Carlo Rovelli elogia lo spinello libero ma in Colorado la situazione è disastrosa

Rovelli, cannabis e Colorado. Il fisico sessantottino elogia ingenuamente la decisione del Canada di liberalizzare la marijuana ma trascura i preoccupanti dati che arrivano dal Colorado.

 

«Quasi quasi mi accendo una canna nostalgica per festeggiare!». Così il fisico Carlo Rovelli ha celebrato la liberalizzazione della marijuana in Canada, dimostrando nel suo articolo quanto sia forte lo sdoppiamento di personalità: così autorevole nel suo campo di specializzazione (la gravità quantistica) quanto ingenuo, banale ed inattendibile in tutto il resto.

Lo aveva già notato Umberto Minopoli commentando il “manifesto elettorale ideale” di Rovelli, rimasto evidentemente ai suoi tanto amati anni ’70, tra Peace&Love e capelloni lunghi, quando «fumare insieme marijuana era un piccolo rito collettivo per dirsi l’un l’altro: crediamo nella possibilità di un mondo migliore di questo». In realtà la droga, prima di diventare una dipendenza, è sempre stata una debolezza esistenziale di fronte ad un mondo, una realtà che si ritiene inadeguata rispetto alle proprie aspettative, noiosa o crudele e, per questo, si cerca una fuga, per quanto momentanea e psicologicamente ingannevole.

Qualcuno avverta Rovelli che a Woodstock hanno smesso di suonare 49 anni fa e forse è il caso di risalire sul Volkswagen Bulli a fiori e ritornare a casa. O, per lo meno, provare ad informarsi prima di scrivere sul Corriere della Sera un elogio allo “spinello libero”, ignorando che l’Università di Washington ha mostrato che la marijuana è oggi 30 volte più forte e pericolosa rispetto a decenni fa, misurando i livelli di THC. Eppure, per lui «uno spinello non porta necessariamente alla rovina» e può dimostrarlo scientificamente perché «due degli ultimi presidenti degli Stati Uniti, la maggioranza dei miei colleghi nei dipartimenti di fisica, la pressoché totalità dei miei amici di gioventù e una lunghissima lista di popolazioni tradizionali del mondo hanno fumato marijuana senza esagerati danni». Così, continua ironico: «Ora i giovani canadesi moriranno tutti di overdose di spinelli, diventeranno tutti intontiti e scemi, gli si brucerà il cervello, si butteranno tutti dalla finestra pensando di saper volare, e diventeranno tutti banditi e tutti eroinomani, come si aspettano i bigotti nostrani».

In realtà, inconsciamente, sta prefigurando più o meno quanto è puntualmente avvenuto in Colorado, dove la cannabis è stata liberalizzata nel 2012. Lo mostriamo in tre punti sintetici piuttosto significativi.

Iniziamo con il cavallo di battaglia dei “pro-legalizzazione”, ovvero la legalizzazione per combattere il mercato nero. Una emerita sciocchezza per i procuratori antimafia italiani (qui citati), ed infatti già nel nel 2014 il capo della Divisione narcotici della polizia del Colorado Springs, Mark Comte, ha riconosciuto: «La legalizzazione non ha fatto altro che migliorare l’opportunità per il mercato nero». Il tutto confermato nel 2015 dal procuratore generale Cynthia Coffman, che ha rivelato: «I criminali vendono ancora sul mercato nero. Abbiamo un sacco di attività di cartello in Colorado e un sacco di attività illegali che non sono affatto diminuite». Il Colorado Springs Gazette ha dimostrato che «il mercato nero è fiorente e sta crescendo in modi nuovi e imprevedibili». Ed infatti nel 2016, sempre in Colorado, si è dovuti ricorrere ad una guerra ufficiale al dilagante fenomeno della marijuana illegale e ai mercati extra-statali, tanto che gli arresti legati al mercato nero di marijuana sono aumentati del 380% nel periodo 2014-2016.

Nel 2017 un gruppo di scienziati dell’Università di Harvard ha scritto al governatore del Colorado, John Hickenlooper, preoccupati per l’impatto negativo seguito alla liberalizzazione della marijuana «per la salute pubblica, per i giovani e per le forze dell’ordine». La lettera aperta è stata firmata da numerose autorità e specialisti in campo medico, coadiuvati dallo psichiatra Stuart Gitlow, già presidente della American Society of Addiction Medicine. Semplici “bigotti nostrani”, secondo Rovelli. I dati sono stati confermati in un report dell’American College of Pediatricians, datato aprile 2018, in cui si forniscono «nuove informazioni a sostegno dei significativi effetti negativi della legalizzazione della cannabis in Colorado su adolescenti e giovani adulti». Si sottolinea, inoltre, che «con la legalizzazione esiste una percezione minore del rischio di utilizzo della droga da parte sia degli adolescenti che dei loro genitori». Ovvero, la “legge crea costume” e ciò che è legalizzato lo si percepisce come “positivo”, abbassando inevitabilmente i livelli di attenzione e prudenza.

Sempre nel 2017 un documentatissimo report governativo sull’impatto della legalizzazione della cannabis in Colorado ha sinteticamente dimostrato che, dal 2013 sono: aumentati del 145% gli incidenti mortali che hanno coinvolto conducenti risultati positivi alla marijuana; aumentati del 66% i decessi dovuti al traffico illegale di marijuana; aumentato del 20% il consumo giovanile di marijuana, trasformando il Colorado nel paese con più giovani che vivono sotto l’effetto di droga; aumentati esponenzialmente i reati nelle scuole da parte di giovani risultati positivi all’uso di cannabis (1.766 nel 2012, 1.980 nel 2013 e 2.363 nel 2014); aumentati esponenzialmente i ricoveri ospedalieri d’emergenza per danni da consumo di marijuana (6.305 nel 2011, 6.715 nel 2012, 8.272 nel 2013 e 11.439 nel 2014); aumentati esponenzialmente i cittadini curati nei centri tossicologici per esposizione alla marijuana (da 43 nel periodo 2009-2012 a 134 nel periodo 2013-2016); aumentati del 206% i minori di 9 anni curati nei centri tossicologici per esposizione alla marijuana; aumento significativo degli adolescenti suicidi risultati positivi alla marijuana (13,5% nel periodo 2006-2008, 13,8% nel periodo 2009-2011 e 16% nel periodo 2012-2014); aumentati del 109% i residenti fuori dal Colorado ricoverati al pronto soccorso a causa di sintomi correlati alla marijuana; aumentate del 914% le libbre medie di marijuana derivanti dal mercato nero sequestrate ogni anno ecc.

Esistono molti altri dati e rapporti ma la panoramica è sufficientemente chiara. Questo è l’esempio di quanto sta accadendo in un Paese che ha liberalizzato la cannabis, modello di riferimento di Carlo Rovelli e Roberto Saviano.

La redazione

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56 commenti a Carlo Rovelli elogia lo spinello libero ma in Colorado la situazione è disastrosa

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    • Sebastiano ha detto in risposta a Gianluca C.

      Soprattutto perché OVVIAMENTE non dice le cose che vi piace ascoltare…

      • Gianluca C. ha detto in risposta a Sebastiano

        A me piace ascoltare la matematica correttamente.
        FATTO: la percentuale di incidenti alla guida sotto l’effetto di cannabis è maggiore del 25%
        INTERPRETAZIONE DELL’RMHIDTA: gli incidenti alla guida sotto l’effetto di cannabis sono 25 volte maggiori
        …ma spulciando si trovano amenità anche peggiori

        • Panthom ha detto in risposta a Gianluca C.

          Caro amico Gianluca, hai già dimostrato di essere una frana come debunker…non credo sia il profilo che ti si addice anche perché finora non ne hai azzeccata una.

