcere? Crediamo che su questo aspetto, e cioè la punibilità di criminali senza scrupoli, non vi siano dubbi. Esattamente come non ve ne sono sul fatto che questo tutto questo aspetto del discorso non costituisce affatto un buon argomento per rendere libera la droga.

3. «Studiando i dati delle politiche proibizioniste attuate fino a questo momento, si è chiaramente dimostrata la loro inutilità». Non stentiamo a credere che questa tesi possa trovare molti d’accordo. Il punto è che, oltre a non capire di quali dati si parla, non è neppure chiaro quali sarebbero le politiche proibizioniste. Se, ad esempio, proibizioniste sono le politiche attuate fin qui dal nostro Paese saremmo costretti a ritenere falsa questa affermazione dal momento che – stando ai dati ufficiali più recenti – il consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione generale (15-64 anni, uso di sostanze almeno una volta negli ultimi dodici mesi) è in calo, conformemente alla «tendenza alla contrazione dei consumatori già osservata nel 2010, per tutte le sostanze considerate» (Relazione annuale al Parlamento – Uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia Dati relativi all’anno 2012 e primo semestre 2013 – elaborazioni 2013, p. 6). Quindi delle due l’una: o in Italia non vige alcun proibizionismo oppure il proibizionismo, piaccia o meno, è tutt’altro che inefficace e inutile.

4. «Questa (la depenalizzazione delle droghe, ndr) è la tendenza mondiale […] non possiamo permettere che l’Italia vada nella direzione opposta al resto del mondo». L’idea che l’opportunità di una scelta politica dipenda da ciò che fa un non meglio precisato “resto del mondo” presenta una fragilità argomentativa che non abbisogna di commenti. Quel che si può invece dire – soffermandoci per esempio sulla cannabis e sulla sua liberalizzazione – è che questa sostanza è tutt’altro che innocua. Un recente studio effettuato alla luce di altre 120 pubblicazioni internazionali (Cfr. “Neuropharmacology”, 2014; 76 Pt B:416-424) ha messo in luce – come lo stesso settimanale L’Espresso, citandolo, ha riportato lo scorso 14 marzo – che «l’uso di cannabis nei ragazzi ha profondi effetti sullo sviluppo del loro cervello, che è ancora in atto» tanto che «un ragazzo su quattro sviluppa una chiara tendenza all’uso di droghe più pesanti, che può evolvere in dipendenza». Che un ragazzo su quattro passi dalla cannabis «all’uso di droghe più pesanti», quali che siano le scelte del “resto del mondo”, pare un’ottima ragione per evitare di abbassare la guardia sulle cosiddette “droghe leggere”.

5. «Questa è proprio una questione di civiltà». E’ la chiusura solenne dell’articolo: droga libera come nuova frontiera della civiltà. Non si sa se la pensino così i parenti di milioni di giovani e meno giovani morti per overdose. Non sappiamo neppure se la pensino così i cittadini del Colorado, dove la legalizzazione delle droghe leggere, a fronte di una sostanziale stabilità degli incidenti d’auto mortali dovuti all’alcol, è stata seguita da una crescita di quelli dovuti al consumo di cannabis, che sono triplicati nel giro di appena dieci anni (Cfr. “American Journal of Epidemiology”, 2014; 179(6):692-699). Soprattutto, ignoriamo se la pensino così tutti coloro che ritengono che drogarsi sia un male e che il male, qualunque sia la sua manifestazione, debba essere combattuto in quanto tale. Sempre e comunque. Tutti costoro, davanti all’ipotesi di quella della droga libera quale battaglia di civiltà, avrebbero – è lecito immaginarlo – qualche dubbio. E forse anche più di qualche.

Giuliano Guzzo

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54 commenti a Droga libera è civiltà? Risposta a Roberto Saviano

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  1. Laura ha detto

    Ottima risposta, come sempre.

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  2. Sophus Lie ha detto

    Ah già, la ben nota morte da overdose di cannabis.

    Qualunque studio dimostra chiaramente che la cannabis ha effetti negativi sulla salute che sono inferiori a tabacco e alcool, e che provoca una dipendenza (psicologica!) di gran lunga inferiore ad entrambe queste altre sostanze psicotrope.

    Io non ho mai fumato una canna in vita mia. Ma non vedo come far finta di scandalizzarsi davanti al consumo di cannabis possa aiutare la situazione.

    Avete idea del costo per lo stato delle spese sanitarie per curare tabagisti e alcolizzati?

    Lo fate un giorno un bell’articolo contro alcol e tabacco visto che si tratta di piaghe sociali assai più diffuse?

