Stigma sociale causa suicidi gay? Studio smascherato – debunked

“Lo stigma sociale aumenta il rischio di suicidi tra gay”, “Secondo uno studio le comunità anti-gay causano morte precoce alle persone Lgbt”. Sono questi alcuni dei titoli di giornale apparsi in Italia su uno studio americano secondo il quale le persone omosessuali che subiscono pregiudizi nelle loro comunità avrebbero una minor speranza di vita.

La ricerca, realizzata da Mark Hatzenbuehler della Columbia University (più volte impegnato in tematiche simili), è stata pubblicata nel 2014 sulla rivista Social Science & Medicine e, come si legge, si è trattata del primo studio peer-review che ha davvero indagato le eventuali conseguenze dell’omofobia.

Ma cosa succede se un altro ricercatore prova a riprodurre lo studio seguendo la stessa metodologia utilizzata? E’ ciò che è effettivamente avvenuto e il risultato lo ha riportato Naomi Schaefer Riley sul New York Post: «Il mese scorso, Mark Regnerus, professore presso UT Austin, ha pubblicato un articolo sulla rivista Social Science and Medicine», nel quale ha spiegato di aver «cercato per dieci volte di ottenere gli stessi risultati di Hatzenbuehler utilizzando gli stessi dati esatti, ma senza riuscirvi. Il che significa, ha concluso, che “lo studio originale è così sensibile alle soggettive decisioni di misura da doversi ritenere inaffidabile“». In particolare, la raccolta dei dati su cui si è basato l’autore dello studio originale aveva gravi carenze metodologiche (le domande poste non erano infatti le stesse ogni anno). Schaefer Riley ha anche ricordato che il prof. Regnerus è stato al centro di infuocate polemiche nel 2012 quando ha dimostrato le problematiche psico-fisiche dell’omogenitorialità ma, «nonostante le richieste di correzione, l’Università del Texas non ha trovato irregolarità». La ricerca non si basa sul principio d’autorità e, al di là delle prevedibili polemiche, nessuno ha mai smentito il suo studio su riviste scientifiche, come invece lui ha fatto con quello del prof. Hatzenbuehler.

La confutazione di questa ricerca da parte dello studioso americano è stata un duro colpo per gli attivisti Lgbt, come lo psichiatra Vittorio Lingiardi, che l’ha più volte citata. Anche perché, Hatzenbuehler, seppur concedendo che coloro che si oppongo al matrimonio omosessuale non hanno in realtà «voglia di ferire le persone», si è spinto a sostenere le nozze gay per combattere il presunto stigma sociale: «in una serie di studi che i miei colleghi ed io abbiamo condotto, abbiamo dimostrato che le politiche riguardo il matrimonio tra persone dello stesso sesso influenzano la salute mentale e fisica delle persone LGBT». Invece, niente da fare: «nessuno degli effetti dello stigma sociale sulla mortalità delle minoranze sessuali era statisticamente significativo», secondo la conclusione del prof. Regnerus. Altri studi hanno confutato l’esistenza dell’omofobia come fenomeno sociale.

Mentre l’indagine di Hatzenbuehler è stata ripresa e propagandata da tutto l’establishment mass-mediatico, alimentando il mare di disinformazione esistente attorno al tema dell’omosessualità, la sua confutazione da parte di Regnerus ha ricevuto, prevedibilmente, molta meno attenzione. Eppure non è certo la prima volta. Il caso più celebre è avvenuto nel 2015 quando, qualche mese dopo la pubblicazione sulla rivista Science del più grande studio “pro-gay”, uno degli autori ha accusato l’altro, Michael LaCour, di aver appositamente falsificato i dati per favorire la comunità omosessuale. Negli USA è stata definita come «una delle più grandi frodi scientifiche nella memoria recente».

Nel 2014 il dott. Delaney Skerrett ha guidato un team di ricercatori dell’Australian Institute for Suicide Research and Prevention (AISRAP), i quali hanno scoperto che una delle principali cause di suicidi tra lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali, non era affatto l’omofobia e lo stigma sociale, ma l’altissimo tasso di conflitti domestici con il rispettivo partner (decisamente più alto di quello relativo alle coppie uomo-donna). Secondo altri studi, infatti, le persone omosessuali affrontano tassi decisamente più elevati di violenza domestica rispetto agli eterosessuali e questa potrebbe essere la vera causa dell’alto tasso di suicidi e della vita qualitativamente peggiore purtroppo riscontrata in chi ha tendenze omosessuali. Nasconderlo è la vera discriminazione verso queste persone.

