Dawkins: da super-ateo ad agnostico, fino a cristiano culturale

Richard DawkinsÈ decisamente una curiosa parabola quella di Richard Dawkins: passato agli onori della cronaca come “l’ateo più famoso del mondo” dalle posizioni recisamente anticlericali, antireligiose e spesso genuinamente anticristiane, si scopre in realtà «agnostico» e «culturalmente cristiano» (?) – ma, quello che ad un occhio ingenuo potrebbe sembrare un ravvedimento, è soltanto un semplice caso di pura incoerenza.

La parabola del professore inizia nel 2007, con la pubblicazione de «L’illusione di Dio», nella quale, per 400 pagine, sostiene che la fede in un Creatore si qualifica come un’illusione, facendolo entrare di diritto nel jet-set degli pseudo-intellettuali come il “paladino dell’ateismo militante”. Nondimeno, questo non gli ha impedito, tra una conferenza e l’altra, nel dibattito contro l’ex arcivescovo di Canterbury (che peraltro, il professore, ha perso) di dichiararsi (qui, lo spezzone proposto dal “Telegraph”), dinanzi ad una platea sbigottita, ‘agnostico’, rispondendo al moderatore visibilmente disorientato che gli chiedeva giustificazioni del suo essere considerato «l’ateo più famoso del mondo», «non da me». Ad un anno da quell’evento -le cui posizioni sono state poi rinegoziate dai suoi sostenitori, cavillando in vario modo per definirlo, seppur ‘tecnicamente agnostico’, un ‘ateo de facto’, –qualsiasi cosa significhi-, il professore ha recentemente dichiarato in un intervista di considerarsi «culturalmente cristiano», «anglicano», nella fattispecie.

Date queste premesse, risulta difficile guardare con gli stessi occhi le opere del (ex?) paladino dell’anti-teismo militante, agnostico ‘tecnico’ e anglicano culturalmente. La sua opera maggiore, «L’illusione di Dio», perde di consistenza, e anche il titolo diventa quantomeno forzato, dati i suoi presupposti filosofici, senza considerare il suo nuovo libro, che dovrebbe vedere la luce entro il 2014, dove -in contrasto con il suo dichiarato e attuale status di ‘tecnicamente’, ma pur sempre agnostico- dovrebbe spiegare il suo personale percorso anti-teista (?). Quello che emerge, è una sorta di “ateismo strategico“, promosso dal biologo e dal suo editore, per «volgari ragioni di marketing», come sostiene anche un articolo dellaQuestion evolution! campaign. Se “l’ateo più famoso del mondo” sia veramente ateo, non è evidentemente dato saperlo, quello che invece è cristallino, è che ha messo l’incoerenza a profitto, con buona pace dell’onestà intellettuale, cavallo di battaglia di cui si fregiano i cosiddetti ‘liberi pensatori’.

Non soddisfatto, Dawkins ha allargato le sue controverse e contraddittorie considerazioni anche all’infuori dell’ambito filosofico, sostenendo recentemente che «ogni feto è meno umano di un maiale adulto», poiché, per il biologo le «caratteristiche umane […] consistono in provare dolore, paura etc. e l’essere pianti dai simili», dimostrandosi quantomeno confuso anche nel suo stesso campo. «La capacità di provare dolore non ha niente a che fare con l’essere un umano, biologicamente o moralmente», ha commentato Wesley Smith del National Review Online, «qualsiasi manuale di embriologia può dimostrare a Dawkins che [quello che ha detto] non ha senso». Come, inoltre, un tanto amatoriale e grossolano tentativo di sdoganare l’aborto possa conciliarsi con il suo considerarsi «culturalmente cristiano» sarebbe curioso da sapere.

Nicola Z.

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76 commenti a Dawkins: da super-ateo ad agnostico, fino a cristiano culturale

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  1. Roberto Dara ha detto

    Assolutamente d’accordo con Dawkins, anche io sono agnostico e culturalmente cristiano. Non ci vedo alcuna contraddizione.

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    • Woody85 ha detto in risposta a Roberto Dara

      Ateo, agnostico e/o culturalmente cristiano? Ma anche filo-buddhista direi, so che ti piace il Nirvana 😉

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    • manuzzo ha detto in risposta a Roberto Dara

      e con questo intervento le mie braccia sono a terra. Però continuo a scrivere sulla tastiera del PC 😀

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      • StevenY2J ha detto in risposta a manuzzo

        Anche io non vedo alcuna contraddizione. Non posso parlare per Dawkins (di cui peraltro, non ho mai letto nulla) né per Roberto Dara ma, personalmente, le mie posizioni attuali sono le seguenti:
        – non posso essere sicuro né dell’esistenza di una divinità né della sua inesistenza (= agnosticismo)
        – attualmente, pur non avendo prove e pur non essendone certo, ritengo prevalente la probabilità che non esista alcuna divinità o entità superiore, quantomeno intelligente o senziente (= a-teismo)
        – nonostante questo, spero che una divinità esista, ma non è né una certezza né una fede, ma solo una speranza (= ancora agnosticismo)
        – tra le varie religioni, mi piace particolarmente il cristianesimo ed il messaggio e le idee di Gesù (= culturalmente cristiano).

