Campo che converte i gay effeminati? No, è una bufala

Raymond BuysSudafrica: “Tre morti nel campo che convertiva gay effeminati in veri uomini”. Lo titola il portale gay.it, ma Google ci dice che è l’intero web a parlarne. Non solo le bacheche di Facebook, ma persino i quotidiani rimbalzano la notizia: “Il fatto quotidiano”, ad esempio, descrive quel campo come creato per «eliminare la loro omosessualità e renderli “normali”, con un addestramento feroce, soprusi, torture».

Inorridito e incredulo che nel modernissimo Sudafrica ci fossero genitori disposti a pagare 1.900 euro per inviare figli in simili lager (oltre ad autorità in grado di concedere permessi per l’esercizio di simili attività), ho sentito l’urgenza di fare qualche verifica sulle fonti trovando una prima e documentata ricostruzione sul Dailymaverick. La scoperta? La notizia è vera, ma solo a metà. Ad essere falsa, in particolare, è la metà più sensazionalista: i tre adolescenti morti ci sono ma non si tratta affatto di un campo di conversione per gay, né, ancora, ci sono prove che quelle tre povere vittime fossero omosessuali

In effetti, il tizio che avrebbe allestito questo campo paramilitare (Alex de Koker) è in questi giorni alla sbarra, a Johannesburg, con l’accusa di omicidio. Le prove lo inchiodano. L’“Echo Wild Game Rangers” (questo il nome del campo) era infatti condotto con metodi severi e violenti. Ma non era un campo per gay: era un campo – recitava lo slogan – “To Make Men Out Of Boys” (“per trasformare i ragazzi in uomini”).

E i gay? Andiamo con ordine. Sembra che a dare per primo la notizia del processo, il 24 aprile, sia stato il Telegraph, dove l’ultima vittima (Raymond Buys) è descritta come «sofferente di problemi di apprendimento»; un ragazzo che – aggiunge il Dailymaverick intervistando la madre – era stato «lasciato al cancello del campo per via della sua natura ribelle». Non un omosessuale, insomma, ma un adolescente problematico, come – si legge – le altre due vittime e come i tanti che, nel disagio di simili contesti (si pensi al servizio di leva), sono tristemente candidati ad attirare le antipatie dei capetti di turno, magari a conoscere perfino la morte se a dare gli ordini sono criminali come De Koker.

L’equivoco nasce il 25 aprile, quando Melanie Nathan – un avvocato che si batte in difesa degli omosessuali – nel suo blog gay-friendly, scrive un pezzo per contestare i metodi di conversione degli omosessuali e, in merito a quel fatto di cronaca, avanza l’ipotesi, usando condizionale e senza offrire alcuna prova, che le tre vittime potessero essere «effemminate». È la prima a farlo: non lo si legge infatti negli articoli precedenti, né nelle dichiarazioni di polizia, familiari e colleghi di campo (tutte linkate dal Dailymaverick). Le sue supposizioni, ad ogni modo, vengono immediatamente prese per oro colato: la notizia si ingigantisce a tal punto che, nel giro di un paio di giorni, la propaganda omosessualista, accolta acriticamente da molte redazioni, racconta della scoperta di un diabolico campo di conversione e sterminio per giovani gay odiati dai genitori. Non c’è portale gay dove la notizia non appaia.

La cosa non finisce qui. Continuo a seguire il caso (che, per inciso, in Sudafrica non sembra aver appassionato nessuno) e il primo maggio, mi imbatto in un articolo un certo Andre Bekker, un ex-gay, oggi teorico di un metodo per uscire dall’omosessualità. Il suo articolo, per la verità, mira a smontare le riflessioni che l’attivista Melanie Nathan aveva suggerito nel suo pezzo. Ma Bekker – quel che più ci interessa, al di là della polemica su simili “guarigioni” – torna a quel fatto di cronaca e fa notare che «non c’è nessuna prova che suggerisca che i crimini siano stati condotti in ragioni dell’omosessualità delle vittime». E aggiunge: «alla luce di ciò, sembra che ciò che si racconta nei media non sia altro che propaganda, basata su una mezza verità». I miei sospetti sono finalmente condivisi.

A sbrogliare la matassa interviene finalmente Truthwinsout (un movimento sudafricano che si batte contro la discriminazione religiosa dei gay), che, sempre il primo maggio, è costretto ad ammettere: «il caso è stato raccontato con molta irresponsabilità e con falsi titoli circa l’omosessualità dei ragazzi e gli scopi del campo». E fa di più: contatta proprio Melanie Nathan, l’attivista che avrebbe acceso l’incendio, la quale concorda: «purtroppo alcuni bloggers e alcune testate giornalistiche hanno inserito nella storia parole che nessuno ha mai detto». Ma nemmeno questo basta: il tam tam continua impazzito e inarrestabile e persino autorevolissimi portali dell’informazione italiana si ostinano a rilanciare la falsa notizia: “Sudafrica – titola, ancora il 6 maggio, l’Huffington Posttre ragazzi morti torturati nel campo per rieducare i gay”.

Insomma: siamo dinnanzi all’ennesima bufala prodotta dal propaganda omosessualista, che non si ferma nemmeno davanti ai corpi di tre poveri adolescenti e e che si disinteressa persino delle nette smentite di chi avrebbe messo in giro la notizia. Googlare per credere: la bufala, venduta come immacolata verità, è diventata virale; nessuno si è procurato di verificarla (quindi di smentirla; credo che in Italia lo si faccia per primi su questo sito) e il mondo si è ormai irrimediabilmente convinto che in Sudafrica sia stato chiuso un campo dove si uccidevano omosessuali nel tentativo di “normalizzarli”. A distanza di ormai una decina di giorni, i portali gay già parlano d’altro; la propaganda, insomma, con uno stile da far impallidire il MinCulPop, pare aver vinto. Non contro di noi, che, invece, di questa storia vorremmo continuare a parlarne, per porci un semplice interrogativo: a cosa serve tutto ciò?

O. Ottonelli

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115 commenti a Campo che converte i gay effeminati? No, è una bufala

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  1. manuzzo ha detto

    Quando i veri creduloni non sono i credenti….ma poi sti comunisti che hanno fatto la rovina d’Italia e che vanno alle feste dell’unità con la maglietta di che guevara, lo sanno chi era sto guevara e cosa faceva ai gay?

    il bello è che sono sempre gli atei a chiamare stupidi i credenti, eppure spesso i fatti narrano realtà diverse, se non inverse!

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    • Gemini ha detto in risposta a manuzzo

      Il problema manuzzo è l’impossibilita oramai di regolare gli equilibri e quindi di intervenire nella Società. Ci sono intere componenti sociali che imbastiscono gigantesche campagne di vittimismo, con la complicità dei giornali, per ricavarne in immagine. Questo è puro marketing.
      Le femministe fanno passare l’aborto come un diritto della donna; quindi se un tale tizio (povero fesso) la mattina dichiara: “il feto in quanto essere umano ha dei diritti” immediatamente i giornali fanno sponda con “Tizio Caio si scaglia contro i diritti della donna!” magari con il trafiletto “Inaccettabile violazione dei diritti universali…”
      La verità è che finché non ci sarà un cambiamento nell’opinione pubblica occidentale questa regressione morale continuerà. Bisogna intervenire in maniera forte e dura per arginare questi club di potere. Stiamo perdendo terreno rispetto a nazioni un tempo considerate regredite proprio perché abbiamo perso il senso di missione, abbiamo abbandonato Cristo!, per seguire questo schifo che viene dalle viscere del peccato.