La redazione

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42 commenti a Stigma sociale causa suicidi gay? Studio smascherato – debunked

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  1. Laura ha detto

    Buona notizia, in ogni caso non capisco come si possa sostenere questo fantomatico stigma per le persone gay, le quali sono praticamente ovunque. Basta accendere la televisione a qualunque ora, qualunque serie tv, qualunque partito ha almeno 5 o 6 omosessuali come candidati, per non parlare nelle redazioni dei principali quotidiani che sembrano parlare solo di questo. Il tutto nonostante la popolazione omosessuale sia l’uno o il due percento di quella mondiale, una sproporzione incredibile.

    • Fabio ha detto in risposta a Laura

      Esattamente, Laura.
      Mancherebbe soltanto che qualche esecutivo forzasse la mano nell’approvazione d’una scellerata legge contro l’omofobia, per vedere il tuo commento censurato, o peggio, vederti arrivare una querela, per aver infastidito con un commento innocuo e razionale, qualche testa calda di una sedicente organizzazione lgbt.
      Praticamente, la minoranza della popolazione rappresentata dai gay, finirebbe per serrare labbra e liberi pensieri alla maggioranza della popolazione eterosessuale.

  2. Max ha detto

    Anche nelle societa’ piu’ “tolleranti” dell’omosessualita’ come quelle del Nord Europa (tolleranza a senso unico: provate a dichiararvi contrari al “matrimonio” gay in Svezia od a Londra, a meno che non siate musulmani) i tassi di suicidio tra omosessuali sono piu’ alti di quelli degli etero ed i “divorzi tra coniugi dello stesso sesso” sono piu’ frequenti di quello tra coppie dello stesso sesso. Sara’ un caso?

    Nessuno deve prendere in giro o vilificare qualcuno o qualcuna soltanto perche e’ omosessuale; questo e’ contrario alla dignita’ della persona. Ma non aiuta nessuno non riconoscere che c’e’ qualcosa che non va.

    • Taigura Araphael ha detto in risposta a Max

      Avendo conosciuto di persona una miriade di omosessuali, sia uomoni che donne(ed anche qualche trans), posso affermare con abbstanza convinzione che il problema non è legato allo stigma sociale, o almeno non direttamente o non completamente. Purtroppo capirne la causa( o molteplici piccolo cause, secondo me) è molto difficile. L’idea che mi sono fatto, e non lo dico da amofobo, è che il problema sia connesso alla natura intrinseca della relazione tra persone dello stesso sesso( problematica archetipica connaturata nella condizione stessa della relazione omosessuale), unita ad una moltitudine di fattori sociali molto più subdoli di quello che possono sembrare.
      Quindi per finire, credo che il problema vada analizzato attraverso l’approccio biopsicosociale.

  3. Sophie ha detto

    Troppo facile dare la colpa agli altri per i propri problemi. Se ci sono omosessuali che si suicidano non è perchè la società è omofoba ma perchè c’è una discordanza fra quello che sono e quello che vorrebbero essere (perchè in realtà tutti gli omosessuali vorrebbero essere etero). C’è una certa fragilità di fondo che li fa crollare appena si presenta una condizione avversa. Pertanto il problema non viene da fuori ma da dentro.
    Se per esempio ho messo qualche chiletto in più e non mi sento a mio agio con il mio corpo e non mi piaccio, non è perchè pinco pallino mi ha detto che sono grassa, ma perchè sono io che non sto bene con me stessa.

    • Klaud ha detto in risposta a Sophie

      …(perchè in realtà tutti gli omosessuali vorrebbero essere etero)…
      Ne sei proprio sicura? Ho conosciuto un mucchio di ciccione che non ci pensavano per niente a dimagrire.
      E quindi ne deduco che anche gli omosessuali…

      • Sophie ha detto in risposta a Klaud

        Sì ne sono sicura.