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    • Norberto ha detto in risposta a Sophus Lie

      Se è “vietato vietare” e se si vuole ostacolare il traffico di droga, non si capisce perché legalizzare la cannabis e non l’eroina, questa sì causa di overdose. Puoi spiegarmelo per favore?

      Rispetto agli studi ovviamente sei disinformato, qualunque studio dimostra il contrario: la cannabis è decisamente (circa 20 volte di più) più dannosa del tabacco. Io non solo lo dico, ma lo dimostro:
      http://www.sciencedaily.com/releases/2009/08/090805110741.htm
      http://www.sciencedaily.com/releases/2007/12/071217110328.htm
      http://www.sciencedaily.com/releases/2007/07/070731085550.htm
      http://www.sciencedaily.com/releases/2008/01/080123104017.htm
      http://www.sciencedaily.com/releases/2009/08/090805110741.htm
      http://www.sciencedaily.com/releases/2007/12/071217110328.htm

      Rispetto all’alcool, l’uso saltuario di entrambi è paragonabile, esattamente come l’uso intensivo.

      In ogni caso il discorso non cambia: andrebbe vietato ciò che danneggia l’uomo e tutto ciò che crea dipendenza, e non certo legalizzare tutto perché tanto “è già legale la vendita di alcool”. Il discorso non regge.

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    • Matteo ha detto in risposta a Sophus Lie

      Guarda che i giovani italiani per consumare la cannabis l’aggiungono al tabacco. È come dire che una sigaretta più la cannabis fa meno male di una sigaretta.
      Ma mi fa sorridere l’argomento dell’alcool.
      “Se non contiamo tutte le campagne contro l’alcool e il fumo che si fanno in Italia, in Italia non si parla dei problemi dell’alcool e del fumo! Che ipocriti!”
      Questo sito dovrebbe fare un articolo polemico su… una cosa su cui non c’è polemica?
      Ah, e giusto per aggiungere una ciliegina sulla torta: negli usa quello che vogliono la legalizzazione della cannabis dicono che dovrebbe essere l’alcool ad essere proibito, perché crea danno sociale.
      Vero.
      Peccato che l’alcool negli usa fosse proibito, ma gli antiproibizionisti l’hanno liberalizzato.
      Quindi usano una sconfitta dell’antiproibizionismo come supporto per l’antiproibizionismo… e poi dicono che la droga non fa male al cervello! 🙂

      A parte quello, hai ragione: a molta gente che discute di proibizionismo e antiproibizionismo non gliene frega nulla della gente che soffre, ma vuole solo discutere della propria ideologia. Tipo te, ad esempio.

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    • Li ha detto in risposta a Sophus Lie

      Giusto. La cannabis non è letale.
      Tranne quando sei al volante, o in moto, o decidi che è troppo poco e vuoi provare qualcosa di più forte.

      non è letale tranne quando fai fuori un’intera famiglia perchè magari ti sei fatto una canna e scolato un bel superalcolico in seguito a necknomination.

      Ti annebbia il cervello, e se uccide la persona non lo so, ma la peggiora. Cambia l’apparato cardiocircolatorio, e respiratorio.
      E poi non so se ha danni anche sulla sessualità: se rende difficile l’amplesso.
      chiaramente varia da persona a persona.

      Anche la cocaina era considerata come un medicinale all’inizio. Vedete che è successo.

      Può dare benefici ai malati? Forse, ma si diventa anche dipendenti. E poi che fanno se guariscono? Continuano ad assumerla, ovvio.

      Rallenta l’intelletto, e scioglie la lingua, a quanto pare.

      Parliamo anche di alcool e tabacco? Alcuni mischiano droghe e alcool e poi…tanti saluti.
      Altri mischiano la maria con il tabacco.

      L’unica droga di cui faccio uso è il caffè. Ebbene sì, anch’esso si trova tra quelle legali insieme a tabacco e alcool.

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  3. Luke ha detto

    Saviano ormai non perde occasione per rendersi ridicolo

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  4. borg ha detto

    la marijuana non ha mai ucciso nessuno, l’alcol fa circa 30000 morti l’anno solo in italia. dov’è la vostra coerenza?

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    • Norberto ha detto in risposta a borg

      E’ possibile confrontarsi senza accusarsi reciprocamente?

      Ho sentito l’argomento che tu esponi tante volte ma non mi hai mai convinto. Anche un pugno in pancia non ha mai ucciso nessuno, mentre un pugno in faccia si. Dunque? Capisci che non significa nulla quello che può uccidere o no? Oltre al fatto che le morti in seguito all’assunzione di marijuana sono tantissime, se pensiamo agli incidenti automobilistici o agli avvelenamenti.

