“Il Mattino” sta con la famiglia: «non esistono modelli alternativi»


 
di Alessandro Barbano*
*direttore del quotidiano “Il Mattino”

 
da “Il Mattino”, editoriale del 19/10/14

 

Rispetto per i gay. Non solo a parole, ma anche nei fatti e nei diritti, individuali, che meritano tutela. Ma la vera discriminata è la famiglia. Lo diciamo senza timore di essere additati al ludibrio, sbeffeggiati in pubblico e sulla rete, nei giorni del grande conformismo che viviamo. Giorni di show e inchini. In cui quasi tutta la politica, senza colore che conti, mostra a un selfie da prima pagina la faccia più audace che trova. Per un ritratto al Gay pride. O per riscrivere i diritti civili dall’anagrafe di un Municipio. Giorni in cui si fa a gara, a sinistra come a destra, per apparire più liberal, più aperti, più trasgressivi che si può. Giorni in cui la Chiesa, preoccupata di non perdere contatto con la modernità, scopre che il suo formato «ospedale da campo» è utile a prestare i primi soccorsi a un’umanità smarrita, un po’ meno a guarirla dai suoi mali.

Quando troppi sono d’accordo, c’è da dubitare che qualcosa non funzioni. Perché non funziona, per esempio, l’antica distinzione tra progressisti e conservatori? Verrebbe da rispondere: perché non c’è più niente da conservare. La famiglia, senza ombra di dubbio, è già un patrimonio perduto. Non solo perché crollano i matrimoni (3,5 per 1.000 abitanti, contro i 3,7 della Francia, i 4,8 della Germania e gli 8,0 della Turchia) e raddoppiano le separazioni e i divorzi. Ma perché la famiglia non scommette più su di sé. Non fa figli, non compra case, in una misura più grave che in qualunque altro Paese europeo. Qualcuno se n’è accorto?

Qualcuno ha compreso che la sfiducia nella famiglia coincide con la rinuncia al futuro dell’Italia? Qualcuno vuole dire ai cittadini che un Paese che da vent’anni fa 1,43 figli per donna non ha nessuna chance di rimontare il Pil? Sembrerebbe di no. La famiglia è aggredita nella sua unicità, ignorata dal welfare e svantaggiata dal fisco. Gli 80 euro elargiti dal governo finiscono in tasca ad un single che ne guadagna 24mila all’anno, non sul conto di una coppia che ne prende 28mila con un solo coniuge che lavora e quattro figli. C’è qualche forza politica che denuncia questa stortura? C’è qualche bel volto, di quelli che sgomitano per arrivare in cima e in cima arrivano, disposto a farsi fotografare sul divano in mezzo a quella coppia prolifica e ai suoi bambini? La risposta è no. L’obiettivo della politica ha smarrito il quadrangolo: c’è giusto il campo per farsi ritrarre faccia a faccia con Luxuria.

E qui sia consentita un’altra domanda: Luxuria è la leader riconosciuta del partito dei gay, interpreta e rappresenta davvero gli interessi dell’universo omosessuale? Chi scrive ne dubita. E voi, cari lettori? Pensate che chi ha già pagato sulla sua pelle il prezzo della discriminazione si riconosca in una caricatura dove l’esibizione ha sostituito il pudore? Pensate che gli omosessuali italiani si sentano rappresentati da quei saltimbanchi che scambiano pubbliche effusioni davanti ad una telecamera, abbracciati al politico di turno convertito alla causa? Anche di questo è lecito dubitare.

Chi scrive pensa che i gay meritino ben altro rispetto e tolleranza per la loro scelta di vita. E abbiano un diritto su tutti gli altri: non vedersi usati a beneficio del protagonismo di pochi. Poi lo Stato dovrà attivarsi per rimuovere ogni ostacolo, legale o culturale, alla loro libertà d’affetti, al loro diritto di amarsi e di assistersi. Ma l’accettazione e il rispetto non possono diventare promozione sociale di un modello alternativo alla famiglia. Che non è una libertà, ma uno spazio di doveri prima che di diritti, una responsabilità sociale che la politica, anziché sostenere nel suo impegno, oggi ignora e tradisce.

Ciò vale anzitutto per il compito più importante, e non surrogabile da nessun altro presidio, che la famiglia ha nei confronti della società: il concepimento e l’educazione dei figli. Si dirà che anche qui molte cose sono cambiate. La modernità ha liberato la sessualità dal fine della procreazione. La tecnologia ha liberato la procreazione dal mezzo della sessualità. Ma entrambe non hanno liberato l’uomo e la donna dalla responsabilità nei confronti dei figli e nei confronti della comunità che sostiene la loro unione. Nessuna tecnica fecondativa, nessun cambiamento culturale, nessun esperimento di ingegneria sociale dovrebbero poter privare chi nasce del diritto di dire “mamma e papà”. Basterebbe guardare con gli occhi dei bambini per capire che pensarsi genitori non è un “insopprimibile diritto di autodeterminazione dell’individuo”, come invece ha decretato una cieca sentenza della Consulta. Ma solo un desiderio a cui corrisponde, in prima istanza su tutto il resto, una grande responsabilità sociale.

