Quel genio mancato di Odifreddi

RazionalitàNel suo ultimo articolo di agosto, Piergiorgio Odifreddi ha sfruttato l’apertura del “Meeting” di Rimini, organizzato dal movimento di Comunione e Liberazione, per citare un simpatico, e sopratutto molto utile al mondo, studio scientifico sull’intelligenza degli atei e dei credenti. Odifreddi, eccitato per il risultato della ricerca, ha titolato il suo post “I geni di Rimini”.

La ricerca in questione è stata pubblicata sulla prestigiosa “Personality and Social Psychology Review” e ha analizzato 63 studi scientifici, concludendo che per 53 di essi gli atei tendono ad essere più intelligenti rispetto ai loro omologhi religiosi, mentre 10 studi arrivano a conclusioni opposte. Per intelligenza si intende “la capacità di ragionare, pianificare, risolvere problemi, pensare astrattamente, comprendere idee complesse e imparare velocemente”.

L’argomento è il cavallo di battaglia degli odifreddini vari: finalmente uno studio scientifico ha sostenuto la superiorità evolutiva degli atei, belli, muscolosi e ariani contro gli stupidi credenti, sporchi, dogmatici e razzialmente inferiori! Odifreddi era al settimo cielo, ma non solo lui. «La reazione è stata prevedibile», ha commentato Jason Richwine, «se le persone più intelligenti tendono ad essere atee, allora l’ateismo è la religione corretta, giusto?».

Per chi è interessato capire cosa dice lo studio, sottolineiamo innanzitutto, il commento di Miron Zuckerman, autore della ricerca: «è veramente un messaggio sbagliato se si rileva dal nostro studio che se credo in Dio devo essere stupido. Piuttosto, noi sottolineiamo che le persone più intelligenti possono avere meno bisogno della religione perché una maggior intelligenza offre maggior auto-controllo, senso della comunità e maggior autostima, benefici offerti anche dalla religione. Noi diciamo che è possibile che avere un alto livello di intelligenza possa fornire funzioni simili a quello che la religione fornisce. In tutte queste cose, ci sono comunque vantaggi ad essere religiosi». Bene, rimane però strana la riduzione del contributo della religione alle mere conseguenze psico-fisiche.

Il secondo messaggio comunicato dalla ricerca riguarda specificamente il QI (quoziente intellettivo): le persone più intelligenti sono meno propense a credere in Dio perché sono più propense a sfidare le norme stabilite. Esse hanno anche più probabilità di avere stili di pensiero analitico, che altri studi hanno dimostrato minare la fede religiosa. Come ha spiegato Jason Richwine citando una sua analisi precedente, le cose vanno capite: tra le persone, quelle con la metà inferiore della distribuzione del QI, non mettono mai in discussione la religione della loro educazione, mentre la metà superiore è scettica. Tuttavia, tra coloro che sono nella metà superiore, l’80% finisce per ri-affermare la sua fede e rimane religiosa, mentre il resto la rifiuta (dimostrato dal fatto che anche nelle società più avanzate e istruite i credenti sono comunque la maggioranza). La correlazione positiva tra il QI e l’ateismo esiste non perché le persone intelligenti hanno necessariamente rifiutato la religione, ma perché la religione è la posizione predefinita per la maggior parte delle persone della nostra società. Questo stesso principio funziona anche in luoghi come il Giappone, per esempio, dove non esiste la tradizione di una religione monoteista ma i pochi cristiani giapponesi tendono ad essere molto più istruiti dei non cristiani. Anche Cuba, Vietnam e Repubblica Ceca hanno tassi altissimi di ateismo ma allo stesso tempo si registra un basso QI rispetto alla media degli americani, i quali per il 92% si dichiarano teisti.

La vera questione, allora, è quella già nota ai sociologi: chi appartiene ad una minoranza è mediamente più intelligente (è questione di percentuali!), come conferma anche uno degli autori dello studio stesso, Jordan Silberman: «I risultati riguardano l’intelligenza media delle persone religiose e non religiose, ma non sono necessariamente applicabili a ogni singola persona». Rispetto, invece, allo stile di pensiero analitico preferito dalla maggioranza dei non credenti, rispetto al pensiero intuitivo dei credenti, occorre capire che «sia il ragionamento analitico che intuitivo sono strumenti utili. Ognuno può pensare in modo intuitivo e analitico e nessuno dice che il sistema intuitivo è sbagliato e quello analitico è giusto», come è stato spiegato su “Live Science”. Lo statistico William M. Briggs ha infine citato i limiti di questo studio, primo fra tutti l’aver parlato di “intelligenza” in modo ristretto (escludendo l’intelligenza creativa ed emotiva), aver parlato di “religiosità” in modo troppo aperto, non aver considerato che il meccanismo per misurare il QI era diverso in luoghi diversi, non aver considerato la differenza di istruzione dei diversi paesi (come paragonare i credenti congolesi con gli atei statunitensi?) e anche le religioni sono estremamente diverse (è la stessa cosa credere nell’animismo rispetto al cristianesimo?).