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        • Karma ha detto in risposta a StevenY2J

          Ancora una volta si pensa che per credere ci voglia una dimostrazione scientifica…aspetta e spera Steven, intanto la vita passa 🙂
          Parlare di prove significa solamente allontanare il momento di decidere perché fa più comodo stazionare dove si è, ovvero nell’ateismo pratico (l’agnostico si comporta da ateo).
          La pigrizia intellettuale porta a chiudere la ragione, non a caso queste posizioni pullulano dopo il nefasto periodo positivista-illuminista che ha introdotto questa mentalità completamente contro-fattuale!

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          • StevenY2J ha detto in risposta a Karma

            Scusami tanto, Karma, se a te piace credere senza avere prove (la fede è proprio questo, dopotutto), ovvero se hai trovato prove per credere o comunque validi argomenti, mi fa tanto piacere per te.

            Non capisco perché parli di pigrizia, come se io fossi un povero ignorante che passa il suo tempo a guardare “Amici” e “uomini e donne” in tv, senza peraltro nemmeno conoscermi.

            Il fatto che io non abbia fede o che io sia ateo/agnostico (scegli tu, per me le etichette contano poco) non significa che io non abbia cercato o non sia tuttora in cerca di risposte. Attualmente, non le ho ancora trovate, domani chissà…

            Sinceramente, preferisco credere a qualcosa di cui sono convinto, piuttosto che credere perché “me lo hanno insegnato” (motivazione che, alle strette, mi danno un sacco di “cristiani” quando chiedo loro per qual motivo si definiscono tali).

            Io ritengo che credere sia un atto di adesione consapevole. Non sono necessarie prove o dimostrazioni scientifiche, ma bisogna essere convinti di quello che si fa. Io non voglio credere nel dio cristiano solo per un tornaconto (il famoso “motivo” per cui è meglio credere, secondo Pascal) o perché i miei genitori sono credenti. Se mai vi crederò sarà perché la mia mente e il mio cuore sono fermamente convinti della sua esistenza. Attualmente non lo sono.

            Scusami tanto, Karma, ma il tuo commento mi sembra piuttosto prevenuto verso tutti gli atei/agnostici, esattamente come quelli verso i cristiani di coloro che criticate tanto (Dawkins, Odifreddi, etc…)

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            • Karma ha detto in risposta a StevenY2J

              Ma la fede non è credere senza prove, nessuno crede senza prove. Perché credi all’amore di tua moglie? E’ autentico? E’ fedele? Come ti fidi? Basandoti su prove, indizi ma che non sono scientifici!! Si può raggiungere una certezza morale anche senza scienza, dovete cercare di aprire la vostra ragione e andare oltre i secoli bui del positivismo illuminista!!
              Non parlo contro di te, dico che è una pigrizia della ragione essere agnostici aspettando presunte prove di laboratorio scientifico, come se il nostro libero arbitrio potesse essere violato! Ma chi vorrebbe sentirsi amato da una creatura che è obbligata ad amarlo?
              Il fatto che i tuoi amici cristiani abbiano ricevuto un educazione non significa che poi non abbiano trovato convinzioni personali grazie a quell’educazione, quindi chi ti risponde così ha perfettamente ragione.
              La seconda parte del tuo commento è sincera e giusta, ma non aspettarti prove piuttosto incontri straordinari che ti fanno raggiungere una certezza morale, tanto quanto sei certo che l’amore di tua moglie sia autentico e non fittizio.
              Sarò anche prevenuto ma chi mi dice che non crede perché non ha prove mi sembra uno sciocco perditempo, nessuno darà mai prove!!!! Ma non è il tuo caso da quanto ho capito!

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              • StevenY2J ha detto in risposta a Karma

                Infatti, la mancanza di “prove” come le definisci tu non è il motivo per cui io non credo. Semplicemente, non percepisco alcun “dio”, almeno per il momento.

                Per prove non intendo certamente prove scientifiche e neppure prove razionali o logici. Ritengo, tuttavia, che occorra un motivo che spinga a credere.

                Per quanto riguarda l’educazione, ti assicuro che i “cristiani” cui mi riferisco sono tutto tranne che motivati da convinzioni personali. Più che di convinzioni, parlerei di “convenzioni”, ovvero di abitudini e tradizioni. Uno di loro mi ha persino risposto affermando che, se fosse nato in un paese islamico, avrebbe creduto in Allah, se fosse nato in uno buddhista, avrebbe creduto in Buddha… perché così gli sarebbe stato insegnato. Forse, considerato questo, dovresti rivedere un attimo la tua definizione di “sciocco perditempo”.

                Sinceramente, ad una “fede” così superficiale e vuota, preferisco la mia mancanza assoluta di fede. Massimo rispetto, invece, per le persone che, come te, hanno una fede fondata su una propria convinzione personale, ma ragionata, pensata e “scelta” con un’adesione spontanea, non imbeccata da qualcun altro.

                E, ripeto, il mio ateismo/agnosticismo non ha niente a che vedere con la mancanza di prove scientifiche o di dimostrazioni logiche. Sono d’accordo che può essere sufficiente anche un incontro o un avvenimento straordinario, ancorché “soprannaturale” (ovvero scientificamente inspiegabile) o “irrazionale”. Nel mio caso, però, non è accaduto nulla di tutto questo. Quando e se accadrà, ne riparleremo. Per il momento, rimangono forti dubbi, perplessità e domande in attesa di risposta.

