Il matrimonio protegge le donne dalla violenza domestica

FemminicidioQuella delle Isole Baleari è la comunità con il maggior numero di denunce di violenza contro le donne: tenendo ben presente questo, l’Istituto di Politica Familiare delle Isole Baleari (IPFB) chiede al governo di “curarsi di proteggere la famiglia ed il matrimonio in qualità di agenti protettivi”.

È emerso, infatti, che il 67% circa delle denunce si riscontri tra persone che hanno intrattenuto una relazione (presente o passata) al di fuori del matrimonio.

L’istituto fa inoltre notare come il matrimonio tende a ridurre non solo le aggressioni da parte dei partner, ma in generale la possibilità di essere vittime di delitti violenti: “le single e le divorziate – afferma il leader Agustin Buadescadono vittima di delitti violenti con una probabilità quattro o cinque volte superiore rispetto alle donne sposate”. Buades auspica, quindi, che “le donne giovani siano consapevoli del fatto che, sebbene il matrimonio non costituisca una buona strategia per cambiare un uomo violento, molti studi (questo, ad esempio) dimostrano che il fatto di non essere sposate, e specialmente di vivere con un uomo al di fuori del matrimonio, è associato ad un elevato rischio di abuso.

Segnaliamo infine il nostro dossier sull’argomento. 

Michele Silvi

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125 commenti a Il matrimonio protegge le donne dalla violenza domestica

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  1. controinformato ha detto

    la violenza sulle donne (domestica e non) esiste e va combattuta, tuttavia la parola “femminicidio” puzza di retorica femmin(az)ista

  2. manuzzo ha detto

    La soluzione è semplice: diventiamo tutti gay!!!!

    • Titti ha detto in risposta a manuzzo

      Ok, lo sò che mi farò del male, ma mi spieghi che c’azzecca?

      • Emanuele ha detto in risposta a Titti

        …beh, in parte hai ragione… ma non si può negare che si sta facendo di tutto per smantellare la famiglia. Il matrimonio omosessuale, indubbiamente, va in questa direzione…

  3. geminitolk ha detto

    http://www.vitadidonna.it/news/salute/5102-sindrome-di-down-si-svela-con-test-del-sangue-della-madre-linee-guida-contrarie.html
    Indovina chi scrive questa porcheria? Un giornale femminista, sessantottino, pro-aborto…
    Salute della donna? Libertà di scelta?
    Siete nazisti punto e basta. Non me ne volete, non vorrei generalizzare, però è singolare (da quando è stato introdotto l’aborto, il divorzio e nella società c’e stata più libertà di costume) sono aumentati le violenze sulle donne… Il male che attira altro male?

    • controinformato ha detto in risposta a geminitolk

      qualcuno direbbe “è karma”…

    • Titti ha detto in risposta a geminitolk

      E’ aumentata la cronaca, prima era reputata una cosa vergognosa e da tenere bene nasconsta, la violenza. Per la serie: si fà ma non si dice.

      • geminitolk ha detto in risposta a Titti

        No. Prima c’erano dei depravati e la colpa, nella maggioranza dei casi, era unicamente loro. Oggi invece le donne, purtroppo, sono convinte di poter girare come vogliono. È giusto in una certa misura che questo avviene per carità, odio il moralismo anch’io.
        Però è chiaro che se sei mezza nuda e se sei sbronza e se cammini di notte non ti aspettare di essere solamente salutata in certi postacci…
        Per cui, pur non geralizzando a tutti i casi, si può tranquillamente affermare la perdita di coscienza delle donne del loro essere donna.
        È chiaro che bisogna essere opportuni alle situazioni e saper gestire meglio “la libertà”!

        • Emanuele ha detto in risposta a geminitolk

          Quoto, ogni etate, purtroppo, nella mia citta vengono violentate (se non peggio) diverse ragazze straniere (Inglesi e Americane in primis)… purtroppo hanno in vizio di bere un po’ troppo e di infilarsi nel locale o festa sbagliata… tanto che esiste addirittura una guida (se mi ricordo, di qualche associazione di Anericani residenti in Italia) per le turiste straniere che “sconsiglia” abbigliamenti troppo succinti e comportamenti troppo provocanti…

          Penserete che vivo in qualche citta malfamata… no, a Firenze… Immaginate la situazione di Roma e Milano.

          Ovviamente, se queste cose le dico sul blog del Fatto o Repubblica divento subito un (mente)cattolico bigotto, sessuofobo, maschilista e pronto a bruciare sul rogo le donne che osano vestirsi come gli pare…

          Ma tu, Titti, che ne pensi?

          • LawFirstpope ha detto in risposta a Emanuele

            Devo proprio dar ragione a tutti e due: purtroppo è un argomento dove appena cerchi di essere un attimino intellettualmente onesto vieni tacciato di maschilismo.
            Quoto mio padre: “Rubare è sicuramente sbagliato e nessuno dovrebbe farlo. Ma per questo puoi permetterti di lasciare la porta di casa spalancata quando esci?”

          • Sophie ha detto in risposta a Emanuele

            Aspetta io qui però non sono d’accordo. Non sono una che veste succinta o è provocante ma se anche fosse nessuno autorizza chicchesia a violentarmi. E’ vero che vestendomi in un certo modo la gente si fa una pessima idea ma da qui ad uno stupro ce ne passa.

            • LawFirstpope ha detto in risposta a Sophie

              Certo che nessuno autorizza, ma se capita il poco di buono che non si fa tanti scrupoli una ragazza vestita in un certo modo scatena più facilmente i suoi istinti più bassi.

              • Titti ha detto in risposta a LawFirstpope

                Veramente sono completamente d’accordo con Sophie: si comincia col dire di allungare la gonne e si finisce per proibire ad una donna di uscire sola di casa.

                • LawFirstpope ha detto in risposta a Titti

                  Ah, guarda, non credo: io almeno non sono il tipo;
                  dico solo occhio a girare in certi postacci con la minigonna!
                  E non per me (che non sto certo lì a farti il predicozzo 😉 )…

          • Titti ha detto in risposta a Emanuele

            Ti rispondo con una cosa che mi è successa 4 giorni fà. In casa mia, mi sono addormentata sul divano, ovviamente la porta era chiusa, ma non a chiave. Premetto che c’era in casa anche mio marito ma che dormiva in camera da letto essendosi addormentato, per via della sveglia alle 5, prestissimo. La mattina al suono della sveglia ci accorgiamo che qualcuno era entrato in casa e aveva portato via i pantaloni con dentro il portafoglio di mio marito, portafoglio abbandonato nel cortiletto privato senza i soldi. Domanda: la colpa è mia, che mi sono dimenticata di chiudere a chiave la porta della mia casa nel mio cortile, o del ladro che ne ha approfittato?