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  2. domenico ha detto

    a proposito di chi vuole imporre le proprie idee sugli altri:
    http://www.christianpost.com/news/parents-upset-after-middle-school-girls-forced-into-lesbian-kiss-at-ny-school-94523/

    e questo è vero mica una bufala come quella del campo sudafricano…

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  3. George P. ha detto

    Questo sito è un ottimo aggregatore di notizie, senza superficialità e con voglia di approfondimento. Perché non si fa anche la versione inglese? Si potrebbe anche fare spagnola, visto che la maggior parte dei cattolici nel mondo parla questa lingua.

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    • Redazione UCCR ha detto in risposta a George P.

      La questione, caro George, è nell’aria da un po’ nel dietro le quinte…chi ci aiuta? I volonterosi possono farsi avanti a redazione@uccronline.it

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    • Giacomot ha detto in risposta a George P.

      Veramente dovrebbe essere direttamente in inglese tanto in america ce n’è un sacco di gente cattolica (credo) dato che comunque sono molti milioni più di noi (o no?) e poi è la lingua internazionale quindi è più facile …

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  4. Jacky83 ha detto

    Sapete cosa ho deciso? Che non crederò più all’omofobia. Ormai la corda l’hanno tirata troppa e a forza di gridare “al lupo al lupo” si spezza.

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  5. Gab ha detto

    Mi domando quanti falsi “gay” siano stati fatti passare per tali dalla propaganda omosessualista. Credo che la minoranza gay diventi ancora più minoranza una volta che si scopre la realtà di certi contesti.

    Attenzione che, ormai, chiunque di noi può essere catalogato come “gay” per qualsiasi assurdo motivo. Secondo loro alla fine siamo tutti gay… un mondo completamente omosessuale. Certo di sicuro è questo il loro intento.

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  6. cornacchia ha detto

    Fermo restando che non si possono veicolare notizie false, rimane il fatto che voler indurre una persona a modificare la propria identità di qualsivoglia genere, e a maggior ragione affettiva e sessuale, è una violenza inaudita, a prescindere che la stessa sia normale o meno.
    A me sembra che la pretesa di normalizzazione della persona o di occultamento della anormalità sia un crimine contro l’umanità (ad esempio, si veda il caso dei malati mentali) perché l’identià e la volontà personale vanno al di là di qualunque schema, senza contare che il concetto di normalità stesso è ampiamente soggettivo.
    Altra cosa è aiutare le persone a superare un orientamento omosessuale indesiderato, ma, allo stesso tempo, si dovrebbe supportare chi vuole rafforzarlo.

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    • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

      “vanno al di là di qualunque schema, senza contare che il concetto di normalità stesso è ampiamente soggettivo.” quindi desidera una realtà senza limiti?

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      • cornacchia ha detto in risposta a Gemini

        Il limite credo che sia il rispetto del prossimo. Poi, la persecuzione dell’anormalità è qualcosa di intrinsecamente contraddittorio perché, nonostante che le anormalità siano molteplici (zoppia, cecità, timidezza …), soltanto alcune vengono biasimate, mentre altre vengono persino supportate.
        Ad esempio, se una persona dorme di giorno e sta sveglio di notte è sicuramente anormale, ma nessuno pretende di considerarlo immorale. Nell’omosessualità, invece, si pretende di diagnosticare l’immoralità dalla mera anormalità.

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        • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

          “Il limite credo che sia il rispetto del prossimo.” Non vuol dire niente.
          Che significa?
          Ci sono dei limiti? Possiamo imporre un qualcosa ad un chicchessia?

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          • cornacchia ha detto in risposta a Gemini

            Significa che – quantomeno giuridicamente ed eticamente – posso vivere come voglio purché non impedisca agli altri di godere del medesimo grado di libertà e di diritti.
            Non si può imporre un’identità.

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            • Boomers ha detto in risposta a cornacchia

              Che si possa vivere come si vuole, a patto di non danneggiare gli altri, è una bufala che però va di moda oggi e la si ripete per sentirsi politicamente corretti.

              In ogni caso la Costituzione garantisce già i diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dai loro interessi sessuali.

              Che non si possa imporre un’identità siamo tutti d’accordo!

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              • Matyt ha detto in risposta a Boomers

                Stia attento, perchè qualcuno potrebbe fare senza problemi lo stesso discorso, mutatis mutandis, con lei.

                E immagino sentirsi dire che lei non può essere cattolico in modo assolutamente arbitrario sia piuttosto spiacevole.

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                • Boomers ha detto in risposta a Matyt

                  Non capisco davvero questa continua ricerca di provocazione da parte tua: da dove nasce questa repressione? La tua ragazza cattolica ti ha tradito? Questi conflitti interni aperti ti fanno male Matyt, risolvili!

                  Non esiste la libertà assoluta del comportamento anche se non si danneggiano gli altri, l’autodeterminazione totale è una gran cretinata che soltanto persone poco razionali possono assorbire.

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                  • Matyt ha detto in risposta a Boomers

                    Posizione interessante, la sua: secondo lei il mio sollevare socraticamente questioni è indice di repressione.
                    Sfortunatamente, devo smentirla.

                    Tralasciando il suo vomitarmi addosso sentenze, noto con piacere che non ritiene importante ai fini della discussione argomentare e portare esempi al fine di supportare le sue posizioni.

                    Io gliel’ho detto, starei molto attento a fare discorsi di questo tipo: in quanto possono essere molto facilmente utilizzati contro di lei, come le ho mostrato nel mio post precedente.
                    Con questo non voglio dire che non abbia ragione: al fine della convivenza civile lo stato deve imporre delle limitazioni della libertà personale… mi pare però che tu la faccia davvero, davvero troppo semplice.

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                    • Boomers ha detto in risposta a Matyt

                      Ma perché fingi di essere un filosofo? Ma scrivi normalmente no? Si vede che ti stai sforzando…e risulti alquanto ridicolo, permettimi.

                      Nel commento precedente non hai dimostrato nulla e anche se fosse quando verrà usata contro di me qualche mia affermazione ci farò i conti. Sei più sereno ora?

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        • manuzzo ha detto in risposta a cornacchia

          Ma certo che si può vivere come uno vuole. Noi (in generale, tutte le religioni abramitiche) possiamo continuare a non considerare il sesso come un bene di consumo al pari delle sigarette, o dobbiamo ANNULLARE LA NOSTRA IDENTITÀ perché sennò utenti come cornacchia ci chiamano assassini, criminali, stupidi, creduloni, a seconda del caso (anche se non mi pare l’hai fatto ancora, almeno i questa sede)? Non so se sei di quelli che credono che il mondo abbia fatto puff dal nulla e sai già che non è mai esistito nessun uomo crocifisso e poi resuscitato, al di là delle prove storiche (..tanto l’ateo sa già tutto), ma sta pur certo che nessuno qui ti vuole impedire di credere quello che vuoi ne ti VUOLE curare se sei gay. Sono accuse che tu muovi nella tua testa e per te sono vere, non per i fatti: nella realtà ci importa abbastanza poco se hai un “identità diversa dalla nostra”, stasera dormiamo lo stesso, per intenderci.

