L’eliocentrismo ha messo in crisi la teologia? No, ha elevato l’uomo


 
di Francesco Agnoli*
*scrittore e saggista

 
 

L’effetto più evidente, per l’osservatore superficiale, della rivoluzione astronomica, è la fine del sistema aristotelico-tolemaico, e di conseguenza del geocentrismo. Su questa semplificazione sono nate tante affermazioni errate.

Si dice spesso, infatti, che l’eliocentrismo copernicano, che in verità verrà dimostrato solamente all’inizio dell’Ottocento, avrebbe avuto conseguenze filosofiche e teologiche mettendo in crisi l’antropocentrismo biblico. L’uomo si sarebbe cioè ritrovato piccolo, e insignificante, spodestato e detronizzato, sperso in un universo sempre più grande: non più al centro del mondo.

In realtà è vero il contrario. Tutto il pensiero antico, greco, persiano, indiano, arabo, in una parola astrologico, era cosmocentrico, non antropocentrico, e la Terra era al centro fisico dell’Universo, nel sistema aristotelico tolemaico, non per la sua maggiore dignità, ma al contrario, per la sua miseria e insignificanza, rispetto agli altri corpi celesti. L’astrologia, combattuta prima dal pensiero cristiano, poi sconfitta dalla rivoluzione astronomica e scientifica e dalle condanne papali, sino a Sisto V (bolla Coeli et terrae, 1586), si fondava cioè sull’idea del cielo come “causa efficiente universale”, espressa ad esempio dal medico-astrologo Pietro D’Abano, nel XIII secolo: “questo mondo inferiore (la Terra, ndr) è in necessaria continuità con i movimenti sovrastanti: così che tutta la sua potenza è governata dall’alto. Il mutamento delle cose terrestri in relazione a questo o quell’individuo deriva dal mutamento dei corpi celesti. Pertanto colui che intende investigare le cause delle cose dovrebbe innanzitutto contemplare i corpi celesti” ( Il Rinascimento italiano e l’Europa, Vol. V, le scienze, pag. 51, Fondazione Cassamarca, Vicenza 2008).

Tutto ciò che succede sulla Terra, infimo tra i pianeti, dunque, sarebbe determinato dai corpi superiori, dai cui effetti nefasti occorrerebbe sempre difendersi (vedi il De siderali fato vitando di Tommaso Campanella)! Osservando i cieli, scoprendo col cannocchiale che la luna ha avvallamenti e asperità e che il sole ha delle macchie, e va quindi spegnendosi, Galileo Galilei farà tramontare definitivamente l’idea pagana dei pianeti divini, anche se proprio in quegli anni molti ammiratori di Platone e della magia stavano cercando di far rinascere antichi culti pagani del sole, giustificandoli alla luce dell’ eliocentrismo copernicano (se il sole è al centro, sostenevano, è proprio perché è un dio, come volevano gli egizi e gli altri popoli panteisti). Così facendo, come lui stesso ebbe a dire, Galilei non abbassava la dignità della Terra – “nobilissima ed ammirabile”, e non già, come per gli aristotelici, “sentina di terrene sordidezze e brutture” (Dialogo)-, ma al contrario la elevava al livello degli altri corpi celesti, riaffermando, indirettamente, la centralità non più solo geografica, materiale, ma finalmente sostanziale, spirituale, dell’uomo: non sono le stelle che comandano sugli uomini, come già avevano detto Lattanzio, Agostino, ecc., ma gli uomini che studiano e comprendono le leggi che regolano gli astri, definitivamente ridotti a materia creata in movimento.

A coloro che, nonostante tutto, non volevano rassegnarsi all’idea di un mondo che non fosse dio, e che pensavano di trarre, dalle nuove nozioni sulla grandezza del cosmo, motivazioni per sminuire la centralità dell’uomo, mantenendo surrettiziamente la divinità degli astri attraverso la divinizzazione di un Universo “infinito”, cioè divino, avrebbe risposto il filosofo e matematico copernicano Blaise Pascal“L’uomo non è che una canna, la più fragile della natura; ma è una canna che pensa. Non è necessario che l’universo si armi per distruggerlo: basta un vapore, una goccia d’acqua per ucciderlo. Ma, quand’anche l’universo lo distruggesse, l’uomo sarebbe sempre più nobile di ciò che l’uccide, perché sa di morire… l’universo non sa nulla. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. Non è nello spazio che devo cercare la mia dignità … attraverso lo spazio l’universo mi comprende e mi inghiotte come un punto, attraverso il pensiero io lo comprendo”.