            • gladio ha detto in risposta a Titti

              Indubbiamente la colpa è del ladro, ognuno ha il diritto di starsene in casa sua anche con la porta aperta.Chiudere a chiave la porta non è un obbligo ma una necessità dettata dalla prudenza.
              Stessa cosa vale anche per l’ abbigliamento; ognuno di noi, uomo, o donna che sia ha il sacrosanto diritto di uscire vestito come gli pare, (nei limiti, ovviamente, del buongusto e del rispetto).
              Pertanto anche un abbigliamento femminile “adeguato”non è da considerarsi una bigotta imposizione maschilista ma una normale regola di prudenza a tutela della propria incolunità.
              Purtroppo in giro ci sono i ladri e, nel mio interesse devo chiudere la porta a chiave.
              Purtroppo, oltra ai ladri, in giro ci sono anche i maiali e, sempre nel mio interesse, è meglio uscire “prudentemente” abbigliata, tutto qui…
              Purtroppo ( quante volte mi tocca ripeterlo!)però dobbiamo prendere atto di una cosa: ai tempi in cui l’ Italia ,prima della cosidetta “Rivoluzione sessuale”,era ancora un Paese “bigotto” e “arretrato”e con un P.I.L.che cresceva dell’8% annuo (quest’ ultima cosa non c’ entra nienta ma la dico lo stesso…)la donna era molto ma molto più libera, in casa e fuori.
              Quindi,man mano che la donna si “liberava” (ma anche l’ uomo sotto altri aspetti) tanto più si schiavizzava ( come anche l’ uomo , sempre sotto altri aspetti).
              Il perchè di questo paradosso non te lo so spiegare, non sono un sociologo… ma forse, più che un sociologo ci vorrebbe un matematico, uno che sappia fare 2+2, non credi?

              • LawFirstpope ha detto in risposta a gladio

                Ti ringrazio: hai espresso il mio pensiero molto meglio di quanto avrei saputo fare.

              • Titti ha detto in risposta a gladio

                Il pil, probabilmente cresceva perchè con un Paese completamente distrutto bisognava ricostruire dalle fondamenta. Non capisco come intendi che la donna fosse più libera quando esisteva l’attenuante ai “delitti d’onore” (per inciso, accadde pure che qualche donna sparò a chi l’aveva “sedotta e abbandonata”) e la legge stabiliva nell’uomo il “capofamiglia”. Non è l’emancipazione femminile che non và bene, (perchè bisognerebbe obbligare un essere umano in base al proprio sesso ad avere limitazioni sulle proprie aspirazioni?) ma una tv commerciale immonda in cui il successo, è legato indissolubilmente alla conquista di donne bellissime, di quella bellezza aggressiva perchè “caricata” all’estremo. Non capisco perchè dici che l’uomo si schiavizzava, in che senso? In una condizione ideale nessuno dovrebbe essere lo schiavo di nessun altro. Comunque la discussione sull’abbgliamento mi sembra off topic.

                • LawFirstpope ha detto in risposta a Titti

                  In un mondo come quello di oggi (in cui il sesso è così propagandato, ‘liberato’ da vincoli, visto come facile da ottenere) l’uomo rischia di essere sempre più schiavo delle proprie pulsioni.

            • Emanuele ha detto in risposta a Titti

              Cara Titti,

              gladio ha citato la parola giusta: prudenza. Una volta era pure una virtù che veniva così definita: “la prudenza ci insegna a prevedere e ben giudicare le cose da farsi e da non farsi”

              Non fraintendere il mio ragionamento: non esistono scusanti o attenuanti alla violenza, soprattutto se rivolta contro i più deboli (tra i quali, senza offenderti, metto le donne). E neppure le donne, in qualunque modo vestite o atteggiate, possono essere ritenute minimamente corresponsabili…

              Purtroppo però il mondo è pieno di balordi, i quali pensano che se una va in giro in minigonna e top sicuramente vuole essere scopata (scusate il termine) proprio da loro… se questo non accade diventano arroganti e violenti.

              Suggerire ad una ragazza, soprattutto se esce da sola, di vestirsi ed atteggiarsi in un certo modo non è maschilista, ma appunto prudente. Non è infatti possibile (né sarebbe giusto) che per un giusto diritto alla libertà individuale, le donne debbano diventare eroine a tutti i costi, fidando depravati e violenti…

              Io contesto solo chi dice ad una donna: “…ma stai scherzando? Tu devi andare vestita come ti pare, anche nuda se vuoi, e se qualcuno ti dice qualcosa, tu lo mandi a fan c…” Ecco, lo sai un delinquente come si spaventa del vaffa della signorina?

              Così, con questi bei consigli di intellettualoidi e femministe, sai quante ragazzine sono finite nei guai? …loro sì sono corresponsabili di queste violenze…

              E mi permetto di dire un’ultima cosa… E’ proprio necessario girare in mutande per sentirsi donna? Possibile che se la pubblicità mostra donne seminude in ogni occasione, allora le donne reali debbano imitare questi modelli? Si può essere femminili anche con qualche centimetro quadro di tessuto in più… perché, non nascondiamoci dietro un dito, una donna che si mette una minigonna e tacchi a spillo, non lo fa certo perché è comodo, lo fa perché vuol stimolare certi desideri… purtroppo però, gli uomoni non sono televisori che si spengono a comando ed alcuni, una volta accesi, non si spengono più…

              Voglio dire che mandare a destra e manca richiami sessuali espliciti, non solo attirerà l’uomo dei desideri, ma anche qualche orco… forse appunto un po’ più di prudenza non guasterebbe.

              • Titti ha detto in risposta a Emanuele

                Premetto che io sono per il buongusto, indipendentemente da tutto e tutti, bisogna vedere se gli stupri sono legati strettamente all’abbigliamento o alla mentalità residua che si ha ancora della donna, come “preda”, perchè gli stupri accadono anche dove le donne indossano il burqua, infatti si beccano anche frustane in pubblico se fanno rumore con le scarpe mentre camminano (e si parla di ciabatte logore, non certamente di scarpe con zeppa e tacco a stiletto) perchè potrebbero “irretire” gli uomini, in realtà uno sminuire dell’uomo così bestiale da perdere ogni forma di autocontrollo, quando in India ci furono stupri su studentesse giovanissime, si voleva farle indossare una specie di bourqua per “difenderle”, perchè costa meno un mezzo di stoffa che il cambiare mentalità della gente, questo è poco ma sicuro!

                • geminitolk ha detto in risposta a Titti

                  L’India non è l’Italia, non è l’Occidente.
                  Oggi molte qualità femminili, non vorrei essere frainteso, vengono percepite anche come “rivalsa” della donna all’uomo, come sfida all’uomo.
                  Che voglio dire?
                  Sai che in ambienti di lavoro, in cui la parità sessuale è ormai accettata, (alcune volte) capita che certi uomini (con famiglia) non vogliono condividere con le donne il turno?
                  Un mio cugino impiegato, si è trovato una collega separata che gli ha causato parecchi problemi. Questa signora da quando si era lasciata con il marito cercava la “consolazione”. Mio cugino si trovava in difficoltà ogniqualvolta era con lei. Si vestiva in modo provocante. Il caso vuole che prima della separazione mio cugino aveva un assicurazione a nome della signora, in amicizia le aveva fatto questo favore… Ebbene l’ex marito s’era già fatto dei film in testa! Ci sono volute molte spiegazioni per far comprendere la realtà dei fatti!
                  Per cui una donna non sposata utilizza tutti gli escamotage per farsi valere. Magari può essere una brava persona, non lo metto in dubbio. Però deve irretire l’uomo. Magari trova un mascalzone che si butta addosso, e lei magari non voleva arrivare fino a quel punto, ma ormai è dentro.
                  Io dico: scusa ma non sapevi chi era?
                  Quasi quasi se la cercano purtroppo ribadisco.