                P.S. intanto, prima che chiuda la possibilità di commentare, ti auguro anche una buona pasqua. Ciao

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                • Penultimo ha detto in risposta a StevenY2J

                  Si se aspetassi le prove scientifiche non le avrai mai infatti se sussistessero sarebbe un Dio penteistico,il fatto che non esistono prove scientifiche significa nè più nè meno che: Dio non è materia,dunque che il panteismo è infondato.Dunque se aspetti che Dio sia materia,puoi star certo che nessuno te lo dimostrerà mai.Ma se Dio non è materia,non implica che non esiste.

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                • Karma ha detto in risposta a StevenY2J

                  D’accordo su tutto, solo dirti che certamente Dio pensa anche a te e già il fatto di avere in te delle domande e una leggera inquietudine è il sintomo di qualcosa che “manca”. Prova a partire da questa “insoddisfazione”, leggila come un richiamo che il Creatore ha messo in ogni creatura come un’ancora di salvezza per chi si è allontanato troppo. Agostino diceva che l’uomo è fatto per l’infinito e finché non trova questo infinito il suo cuore non sarà lieto, è la tua situazione? Non lo so, certamente era la sua prima di convertirsi ed era la mia prima della conversione. Un consiglio? Avvicinati a persone che vivono una fede sincera, autentica e coinvolgiti con loro, esponi a loro le tue perplessità/critiche/dubbi. Buon cammino e buona Pasqua anche a te e ai tuoi cari!

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    • Penultimo ha detto in risposta a Roberto Dara

      Pensiero doppio: quando ciascun enunciato annulla l’altro, si dice tutto e nulla.

      Se sei agnostico dunque credi che Gesù Cristo non possa essere Dio, come fai a dire che sei pensi che Gesù Cristo sia Dio?E se pensi che Gesù Cristo sia Dio come fai a dire che pensi che Gesù Cristo non sia Dio?

      Questa è una fallacia,ovvero un inganno linguistico che tu accetti,facendoti indottrinare da Dawkins a gloria di tutti i suoi lauti guadagni (certamente in questo è più razionale di te,almeno con la tua fede si arrichisce) con libri scritti per sciocchi,pari anche felice di essere ingannato.

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      • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

        Mi ci voleva Dawkins anche per spacciare Epicuro per biologo.

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      • Roberto Dara ha detto in risposta a Penultimo

        Essere “culturalmente cristiani” non significa affatto credere che Gesù sia Dio. Significa accettare la filosofia del cristianesimo che a introdotto nella morale comune i concetti di perdono, di fratellanza e di carità come elementi positivi della vita. Tutto ciò è tipicamente “cristiano” e non richiede affatto di credere ad un Dio. Essere agnostici viceversa significa, coerentemente con il non credere ad un Dio non dimostrato, anche di non credere ad un non-Dio ugualmente non dimostrato..

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        • Karma ha detto in risposta a Roberto Dara

          Dawkins ha sempre detto di essere ateo (l’ateo più famoso del mondo), poi si è scoperto che è agnostico. Perché? Perché l’ateismo è un atto di fede irrazionale (come il teismo, vedi Matyt). In ogni caso sentirsi culturalmente cristiani significa confutare tutto quanto ha detto Dawkins nella sua vita contro la storia del cristianesimo, riconoscendone la sua bontà. Dawkins non si è detto culturalmente illuminista o greco, ma ha implicitamente affermato che è stato il cristianesimo ha forgiare la cultura occidentale…per lui è certamente una contraddizione, almeno rispetto a quello che ha scritto nei suoi libri-spazzatura. L’agnostico è a sua volta contraddittorio: dice di non prendere posizione senza prove, però di fatto nella sua vita ha sempre preso posizione su quasi tutto anche senza prove (o senza mai verificare i suoi atti di fede), ed in ogni caso non si può non prendere posizione. L’agnosticismo è un’illusione, così come lo è il non prendere posizione, in realtà l’agnostico ha già deciso che Dio non esiste e infatti si comporta come tale.
          Riassumendo: dichiararsi agnostici significa essere contraddittori/incoscienti, dichiararsi atei significa essere irrazionali (così come dichiararsi teisti).

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          • Roberto Dara ha detto in risposta a Karma

            Sono d’accordo sulla prima parte del tuo ragionamento ma non sulla conclusione. E comunque avere il coraggio di dire pubblicamente di aver cambiato opinione è un merito. Essere agnostici lo trovo molto coerente, significa non credere in nessun Dio perché nessun Dio è dimostrabile, ma al tempo stesso non escluderne l’esistenza nel momento in cui un Dio eventuale dovesse o potesse essere dimostrato.

