La figura del padre è essenziale e non sostituibile

famigliaOggi è la festa del papà perché è la festa di san Giuseppe, il padre di Gesù. Auguri a tutti i papà e a tutti coloro che portano questo nome tanto importante (tra cui il caro Joseph Ratzinger). Una festa che a breve sarà certamente vietata in quanto, secondo la nuova ideologia del genitore 1 e 2, discrimina chi non è papà o non potrà mai esserlo.

L’abolizione della festa è sostenuta affermando che privare un bambino del padre (o della madre), magari affidandolo ad una coppia dello stesso sesso, sarebbe totalmente ininfluente per lui. Il padre non serve a nulla, è semplicemente un incidente sociale, una necessità iniziale come ci hanno insegnato le femministe dal ’68 in poi, e può benissimo essere sostituito da una donna (anch’essa, dicono, non ha nulla di speciale e può benissimo essere sostituita da un uomo che finge di essere la mamma).

Se questa è la teoria, fortunatamente la ricerca medico-scientifica continua a dimostrare il contrario. Su Psychological Medicine è stato infatti rilevato qualche tempo fa che, su un campione di 5631 soggetti, le ragazze i cui padri erano assenti durante i primi cinque anni di vita avevano più probabilità, rispetto alle ragazze i cui padri erano stati presenti, di sviluppare sintomi depressivi. Altri studi, invece, hanno sottolineato che i bambini cresciuti senza padre hanno cinque volte più probabilità di: essere poveri (US Census Bureau, Children’s Living Arrangements and Characteristics: March 2002, P20-547, Table C8); avere un rischio fortemente maggiore di assumere droghe e alcol (“The relationship Between Family Variables and Adolescent Substance Abuse: A literature Review”, Adolescence 114 (1994): 475-495); avere problemi di salute fisica e mentale (Hong, Gong-Soog and Shelly L. White-Means. “Do Working Mothers Have Healthy Children?” Journal of Family and Economic Issues 14 (Summer 1993): 163-186), avere minore capacità di apprendimento, eccetera.

I problemi dei bambini cresciuti in famiglie monoparentali sono un dato di fatto ormai, grazie alla mole di letteratura scientifica presente. Tuttavia, si sostiene che le coppie di sole donne colmerebbero l’assenza del padre e queste problematiche non sarebbero da riferirsi a chi cresce con due genitori (ovviamente almeno uno non biologico) dello stesso sesso. Eppure la posizione della psicoanalisi e del laico Sigmund Freud è nota a tutti, come ha avuto modo di ricordare Silvia Vegetti Finzi. Solo attraverso la rivalità con il padre, infatti, il bambino riesce ad interrompere il complesso di Edipo ed assumer «il posto che gli compete nella geometria della famiglia, assume una identità maschile e si orienta ad amare, a suo tempo, una partner femminile». La nota psicologa ha quindi spiegato: «non è irrilevante che il figlio di una coppia omosessuale non possa confrontarsi, nella definizione di sé, con il problema della differenza sessuale»

E’ infatti accertato che mamme e papà contribuiscono allo sviluppo del bambino in modo unico e insostituibile. La figura del padre, in quanto uomo, è vitale per la crescita del bambino e la madre non potrà mai sopperire a ciò, viceversa il padre non potrà essere una madre. Nel 1999 sul Journal of Marriage and Family Paul R. Amato e Fernando Rivera hanno verificato che i padri riescono a offrire un un contributo unico per il comportamento dei propri figli. Shmuel Shulman e Moshe M. Klein su “New Directions for Child and Adolescent Development” hanno concluso allo stesso modo spiegando: «i padri, più delle madri, trasmettono la sensazione agli adolescenti di poter contare su se stessi, così essi possono fornire un “ambiente facilitante” per il conseguimento, da parte dell’adolescente, della differenziazione dalla famiglia e del consolidamento dell’indipendenza» (pp. 41-53). David Popenoe, professore emerito di Sociologia presso la Rutgers University, ha invece spiegato: «Entrambe le dimensioni, quella materna e quella paterna, sono fondamentali per una efficiente, equilibrata educazione dei figli, in tre decenni di attività come scienziato sociale sono a conoscenza di dati in cui il peso delle prove è così decisamente schiacciante: nel complesso, per i bambini, le famiglie con due genitori eterosessuali sono preferibili alle altre forme di relazioni» (“Life without Father”, Harvard University Press 1999, p. 176). Su Families and Society, Erik Erikson, uno dei più apprezzati psicologi dello sviluppo in tutto il mondo, ha anch’egli osservato che le madri e i padri amano in modo diverso i propri figli e non sono affatto intercambiabili.