                • Emanuele ha detto in risposta a Titti

                  Certamente il burqua non evita gli stupri… Ma la mentalità non si cambia in un giorno, quante donne siete disposte a sacrificare?

                  Inoltre, mi pare che stupri e violenze ci siano anche nei paesi nordici, molto progrediti e libertari, non solo nei paesi cattolici ed islamici…

                  Infine, non capisco come andare in giro semi-nude possa contribuire a cambiare la mentalità delle persone… Soprattutto degli uomini che pensano che le donne sono tutte putt… E non pensare che esista un effetto “abitudine”… Infatti le porno dipendenze sono in aumento, nonostante le immagini di donne nude siano sempre più diffuse.

                  Casomai, perché non si lamenta anche con con le donne che per due soldi sono disposte a vendere il loro corpo in tv e riviste? È prprio necessario mettersi nude per pubblicizzare un auto o un profumo? È necessario mimare un orgasmo per indossare della biancheria? È proprio necessario che le conduttrici e soubrette, tutte le volte che si siedono, lottino con gonne sempre più corte e telecamere sempre più basse?… Un po’ più di pudore, non crede gioverebbe al cambio di mentalità

                  Perchè se molti considerano le donne degli oggetti, dall’altra parte ci sono donne che fanno di tutto per esserlo…

                • Sophie ha detto in risposta a Titti

                  Sono d’accordo. Allora qualche punto in comune ce l’abbiamo! 😀

  4. Uomo qualunque ha detto

    Cosa si vorrebbe significare? Che il sacramento del matrimonio tutela le donne? A me risulta, piuttosto, che donne “prigioniere” del matrimonio sacramentale, quando subiscono violenza la subiscono due volte e più a lungo…

    • LawFirstpope ha detto in risposta a Uomo qualunque

      No, intende dire che chi si sposa consapevole di quello che sta facendo, tende ad amare in modo vero e capire che l’altra persona è un dono e che pertanto non c’è alcun bisogno di maltrattarla.
      Chi convive tendenzialmente vuole un rapporto più facilmente interrompibile (più mordi e fuggi) quindi più carnale, possessivo: in questo contesto purtroppo spesso il godimento personale la fa da padrone sul rispetto dell’altra e si tende a vedere quest’ultima come mero oggetto del desiderio (da ‘rompere’ quando non ci si sente più abbastanza padroni di esso).
      Questo vale tendenzialmente, ci sono eccezioni da ambo le parti come sempre…

    • Emanuele ha detto in risposta a Uomo qualunque

      A me risulta, piuttosto, che donne “prigioniere” del matrimonio sacramentale, quando subiscono violenza la subiscono due volte e più a lungo

      …a te risulta in base a quali dati?

      • Uomo qualunque ha detto in risposta a Emanuele

        Collaboro con un consultorio familiare laico che si avvale anche della professionalità di due suore laureate in psicologia e ti assicuro che nella nostra realtà le violenze domestiche perpetrate, spesso nel silenzio delle donne, anche in ambito di matrimoni religiosi, sono diffuse più di quello che si può immaginare a… tavolino. Sarà sfortuna, saranno matrimoni forzati o che altro non so…

        • Laura ha detto in risposta a Uomo qualunque

          Benissimo la tua esperienza ma sai benissimo che gli studi non si basano su di essa. Questi dicono proprio l’opposto, come ad esempio lo studio qui sopra nell’articolo…facciamo i conti con esso e non con le singole esperienze.

          Se vuoi sapere la mia esperienza io sento continuamente donne massacrate dagli ex mariti, dagli ex fidanzati, dagli ex conviventi e poche volte dai mariti. Siamo 1-1 come esperienze ora, per questo è utile rivolgersi agli studi.

          • Titti ha detto in risposta a Laura

            Laura, così sembra che ci siano uomini dottor Jakill e Mr. Hyde. Mariti amorevoli che diventanto mostri assassini quando vengono lasciati? Non ti sfiora l’idea che sono cagione della separazione perchè violenti?

            • Emanuele ha detto in risposta a Titti

              tutti violenti? Se vogliamo parlare di fatti personali un mio amico e stato lasciato dalla moglie dopo un anno… Avevano convissuto per due anni prima del matrimonio… Lei ha voluto tutto, casa, mobili, pure la tv che era un regalo di nozze dei soli amici dello sposo… Motivo? Incompatibilità di carattere, secondo lei… Nella realtà aveva un altro già da prima di sposarsi…

              O cosa dire del fratello di un mio collega che ha trovato la furura moglie a letto con l’amante una settimana prima delle nozze?

              Dovrei concludere che le donne sono tutte str…? No, quando ci si separa spesso la colpa è di entrambi…

            • LawFirstpope ha detto in risposta a Titti

              Titti, così sembra che ci siano uomini Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Fidanzati amorevoli che diventano mostri assassini quando vengono sposati.

            • Emanuele ha detto in risposta a Titti

              come ti è stato risposto sotto… Anche tutti i fidanzati o compagni a vario titolo sembrano tutti angioletti, pronti a diventare mostri non appena usciti di chiesa (o comune)…

            • Laura ha detto in risposta a Titti

              Titti, noto che continui con la tua ridicola battaglia contro gli uomini. Davvero non ti hanno insegnato nient’altro le tue guru femministe sessantottine?

          • Uomo qualunque ha detto in risposta a Laura

            Non sto facendo una gara, ho solo detto quel che ho vissuto negli ultimi mesi. E gli “studi” spesso sono manipolati…

            • Emanuele ha detto in risposta a Uomo qualunque

              …certamente hai ragione, ma dovresti fare una media pesata. Infatti (dico numeri a caso, solo per far capire il concetto), mettiamo che il 60% delle violenze avvenga all’interno di coppie sposate ed il resto fuori. Mettiamo poi che il 70% delle donne siano sposate.

              Ha prima vista, sembrerebbe che le sia più facile subire violenza all’interno di un matrimonio, se però fai la media pesata ottieni che la probabilità di essere violentate per le donne non sposate è 1,56 volte maggiore di quella delle donne sposate.

              In altre parole, è solo più probabile che una donna violentata sia sposata solo perché le donne sposate sono di più… è quello che accade con gli incidenti stradali, le donne fanno statisticamente meno incidenti stradali ma parte di questo fatto è dovuto al fatto che le donne guidano mediamente meno.

      • Titti ha detto in risposta a Emanuele

        Vi parlerò dei fatti che riguardano la signora Maria Immacolata Rumi, impiegata presso una casa di cura per anziani a Reggio Calabria, moglie da trent’anni di Domenico Laface.

        La versione del marito: L’altra sera torno a casa e trovo Maria un po’ intronata, che si tiene una mano sulla pancia e un’altra sul muso perché le usciva sangue dal naso. Per aiutarla le faccio massaggi sulla pancia e qualche piccolo scotimento con le mani, ma vedendo che non si riprende la porto al pronto soccorso.