          Divertente che per confutare uno studio documentato citi l’Huffington post, notissima rivista peer-review!

          Lascia perdere e studiati anche il volume 2018: https://rmhidta.org/files/D2DF/FINAL-%20Volume%205%20UPDATE%202018.pdf

          • Gianluca C. ha detto in risposta a Panthom

            Confidando che saresti spuntato fuori dicendo come al solito “eh ecco il debunker dei miei stivali” “eh ma l’Huffington Post sono komunisti” o cose del genere ho citato apposta sei fonti differenti, sperando ti potessero bastare, ma te niente, eh, se l’UCCR dice che le martellate sui testicoli fanno bene il giorno dopo stai dal ferramenta
            Comunque, uno studio sulla marijuana condotto da una task force antidroga ha la stessa attendibilità di uno studio sulle armi condotto dalla NRA. Tant’è che il report ufficiale del Dipartimento della Salute del Colorado (sarà, ma mi fido più di loro, tu che dici, Panthom?) è di segno moooolto diverso
            https://www.colorado.gov/pacific/cdphe/marijuana-health-report

            • Paolo ha detto in risposta a Gianluca C.

              Cosa ne sa il dipartimento della salute dei reati, degli incidenti legati alla marijuana o del mercato nero ? È un report di segno diverso perché hanno meno dati a disposizione. Che chi fuma diventi rimbambito è risaputo, io lo so per aver visto l’effetto sui miei amici in 30 anni. Chi lo nega èdi solito è un fumatore che neppure si rende conto del suo stato.

              • Gianluca C. ha detto in risposta a Paolo

                Sta’ a vedere ora che il Dipartimento della Salute del Colorado ha meno dati a disposizione di questo fantomatico RMHIDTAJKLVGH. Oh, ma manco m’avessi detto l’FBI
                Ma ammesso che l’RMHIDTAJKLVGH abbia accesso a tutti i dati del mondo, tu ti fideresti di un report di un’agenzia che ha le nozioni di aritmetica di un bimbo di seconda elementare?

                NHTSA’s study concluded that drivers who tested positive for THC possessed an unadjusted odds ratio of accident of 1.25 (or 25 percent); this odds ratio fell to 1.05 (5 percent) after authors adjusted for confounding variables like age and gender. Nonetheless, the RMHIDTA report falsely alleged that the NHTSA study determined: “Marijuana users were 25 times more likely to be in an accident than those who did not use the drug.” Twenty-five times translates to 2,500 percent, not 25 percent. Various journalists, including Christopher Ingraham of the Washington Post, acknowledged the report’s egregious error.

                • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

                  Io ho come l’impressione che, tra i più entusiasti sponsor della droga libera, ci siano le imprese di pompe funebri ed i manipolatori di cervelli.

                • Panthom ha detto in risposta a Gianluca C.

                  questo fantomatico RMHIDTAJKLVGH

                  Beh, detto da un “pro-cannabis” come te…non credo tu sia molto attendibile.

                  Peccato che il Dipartimento della Salute del Colorado ha confermato la pericolosità della cannabis libera (vedi altro mio commento).
                  Se hai qualche altra fonte potresti citarla così aumentiamo le prove che va mantenuta proibito l’uso di cannabis? Grazie.

            • Panthom ha detto in risposta a Gianluca C.

              Caro amico, il sito web cita innumerevoli fonti e tu ti limiti a RMHIDTA. Poi accusi me di limitarmi a una sola “fonte” di quelle che porti tu.
              L’ipocrisia ti anticipa e ti autosmentisce.

              Hai rinunciato al “pro-cannabis” Huffington Post (perché loro sono attendibili, eh già!) e te ne esci con il report ufficiale del Dipartimento della Salute del Colorado. Report che non hai letto, infatti non lo avresti mai citato altrimenti. Ecco la traduzione del paragrafo “Marijuana use among adolescents and young adults”: “Il comitato ha esaminato le relazioni tra l’uso di marijuana per adolescenti e giovani adulti e capacità cognitive, rendimento scolastico, salute mentale e uso futuro di sostanze. L’uso da parte degli adolescenti è associato a problemi di apprendimento, memoria, matematica e lettura, anche a 28 giorni di distanza ultimo utilizzo. L’uso settimanale è anche associato al mancato conseguimento del diploma di scuola superiore. Adolescenti e giovani gli adulti che usano marijuana hanno maggiori probabilità di manifestare sintomi psicotici come adulti, come ad esempio allucinazioni, paranoia, credenze deliranti e sentirsi emotivamente non responsivi. L’evidenza lo dimostra gli utenti di marijuana possono diventare dipendenti dalla marijuana e quel trattamento per la dipendenza da marijuana può farlo diminuire l’uso e la dipendenza. Inoltre, gli utenti di marijuana che smettono di fumare hanno minori rischi cognitivi e esiti di salute mentale rispetto a quelli che continuano a usare”

              Ora vediamo cosa dice la tua fonte al paragrafo “Marijuana use and driving”: “Il comitato ha esaminato il deterioramento della guida e il rischio di incidenti automobilistici relativi all’uso di marijuana, come così come le prove che indicano quanto tempo ci vuole per risolvere il problema dopo l’uso di marijuana. Essi trovato che il rischio di un incidente automobilistico aumenta tra i conducenti con il recente uso di marijuana. Inoltre, più alto è il livello di THC nel sangue, maggiore è il rischio di incidente automobilistico. Inoltre, utilizzando l’alcol e la marijuana insieme aumentano la compromissione e il rischio di un incidente automobilistico più di usando entrambe le sostanze da solo. Per meno di utenti settimanali di marijuana, usando marijuana contenente 10 milligrammi o più di THC possono compromettere la capacità di guidare, pedalare o eseguire in sicurezza altre
              attività sensibili”
              .

              Uno pseudo-debunker che non è capace di sbufalare e oltretutto cita fonti che confermano quella che ritiene essere una bufala 🙂

              • Gianluca C. ha detto in risposta a Panthom

                Ma ti è chiaro o no che non è in discussione che la cannabis sia una droga e che faccia male?
                Ciò di cui si parla, te lo preciso visto che non sembra tu l’abbia compreso, sono gli effetti della liberalizzazione, e se essa abbia avuto quelle conseguenze catastrofiche di cui parla l’RMHIDTAJKLVGH (aumento dei suicidi, dei reati, dei ricoveri, degli incidenti e via cianciando), cioè una task force antidroga che ha dimostrato di non conoscere nemmeno l’aritmetica più elementare. Meno martellate sui testicoli e più calcolatrici, please.

                • Emanuele ha detto in risposta a Gianluca C.

                  Quello che è sbagliato è la conclusione che confonde un aumento di 25 punti con 25 volte. Comunque l’aumento c’è stato ed il 25% non è statisticamente trascurabile.

                  Se vuoi confutare l’articolo devi anche confutare i dati di partenza, non solo le conclusioni. Perché, permettimi, un errore di per sè non confuta nulla se non la conclusione in questione, mente la realtà è che gli incidenti sono aumentati.

                  Peraltro il tuo primo articolo citato parla di errori metodologici nel determinare esattamente se la cannabis è stata realmente causa dell’incidente. Quindi, nel totale sarebbero finiti anche incidenti non strettamente correlati al consumo di cannabis. Permettimi, questo è vero anche per il contrario: inevitabilmente alcuni incidenti provocati dalla cannabis non saranno stati riconosciuti come tali. Gli errori statistici non vanno mai per un verso solo.

                  • Gianluca C. ha detto in risposta a Emanuele

                    Commetti lo stesso errore di Panthom. L’NHTSA afferma che i guidatori sotto l’effetto di marijuana hanno il 25% di probabilità in più di commettere incidenti, non che dopo la liberalizzazione gli incidenti siano aumentati del 25%.