Il prof. Kyle Pruett, docente di psichiatria infantile presso l’Università di Yale, ha scritto un intero libro su questo intitolato: “Perché per il tuo bambino le cure del padre sono essenziali tanto quelle della madre”. Nel 2012 su “Psychology Today” è stato spiegato che «fortunatamente una nuova ondata di ricerca degli ultimi dieci anni ha delineato la psicologia del padre nei confronti del bambino, dettagliando come funziona e come si differenzia – a volte sensibilmente – dal legame tra madre e figlio. Ciò che emerge è l’inizio di un concetto veramente moderno della paternità, quello in cui vecchi presupposti si ribaltano. Lungi dall’essere un “incidente sociale”, la paternità risulta essere un fenomeno complesso e unico, con enormi conseguenze per la crescita emotiva e intellettuale dei bambini: il genitore padre è diverso rispetto al genitore madre». E attenzione, «non è semplicemente una questione di comportamento paterno diverso dai metodi materni. E’ il tessuto del legame padre-figlio ad essere diverso». Molto interessante a questo proposito l’ultimo lavoro degli studiosi W. Bradford Wilcox e Kathleen Kovner Kline.

Togliere appositamente il padre (o una madre) ad un bambino, obbligandolo a crescere senza di esso o con un suo sostituto del sesso opposto, significa renderlo orfano e privarlo di un contributo unico ed essenziale per il suo sviluppo equilibrato. Non a caso i teorici dell’omosessualità, fateci caso, si basano sempre sul presunto “diritto di essere genitori”, dimenticando puntualmente di concentrarsi sui “diritti dei bambini” e su ciò che sarebbe bene per loro. Al contrario, oggi Papa Francesco ha fatto gli auguri a tutti i papà, dicendo: «Chiedo per voi la grazia di essere sempre molto vicini ai vostri figli, lasciandoli crescere, ma vicini, vicini! Loro hanno bisogno di voi, della vostra presenza, della vostra vicinanza, del vostro amore».

La redazione

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31 commenti a La figura del padre è essenziale e non sostituibile

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  1. gladio ha detto

    Oggi è la festa del “Genitore 1” !!!

    Auguri a tutti i… i “Genitori 1” !!!

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    • lorenzo ha detto in risposta a gladio

      Ma con genitore 1 si intende il padre o la madre?

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      • Enrico ha detto in risposta a lorenzo

        Se lo sapessimo non staremmo qui a discutere di tale definizione come di una diavoleria.

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      • gladio ha detto in risposta a lorenzo

        Il Padre, Lorenzo, il padre ,la madre è il genitore 2.

        Ma ti dirò di più…dal momento che il sesso è stato declassato da evidenza biologica a semplice opinione personale, anche tutta la terminologia di tipo medico- anatomico riguardante l’ apparato riproduttivo ha dovuto adeguarsi al ” Nuovo corso”.

        Pertanto l’ organo genitale dell’ uomo, anzi, pardon, dell’ unità carbonio di “genere 1″ ( sto facendo i salti mortali per attenermi rigorosamente al linguaggio politicamente corretto )non si chiamerà più come è sempre stato chiamato fino ad ora ma sarà ” il coso 1 “.

        Mentre quella che hanno in mezzo alle gambe le donne, anzi, ripardon, le unità carbonio di genere 2 sarà anche questa chiamato ” il coso” sempre al maschile
        ma seguito però dal numero2 perchè se no ,senza i numerini, uno non riuscirebbe più a capirne ( e a vederne)la differenza.

        Tutto chiaro?

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        • Danilo ha detto in risposta a gladio

          “Chiaramente” è un delirio moderno.E tuttavia,scherzosamente,per renderlo ancora più fluidi non puoi dire “genitore”,dire genitore , è discriminante nei confronti di chi ha figli adottivi (non gli stessi geni paterni o materni),quindi direttamente numero 1 e numero 2.

          Auguri a tutti i numeri 1 del mondo.

          A no è discriminante anche questo altrimenti dire che è numero 1 è una discriminazione del numero 2, in quanto viene prima del numero 2,come dire che il numero 2 in quanto viene dopo non ha pari dignità del numero 1.

          Quindi li chiamerò con due incognite, z e c.

          Ehi z auguri!

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        • lorenzo ha detto in risposta a gladio

          Maschilista: ritengo necessario un referendum popolare per decidere chi, tra il padre e la madre, sia il n° 1 e chi il n° 2…

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          • Klaus ha detto in risposta a lorenzo

            In effetti è inevitabile chiedersi se quello che è sempre incinta/o, dei fessi, sia il genitore 1, o il genitore 2.