      Certamente, se le morti non sono simili a quelle dell’alcool, rovina la vita. Migliaia possono testimoniarlo: http://www.sostanze.info/esperienza/come-canna-mi-ha-rovinato-vita

      Infine, nessuno è a favore dell’alcool e contro la marijuana, se fosse per me renderei illegale anche la vendita degli alcolici più pericolosi, di certo non renderei tutto legale perché “tanto è legale vendere alcolici”.

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      • borg ha detto in risposta a Norberto

        so che è un discorso relativo ma, come si puo’ discutere di proibire una cosa che risulta meno pericolosa di un’altra di cui addirittura ci martellano con la pubblicita’. è come accanirsi con un ladro di mele piuttosto che con uno da rapina a mano armata! non è serio!

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        • Norberto ha detto in risposta a borg

          L’uso intensivo della cannabis è paragonabile all’uso intensivo di alcool, come sono paragonabili gli usi saltuari.

          Dal mio punto di vista è sbagliato pubblicizzare l’alcool e lo renderei anche illegale, ma non servirebbe a molto. L’illegalità riuscirebbe comunque a farsi strada, abbassando i prezzi…esattamente come con la cannabis.

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    • Matteo ha detto in risposta a borg

      Infatti questo sito non ha mai sostenuto lo “sballo”.
      Ah giusto, la tua era solo il solito “non ci sono pià le mezze stagioni”.
      Ok, ci stò.
      Tu sostieni che la pena di morte è ok!, dov’è la tua coerenza?!?!?!?!?

      (inventarsi le cose vale, giusto? Tu lo fai.)

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    • Li ha detto in risposta a borg

      La marjuana non ha mai ucciso? Vorrei sapere di cosa si facevano tutte quelle persone che hanno causato incidenti mortali! Vuoi che si facessero tutte di coca? La maria costa comunque meno, e anch’essa rende liberi dai freni inibitori.

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  5. Menelik ha detto

    Quello che deve essere divulgato a più persone possibile, è che la cannabis e derivati non è più come quella degli anni 70, quando, a parte rari casi, era una droga davvero leggera, nel senso che dava una “sciacquatina” al cervello senza fare granché.
    Oggi le varie cultivar di cannabis sono ibridi e innesti concepiti in modo da massimizzare la produzione di resina.
    L’effetto che se ne ottiene è molto più intenso rispetto a quelle “vecchie”.
    Non c’è paragone.
    Una volta nei Paesi produttori, le piante venivano stressate per accumulare più resina, con varie tecniche.
    Così si producevano alcuni tipi di hascish in grado di dare distorsioni visive ed uditive.
    Quelle varietà circolavano assai raramente in Europa.
    Il “fumo” che girava in Europa era una sbarretta più o meno profumata con una effetto blando.
    Le varietà che menzionavo sopra, invece, erano assai potenti, ed in grado di dare profonde alterazioni psichiche.
    Le varietà di cannabis odierne sono tutte di questi tipi.
    Non sono più droghe leggere, se mai sono esistite tali.
    Dire che la cannabis sia droga leggera, è una menzogna.
    Stravolge tanto la mente, e lo stordimento che lascia dura a lungo.
    Anche i metaboliti in circolo durano a lungo, vari giorni.
    La cannabis è un concentrato di agenti chimici che rincitrulliscono la mente.
    Il danno maggiore, poi, è l’età adolescenziale degli usatori.
    A quell’età la mente ha da essere impegnata in tutt’altre cose, perché è età in cui si gettano le basi di ciò che ci accompagnerà il resto della vita.
    Capirete il danno immane.
    Altro che droga leggera.
    Cattolici e non cattolici, combattete contro quei veleni della mente!
    Noi, adolescenti degli anni settanta, ci siamo rimasti fregati.
    Pensiamo a salvare i nostri figli.
    Ricordate un’altra cosa: la cannabis non verrebbe da sola.
    Negli smart shops si venderebbero anche funghi psilocibinici e altri prodotti psicoattivi, tipo salvia divinorum, kratom, pasticche di efedrina per trasformarle in metilcatinone e metanfetanina.
    La cannabis è solo un paravento.
    Questo la gente comune deve sapere.
    Questo dovete contribuire a fargli sapere.