                    In ogni caso, Emanuele, sarò prevenuto, ma come si fa a dare credito ad un report sulla legalizzazione compiuto da un’agenzia che ha come mandato

                    to take such actions necessary to oppose any attempt to legalize

                    ???

  1. Max De Pasquale ha detto

    Le dichiarazioni delle forze dell’ordine sono preoccupanti. Una delle ragioni per cui si vorrebbe liberalizzare le droge “leggere” e’ quella di tagliare le gambe alle mafie. Ma non e’ detto che le cose andrebbero in questa direzione.

    Stavo anche guardando la lettera degli scienziati, ma e’ piena di termini tecnici. Comunque, pare di capire che ci sono dei rischi per i piu’ giovani.

    • Gianluca C. ha detto in risposta a Max De Pasquale

      I rischi per i più giovani ci sono, la marijuana fa male, ma molto meno male di altre droghe anche di libera vendita.
      Teniamo sempre presente che la cannabis non è tossica. L’alcol e il tabacco (nicotina) invece sì

      • Max De Pasquale ha detto in risposta a Gianluca C.

        “molto meno” ?

      • Emanuele ha detto in risposta a Gianluca C.

        In libera vendita ci sono molte sostanze potenzialmente nocive per uso alimentare… Dipende da che uso se ne fa.

        Le persone sane assumono alcol per il piacere del gusto della bibita (vino, birra, liquori, etc.), non per gli effetti dell’alcol fini a se stessi. Chi lo fa ha seri problemi, si chiama alcolista e dovrebbe essere curato per quello.

        Invece, chi cerca solo gli effetti psicotropi della marijuana sarebbe da incentivare… Mah.

        Venendo alla salute. Abuso di alcol, tabacco, farmaci ed altre sostanze fanno molto male. Ora dovresti spiegarmi come mescolare cannabis a tabacco in uno spinello senza filtro possa fare meno male della sigaretta da cui è stato preso il tabacco…

        • Gianluca C. ha detto in risposta a Emanuele

          Ora dovresti spiegarmi come mescolare cannabis a tabacco in uno spinello senza filtro possa fare meno male della sigaretta da cui è stato preso il tabacco…

          Questo è semplice: difficilmente anche il consumatore di cannabis più accanito supera i 3-4 spinelli al giorno, mentre un tabagista medio si svuota come niente uno o due pacchetti di sigarette

          • Emanuele ha detto in risposta a Gianluca C.

            Difficile credere che chi fuma spinelli non sia tabagista… Io non ne conosco. Quindi il danno si somma al danno.

            Peraltro stai confrontando mele con banane. Infatti, confronti un consumatore modico con un fumatore incallito: la maggior parte dei fumatori che conosco non supera le 10 sigarette, molti si fermano appunto a 4 o 5.

            Quindi, se vuoi fare un confronto sensato devi paragonare consumi analoghi. Anche i medici dicono che il rischio per chi fuma 5 sigarette è sostanzialmente simile ad un non fumatore. Si può dire lo stesso di chi si fuma 5 canne? Si può dire che sia lo stesso mettersi alla guida dopo un paio di canne e dopo un paio di sigarette?

            • Gianluca C. ha detto in risposta a Emanuele

              “Consumatore modico” uno che si fa quattro spinelli al giorno? Questa poi. Quello è un cannarolo al penultimo stadio, altro che consumatore modico.

              Sei tu che confondi mele con banane. Il raffronto tra cannabis e tabacco non si fa “a peso” ma in relazione al consumo medio dell’assuntore. Nessuno si fa venti canne al giorno. Una buona percentuale di fumatori si svuota quotidianamente un pacchetto.

              • Emanuele ha detto in risposta a Gianluca C.

                Mi pare che sulla pericolosità del prodotto ti sei risposto da solo:

                4 canne: “cannarolo al penultimo stadio”
                4 sigarette: nessuna influenza sulla salute.

                • Gianluca C. ha detto in risposta a Emanuele

                  Non c’è niente da fare, continui a confrontare le sostanze a peso e non in base alla posologia d’assunzione. Lo sai che a mangiare quattro noci moscate al giorno si muore?
                  Ciò che non ti è chiaro è che il consumatore incallito di marijuana (tre-quattro canne al giorno) corre significativamente meno rischi per la salute rispetto al fumatore incallito (uno-due pacchetti al giorno). E questo non lo dico io eh, lo dicono i milioni di morti ogni anno per il tabacco

                  • Emanuele ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Quale sarebbe questa posologia di THC quotidiana che non farebbe male? Comunque sia, stai solo rimarcando che la cannabis è più pericolosa di altre cose, proprio perché bastano dosi minori per essere dannosa. E una volta che ce l’hai a disposizione legale (come alcol o tabacco) cosa ti fa pensare che le persone si limitino alle dosi da te consigliate?

                    Permettimi poi di segnalarti un errore logico. Le morti correlate all’abuso di fumo o alcol sono in maggior numero soprattutto perché ci sono molti più consumatori… È come dire che il base jumping è meno pericoloso che andare in auto, poiché ci sono molti più morti in incidenti stradali.

                    Quindi la pericolosità di una sostanza va rapportata non solo alla “posologia” ma anche al numero di consumatori.

                    • Gianluca C. ha detto in risposta a Emanuele

                      Quale sarebbe questa posologia di THC quotidiana che non farebbe male?

                      Secondo la DEA americana (che di tutto si può sospettare fuorché incentivare l’uso di droghe) la dose giornaliera potenzialmente letale di THC è pari a quella di 20000 spinelli.
                      Ciò non vuol dire che la marijuana non sia o non possa essere dannosa, specialmente per gli adolescenti. Però non è tossica. A differenza di alcol e nicotina.

                      Comunque sia, stai solo rimarcando che la cannabis è più pericolosa di altre cose, proprio perché bastano dosi minori per essere dannosa.

                      Ripeto: non si può fare un confronto a peso. Sennò la noce moscata è infinitamente più dannosa. Ne bastano venti grammi per mandarti al Creatore. Che facciamo, la proibiamo?

                      E una volta che ce l’hai a disposizione legale (come alcol o tabacco) cosa ti fa pensare che le persone si limitino alle dosi da te consigliate?

                      Non sono “dosi da me consigliate”. Evidentemente e per tua fortuna non hai mai avuto a che fare con la cannabis, sennò sapresti che arrivati ad un tot di assunzione sopraggiunge un senso di nausea e repulsione fisica che impedisce di andare oltre. Manco Peter Tosh sarebbe riuscito a farsi più di cinque-sei cannoni al giorno…

                      Le morti correlate all’abuso di fumo o alcol sono in maggior numero soprattutto perché ci sono molti più consumatori…

                      No, no: il tasso di mortalità dovuto ad overdose o avvelenamento da cannabis è pari a zero. Di cannabis si può morire per cause indirette (sostanze tossiche prodotte dalla sua combustione, se viene fumata – ma allora fa male pure fumare la lattuga, o incidenti stradali causati dalla guida sotto il suo effetto) ma in ogni caso il tasso di mortalità è enormemente inferiore rispetto ad alcol e tabacco, anche considerato in proporzione al numero dei consumatori. Non ti sto a citare i vari studi, ma se hai un po’ di tempo e vai su Google Scholar vedrai che sono tutti concordi.

                    • Emanuele ha detto in risposta a Gianluca C.

                      Continui a fare confusione, scusa.

                      Primo, stai confrontando la tossicità immediata con i danni a lungo termine. Vale anche per la nicotina: difficile pensare ad un overdose di nicotina fumando sigarette. Peraltro tu stesso hai detto che la tossicità in sé (es. Noci Moscate) non è indicativo.