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        • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a gladio

          Mi scusi ma lei discrimina ad esempio io sono nato con 46 cromosomi ma mi sento un camoscio e trovo inaccetabile che agli studenti di medicina nel corso di anatomia non si spieghi che esiste una identità di specie che deve dominare tutto.Ad esempio quando sono ammalato pretendo la visita di un veterinario non di un medico.

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        • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a gladio

          Mi scusi ma lei discrimina ad esempio io sono nato con 46 cromosomi ma mi sento un camoscio e trovo inaccetabile che agli studenti di medicina nel corso di anatomia non si spieghi che esiste una identità di specie che deve dominare tutto.Ad esempio quando sono ammalato pretendo la visita di un veterinario non di un medico.

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      • LawFirstpope ha detto in risposta a lorenzo

        Se si potesse stabilire, il “problema” che si pretende di risolvere con l’inserimento di questi termini in realtà si ripresenterebbe, solo con nuove etichette: penso che l’ambivalenza dei numeri sia fondamentale per non “discriminare” nessuno in questa grottesca ideologia…

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        • lorenzo ha detto in risposta a LawFirstpope

          Allora, per non creare discriminazioni, si dovrebbero usare i termini genitore 1 e genitore 1.
          Se le parole hanno però un senso, sorge un altro grosso problema: in una coppia gay con figli, uno solo dei due potrebbe, se ha biologicamente contribuito alla generazione dei figli, essere lecitamente chiamato genitore.
          Si potrebbe allora ovviare al problema usando i termini più appropriati di: genitore che ha fornito lo spermatozoo, genitore che ha fornito l’ovulo, altro convivente.

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          • LawFirstpope ha detto in risposta a lorenzo

            Il problema è che, in alcuni contesti, di uno dei due (veri) genitori (donatore di spermtozoi o ovuli) non si vuol sapere più nulla e si incastra a forza il convivente nel ruolo di genitore.

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    • Menelik ha detto in risposta a gladio

      Genitore uno un caz…..pardon!
      Visto e considerato che tra una manciata di settimane sarò anche nonno.
      IO SONO IL BABBO.
      E BASTA !!!!!!!!!!

      (Chiaramente non è rivolto a te, da te diciamo che ho preso a volo la scusa per questa esternazione di orgoglio di babbo quattro volte e nonno, a breve, finora una. E’ rivolto ai mentecatti che conosciamo bene).

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      • gladio ha detto in risposta a Menelik

        Congratulazioni Menelik,! allora bisogna festeggiare !

        Un bel bridisi tutti quanti ( con quello buono, mi raccomando eh… ) alla salute di nonno Menelik, al suo nipotino e alla faccia di quei quattro rincoglioniti dell’ LGBT!!!

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      • Sophie ha detto in risposta a Menelik

        Auguri!!!

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  2. Alèudin ha detto

    evviva i papà!

    Esiste una mole incredibile di dati che confermano l’importanza del padre e della madre, basta cercare e dibattere con psicologi, psichiatri, educatori, pedagoghi, insegnanti etc. etc. e sopratutto con ragazzini e ragazzine.

    Proprio l’assenza del padre(i), questo vuoto, è uno dei grossi problemi di questo secolo.

    Forza padri! Dobbiamo esserlo per i nostri figli e figlie, tiriamoci sù le maniche e cominciamo ad essere uomini veri (non maschilisti beceri) ma UOMINI.

    Consiglio a tal proposito caldamente la visione delle conferenze dello psicologo Ezio Aceti, molte sono disponibili su youtube.

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  3. Fabrizia ha detto

    Chesterton scriveva quasi un secolo fa che un giorno dovremo dimostrare che le foglie d’estate sono verdi. Ormai ci siamo. Dobbiamo spiegare che i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. Che padre e madre hanno ruoli diversi. Che non sono intercambiabili. Lascerei stare Freud perché non ne abbiamo bisogno: ha scritto infatti parecchie cavolate, tra cui quella (finalmente ridicolizzata oggi) che le donne soffrono di invidia del pene.

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  4. anna91 ha detto

    Ma chi si comporta più come padre? Vedo ragazzine di 15 anni andare in giro vestite indecentemente, vendono il loro corpo ecc… manca l’autorità morale retta all’interno della famiglia?

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    • Li ha detto in risposta a anna91

      Sì, vendono il loro corpo, ma lo fanno per la griffe e le ricariche. Eh, mica roba da mercatino.
      Rido per non piangere.

      Auguri ai papà anche se in ritardo.