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    • Norberto ha detto in risposta a Menelik

      Il tuo stesso discorso, che condivido, lo ha fatto anche il quotidiano inglese “The Independent” accorgendosi dei suoi errori quando invocava la depenalizzazione della cannabis e chiedendo scusa: http://www.osservatoriodroga.it/the-indipendent-non-chiederemo-piu-la-depenalizzazione-del-consumo-di-cannabis/

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    • Li ha detto in risposta a Menelik

      Hai ragione Menelik. Ora le fanno molto più pesanti. Anche le cosiddette leggere.

      La droga non è civiltà. E’ stata immessa proprio perchè la gente non si ribellasse ai poteri forti. Instupiditi dallo sballo chi se ne frega di come va il mondo? Basta farsi il proprio pezzo di paradiso virtuale e via.

      La droga rende egoisti e predatori. Anche la marjuana.

      Se uno resta senza soldi e la vuole, farà QUALUNQUE cosa per averla. Rapinerà, picchierà, venderà il propri corpo, ma non importa come…deve averla.

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    • borg ha detto in risposta a Menelik

      la materia è complessa. pero’ e’ innegabile che senza contollo nascano forme di cannabis piu’ pericolose e dannose. come del resto avvenne negli anni 20 negli usa con il proibizionismo dell’alcol. è come dire che la prostituzione legale assicurerebbe uno standard sanitario superiore oltre a ridurre gli introiti a chi la gestisce clandestinamente. bisogna capire qual’e’ il male minore. certamente la droga illegale è il maggior sostentamento della criminalita’. la vita è meravigliosa. chi si droga non sa che si perde. occorre offrirgli un mondo migliore.

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      • Kosmo ha detto in risposta a borg

        E basta con ‘sta storia degli anni 20 e il proibizionismo!
        Quindi facciamo costruire dove si vuole, legalizziamo l’abusivismo edilizio.
        Quindi legalizziamo l’evasione, quando l’evasore capirà che i servizi scadranno terribilmente si rimetterà a pagare le tasse?
        Di omicidi in Italia non ne prendono praticamente nessuno. E il tizio per scappare dalla polizia potrebbe prendere in ostaggio qualcuno, o ferirne durante la fuga. Legalizziamo pure l’omicidio?

        occorre offrirgli un mondo migliore.

        E glielo si offre…facilitando la sua possibilità di drogarsi!
        ottimo! Non fa una piega.

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        • borg ha detto in risposta a Kosmo

          no, è il contrario. se legalizzi l’abusivismo, vengono fuori i motri. se lo controlli eviti i rischi connessi all’abusivismo stsso. il proibizionismo, in tutte le sue forme, genera roba fuori controllo. tu andresti a farti curare da un medico non qualificato? preferisci mangiare cose di cui non si conosce la natura? io preferisco bere,mangiare e fumare roba di cui conosco la provenienza. lo sai che le overdosi da eroina sono causate da robaccia che c’e’ dentro e non dall’eroina stessa? poi si puo’ discutere cosa eticamente sia opportuno fare… pero’ ti ripeto che il proibizionismo ha esso stesso consseguenze disastrose.

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          • Kosmo ha detto in risposta a borg

            se legalizzi l’abusivismo, vengono fuori i motri. se lo controlli eviti i rischi connessi all’abusivismo stsso

            E perchè, di grazia, dovrebbe valere SOLO per l’abusivismo edilizio, e non anche per la droga?

            il proibizionismo, in tutte le sue forme, genera roba fuori controllo.

            Questa frase è di una cretinaggine UNICA. TUTTE le leggi sono in un certo senso “proibizioniste”, altrimenti sarebbe anarchia.

            Tu andresti a farti curare da un medico non qualificato? preferisci mangiare cose di cui non si conosce la natura?

            Appunto! Sono lieto che mi dai ragione. 😀
            E’ PROIBITO dare da mangiare schifezze che non siano conformi alle leggi.

            lo sai che le overdosi da eroina sono causate da robaccia che c’e’ dentro e non dall’eroina stessa?

            Questo denota una completa IGNORANZA del fenomeno (e della chimica).
            Sai che se uno si iniettasse eroina PURISSIMA ci rimarrebbe secco?

            pero’ ti ripeto che il proibizionismo ha esso stesso consseguenze disastrose.

            Sì. Semplicemente il Corpus Iuris Civilis di tutte le civiltà avanzate.

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      • Li ha detto in risposta a borg

        Certo: infatti Pisapia a Milano aveva fatto la proposta delle stanse del buco, per potersi drogare in pace. Questo è il mondo migliore della sinistra? Risalta meglio quanto tutto sia business. 🙁

        E non dimentichiamo che durante la guerra del Vietnam, i soldati ne facevano largo uso. Dovevano stare svegli, sciogliere la tensione così via.
        Ancora oggi i soldati tornano fuori di testa per motivi simili, ma chi se ne frega, vero? Al momento la propaganda lgbt e l’aborto hanno la precedenza.