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            • Karma ha detto in risposta a Roberto Dara

              Se questo è un cambiamento di opinione ben venga, evidentemente nemmeno l’ateo più famoso del mondo non ha mai avuto le idee chiare.
              Rispetto alla mia conclusione sull’agnosticismo: se Dio sarà dimostrato scientificamente sarà morto il libero arbitrio, sarà un bruttissimo giorno. Comunque non ci sono prove per tantissime questioni a cui noi crediamo eppure ci crediamo. L’agnostico dovrebbe applicare la sua posizione verso Dio anche verso tutto quanto crede senza prove, allora sarebbe coerente. Non serve la dimostrazione per credere, quando ci libereremo da questo retaggio positivista-illuminista sarà un bel giorno!

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              • Roberto Dara ha detto in risposta a Karma

                Cambiare le opinioni non significa non avere le idee chiare, significa maturare. Qualche esempio sulle cose che si credono senza dimostrazione?

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                • Karma ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Concordo, Dawkins matura dunque prima era immaturo e dunque aveva le idee confuse. Qualche esempio? Tu hai creduto che scrivendo questo commento io l’avessi letto, avevi qualche prova scientifica? No, eppure hai creduto senza dimostrazione. Sei partito da alcuni fattori e hai optato per non essere agnostico, altrimenti non avresti scritto nulla.

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              • Davide ha detto in risposta a Karma

                Lei allude a quelle iperboli secondo cui per coerenza un agnostico dovrebbe far analizzare ogni pasto per essere scientificamente sicuro di non essere avvelenato?
                No, l’agnostico non si comporta da disturbato mentale per coerenza, perchè ha già deciso che molto probabilmente quel cibo NON è avvelenato, e si riserva il rischio di mangiarlo ugualmente. Usa, insomma, il buon senso. Merce rara.

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                • Karma ha detto in risposta a Davide

                  Ma perché lo mangia ugualmente? Per un atto di eroismo? No, per un atto di fede. Se infatti fosse in un laboratorio di veleni per topi magari eviterebbe di mangiarlo, non si fiderebbe. Il buon senso altro non è che l’atto di fede razionale. Merce diffusissima, tu la usi continuamente.

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                  • Davide ha detto in risposta a Karma

                    Verissimo, infatti quanto dice non contrasta assolutamente con la mia affermazione a cui ha risposto, nè con la mia visione agnostica del metafisico

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                    • Karma ha detto in risposta a Davide

                      No, invece contrasta perché se accetti la mia affermazione allora accetti il fatto che l’agnostico usa continuamente atti di fede senza avere alcuna dimostrazione, ovvero è agnostico soltanto quando si parla di Dio, mentre su tutto il resto decide che è meglio credere che rimanere agnostici. Il suo atteggiamento è dunque incoerente, ed è falso che l’agnostico creda solo in presenza di prove.

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          • Davide ha detto in risposta a Karma

            Certamente, l’agnostico non sa se uno o più divinità aliene hanno creato l’universo, dunque vive come se non esistessero fino a prova contraria.

            E’ una posizione molto razionale, se io le dico che ho un piccolo elefante verde, perfettamente vivente, nel taschino della mia camicia, lei probabilmente mi risponde che non ci crede fin quando non glielo mostro.

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            • Karma ha detto in risposta a Davide

              Appunto, l’agnostico vive di fatto come un teista, ovvero si comportano tutti come atei.

              Se tu mi dici che hai un elefante verde nel taschino me lo puoi far vedere, ma perché non dovrei crederci? Se sei un pazzo non ci credo, se sei un amico fidato ci credo senza che tu debba dimostrarmelo. La fede è un atto di conoscenza razionale, gli atei e gli agnostici lo sanno benissimo tanto che usano la fede ogni giorno e mai entrano in un laboratorio scientifico!

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        • Penultimo ha detto in risposta a Roberto Dara

          Afatto questo non significa essere cristiani Dara significa illudersi di essere cristiani.Infati la locuzione culturamente è introdotto da Dawkins per generare l’anfibiologia espressiva:

          Sei culturalmente agnostico e culturamente cristiano.

          In particolare cristiano è l’individuo non che crede in una morale o in una legge etica.Morale cristiana:

          “Amerai il signore Dio tuo con tutte le tue forze,con tutta la tua anima con tutto te stesso” dunque come fai a dire che segui la morale cristiana?

          Gesù Cristo non lascia spazio per l’illusione.

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          • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

            “Un cristiano è un seguace e discepolo di Cristo. È Cristiano chiunque sia stato battezzato nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Il Cristiano crede che Gesù Cristo sia il figlio di Dio, e il Messia, crocifisso e risorto dopo tre giorni.”

            Questa è la deffinizione più o meno corretta non c’entra nulla con l’agnosticismo.

            L’agnostico afferma semplicemente l’impossibilità di conoscere la verità sull’esistenza di Dio o di altre forze soprannaturali.

            Se poi affermi anche io reputo i valori cristiani buoni ok,ma la cultura cristiana viene da norme etiche precise.

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            • alessandro pendesini ha detto in risposta a Penultimo

              ….ma la cultura cristiana viene da norme etiche precise….

              @Penultimo

              Personalmente avrei scritto : « la tradizione cristiana viene da norme morali precise » ! A torto ?

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          • Roberto Dara ha detto in risposta a Penultimo

            Infatti né io né Dawkins affermiamo di essere cristiani, ma di essere “culturalmente” cristiani, come lo è tutta la società c.d. occidentale, dove i valori base affermati dal cristianesimo, compresa l’etica della carità, del perdono e della fratellanza, sono assunti a valori base della società, anche se più o meno ben poco realizzati.