I progetti di legge sulle unioni tra gay fingono di non riconoscere questo dovere, ma di fatto lo ignorano. Negano l’adozione, ma ammettono il riconoscimento del figlio naturale di uno dei due partner. Nella giungla mondiale di leggi e di tecniche procreative, aggirare l’ostacolo sarà un gioco da ragazzi. Sarebbe meglio spiegare con onestà agli italiani che, se si passa dal riconoscimento dei diritti individuali a quello delle unioni di fatto, non esistono mezze misure. I paletti legali per vietare le adozioni sono palliativi che il costume e le sentenze abbatteranno. Ci sia consentito di dubitare che questa si chiami libertà. Ci sia consentito di denunciare che questo accade mentre la famiglia muore.

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45 commenti a “Il Mattino” sta con la famiglia: «non esistono modelli alternativi»

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  1. Luciano ha detto

    Le società occidentali pagheranno caro queste derive culturali: sono come dei virus, che entrati nell’organismo si riproducono a dismisura fino a far morire l’ospitante.
    Fra qualche decennio i nostri figli e nipoti guarderanno indietro con ribrezzo e vergogna come facciamo noi nei confronti dei totalitarismi…

    • Enrico ha detto in risposta a Luciano

      E’ di questo che noi dobbiamo aver paura: il problema non è la coppia omosessuale riconosciuta/ibile in sé, ma la paccottiglia sociale culturale ed antropologica (oltre che morale) che ne deriverà. Ma il Signore salverà ancora una volta Lot e la sua famiglia dalla distruzione di Sodoma…

    • Mario ha detto in risposta a Luciano

      Figli?, Nipoti? Lo scopo della “cultura” gay è diffondere il sesso fine a sé stesso e limitare la popolazione mondiale

  2. Giancarlo ha detto

    Due cose.

    “Luxuria è la leader riconosciuta del partito dei gay”. Luxuria è un uomo e trovo ripugnante che usiate il genere femminile per indicare quel mezz’uomo.

    I gay non meritano né rispetto né tolleranza. Meritano rispetto le persone, non necessariamente le loro scelte. Il comportamento omosessuale è un comportamento sbagliato che merita di essere censurato, non rispettato. Il comportamento omosessuale è dannoso per le persone omosessuali e per l’intera società. Rispettare il comportamento omosessuale equivale a riconoscere la sua legittimità, a legittimare il male.

    • Dario* ha detto in risposta a Giancarlo

      Permettetemi questo suggerimento: consiglio a tutti di guardarsi questo video perché è illuminante. Lo consiglio ai redattori perché può risultare utile come spunto per altri articoli o come fonte di ulteriori notizie. Lo consiglio a chi è d’accordo con l’articolo per approfondire alcuni aspetti occultati dell’attualità. Lo consiglio infine a chi ha da ridire sull’articolo perché abbia occasione di aprire gli occhi venendo a conoscenza di retroscena che all’opinione pubblica vengono sempre taciuti (in un passaggio del video si afferma che gli omosessuali stessi sono strumentalizzati, farebbe comodo anche a loro sapere come).
      Più diritti per gli omosessuali? (relatore: Avv. Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita)

      • Dario* ha detto in risposta a Dario*

        Non volevo rispondere a Giancarlo, volevo scriverlo come nuovo post ma devo aver cliccato nel posto sbagliato

      • Marco S. ha detto in risposta a Dario*

        D’accordo su tutto, salvo che su una cosa.

        E’ vero i cattolici sono la zavorra della societa’ !

        La zavorra e’ quello che permette alla nave di navigare.
        Nessuna nave uscirebbe in mare senza la zavorra, perché al primo colpo di vento lo scafo si rovescerebbe.

        I grandi navigatori come Cook, controllavano accuratamente l’assetto ed il peso della zavorra della loro nave prima di partire, perché da essa dipendevano la sua sicurezza e le sue prestazioni.

        Ringraziamo quindi l’on.Scalfarotto per aver trovato questo magnifica metafora, per definire il ruolo dei cattolici nella societa’.
        Sono quasi imbarazzato ! 🙂

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Giancarlo

      Sinceramente non sono affatto d’accordo Giancarlo. Il comportamento omosessuale non va censurato se per censurato intendi penalizzato, va giudicato come sbagliato perché contro la dignità della persona stessa ma la Chiesa è contraria alla penalizzazione dei rapporti omosessuali! Ammesso che tu intenda questo, ovviamente.

      Sono d’accordo con te che il rispetto è rivolto alle persone, non ai comportamenti (qualunque essi siano).