L’uomo, insomma, che scruta ogni cosa, osserva i cieli, interroga la natura, e si chiede il senso della sua esistenza, è il vero ed unico vertice del creato, perché unisce, alla natura corporea, che lo accomuna a tutte le altre cose, una natura spirituale. Questo pensano i padri dell’astronomia, tutti, nessuno escluso. Lui solo, solo l’uomo, dunque, è portatore di una scintilla divina, a immagine e somiglianza di Dio, mentre il cosmo, lungi dall’ essere il luogo di mille paralizzanti divinità e spiriti, come è ancora oggi per molti popoli, gli è stato affidato come un giardino, di cui servirsi, ma anche da custodire, con cura e responsabilità. L’uomo guarda e indaga, liberamente, il cielo, dunque, perché è il cuore, il centro dell’universo.

Da Scritti di un pro-life (Fede&Cultura 2009)

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41 commenti a L’eliocentrismo ha messo in crisi la teologia? No, ha elevato l’uomo

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  1. Jack ha detto

    Molto interessanti queste bordate alle leggende nere, ormai dovunque si sente dire che Galilei e Copernico hanno messo in crisi la teologia cristiana. Quando si tornerà a studiare???

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  2. Antonio72 ha detto

    Credo che la questione vada guardata in un’altra prospettiva. Secondo la metafisica di Aristotele il primo mobile era la causa efficiente dell’universo, mentre il Movente Immobile ne era solo la causa finale, ovvero lo scopo, l’Amato che attrae a se l’amante. Ed è proprio questo movimento a produrre l’universo. Ma il primo mobile o primo cielo è rappresentato dal movimento circolare ed eterno delle stelle. Ne viene che nella metafisica aristotelica il ruolo di questo movimento eterno era essenziale per spiegare tutto l’universo. E ciò coincideva esattamente con l’interpretazione contenuta nelle Sacre Scritture, e che la teoria eliocentrica metteva in discussione. E si metteva in discussione proprio l’astronomia accettata da Aristotele che poneva la Terra al centro dell’universo, attorno alla quale una serie concentrica di sfere (contenente astri e pianeti) ruotava, fino alla sfera più lontana del primo mobile o primo cielo. E questa centralità della Terra e quindi dell’uomo non è casuale in quanto la causa finale dell’universo, ovvero Dio, l’Intelleggibile, può essere rappresentato come atto supremo dell’eterno pensare. E l’uomo è grande, come dice Pascal, solo in quanto essere pensante, come riteneva lo stesso Aristotele ed ha voluto dimostrare nella sua metafisica geocentrica.

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    • Penultimo ha detto in risposta a Antonio72

      E l’uomo è grande, come dice Pascal, solo in quanto essere pensante, come riteneva lo stesso Aristotele ed ha voluto dimostrare nella sua metafisica geocentrica.

      E Pascal infatti aveva capito,che l’uomo è e rimane al centro dell’universo.Presumo lo sapesse anche Kant.Non erano certo le stelle a stupirsi di Kant era Kant a stupirsi del cielo stellato.

      L’uomo è al centro dell’universo,sà pensare.

      E’ il sole che ha detto “sono io il centro del sistema solare” oppure è il pensiero umano che lo ha scoperto?

      Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia,c’è il sole piutosto che la terra,solo l’uomo poteva scoprirlo.

      Poteva anche nascere su altri cento pianeti.Poi quale sia il centro dell’universo nessuno lo sà,non si sa nemmeno dove finisce non si sa dove inizia,e quando mai saprò dove stà il centro.Ma sò di certo che sono l’unico a pensarlo.