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            • Fede_81 ha detto in risposta a Roberto Dara

              Non male come contraddizione per uno come Dawkins che paragona la fede ad un virus e la religione come ad un rifugio per frustrati. Se Dawkins fosse coerente dovrebbe bruciare i suoi libri.

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              • Roberto Dara ha detto in risposta a Fede_81

                Non vedo contraddizioni.

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                • Fede_81 ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Non mi stupisce dato che tu vivi la stessa contraddizione. Attaccate la storia del cristianesimo (crociate, sangue, oro, inquisizione, giordano bruno, potere, pedofilia, tradimenti, uccisioni ecc.) e poi accettate la cultura cristiana. Lasciate essere atei devoti i vari Pera e Ferrara, voi è meglio che continuiate a sputare nel piatto in cui mangiate 🙂

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                  • Roberto Dara ha detto in risposta a Fede_81

                    Credo che anche un bambino saprebbe distinguere la storia (parziale) del cristianesimo, fatta di persone ed eventi che nulla hanno a che fare con i principi e i valori morali del cristianesimo, da questi ultimi.

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                    • Fede_81 ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Non sembra che Dawkins sia mai riuscito a fare questa distinzione, certamente non lo ha fatto nei suoi libri. Nemmeno Odifreddi lo ha mai fatto per fare un esempio di un cretino di casa nostra. Chi si dice “cristiano culturale” dovrebbe avere un atteggiamento di rispetto nei confronti del cristianesimo e criticare chi invece continua a dipingere la sua storia come un immenso bagno di sangue, potere, denaro e prostituzione…non mi sembra che tu sia molto attivo in questa apologetica, vero?

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            • Penultimo ha detto in risposta a Roberto Dara

              Ancora:

              Se neghi l’esistenza di Dio sei ateo e basta non sei nè agnostico nè cristiano.
              Neghi l’esistenza di Dio?Si, dunque sei ateo.E Dawkins dovrebbe fermarsi qui.

              Se acetti l’esistenza di Dio sei teista non sei ateo e potresti (perchè dico “potresti” e non “sei”,perchè un’islamico non è cristiano ma è teista come il cristiano).

              Se acetti le due possibilità allora sei agnostico,ovvero sei indifferente alla questione,per te potrebbe esistere come non potrebbe esistere.Perchè x piuttosto che y.

              Teista agnostico è chi crede all’esistenza di Dio,ma ovviamente non afferma quale DIO es. Zeus piuttosto che Kryshna.

              Se sei agnostico

              a)Non sei nè ateo nè teista.Sei indifferente alla questione.

              Se sei cristiano:

              Non sei nè ateo nè agnostico.Sei teista con riferimento al culto cristiano.

              E quando dico cristiano nemmeno implico cattolico perchè potresti essere allora un cristiano culturalmente protestante.

              ——————

              “Culturalmente” cristiano non implica che sei cristiano,sei cristiano ma non sei cristiano.Dunque è una contraddizione.

              “Culturalmente” è una fallacia di vaghezza:

              Fallacia logica vaghezza:ci si riferisce a quella forma di indeterminatezza che si manifesta non già nella presenza di significati molteplici, ma nell’assenza di criteri rigorosi per l’uso corretto di una parola.

              Esempio 1: I palati raffinati preferiscono il vino N, ho un palato raffinato, quindi dovrei bere il vino.
              Che cosa è un palato raffinato e chi ce l’ha? E a che cosa dovrebbero preferire il vino N?

              Cosa intendi per cristiano:intendi la fratellanza,ma cristiano implica fratellanza più altri significati secondo l’insegnamento di Gesù Cristo.

              Ovvero un comportamento di fratellanza non implica l’essere cristiano,potrebbe implicare l’essere buddista come hanno detto sopra.

              Se sei agnostico:

              E proprio per questo motivo che non potresti dichiararti cristiano proprio perchè il Dio Cristiano viene equiparato a Budha.ma Budha non è Gesù Cristo.

              Dunque l’espressione “culturalmente” cristiano è una fallacia.

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      • MaxTax ha detto in risposta a Penultimo

        SBAGLIATO. Essere agnostico significa semmai credere che Gesù Cristo POSSA NON ESSERE il figlio di Dio, in quanto PUO’ NON ESSERCI alcun Dio.

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  2. Ercole ha detto

    Dawkins per lo meno è tornato sui suoi passi. Pensate invece a quel mammalucco che abbiamo in Italia che risponde al nome di Odifreddi!! Poveri noi, cosa abbiamo fatto di male, chiedo io??

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    • manuzzo ha detto in risposta a Ercole

      Non credo sia tornato sui suoi passi. È solo una strategia, e chi ha avuto a che fare con qualche esorcismo sa meglio di me cosa significhi. Solo che qui con il prof siamo innanzi non a una possessione ma a una libera scelta di militare dalla parte sbagliata, incattivendo tra l’altro una religione tra le più pericolose….

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    • MaxTax ha detto in risposta a Ercole

      Odifreddi è un grande. Dice cose ragionevoli, parte da presupposti sensati e comprovati dall’esperienza.