      • Giancarlo ha detto in risposta a Paolo Viti

        Il comportamento omosessuale va censurato, nel senso che merita di essere smascherato per quello che è: dal punto di vista biologico un errore, dal punto di vista morale un orrendo vizio, comunque causa di infelicità e sofferenza. Non ho mai pensato di punire il comportamento omosessuale; è già punitivo di suo.

        • Paolo Viti ha detto in risposta a Giancarlo

          Bene, è come sospettavo allora. Rimango comunque perplesso dalla terminologia utilizzata…sinceramente più che “errore” io di solito preferisco optare per “contraddizione”, più che “orrendo vizio” (tanti cattolici e non omosessuali hanno altrettanti orrendi vizi) parlerei di “disordine affettivo” che è la definizione morale che ne da il Catechismo.

          Credo che noi cattolici dobbiamo stare attenti alla terminologia che utilizziamo, altrimenti provochiamo solamente reazioni scandalizzate piuttosto che favorire un dialogo. Credo che il recente Sinodo e Papa Francesco siano stati chiari in merito, senza ovviamente cadere nel buonismo o nella legittimazione di ciò che non va legittimato.

          • Giancarlo ha detto in risposta a Paolo Viti

            Caro Paolo, ad essere sincero, ne ho piene le palle di dialogare con chi non vuol sentire. Un dialogo ha senso quando c’è disponibilità all’ascolto. Da parte delle organizzazioni gay c’è solo la volontà di imporre la loro folle ideologia, nessuna disponibilità a ragionare. Anzi, per chi non accetta la loro dittatura, c’è subito pronto l’’epiteto di omofobo. A queste condizioni, per quanto mi riguarda, al dialogo preferisco la battaglia… e prima ne prendiamo coscienza tutti (noi cattolici) e meglio è.

            L’omosessualità, come ricorda il CCC, è UNA GRAVE DEPRAVAZIONE. Il che non significa che sia l’unica depravazione, ma non significa nemmeno che possiamo scordare che sia una grave depravazione. Sul sinodo poi, se permetti, preferisco stendere un velo pietoso in attesa di tempi migliori.

            • Paolo Viti ha detto in risposta a Giancarlo

              Non è proprio la battaglia quella di cui ci parlano il Vangelo, Papa Francesco e ogni documento del Magistero cattolico pubblicato fino ad oggi. Altrimenti anche la tua posizione diventa ideologica…non possiamo cambiare il mondo con la forza, anche se gli intenti sono nobili. La “battaglia” va fatta sulle ragioni non con l’insulto, che a nulla serve e a nulla ha mai portato (chiamare “grave depravazione” l’omosessualità significa definire di fatto “depravati” gli omosessuali).

              Non è vero che il Catechismo parla di “grave depravazione” per quanto riguarda l’omosessualità, il discorso è differente. Afferma che “la sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile” e “appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. E quella della Tradizione è la posizione della Chiesa.
              http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm

              Parlare di “grave depravazione” è un uso ideologico del Catechismo e del Magistero cattolico e serve, semmai, soltanto per sfogarsi per una situazione in cui i cattolici si sentono in minoranza.

              Rispetto al Sinodo, riguardo all’omosessualità si sono ribadite le posizioni del Catechismo, nulla di più. A ottobre 2015 diventerà parte del Magistero ufficiale e da cattolico sentirei una contraddizione a voler stendere un “velo pietoso” sul Magistero della Chiesa cattolica.

              • Dario* ha detto in risposta a Paolo Viti

                Condivido quanto scritto da Paolo, la carità è benigna, paziente e tutto sopporta. Nei momenti in cui perdi la pazienza Giancarlo puoi star certo che non è Dio ad ispirarti e, quando non è Dio ad ispirare le parole, meglio tacere (so in prima persona che è facile a dirsi ma non a farsi, ma è un’utopia a cui puntare se si vuole progredire sulla via del bene). Prevengo una tua possibile obiezione sul fatto che anche la correzione fraterna è carità facendoti notare come nel Vangelo sia specificatamente descritta la modalità in cui questa va fatta: parlando a tu per tu con la persona nell’errore, evitando di metterlo in situazioni in cui venga lesa la sua dignità o autostima. Scagliandoti contro le persone dall’alto di un pulpito non stai fornendo un gran servizio alla Carità

              • Giancarlo ha detto in risposta a Paolo Viti

                Che l’omosessualità sia una grave depravazione è un fatto attestato da s. Paolo che, per la verità, va anche oltre. Forse è meglio se ti rileggi un attimo le parole di s. Paolo che non si limita affatto a condannare solo l’omosessualità ma si spinge, senza alcun rispetto, a condannare anche chi compie quelle cose:

                “21 essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. 22 Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti 23 e hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
                24 Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, 25 poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
                26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. 27 Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. 28 E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, 29 colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori,30 maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31 insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. 32 E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.” Romani 1,18-32.