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          • cornacchia ha detto in risposta a manuzzo

            “Sono accuse che tu muovi nella tua testa e per te sono vere, non per i fatti”.
            1) Mi ha accusato di chiamarVi assassini, criminali, stupidi, creduloni, etc…nonostante io non l’abbia mai fatto: questo non è un pregiudizio?
            2) Ha insinuato che io sia gay: non è vero. Pensa che la dignità dei gay non possa essere tutelata dagli eterosessuali: i diritti umani, proprio perché universali, devono essere tutelati da tutti.
            3) Ha detto che io sono ateo: anche questo non è vero. Chi è stato violato nella sua libertà religiosa: io o Lei?
            Mi dica ora: dove sta il pregiudizio?!!!!

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            • manuzzo ha detto in risposta a cornacchia

              Allora, cerco di essere chiaro:
              1) leggi un po’ il programma di democrazia atea e vedi che c’è scritto, capirai come mi sento a contatto con gli atei: mi fanno davvero paura, e non perché sono bianchi o neri, gay o etero, ma per l’odio che (almeno gli anti-teisti) covano nei confronti di chi non gli ha fatto nulla ma si è macchiato del delitto di non credere ad un mondo generatosi senza un motivo. Oppure puoi consultare qualche social network, in cui un cattolico non può accedere se non vede vignette e blasfemie varie che altro motivo non hanno di esistere se non quello di offendere in maniera gratuita: per questo, non dico tu Cornacchia, ma una folta schiera di categorie umane sono sempre pronte a lanciare sassi contro i cattolici, perchè tanto queste categorie “non hanno nessuna colpa” (e Lenin dove le mettiamo, per esempio? ma potrei continuare…)
              2)”nessuno che ti VUOLE curare se sei gay”. C’è una condizione “se”. Qui non si corre appresso ad alcuno per costringerlo ad una cura forzata, si può leggere nel secondo modo
              3)”Sei ateo” non uguale a “non so sei di quelli…”. Non ho detto che sei ateo (in quanto c’è quel non so, il non so servirà pure a qualcosa in una lingua parlata), ho detto solo che non m’interessa se non sei cattolico, per me è ok. Anche qui c’è un se, si richiede un minimo di immaginazione per carpire la condizione ipotetica.

              Aggiungo: mi hai accusato di aver violato la libertà religiosa, tagliando i “se” fuori dal mio discorso ed estrapolando il contenuto (distorto) che ti interessava. A pensare che non lo fai apposta faccio fatica, penso a questo punto che ho a che fare con un troll, quindi non risponderò più….

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        • manuzzo ha detto in risposta a cornacchia

          Che poi tre ragazzi vengono uccisi da una mente perversa e poi l’accaduto venga strumentalizzato dai soliti omosesssualisti per infangare i credenti, e tu incolpi noi di persecuzione, già la dice lunga sulla tua obiettività. Scusa se sono così diretto, ma lo spessore intellettuale del tuo intervento è davvero scarno.

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a cornacchia

          MA CHE DISCORSI SENZA CAPO NE’ CODA, PRIVI DI QUALSIASI SENSO!!!
          Immagino tu ritenga “stranamente” immorale l’omicidio, vero? E perché mai? Se tutto è così liquido e i confini tra anormale e normale non contano, perché improvvisamente devono contare per chi è anormale nel rispettare il tuo principio (piovuto dal nulla), secondo cui dovremmo ritenere “normale” trovare il nostro limite nella libertà altrui? Senza contare che tale principio è intrinsecamente privo di senso…

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          • cornacchia ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            La moralità non c’entra nulla con la normalità. Non capisco perché le regole pubbliche non dovrebbero garantire a tutti la pari libertà?
            Poi, tornando al caso concreto: come dovrebbero vivere, secondo Lei, gli omosessuali? Quale dovrebbe essere il loro grado di libertà? Sto parlando in termini giuridici, ovviamente.

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            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a cornacchia

              Scusi ma che concezione ha lei dell’uomo? Non si tratta di una stalattite staticamente immobile…, vivere vuol dire agire (provi a vivere senza mai agire) e dunque, ovviamente, c’è un agire “normale” (= bene morale), ossia corrispondente a quello che l’uomo è e, talvolta, un agire “anormale” (= male morale), ossia incompatibile con la natura umana.

              L’omosessualità è un male e un agire anormale, poiché è contrario alla natura sessuata dell’uomo, che lo è sempre nell’armonia tra psichico e fisiologico. Proprio quando, per vari eventi, si realizzi una discrepanza tra il sesso fisiologico e la maturazione dell’identità sessuale a livello psicologico, ecco il nascere di tutti i problemi e anche dei comportamenti moralmente illeciti e deleteri (per l’omosessuale praticante, come per tutta la società che gli/le sta intorno).

              Se uno fa il proprio e l’altrui male, non ha alcun diritto di farlo, mi pare ovvio!

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    • Boomers ha detto in risposta a cornacchia

      Rispetto alle terapie di supporto agli omosessuali per cambiare “orientamento” (si tratta davvero di orientamento omosessuale?) non c’è nessuna coercizione, sono loro stessi a rivolgersi ai terapisti. In molti hanno testimoniato di essere “tornati eterosessuali”, mettendo in dubbio che l’esistenza di un orientamento sessuale (termine nato negli anni ’90 da ambienti gay friendly).

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  7. cornacchia ha detto

    @ Boomers
    Se una persona omosessuale desidera sinceramente rafforzare la propria omosessualità e concretizzarla in una relazione vissuta alla luce del sole, ha il diritto di essere rispettato in questa sua scelta/preferenza/necessità, al pari di quello “ritornato etero” o devono esistere due pesi e due misure?
    Se la risposta è la n. 1, siamo d’accordo.

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    • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

      E se rende peggiore la sua vita dovremo assecondarlo?

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      • Sophie ha detto in risposta a Gemini

        Più che altro se peggiora la vita degli altri accusandoli di omofobia per ogni minima cosa.

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        • cornacchia ha detto in risposta a Sophie

          Se per omofobia intende essere contrari al matrimonio omosessuale, siamo d’accordo. Se per omofobia si intende, invece, insultare o comunque vietare che una coppia gay possa esprimersi liberamente in pubblico, nei limiti validi per tutti, allora sì, si tratta di omofobia.
          Come di omofobia si tratta se parliamo di malattia non per il bene della persona, ma per l’interesse della società.

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    • Boomers ha detto in risposta a cornacchia

      Dal mio punto di vista no perché non credo che l’omosessualità sia un bene morale e dunque sono contro ovviamente ad un suo rafforzamento nella persona, tuttavia sono d’accordo che rispetto alla legge non possono esserci due pesi e due misure.

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  8. cornacchia ha detto

    @ Boomers e Gemini
    Se rende peggiore la sua vita non dovremmo moralmente assecondarlo, ma la legge non deve scendere in queste valutazioni e garantire la reciprocità.
    Che cosa intendete per bene morale? Corrisponde o no al benessere della persona? In altri termini, non rafforzare il male morale, rende miglire sempre e necessariamente migliore la vita della persona? Io credo di no, imporre la morale significa strumentalizzare la persona alla società, non certo aiutarla. Mi sembra che Kant lo abbia dimostrato: la morale si associa al bene della persona, soltanto se liberamente attuata.

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    • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

      Quindi se una persona desidera andare in giro nuda (secondo lei) dovrebbe essere acconsentito… è corretto?
      “imporre la morale significa strumentalizzare la persona alla società”

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      • cornacchia ha detto in risposta a Gemini

        Andare in giro nudi attenta alla privacy ed alla libertà sessuale altrui (diritti soggettivi perfetti) e, dunque, va vietato. L’omosessualità non leda alcunché, almeno sinché non viene equiparata al matrimonio.