      • Taigura Araphael ha detto in risposta a Klaud

        Ma infatti le generalizzazioni poco si accostano alla psiche umana. L’errore è parlare di omosessualità, riferita ad un fenomeno unico che caratterizza qualsiasi persona sia attratta per qualsiasi ragione dallo stesso sesso. L’orientamento sessuale, sia etero che omo, va analizzato tendendo sempre presente il sesso biologico dell’individuo. Con ciò voglio dire, che bisogna distinguere in base al soggetto, maschile o femminile. Ad esempio ho notato che l’omosessualità egodistonica è molto più diffusa tra le femmine, fatto che trovo molto interessante. Per quanto più lesbiche conosco più mi convinco che parlare di orientamento sessuale, nelle donne, lascia il tempo che trova, perchè nella donna sarebbe più il caso di parlare si sessualità fluida. Valle a capire le donne, sono troppo contorte..xd

        • Max ha detto in risposta a Taigura Araphael

          Acquarius, sei appassionato di studi di psicologia?

          (non sono ironico, e’ una domanda seria)

          • Taigura Araphael ha detto in risposta a Max

            Direi abbastanza, anche se d’altro lato documentarmi sulla materia è d’obbligo al fine di capire altri aspetti della realtà. E’indispensabile un approccio multidisciplinare e conoscere la psicologia, almeno le basi, è fondamentale. Comunque niente a che vedere con la mia vera passione: la filosofia dell mente. Di questa sono davvero appassionato.
            Adesso vorrei farti una domanda io, max……sarei curioso di conoscere il tuo segno zodiacale.
            Non sei obbligato a rispondermi, ma ti pregherei di essere sincero nella risposta, quindi ad una bugia preferirei che non mi rispondessi affatto.

        • lorenzo ha detto in risposta a Taigura Araphael

          Non credi sarebbe il caso di accennare al fatto che per talune donne il rapporto sessuale col maschio è doloroso, per altre traumatico, per altre deludente?

        • Michele ha detto in risposta a Taigura Araphael

          Valle a capire le donne, sono troppo contorte..xd

          Attenzione che qualcuno (anzi qualcun*) potrebbe dirti che con quest’affermazione stai replicando solamente vergognosi stereotipi di genere… ahahahahah…

      • Sophie ha detto in risposta a Klaud

        Omosessuali felici della propria gayezza non esistono, non è che siccome ai gay pride vanno vestiti tutti colorati stile Carnevale allora sono felici. Vedo molta falsità in quell’ambiente, cosa che non vedo negli omosessuali egodistonici che sono decisamente più realistici. Non si può essere felici quando non si vive con la grazia di Dio.

        • Klaud ha detto in risposta a Sophie

          Mi sembra che usi le tue convinzioni personali come base per verità generali.
          L’esempio dei chili in più: sei sicura che il tuo non sentirti bene nasce unicamente dentro di te? In un mondo dove cinema, pubblicità, televisione, riviste e, non tralasciamole, le occhiate critiche al lato B da parte dei colleghi, passanti o condomini, non c’entri proprio per niente nel condizionare tutte le donne?
          Mutate mutandis vale per gli omosessuali.

          …cosa che non vedo negli omosessuali egodistonici che sono decisamente più realistici…
          Cioè, ti piacciono gli omosessuali infelici e problematici? Tipo vecchio cinema francese?…

          • Sophie ha detto in risposta a Klaud

            Io sto bene con me stessa, ho solo fatto un esempio. Certo mi piacerebbe raggiungere il mio peso-forma o avere un fisico come Belen Rodriguez, più che altro per stare in salute, no di certo perchè tizio mi ha detto che sono una tettona.
            A me piacciono gli omosessuali che non si fanno le vittime e che non danno le colpe agli altri del proprio malessere.

        • Klaud ha detto in risposta a Sophie

          Ti avevo inviato un bellissimo post, ma deve essere finito all’indice…

  4. Max ha detto

    Comunque, lo studio di Skerrett afferma da un lato che gli omosessuali non sono rifiutati nelle loro famiglie, il che e’ positivo. Dall’altro pero’ che se hanno problemi con i partners a casa, questo e’ dovuto alla “frosty reception they receive in society”: il rapporto con i loro compagni e’ considerato “meno valido” di quello delle persone etero.

    • Taigura Araphael ha detto in risposta a Max

      Direi abbastanza, anche se d’altro lato documentarmi sulla materia è d’obbligo al fine di capire altri aspetti della realtà. E’indispensabile un approccio multidisciplinare e conoscere la psicologia, almeno le basi, è fondamentale. Comunque niente a che vedere con la mia vera passione: la filosofia dell mente. Di questa sono davvero appassionato.
      Adesso vorrei farti una domanda io, max……sarei curioso di conoscere il tuo segno zodiacale.
      Non sei obbligato a rispondermi, ma ti pregherei di essere sincero nella risposta, quindi ad una bugia preferirei che non mi rispondessi affatto.