                Ora, vedi un po’ tu se io, che sono cattolico, dovrei aver riguardo a qualificare l’omosessualità come grave depravazione. Non solo dirò che l’omosessualità è una grave depravazione, ma aggiungo che le persone che compiono queste cose sono depravati, come risulta evidente dalle parole di s. Paolo. E se qualcuno mi chiamerà omofobo, posto che questa parola abbia un significato (a me oscuro), questo fatto, lungi dal crearmi il benchè minimo disagio, sarà semmai motivo di vanto.

                Dici che “la “battaglia” va fatta sulle ragioni non con l’insulto”. Io non chiedo di meglio: hai mai provato a ragionare con questi signori? I loro argomenti hanno a che fare con tutto tranne che con la ragione. E, se c’è qualcuno che insulta, non sono certo io, che ho imparato a tenere per me il giudizio morale sull’omosessualità e su chi compie atti omosessuali. A me, per aver esposto tranquillamente il mio pensiero sull’omosessualità senza fare riferimento al giudizio morale, è stato dato del fascista, nazista, razzista, ignorante.

                Sul sinodo. Mi spiace per te, caro amico, ma il sinodo ha ribadito ALCUNE posizioni del CCC, NON TUTTE. Ci si è ben guardati dal ricordare che l’omosessualità è un’inclinazione oggettivamente disordinata. Da qui ad ottobre del 2015 manca ancora un anno. Per ora RIBADISCO IL VELO PIETOSO DA STENDERE SUL SINODO.

                • Paolo Viti ha detto in risposta a Giancarlo

                  Caro Giancarlo, mi spiace farti notare che nel tuo zelo stai strumentalizzando perfino San Paolo. Le frasi che tu riporti (forse copiate da qualche sito web impreparato) non sono rivolte agli omosessuali, ma agli “uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia”.

                  Solitamente si indicano accenni all’omosessualità in San Paolo solo in Romani 1,26-27, 1 Corinti 6,9-10 e 1 Timoteo 1,9-10. Sia in Corinti che in Timoteo Paolo usa il termine “Arsenokoites”, è un suo neologismo. Ai tempi per “omosessuali” si utilizzava il termine “Paiderastes”, mai usato nel Nuovo Testamento. “Arsenokoites” deriva da arseno (Uomo) e koites (Letto).
                  Letteralmente “maschio che giace a letto”, ovvero i prostituti dei templi pagani che si mercificavano in onore alle loro Divinità (sono citati spesso nella Bibbia: 1Re 14:24;15:12;22:47; 2Re23:7). Se San Paolo avesse voluto parlare specificatamente di omosessuali avrebbe certamente utilizzato il termine “Paiderastes”, ma non l’ha fatto.

                  Nel passo di Romani, 1:26 l’accusa è all’essere pagani (il traviamento è riferito all’idolatria) come si legge chiaramente, e la punizione sono appunto sono “gli atti ignominiosi uomini con uomini”. Occorre rilevare che al tempo l’omosessualità era legata culturalmente alla pederastia (come ho detto si usava “Paiderastes” per indicare l’omosessuale) e la prostituzione. Nel giudizio su San Paolo occorre tenere anche questo in considerazione.

                  Il termine “gravi depravazioni” invece non è affermato da San Paolo ma è scritto nella Genesi a proposito degli atti compiuto a Sodoma e Gomorra.
                  Questo per invitarti ad uno sguardo serio su San Paolo, ciò non toglie che nessuno legittima l’omosessualità e il Catechismo la condanna in modo chiaro e netto.

                  L’amato Benedetto XVI ci ha insegnato che “la Scrittura è da interpretare nello stesso spirito nel quale è stata scritta” e perché vi sia “dimensione divina” occorrono tre criteri: 1) interpretare il testo tenendo presente l’unità di tutta la Scrittura; 2) si deve poi tener presente la viva tradizione di tutta la Chiesa 3) bisogna osservare l’analogia della fede (http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20081014_sinodo_it.html)
                  La tradizione della Chiesa parla invece di “disordine affettivo” riguardo l’omosessualità e questo -per un cattolico- è il termine corretto da utilizzare.

                  Parlare degli omosessuali come “depravati” è una tua arbitraria scelta, l’omofobia non c’entra c’entra invece l’intolleranza e il desiderio di offesa e violenza. Il Catechismo e la Chiesa non ti sostengono affatto, anzi Benedetto XVI ci ha insegnato che “tali persone devono essere accolte con rispetto e delicatezza; a loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccatheduc/documents/rc_con_ccatheduc_doc_20051104_istruzione_it.html (oltre al fatto che l’atto omosessuale è un peccato intrinsecamente immorale e contrario alla legge naturale).

                  Attenzione a non trasformarsi in cattolici-adulti, volendo saperne di più della Chiesa.