        La versione dei sanitari: Abbiamo visto Maria arrivare al pronto soccorso piegata in due e col volto tumefatto. Mentre noi la prendevamo in custodia, il marito le ha gridato: “Maria stai ferma, se no ti meno un pugno.” E’ morta 14 minuti dopo, per le lesioni interne causate dalle percosse.

        La versione dei carabinieri: Sull’auto con cui il marito l’ha portata al pronto soccorso sono stati trovati schizzi di sangue sul cruscotto in corrispondenza del sedile del passeggero che fanno ritenere probabile che abbia continuato a picchiarla anche durante il tragitto.

        La versione dei sei figli, che hanno accolto la notizia della morte della madre senza stupore e quasi con rassegnazione: Nostro padre l’ha picchiata per tutta la vita e sempre per futili motivi. Non voleva che lei lavorasse, era geloso. Le dava calci, pugni sul viso, sul corpo. In qualche occasione l’ha picchiata con un bastone che teneva nel portaombrelli.

        La versione del necrologio: Maria Immacolata è mancata improvvisamente. ‘Improvvisamente’ dopo trent’anni di botte accettate in silenzio da lei e da tutti i familiari?

        La versione del parroco durante i funerali, ai quali ha partecipato poca gente e neppure un rappresentante delle istituzioni: Maria Immacolata si è sacrificata, ha sopportato, si è liberata nel martirio.

        E no, signor parroco, questo non è un martirio. E’ un assassinio premeditato all’interno di un modello familiare patriarcale e omertoso. Perciò bisogna parlarne in tv. Per dire che nel ventunesimo secolo queste storie non sono più ammissibili.

        • Titti ha detto in risposta a Titti

          Questo è un’articolo di Massimo Gramellini, che non può non essere condiviso da qualsiasi essere che si dichiari “umano”.

          • Roberto Dara ha detto in risposta a Titti

            Concordo pienamente. La violenza sulle donne è purtroppo una realtà non nuova. Anche lo studio presentato dimostra chiaramente come le donne oggetto di violenza la subiscano prevalentemente perché vogliono uscire dall’oppressione di tanti matrimoni non basati sull’amore ma sul possesso, e che ne paghino le conseguenze, dopo, ma probabilmente, come Immacolata, anche prima, senza denunciarlo. Il titolo di questo post è giusto, ma manca un punto interrogativo alla fine.

            • geminitolk ha detto in risposta a Roberto Dara

              Tutto giusto Roberto. Però non vorrei che la tua indignazione fosse una strumentale battaglia contro la famiglia naturale.
              È chiaro gli imbecilli ci sono un pò ovunque, per cui non è cosa nota oggi.
              Il caso, sopra presentato da Titti, è molto distante dal modello occidentale odierno. Voglio dire, conoscendo la situazione del Sud, è un episodio molto fuori dalla storia. Sono cose che accadevano mezzo secolo fa in giro per il mondo. Sono episodi, per fortuna, molto limitati, anocronisti e singolari.
              Ci sono contesti degradati, malfamati, in cui non è il pregiudizio a farla da padrona ma proprio le difficoltà economiche. Invece, il problema che colpisce tutti (qua ci vorrebbe tanta dose di tua indignazione Roberto) è l’abbassamento del valore della persona umana attuato da quei gruppi dei diritti civili, che hanno reso le oscenità, il nudo LIBERTÀ!
              M’indigna di più leggere come Mr Facebook abbia chiesto a sua moglie quelle cose con il plauso del mondo e come sua moglie abbia accettato quel compromesso!
              Oggi per i soldi, per il successo, per il potere le donne sono disposte a tutto.. e non è vero che non potrebbero scegliere diversamente! Perché vogliono vivere in quella libertà monnezzaia propinata dai media come liberazione dalle ottusità della religione.
              Ragioniamo su questo.

              • Roberto Dara ha detto in risposta a geminitolk

                Piccola precisazione sul caso del matrimonio Zuckerberg: a quanto pare è la moglie ad aver chiesto la clausola del sesso settimanale garantito. Fine della precisazione.
                Riguardo al resto, io non credo che la situazione-Immacolata sia così unica. È rara, fortunatamente, ma purtroppo sono casi che esistono, e non solo al sud. I recenti casi di “femminicidio” (parola, chissà perché, tanto invisa ad alcuni cattolici) hanno dimostrato che in molte vicende questi gesti estremi sono generati, è vero, da divisioni di coppia, ma nelle quali l’uomo non accetta la condizione di abbandonato, che considera la donna sua proprietà e come tale non avente il diritto di avere o di cercare o di ottenere la sua libertà.
                La società contemporanea per molti aspetti ha perso dei valori, ma ne ha anche conseguiti altri, importanti. Uno di questi è l’uguaglianza, assoluta, in doveri e diritti, tra uomini e donne. Purtroppo alcuni uomini, a quanto pare, questo non riescono ad accettarlo.

                • geminitolk ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Tanto peggio Roberto. (devo vedere se la tua versione è corretta, verificherò) Perché appunto conferma quello che ho scritto: la donna può scegliere, e spesso sceglie il male, utilizzando il proprio corpo, per avere soldi, potere e altro. Comunque la storia di Zuckerberg e consorte t’indigna o no?
                  Non raccontiamoci storie… L’uguaglianza dei sessi è un’utopia, perché non si è realizzata, NON per vecchi tradizionalisti (che ti assicuro rispettano molto la loro donna) ma perché viviamo in una Società competitiva, il messaggio di fondo è: vuoi essere libera? Benissimo, va avanti e fatti valere, sfrutta tutte le carte che hai (pure il tuo corpo) tanto a noi non interessa… Questa è libertà? Questo è mandare al macello le persone, spogliarle della loro dignità… Tempo fa ebbi modo di discutere con un mio amico, radical-chic come te, che affermava la liberazione della prostituzione. Ebbene quando gli chiesi che pensava se la sua compagnia avesse voluto prostituirsi volontariamente?
                  Mi rispose, che se fosse volontariamente, per lui non ci sarebbero stati problemi, l’importante è che si fosse eventualmente protetta!
                  Dove sono i valori Roberto?!

                  • Roberto Dara ha detto in risposta a geminitolk

                    Se la prostituzione è il mestiere più antico del mondo un motivo ci sarà pure. Ha resistito a tutte le epoche e a tutti i moralismi, pagani, giudaici, cristiani, atei… Ci sono aspetti della vita che non possono essere regolati per legge, e qualsiasi tentativo di proibizionismo è destinato a fallire. La differenza tra oggi e il passato è semmai il fatto che ora ci sono anche prostituti maschi, e che, proprio perché è un mestiere considerato come un altro, le prostitute (quelle libere tipo nord europa, non certo le schiave dei nostri posti un po’ ipocriti) non vivono più da reiette. Mi sembra meglio, poi ognuno è libero di utilizzarne i servigi o meno.
                    La storia di Zuckerberg non mi indigna, è una libera scelta della coppia.