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  6. Matteo ha detto

    Quindi chi si droga è «una persona che vive un disagio», ma legalizzare la droga è una battaglia di civiltà.
    … quindi vivere il disagio è una forma di civiltà? O favorirlo lo è? Non è un po’ confuso?
    O semplicemente “una questione di civiltà” è una frase vuota e che si usa solo quando non si hanno argomenti?
    «Ha parcheggiato in seconda fila!»
    «Ma è una questione di civiltà!»

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    • LawFirstpope ha detto in risposta a Matteo

      Certo: Il Disagio della Civiltà! 😀
      Freud fa male…

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      • Li ha detto in risposta a LawFirstpope

        Freud si spippava cocaina a tutto spiano, figurati cosa può insegnare!

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        • Daniele ha detto in risposta a Li

          Grazie a Dio la psicanalisi ha compiuto dei passi in avanti rispetto ai tempi di Freud.
          La psicanalisi del giorno d’oggi dice, basandosi sulle evidenze cliniche, che su alcune cose Freud aveva ragione, che su altre aveva parzialmente ragione e che su altre ancora aveva torto.

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  7. Daniele ha detto

    Saviano pensa che, legalizzando gli stupefacenti, si toglie alla Mafia il “monopolio” dello spaccio e quindi si dà un duro colpo alla criminalità organizzata. Il che, forse, è vero.
    Il problema (ben più grave) che Saviano non prende in minima considerazione è il fatto che gli stupefacenti rovinano la vita di coloro che li assumono e, quindi, uno Stato responsabile e civile non solo non legalizza tali sostanze (se non per uso terapeutico, comunque sotto stretto controllo medico: vedi la morfina) ma fa di tutto per contrastarne lo spaccio e la diffusione.
    La droga la si sconfigge investendo nella lotta ai “signori del narcotraffico” ed aiutando le comunità terapeutiche (come San Patrignano, Associazione “Papa Giovanni XXIII”, ecc…) nel loro prezioso lavoro di cura dei tossicodipendenti: altro che legalizzazione!
    Prendete l’esempio del gioco d’azzardo: in questi anni sono sorte un sacco di sale slot e videolottery perfettamente legali (cioè le cui macchine portano impresso il simbolo dei Monopoli di Stato), perché si è detto che legalizzare tali sale da gioco vuol dire togliere i profitti del gioco d’azzardo dalle mani della criminalità organizzata. Magari tutto ciò è vero. Però rimane il problema che molta gente si gioca lo stipendio o la pensione a queste macchinette: e fa poca differenza se la gente si rovina giocandosi tutto alle macchinette dei mafiosi od a quelle dello Stato. Il punto è che andrebbe limitato, anzi: abolito, il gioco d’azzardo, legale o illegale che sia!

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    • Kosmo ha detto in risposta a Daniele

      In realtà non è affatto vero che si toglie finanziamento alla mafia.
      Prima di tutto perchè loro non hanno certo costi sociali, in pratica producono tutto al minimo possibile, poi il mercato si espanderebbe ovviamente a quei segmenti che non sono contemplati in una eventuale legge (minori, prodotti molto più “potenti”, ecc ecc). Prova ne è infatti quello che hai detto, i giochi d’azzardo. Oppure le sigarette.
      E, detto tra noi, anche ai vertici di queste società (quelle sui giochi d’azzardo, intendo) ci sarebbe da indagare seriamente… Quindi nulla impedirebbe alle organizzazioni mafiose di diventare “soci” dello Stato, anzi in questo modo si dà loro un’aura di “rispettabilità”.
      La solita retorica di Saviano.

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      • LawFirstpope ha detto in risposta a Kosmo

        Esatto, come se la mafia non trafficasse cose che già sono legali, andando semplicemente ad arrivare dove le leggi si fermano.
        Eppure Saviano ste cose le sa…

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        • Kosmo ha detto in risposta a LawFirstpope

          non sarei tanto sicuro che ste cose le sappia, immerso e accecato com’è dalla sua ideologia.
          Vedi per esempio le st***… ehm… le “imprecisioni” che ha propalato a mezza Italia nei suoi programmi con il pretino buonista Fazio.