Lo scrittore Sean Thomas ha ironizzato su “The Telegraph” sottolineando che in realtà «i credenti stanno vivendo in modo più intelligente: un vasto corpo di ricerca, accumulato negli ultimi decenni, mostra che la fede religiosa è fisicamente e psicologicamente benefica ad un livello notevole». Ha citato infatti i numerosi studi che rilevano nei credenti maggior salute mentale, una vita più lunga e di benessere psico-fisico, meno malattie, degenze ospedaliere e meno depressione, più alti livelli di felicità, più bassi tassi di suicidio e di consumo di stupefacenti, maggiori tassi educazione civica e generosità ecc. Ha quindi concluso ironicamente, facendo il verso a Odifreddi e agli odifreddini che pensano di strumentalizzare il recente studio sull’intelligenza degli atei: «Allora, chi è il partito più intelligente, ora? Sono gli atei che vivono brevi, egoiste, e rachitici vite, spesso senza figli, che si avvicinano prima alla morte senza speranza vivendo nella disperazione? O forse i credenti, che vivono più a lungo, più felici, una vita più sana e generosa, che hanno più figli e che vivono la vita con dignità in attesa di essere accolti da un Dio sorridente e benevolo? Ovviamente, sono i credenti ad essere più intelligenti. Chi pensa la diversamente è malato di mente».

Il commento più interessante è comunque risultato essere quello del non credente marxista Frank Furedi, sociologo presso l’University of Kent e membro della British Humanist Association, pubblicato sull'”Independent”. «Come sociologo la domanda che mi interessa è perché le persone si impegnino in un progetto che cerca di determinare la relazione tra intelligenza e fede religiosa. Non è che questi ricercatori sono disonesti, ma che come tutti gli altri soffrono di una tendenza a scoprire quello che già sospettano. L’uso polemico della scienza – chiamato scientismo- non ha niente a che fare con la vera scienza, che è la ricerca disinteressata della verità. Lo scientismo utilizza l’autorità della scienza per invalidare lo status morale di gruppi e individui e le loro pratiche a causa della loro inferiorità naturale. E’ lo stesso che si faceva con la craniologia nel 19° secolo. La svalutazione dell’intelligenza dei vostri avversari è quello che fanno i bambini quando si chiamano l’un l’altro stupido. Da ateo mi prendo una eccezione alla pretesa che le mie opinioni sono il prodotto della mia intelligenza, l’esperienza di vita dimostra che le fila degli atei hanno la loro giusta quota di idioti».

Se qualcuno dovesse malauguratamente pensare il contrario, ci teniamo a precisare che l’ultima frase non sembra riferirsi a Piergiorgio Odifreddi e agli odifreddini.

La redazione

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57 commenti a Quel genio mancato di Odifreddi

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  1. Matteo ha detto

    Beh, ricordiamo che questo studio, oltre ad aver analizzato per lo più protestanti e ignorando qualsiasi studio non sia stato tradotto in inglese, fa la media utilizzando studi che, per esempio, dichiara che guardando il Pensatore di Rodin si diventa più intelligenti e meno religiosi, perché è la figura di un uomo che pensa (evitando di dire che rappresenta Dante davanti alla porta dell’Inferno, però).
    Finché si fa la media con questo tipo di studi, un po’ ce lo si aspetta.
    Tra l’altro non ci sono studi su società in cui gli atei sono la maggioranza (eh), ma lo stesso autore dello studio ipotizza che forse le persone intelligenti diventano atee per “distinguersi dalla massa”.
    In pratica è pornografia per atei.

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  2. Emanuele ha detto

    Ormai mi pare che Odifreddi si sia rinchiuso nel castello delle sue ossessioni… dal suo blog, riporto la descrizione di Pascal

    ma mi sembra inutile infierire sul povero pascal, che era il classico esempio di “idiot savant”: un genio della matematica, che non vedeva però al di là del proprio naso nel resto della vita, e che è finito miseramente, vittima delle proprie fobie mentali. detto altrimenti, un talento sprecato.