      Ripubblico qui. Questo è il commento in moderazione.

  5. Giovanni ha detto

    United Nations

    Convention on the
    Rights of the Child 31 Jeanuary 2014

    la Commissione è preoccupata dalle passate dichiarazioni della Santa Sede sull’omosessualità che contribuiscono alla stigmatizzazione sociale e alla violenza contro gli adolescenti lesbiche, gay, bisessuali e transgender e contro i figli allevati da coppie di persone dello stesso sesso.

    Con riferimento alla precedente preoccupazione sulla discriminazione in base al genere, la Commissione esprime rammarico perché la Santa Sede continua a enfatizzare la promozione della complementarietà e dell’eguaglianza nella dignità, due concetti che non corrispondono all’eguaglianza di fatto e di diritto prescritta dall’articolo 2 della Convenzione e spesso sono utilizzati per giustificare politiche e leggi discriminatorie.
    La Commissione esprime rammarico anche perché la Santa Sede non ha fornito informazioni precise in merito alle misure adottate per promuovere l’eguaglianza tra ragazze e ragazzi e per rimuovere gli stereotipi di genere dai libri di testo delle scuole cattoliche come richiesto dalla Commissione nel 1995.

    La Commissione invita inoltre la Santa Sede ad assumere misure attive per rimuovere dai libri di testo delle scuole cattoliche tutti gli stereotipi di genere che potrebbero limitare lo sviluppo dei talenti e delle attitudini dei ragazzi e delle ragazze e minare le loro opportunità educative e di vita.

    33. La Commissione è preoccupata per i figli concepiti da preti cattolici che, in molti casi, non conoscono l’identità dei propri padri.

    Il rapporto ONU della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dei minori denuncia ufficialmente la chiesa per omofobia e pedofilia.

    Nel 2008 la Santa Sede, in linea con i più integralisti paesi musulmani boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell’omosessualità, rendendosi complice attivo delle torture e delle condanne a morte inflitte agli omosessuali con la scusa che:
    “Gli stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ – dice monsignor Celestino migliore – verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”.

    Come dimostrato la realtà è ben diversa da quanto sostiene questo articolo e putroppo MOLTO preoccupante.

    Uccr non fa altro che presentare articoli sparsi in rete di studi del tutto privati e inconsistenti per promuovere negazionismo e omofobia.

    In un contesto dove ogni giorno avvengono efferati omocidi, infanticidi e femminicidi causati dalla cultura maschilista e patrarcale che la chiesa ha sempre sostenuto avete la faccia tosta di parlare di violenza.. nelle coppie gay!

    “l’esistenza dell’omofobia come fenomeno sociale” è pienamente dimostrata dalla vostra continua ossessione contro i gay, prolungate crociate di odio religioso, integralista e radicale come il familyday dimostra.

    “L’omofobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità, e quindi delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali basata sul pregiudizio. L’Unione europea la considera analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo. Con il termine “omofobia” quindi si indica generalmente un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti avversi all’omosessualità o alle persone omosessuali”

    Questo stesso articolo induce il lettore a sostenere che le coppie gay sono violente.

    Negate i diritti alle coppie gay, li definite depravati, sostenete il familyday dove vengono impunemente dichiarati ogni sorta di insulto e discriminazione ad ogni livello.

    In piu sostenete perfino le teorie “riparative”, che avvengono nell’ombra all’interno di associazioni che assumono nomi che traggono in inganno come “Associazioni Genitori e amici degli omosessuali”, dove in realtà vengono organizzati corsi di riparazione con l’assitenza di sedicenti padri “sprituali”.

    Sono inoltre putroppo numerosi i casi di cronaca di violenza contro le persone omosessuali.

    Voi avete paura dell’omosessualità ovvero siete letteralamente omo-fobici, come sostiene Bagnasco e le dichiarazioni dello stesso Bergoglio.

    • Gianfranco ha detto in risposta a Giovanni

      Condanno fermamente i paesi dove vige la pena di morte verso gli omosessuali, gli apostati e gli atei.