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        • EquesFidus ha detto in risposta a LawFirstpope

          Il problema è che Saviano, dopo “Gomorra” et similia, è stato assunto dall’opinione pubblica come vate e sapiente di tutto lo scibile umano, quando non è così. Come nel caso di alcune antimafia che sono diventate dei trampolini di lancio nella politica pur non facendo, nel migliore dei casi, praticamente niente, così Saviano ha approfittato della notorietà e del (meritato) successo di “Gomorra” come trampolino di lancio per gettarsi furiosamente in politica, essere corteggiato da questo o da quel politico radicale ecc…, con tutte le conseguenze del caso. La verità è che Saviano di droghe ed affini (vedasi anche l’eutanasia, per esempio) non ne sa praticamente niente, e va avanti a slogan ed opinioni proprie della sinistra più estremista e dei Radicali.

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        • LawFirstpope ha detto in risposta a LawFirstpope

          E invece purtroppo le sa: lessi Gomorra un lontano tempo in cui avevo un’idea diversa di Roberto Saviano (non l’avevo ancora sentito pronunciarsi su temi come aborto o droghe), nel libro c’è un capitolo che si chiama “Kalashnikov” e si parla del traffico d’armi, anche internazionale.
          Non mi risulta (e penso neanche a Saviano) che comprare armi sia illegale, neanche in Italia: http://www.poliziadistato.it/articolo/305/

          È solo, per la sicurezza di tutti, un acquisto molto “burocratizzato”:
          burocrazia che invece la mafia non richiede (perché della sicurezza importa assai), siccome tutto è esentasse c’è un’offerta più competitiva e magari si trovano “varianti” che lo Stato vieta perché troppo pericolose.
          Chissà perché la droga dovrebbe essere immune da questo meccanismo.

          Poi concordo con te, Kosmo: quando si difende un’ideologia è scomodo fare 2+2.

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      • Daniele ha detto in risposta a Kosmo

        Io infatti ho detto “forse”, proprio perché anch’io ho qualche dubbio sul fatto che la legalizzazione possa effettivamente togliere guadagni alla criminalità organizzata.
        Guardate quello è successo con le sigarette: il tabacco è un Monopolio di Stato, eppure il contrabbando di sigarette (vendute ad un prezzo competitivo rispetto alle tabaccherie) esiste eccome…

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  8. Danilo ha detto

    Sembrano discorsi del film il Padrino:

    “Un giorno tutti gli affari di noi Corleone saranno legali”

    Mi viene da ridere che ci sia in circolo gente ideologizzata che pensa che:combattere le attivita’ mafiose significhi legalizzare le attivita’ mafiose;e secondo te,si vede che le canne ti hanno bruciato il cervello,anche se fossero legalizzate chi le controllerebbe?Lo Stato?Hai ragione lo Stato se lo comprano per farsi legalizzare.

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  9. marco ha detto

    Intanto non si capisce perchè qualcuno deve prendersi la briga di dire cosa io possa fare o non fare in casa mia.
    Se io alla sera mi faccio una canna mentre vedo un film o chiacchero con gli amici non faccio del male a nessuno e non sono un pericolo per la società.
    Ma cosa volete dalla mia vita?
    Perchè non vietate anche gli sport?
    Tutti gli anni ci sono decine di morti: sciatori, alpinisti. motociclisti subacquei ecc.ecc., la maggior parte morti perchè hanno voluto strafare, il tutto per provare una forte emozione, come per le droghe stessa identica cosa.
    Ormai a credere alle vostre fesserie ci sono rimasti solo gli anziani e gli accecati dalla religione, che per fortuna sono sempre di meno.
    Bevetevi pure il vostro vinello che può uccidere ma è legale, lo beve pure il prete durante la messa.

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    • Li ha detto in risposta a marco

      Perchè se tu decidi di farti una bella canna per rilassarti mentre guidi, potrei farne le spese io o qualcun altro. Magari un bambino. Ecco perchè.

      Burroghs si faceva di eroina, e alla fine ha fatto secca sua moglie.

      Aldous Huxley preferiva l’LSD.

      Kinsey pure lui ci dava dentro, ma morì mentre si masturbava. Sarà morto felice? 🙁

      Proprio perchè oggi le droghe leggere non sono leggere, a rischiare sono gli altri. Proprio come il fumo passivo.