    …Invidia? Impotenza?… mah…

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  3. Paolo Viti ha detto

    Certamente le povere e ignoranti Madre Teresa di Calcutta o santa Bernadette Soubirous erano meno capaci di “ragionare, pianificare, risolvere problemi, pensare astrattamente, comprendere idee complesse e imparare velocemente” rispetto a Vladimir Lenin, laureato in giurisprudenza a pieni voti.

    Cosa importa chi è intelligente e chi non lo è agli occhi di Dio?

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  4. pastor nubium ha detto

    Le persone veramente intelligenti non sprecano tempo prezioso della loro vita a sviolinarsi in leziose vanesie quanto mai inutili dissertazioni del piffero, hanno di meglio da fare

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  5. Klaus ha detto

    In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli …» (Mt,11,25)

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    • andrea g ha detto in risposta a Klaus

      Citazione perfetta.
      Dove non c’è umiltà, non c’è verità, ma la corsa verso
      l’abisso del delirio narcisistico.
      Odifreddi è davvero un segno terribile di ciò che
      succede all’uomo che ignora DIO.

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  6. filippo ha detto

    l’intelligenza di chi scrive questa roba mi sembra evidente dagli argomenti che usa : solo l’insulto.
    finita la pacchia del far west della rete si dovranno sistemare a livello legale anche i siti spazzatura come il vostro.

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    • Paolo Viti ha detto in risposta a filippo

      Insulti? Insulti a chi? Gli unici insulti io li leggo unicamente nel tuo commento. Interessante poi la seconda frase che incita alla censura e all’incriminazione di chi la pensa diversamente.

      Insulti e censura, ecco perché il tuo commento è una buona sintesi della famigerata tolleranza laica 😉

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      • domenicotis ha detto in risposta a Paolo Viti

        “… si dovranno sistemare a livello legale anche i siti spazzatura come il vostro…”

        Lo dicevano anche i nazisti e i comunisti genocidi, quando parlavano di “sistemare” i popoli occupati. Ovviamente usando la legge. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, eh?

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    • Mandi ha detto in risposta a filippo

      Dura da accettare la satira per i laicisti bacchettoni, eh? Effettivamente sotto l’ateismo di stato di Stalin (o di Tito, o di Mao, o di Hoxa) questo articolo sarebbe stato causa di arresto e fucilazione dei credenti che lo hanno scritto…nostalgico di quei bei tempi, vero?

      1+
    • Giacomot ha detto in risposta a filippo

      A me sembra che il tuo Odifreddi con i suoi discorsi si faccia fama da solo . E sai bene di che fama parlo ! Prova a vedere i commenti dell’articolo sotto lo stesso blog . Tutti dicono le cose che diciamo quà ovvero che le sue sono solo sporchi luoghi comuni . Senti visto che ai poLLiticamente corretti laici come voi non piace la realtà (che nell’articolo puoi ben vedere qual’è) e grazie a questa realtà la pensa in modo diverso forse è meglio se scappate da questo mondo con i vostri amati alieni.

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    • Daphnos ha detto in risposta a filippo

      Ho messo un bel pollicione di gradimento al tuo commento perché, specchio della superiorità atea, è davvero troppo intelligente e tollerante per noi poveri creduli, ignorantoni e fanatici. Chapeau!

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      • manuzzo ha detto in risposta a Daphnos

        quoto, dobbiamo inginocchiarci alla superiorità dell’ateo! e magari metterci in fila per 2 col resto di 4 per il prossimo gulag, ma prima lo spollicio anch’io, per riconoscenza verso questo qui che ci ha “illuminatei”

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    • andrea g ha detto in risposta a filippo

      A cosa è dovuta la tua rabbia?

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    • Emanuele ha detto in risposta a filippo

      …ma almeno hai letto il post di Odifreddi?

      Etichetta i ragazzi di CL come minus habens ed il movimento come un gruppo di affaristi intrallazzoni. Per non parlare in altre occasione delle offese rivolte al Papa, ai Cardinali ed al clero, delle varie blasfemie, delle velate minacce, etc… E tu invochi la censura su di noi…. Ma, LOOOOOOOOOL

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    • Giacomot ha detto in risposta a filippo

      Ma quanti scagnozzi ha liberato Odifreddi per venire a metterti 8 pollici in su ?

