L’Indiana vieta l’aborto selettivo sui bambini Down: uno schiaffo all’ipocrisia

Bambina Down«Sulle persone disabili vige una grande ipocrisia, si celebrano tante Giornate mondiali, ma poi sono “vite indegne”». A parlare è Germana Lancia, affetta da una grave e progressiva patologia altamente invalidante, umiliata dalla sentenza della Cassazione del dicembre 2015, che ha condannato un ginecologo per aver fatto nascere, senza abortirla, una bambina affetta da sindrome di Down.

Nessuno si è scandalizzato, neanche uno dei grandi vip (come Jovanotti, Carlo Cracco, Giusi Ferreri, Claudio Bisio, Diego Abatantuono e Sharon Stone), che non vedono l’ora di prestare il volto per la Giornata Mondiale della sindrome di Down del 21 marzo, dove si parla tanto di rispetto e inclusione di chi è affetto da questa disabilità, ma ci si guarda bene dal ricordare che la legge permette di abortire selettivamente i bambini anche solo per il sospetto che siano Down. Tanto che i ginecologi vengono costretti a risarcire i familiari nel caso non pratichino l’interruzione di gravidanza.

A guidare la classifica dei Paesi che permettono l’eugenetica verso queste persone c’è la Norvegia,  stato definito leader dei diritti umani e civili. Eppure, chi ha avuto a che fare con queste persone, sa benissimo che la loro vita è degna tanto quella dei giudici della Cassazione, se non di più. Una ricerca del 2011, pubblicata sull’American Journal of Medical Genetics, ha dimostrato che il 99% dei genitori di persone con sindrome di Down ama i propri figli, il 97% ha espresso sentimenti di orgoglio e il 79% sente arricchita la propria vita rapportandosi con loro.

Per fortuna non tutti si limitano a chiacchierare di finto rispetto e di finta inclusione, c’è chi è passato direttamente all’azione concreta. Pochi giorni dopo l’ultima Giornata mondiale per la sindrome di Down del 2016, lo stato dell’Indiana è infatti diventato il secondo paese, dopo il North Dakota, che ha voluto proteggere dall’aborto selettivo i bambini non ancora nati, a cui è stata diagnostica questa disabilità. Il governatore Mike Pence ha infatti firmato questa legge il 25 marzo 2016, vietando l’aborto anche sulla base della razza e del sesso. «Una società va giudicata da come tratta i più vulnerabili, gli anziani, i malati, i disabili e i nascituri», ha dichiarato. «La legge afferma il valore di ogni vita umana, con essa facciamo un passo importante nella tutela del nascituro».

Per una volta ha vinto davvero l’amore, citando gli slogan sentimentalistici di Obama e di Matteo Renzi.

 

Qui sotto riproponiamo il video di Cristina Acquistapace, pubblicato sul nostro canale Youtube

La redazione
(articolo inserito nell’archivio dedicato alle tematiche di politica pro-life internazionale)

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13 commenti a L’Indiana vieta l’aborto selettivo sui bambini Down: uno schiaffo all’ipocrisia

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  1. beppino ha detto

    Una donna dovrebbe poter richiedere il procurato aborto sono qualora sia seriamente in pericolo la propria vita (nessuno può obbligare una persona a morire per salvare un altra persona); come del resto si faceva ante 194. Se la liceità della pratica abortiva entra in intervalli di permissività più estesi difficilmente si può arrivare ad impedire “gli aborti selettivi”, come ad esempio qui accennato per i bambini Down; anche solo il gesto di “socchiudere” la porta implica inesorabilmente il mostrare come si può aprirla completamente. La 194 andrebbe abolita altrimenti si rischia di ricadere in un altro tipo di ipocrisia.

    • Genny ha detto in risposta a beppino

      Con il livello di medicina attuale non esiste più l’aborto terapeutico, infatti il 99per cento degli aborti avviene a causa di risolvibili motivazioni economiche.

      • Mari ha detto in risposta a Genny

        cioè in che senso la moderna medicina ha sconfitto l’aborto terapeutico? mi sa di no a dire il vero, spiegati meglio

        • Sebastiano ha detto in risposta a Mari

          Genny voleva molto semplicemente dire che il 99% degli aborti vengono fatti NON perché la vita della madre sia in pericolo (aborto terapeutico), ma per altre motivazioni.
          Quelle che, tra le larghissime maglie della L.194, vengono chiamate “motivazioni psicologiche”.
          Il mainstream degli ultimi anni le ha definitivamente convertite in “diritti”. Ovviamente si parla del “diritto del più forte”, giacché di quello primario del bambino, il diritto di nascere, non importa una pippa ad alcuno di questi sapientoni del diritto.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a beppino

      Concordo Beppino. Sull’aborto non può esserci alcun tipo di ritirata. La 194 va abolita. Punto.

  2. camillo ha detto

    Avete capito male l’articolo dell’American Journal of Medical Genetics che citate: sono i risultati di domande fatte ai genitori e ai parenti, non ai figli, quindi è il 99% dei genitori che ha bene accettato la situazione in cui si trovano. Una bellissima cosa, eh, ma non c’entra con “il rapporto con se stessi, con la loro vita e con il loro aspetto” dei pazienti.

    “Of the 2,044 respondents, 99% reported that they love their son or daughter”: e lo spero bene, mi verrebbe da dire.

    • Redazione UCCR ha detto in risposta a camillo

      Grazie molte per l’attenzione, effettivamente avevamo messo erroneamente assieme i dati di due studi differenti.

    • lucia ha detto in risposta a camillo

      La maggior orate delle persone con Sindrome di Down si accetta e si amma così com’è. …. siamo noi che li guardiamo con differenza . …

  3. lorenzo ha detto

    In Italia l’aborto selettivo è ufficialmente vietato però, premettendo la legge 194, all’art.6, l’omicidio del nascituro anche oltre i 90 giorni se si paventa “… un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna…”, la condanna a morte di quei figli che potrebbero creare problemi psicologici alle proprie madri è sempre possibile.

    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

      Leggasi: “… PERMETTENDO la legge 194, all’art.6, l’OMICIDIO del nascituro…”,
      non: “… premettendo la legge 194, all’art.6, l’omicidio del nascituro…”.

  4. sara ha detto

    Aborto: Il piu’ Grande fallimento della societa’ moderna e il gradino piu’ basso dell’etica umana.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a sara

      Questo è senz’altro vero. Non può esserci scusante alcuna per l’aborto, a meno che non ci sia da scegliere tra la vita della madre e quella del figlio, dal momento che non si può obbligare la madre a sacrificarsi, come diceva Beppino.
      In tutti gli altri casi è un’atrocità. Punto.

      • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

        Io a dirti il vero sta Cosa dell aborto a fini terapeutici non l ho mai capita..non so che vuol Dire..so solo che per una donna il parto e la gravidanza sono gia’ situazioni du rischio..indipendentemente dalla tua volonta’ o dalla tecnologia…e chi e’ madre lo sa…

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