                      Quello che fa male del fumo non è tanto la nicotina in sé, ma i prodotti della combustione. Prodotti della combustione che ritrovi pari pari negli spinelli (anzi peggiori, poiché solitamente gli spinelli non hanno filtri).

                      Per l’alcol il discorso è diverso: la dose letale può essere facilmente assunta. Ma anche in questo caso difficile arrivarci per un normale fruitore perché solitamente stai molto male prima (vomito, mal di testa, vertigini, etc.).

                      Riguardo i danni correlati, anche questi vanno tenuti di conto nello stesso modo. Non puoi confrontare il THC con la nicotina e basta, perché nessuno assume queste sostanze pure.

                      Non in ultimo, la pericolosità riguarda non solo la morte, ma lo stato di salute psicofisica al completo: mettersi al volante dopo aver fumato cannabis è assai più pericoloso che dopo aver fumato tabacco.

                      Il secondo errore è confondere consumatori modici ( a tuo dire la maggioranza di chi assume cannabis) con chi abusa di alcol e tabacco. Non puoi confrontare chi si fuma un paio di spinelli con chi fuma due pacchetti o si scola una bottiglia di vodka al giorno.

                      Peraltro, cosa non secondaria, un singolo spinello cosa più o meno come un pacchetto di sigarette… Inizia a venderli a 20 centesimi l’uno, poi ne riparliamo.

                      Se vuoi fare un confronto serio, comunque devi confrontare consumatori modici di tutte le sostanze, non gli abusatori.

                      Se vogliamo dire che poi è più facile diventare dipendenti dal tabacco che dalla marijuana, su questo non ho dati (ma ripeto, devi considerare la stessa diffusione e prezzo delle due sostanze).

                    • Gianluca C. ha detto in risposta a Emanuele

                      @Emanuele:
                      lo ripeto per l’ultima volta, poi mi arrendo: il “consumatore modico” di cannabis si fa tre spinelli la settimana, non al giorno. Chi si fa tre spinelli al giorno è un consumatore accanitissimo e fa parte di un’esigua minoranza. Non è questione di prezzo: è che in pochissimi riescono a farsi DA SOLI più di tre/quattro canne senza che sapraggiunga prima la nausea. Pronto ad essere smentito, nauralmente: vorrà dire che un anno di esperienza come obiettore di coscienza al CEIS di Castel Gandolfo non mi è servito a niente.
                      Ora, chi assume più sostanze dannose derivanti dalla combustione, quelle che fanno venire il cancro e le malattie cardiovascolari, per intenderci? Chi si fa tre canne al giorno (consumatore accanito di cannabis) o chi si fa un pacchetto – a stare bassi – di sigarette al giorno (tabagista accanito)?

      • Carlo L. ha detto in risposta a Gianluca C.

        Eppure l’alcool viene addirittura consigliato, una volta al giorno (il bicchiere di vino rosso).
        Nessuno consiglierebbe una canna al giorno.
        Rispetto alla nicotina: https://www.uccronline.it/2018/09/02/marijuana-piu-dannosa-di-alcol-e-tabacco-ecco-perche/

    • Mattia ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Ricordiamo a chi dice che legalizzando le droghe si combattono le mafie che anche Pablo Escobar si era detto a favore della legalizzazione

    • Visitante ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Infatti, è risaputo che le mafie si occupano solo di cose illegali. Non hanno mai a che fare con attività commerciali, appalti pubblici, ecc.

  2. Andrea2 ha detto

    Che la cannabis faccia male e rincitrullisca le persone lo sapeva (forse) perfino Omero che descrive i Lotofagi molto simili a consumatori abituali di cannabis.
    Venendo a tempi più recenti era tattica abituale degli spacciatori dare la cannabis a basso prezzo e poi farla sparire offrendo però nel contempo di far provare l’eroina gratis incastrando così moltissimi giovani.
    Oltre ai difensori della cannabis tout-court vedremo ora sicuramente comparire anche quelli che dicono che anche il tabacco, l’alcool, il caffè e le mentine fanno malissimo alla salute eppure lo Stato le permette perché ci guadagna.
    Sulla validità scientifica degli studi pro-cannabis non scommetterei un soldo bucato anche se peer-reviewed: infatti, anche a favore della tesi che il tabacco non facesse venire in cancro, c’erano tanti studi serissimi e ce ne sono stati anche a favore di certe medicine che davano spaventosi effetti collaterali (e guarda caso, più volte, èi è ammesso che facessero veramente male solo quando stava per scadere il brevetto).
    P.S. Non chiedetemi alcunché, non rispondo ad alcuno a causa delle presenza continua di disturbatori seriali che vogliono solo dar fastidio e litigare.

  3. Prof. Giancarlo Pantaleoni ha detto

    Sul problema CANNABIS LIBERA…‼!
    Chi non conosce la <> DA INSERIRE CON le figure professionali dei Medici Specialisti in Farmacoterapia e Tossicologia Medica e/o Farmacologia Clinica, IN OGNI OSPEDALE E CASA DI CURA E POLIAMBULATORI del mondo, PRODUCE FACILMENTE ≪DANNO DA FARMACI E DANNO IATROGENO>> perché non conosce approfonditamente e con aggiornamento continuo professionale universitario, le <> di …ogni ≪Sostanza che introduciamo in organismi umani ed animali …in grado di produrre “alterazioni funzionali”>>, … ed Interazioni Farmacologiche a livello Farmacocinetico e Farmacodinamico! L’ UOMO SCIENTIFICO DEL TERZO MILLENNIO ed aggiornato non solo alle tecnologie dei telefonini e dei computer, … deve ancora apprendere PRIMA DI TUTTO per <>,… a <> … <> !!! … DEVE PARTIRE PER QUESTO, da una EDUCAZIONE CORRETTA fin dalle Scuole Materne!!! VEDI Metodo internazionale disponibile nel mondo, per ora “unico utile pedagogicamente e scientificamente”, ……di <>, … da me studiato anche per introdurre insieme a loro, miei progetti sull’ <>nelle Scuole di ogni Ordine e Grado, … al piu’ presto possibile per ≪PREVENIRE IL DANNO DA FARMACI, DA TOSSICI DI ABUSO ED ANCHE DA TOSSICI AMBIENTALI>>, , … e l’ho segnalato da tempo anche in INTERNET: ….
    https://www.google.it/search?newwindow=1&source=hp&ei=7CbMW–lEaGOlwSw4pT4Ag&q=Pantaleoni+Positive+Action&oq=Pantaleoni+Positive+Action&gs_l=psy-ab.3…4036.16307.0.17443.28.27.0.0.0.0.259.2831.20j1j5.27.0….0…1c.1.64.psy-ab..1.22.2390.0..0j0i131k1j0i22i30k1j33i160k1j33i21k1.64.m6co9BO_d5s

