Ma la radio della Rai non è la radio di “Repubblica”

Valentini - GrazianiQualche giorno fa su Repubblica è apparso un articolo a firma di Giovanni Valentini (sosia di Ciccio Graziani, foto a sx?) di chiaro stampo laicista (ovvero contro la presenza pubblica di qualsiasi aspetto religioso).

Questa l’accusa di Repubblica: «con l’ avvento di Papa Francesco non si può tollerare oltre lo scandalo mediatico e civile di un direttore dei giornali radio – di una radio pubblica di uno Stato laico – che siede in permanenza nel Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali di uno Stato straniero come il Vaticano». Al centro dell’accusa Antonio Preziosi, direttore dei Gr Rai e “consultore” pontificio. La Rai, continua Valentini, «non è un’emittente confessionale che deve “evangelizzare” il pubblico».

Per mettere le mani avanti, Valentini scrive di non avere «alcun pregiudizio, né a livello personale né soprattutto a livello editoriale, nei confronti della Chiesa e più in generale del fenomeno religioso: tant’è che proprio in questo fine settimana la “Repubblica” terrà a Bari un’importante anteprima della sua “Festa delle Idee” dedicata appunto al rapporto tra fede e ragione». Ah beh, una manifestazione che proprio ha dimostrato il “loro” pregiudizio: un evento a gran maggioranza laicista (Odifreddi, Veronesi, Bodei) al quale hanno invitato come controparte Vito Mancuso, cioè uno che la pensa come loro. Aver intervistato il card. Camillo Ruini non è certo servito a mascherare gli evidenti intenti della manifestazione.

Ma, tornando a Valentini e alle sue accuse, quale scandalo vedrebbe? Nei Consigli Pontifici, come ha spiegato Avvenire, ci sono da sempre credenti cattolici e di altre religioni e anche non credenti, tra cui una trentina di Premi Nobel e scienziati di gran nome, come Carlo Rubbia, John Carew Eccles ecc. Valentini chiederebbe che vengano cacciati da incarichi scientifici statali per incompatibilità questi studiosi? E tutti i docenti universitari membri della Pontificia accademia delle scienze sociali? E cosa dire al rettore dell’Università di Bolgona Ivano Dionigi, che è anche presidente della Pontificia accademia di latinità? E’ evidente che vi sia una malattia incurabile di anticlericalismo laicista.

Oltretutto occorre far presente una cosa che Valentini non sa, o che non vuole far sapere: uno dei più importanti programmi di Radio3, intitolato “Prima Pagina”, è condotto anche da Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica. Dunque, potremmo anche noi usare le stesse parole di Valentini: «non si può tollerare oltre lo scandalo mediatico e civile di un conduttore dei programmi radio – di una radio pubblica di uno Stato laico – che siede in permanenza nella direzione di un quotidiano di stampo laicista, come “Repubblica”. La Rai non è un’emittente confessionale che deve “evangelizzare” il pubblico al laicismo anticlericale».

Ovviamente non abbiamo nulla contro il doppio incarico di Giannini su Radio3 e nella direzione del quotidiano diretto da Ezio Mauro, ci interessa far presente tale fatto semplicemente per mostrare la ridicolaggine e l’ipocrisia delle accuse laiciste di Giovanni Valentini e di Repubblica.

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

10 commenti a Ma la radio della Rai non è la radio di “Repubblica”