                    • geminitolk ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Ecco meno male che è finita la fiera d’ipocrisia! Un messaggio chiaro il tuo: i valori positivi (amore coniugale, rispetto, dignità) sono uguali -o inferiori- a quelli negatici (vendita del proprio corpo, matrimoni per interessi…)
                      E’ il tuo mondo ad essere medievale caro Roberto Dara! Perché se non ti indigna una donna o un uomo che pretendono obblighi –primitivi dal proprio partner vuol dire che non sai più che è bene e che è male…
                      La prostituzione c’è sempre stata come gli omicidi embè?
                      Che facciamo legalizziamo gli omicidi?
                      Legalizziamo la poligamia?
                      Legalizziamo la pedofilia?
                      Il bello è che a volte si erge a moralista dell’ultima ora con i CATTOLICI naturalmente, mentre della dignità delle donne se ne infischi altamente! Per lui possono diventare prostitute liberamente… Come non gliene importava l’ultima volta dei molestati… l’importante è che non siano religiosi perché se no si indigna di più!

                    • geminitolk ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Per Roberto Dara i “nuovi valori” sono rappresentati dalle prostitute svedesi, un modello- e per questo è disposto a tradire i suoi istinti femministi (non era per la dignità delle donne?)- , mentre il bigottismo è rappresentato da una donna sposata con un uomo.
                      La verità è che tutta ideologia la tua, parli di dignità e non sai di che parli… sei disposto a cedere e a far compressi tradendo i tuoi ideali, in questo caso sono finti, ammettendo i vizi, pur di salvare il tuo mondo del libertinaggio”!

                    • Katy ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Anche la droga ha resistito a tutto, eppure è bene che l’uso sia proibito almeno finché si vuole avere una società sana (i dati dimostrano che il proibizionismo ha funzionato, diminuendo l’uso di cannabis ad esempio). Il tuo discorso mi sembra faccia acqua da tutte le parti…

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Io non ho espresso giudizi di valore, ho solo fotografato la realtà. Il proibizionismo in tema di prostituzione, è sotto gli occhi di tutti, non funziona. In altri campi, in genere neanche. Ovvio che alcune cose vadano comunque proibite, ma non per motivi morali (che in genere sono soggettivi) ma per motivi sociali (danni procurati da alcuni ad altri contro la altrui volontà). Personalmente non farei il prostituto né sono mai andato con una prostituta, non uso neanche droghe, non bevo alcolici, non fumo e non gioco d’azzardo, quindi se tutti fossero come me il problema non esisterebbe. Però non tutti sono come me.

                    • geminitolk ha detto in risposta a Roberto Dara

                      1)”Il proibizionismo in tema di prostituzione, è sotto gli occhi di tutti…” Quali occhi? Mettiti gli occhiali. Katy ti ha appena dimostrato la realtà dei fatti, che è opposta alla tua ideologia…
                      2)”In altri campi, in genere neanche.” Roberto ci stai dicendo, una volta senza nasconderti e ti fa onore, che in altri campi si potrebbero realizzare altri mutamenti culturali etici tali da permettere ancor più degrado, cioè pedofilia, zoofilia, poligamia…
                      3)”(danni procurati da alcuni ad altri contro la altrui volontà)” Non essere ipocrita, uno che permette all’altro di farsi del male è moralmente responsabile, in quanto non fa niente per cambiare la situazione. Pensare di permettere tutto a tutti e di risolvere i problemi è infantile. Prova a lasciar fare tutto quello che gli pare a tuo figlio?
                      L’individuo va indirizzato al bene, non lasciato allo sbando! Libertà significa realizzazione positiva dell’essere.

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Dara

                      1)Katy non ha dimostrato niente, ha fatto un’affermazione che lascia il tempo che trova. Il proibizionismo (e di esempi ce ne sono tantissimi) ha solo trasferito nelle mani della malavita gli affari legati al commercio di cose proibite (e con una domanda ben presente sul mercato).
                      2)gli altri campi a cui mi riferisco sono quelli con una larga domanda sul mercato (alcol, tabacchi, droghe, gioco d’azzardo ecc) non certo campi ridicoli che solo qui generano curiosità, come la zoofilia o la poligamia… quando ci sarà una forte domanda di mercato relativa a queste stranezze ne riparleremo.
                      3)il proibizionismo deve essere attuato senza riserve nei riguardi di cose che fanno male agli altri. Fumare in un luogo chiuso, ad esempio, o assumere stupefacenti o bere alcolici prima di guidare…

                    • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

                      caro roberto, anche la schiavitù è sempre esistita, cosa dovevamo fare, accettarla come dato di fatto?

                      Lincoln la proibì, pur sapendo che avrebbe scatenato una durissima guerra civile… (in questo caso il proibizionismo ha funzionato)

                      Ecco, noi vogliaomo un mondo dove donne e uomini non si vendono per soldi, come lo vogliamo senza schiavi…

                      E non c’entra nulla la libertà personale: anche se volessi liberamente darmi in schiavitù, non si può fare.

                      Capisco che per chi è abituato a vedere le persone come merce sia difficile cogliere il paralelismo tra schiavitù e prosituzione…

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Dara

                      La schiavitù è una condizione di violenza perpetrata da un individuo verso un altro individuo, pertanto è ovvio che debba essere proibita. La prostituzione è un’attività che una persona svolge e se la svolge in maniera libera, potendo, quando vuole, non praticarla più, come qualsiasi altro lavoro, non vedo perché debba essere proibita. La legge italiana attuale, peraltro, non punisce la prostituta, ma solo, e giustamente, chi la sfrutta e ne trae profitto, anche se ufficialmente la prostituzione è proibita.

                    • Katy ha detto in risposta a Roberto Dara

                      @Roberto Dara

                      Hai il brutto vizio di parlare secondo i tuoi dogmi e non secondo la realtà. I dati del ministero dimostrano che il proibizionismo è vincente dato che ha abbassato i consumi: http://giulianoguzzo.wordpress.com/2013/01/31/cassazione-e-consumo-di-droga-in-gruppo-tanto-fumo-per-nulla/
                      Questa non è un’opinione.

                      Se la morale è soggettiva anche che la pedofilia sia un male è solo un’opinione soggettiva e dunque allo stesso piano e dello stesso valore di chi dice che è un bene. Su quali basi allora ti opponi alla pedofilia? Ne deduco che se vedi un pedofilo in azione lo lascerai agire perché non sei uno che impone la sua morale soggettiva e la “sua verità” agli altri.

                    • geminitolk ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Il bello di Roberto è che parla per sentito dire con molta retorica.

                  • Titti ha detto in risposta a geminitolk

                    A parte che quando si stipula il “matrimonio cattolico”, ci sono ugualmente delle condizioni: il sesso è indissolubilmente legato al “dovere” di procreare, persino quando si parla di metodi anticoncezionali naturali e quindi sopportati dalla morale cattolica, sono accettati perchè restano comunque “aperti alla vita”, in sostanza fallibili in percentuale superiore rispetto ad altri (valutazione Pearl), addirittura 2 nell’intimo del loro talamo, dovrebbero attenersi ad alcuni limiti, come atti sessuali non atti alla fecondazione.