    • Prof. Giancarlo Pantaleoni ha detto in risposta a Prof. Giancarlo Pantaleoni

      HO SCOPERTO che il mio intervento di sopra non riporta tutte le parole messe TRA VIRGOLETTE e quindi lo trascrivo di nuovo SENZA VIRGOLETTE! GRAZIE !!! ANNULLATE L’INTERVENTO MIO DI SOPRA GRAZIE !!! ….Sul problema CANNABIS LIBERA…‼!
      Chi non conosce la FARMACOLOGIA CLINICA E SPERIMENTALE DA INSERIRE CON le figure professionali dei Medici Specialisti in Farmacoterapia e Tossicologia Medica e/o Farmacologia Clinica, IN OGNI OSPEDALE E CASA DI CURA E POLIAMBULATORI del mondo, PRODUCE FACILMENTE DANNO DA FARMACI E DANNO IATROGENO perché non conosce approfonditamente e con aggiornamento continuo professionale universitario, le AZIONI FARMACOLOGIHE E TOSSICOLOGICHE di …ogni Sostanza che introduciamo in organismi umani ed animali …in grado di produrre alterazioni funzionali , … ed Interazioni Farmacologiche a livello Farmacocinetico e Farmacodinamico! L’ UOMO SCIENTIFICO DEL TERZO MILLENNIO, … ed aggiornato non solo alle tecnologie dei telefonini e dei computer, … deve ancora apprendere PRIMA DI TUTTO per entrare senza produrre danni nel TERZO MILLENNIO,… a Conoscere se stesso … GNOTI SEAUTON degli antichi Greci scritto sul Tempio di Apollo in Delfi !!! … DEVE PARTIRE PER QUESTO, da una EDUCAZIONE CORRETTA e COMPLETA COMPORTAMENTALE fin dalle Scuole Materne!!! VEDI metodo internazionale disponibile nel mondo, per ora unico utile pedagogicamente e scientificamente, ……di Positive Action di Prof. Carol ALLRED, … da me studiato anche per introdurre miei progetti sull’ EDUCAZIONE ALL’USO CORRETTO DEI FARMACI nelle scuole al piu’ presto possibile, per PREVENIRE IL DANNO DA FARMACI, Da TOSSICI Di ABUSO ED ANCHE DA TOSSICI AMBIENTALI> , … e segnalato da tempo per DOVERE ACCADEMICO SCIENTIFICO AGGIORNATO di OGNI PROFESSORE UNIVERSITARIO PER SALVARE LE POPOLAZIONI DEL PIANETA IN PERICOLO, anche in INTERNET: ….
      https://www.google.it/search?newwindow=1&source=hp&ei=7CbMW–lEaGOlwSw4pT4Ag&q=Pantaleoni+Positive+Action&oq=Pantaleoni+Positive+Action&gs_l=psy-ab.3…4036.16307.0.17443.28.27.0.0.0.0.259.2831.20j1j5.27.0….0…1c.1.64.psy-ab..1.22.2390.0..0j0i131k1j0i22i30k1j33i160k1j33i21k1.64.m6co9BO_d5s

      https://www.google.it/search?newwindow=1&source=hp&ei=YyzMW9GXLsOWaM2um4gM&q=Pantaleoni+Behavioral+Teratogenesis&oq=Pantaleoni+Behavioral+Teratogenesis&gs_l=psy-ab.3..0.2737.15583.0.20687.37.15.0.21.21.0.259.2165.8j0j6.15.0….0…1c.1.64.psy-ab..1.35.2205.0..38j0i131k1j0i22i30k1.77.s2MLl9T7N_I

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Prof. Giancarlo Pantaleoni

        Se Lei immagina che il proibizionismo è l’UNICA soluzione per risolvere il problema Droga, si sbaglia di grosso ! E’ pura UTOPIA !
        E’ arcinoto che basta vietare qualche cosa cingendolo di un mistero sufficiente affinché diventi oggetto di desiderio. Alla fine, appare che, talvolta, il più sicuro mezzo per incoraggiare la consumazione di una droga qualsiasi (ma non solamente) consiste nel vietarla. Trattando la droga come un veleno, come un flagello, si può pensare come la proibizione delle droghe incita certi a drogarsi, per curiosità, rivolta o per diffidenza, favorendo ciò che pretende combattere.
        Cosi come negli USA quando l’alcol fu proibito, la proibizione ha generato il crimine. Precipitando grand parte dell’economia mondiale dal lato oscuro della forza, e l’ha inviato ad ingrossare il rango del grand banditismo !
        Come abbiano potuto immaginare che un mercato cosi fruttuoso dell’alcol (che è una droga !!!) possa rimanere inattivo ?
        Lottando contro il traffico illecito della droga, i paesi ricchi combattono un asse del male che loro stessi hanno generato…..

        La proibizione –ripeto- peggiora scandalosamente le conseguenze sanitarie e sociali del consumo di droga ! E non dovrebbe essere sorprendente dal momento che il divieto non difende un ideale di salute, difende un ideale di astinenza con la pretesa di difendere un ideale di salute: dietro la maschera di un benpensante igienismo, opera di fatto per l’intollérenza !
        Di certo si potrebbe dire che se non ci fossero i consumatori, non ci sarebbe il traffico. A questo potremmo rispondere che se non ci fosse la proibizione, non ci sarebbe il traffico di stupefecenti…

        Il consumo di prodotti e pratiche psicoattive legate alla ricerca di soddisfazioni immediate sono inerenti alla condizione umana. È quindi illusorio, persino pericoloso, volerli far sparire. E va notato che il divieto ha contribuito ad aggravare lo stato di salute degli utenti, che per anni sono stati -e sono tuttora- considerati dei delinquenti indegni di ricevere l’attenzione delle politiche di sanità pubblica……
        Abbiamo combattuto il cartello della droga per oltre 40 anni, una guerra che sappiamo di non poter vincere. Nel frattempo, ci siamo dimenticati di combattere l’abuso di droghe lecite, una lotta che non potevamo perdere. Narcotici e psicotici : e se avessimo sbagliato combattimento ?
        Sebbene l’opinione diffusa al maggior numero della gente che il tabacco e alcol non abbiano nulla a che fare con la cocaina, l’eroina o la cannabis, la distinzione tra droghe lecite e illecite non si basa su nessuna base o studio scientifico serio.
        Di fatto, le conseguenze negative del consumo di tabacco e alcol sono ben note: per il tabacco, * cancro ai polmoni, insufficienza respiratoria, malattie cardiovascolari, ecc .; per l’alcol, cancro del tratto aerodigestivo, danni al fegato, lesioni neurologiche, ecc….. Alcol e tabacco sono responsabili rispettivamente di 49.000 e 73.000 decessi all’anno nel 2015 (se no vado errato) in Francia.
        A livello globale, l’alcol ha ucciso 2,5 milioni di persone nel 2011, mentre le droghe illegali hanno provocato 211.000 morti (pari a circa l’1% della mortalità per qualsiasi causa tra le persone di età compresa tra i 15 ei 64 anni).

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Prof. Giancarlo Pantaleoni

        2°-Dobbiamo pur ammettere che attualmente un consumatore di droga non conosce veramente la composizione di cio’ che consuma, ignora cio’ che assorbe realmente, cosi come gli effetti che puo’ risentire, e non ha quasi mai idea dei rischi –a volte letali- che prende per la sua salute.
        Le analisi ufficiali dei prodotti che circolano in strada dimostrano ad esempio che le pasticche di ecstasy non contengono un singolo atomo di MDMA (che è il principio attivo), ma una miscela eterogenea di anfetamine, benzodiazepine (ansiolitici) e altri prodotti di taglio. Il consumatore abituale si trova nella stessa situazione di qualcuno, -gli occhi bendati-, che dovrebbe prendere a caso un bicchiere su un tavolo e berlo senza sapere se trattasi di birra, aranciata, brandy, vino o magari antigelo o candeggina !!!! Questa è purtroppo la realtà…. Le informazioni sul dosaggio è essenziale per tutti i prodotti, perché gli effetti non sono gli stessi e dipendono della quantità e qualità delle dosi. Il caso più esemplare è quello della cannabis. A basso tasso di THC ( principio attivo della cannabis) il suo effetto sarà piuttosto rilassante e euforico, ma a forte dosi di THC, lo stesso prodotto potrà essere allucinogeno, e potrebbe non corrispondere alle aspettative formulate del consumatore ignorando cio’ che assorbe !….Ma mi dica se per caso mi sbaglio.
        3°-Noto che nessuno (inclusa Lei) risponde alla seguente domanda :
        : l’UCCR, e non solo si è già chiesta a chi approfitta VERAMENTE il traffico illecito delle droghe, oltre che alle mafie mondiali ???……

  4. Emanuele ha detto

    Pandesini,

    d’altra parte la legalizzazione non ha certo mai ucciso il mercato illegale… Oltre 220 milioni di pacchetti illegali fumati nella sola italia con un giro d’affari di almeno mezzo miliardo. A Napoli un pacchetto su tre è illegale.

