Tutti dalla parte delle persone Down: e l’aborto selettivo?

Bambina DownIn occasione della Giornata mondiale delle persone con sindrome di Down, tenutasi il 21 marzo scorso, tante sono state le iniziative dirette a sensibilizzare l’opinione pubblica diffondendo l’idea che la vita di tali persone debba esser vista con occhi diversi, scevri da pregiudizi di sorta. In questo contesto ben undici organizzazioni di diverse nazioni (tra cui l’Italia), hanno promosso la campagna “Down syndrome – So What!” (“Sindrome di Down… e allora!”).

Mentre la campagna “Dammi più voce”, organizzata dal Coordown, onlus con sede a Genova, ma che coordina l’attività di ben 73 associazioni sul territorio nazionale, ha visto la partecipazione di numerosi testimonial d’eccezione come Jovanotti, Carlo Cracco, Giusi Ferreri, Claudio Bisio, Diego Abatantuono, e addirittura Sharon Stone, che ha lanciato un appello. Altresì nel Regno Unito grande successo sta riscuotendo una T-shirt rossa recante la scritta: “Keep calm, it is only an extra chromosome” (“Tranquilli, è solo un cromosoma in più”) indossata da molti bambini, ragazzi e adulti con sindrome di Down, le cui foto sorridenti stanno facendo il giro del mondo grazie ai social network.

Sempre dal Regno Unito, tuttavia, giungono dati che indicano la pratica pervasiva dell’aborto in presenza di diagnosi di anomalie o malattie del feto, soprattutto in presenza di Sindrome di Down. Infatti dall’agosto scorso è in commercio in alcuni Paesi Europei un test per la diagnosi prenatale non invasiva della Trisomia 21 (Sindrome di Down). Il test, permetterebbe la diagnosi alla 12a settimana di gestazione, evitando così alla donna che ne facesse richiesta di ricorrere ad altri test diagnostici invasivi, ed ha come fine quello di dare alla donna la possibilità di interrompere la gravidanza nel caso scopra che il feto che ha in grembo sia affetto da questa anomalia cromosomica.

Tutto ciò pare scaturire dal presupposto che un bambino affetto da Sindrome di Down non possa vivere un’esistenza serena, e che magari la sua nascita e il prosieguo della sua vita potrebbero arrecare sofferenza ai suoi genitori, ai suoi familiari più stretti ed a tutte le persone che dovranno prendersi cura di lui. Tale pare essere anche l’opinione dalla giurisprudenza italiana dato che pochi mesi fa un suo pronunciamento riteneva che qualora un bambino nasca con la Sindrome di Down debbano essere risarciti sia lui che i suoi genitori per i disagi che questa nascita comporterebbe a tutto il nucleo famigliare. Notizie confortanti invece giungono dal North Dakota, primo Stato americano a vietare con una legge l’aborto di bambini affetti da sindrome di Down o con altre malattie genetiche. Una norma, altresì, proibisce di abortire oltre le sei settimane o quando il battito cardiaco del bambino venga rilevato. Tale legge, risponde al fatto che 9 bambini su 10 a cui viene diagnosticata la sindrome di Down vengono abortiti.

Ora, ritornando alle campagne di sensibilizzazione e agli accorati appelli delle star, ci piacerebbe lanciare una provocazione, domandandoci se questi artisti e queste organizzazioni sarebbero anche favorevoli a prendere posizione contro l’aborto selettivo (o eugenetico!) per queste persone.

Giovanni Balducci

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10 commenti a Tutti dalla parte delle persone Down: e l’aborto selettivo?

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  1. Gab ha detto

    Ipocrisia fin nel midollo! Sono solo paraocchi per voler infondere che “nulla si ha contro i Down” quando invece l’eugenetica è all’ennesima potenza, sotto la complicità dei governi massoni e schiavi del peccato.

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  2. Gab ha detto

    A mio avviso il puzzo sta in questo: ormai i Down di oggi “ce li dobbiamo tenere” ma poi possiamo tranquillamente evitarne di “altri”. Mi domando se esista ancora un barlume di coscienza in queste persone.

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    • Matteo ha detto in risposta a Gab

      Si potrebbe dire che, visto come si comporta questa gente, gli omosessuali sono fortunati che non li si può determinare geneticamente, altrimenti i loro “amici” “supporter” “tolleranti” li avrebbero già fatti fuori tutti.
      Ma immagina se un giorno si scoprisse che si può, te lo immagini l’arcigay che torna dalla mamma Chiesa a lamentarsi che i radicali sono degli omofobici abortisti?

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  3. Controinformato ha detto

    Keep calm?
    se vogliamo restare in tema di meme dovevano metterci Scumbag Steve

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  4. Controinformato ha detto

    vorrei ricordare che Joseph Ratzinger aveva un cugino down che nel 1941 è stato prelevato per una “terapia” e non è più tornato. Si è saputo in seguito che è rimasto vittima dell’Aktion T4

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  5. Andrea. ha detto

    Non è che ci sia “puzza”, è tanfo da moffetta!

    Se si pensa che il partito radicale Francese è arrivato a volere lo sterminio eugenetico dei bambini con sindrome di Down si sente lontano un miglio!

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  6. Luca ha detto

    Non mi capita spessissimo di essere daccordo, oltretutto di solito me lo tengo per me ma questa volta non taccio

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  7. Eaglet ha detto

    Che falsità… A quelli secondo me non frega niente di niente. Appoggiare certe campagne serve solo a dargli visibilità.

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