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    • Matteo ha detto in risposta a marco

      Perché è un danno per la società.
      Teoricamente saresti libero di costruire un cubo di uranio radioattivo in casa tua… ma in pratica no perché fai ammalare tutti intorno a te e poi paga lo stato.
      Gli scalatori che si fanno salvare perché incoscienti pagano, e pure salato.
      E ubriacarsi costa, costa salato se ti beccano in auto.
      E fumare in luogo pubblico costa salato pure quello.
      Smettetela di venirci a dire che dobbiamo legalizzare tutto e che se legalizziamo siamo degli ipocriti perché dobbiamo proibire.
      Smettetela di venirci a dire che dobbiamo mettere paletti ma che siamo stupidi se mettiamo paletti.
      Tutti i commenti contrari in questa pagina sono “Dovete legalizzare quello che vogliamo sia legalizzato e rendere illegale quello che abbiamo sempre detto deve essere legale (ma se lo fate vi diciamo parole comunque).”
      Ci dite che la droga non fa male al cervello, quindi immagino sia l’ideologia a impedirvi di essere coerenti in due cavolo di righe.

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    • Alèudin ha detto in risposta a marco

      Marco, io da ex fumatore di maria accanito ti chiedo: perchè senti il desiderio di fumare le canne?

      non rispondere a me ma a te e non nasconderti dietro ai “perchè mi va”, “perchè mi rilassa”, “perchè sì” , “non faccio male a nessuno”, “nessuno può dirmi cosa fare o non fare” o altre scemenze del genere.

      vai a fondo e scopri cosa vuoi dimenticare/evitare quando fumi le canne, finalmente affrontalo.

      La droga ti blocca, ti congela nei tuoi problemi e ti illude di aiutarti a stare bene mentre stai solo dicendoti bugie da solo.

      La maria in questo senso è subdola perchè non essendo letale quanto l’eroina o la coca ti prende senza accorgerti e ti porta a diventare qualcosa che con sei tu, ti allontana da te stesso e dagli altri, ti rende debole e mentalmente manipolabile, ti massifica, per non parlare dei danni fisici.

      Fatti un favore, smettila immediatamente di drogarti.

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      • Salvatore ha detto in risposta a Alèudin

        Parole sante, che condivido pienamente. Grazie.

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      • Li ha detto in risposta a Alèudin

        Grazie per la tua piccola testimonianza, Alèudin. Non capita spesso di sentire uno che prima la fumava, dichiararsi contrario. 😉

        Hai ragione: la maria non ti fa affatto affrontare i problemi, li dimentichi solo per un po’, ma sono sempre lì. E’ così triste!

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  10. Zjuganov ha detto

    Vorrei sottoporvi una questione. Perché il piccolo coltivatore, laddove il giudice ritiene che la coltivazione sia destinata ad uso personale, deve meritarsi il carcere? Non andrebbe trattato alla stregua di un consumatore?
    Non è un inno al buonismo, ma una ricerca
    Ad ogni modo il problema è radicalmente più ampio. Molti giovani imberbi, sopratutto in zone disagiate, si fanno ammaliare dal guadagno facile che si può realizzare con il piccolo spaccio. La battaglia che va fatta è culturale, bisogna distruggere letteralmente i miti dell’edonismo più sfrenato che portano i giovani ad un rapporto quasi morboso con la marijuana oppure ad essere irretiti dal guadagno facile al fine di guadagnarsi una posizione effimera di benessere materiale.

    Saluti a tutti

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    • Norberto ha detto in risposta a Zjuganov

      Ciao, secondo me chi coltiva è diverso da chi consuma saltuariamente. Per questo la legge li tratta diversamente.

      Condivido pienamente con quanto dici sulla battaglia culturale!! Bellissime parole!

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    • Kosmo ha detto in risposta a Zjuganov

      E chi si distilla l’alcool in proprio, “per uso personale”??
      La questione è in realtà di lana caprina, perchè prima che fosse abrogata per pure questioni di forma, la legge prevedeva che al di sotto di una quantità che corrispondeva circa a 40 spinelli, il consumo era considerato personale (e sfido chiunque a dimostrare che uno si può fumare pù di 40 spinelli al giorno), al di sopra era considerata spaccio (e vorrei vedere).
      E’ solo una questione ideologica di quelli che hanno combinato tutto questo casino.

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  11. Danilo ha detto

    La Mafia avrebbe secondo l’esercito di schiavetti compratori meno proffitti?Forse non sai nemmeno cosa e’ la mafia,l’andrina e la Camorra nel 2014.Non sono piu’ i pastori con la lupara,e’ gente laureata,organizzata,perfettamente istruita,con un potere economico che supera le tue bieche fantasie,e per le quali tu misero consumatore vali quanto una “mucca da mungere”.Se fossi mafioso,permetterei ,anzi canterei un vero e proprio “inno alla gioia” per la legalizzazione,perche’ con i “manovaletti” dei coffee shop,io ci pulirei i profitti di ecstasy,cocaina,eroina,acidi ecc.

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  12. Danilo ha detto

    @Marco
    Cosa stai farneticando?!