    In alcuni paesi europei le cose vanno molto peggio con tassi di illegale che arrivano oltre il 20%.

    Perché dovrebbe andare diversamente con la cannabis?

    Poi dici:
    Il consumo di prodotti e pratiche psicoattive legate alla ricerca di soddisfazioni immediate sono inerenti alla condizione umana. È quindi illusorio, persino pericoloso, volerli far sparire […] Abbiamo combattuto il cartello della droga per oltre 40 anni, una guerra che sappiamo di non poter vincere.

    In base a questo ragionamento sarebbe inutile (perché illusorio e, chi sa mai, dannoso) combattere mafia, violenza, corruzione, etc.

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Emanuele

      Caro Emanuele:
      Non dobbiamo credere che un mondo senza droghe sia possibile. Non dobbiamo credere che la situazione attuale possa durare molto a lungo. Non dobbiamo credere che una legge che è inapplicabile perché inapplicabile non ha effetti negativi. Non dobbiamo credere che il problema posto dalla droga si ferma alla loro sola produzione, traffico o consumo senza ripercussioni sulla politica, gli equilibri strategici e l’economia mondiale.
      Dobbiamo capire che è urgente reagire. Si deve comprendere che, per consentire un’evoluzione omogenea e pacifica delle società, le leggi devono evolvere al ritmo delle tendenze, modi di vita in continuo cambiamento.
      Bisogna capire che il parassitismo delle economie mondiali dei capitali mafiosi ci porterà probabilmente al punto di non ritorno. Bisogna capire che proporre la legalizzazione non è un atteggiamento lassista o irresponsabile. Bisogna capire che il vero lassismo sarebbe di non fare nulla di fronte all’osservazione che il sistema utilizzato da decenni NON funziona. Dobbiamo capire che proporre una legalizzazione SEVERAMENTE CONTROLLATA delle droghe significa ristabilire l’ordine dove c’è solo disordine, confusione, ipocrisia, settarismo e corruzione.

      Aggiungo inoltre :
      È assolutamente inaccettabile, ad esempio, che il 7% degli americani(per citare solo quello) sia diventato dipendente dalla loro prescrizione e che il numero di decessi per overdose di farmaci psicotropi oggi superi il numero di vittime per overdose di sostanze proibite. I prodotti neurolettici commercializzati dalle principali compagnie farmaceutiche sono diventati più pericolosi dei narcotici venduti dal trafficante di droga locale. Ma le politiche pubbliche statunitensi, ma non solo, continuano a evitare questo paradosso straordinario.
      In Occidente si spendono centinaia di miliardi di $/€ in una guerra perduta in anticipo contro il consumo di droghe illecite, ma non alziamo neppure un dito per impegnarci in una guerra – facile da vincere – contro l’eccesso di prescrizione e l’eccessivo consumo di psicofarmaci autorizzati !!! Cerca l’errore……

      NB -I farmaci non hanno tutti lo stesso potenziale addictogenico. Il più avvincente sarebbe il tabacco, gli oppiacei, la cocaina, poi l’alcol e infine la cannabis, nota per avere un basso potenziale di dipendenza.

      • theo ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Un mondo senza droga è certamente possibile, ma un mondo occidentale con la droga completamente vietata è possibilissimo. Con le legalizzazioni severamente controllate non risolvi nulla. Legalizzi la cannabis? E io mafia la vendo per strada con THC a livelli proibiti. È legale la cannabis? E io spaccio cocaina, poiché chi ha provato una droga leggera è più predisposto, come mentalità, a provare sostanze differenti alla ricerca dello sballo più forte.
        E, poi, lasciatelo dire: con il tuo NB finale chi pensi di prendere in giro? Non uno che ricorda distintamente il suo compagno di banco strafatto che al liceo si scaglia, da seduto che era, improvvisamente su una sua compagna con fare aggressivo.

        • alessandro pendesini ha detto in risposta a theo

          Carissimo theo (chi???)

          Spiacentissimo doverle dire che sarebbe una stupidità scientifica e strategica volere evitare una chiara legalizzazione delle droghe, particolarmente le ” dure”, col pretesto che sono più nocive !!!

          Non è perché le droghe non sono pericolose che dobbiamo auspicare di legalizzarle, ma –al contrario- proprio perché sono pericolose che si avvera necessario controllarne ufficialmente la loro composizione ed il commercio. Non solamente, ma anche perche la proibizione non è di certo il miglior modo di lottare contro le droghe : quello che succede da secoli, o millenni se ci riferiamo agli antichi romani, è la per ricordarcelo…..Ma che lei, caro theo, sembra ignorare….

          Le droghe, diventate lecite, (come già affermato in altre occasioni) e contrariamente alle sue infondate, ma anche puerili convinzioni, non presenteranno nessuna attrattiva per i trafficanti che devono in seguito rivenderle a dei prezzi che gli assicurano dei margini non attraenti.

          In quanto ai consumatori, non avranno interesse a fornirsi al mercato nero, da una parte a causa dei rischi giudiziali che incorreranno, d’altra parte grazie al fatto che i prezzi delle droghe legali non saranno sufficientemente elevati per spingerli ad acquistarle altrove, ed infine perché acquistando “legale” avranno la possibilità di conoscere la composizione di prodotti di cui la qualità e la sicurezza saranno ufficialmente garantite……..Ne prenda nota

        • Max De Pasquale ha detto in risposta a theo

          Vedi le dichiarazioni delle autorita’ pubbliche del Colorado. Non basta legalizzare per – necessariamente – stroncare il mercato nero. Puo’ succedere, ma non e’ detto.

          • Gianluca C. ha detto in risposta a Max De Pasquale

            Giusta osservazione. Dipende molto dal prezzo di vendita della cannabis legale. O si dà la priorità alla lotta al mercato nero o alle entrate erariali, botte piena e moglie ubriaca insieme non si possono avere.

            • theo ha detto in risposta a Gianluca C.

              Quando si tratta di droga non esistono sostanze e quantità garantite. L’unica vera garanzia è non assumerle e combatterle.

  5. giuliano ha detto

    Anni fa ebbi un incidente stradale con un imbecille strafatto dal “fumo”. Ai viziosi drogati e ai vari epigoni liberal (supporter ideologici) che appoggiano le stupidaggini liberiste e libertarie sull’argomento non auguro certo di subire quello che ho subito io. Certo mi è difficile accettare certe affermazioni su “droga libera”, “fumo libero” e scemenze varie e anche se non mi permetto di giudicare il “comportamento” del vizioso o del perchè abbia preso il vizio è anche vero che mi trovo impossibilitato a liquidare la faccenda con la solita frase: “son problemi o scelte loro…”.

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a giuliano

      Anni fa ebbi un incidente stradale con un imbecille strafatto dal “fumo”.
      Giuliano
      Il suo caso non andrebbe generalizzato ! Pensi solamente alle drammatiche conseguenze dell’alcol, -droga LEGALE per eccellenza- e non solamente negli incidenti stradali….Va notato inoltre che l’incidenza (%) dell’alcol negli incidenti stradali, ma non solamente, è nettamente superiore a coloro che consumano la cannabis ! E questo non solo nel Bel Paese, ma nel mondo intero.