                    • geminitolk ha detto in risposta a Titti

                      Tu parli di morale cattolica senza rispetto credendo che sia qualcosa fuori da mondo! Svegli gli “evoluti”non sono quegli stralunati che vogliono la prostituzione e tutte le porcherie, ma coloro che vogliono dare dignità all’uomoin un’ottica di vera serenità. Sono queste persone che mandano avanti il mondo, investendo in figli.

                    • Emanuele ha detto in risposta a Titti

                      …e no cara Titti, qui ti sbagli e di grosso…

                      1. la procreazione non è un dovere, ma un dono. Questo dice la Chiesa. La Chiesa ricorda anche la paternità e maternità responsabile che prevede di avere il numero di figli (anche nessuno) che si può mantenere. L’apertura alla vita si può manifestare in tanti modi, compreso il servizio per il prossimo.

                      2. Solo la disinformazione ti porta ad affermare che i metodi naturali siano meno sicuri di quelli ormonali o meccanici (http://www.billings-ovulation-method.org.au/act/trials.shtml). Il problema è che chi avvelena le donne con farmaci piene di controindicazioni ci guadagna molto e fa di tutto per tenere sotto silenzio questi dati… complici giornali e media!

                      3. La Chiesa non tollera i metodi naturali perché poco sicuri… non si tratta di una roulet russa, tanto valeva allora proibire qualunque pratica. E’ che i metodi naturali sono più rispettosi della donna e dei suoi cicli naturali, sono senza controindicazioni e sono gratuiti (quindi non discriminatori per classi)

                      4. L’apertura alla vita, per la Chiesa, è parte integrante del rapporto sessuale. Ora il Creatore ha previsto che i giorni fertili in un mese sono solo 5 (in media)… nessuno dal tempo di Mosè ha mai proibito di fare sesso nei giorni non fertili. Quindi i rapporti non fertili sono leciti come quelli fertili, non sono di serie B.

                      Ma quello che conta è l’apertura alla vita. Chi usa anticoncezionali decide che non vuol avere figli a tutti i costi, si tratta di una chiusura completa e definitiva (ovviamente è sempre possibile cambiare idea il mese successivo). Chi si affida ai metodi naturali sa quali rapporti sono fertili e quali no e decide come regolarsi… non muta la natura, muta il suo comportamento.

                      5. Quindi, non è vero che i coniugi non possono godere o devono avere limiti. C’è scritto pure nel catechismo:

                      “Gli atti coi quali i coniugi si uniscono in casta intimità, sono onorevoli e degni, e, compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano, ed arricchiscono vicendevolmente in gioiosa gratitudine gli sposi stessi” (Gaudium et spes). La sessualità è sorgente di gioia e di piacere:

                      “Il Creatore stesso […] ha stabilito che nella reciproca donazione fisica totale gli sposi provino un piacere e una soddisfazione sia del corpo sia dello spirito. Quindi, gli sposi non commettono nessun male cercando tale piacere e godendone. Accettano ciò che il Creatore ha voluto per loro. Tuttavia gli sposi devono saper restare nei limiti di una giusta moderazione” (Pio XII)

                      …e come vedi dall’autore non sono solo idee moderne post-conciliari. Sì, so che avrai da ridire sulla giusta moderazione… certo meglio che tutta la vita matrimoniale si basi sul sesso o che questo diventi un’ossessione…

                      Finisco riportando le parole di Giovanni Paolo II (inserite nel Catechismo) sulla contraccezione

                      Al linguaggio nativo che esprime la reciproca donazione totale dei coniugi, la contraccezione impone un linguaggio oggettivamente contraddittorio, quello cioè del non donarsi all’altro in totalità: ne deriva non soltanto il positivo rifiuto all’apertura alla vita, ma anche una falsificazione dell’interiore verità dell’amore coniugale, chiamato a donarsi in totalità personale. […] La differenza antropologica e al tempo stesso morale, che esiste tra la contraccezione e il ricorso ai ritmi temporali […], coinvolge in ultima analisi due concezioni della persona e della sessualità umana tra loro irriducibili

                      Come vedi non riguarda tanto il problema figli sì, figli no, ma l’essenza del rapporto di coppia…

              • Titti ha detto in risposta a geminitolk

                Come, prima si esalta lo schema di famiglia stile anni 50, poi si dice che sono situazioni così perchè in un contesto di arretratezza…

                • geminitolk ha detto in risposta a Titti

                  Arretratezza economica /strategica… Sono dei disperati che muoiono di fame, dove c’è fame c’è violenza!
                  Quelli che vorrebbero un ritorno dell’epoca buia siete tu e Roberto Dara, che in pratica con il vostro libertinismo vorreste il ripristino della prostituzione, poliamore…

        • Emanuele ha detto in risposta a Titti

          …non facciamo però il solito giochetto di estrapolare un frase da un omelia, che deve sempre avere uno sguardo cristologico ed escatologico… Eri presente al funerale? Hai letto tutta l’omelia?

          La Chiesa infatti non impone a nessuna di rimanere con i violenti… La giustizia divina IMPONE che il marito violento sia denunciato e che la moglie tuteli se stessa ed i figli. In questi casi la separazione é doverosa…

          Prendre le botte non è amare, denunciare é amare il marito! Infatti, deve smettere di agire malvagiamente contro gli altri e contro se stesso… E se non si sa contenere deve stare in carcere.

          Chi la pensa diversamente non può essere della Chiesa di Cristo… Chi invita le donne a stare con i violenti, compie un grave peccato, proprio contro la carità.

    • Emanuele ha detto in risposta a Uomo qualunque

      …comunque il sacramento certamente tutela le donne, poiché conferisce le Grazie che possono supplire alle limitatezze umane…

      Ci si sposa apposta per questo, per ricevere le grazie del sacramento che è più forte di ogni potesta umana… “ciò che Dio ha unito, l’uomo non separi”

      Quello che dice lei, non c’entra nulla con il sacramento, è una visione distorta della coppia, fatta di matrimoni di comodo… Distorta come lo sono unioni di fatto, convivenze more uxorio, concubinaggi vari, etc. Sono queste cose che deturpano il matrimonio e lo trasformano in prigione…

      • Uomo qualunque ha detto in risposta a Emanuele

        “ciò che Dio ha unito, l’uomo non separi”

        Questo crea molti problemi in caso di unione non “matura”…

        • Laura ha detto in risposta a Uomo qualunque

          Assolutamente no, perché Dio sa scrivere anche sulle righe storte, ovvero nel in un matrimonio basato sul sacramento gli sposi non sono soltanto in due ma c’è anche il Suo contributo, sempre che i due coniugi ne abbiamo coscienza (cioè si siano sposati non per rispetto alla tradizione ma perché ci credevano davvero al sacramento).

          • Uomo qualunque ha detto in risposta a Laura

            Che ho detto di tanto sconvolgente? Lasciarsi, se l’amore non c’è più, in caso di matrimonio religioso è complicato… E spesso è la donna vittima di ciò.