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  7. Positrone76-2 ha detto

    E’ una questione di serietà e mi sembra che in questo studio ci sia ben poco di serio e ancor meno di scientifico anche se avesse confermato una maggiore intelligenza dei credenti, che poi peraltro anche gli atei sono credenti e bene si fa a sottolineare la parola teisti invece che credenti…

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  8. edoardo ha detto

    Mah…io non so…gli atei sono più intelligenti e belli, i cristiani sono brutti, storti e sfigati.
    Mi basta solo vedere quello che hanno nel cervello i sessantottini con le loro fesserie, tra droga libera, aborto come normalissimo strumento anticoncezionale, il loro stile di vita balordo e inconsistente nonostante l’esplosione dell’aids, ed il loro odio nei confronti della religione cristiana, in particolare riguardo quella cattolica.
    Sono dei signorini vanitosi che, davanti al disgregarsi della loro vita per causa di loro stessi e delle boiate che hanno nel cervello, si mettono davanti allo specchio e narcisisticamente si autoconvincono che sono più intelligenti della media, gli altri sono pecoroni mentre loro sono liberi, e se le cose gli vanno storte, anziché riconoscere che la vita esige il suo prezzo per gli errori commessi, si autoconvincono che loro sono sempre nel giusto, e tutto il mondo è sbagliato.
    E Odifreddi è uno dei loro maitres a penser.

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  9. Giacomot ha detto

    Ahhaha bella la frase :”È pornografia per atei” .
    Comunque se veramente i credenti fossero stati stupidi il progresso scientifico non sarebbe stato quello presente ora e soprattutto quello culturale . Di sicuro non voglio dire che gli atei siano degli inutili esseri viventi , anche loro servono ovviamente quanto i credenti . Se tutti gli uomini la pensassero tutti nello stesso modo Dio non avrebbe sprecato tempo a crearci liberi , mettendoci direttamente in una gabbietta per criceti .

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  10. Maria Domenica ha detto

    Ahahahahah Peccato che a sconfessare questo “utilissimo” studio, cui tanto tiene Odifreddi, vi sono interi libri di ogni campo dello scibile umano in cui vi sono illustrate teorie e contributi di credenti, dai politeisti dell’antichità ai credenti di oggi!
    Non lo si dica, però, a Odifreddi, potrebbe avere una crisi di rigetto del sapere! 🙂

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    • Emanuele ha detto in risposta a Maria Domenica

      …no, se lo dici sul suo blog semplicemente ti banna… Già provato…

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      • Maria Domenica ha detto in risposta a Emanuele

        E certo…se non ti avesse bannato o avrebbe dovuto ammettere che ha “perso”il suo tempo studiando persone che ritiene meno intelligenti di lui oppure semplicemente avrebbe dovuto ammettere di aver studiato ben poco: se per principio ha saltato tutti i credenti sai quanto sarà rimasto per libro? 🙂

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        • Emanuele ha detto in risposta a Maria Domenica

          …in realtà è più subdolo, il suo copione è questo

          Capito che sei un credente, ti stuzzica un po’ rispondendo alle tue osservazioni. Poi ti propone un tranello logico su qualche dogma o sulla vita di Cristo. Ad esempio, a me una volta chiese dove erano i corpi risorti di Gesù e della Madonna…

          Se rispondi senza cadere nel tranello, si infuria e ti banna (per la cronaca, io risposi che se non siamo in grado di individure il 90% della materia “fisica” dell’universo, figuriamoci se io o lui potevamo trovare quella “mistica”! Aggiunsi poi che poteva recarsi in qualunque tabernacolo, certamente avrebbe trovato almeno Cristo).

          La motivazione della bannazione poi è sempre la stessa: hai preso troppo spazio sul blog… Ma quale blogger si lamentrebbe di avere troppi commenti ai suoi post? Chi bannerebbe un utente che ti anima decine di commenti e risposte di altri utenti?

          Comunque vi invito a provare… È costruttivo…

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          • Max ha detto in risposta a Emanuele

            In base a quello che dici tu, Emanuele, sembra che il nostro buon matematico “rifiuti” l’idea che possano esistere credenti intelligenti. Per cui li vorrebbe “cancellare” non solo dal suo blog, ma dal resto dell’Universo..