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        • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

          Perché attenta “alla privacy ed alla libertà sessuale altrui”? Non possiamo avere due idee di costumi diverse così come ci sono vari orientamenti sessuali? Le voglio dire non c’è il rischio che si cadi al soggettivismo?

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        • LawFirstpope ha detto in risposta a cornacchia

          Beh, però allora con questo ragionamento una qualsiasi persona potrebbe reclamare che una coppia gay che si palesi alla luce del sole attenti alla libertà sessuale del proprio figlio (il quale, non potendo il padre spiegare la situazione al figlio in piena libertà pena il reato di omofobia, sarebbe costretto a vedere la cosa come normale e considerarla potenziale opzione per il proprio futuro).
          Come la mettiamo?

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a LawFirstpope

            La mettiamo che, se ragiona (cosa che mi pare complicata), non sa che risponderti.

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            • cornacchia ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Io non ho capito perché il figlio dovrebbe essere indotto verso la normalità, quando la libertà consiste proprio nella possibilità di scegliere fra le varie alternative, normali ed anormali.
              Il bambino deve sapere che l’omosessualità è anormale soltanto per avere un’informazione in più (e, dunque, autodeterminarsi con ancora maggiore libertà), ma non per essere dissuaso dal praticarla quando diventerà adulto.

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a cornacchia

                L’uomo può di fatto scegliere l’anormalità e il proprio e altrui male, ma MORALMENTE non può assolutamente farlo. Quando capirete voi allevati a latte e liberalismo-massonico che l’uomo è animale sociale e farsi del male è già fare del male all’intera società con il proprio esempio?

                E quello che nella realtà succede, è che il senso comune finisce per accettare come normalità quello che viene permesso mettere in pratica e se l’omosessualità, come già accade in molti paesi, è percepita e poi dichiarata esplicitamente essere cosa normale, una caterva di “presunti diritti” seguono immediatamente, come quello di adozione per le coppie gay, che è invece una ingiusta e VIOLENTA PREVARICAZIONE/PRIVAZIONE del diritto alla normalità familiare per i bambini, che devono avere un padre e una madre!

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                • cornacchia ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  Sono contrario al matrimonio ed all’adozione da parte dei gay e, parimenti, penso che impedire ad un ragazzino di essere o di diventare gay sia un ingiusta e VIOLENTA PREVARICAZIONE/PRIVAZIONE del diritto a vivere bene e liberamente la propria vita.

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                  • LawFirstpope ha detto in risposta a cornacchia

                    Impedire è impossibile: come dicevi tu ogni uomo può anche scegliere la anormalità o le peggio perversioni che gli vengono in mente o di farsi male senza motivo.
                    Il punto è che a differenza di te (perlomeno per quel che mi risulta) credo che il fatto è che la strada giusta debba comunque rimanere chiara ad ognuno e il male vada condannato in quanto tale.
                    Qui si cerca di passare tutto per un ‘bene’ (se non se ne è perso il senso) alternativo…

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                    • cornacchia ha detto in risposta a LawFirstpope

                      Il concetto di anormalità viene utilizzato per demonizzare, in specifici ambiti (quelli in cui si imbatte il pregiudizio, specie sessuale), la diversità che, in qualunque altro settore, verrebbe difesa, se non favorita. Basta pensare al fatto che molti di voi condannano l’omosessualità perché malata. Il che, oltre ad essere falso, è un controsenso, poiché il malato, lungi dal dover essere discriminato, va favorito.
                      Quanto al bene (preferirei usare questa parola), posso essere d’accordo sulla distinzione, a condizione – e qui casca l’asino – che sia rispettosa della sensibilità di ogni individuo. E su questo, la distinzione fra bene e male non può essere determinata dall’orientamento sessuale.
                      Condivide le affermazioni dell’utente Hugo?

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a LawFirstpope

                      cornacchia, ti è permesso esprimere le tue opinioni, ovviamente, ma cerca di usare un minimo di logica, perché altrimenti diventa del tutto inutile dialogare con te.

                      Elenco delle cose senza senso che affermi (praticamente tutte quelle che affermi).

                      1) OVVIAMENTE va “favorito”, cioè aiutato, il malato a guarire, non la sua malattia a prosperare… Ti puoi permettere di dire che non consideri in alcun modo l’omosessualità un male o un difetto (e comunque saresti nel falso), ma, per cortesia, non argomentare in modo assurdo.

                      2) OVVIAMENTE la “diversità” non è sempre e automaticamente un valore, perché è diverso anche il sadico pedofilo! Dunque non puoi dire né che in un qualunque altro ambito la diversità verrebbe incoraggiata o favorita, né basarti sul fatto indubitabile che l’omosessuale sia “diverso” dalla normalità, per dire che l’omosessualità è un valore da preservare, poiché vale invece esattamente l’opposto.

                      3) OVVIAMENTE se uno fa del male a se stesso e all’intera società, la sua “sensibilità” al riguardo è del tutto irrilevante, perché nessuno ha il diritto di fare il male.

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              • LawFirstpope ha detto in risposta a cornacchia

                Ma se io so per certo che la pienezza umana (e la vera felicità) si realizza da un’altra parte, come posso non indirizzare mio figlio in una determinata direzione (e, di conseguenza, dissuaderlo dal percorrerne altre)?
                La libertà non è fare tutto ciò che si vuole (neanche se non si danneggia nessuno con le proprie azioni): la libertà deve andare d’accordo con la verità altrimenti non è tale.

                Non dovrei forse dissuadere mio figlio dall’essere un alcoolista (per esempio)?

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          • cornacchia ha detto in risposta a LawFirstpope

            @ LawFirstpope
            Il padre può spiegare la situazione al figlio in piena libertà, visto che non esistono reati di opinione, ma, nel contempo, deve insegnare al figlio l’obbligo di rispettare la coppia omosessuale al pari di quella eterosessuale, a prescindere dalle sue convinzioni personali.
            Non capisco perché una cosa anormale non dovrebbe costituire una “potenziale opzione per il futuro”: io, nella vita, scelgo continuamente – anche se non nel campo della sessualità – di fare cose anormali, semplicemente conosco la differenza delle stesse rispetto a quelle normali.
            Del resto, se io ritenessi l’eterosessualità una devianza, avrei il diritto di obbligare il prossimo al nascondimento perché non voglio che lo diventi?
            Ma che discorsi sono?

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            • LawFirstpope ha detto in risposta a cornacchia

              Se ritenessi l’eterosessualità una devianza, lo faresti su un mero pregiudizio (o per qualche eccentrico snobismo), non certo poggiandoti su basi razionali. Ma non ti rendi conto che così facendo (non basandosi cioè su un riscontro sulla realtà; e spesse volte molte verità morali sono rivelate dal corso stesso, anche se a lungo termine, della storia!) si può giustificare qualsiasi cosa?
              La mia domanda comunque era più che altro volta a evidenziare quella che ho ritenuto una certa arbitrarietà nei tuoi giudizi: perché gli omosessuali si e i nudisti no?
              Sulla base di quali principi lo affermi?