                  • Giancarlo ha detto in risposta a Paolo Viti

                    Carissimo Paolo, ci mancherebbe altro che volessi saperne più della chiesa. Hai fatto bene a correggermi, anche perché io sono solo un ignorante neanche laureato, figurati. Tu, invece, devi essere un professore a giudicare dalla vasta cultura e dimestichezza che dimostri di avere con la sacra scrittura, col greco, con la storia. Complimenti. Quando hai due minuti, magari, informa anche il cardinale Giacomo Biffi che nella seguente pagina:

                    http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2451

                    proprio alla “dilagante aberrazione culturale” (omosessualità) riferisce le parole di s. Paolo che ho riportato.

                    L’omosessualità sarà pure un “disordine affettivo”, finchè resta platonica ma, nelle mia profonda ignoranza, ho sempre pensato che l’omosessualità, se praticata, sia, dal punto di vista morale, un vizio gravissimo ed una grave depravazione, oltre che un grave peccato. Proprio per questo ho creduto (e credo ancora, a dire il vero) che le persone che commettono atti omosessuali siano depravati e viziosi. E non mi interessa se questo mio giudizio li indispone, pazienza: non ho alcun rispetto umano, figuriamoci per i viziosi.

                    So anch’io che la pulsione omosessuale, in sé, non è un peccato e che le persone omosessuali devono essere accolte con rispetto e delicatezza ed a loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Bene! Ma è chiaro che l’omosessualità è un disordine affettivo (QUINDI UNA COSA DA CORREGGERE SE POSSIBILE), gli atti omosessuali sono un GRAVISSIMO PECCATO (di quelli che “gridano vendetta al cuore di Dio”) e le persone che compiono atti omosessuali SONO VIZIOSI E DEPRAVATI.

                    Sarei curioso di sapere come tu definiresti le persone che commettono atti omosessuali. Sarei proprio curioso.

                    • Dario* ha detto in risposta a Giancarlo

                      Personalmente posso anche essere d’accordo con te sul fatto che gli atti di sodomia sono una depravazione ma anche la pornografia è una depravazione, anche l’eccesso di sessualità eterosessuale è una depravazione, anche la golosità se portata all’eccesso è una depravazione e così via con tutti gli altri vizi. La questione non credo sia nel definire cosa sia corretto (volevo scrivere “retto” ma poi mi sono reso conto che fosse fuori luogo, lol =P) e cosa non lo sia, su questo credo che siamo tutti d’accordo.
                      Le differenze credo che siano nel come si approccia la persona nell’errore (errore che nessuno di noi contesta come tale).
                      Prova ad immedesimarti in questa situazione: arriva uno ed esordisce con un: “tu sei un pezzo di merda”, poi può dire le cose più giuste e più sagge dell’universo ma tu gli daresti retta?

                    • Dario* ha detto in risposta a Giancarlo

                      P.S. La sodomia tecnicamente non è solo omosessuale ma può essere praticata anche tra uomo e donna perché anche le donne hanno il sedere

                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Giancarlo

                      Come sempre sono in netto d’accordo con l’amico Dario.

                      Aggiungo anche che sono d’accordo con tutto quanto ha scritto mons. Biffi, che stimo tantissimo. Se leggi davvero quanto lui scrive, in nessuna parte del suo testo collega l’omosessualità al testo di San Paolo. Introduce il tema dell’ideologia dell’omosessualità (che è cosa diversa dall’omosessualità in sé) solo nella seconda parte.

                      In nessuna parte del suo testo definisce gli omosessuali dei “depravati” come li definisci tu, anzi, scrive: “la concezione cristiana ci dice che bisogna sempre distinguere il rispetto dovuto alle persone, che comporta il rifiuto di ogni loro emarginazione sociale e politica (salva la natura inderogabile della realtà matrimoniale e familiare), dal rifiuto di ogni esaltata “ideologia dell’omosessualità”, che è doveroso”. E’ esattamente quello che dice Francesco: il problema non è essere omosessuali ma fare lobby.

                      Giustamente scindi l’atto omosessuale dalla persona. Tuttavia aggiungi che non hai alcun rispetto per chi commette il peccato del vizio. Capirai da solo che è un atteggiamento profondamente anticristiano, il vizio è anche la pornografia, l’avidità, l’uso di alcool, l’uso di droghe, l’uso dell’ira e della violenza. Deduco che tu non porti rispetto per il 99,9% dei cittadini del mondo.

                      In definitiva non riesci a scindere il giudizio (corretto) sull’omosessualità da quello su chi commette l’atto omosessuale (che viene da te insultato). La Chiesa non è dalla tua parte, chi commette atti omosessuali è una persona che sceglie di lenire la sua dignità e si fa illudere dal peccato, esattamente come quando tutti noi commettiamo peccati (etero o omo).

                      La tua guerra, se proprio ti senti chiamato alla guerra e se pensi che Papa Francesco stia invitando alla guerra, dovrebbe rivolgersi all’ideologia omosessualista (citando mons. Biffi) e non verso le persone omosessuali che commettono atti omosessuali (con insulti e offese che li faranno soltanto allontanare, non certo avvicinare alla Chiesa). E l’ideologia omosessualista è formata molto di più da etero che da omo, anche solo da un punto di vista statistico.