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            • Emanuele ha detto in risposta a Max

              esatto, se no tutte le sue teorie sul cristianesimo crollano come un castello di carte…

              Peralto, il livello medio dei suoi fedelissimi è tutto un programma…

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          • manuzzo ha detto in risposta a Emanuele

            mi sa che ormai sull’UAAR mi hanno bloccato proprio l’ip. Anche quando faccio commenti puliti in cui mi sforzo di non urtare i sensibili e fragili atei, il mio commento viene censurato. Inutile riprovarci, devo commentare da un altro ip e vedere che succede

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            • Giacomot ha detto in risposta a manuzzo

              Non andare in quel covo di anticlericali con la bava alla bocca , fa male alla salute !

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            • Emanuele ha detto in risposta a manuzzo

              …Odifreddi lo ha fatto con me… Lascio freddare ancora un po’ le acque e poi provo da un altro IP…

              Ovviamente, nessun messaggio e-mail per indicare i motivi esatti delle varie bannazioni e blocco IP… Alla faccia della netiquette e della superiorità morale degli atei millantata da Veronesi…

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                • Emanuele ha detto in risposta a Panthom

                  Ti piace vincere facile? 🙂

                  Scherzi a parte, mi ricordo gli articoli e l’intervento di O. su questo blog… Patetico…

                  Mi piace di più stuzzicarlo seguendo i sui ragionamenti… Un paio di volte l’ho portato in palese contraddizione con se stesso e li ha perso veramente le staffe…

                  Comunque, più che lui mi preoccupano i seguaci… Lui almeno ha l’intelligenza di non commettere le assurdità che propone, sugli altri ho seri dubbi…

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              • a-ateo ha detto in risposta a Emanuele

                succede anche a me di essere bannato tramite un blocco di IP.
                E’ una loro pratica corrente, forse necessaria per via dell’estrema fragilità del pensiero “ateo”. Ogni tanto fanno filtrare un portatore di diversa opinione, magari il più debole, allo scopo di aggredirlo con decine di post contrari, spesso indecenti dal punto di vista della netiquette, rigorosamente, però, imposta agli “altri”.

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                • andrea g ha detto in risposta a a-ateo

                  “…per via dell’estrema fragilità del pensiero “ateo”.

                  Certo: essendo basato sulla fede nel nulla creatore, il
                  pensiero ateistico è esso stesso ‘nulla’, dunque perennemente
                  disperato alla ricerca i sostegni logici che non esistono.
                  Uno strazio.

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  11. domenico ha detto

    E quindi? lo sapete che i criminali nazisti processati a Norimberga avevano un QI molto sopra la media?

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  12. domenico ha detto

    su questo argomento vi consiglio questo divertente articolo da un blog ateo che smonta queste pseudo ricerche (è divertente ma dice il vero):

    http://freethoughtblogs.com/almostdiamonds/2013/08/13/or-male-atheists-have-small-penises-2/

    Che ne penserà Odifreddi?

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    • Daphnos ha detto in risposta a domenico

      È un vero peccato che quel grafico non solo mostri una correlazione farlocca, ma si basi anche su dati farlocchi. Ne sarebbe venuto fuori che gli italiani hanno il QI più elevato di tutto l’Occidente!!!

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  13. Daphnos ha detto

    Un applauso all’onestà e alla lucidità di Furedi. Mi piacerebbe parlare anche dell'”argomento della ricchezza”: secondo alcuni individui geniali i paesi più secolarizzati sono anche i più ricchi e sviluppati per merito degli elevati tassi di ateismo. Con la superiorità intellettiva di cui dispongono, è possibile che non si siano accorti che è la ricchezza a provocare (tendenzialmente) un allontanamento dalla pratica religiosa, e non viceversa? Chissà, forse non sono poi così intelligenti, questi individui… 🙁

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  14. Eli Vance ha detto

    C’è una cosa anche abbastanza ironica: l’autore stesso a ragione sostiene che lo studio non dimostra che chi non crede in Dio è intelligente o l’opposto e che questo è un messaggio sbagliato, invece a prenderlo come corretto sono stati proprio certi atei che secondo lo studio sarebbero gli “intelligenti”.
    Lucida e molto condivisibile invece il commento del sociologo Furedi.

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  15. nicola ha detto

    Probabilmente Odifreddi fa riferimento ad un certo tipo di ‘credente’.
    Odifreddi, da persona molto intelligente ed estremamente lucida, non penso si illude di poter dare una risposta alla domanda sull’esistenza di un Dio.
    Ce l’ha con i creduloni più che con i credenti. Questo suo insistere sulla questione più che una provocazione è una atto di fede. Di fede in Dio non banale. Ce l’ha con i banalizzatori dell’esistenza di Dio.