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              • cornacchia ha detto in risposta a LawFirstpope

                @ Lawfistpope
                Perché i nudisti no e gli eterosessuali si? Per un omosessuale la devianza è l’eterosessualità e lo stesso vale per un eterosessuale che, per qualsivoglia ragione, voglia fare qualcosa di diverso.
                Comunque la differenza sta nel fatto che il nudista esibisce in pubblico un qualcosa che attiene all’intimità, l’omosessuale no.
                Poi, sarebbe bello se esprimesse un giudizio di merito: quale deve essere la libertà delle coppie omosessuali?

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                • LawFirstpope ha detto in risposta a cornacchia

                  Per un omosessuale la devianza è l’eterosessualità

                  E’ proprio qui l’inghippo: non si può parlare in termini relativi, deve esserci una verità assoluta (o altrimenti anche il suo criterio attinente all’intimità va a farsi friggere, visto che un nudista potrebbe risponderle che non reputa di avere nessuna parte intima e che quello dell’intimità è solo un retaggio culturale).
                  Libertà dei gay? Possono per me fare quello che meglio credono, anche perché non sarò io a dissuaderli
                  Libertà mia? Poter indicare serenamente quella come la strada non giusta.
                  Quale delle due le sembra la più ostaoolata?

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                  • cornacchia ha detto in risposta a LawFirstpope

                    Allora, io credo che il valore assoluto su cui tutti dobbiamo trovarci d’accordo sia la persona umana (e, dunque, la stessa natura umana debba essere ad essa funzionale).
                    Quindi, credo che se, per anche una sola persona al mondo, la vita da eterosessuale gli desse fastidio e, invece, quella da omosessuale gli garantisse – non dico felicità perché si tratta di un termine troppo elevato, ma quantomeno – serenità e libertà, questa sua condizione/scelta/propensione andrebbe rispettata al pari di quella eterosessuale. Non si tratta di relativismo: ho invocato un valore (il benessere individuale) che può essere leso soltanto in presenza di pari rango (ossia il benessere individuale di un’altra persona). Orbene, non vedo nel comportamento pubblico e visibile degli omosessuali alcun danno ai comportamenti ed al bene altrui, in quanto, anche chi, come Lei, non condivide tale “scelta” può benissimo spiegare al proprio figlio le ragioni per la quale la ritiene sbagliata, invitandolo, nello stesso tempo, a rispettare chi la pensa diversamente e rassicurandolo che sarà accettato anche allorché sia lui stesso a pensarla diversamente.
                    Quindi, non credo, ad esempio, che due uomini o due donne che camminano mano nella mano o si scambiano una carezza abusino della propria libertà.
                    Quanto alla Sua domanda, parto da un presupposto che entrambe le libertà vanno egualmente tutelate. Lei è disponibile a battersi per quelle degli omosessuali, ove concretamente fossero poste in pericolo?

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    • Boomers ha detto in risposta a cornacchia

      Bene morale significa benessere della persona ma in senso filosofico non medico, ovvero non sono d’accordo con l’affermazione che l’omosessualità, come altri disordini morali, sia un bene per l’essere. Tuttavia rispetto la legge e non pretendo che la mia opinione sia quella di tutti, e infine me ne sbatto allegramente di Kant, Hegel e Nietzche.

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  9. cornacchia ha detto

    @ Gemini
    è scientificamente provato che la violazione del pudore lede la libertà sessuale, nel senso che il soggetto esposto a scene intime, più difficilmente riesce, nel privato, a maturare e sviluppare la propria sensibilità.
    Riconosco che il pudore possa scontare dei margini di soggettività, ma, in ogni caso, nonostante le ambiguità, la finalità deve essere sempre la tutela di tutte le persone.
    Si può dire, ad esempio, che un bacio prolungato offenda o meno il pudore, pur rimanendo, in entrambi i casi, nella comune finalità di tutelare tutti: e, in questo caso, accetto l’opinione della maggioranza.
    Se mi dice però che due uomini/donne mano nella mano sono un offesa al pudore, allora è evidente che la finalità perseguita è patentemente discriminatoria e la maggioranza non vale nulla.

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    • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

      Mi scusi ma potrà anche essere vero scientificamente che il nudista senza questa sua libertà sia leso intimamente… Che fare ora?
      Poi lei assegna alla scienza il dovere di rispondere agli interrogativi etici?

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  10. cornacchia ha detto

    @ Gemini
    “Poi lei assegna alla scienza il dovere di rispondere agli interrogativi etici?”
    No, siete Voi che confondete il piano etico con quello scientifico, quando volete inferire la limitazione della libertà personale dalla presunta natura patologica dell’omosessualità (convinzione, questa, che, tra l’altro, non si basa nemmeno su dati scientifici, ma su considerazioni religiosamente e moralmente orientate).
    Io ho cercato di dimostrare che tale pretesa – cioé ritenere che un malato vada limitato piuttosto che supportato – oltre che antietica, è persino infondata sotto il profilo scientifico.

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    • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

      Quindi soltanto solo quello che è scientifico è vero il resto che sia religione o altro è palesemente falso. Giusto?

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      • Matyt ha detto in risposta a Gemini

        Dipende qual’è la sua definizione di verità.

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Matyt

          1) Prima di tutto la “definizione” di verità è uguale per tutti e consiste nella corrispondenza tra quello che pensiamo/diciamo della realtà e come la realtà è in se stessa. Se dico ciò che non è, dico il falso.

          2) Ciò che è vero non dipende dal desiderio, dall’opinione o dalla magia, ma da come la realtà è effettivamente, dunque se due persone dicono cose contrarie, solo uno dei due avrà ragione e sarà effettivamente nel vero.

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          • cornacchia ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Non è chiaro cosa c’entri la verità con chi una persona vuole unirsi.

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          • Matyt ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            1) D’accordo, anzi, condivido la sua definizione: qualcosa è vero se è conforme alla realtà.
            Ora, la questione si sposta sul fatto se possiamo conoscere o meno com’è davvero la realtà: Per quanto mi riguarda, ritengo (così come lo riteneva Kant) che siano conoscibili in modo univoco solo i dati sensibili.

            2) Giustissimo, e piuttosto pacifico per quanto riguarda la realtà sensibile, in quanto il dato esperienziale sul quale si espone il giudizio è assolutamente condivisibile.

            Per quanto riguarda la Metafisica, non più così pacifico, in quanto il collegamento alla base sensibile condivisa è sottoposto ad una interpretazione che, in quanto tale, è abbastanza arbitraria.

            L’esempio che mi viene in mente è quello dei problemi ingegneristici: esistono fior fior di modelli che descrivono una grandissima quantità di problemi fisici,modelli tutti perfettamente coerenti e liberi da contraddizioni interne.
            La questione è, quanto le necessarie assunzioni alla base li “scollegano” dalla realtà sensibile?

            Mutatis mutandis, penso che lo stesso discorso possa essere fatto per i modelli metafisici: quanto le assunzioni semplificative poste alla base del ragionamento “staccano” il modello dalla realtà?

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            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Matyt

              Bene, trovo la tua risposta di ottimo livello.

              1) Incominciamo a dire che il relativismo, tanto più quello assoluto, ma anche quello etico, sono scongiurati, perché, anche nell’ipotesi in cui la tua visione kantiana sia quella vera, appunto, di verità in ambito empirico possiamo parlare.