    • Mari ha detto in risposta a Giovanni

      Ti senti tanto intelligente per aver scritto righe su righe di frasi qualunquiste e senza senso logico? Se non ti è ben chiara la differenza tra Cristianesimo e islam in temi come l’omosessualità al punto che secondo te rifiutarsi di piegarsi completamente all’ideologia lgbt equivale a promuovere la tortura e l’omicidio allora non dovresti certo essere qui; e se pretendi di non prendere in considerazione ciò di cui si parla in questo articolo solo perché tu hai la percezione, orientata da ciò che ti propinano i mass media, che “le famiglie etero siano sempre peggio a prescindere, tanto che quelle lgbt sono perfette e inattaccabili” allora si vede che sei tu quello con la mente chiusa. Che poi citi l’onu come se non avesse mai avuto problemi di stupri e pedofilia tra le sue forze… E comunque l’omofobia non esiste, è solo una parola dogmatica che denota quanto poco voi siate capaci di argomentare contro chi vi dà contro

    • lorenzo ha detto in risposta a Giovanni

      Il malessere che rode i gay non è causato dallo stigma sociale ma è connaturato all’essere gay;
      infatti:
      – o la natura, ritenendo taluni inadatti alla perpetuazione della specie, annulla in loro l’attrazione sessuale per il sesso opposto,
      – o la natura, nel tentativo di recuperare nei gay l’attrazione per il sesso opposto, lancia segnali che creano in chi si oppone malessere psicologico.

      Tutti coloro, siano essi “ONU, Papi o Re”, che fanno credere ai gay che la causa del loro malessere è esterna e non interna sono responsabili delle loro sofferenze.

      Ps: in natura l’atto omosessuale è, tranne le rare eccezioni del piacevole gioco, un atto di reciproca prevaricazione sottomissione.

      • Max ha detto in risposta a lorenzo

        Stavolta non sono del tutto d’accordo con quello che dici Lorenzo. Ma la tua frase

        “Tutti coloro, siano essi “ONU, Papi o Re”, che fanno credere ai gay che la causa del loro malessere è esterna e non interna sono responsabili delle loro sofferenze.”

        e’ da incorniciare.

        • lorenzo ha detto in risposta a Max

          Qual è il punto di disaccordo?
          Potrei chiarire o modificarlo.

          • Max ha detto in risposta a lorenzo

            Con le tue frasi “o…o” sembri rimandare alla “Natura” una volonta’ ed una intelligenza. Non mi sembra molto sensato. Ne’ si capisce perche’, attrazione per lo stesso sesso a parte, alcuni omosessuali non sarebbero adatti a riprodursi… a me sembrano fisicamente persone come tutte le altre.
            Inoltre le cause dell’omosessualita’, come dice sia la Scienza sia il Catechismo, non sono ancora molto chiare. Allora possiamo fare delle ipotesi in questo campo, ma eviterei di affermazioni troppo sicure.

            Inoltre, occhio a dire che l’atto (sessuale) omosessuale in natura e’ o gioco o prevaricazione. I bonobo praticano atti omosessuali in abbondanza per diminuire lo stress e mantenere la pace nel loro gruppo, le giraffe fanno qualcosa di simile.

            Ovviamente nessuno qui vuole essere un bonobo od una giraffa 🙂

            P.S. per essere chiari, non ero ironico quando ho detto che quella tua frase era da incorniciare; dicevo quello che pensavo.

            • lorenzo ha detto in risposta a Max

              Proprio perché scrivi quello che pensi ti ho chiesto di specificare i punti di disaccordo.

              – Con “o…o” intendevo rimandare semplicemente alla selezione naturale di tipo sessuale: se esiste potrebbe benissimo “agire” rendendo determinati individui inidonei alla prosecuzione della specie o fisicamente o psicologicamente.

              – Evito di volutamente di accennare al Catechismo, fatta eccezione per l’aiuto che dobbiamo aiutare questi fratelli meno fortunati, perché i cattolici lo conoscono benissimo ed i non cattolici lo rifiutano.

              – “I bonobo praticano atti omosessuali in abbondanza per diminuire lo stress (piacevole gioco) e mantenere la pace nel loro gruppo (prevaricazione-sottomissione: serve a stabilire la gerarchia in un gruppo).

      • Fabio ha detto in risposta a lorenzo

        Concordo con te, Lorenzo.
        Io, per esempio, ho sempre ritenuto l’omosessualità come un fattore naturale, ma questo aggettivo non va confuso col sinonimo di normalità.
        Infatti anche una qualsiasi patologia è un evento che si può sviluppare naturalmente nell’organismo di un essere vivente, sia esso animale, vegetale od umano, tuttavia ne va a modificare o impedire il normale svolgimento biologico, riproduttivo o psichico del soggetto affetto.