      Le statistiche dell’UE sono eloquenti sulle conseguenze dovute all’alcol :
      Il rischio di avere un incidente stradale con 0,8 g/l d’alcol va moltiplicato X 10; con 1,2 g/l va moltiplicato X 35 !
      NO COMMENT…..

      • giuliano ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Il giochetto di tirare in ballo l’alcol per DISTOGLIERE l’ATTENZIONE dal vero punto del discorso non funziona più; vini e liquori riportano infatti a qualcosa in “essere” da correggere e ridurre (casomai) attraverso la cultura e il rispetto di regole. E la cosa finisce li.

        Ben ALTRA COSA è l’esistenza di uno specifico “status quo” di sostanziale divieto di utilizzo di “erba”, “fumo”, “pasticche” e altre amenità da adolescenti sfigati o adulti immaturi, per cui si sviluppano le banali “guerre” del tipo “ho ragione io” e si spinge per la liberalizzazione o legalizzazione più o meno spinte. L’uso delle droghe andrebbe sempre stigmatizzato e punito, punto. Il problema non è aumentare improbabili “diritti” correlati ad una visione liberista e libertaria della vita quanto piuttosto far rispettare le regole (deterrente maggiore per non creare danni a terzi come è capitato a me).

        • Gianluca C. ha detto in risposta a giuliano

          Il giochetto di tirare in ballo l’alcol per DISTOGLIERE l’ATTENZIONE dal vero punto del discorso non funziona più

          Ma scusa, come si fa a non tirare in ballo l’alcool se si parla di incidenti stradali?
          Se parli di una tua brutta esperienza con un guidatore strafatto, perché non si dovrebbe parlare anche del fatto che un incidente su tre è dovuto all’eccesso di alcool (dati ISS)?

          vini e liquori riportano infatti a qualcosa in “essere” da correggere e ridurre (casomai) attraverso la cultura e il rispetto di regole. E la cosa finisce li. Ben ALTRA COSA è l’esistenza di uno specifico “status quo” di sostanziale divieto di utilizzo di “erba”, “fumo”, “pasticche” e altre amenità

          Bel ragionamento, davvero. Siccome la legge lo permette, bere è OK; siccome la legge lo proibisce, farsi le canne non è OK.
          Quindi, fammi capire. Siccome la legge lo permette, abortire è OK?

          • theo ha detto in risposta a Gianluca C.

            Un male non scaccia l’altro. Non l’avete ancora capito? NO ABUSO DI ALCOL (notare: abuso), NO DROGA.

          • giuliano ha detto in risposta a Gianluca C.

            “Non funziona più” in questo senso: a) “lavorare” sull’alcool (proibizione, legislazione, ammende, multe, penale, ecc…) per ridurre l’incidentabilità conseguente e b) non aprire alcuna finestra di “liberalizzazione” sul discorso “fumo” perchè evidentemente sarebbe destinata ad “interferire” col percorso a).

            Bel ragionamento, davvero. Siccome la legge lo permette, bere è OK; siccome la legge lo proibisce, farsi le canne non è OK. Quindi, fammi capire. Siccome la legge lo permette, abortire è OK?
            Non ho detto che bere è OK e comunque non è un ragionamento, è una constatazione, casomai.
            L’IVG è un omicidio (per me), ma la legge lo permette (lo ha deciso la maggioranza dei cittadini…) e da la possibilità alla donna (in modo INSINDACABILE) di pretenderlo. Dal mio punto di vista, tenuto conto che è l’egoismo che tende a “governare” sostanzialmente il cuore delle persone (chi più chi meno… ma “tutte” le persone), cercare di “eliminare” la 194 è giusto ma il poterci riuscire è sostanzialmente battaglia persa in partenza (almeno sul breve periodo stante l’etica dominante sulla questione). Quindi l’IVG non è certamente “OK” e resta ben poco per opporsi all'”elefantesco” errore etico nato con la “legalizzazione” del procurato aborto.
            Tornando alle canne… le persone bevono liquori e vino anche in eccesso (soprattutto liquori… non è vietato a priori) e bisogna lavorare sulla riduzione/annullamento di questo atteggiamento o evenienza (soprattutto con azione “culturale”…). Il “fumo”, per fortuna, non è ancora “liberalizzato” del tutto ed ciò costituisce un piccolo baluardo al baratro (secondo me). Del resto stesso discorso è per il gioco d’azzardo: se fosse vietato avremmo sicuramente il gioco d’azzardo illegale ma molte centinaia di migliaia di cittadini con meno problemi; senza contare la valutazione “etica” di non agire in modo sbagliato (per se stessi e per gli altri). Stesso discorso per il fumo da sigaretta, ecc…
            Quel che a me interessa quando giro in vettura è ridurre il rischio incidenti. Non è certo liberalizzando e legalizzando completamente il “fumo” che si ottiene una abbassamento del livello di pericolo.

            • alessandro pendesini ha detto in risposta a giuliano

              Quel che a me interessa quando giro in vettura è ridurre il rischio incidenti. Non è certo liberalizzando e legalizzando completamente il “fumo” che si ottiene una abbassamento del livello di pericolo.
              Giuliano
              L’informazione (quando esiste) sulle caratteristiche della droga -confermate da laboratori di tossicologia ufficiali omologati- è essenziale per tutte le droghe, perché gli effetti non sono gli stessi e dipendono della quantità e qualità delle dosi.
              Il caso che lei cita (se ho ben capito) è quello della cannabis.
              A basso tasso di THC (principio attivo della cannabis), l’effetto sarà piuttosto rilassante e euforico, ma a forte dosi di THC, lo stesso prodotto potrà essere allucinogeno, e non sempre corrispondere alle aspettative del consumatore, il quale attualmente in diversi Stati, NON riceve nessuna informazione UFFICIALE quindi SCIENTIFICA –della pericolosità o tossicità- di cio che assorbe !!! e che interferisce direttamente sulla qualità dei riflessi e/o lucidità mentale !

              Nonostante cio’ –e questo è molto importante sottolinearlo- con la legalizzazione le droghe saranno ufficialmente analizzate da tossicologi e messe in vendita con evidenti e chiare caratteristiche dei rischi incorsi, e probabili effetti secondari, come un qualsiasi farmaco.
              A questo punto il consumatore non puo’ ignorare la quantità massima imposta per legge di cio’ che puo’ assorbire per poter, ad esempio pilotare un veicolo qualsiasi ! E chi la trasgredisce deve essere penalizzato proporzionalmente ai limiti oltrepassati, cosi come eventuali danni causati, ne più ne meno come l’alcol, un altro tipo di droga lecita…..

              Soluzioni « miracolose » per proibire le droghe NON esistono !
              Solo possibili compromessi, cosi come un necessario insegnamento pedagogico scolastico e via mass media ad hoc !!! potranno ridurre drasticamente diversi e, a volte gravi, disordini sia a livello individuale che sociale.