            • Laura ha detto in risposta a Uomo qualunque

              Il problema è che non esiste l’amore temporaneo, se è vero è per sempre. Oppure si può amare a termine? Non è vero che l’amore non c’è più, a volte c’è soltanto altro in mezzo e va affrontato. Chi si sposa in Chiesa deve sapere che può contare sulla forza di un Altro per affrontare la vita matrimoniale. La donna è vittima solo quando l’uomo si impone sulla sua dignità e questo è a prescindere dal sacramento. Come dicono gli studi, in ogni caso, le donne sono vittime in massima parte quando le relazioni non sono matrimoniali.

              • Titti ha detto in risposta a Laura

                …finchè morte non vi separi, Laura! Quindi, anche la Chiesa dà un termine preciso, visto che vedove e vedovi si possono risposare con il sacramento del matrimonio cattolico. Ti ricordo che, nel Vangelo, viene chiesto a Gesù, di una donna sposata e vedova di diversi mariti, a chi sarebbe appartenuta nell’altro mondo. La risposta fu “A nessuno”.t

                • Laura ha detto in risposta a Titti

                  Commentare senza sapere di cosa si parla è un po’ fuori luogo Titti, eppure metti becco su tutto pur di fare la tua guerra donne contro uomini e uomini contro chiesa. La morte non cancella l’amore ma scioglie il sacramento, è questo il termine ma l’amore è per sempre, sarebbe inconcepibile un amore con data di scadenza ed è ridicolo soltanto pensare che tu possa ipotizzarlo.

                  Prendi atto che il matrimonio protegge la donne e smettila con le tue lotte sessantottine che hanno soltanto generato violenza e rovinato il concetto di amore, oggi concepito come temporaneo come tu dimostri.

                  • LawFirstpope ha detto in risposta a Laura

                    Prendi atto che il matrimonio protegge la donne e smettila con le tue lotte sessantottine che hanno soltanto generato violenza e rovinato il concetto di amore, oggi concepito come temporaneo come tu dimostri.

                    Mi trovi d’accordissimo.

                • Emanuele ha detto in risposta a Titti

                  [21]Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.

                  [22] Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore;

                  [23] il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo.

                  [24] E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.

                  [25] E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei,

                  [26] per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola,

                  [27] al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.

                  [28] Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso.

                  [29] Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa,

                  [30] poiché siamo membra del suo corpo.

                  [31] Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola.
                  [32] Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

                  [33] Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.

                  San Paolo spiega le parole di Gesù sul fatto che nel regno dei Cieli non si prende né moglie né marito. Infatti, l’unione carnale al suo corpo, tramite la Chiesa, rende tutti uniti in Cristo.

                  Non avrà allora senso essere uniti in modo particolare ad una persona, perché saremo tutti uniti in Cristo. Ricolmati dell’amore divino, liberi dal peccato, sovrabbonderemo dell’amore verso tutti: non esisteranno più genitori, figli, fratelli, coniugi… saremo tutti genitori, figli, fratelli e coniugi di tutti, in Cristo.

                  Per questo il sacramento si scioglie con la morte. Perché uniti a Dio saremo sacramento noi stessi, tutti uniti nell’unico sacramento che è la Carità.

                  Quindi il matrimonio, che è il più grande dei sacrametni dopo l’eucarestia, è un dono del Signore per aiutarci in questo mondo. Essendo scintilla dell’amore divino esso è indissolubile (perché Dio è fedele, Gesù infatti non scese dalla croce)… ossia, con la morte, non finise l’amore, ma l’amore particolare (e limitato) che ci lega ad una sola persona. L’amore che proveremo in Paradiso renderà sbiadito e insulso il più grande amore terreno.

                  Con questo non vuol dire che cesseranno i rapporti personali. Saremo in Dio, ma manterremo la nostra personalità… Infatti, Gesù sul Tabor si intrattenne con persone ben distinte, non con un’entità astratta.

  5. geminitolk ha detto

    Titti e Sophie
    Indubbiamente le donne meritano rispetto sempre e comunque. Il fatto però è un altro. Oggigiorno quando le persone si ubriacano perdono ogni inibizione, non che in passato non avveniva, però diciamo un certo linguaggio diventato “mainstream” rende ancor più volgare il rapporto con il gentil sesso. Per cui quando si è sbronzi capita a certi di dire cose volgari, magari le donne fanno dei sorrisetti e poi succede quello che non deve succedere… Il problema è a monte perché una donna non deve trovarsi da sola tra maschietti a una serata o non deve lasciarsi trasportare dall’alcool…
    L’uomo purtroppo in natura segue l’istinto!
    La prevenzione a questi fenomeni passa attraverso la tutela del corpo femminile e al ridimensionamento di quelle “libertà” femminili basata sulla falsa ideologia di uguaglianza dei sessi. Per fortuna non siamo uguali! La donna è più intelligente dell’uomo, ma è più debole fisicamente e socialmente pertanto deve autotutelarsi in vari modi per sfuggire all’uomo predatore. Di certo non andando sola in postacci.

    • Emanuele ha detto in risposta a geminitolk

      …e poi è più libera la donna che segue il dictat della moda che le vuole mezza zoccola a tutte le ore del giorno e della notte, o quella che tutela il suo corpo preservandolo per il proprio amante a riparo da sguardi troppo voraci…

      Non a caso Gesù disse: “chi guarda una donna per desiderarla ha già commesso con lei adulterio nel suo cuore”

      • Titti ha detto in risposta a Emanuele

        Già nella frase che citi di Gesù, il riferimento non è tanto alla donna, ma a chi la guarda. Per quanto riguarda la prima parte del tuo intervento, mi sembra conforme ai déttami della religione islamica.

        • Emanuele ha detto in risposta a Titti

          Certo, il peccato é in chi guarda… Ma come una donna, se cede alle avanches di un uomo sposato, commette adulterio; così quella che si presta consapevolmente a farsi guardare in un certo modo, volendo “solleticare” gli uomini, commette peccato pure lei.

          Non capisco poi cosa c’entri l’islam… Non è forse vero che la donna è continuamente mercificata nella pubblicità? Non è forse vero che si allude sempre alla donna-oggetto-sessuale? Non é forse vero che tante ragazze si vestono come veline o soubrette anche per andare a scuola?

          Possibile che in tv ci siano solo due categorie di donne? Le “tigri del materasso” e quelle con la dentiera che si pisciano addosso? Dove sono le lavoratrici, le madri di famiglia, le manager?

          • Uomo qualunque ha detto in risposta a Emanuele

            Amplierei l’orizzonte… Io in TV vedo anche tante brave giornaliste, tante impegnate in politica, tante che si prestano nel sociale. Chiaramente gli stereotipi colpiscono di più l’immaginario,sono lì apposta per quello, ma bisogna saper cogliere le sfumature e non cadere nel solito trabbocchetto della retorica.

            • Emanuele ha detto in risposta a Uomo qualunque

              …brave giornalistw certo ci sono…ma purché siano di una parte ben precisa… Guarda come viene trattata la Miriano o altre donne non schierate…

              Non vorrei poi sottolineare quante labbra pompate ci sono anche in quella categoria… Una donna ha ancora bisogno di “rifarsi” per dimostrare la sua bravura?

              • Uomo qualunque ha detto in risposta a Emanuele

                Non capisco se sei prevenuto o solamente indottrinato… Ma a quali labbra gonfiate ti riferisci?