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      • Daniele Borri ha detto in risposta a MaxTax

        Odifreddi è un grande? Ma parli davvero di Pierpippo Odifreddi, il troglodita vincitore di due Asini d’Oro?? Dai ragazzi siamo fra persone adulte o no? Incredibile….!!

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  3. Penultimo ha detto

    <<agnostico» e «culturalmente cristiano»

    Io invece sono terrestre e culturalmente alieno.Praticamente sono terrestre mentre invece la mia "meme" è aliena.

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  4. Enrico ha detto

    Boh sinceramente non vedo tutta questa contraddizione, anzi mi sembra un’inaspettata dimostrazione di onestà intellettuale da parte di Dawkins, che non fa altro che ammettere, magari un pò a denti stretti, quella che è la sua realtà.

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a Enrico

      Neanche tanto a denti stretti. Dice, come sempre, cose logiche, anche se spesso in modo in po’ aggressivo.

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      • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Roberto Dara

        Secondo Roberto Dara, Dawkins dice sempre cose logiche.

        Ecco dunque che per Roberto Dara è logico invitare gli atei a disprezzare pubblicamente i credenti in pubblico, come ha chiesto il suo beniamino:
        http://www.catholicnewsagency.com/news/dawkins-calls-for-mockery-of-catholics-at-reason-rally/

        Per Roberto Dara è anche logico insultare le donne, non a caso Dawkins è finito nella classifica dei peggiori misogini del 2011: http://www.huffingtonpost.com/2011/12/28/2011s-most-absurd-quotes-_n_1173345.html#s577605&title=5_Richard_Dawkins

        Ognuno si sceglie i propri idoli, quelli che lo rappresentano di più.

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a Fabio Moraldi

          Ho specificato che spesso esagera, e non è automatico che qualcuno che secondo me dica cose logiche diventi il mio idolo, a differenza dei credenti che hanno idoli a profusione. Attualmente ho un solo idolo, e oggi compie 20 anni di serie A. 🙂

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          • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Roberto Dara

            Affermare di dover disprezzare pubblicamente i credenti è semplicemente un’esagerazione? Oppure è un’affermazione razzista da cui prendere le distanze? Insultare le donne è soltanto un’esagerazione? Oppure è un comportamento razzista da cui prendere le distanze?
            Ripeto: ognuno si sceglie i propri idoli da difendere.

            Per un cristiano avere degli idoli significa tradire il primo comandamento, continua a guardare Totti ed evita di infilarti in tematiche di cui evidentemente non hai argomenti.

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            • Roberto Dara ha detto in risposta a Fabio Moraldi

              Ho parlato di credenti, non di cristiani, che di idoli ne hanno solo uno (anche se trino). Sulle prese d posizione di Dawkins mi sono espresso più volte, sono esagerazioni (che io non ho mai condiviso) ma che comunque non hanno portato neanche ad un solo atto di violenza da parte di chi lo ha seguito. Sugli insulti alle donne si tratta come sempre di una strumentalizzazione forzata e ironica, anche perché in quel l’elenco di “misogini” di Huffington c’era anche Obama,,,

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        • manuzzo ha detto in risposta a Fabio Moraldi

          Riguardo all’incattivimento di una religione pericolosa già avevo espresso quanto riportato fattualmente da Moraldi nel primo link. Riguardo al secondo mi auguro stesse scherzando: le femministe sono le prime a dire che i Vangeli sono miti per dichiarare che i maschi sono “meglio” delle femmine, cadendo in contraddizione palese con ciò che c’è scritto dentro (La chiave cruciale di una donna ebrea da cui per forza di cose sarebbe nato il Messia, Maria Maddalena, le donne che per prime fanno testimonianza del sepolcro vuoto ecc…). Mostrarsi misogeno potrebbe dividere Dawkins dalle femministe. Ciò non mi dispiace personalmente (vuoi vedere che cominciano a prendersela tra di loro e ci lasciano un pochettino in pace, ma ne dubito: veleno gratuito contro i cristiani c’è n’è sempre…). Spero che sia uno scherzo di pessimo gusto detto da uno che (guarda caso) quelle assurdità sui neuroni a specchio (che a me sono andati abbastanza a male) e sul buonismo ateo (che non esiste, se non di facciata) dovrebbe esaltarle. Se poi si trattano così in vita tra di loro, non voglio immaginare quante se ne danno dopo morti….

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      • Max ha detto in risposta a Roberto Dara

        Ehm….

        Quando si occupa di biologia, e specialmente di divulgazione in questo campo, e’ indubbiamente una persona di grande capacita’. E se uno e’ ateo od agnostico, sono soltanto fatti suoi.