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    • edoardo ha detto in risposta a nicola

      Ti sbagli. E’ uno che oltre a prendere per il cu** i suoi “nemici” cioè i cattolici, non sa fare altro.
      Parolaio infinito, che si arrampica sugli specchi pur di negare perfino un’evidenza conclamata.
      Dawkins ha dato le disposizioni: offendete i credenti, umiliateli e fate il possibile per mortificarli, ed il pecorone applica le direttive.
      Così chretien ha la stessa etimologia di cretino e così via.
      Quella di libero pensatore laicista è solo l’etichetta che si appiccica addosso, di fatto è solo un parolaio della nomenklatura sessantottara strapagato.
      Emblema del degrado culturale in cui versa questa nazione, lui con tutto il corteo degli epigoni del dandy-sinistrismo che di operaio non ha nemmeno l’ombra.

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  16. Annalisa ha detto

    Pover uomo, deve avere avuto un’infanzia infelice. Chissà, qualche babau gli avrà turbato le notti: non vedo spiegazioni se non psicoanalitiche alla sua ossessione. Irrispettosa ed ottusa, indegna di un matematico impertinente, come vanagloriosamente ama definirsi, in un delirio di egotismo raro a vedersi, perfino nella gente più fragile… Compatiamolo.

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  17. domenico ha detto

    perfino P.Z Meyer ha criticato questo studio!
    Definisce (giustamente) gli studi analizzati dagli autori come ‘garbage’.

    http://freethoughtblogs.com/pharyngula/2013/08/13/yall-can-stop-patting-yourselves-on-the-back-now/

    Odifreddi deve essere l’unico a credere a questo ‘garbage’.

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  18. alessandro pendesini ha detto

    Quando si parla d’intelligenza umana dobbiamo essere molto prudenti poiché non è unica, ma costituita da intelligenze multiple (secondo Howar Gardner ne esistono sette o nove tipi). Anziché d’intelligenza/e preferirei parlare di personalità laquale implica tutti i parametri che caratterizzano l’individuo.
    L’intelligenza non è la sola rsponsabile della cognizione o razionalità umana ! Direi che senza una cultura specifica sufficiente (insisto su “specifica sufficiente” !), una persona dotata di un indice QI e QE (quoziente emozionale) elevato potrebbe non essere in grado di capire l’assurdità delle sue credenze irrazionali !
    N.B. :I test dell’intelligenza (QI) predicono certe disposizioni in certe branche, ma hanno scarso valore predittivo per quanto riguarda la vita professionale e non solo. Inoltre, misura solo capacità logiche o logico-linguistiche, -siamo quasi “condizionati” per limitare il concetto di intelligenza per quelle competenze attuate nel risolvere solo i problemi di questo ordine. Il relativo “successo” nella vita dipende molto più del quoziente emotivo (QE) a largo spettro, che del QI. Misurare l’intelligenza da test di intelligenza attraversa quello che possiamo considerare come limiti legittimi della cognizione. Una ragione è che questi test non operano entro i confini di un vero e proprio spazio di attività umane. Mentre i test di intelligenza si riferiscono solo al singolo individuo, il concetto di intelligenza deve prendere in considerazione sia gli individui che le società.
    Se la valutazione non è collocata nel contesto di ambienti autentici e campi sociali, possiamo dubitare a che possa spiegare il funzionamento intellettivo in modo adeguato.

    P.S. : Senza un’istruzione o cultura adeguata e razionale, più siamo intelligenti, e più corriamo il rischio di sbagliarci intelligentemente…E qui gli esempi abbondano.

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  19. Sacha Alessandro ha detto

    Più o meno ciò che disse Eistein: Io non sono positivista. Il positivismo stabilisce che ciò che non può essere osservato non esiste. Questa concezione però è scientificamente indifendibile, perchè è impossibile fare affermazioni valide su ciò la gente “può” o “non può” osservare. L’esperienza più bella di fronte a cui possiamo trovarci è il mistero. Chiunque non lo conosca, chiunque non voglia più stupirsi nè meravigliarsi, è come se fosse morto. Sapere che esiste qualcosa che non possiamo penetrare con le nostre percezioni più profonde di ragione, sono proprio tale consapevolezza e tale emozione a rappresentare la ver religiosità.Nelle leggi della natura si rivela una ragione così superiore che tutta la razionalità del pensiero e degli ordinamenti umani è, al confronto, un riflesso assolutamente insignificante.

    (Tratto dal libro di Antonio Socci, la guerra contro Gesù)

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