              2) Quindi abbiamo già trovato un terreno sul quale molti dei miti ideologici riguardanti l’omosessualità, possono essere sfatati. Proprio perché gli enti, che incontriamo nella nostra esperienza quotidiana, sono tutti enti dotati di una natura ben precisa: un topo non diventa un cavallo, né viceversa e da due topi nasce sempre un topo… L’uomo nasce SEMPRE maschio e femmina e non ha senso ipotizzare che possa esservi normalità nel trovarsi scissi tra il proprio sesso fisiologico e la propria identità sessuale a livello psicologico, altrimenti la realtà sarebbe assurda (= contraddittoria).

              2) Per fare metafisica si usa lo stesso metodo di ragionamento utilizzato nelle scienze empiriche (con la differenza che quanto viene dedotto dagli effetti in metafisica non sarà mai empiricamente misurabile). Faccio un esempio, sperando di non sbagliarmi: se non erro l’esistenza dei buchi neri non è osservabile direttamente, ma si deduce dagli effetti che produce. Ossia, se vi sono comportamenti anomali di onde luminose o onde radio, in certi casi se ne deduco come causa l’esistenza dei buchi neri. Ma lo stesso esempio vale anche a livello subatomico, nel quale spesso si sono dedotte strutture non direttamente visibili a partire dagli effetti.

              2.1) Ora, in metafisica si fa esattamente lo stesso: dagli effetti si deduce la necessità della causa corrispondente e se, per fare l’esempio più eminente, la realtà quotidiana che ho di fronte mi risulta essere impossibilitata a mostrare la ragione della propria esistenza, allora dovrò necessariamente dedurne l’esistenza di una causa metafisica adeguata. Naturalmente tutto sta nei termini entro i quali si può cogliere questa intrinseca insufficienza del visibile empirico a essere “causa sui”.

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  11. cornacchia ha detto

    Non mi sembra di aver detto questo. Sono partito dal principio secondo cui ogni persona, sotto il profilo etico-giuridico, ha il diritto di vivere normalmente la propria personalità, cioé negli stessi limiti di quella altrui, a prescindere che la stessa rientri o meno in una presunta normalità.
    Voi avete replicato che, in alcuni casi, sarebbe nell’interesse stesso della persona diversa essere repressa.
    Ho replicato:
    1) che tale supposto interesse, avendo natura scientifica, non è idoneo ad incidere sulla libertà, regolata dall’etica pubblica;
    2) sotto il profilo scientifico, tale supposto interesse risulta infondato.

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    • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

      Perché sotto un profilo scientifico, l’etica è regolata dai numeri o dalla “qualità” delle azioni umane?
      Se io picchio un muro o picchio un ragazzo per la scienza avrei compiuto la stessa azione… ora le chiedo può la scienza interessarsi di definire i comportamenti umani? o piuttosto c’è una natura qualitativa diversa estranea al mondo quantitativo descritto dalla logica?

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  12. cornacchia ha detto

    Perché sotto un profilo scientifico, l’etica è regolata dai numeri o dalla “qualità” delle azioni umane?
    Dalle qualità.
    La scienza non deve definire i comportamenti umani, al massimo è un dovere morale di tutti far conoscere le verità scientifiche affinché le persone possano essere libere ed informate.
    Tornando al tema dell’omosessualità, ripeto che si tratta di un ragionamento prima di tutto contraddittorio quello secondo cui l’omosessualità andrebbe limitata perché malata, proprio perché non è compito della scienza stabilire come le persone debbano comportarsi. Poi, considerare immorale un malato è davvero curioso.

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    • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

      Sì ma ci sono altre verità che non sono scientifiche!
      Queste qualità come si descrivono in termini rigorosi e come si possano definire?

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      • cornacchia ha detto in risposta a Gemini

        Sono d’accordo che ci siano verità morali, a condizione che:
        1) si distingua l’etica (coercibile) dalla morale (obbligatoria, ma libera);
        2) si consideri verità soltanto ciò che contribuisce alla realizzazione di ogni persona e non un’entità oppressiva degli individui.
        Sempre con riferimento all’omosessualità, essa rientra nel campo morale (non etico) ed il comportamento potrebbe essere considerato immorale soltanto allorché ostacoli il pieno sviluppo della personalità umana. Questo non lo escludo. Ciò che contesto è l’assunto secondo cui l’omosessualità sarebbe sbagliata perché non serve alla società, che è un principio esattamente antitetico rispetto alla legge morale naturale (la società deve servire alla persona).

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        • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

          Sì però lei parte da premesse valide senza una spiegazione vera, ma sostanzialmente formale. Perché dovrebbe fare male? Perché dovrebbe essere positiva? Perché dovrebbe non curarsi/curarsi?

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          • cornacchia ha detto in risposta a Gemini

            Sinceramente non ho capito bene la Sua replica.
            1) è chiaro che impedire ad una persona di stringere una relazione con chicchessia con le modalità preferite sia una violenza. Violenza che potrebbe essere giustificata soltanto allorché sia in gioco un bene più importante di altre persone: e, nel caso dell’omosessualità, tale bene superiore non esista (a meno di non volerlo individuare nella volontà divina ot similia, che giuridicamente non ha rilevanza);
            2) positivo è che venga vissuta in maniera normale perché, in questo modo, si permette a tutti di sentirsi integrati ed accolti nella società, anche se “diversi”, evitando fenomeni di emarginazione;
            3) la cura deve essere sempre elettiva. Se, poi, si dice che l’omosessualità è malata soltanto perché non serve alla specie, allora curarla significa – non già garantire il benessere della persona – ma strumentalizzare l’individuo alla società. Ed ho già spiegato il perché non si può fare.

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            • Gemini ha detto in risposta a cornacchia

              Cosa vuol dire vivere in maniera normale?

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              • cornacchia ha detto in risposta a Gemini

                Vivere con le stesse libertà di tutti gli altri, senza doversi né nascondere, né ostentare.

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                • Hugo ha detto in risposta a cornacchia

                  Di quali libertà parli? Avere un contegno pubblico è richiesto a tutti, si tratta semplicemente di buona educazione. Peccato che nessuno manifesti allo stesso modo dei Gay Pride che sono vergognosi da questo punto di vista, ma questo è un altro discorso.

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                  • cornacchia ha detto in risposta a Hugo

                    Non ho parlato di gay-pride.
                    Le regole che definiscoono il contegno pubblico devono essere insensibili all’orientamento sessuale, quantomeno sinché si rientra in atti di mero affetto.

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  13. Lugh ha detto

    Il fatto quotidiano… se lo uso come carta igienica miglioro i contenuti.

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    • cornacchia ha detto in risposta a Lugh

      @ Hugo
      Ok. Comunque se leggi i commenti sopra, vedrai che l’intolleranza c’è anche da parte di chi scrive i commenti di questo sito, visto che mi hanno accusato di considerarVi assassini, idioti, etc…nonostante io non abbia mai detto, né qui, né altrove, questo.

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  14. Andrea. ha detto

    Proprio in Sud Africa dove centinaia di operai assunti “in nero” e sottopagati (molti dei quali immigrati dai Paesi circostanti) muoiono ogni anno nelle miniere di diamante senza quasi mai far scandalo, a meno che non scoppi la rivolta con tanto di repressione violenta. Insomma, ci sono discriminati “di serie A” e discriminati “di serie B”?

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  15. Giacomo ha detto

    Però la violenza e gli abusi commessi sui ragazzini ospiti della comunità il Forteto,quelli si sono veri.Al contrario però si cercava e si cerca di educare i bambini all’omosessualità sin da piccoli con una vera e propria azione di plagio e lavaggio del cervello.