                    • Giancarlo ha detto in risposta a Giancarlo

                      @ Dario
                      Caro Dario, io non mi sono mai sognato di sostenere che gli atti di sodomia siano l’unica depravazione. Io ho semplicemente “ricordato” che chi compie atti omosessuali è un depravato, un vizioso, un pervertito. Purtroppo mi pare di capire che non tutti siamo d’accordo. Eppure, se accettiamo il fatto che l’atto omosessuale sia un peccato, ne consegue che chi lo commette è certamente un peccatore, ma anche un vizioso (lussuria), un depravato, un pervertito.

                      Allo stesso modo, chi ruba è un ladro, chi uccide è un assassino, chi dice il falso è un bugiardo. Perché chi commette atti omosessuali dovrebbe essere esonerato dal giudizio? S. Paolo non si fa scrupoli ad emettere giudizi sugli omosessuali, e sono giudizi da far accapponare la pelle. Ma anche la stessa tradizione della chiesa, con papi, concilii e santi di ogni epoca, ha SEMPRE giudicato e condannato severamente sia gli atti omosessuali che gli autori di questi atti. Oggi, se uno dice che chi compie atti omosessuali è un peccatore, un vizioso ed un depravato, pare che dica chissà quale sciocchezza… ma guardate che questo è, da sempre, l’insegnamento della chiesa cattolica. Mica me lo sono inventato io.

                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Giancarlo

                      Se tutti i peccatori sono viziosi, depravati e pervertiti allora certamente anche tu (e anch’io e Dario) sei un vizioso, un depravato e un pervertito. Oppure pensi di essere senza peccato? Oppure pensi che i tuoi peccati siano “migliori” o di serie A?

                      In nessun punto del Catechismo cattolico e in nessun documento del Magistero della Chiesa c’è un giudizio di condanna sulla persona omosessuale ma c’è un giudizio di condanna per l’atto omosessuale. Esattamente come non c’è nessun giudizio di condanna verso un peccatore ma solo giudizi di condanna verso il peccato.

                      La tua guerra è sterile, produce soltanto violenza e, sopratutto, contribuisce a creare pregiudizi contro la Chiesa e i cattolici.

                    • Dario* ha detto in risposta a Giancarlo

                      Caro Giancarlo, l’atto della sodomia è un atto depravato e deprecabile, di qui non si scappa. Tuttavia anche scrivere “w la figa” (mi scuso per il torpiloquio) su un muro lo è. Paradossalmente chi compie il secondo atto può essere più depravato del primo o magari essere il solo dei due ad esserlo.
                      Mi spiego. Un uomo che ha sempre il sesso in mente è sotto molti aspetti molto più depravato di uno che magari in un’occasione di particolare tentazione, scivola in un peccato odioso legato al sesso. Hai mai avuto a che fare con gente che non riesce a parlare d’altro? Quelli non sono depravati secondo te? Eppure statisticamente sono quasi tutti etero dato che gli omosessuali sono una minoranza
                      Quello che voglio dire non è che la sodomia non sia un atto depravato in sé ma che per dichiarare depravato un individuo dovresti potergli leggere nel cuore. Tu sei in grado di farlo? Se non lo sei dovresti astenerti dal giudicarlo, chi giudica sarà giudicato, il che, mi ripeto per l’n-esima volta, non vuol dire che bisogni approvarne le azioni, anzi

                      Uno che compie atti omosessuali è un peccatore? Certamente che lo è ma il problema è un altro, chi può fregiarsi di affermare di non esserlo? Io no di certo, io sono un peccatore pur non essendo omosessuale.
                      Ma ripeto, sulla dottrina siamo d’accordo, è sulle modalità di applicazione che non lo siamo. Lasciamo che sia Dio a giudicare, solo Lui ne ha la capacità.
                      Poniti questa semplice domanda (semplice ma non superficiale) quando hai a che fare con un fratello nell’errore: “gli voglio bene?”. Se la risposta è sì, agisci. Se la risposta è no, e le circostanze lo permettono, aspetta fino a che la tua predisposizione d’animo non sia quella giusta perché la correzione fraterna deve nascere dall’amore altrimenti ne tradisce lo spirito

                    • Dario* ha detto in risposta a Giancarlo

                      Scusa l’insistenza Giancarlo, ma vorrei chiederti una cosa, leggiti questa breve intervista e poi dimmi secondo te come avrebbe dovuto comportarsi l’insegnante in questione nella circostanza descritta:
                      Intervista ad Adele Caramico, insegnante di religione accusata a sproposito di omofobia
                      Per inciso, io credo che abbia agito bene, mi chiedo tu cosa avresti voluto che facesse quando lo studente si è dichiarato omosessuale, che gli dicesse che era uno sporco depravato?
                      Tieni a mente che quando si usa il termine “omosessuale” si intende sia il vecchio depravato corruttore di ragazzi che il ragazzino disorientato da questa società malata (tanto per citare i due estremi), non essere così affrettato nei giudizi