    Ma le tue sono bestemie logiche per falsa analigia.

    1)Ignori del tutto cosa e’ il principio di identita’
    2)Si provano “forti emozioni” anche senza drogarsi e questo implicherebbe drogarsi?Complimenti,ignori anche il principio di non contraddizione.E dimmi “le forti emozioni” che ti da l’erba le scambieresti con quelle verso i tuoi genitori?Uno prova una forte emozione anche a vincere una partita di calcio non implica che e’ un mezzo tossico fallito come a te.
    3)Meglio il prete,che magari un’universitario che spesso con i soldi di mamma e di papa’ si compra l’erba,e si tu sei “un duro” con i soldi degli altri al piu’ “pateticamente duro”.I fighissimi figlioli di mamma e papa che fumano i loro soldi nella maggioranza dei casi.
    4)Non voglio nulla da te,pero’ allora perche’ secchi le balle agli altri per legalizzare le tue cazza..te? e’ necessario per legalizzare marja rendere illegale lintelligenza e il buon senso.
    5)Alberto Tomba non si tirava la neve della pista per provare una”forte emozione” .Non andate piu’ a sciare altrimenti consumerete la “neve” di Cortina.A tu vai a sciare?ebbe ovvio vuol dire che “logicamente” sei anche un mezzo tossico.

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  13. Paolo G. Italy ha detto

    Tutte le dipendenze (gioco, sostanze, video, comportamenti, esercizi legati alla bulimia e alla sessualità)creano una cascata biochimica cerebrale, al di là di ogni benevola ragione evoluzionistica.
    Viene superata la sazietà neuronale, a causa del meccanismo di ripetizione incessante dello stimolo. I neuroni aumentano la secrezione di dopamina, la quale aumenta una proteina (un fattore di trascrizione chiamato FosB delta), che “mangia” il cervello ( il nucleo accumbens e in genere lo striato dorsale), ossia vengone riferite perdite dal 10 al 20 % di neuroni grigi del lobo frontale.
    Il risultato è la perdita dei riflessi inibitori e della capacità di vedere le conseghenze delle proprie azioni.Quelle proteine sono per il sistema nervoso quello che le citochine flogistiche sono per il mesenchima, favoriscono la fibrosi e il cancro, ossia i meccanismi proliferativo, trasformativo (metaplastico) e differenziativo.

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    • Li ha detto in risposta a Paolo G. Italy

      E non solo: la serotonina non è eterna, e stimolarla ad ogni momento con l’uso di droghe, porta alla depressione.
      Forse con la maria ci si metterà di più che con coca o altro, ma è così che va.

      E poi ci si meraviglia che i ragazzi di oggi non riescono più a scuola? Uno dei motivi l’avete proprio in quest’articolo.

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      • Excelsior ha detto in risposta a Li

        E poi ci si meraviglia che i ragazzi di oggi non riescono più a scuola? Uno dei motivi l’avete proprio in quest’articolo.

        Tutti i ragazzi sarebbero degli sballati cronici? Non scherziamo…

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        • Danilo ha detto in risposta a Excelsior

          Qualcuno lo ha affermato?

          1)Quanti
          2)Amettendo pure quel “tutti” e chi ti ha detto che “tutti non lo sono”?Di cui ti risultera’ evidente il perche’ della domanda 1.
          3)Dati da rilevare (esiste google per sintesi)
          4)Analisi dei dati nel tempo (esiste google)
          5)Critica dei dati qualita’/quantita,’ campione.Sono induzioni statistuche erronee allora ritornare al punto 3;se invece sono corrette vai alla conclusione (quel sequitur mancante nella tua domanda)

          Conclusione:e’ altamente probabile che negli ultimi 50 anni sono aumentati.

          Cosa e’ insignificamente al livello ipotetico deduttivo:

          Siccome non lo sono tutti allora possiamo legalizzare le droghe leggere e ironicamente siccome non tutti si sniffano le piste da sci allora possiamo legalizzare lo sniffarci le piste innevate di Cortina

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        • Li ha detto in risposta a Excelsior

          spesso mettere l’articolo non significa tutti. Un po’ come quando diciamo “i gay”, o “i comunisti”, o “i cristiani” o “i musulmani”.

          Perlomeno al giorno d’oggi. Un po’ come usare il presente anche quando il verbo dovrebbe essere espresso con un altro tempo.

          Se vuoi di pure “alcuni ragazzi di oggi”, o “un buon numero”, come ti pare perchè la situazione non calerà. Fattene una ragione.

          I ragazzi di oggi….uno dei modi di dire, e non l’ho inventato io.

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