        Quando va contro la religione, pero’ Dawkins dice cose che con la logica non hanno molto a che fare. Glielo dicono anche i suoi amici e colleghi atei come lui:

        http://www.nybooks.com/articles/archives/2007/jan/11/a-mission-to-convert/

        http://www.nybooks.com/articles/archives/2004/feb/26/a-passion-for-evolution/

        Affermare qualcosa come “Dio (quello inteso dal Cattolicesimo) e’ estremamente improbabile” e’ qualcosa che uno studente del primo anno di filosofia saprebbe evitare.

        http://www.quora.com/Richard-Dawkins/What-are-the-best-refutations-of-Richard-Dawkins-Ultimate-Boeing-747-Gambit

        Lasciamo perdere quello che sa sulla Storia della Scienza, specie per quanto riguarda l’inspiegabile (per lui) presenza di scienziati che erano anche credenti. Giorgio Israel, che la conosce molto meglio di Dawkins, e’ impietoso:

        http://gisrael.blogspot.it/2011/08/pangloss-reloaded.html

        Eviterei dunque quel “come sempre”, almeno questo.

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    • Pelide Achille ha detto in risposta a Enrico

      Concordo, assere agnostico/ateo ha a che fare con l’esistenza di dio.
      Definirsi culturalmente cristiano vuol dire semplicemente essere nato in europa essere stato immerso in un clima culturale che ha forgiato la parte ovest del nostro continente.

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    • Karma ha detto in risposta a Enrico

      Beh per l’ateo più famoso del mondo direi che è una contraddizione, è un po’ come se Odifreddi si dichiarasse cattolico culturale. Lo può fare Cacciari o Ferrara, ma Odifreddi evidentemente no. Lo stesso Dawkins, una persona che ha passato la vita a vomitare il suo odio contro i cristiani che all’improvviso dice di non essere ateo ma agnostico e di sentirsi cristiano culturalmente, ovvero riconoscendo che il cristianesimo ha forgiato la cultura in cui vive e dunque auto-confutato tutte le maldicenze che ha detto nella sua vita sulla storia del cristianesimo.

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  5. beppina ha detto

    Come si può essere “culturalmente cristiani” e nel contempo “agnostici”? La posizione, implicitamente ambigua, denota anche una certa falsità intellettuale di fondo. A meno che la cosa non sia cercata in risposta a finalità molto più prosaiche o utilitaristiche…

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  6. Gab ha detto

    le solite sciocchezze dei relativisti alla Dawkins e, apprendo, alla Roberto Dara…

    come al solito anche il lessico è sempre reso relativo alle mode odierne: “ateo” o “agnostico” che dir si voglia.. in esso non c’è nessuna differenza di significato.. chi si definisce agnostico per differenziarsi da un ateo (in che cosa) fa una opera inutile e confusionaria

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  7. alessandro pendesini ha detto

    ….ateo o agnostico non c’é nessuna differenza….

    @Gab

    Esiste invece una differenza :
    –l’ateo (a-teo) nega l’esistenza di una qualsiasi divinità, in altre circostanze puo’ essere definito come una condizione di assenza di credenze teistiche.
    –l’agnostico non sa decidere se credere o no in una qualsiasi divinità, a volte dubita, a causa dell’inconoscibilità del problema, in altri casi ha tendenza a credere in qualcosa anche se non è in grado di spiegare il perché. Ma, a secondo delle circostanze, puo’ anche identificarsi come teista oppure ateo, questa tendenza viene chiamata “teismo agnostico”.

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Questa è una classificazione basata su un pietoso sentimentalismo di origine romantica, che non c’entra nulla con le definizioni corrette dei termini.

      Ateo è colui che “positivamente” nega l’esistenza di Dio (cioè attraverso una pretesa dimostrazione dell’impossibilità che esista). Normalmente si distingue dall’ateismo positivo un ateismo “pratico”, proprio di coloro che semplicemente se ne fregano della questione e vivono come se Dio non esistesse.

      Agnostico non è colui che un giorno si sveglia “sentendo” dentro di sé qualcosa di incomprensibile che gli dice che Dio, o qualcosa di divino, esiste e il giorno dopo ricade nel dubbio, perché non ha più quel sentimento o ne ha uno opposto. Agnostico è chi non trova ragioni, ossia scienza certa delle cose, né per affermare né per negare l’esistenza di Dio.

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      • Karma ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Eppure l’agnostico non trova, come nessuno di noi, scienza certa per tantissime altre cose alle quali, come tutti noi, crediamo. Dunque è una posizione incoerente?

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        • Davide ha detto in risposta a Karma

          No, sospende il giudizio e prende per vero solo ciò che è scientificamente dimostrato in modo incontroveribile.

          E’ una posizione coerente, anche se la coerenza non è tutto, anche il seguace di una setta può essere coerente

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          • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Davide

            Ma l’agnostico non sa dimostrare scientificamente in modo incontrovertibile di essere una persona e non un cervello attaccato ad una macchina che gli crea una realtà e un passato. Come può parlare di se stesso? Dovrebbe sospendere il giudizio e stare completamente immobile per essere coerente. Non ti pare?

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          • Penultimo ha detto in risposta a Davide

            E perchè sospendi il Giudizio,sospendi il giudizio per il fatto che il panteismo è infondato?Ovvero che se esistesse non può essere dimostrato scientificamente,dato che non è materia.Se è materia potrebbero anche provarti che Dio esiste,ma Dio non è materia dunque la scienza non può dimostrarlo per metodo scentifico e il panteismo che invece afferma l’eguaglianza d’essere tra Dio e natura o materia è infondato.