                    • Giancarlo ha detto in risposta a Giancarlo

                      @Paolo e Dario

                      Ovviamente tutti siamo peccatori e tutti bisognosi del perdono di Dio. Non è vero però che tutti siamo viziosi. Chi ruba, oppure uccide, non è (necessariamente) vizioso. Quando dico che chi commette atti omosessuali è un vizioso, esprimo, INSIEME CON S. PAOLO, un giudizio che si applica alla generalità di quel tipo di peccatori (ma anche di altri peccatori), ma mi guarderei bene dall’esprimere lo stesso giudizio su Mario Rossi, che è una persona concreta e che potrebbe avere mille giustificazioni o attenuanti che non conosco. Non mi sono mai sognato di esprimere giudizi morali sulle persone concrete perché, come tutti sappiamo, questo giudizio spetta a Dio. Però, dire che chi ruba è un ladro, è doveroso, oltre che legittimo, e questo non significa affatto esprimere un giudizio personale sul signor Mario Rossi che, magari, ha davvero rubato, ma lo ha fatto per dare da mangiare ai suoi figli e, quindi, è tecnicamente un ladro, ma non ha nessuna responsabilità morale per il furto commesso. È irritante essere contrastati su cose tanto evidenti.

                      Se è vero che non c’è nessuna esplicita condanna, nel CCC, sulle persone che compiono atti omosessuali, tuttavia la condanna consegue, sia pure implicitamente, per tutti coloro che si rendono colpevoli di questi atti. Del resto, la condanna consegue implicitamente PER TUTTI I PECCATORI, non solo per alcuni. Se poi volessimo andare indietro nel tempo, allora ci accorgeremmo subito di come la chiesa, i concili ed i santi hanno spesso condannato non solo gli atti, ma anche chi li commetteva. E la condanna, non di rado era la morte.
                      _____________S. Pio V, pubblicò una Costituzione apostolica significativa sin dalle due prime parole: Horrendum illud. Nel documento si giudica «il supplizio capitale opportuna punizione per l’orrendo crimine del peccato contro natura». Ma già sant’Agostino affermava che gli atti di sodomia «devono essere condannati e puniti dalla Chiesa ovunque e sempre». Gregorio XIII, promulgando gli Statuta Urbis Romae, confermò che anche, anzi soprattutto, nell’Urbe i sodomiti dovevano essere condotti al rogo. Sul piano più alto, quello del Diritto Canonico, la condanna più severa è stabilita nel Decretum di Graziano e nel Concilio Lateranense III fu approvato un canone che ribadiva la pena di morte per i sodomiti, pena preceduta dalla solenne scomunica._____________ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3420

                      Sull’insegnante di religione Adele Caramico. Si è comportata bene, anche se io, al suo posto, avrei ricordato a quel giovane che gli atti omosessuali sono un peccato gravissimo.

                    • Dario* ha detto in risposta a Giancarlo

                      Il vizio è una cosa che riguarda più la reiterazione del peccato che non una determinata tipologia di peccato. Uno può essere vizioso in tante cose, i vizi capitali sono sette (le descrizioni per far prima le ho prese dalla wikipedia, non sono accurate ma tanto non è il succo del discorso):
                      – superbia (desiderio irrefrenabile di essere superiori, fino al disprezzo di ordini, leggi, rispetto altrui);
                      – avarizia (scarsa disponibilità a spendere e a donare ciò che si possiede);
                      – lussuria (desiderio irrefrenabile del piacere sessuale fine a sé stesso);
                      – invidia (tristezza per il bene altrui, percepito come male proprio);
                      – gola (meglio conosciuta come ingordigia, abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola, e non solo);
                      – ira (irrefrenabile desiderio di vendicare violentemente un torto subito);
                      – accidia (torpore malinconico, inerzia nel vivere e nel compiere opere di bene).
                      Come vedi la lussuria (di cui la lussuria omosessuale non è che un sottoinsieme) non è che uno dei vizi, non è l’unico vizio.
                      La questione qui è di chiamare le cose col proprio nome. Uno che pratica sodomia è un lussurioso, sia che sia omosessuale sia che non lo sia

                    • Giancarlo ha detto in risposta a Giancarlo

                      @ Dario

                      Siamo perfettamente d’accordo. Quindi CHI COMMETTE ATTI OMOSESSUALI E’ UN VIZIOSO. Ci voleva tanto per arrivare a questa palmare evidenza?