      • Adriano ha detto in risposta a lorenzo

        La cosa che mi fa sorridere è la presunzione e la sicurezza con cui parlate di esperienze di vita che non vi appartengono. Lasciate dire a un omosessuale se ha o no questo malessere di cui parlate.
        Perché seriamente… Io sono omosessuale e conosco almeno un centinaio di altri omosessuali come me che conducono una serena vita in salute, ho i miei progetti, il mio lavoro di cui sono soddisfatto e il mio amore che coltivo ogni giorno. Una vita normale e bella senza malesseri. L’unica cosa che mi mette tristezza a volte è riflettere sul fatto che viviamo in un mondo in cui questa normalità che vivo e che quindi so per certo che è reale è negata da molti. Sentire spesso questa mia condizione accostata a parafilie e perversioni di vario genere con cui io non ho nulla da spartire mi fa un certo effetto. Come se voi, persone per bene, leggeste ogni giorno sui quotidiani che il vostro andare a fare la spesa, pettinarvi la mattina o il modo in cui vi allacciate le scarpe è sintomo di un malessere perverso e pericoloso per la società… Ora nella mia vita ribadisco serena e normale non è che mi interessi molto di ciò che voi pensiate. Per fortuna il corso degli eventi continua a procedere seppure lentamente verso la parità dei diritti e l’uguaglianza. Siete dalla parte sbagliata della storia e dell’umanità come chi dava la caccia alle streghe e chi difendeva lo schiavismo dei neri. Fatevene una ragione.

        • Max ha detto in risposta a Adriano

          Ma quindi tutti gli studi che mostrano dei disagi psichici piu’ frequenti negli omosessuali che negli etero, anche in societa’ e citta’ “tolleranti” come quelle dell’Europa del Nord dicono fesserie? Ohi, queste ricerche non sono condotte e pubblicate da chierici, ma da studiosi e giornali internazionali peer-reviewed. Un conto sono le impressioni personali, un altro sono le analisi condotte con metodi statistici rigorosi (o si spera tali).

          L’ultima parte del suo intervento mi sembra qualunquista e retorico, quindi sostanzialmente uno spostamento d’aria.

  6. Taigura Araphael ha detto

    redazione uccr
    Ma perchè avete messo in moderazione il mio commento?

    • lorenzo ha detto in risposta a Taigura Araphael

      Ultimamente la redazione manda un po’ troppi commenti in moderazione: la cosa mi puzza di autodifesa da attacchi in atto contro il sito…

      • Taigura Araphael ha detto in risposta a lorenzo

        Capisco, ma nel mio commento non c’era niente di particolare…..forse è legato a qualche problema tecnico, o a qualcosa che non riguarda nello specifico me, anche perchè è la prima volta che mi accade……chissà….

    • RanTanPlan ha detto in risposta a Taigura Araphael

      Con la dilagante “cristofobia” che c’è in rete, anche su questo sito, non mi sorprende che molti commenti fatti in buona fede vengono messi in moderazione ( tra l’altro avendo cambiato nick, può anche essere che il sistema che gestisce i contenuti del sito si attivi e “blocchi” temporaneamente il commento )

      • Taigura Araphael ha detto in risposta a RanTanPlan

        Ma infatti non mi sono lasciato trasportare da nessuna paranoia complottista. In un sito possono esserci migliaia di ragioni tecniche che noi magari non conosciamo.
        Riguardo la cristofobia o la cristianofobia, questo aspetto al sito non dovrebbe interessare, il problema semmai è rappresentato da quei commenti poco educati e che incitano immotivatamente all’odio. Commenti questi che vanno bannati e che appartengono sia agli atei che ai credenti stessi. Se si è educati la cristofobia o l’ateofobia dovrebbero interessare poco e sono problemi personali di chi commenta.

      • Kluas B ha detto in risposta a RanTanPlan

        Complimenti per il nick! autoironico come pochi, quasi quasi mi ribattezzo Averell Dalton … non sono alto, ma certamente mangio troppo.

  7. Klaus B ha detto

    no problem, ma ovviamente era riferito a RanTanPlan, il cane più stupido del West … 🙂

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