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  16. Giacomo ha detto

    Questa storia serve solo a dipingere gli omosessuali come le eterne vittime di una cultura maschilista,serve a trasformarli in vittime mentre loro usano ogni mezzo per mettere alla berlina i dissidenti del loro pensiero totalitarista

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  17. cornacchia ha detto

    Ripropongo un commento, comunque rivolto a tutti, in quanto penso si sia perso nel contesto.
    @ LawFirstpope
    Il padre può spiegare la situazione al figlio in piena libertà, visto che non esistono reati di opinione, ma, nel contempo, deve insegnare al figlio l’obbligo di rispettare la coppia omosessuale al pari di quella eterosessuale, a prescindere dalle sue convinzioni personali.
    Non capisco perché una cosa anormale non dovrebbe costituire una “potenziale opzione per il futuro”: io, nella vita, scelgo continuamente – anche se non nel campo della sessualità – di fare cose anormali, semplicemente conosco la differenza delle stesse rispetto a quelle normali.
    Del resto, se io ritenessi l’eterosessualità una devianza, avrei il diritto di obbligare il prossimo al nascondimento perché non voglio che lo diventi?
    Ma che discorsi sono?

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  18. Daniele ha detto

    Approfitto della presente discussione sugli omosessuali per dire che secondo me lo scandalo sessuale che nel 2011 ha coinvolto Strauss-Kahn e che lo ha di fatto escluso dalle primarie del Partito Socialista Francese (PSF) per la candidatura a Presidente della Francia è una balla costruita ad arte dai membri che siedono al vertice del suo stesso partito per “farlo fuori” e spianare così la strada ad Hollande.
    Perché c’era bisogno di “far fuori” Strauss-Kahn per far emergere Hollande? Beh, perché tra Hollande e Strauss-Kahn il favorevole alle nozze omosessuali è Hollande: e, visto che il PSF ha nei propri vertici alcuni esponenti della lobby omosessualista, emerge chiaramente che tale lobby potesse avere come primo interesse quello di candidare uno favorevole ai matrimoni gay (Hollande) piuttosto che uno contrario (Strauss-Kahn). Ora, la lobby omosessualista sa bene che, se Strauss-Kahn e Hollande avessero corso “alla pari” (cioè senza la zavorra dello scandalo sessuale sulle spalle di Strauss-Kahn), le primarie Strauss-Kahn le avrebbe vinte stracciando la concorrenza (infatti, prima dello scandalo, la base dell’elettorato socialista era tutta dalla parte di Strauss-Kahn) e quindi oggi all’Eliseo avremmo uno tra Strauss-Kahn e Sarkozy (candidato di Centrodestra), ma di sicuro non avremmo le nozze omosessuali.

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    • Daniele ha detto in risposta a Daniele

      Infatti, poi, la cameriera americana che in un primo tempo affermò di essere stata violentata da Strauss-Kahn ha in un secondo momento ritrattato tutto (dicendo che strauss-Kahn è sì un donnaiolo ma mai e poi mai uno stupratore), ma soltanto ad elezioni ampiamente concluse e con Hollande già diventato Presidente.
      Questo atteggiamento ambiguo tenuto dalla cameriera è, per lo meno, molto sospetto.

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    • Daphnos ha detto in risposta a Daniele

      Ho letto molte interpretazioni di quella vicenda piuttosto curiosa e l’unica conclusione alla quale sono giunto è che la lotta per il potere è sporca anche fuori dall’Italia. Detto questo, non so se l’origine del complotto contro Strauss-Kahn abbia un’origine interna o esterna al suo partito, probabilmente non lo sapremo mai, ma vorrei evitare di lasciarmi trascinare da ricostruzioni complottiste tipicamente grilline, anche se convincenti (le tue, non quelle dei grillini ;-) ).

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  19. Guido Periotto ha detto

    Pregmo sig. o sig.a Cornacchia,

    rispettare le coppie omosessuali non implica affatto condividere e/o appoggiare la loro eventuale pretesa di equipararsi alle normali coppie eterosessuali; perlomeno questo è quanto si evince dalla nostra Costituzione che, agli articoli 29, 30 e 31, afferma chiaramente la protezione ed il sostegno della Repubblica nei confronti della famiglia naturale, fondata sul matrimonio.
    Ora è del tutto evidente come, da diverso tempo, anche in Italia, ci sia più di qualcuno che, piuttosto allergico al dettato costituzionale, (in questo caso ben fondato sulla legge naturale), non lesina risorse ed energie per demolire la famiglia naturale, sulla scia di quanto sta accadendo in altre nazioni europee ed extraeuropee,in nome di una malintesa idea di civiltà e di progresso,e facendosi sovente scudo della parola magica omofobia…
    Per quanto concerne le sue preoccupazioni pedagogiche relativi ai fanciulli “maleducati”, cresciuti nelle famiglie naturali, la invito a leggere il seguente articolo, a mio modesto giudizio, ricco di saggezza e di vera attenzione per il futuro dei più deboli ed indifesi, tra tutti noi.

    http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2753

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    • cornacchia ha detto in risposta a Guido Periotto

      Mi sembra che Lei non abbia letto con attenzione (o serenità) ciò che ho scritto.
      Ho detto che le coppie omosessuali non vanno riconosciute, ma pienamente rispettate nella loro libertà o protette quando un contesto sociale loro ostile le penalizza di fatto.

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  20. Guido Periotto ha detto

    Veramente ho l’impressione che sia lei che non abbia letto con calma e senza pregiudizi ciò che le ho scritto e riportato…In particolare, sul presunto contesto sociale ostile agli omosessuali, nei Paesi occidentali (e non solo…) a me pare che ostracismo ed ostilità siano attualmente ben orchestrati ed indirizzati soprattutto verso chi si professa apertamente cristiano…

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    • cornacchia ha detto in risposta a Guido Periotto

      Ho detto che non ho nessun pregiudizio verso i cristiani.
      Lei, invece, ce li ha con chi non vuole formare famiglia?

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      • Laura ha detto in risposta a cornacchia

        Cos’è la famiglia secondo te?

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        • cornacchia ha detto in risposta a Laura

          A me va bene la famiglia disegnata dalla Costituzione, che garantisce la piena libertà di non formarla e, in alternativa, di unirsi in gruppi alternativi, anche – e nondimeno – caratterizzati da un diverso orientamento sessuale.

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  21. LawFirstpope ha detto

    @cornacchia, scusa ma a quanto pare non posso continuare a risponderti sulla stessa serie di post.

    Il concetto di anormalità viene utilizzato per demonizzare, in specifici ambiti (quelli in cui si imbatte il pregiudizio, specie sessuale), la diversità che, in qualunque altro settore, verrebbe difesa, se non favorita.

    Non si tratta di demonizzare e non si tratta di pregiudizi: la giusta via si basa osservazione della realtà (è la n-esima volta che lo dico, ma forse non si è capito: mi riferisco alla complementarità dei sessi, al fatto che solo la coppia eterosessuale è potenzialmente fertile, etc.)

    Il che, oltre ad essere falso, è un controsenso, poiché il malato, lungi dal dover essere discriminato, va favorito.

    Qui onestamente penso che lei (uso il lei solo perché mi si è rivolto nello stesso modo) stia giocando un po’ furbescamente sull’ambiguità del termine favorire: vero che il malato va favorito, ma in senso di una riabilitazione, non elevato ad esempio e modello di vita. In questo senso rischia di contraddirsi.