          • Mario ha detto in risposta a Paolo Viti

            Sant’Agostino: “i delitti compiuti dai sodomiti devono essere condannati ovunque e sempre”

            San Gregorio Magno: “era giusto che i sodomiti perissero per mezzo del fuoco e dello zolfo”

            San Giovanni Crisostomo: la passione omosessuale è diabolica

            San Pier Damiani: “Questo vizio supera per gravità tutti gli altri vizi…”

            San Tommaso d’Aquino: l’omosessualità “offende Dio stesso come ordinatore della natura”

            Santa Caterina da Siena: vizio maledetto schifato dagli stessi demoni

            San Bonaventura: nella notte di Natale “tutti i sodomiti morirono su tutta la terra”
            San Bernardino da Siena: “la sodomia maledetta … sconvolge l’intelletto”

            San Pietro Canisio: i sodomiti violano la legge naturale e divina

            San Pio V: “l’esecrabile vizio libidinoso contro natura”…

            San Pio X: il peccato contro natura grida vendetta al cospetto di Dio

            • Paolo Viti ha detto in risposta a Mario

              Piuttosto che ridurre la riflessione di questi Santi a paladini anti-gay con 140 caratteri di Twitter, sarebbe meno rispettoso contestualizzare le loro affermazioni pubblicando l’intera riflessione e con fonte di riferimento apposita.

              Anche io potrei estrapolare una frase di Gesù dicendo che si è riferito a chi pratica il commercio come “una spelonca di ladri”. Senza contesto e senza citare Mc 11,15-19, questa frase risulta offensiva per i commercianti e per lo stesso Gesù, tirato per la giacca per giustificare un’ipotetica guerra contro qualcuno.

            • Dario* ha detto in risposta a Mario

              Aggiungo a quanto ben argomentato da Paolo che neppure tutte le frasi decontestualizzate sono contro gli omosessuali quanto contro l’omessualità:

              1) i delitti devono essere condannati, non chi li compie

              2) frase che può essere letta diversamente a seconda del contesto

              3) condanna la passione, non le persone. Anche la passione per la pornografia è diabolica, anche quella per l’alcool, ecc. Mi rendo conto non tutti i peccati abbiano la stessa gravità ma tutti i peccati hanno origine diabolica

              4) Parla del vizio, non di persone

              5) non parla di persone

              6) parla del vizio, non delle persone

              7) frase che decontestualizzata non ha senso
              8) parla della sodomia, non dei sodomiti

              9) parla delle azioni dei sodomiti, non di loro in quanto tali

              10) addirittura parla di vizio libidinoso in generale, include anche il vizio libidinoso non omosessuale

              11) la frase decontestualizzata non è espressamente riferita al contesto in questione, i peccati contro natura sono tanti

  3. Petrucci ha detto

    @Giancarlo perché sarebbe un comportamento sbagliato?

  4. Potclean ha detto

    non si può più dire che l’uomo e la donna sono complementari, e che ogni cosa che che vada contro questa evidenza sia un problema da risolvere, non un pregio. Quando finirà questa pazzia?

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Potclean

      Non ho capito il tuo commento sinceramente. In che senso non si può dire che l’uomo e la donna sono complementari? Forse pensi che siano opposti? Non c’è nessun problema da risolvere, gli omosessuali sono liberi di formare le loro coppie come credono qui si sta parlando dell’opportunità o meno che il loro rapporto si formalizzi con un matrimonio.

  5. Max ha detto

    Il Mattino? Finalmente c’e’ un quotidiano laico che difende la famiglia?

  6. Petrucci ha detto

    @Drew ma gli esseri umani non sono mica puzzle da incastrare!

    • Giancarlo ha detto in risposta a Petrucci

      La sessualità umana si serve anche di un incastro, però, hai ragione, non può essere ridotta ad un incastro. Infatti la sessualità ha un significato che va ben oltre il pur avvincente incastro: diventa persona.

      L’omosessualità è estranea sia all’incastro che al suo significato. L’omosessualità è estranea alla sessualità. Anzi, direi che è la negazione della sessualità.

    • Drew ha detto in risposta a Petrucci

      Il concetto di Puzzle mi sta un po’stretto, ma in un certo senso si!
      Io non ci tengo a cambiare le regole dell’Universo, ma tu magari sei più coraggioso e più potente di me…

    • Alèudin - preghierecorte ha detto in risposta a Petrucci

      @Petrucci

      qualsiasi essere umano è nato “dall’incastro” di un uomo e una donna.

      Non esiste solo lo spirito, anche la carne, uomo e donna sono complementari in tutto, spirito e carne, una coppia omosessuale lo può essere solo in spirito.

  7. Fabrizia ha detto

    Forse i politici fanno un calcolo semplice semplice. Quanti sono gli omosessuali nella nostra società? Il 2/3 %? Accontentarli non costa niente e rende molto in voti elettorali. Quante sono le donne? Quante sono le famiglie? Molte di più. Diventa difficile pensare a politiche serie per venire loro incontro. Ergo…

    • Dario* ha detto in risposta a Fabrizia

      In realtà accontentarli costa molto, prova a guardare il video che ho linkato per capire a cosa alludo. Il problema è che nella società gli omosessuali saranno anche un 2% ma qual’è la percentuale nei posti che contano? Se ci fai caso è molto più alta e questo contribuisce molto al fatto che le loro posizioni siano così influenti

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