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      • alessandro pendesini ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        @a-theos=a-ethos

        L’invito a rileggere il mio commento sulla definizione di ateo e vedrà che non è diversa della sua !
        La sua definizione di agnostico non mi ha convinto ! Lei sembra non conoscere il concetto o definizione di « teismo agnostico ».
        E’ accertato che esistono atei che in particolari circostanze dubitano del loro ateismo (ne ho fatto personalmente l’esperienza !), durante questo periodo non sarebbe pertinente considerarli agnostici ? Ma molto stranamente, lei nega questa evidenza……..
        P.S. Se vogliamo giocare a « chi c’é l’ha più lungo » mi ritiro, anche perché non credo aver problemi a questo livello. Se pero’ siamo di buona volontà e intellettualmente onesti, non rifiuto il dialogo che ritengo necessario per l’avvicinamento, comprensione e tolleranza umana.
        Scelga lei….

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        • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

          @ alessandro pendesini

          Come scelga lei?
          Lei dunque avrebbe dubitato del suo ateismo e poi avrebbe scelto che il suo dubbio era sbagliato.
          Accidenti…io continuo a non capirla.
          Lei può scegliere o non scegliere..questo è il problema…

          ( non vorrei risultare troppo complesso..sintetizzo: proprio non si capisce la SUA posizione rispetto sto benedetto libero arbitrio)

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          • alessandro pendesini ha detto in risposta a enrico

            @ Caro enrico : ho l’impressione che faccia una fissazione sul libero arbitrio-, escludendo di fatto il determinismo umano senza nessuna dimostrazione razionale !
            Vorrei solo che lei si decida di rispondere (per la terza volta) a quanto segue :
            –Facciamo un esperimento fittizio e immaginiamo che tu disponi di :
            — 1° uno schema di un cablaggio elettrico (neurosinaptico) di tutto il tuo cervello in cui è descritto ogni collegamento tra due neuroni con la sua forza e il suo segno (+ o -), e che si ottiene anche:
            — 2° lo stato di attivazione elettrico del tuo cervello ora (cioè quali sono i neuroni eccitati, quali iperpolarizzati, e quali sono a riposo), e
            — 3° l’eccitazione neuronale corrispondente alla percezione della situazione in cui ti troverai fra una frazione di secondo.
            Con questi tre tipi di informazioni sei in grado di sapere esattamente quali neuroni sono finalmente attivi dopo il trattamento (dopo una frazione di secondo) della futura situazione. Allora sai che cosa intendi fare, dire, pensare. Se questo avviene -inconsciamente- in anticipo, -qualche millisecondo prima- significa che le tue “decisioni” dipendono esclusivamente dal cablaggio, e dello stato d’attivazione dei nuclei interessati risultante dalla situazione vissuta. Da questo non vedo nessuna tipo di libera volontà e/o nessun libero arbitrio !!!
            Aspetto la sua risposta ! Grazie

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        • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

          @ alessandro pendesini

          En passant..io sono chimico, mio padre è chimico mio fratello lavora allo SLAC, la ringrazio per avermi citato il principio di indeterminazione di Heisenberg ( non di incertezza) e il concetto di vuoto quantistico, che lei ha espresso in modo piuttosto involuto, tuttavia comprensibilmente ( lei deve esprimersi in una lingua non sua e le rendo merito comunque per il suo italiano).
          Tuttavia lei non ha colto che la perla di Dawkins è “l’universo crea se stesso”.
          Ovvero A causa di A.

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          • alessandro pendesini ha detto in risposta a enrico

            ….la perla di Dawkins è : « l’universo crea se stesso »….
            @enrico
            Bisognerebbe chiedere a Dawkins cosa intende dire tramite questa frase !
            Personalmente, pur non essendo esperto in materia, direi che l’universo si « auto-rigenera » (una specie di morfallassi) partendo dalla materia/energia che già esiste. Ripeto una ennesima volta che se riuscissimo a dimostrare che la legge di conservazione dell’energia è stata violata -non importa quando-, potremmo in linea di principio confermano l’ipotesi di una creazione. Purtroppo a questo livello non esiste l’ombra di una prova !

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            • Penultimo ha detto in risposta a alessandro pendesini

              Si “già esiste”,nel senso che sarebbe ingenerata,eterna e imparitura….e la spacciano per scienza.Questa è un un’idea incoerente,in quanti se è ingenerata eterna imperitura,allora già è ma se già è,che senso ha autocrearsi?Non c’entra nulla la scienza,non dira mai nulla oltre alle dottrine atomistiche,e il loro DOGMA principale,la materia è eterna,alla quale tu ci crederai per fede come una qualsiasi religione e non puoi dimostrarlo.Dica a Dawkins di non rubare la filosofia greca e di non spacciarla per asserto scientifico.

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    • Penultimo ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Appunto che non ha conoscenza,a gnostico,”senza conoscenza” non so se Dio esiste o non esiste dunque sospendo il giudizio.

      In una condizione possibile tuttavia non potrebbe mai esistere e non esistere contemporaneamente.

      O esiste o non esiste

      Mi verrebe da fare una batuta:

      Senza conoscenza

      L’ignorante di Dio.Giachè “la non conoscenza” non significherebbe altro che dire ignoranza.

      L’ignorante di Dio.Brutta bestia l’ignoranza.X)))

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