              • Titti ha detto in risposta a Emanuele

                E basta con stà Miriano! Non pensartela come scalza, chiusa in casa e sempre incinta! Probabilmente non lustra cessi e il suo stile di vita è superiore alla maggior parte delle donne comuni italiane!

                • Emanuele ha detto in risposta a Titti

                  …colto nel segno? …scommetto che se citavo la Zanardo non avevi nulla da dire…

                • LawFirstpope ha detto in risposta a Titti

                  Non pensartela come scalza, chiusa in casa e sempre incinta! Probabilmente non lustra cessi e il suo stile di vita è superiore alla maggior parte delle donne comuni italiane!

                  Appunto. Nessuno infatti dice che deve essere così, se non il tuo pregiudizio nei nostri confronti.

          • Titti ha detto in risposta a Emanuele

            Tira e molla, la colpa è sempre della donna…

            • LawFirstpope ha detto in risposta a Titti

              No dai, non si è detto questo.

            • Emanuele ha detto in risposta a Titti

              No, é colpa ANCHE di certe donne, che non si fanno acrupoli a vendersi, sicure di essere protette dal magnaccio potente di turno…

              E chi il protettore non ce l’ha, finisce violentata in un fosso…

    • Titti ha detto in risposta a geminitolk

      L’uomo predatore, l’istinto…allora cosa ci differenzia dal mondo animale?

      • geminitolk ha detto in risposta a Titti

        La memoria, l’intelletto e la volontà. Sono caratteristiche proprie dell’anima. umana. E ci aggiungo pure la moralità: ma è frutto delle prime due.
        L’uomo diventa predatore abbassandosi ad animale per stupidità e per il poco uso della ragione. Fa sempre una scelta. Ed il più delle volte è una scelta malvagia.

  6. geminitolk ha detto

    A proposito…
    http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2013/06/09/901698-sesso_almeno_volta_settimana.shtml
    Questo mascalzone americano, amico dei diritti civili, lobbista di professione, ha chiesto a sua moglie come clausola il sesso obbligatorio una volta alla settimana.
    E’ ateo, pro-matrimoni gay, massone e pro-Obama. NESSUNA FEMMINISTA SI E’ INDIGNATA PERDINCI!!!
    Sono i cattolici i bigotti?

  7. Sophie ha detto

    Scusate l’off topic ma non sapevo dove scrivere e sono pure molto confusa al riguardo. Che ne pensate di suor Anna Nobili?

  8. geminitolk ha detto

    Mark Zuckerberg (Facebook) prima di convolare a nozze con la sua attuale moglie Priscilla Chan ha incluso una clausola legale. Vale a dire: rapporti intimi obbligatori almeno una volta a settimana. Se questo dovere non sarà adempiuto lui potrebbe chiedere di divorziare.
    Le femministe dove sono perdinci?
    Ah già lui è ateo, massone, pro-aborto, favorevole ai matrimoni gay e fan di Obama.
    Poi dicono che i cattolici sono bigotti e schiavizzano con il matrimonio il gentil sesso…

    • LawFirstpope ha detto in risposta a geminitolk

      Con una clausola così, come fai poi a dire di amare davvero?

    • Roberto Dara ha detto in risposta a geminitolk

      Già scritto sopra: è la moglie ad aver preteso quella clausola, e lui ad averla accettata.

      • geminitolk ha detto in risposta a Roberto Dara

        Ti ho risposto pure io sopra. Non è una cosa bigotta lo stesso (anche se fosse eventualmente al contrario, cioè che lei pretende questi rapporti sessuali)?
        Siamo tornati alla schiavitù.
        Non t’indigna?

        • Emanuele ha detto in risposta a geminitolk

          Più che altro, come faranno a portare le prove in tribunale…

          Dovranno conservare tutti i preservativi in modo da poterli poi ricontare?… E se il marito porta quelli usati con l’amante, si deve poi fare il test del dna?

          Oppure, c’è una clausula che impone di filmare tutti i rapporti?… Oppure dovranno copulare davanti ad un notaio?

          Poi vale solo la penetrazione o anche i preliminari?

          Chiunque abbia chiesto questa cosa, non solo è un materialista, mi pare pure un idiota…

          • LawFirstpope ha detto in risposta a Emanuele

            Il mondo, per andare incontro ai desideri di tutti, sta cozzando contro l’assurdo e non se ne rende neanche conto!

            • GiuliaM ha detto in risposta a LawFirstpope

              E’ proprio vero che i (troppi) soldi danno alla testa, se si fanno clausole prematrimoniali di questo tipo…
              Sembra quasi una scena de “Il bell’Antonio”!

  9. geminitolk ha detto

    Roberto Dara se torniamo a considerare la prostituzione legittima significa che siamo pronti a tornare indietro, vuol dire che il progresso ha fallito. E’ la rassegnazione dell’uomo al materialismo, di fronte alle povertà (che i comunisti, ora libertari, combattevano) c’è la resa beffarda di questo tempo.

    • Roberto Dara ha detto in risposta a geminitolk

      Il tema è ampio. Molti lavoratori “normali”, anche in Italia, sono sfruttati in maniera “legittima”, e non sono in grado né di difendersi, né di lasciare quel lavoro, per tanti motivi. La prostituzione viene considerata un lavoro da proibire solo per motivi morali e di dignità. Ma la morale, almeno quella sociale, cambia con il tempo, e ciò che un tempo poteva essere considerato indegno (le donnine delle case chiuse erano sicuramente donne di serie B all’epoca) oggi potrebbe essere visto in modo diverso. Come ti ripeto, io non andrò mai con una prostituta, né svolgerò mai quell’attività, ma ai miei occhi una prostituta libera e consenziente è una donna degna al 100%.

      • geminitolk ha detto in risposta a Roberto Dara

        Tu parli di progresso e non sai nemmeno cosa è. Il progresso è un processo di miglioramento della vita dell’uomo. Ora consenziente o no, la prostituta svolge un’attività contraria alla dignità del suo essere persona, del potersi esprimere nel mondo in tanti modi leciti, arricchendo davvero la sua vita! Invece deve piegarsi alla logica materialista e cancellare la sua individualità in un azione vuota di simulazione… I vigliacchi sono coloro, a mio parere, che negano questa loro LIBERTÀ (di essere persone realizzate in modo positivo) proprio in virtù di una mostruosa opera di indifferenza!
        Queste sono macerie molto gravi!
        Siamo in tempi in cui le parole perdono significati e i significanti vengono adattati alle ideologie, più insidiose rispetto al passato.
        Questi sono passi non di ammodernamento, ma di regressione.

      • GiuliaM ha detto in risposta a Roberto Dara

        Come ti ripeto, io non andrò mai con una prostituta, né svolgerò mai quell’attività, ma ai miei occhi una prostituta libera e consenziente è una donna degna al 100%.
        Secondo me questa frase è un po’ contraddittoria: tu dici che non andrai mai con una prostituta, quindi trovi quella professione degradante, e allora come puoi dire che una donna che svolge una professione che tu consideri degradante sia libera? Forse che è libera di scegliere se degradarsi? Non mi sembra progresso questo…

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