              • giuliano ha detto in risposta a alessandro pendesini

                Esistono soluzioni per proibire le droghe da fumo: 1) intanto non legalizzarle ne liberalizzarle; 2) prendere atto che il “fumo” è un VIZIO (come il fumo di sigaretta per capirci)… chi fuma danneggia se stesso e danneggia gli altri che gli stanno vicino, sporca l’ambiente e rovina l’ecosistema; 3) stigmatizzarne l’uso e l’abuso (per esempio non far passare l’idea che non porta alcun danno perchè basta saperlo controllare…); 4) col “fumo” diventi solo un alteriore “consumatore” di un prodotto venduto specificatamente per creare dipendenza (è una balla la storia delle analisi “ufficiali” e amenità varie perchè se il prodotto crea meno sballo di un analogo prodotto venduto a “nero” il prodotto legale non lo compra nessuno); 5) far passare la voce che il “fumo” non è intrattenimento libero ma piuttosto mezzo per diventare consumatore e dipendente cooptato; 6) ricordare che chi “fuma” è uno sfigato e un buono a nulla, soprattutto fonte di pericolo per gli altri (e non solo quelli che gli stanno vicino…); 7) ma soprattutto ricordare che quasi tutti i “liberal” che propugnano in modo tanto “martellante” quanto “falso” che la cosa andrebbe regolamentata/liberalizzata/legalizzata sono proprio quelli che oltre a non farsi canne se la ridono bellamente delle disgrazie altrui (ad es. della “fine” classica del percorso di sballo con sbocco finale a droghe molto ma molto più pericolose e subdole). Chi insiste in questi concetti di liberalizzazione/legalizzazione/regolamentazione non vuol bene alle persone e al prossimo in generale.

  6. alessandro pendesini ha detto

    Ma su questo sito nessuno si chiede :
    A CHI APPROFITTA LA PROIBIZIONE DELLA DROGA OLTRE CHE ALLE MAFIE MONDIALI ???

    Qui si che ci sarebbe da « divertirsi » !… Ma l’immaginazione, conoscienza specifica e generica in questa branca , cosi come l’integrità e onestà, ma anche ingenuità di certi illuminati, lascia purtroppo a desiderare……
    C’est ici que le bât blesse……

    • Acero ha detto in risposta a alessandro pendesini

      alessandro pendesini,
      Beh, visto che nessun altro lo chiede, pongo io la domanda che lei suggerisce, dal momento che non conosco la risposta.
      Se lei la sa, può fornircela, per piacere?
      Grazie.

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Acero

        Acero
        Alla fine dei conti, si riconosce che una parte significativa dei $ 325 miliardi che genera traffico di droga si ritrova nel sistema economico legale !
        Questo inquinamento è tanto più grave perché, in un momento o nell’altro, il capitale criminale è così indispensabile per il funzionamento generale che potrebbe inflettere il funzionamento e i processi decisionali delle autorità politiche e amministrative…..
        Stiamo assistendo alla trasformazione delle democrazie (o considerate tali) in Stati capitalizzati mafiosi o “mafiocrazie”, per usare le parole di Panos Kostakos, esperto greco sulla criminalità organizzata e il terrorismo…. Ma non dobbiamo perdere di vista il fatto che questa drammatica situazione è in parte alimentata dalla droga e dal fatto che sono in grand parte proibite su tutto il pianeta !
        Con la legislazione sulle droghe, gli stati avrebbero un’arma per prosciugare una delle fonti di profitto dei circuiti della mafia. Dovrebbero cogliere questa opportunità, soprattutto perché non ne esistono altre.
        Perché non lo fanno ?
        -I paesi occidentali speravano, attraverso il divieto, eliminare lo sviluppo del traffico di droga, un vasto commercio con sostanziali profitti sono stati in grado di ritornare ai paesi in via di sviluppo, dove gli effetti sulla salute e sociali rimarrebbero a carico dei paesi ricchi . Alla luce di questi obiettivi, il divieto non sembra essere stato un grande successo ! Non ha protetto ne i cittadini ne la droga, il cui consumo è stato esponenziale, ne la delinquenza.
        Ma i soldi della droga, arrivati tra le mani della finanza della City e di Wall Street, ha salvato le banche dalla crisi, e gli Stati Uniti si sono serviti della proibizione per detenere posizioni strategiche in tutto il mondo.
        Da un lato, la guerra alla droga gli ha servito d’alibi per la lotta contro coloro che minacciano i loro interessi, nonché una copertura per giustificare la loro presenza in alcuni paesi del Sud America.
        D’altra parte, il proibizionismo ha permesso agli Stati Uniti di utilizzare i soldi della droga per finanziare le loro guerre, come in Laos e Afghanistan, dove la CIA ha incoraggiato la produzione di eroina durante il conflitto d’Indocina e sovietico-afgano !
        Nessuna volonta di pretendere qui che è “vietato vietare”, ma quando il proibire filtra con il « pensiero magico » (il mondo sarà tale quale voglio, perché questo è il mio sacrosanto desiderio) dobbiamo aspettarci al peggio. Questo divieto, che pretende che l’uomo non consumerà droghe, è una negazione (come se l’uomo non avesse sempre consumato droghe!), un abbandono (come se bastasse proibire per combattere le droghe!) e una non assistenza a persone in pericolo (e peggio per loro se consumano droghe !)……Ritengo che negare queste agghiaccianti evidenze è far prova d’ingenuità o testardaggine !..Ne più Ne meno… (Mille scuse per eventuali francesismi)

        • alessandro pendesini ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Acero
          Come già accennato in altre occasioni, I paesi occidentali speravano, attraverso il divieto, eliminare lo sviluppo del traffico di droga, un vasto commercio con sostanziali profitti sono stati in grado di ritornare ai paesi in via di sviluppo, dove gli effetti sulla salute e sociali rimarrebbero a carico dei paesi ricchi . Alla luce di questi obiettivi, il divieto non sembra essere stato un grande successo ! Non ha protetto ne i cittadini ne la droga, il cui consumo è stato esponenziale, ne la delinquenza.
          Ma i soldi della droga, arrivati tra le mani della finanza della City e di Wall Street, ha salvato le banche dalla crisi, e gli Stati Uniti si sono serviti della proibizione per detenere posizioni strategiche in tutto il mondo.
          Da un lato, la guerra alla droga gli ha servito d’alibi per la lotta contro coloro che minacciano i loro interessi, nonché una copertura per giustificare la loro presenza in alcuni paesi del Sud America.
          D’altra parte, il proibizionismo ha permesso agli Stati Uniti di utilizzare i soldi della droga per finanziare le loro guerre, come in Laos e Afghanistan, dove la CIA ha incoraggiato la produzione di eroina durante il conflitto d’Indocina e sovietico-afgano !
          Nessuna volonta di pretendere qui che è “vietato vietare”, ma quando il proibire filtra con il « pensiero magico » (il mondo sarà tale quale voglio, perché questo è il mio sacrosanto desiderio) dobbiamo aspettarci al peggio. Questo divieto, che pretende che l’uomo non consumerà droghe, è una negazione (come se l’uomo non avesse sempre consumato droghe!), un abbandono (come se bastasse proibire per combattere le droghe!) e una non assistenza a persone in pericolo (e peggio per loro se consumano droghe !)……

  7. Max De Pasquale ha detto

    Una cosa volevo dire. Non sono molto d’accordo con quanto dice Carlo Rovelli in quest’occasione, ne’ con altre sue dichiarazioni nel rapporto tra Religione e Scienza. Ma questo non c’entra con la sua preparazione nell’ambito della ricerca scientifica, che invece e’ provata. Il professor Rovelli fu parte della commissione del mio esame di dottorato, ormai vari anni fa.

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Non sono molto d’accordo con quanto dice Carlo Rovelli in quest’occasione, ne’ con altre sue dichiarazioni nel rapporto tra Religione e Scienza
      Max
      Sarebbe interessante conoscere le ragioni delle sue critiche contro Rovelli relative alla Religione e Scienza !!!

      Vorrei inoltre sottolineare che Carlo Rovelli è mondialmente noto nella ricerca scientifica, non solamente ma anche per la sua onestà e integrità morale, in altre parole onora l’Italia all’estero,….Quando un certo Matteo Salvini viene dalla stragrande maggioranza della gente all’estero, considerato -e che considero- niente di meno che un BUFFONE neofascista, non fa altro che ridicolozzarla !…A torto ?

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