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  5. Daniele ha detto

    Nel giorno in cui si festeggiano i papà, vorrei ricordare che il vero deterrente contro la violenza domestica (sulle donne e/o sui figli) è l’unione matrimoniale.
    Infatti in quei Paesi in cui la cultura cattolica è, grazie a Dio, molto radicata e, quindi, l’unione matrimoniale costituisce un importante valore sociale si osservano tassi di violenza domestica più bassi.
    Non mi riferisco solo all’Italia, ma anche a Paesi di tradizione cattolica come l’Irlanda e la Polonia.

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  6. Giuliana ha detto

    Non capisco dove La ricerca scientifica dimostra che l’adozione gay viola l’equilibrio del bambino, dall’articolo infatti non si evince perchè due genitori gay non possano essere buoni genitori. E comunque, se generalizzando si può dire che due genitori sono meglio di uno, sicuramente è molto meglio avere un solo genitore che vivere in un orfanotrofio.

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    • Antony ha detto in risposta a Giuliana

      Certo, uno diritto però, non due storti

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    • Katy ha detto in risposta a Giuliana

      Anche sei donne possono essere buoni genitori…quindi? Tanti bambini sono cresciuti benissimo in orfanotrofio e qualcuno anche con due animali. La questione non è essere buoni genitori ma il luogo migliore e ideale per il bambino di crescere…

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    • lorenzo ha detto in risposta a Giuliana

      Se chiudi gli occhi per non vedere e gli orecchi per non sentire a cosa serve poi domandarti perché non vedi e non senti?

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    • Li ha detto in risposta a Giuliana

      Mettiamola così: con 2 genitori ello stesso sesso, e più probabile che il bambino sviluppi una tendenza al gaysmo. Ora vorrei far notare, che in quuesto caso non si può più dire che un omosex figlio di 2 omo è gay dalla nascita, no? Per forza di cose deve essere stato influenzato.

      Ecco che l’equilibrio maschio-femmina porta invece ad una parità nella bilancia. Ad un equilibrio maggiore. Tanto sappiamo quanto possa essere equilibrato l’essere umano.

      OT: Vorrei ricordare a tutti che domani è la giornata internazionale della sinfrome di Down. Se avete un figlio Down, fategli gli auguri da parte mia. 😉

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    • Danilo ha detto in risposta a Giuliana

      “La ricerca scientifica dimostra che l’adozione gay viola l’equilibrio del bambino”

      Se non esiste nessuna ricerca a riguardo allora quanto espresso non è V,ma esiste almeno una ricerca scientifica dunque l’affermazione è congruente (in realtà ne esiste più di una, ma né basta almeno una)

      http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleListURL&_method=list&_ArticleListID=-543489813&_sort=r&_st=13&view=c&_acct=C000228598&_version=1&_urlVersion=0&_userid=12975512&md5=39123661d8f7f3d3c28aa781998b1529&searchtype=a

      http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12001731

      Ma se intendi “scientifiche” nel senso epistemico nessuna ricerca sociologica è anche epistemologicamente scientifica,ma questo implicherebbe affermare dunque che nessuna ricerca sociologica è anche epistemicamente scientifica,se non lo è allora la famiglia omogenitoriale è una questione ideologica non scientifica.

      Nicholas A. Cummings, uno degli ex presidenti dell’APA (nonché tra i più influenti psicologi in America) ha raddoppiato la dose: «L’APA ha permesso che la correttezza politica trionfasse sulla scienza, sulla conoscenza clinica e sull’integrità professionale.

      non si evince perchè due genitori gay non possano essere buoni genitori

      Sei relativista e adesso usi la parola buono?Non si evince perchè se sei relativista si la parola buono,per cercare forse di fare slogan?

      se generalizzando si può dire che due genitori sono meglio di uno, sicuramente è molto meglio avere un solo genitore che vivere in un orfanotrofio.

      Conosco anche Gorgia,e attaccano poco le pseudo argomentazioni.Non ho capito se questa è la pubblicità di inglese italianizzato del maxibon, “two is mie che one”.

      Nel senso che averne 100 per te è “meglio” di averne 2?

      Come dire due centesimi sono “meglio” di niente e di un centesimo,ma anche “meglio” di avere un euro.

      Fammi l’esempio di una proposizione “generalizzante” che è anche scientifica.

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  7. Chris ha detto

    Scusate l’OT ma vorrei chiedervi un favore.Sto partecipando a una discussione riguardante la contraccezione e l’aborto e mi sono ricordato di ricerche sul sistema nervoso e la percezione del dolore che individuano la identificazione dell’embrione come individuo già all’inizio del secondo mese e sulla formazione del sistema nervoso durante le primissime settimane!Mi servirebbero dei link ad’articoli che ne parlano,ho cercato nel Dossier di UCCR a riguardo ma su quest’ultima (la formazione del sistema nervoso) non ho trovato nulla o forse non ho cercato bene,vi ringrazio in anticipo!

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