    Quanto al bene (preferirei usare questa parola), posso essere d’accordo sulla distinzione, a condizione – e qui casca l’asino – che sia rispettosa della sensibilità di ogni individuo. E su questo, la distinzione fra bene e male non può essere determinata dall’orientamento sessuale.

    Ecco, qui si sfocia nel più brutale dei relativismi: per paura di non offendere nessuno si cerca di tenersi più equidistanti possibili (non rendendosi conto che anche così però si discrimina qualcuno). Vogliamo parlare della sensibilità dei pedofili? Dei coprofagi (perché non possono mangiare la loro cacca in santa pace alla luce del sole?)? Degli zoofili? (la lista è lunga, lascio usare la fantasia)
    Se lei trova un alcoolista fiero di esserlo, non gli consiglierebbe comunque di ‘curarsi’? E se così facendo urtasse la sua sensibilità?
    Ci sono due problemi:
    1) Comunque non si può non offendere la sensibilità di nessuno, in nessun caso.
    2) In questo modo basta un po’ di disonestà intellettuale (e un po’ di sano vittimismo) per far passare per legge qualsiasi capriccio soggettivo (basterebbe infatti dichiararsi offesi nella sensibilità, et voilà: la loi est pronte!).
    Pare chiaro invece che le leggi dovrebbero basarsi su criteri oggettivi (dettati dalla ragione) e sul buon senso (quello comune, non individuale).

    Condivide le affermazioni dell’utente Hugo?

    Si, mi ci rispecchi abbastanza.

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  22. alessandro pendesini ha detto

    @LawFirstpope

    Vorrei solamente farle notare -a lei e non solo- che l’omosessualità
    –NON è una MALTTIA !
    –NON è una PARAFILIA !
    –NON è una PERVERSIONE !
    –NON è una SCELTA PERSONALE -anche se molte persone -per ignoranza- sono convinte del contrario! Punto

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  23. cornacchia ha detto

    Possiamo tranquillamente usare il Tu.
    1) La complementarietà dei sessi ha un rilievo quando si parla di formazione della famiglia e, dunque, di reale o potenziale coinvolgimento di terzi e non in materia di libertà individuale, ove io posso stare benissimo in un rapporto privo di complementarietà.
    2) Non è assolutamente vero che il malato vada favorito nel solo senso della riabiliazione, la quale è soltanto UNO dei tanti diritti. Un altro diritto è quello di rimanere così com’è e di vivere liberamente la propria condizione. Se una persona, ad esempio, è zoppa, ha il diritto di farsi operare, ma, se non gli va di sottoporsi ad un intervento chirurgico, può camminare zoppa e supportata in questa sua condizione (ascensori, posti riservati …). In ogni caso, va ribadito che la salute è un diritto individuale e, dunque, la distinzione fra sano e malato va determinata alla stregua del benessere dell’individuo e non dell’interesse della società. In questo senso, l’omosessualità è psichiatricamente normale e, in aggiunta, un trattamento riabilitativo sarebbe, oltre che violento, privo d’efficacia se disgiunto dal pieno ed incondizionato consenso dell’omosessuale.
    3) All’alcolista consiglierei di curarsi per il suo bene, non perché, in quel modo, non è utile alla collettività o non è un buon esempio, etc…
    Fermo restando che il paragone fra coprofagia ed omosessualità offende proprio quella verità oggettiva che dice di voler rispettare, non esiste nessuna norma che vieti di mangiare escrementi alla luce del sole. E tale norma non va introdotta. Il paragone con il pedofilo e lo zoofilo, invece, non sono rilevanti perché si tratta di atteggiamenti non supportati dal consenso: altro non occorre.
    Se il criterio oggettivo non è in grado di tutelare tutti, delle due l’una: o non è oggettivo (propenderei per questa tesi), oppure va riconosciuta più libertà alla soggettività.

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    • LawFirstpope ha detto in risposta a cornacchia

      Il paragone con il pedofilo e lo zoofilo, invece, non sono rilevanti perché si tratta di atteggiamenti non supportati dal consenso: altro non occorre.

      Dunque è questo il criterio? Il consenso pubblico?
      Eppure tanti crimini nel corso della storia sono stati perpetrati proprio in virtù di questo (si pensi alla Germania nazista, per esempio)!
      Il fatto, caro o cara cornacchia, è che se non si crede a valori oggettivi e immutabili (come le sue ultime parole mi lasciano intuire) qualsiasi discussione che si può fare intorno all’argomento è pura lana caprina e non ha assolutamente senso indignarsi per l’una ho l’altra posizione (e anche la sua risposta circa il punto 3), che peraltro condivido pienamente, rimarrebbe comunque campata per aria, visto che qualcuno più conservatore e intransigente di me potrebbe dire la stessa cosa degli omosessuali).
      Capisco che per certi versi possa fare ‘comodo’ all’essere umano rinunciare a tali valori per avere un maggiore senso di libertà (a mio avviso illusoria, ma è solo la mia opinione) e di potenza, ma così facendo crollano i pilastri che fanno da base all’umanità e i risultati si vedono nel periodo storico di crisi e contraddizioni che stiamo vivendo: vale tutto e il contrario di tutto.
      Il fatto è che tutti ormai si occupano solo di ciò che è comodo, che non offende, che mette d’accordo: non c’è più sete di verità, di libertà (quella vera) e di giustizia… E purtroppo al giorno d’oggi io vedo un genere umano sempre più infelice, insoddisfatto e solo…
      Le nostre posizioni sono diametralmente opposte, a quanto pare: non credo abbia più tanto senso continuare a discuterne (soprattutto data la soggettività che lei propone come criterio)…
      Cordiali saluti

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a LawFirstpope

        “Il fatto è che tutti ormai si occupano solo di ciò che è comodo, che non offende, che mette d’accordo: non c’è più sete di verità, di libertà (quella vera) e di giustizia…”.

        Quoto e ti faccio i complimenti al 100%! DALLA SETE DI VERITA’ (e secondariamente di giustizia) dipende tutto.

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a cornacchia

      Continui a parlare esprimendo non-sensi, ecco l’ultimo (poi spero vorrai rispondere anche alle obiezioni che ti ho rivolto sopra): “Se il criterio oggettivo non è in grado di tutelare tutti, delle due l’una: o non è oggettivo (propenderei per questa tesi), oppure va riconosciuta più libertà alla soggettività”.

      Questo è un ragionamento privo di senso, poiché è un palese circolo vizioso: è il criterio oggettivo che deve indicarti chi è meritevole di essere tutelato! Capisci? Altrimenti anche il solito sadico pedofilo avrebbe questo diritto, che però tu non gli riconosci, vero?

      Il criterio basato sul consenso implica l’inesistenza oggettiva del bene e del male e dunque è estremamente fragile, perché tu a tuo figlio non potrai mai dire: “Non violentare la tua compagna di banco, perché questa è una cosa orrenda ed un crimine”, ma dovrai semplicemente dirgli, se sei onesto: “Non violentare chi ti pare fino a quando non avrai il consenso della maggioranza”; con il piccolissimo problema (spero che per te lo sia) che questo principio RIABILITA TOTALMENTE AD ESEMPIO IL NAZISMO, il cui leader, come noto, non ha compiuto un colpo di stato, ma è stato regolarmente eletto dal popolo tedesco.

      Spero ti renderai conto della superficialità senza limiti (e direi quasi criminale) che le tue opinioni comportano.

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