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  3. Emanuele ha detto

    Per chi interessa approfondire la questione “Galileo” senza pregiudizi, ma utilizzando un approccio storiografico consiglio questo link:

    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/galileo_galilei/

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    • Penultimo ha detto in risposta a Emanuele

      Galileo era un grande scienziato, ma proprio perchè era un grande scienziato,non avrebbe mai detto dove stà il centro dell’universo.

      Perchè è vero che la terra gira intorno al sole ma non è vero che l’universo gira intorno al sole o alla terra.Potrebbe essere la terra al centro dell’universo o Plutone,o un pianeta a me ignoto.Non è possibile dirlo perchè non è possibile osservare l’universo,ovvero possiamo arrivare fino a un certo punto,fino dove uno strumento può permetercelo,ma oltre non sapere dove è il centro,nemmeno possiamo se è infinito piuttosto che finito.

      Ogni pianeta potrebbe essere un ipotetico centro dell’universo,ogni uomo può pensarlo,ma anche se lo scoprisse “non è questa la mia dignità.”La mia dignità stà nel poterlo pensare.

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      • Emanuele ha detto in risposta a Penultimo

        Hai ragione, anche se sospetto che Galileo sia stato un po’ sopravvalutato (insieme a Giordano Bruno e Leonardo da Vinci)… ripeto è un sospetto, alimentato però dall’enorme simpatia che Galileo riceve in ambienti ostili al Cattolicesimo (stranamente perché pare che fosse molto religioso fino alla fine)… qualche informazione, nel sito che ho linkato si può trovare.

        Certamente Galileo aveva un carattere difficile… molte noie gli derivano da antipatie ed invidie dei colleghi universitari, più che dalla censura Cattolica (tutti i suoi libri hanno infatti l’imprimitur pontificio).

        Il problema non fu tanto la questione eliocentrismo vs. geocentrismo, ma fu la sua presunzione di affermare che le scritture erano sbagliate (in particolare il passo di Giosuè nel quale si dice che il sole si fermò in cielo), e non postessero essere considerate valide per la comprensione del mondo fisico… questo fece degenerare la cosa. Erano infatti affermazioni troppo forti per l’epoca (scisma protestante appena consumato prorio sull’interpretazione delle scritture).

        Per onestà di cronaca, Galileo non riscì mai a dimostrare che la terra girava attorno al sole (la dimostrazione delle maree è errata e comunque non riuscì a riprodurla sperimentalmente). La dimostrazione arrivò più di un secolo dopo.

        Anche questo fu un aspetto interessante del processo, al presunto inventore del metodo empirico fu chiesta una prova sperimentale dalla Chiesa. Ossia la Chiesa chiese allo scienziato una prova che potesse sostenere le sue tesi… ma nonostante non avesse la prova empirica per sostenere le sue affermazioni, Galileo continuò a sostenere come certamente vera la teoria eliocentrica… da qui la fine del processo che fu una sconfitta per tutti.

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        • massimo ha detto in risposta a Emanuele

          “Che il Sole sia centro del mondo e imobile di moto locale, è proposizione assurda e falsa in filosofia, e formalmente eretica, per essere espressamente contraria alla Sacra Scrittura;”

          La chiesa non ha mai chiesto a Galileo prove “sperimentali” si è basata sull’infallibilita delle Sacre Scritture!

          ma inventate la storia di sana pianta!?
          Galileo ha scritto “Dialogo sui massimi sistemi” libro proibito dalla chiesa e pensi che non aveva le prove?

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          • Mithan_xx ha detto in risposta a massimo

            L’ignoranza è una colpa, ricordati di scrivertelo sullo zerbino di casa.

            La Chiesa ha chiesto a Galileo delle prove ma egli non ha saputo fornirle e non si è affatto basata sull’infallibilità delle Scritture, chiunque sapeva che esse non andavano prese alla lettera.

            Il card. Bellarmino scrisse infatti il 12 aprile 1615 (al padre carmelitano Paolo Antonio Foscarini, che appoggiava Galilei): «Dico che il Venerabile Padre e il signor Galileo facciano prudentemente a contentarsi di parlare ‘ex suppositione’ e non ‘assolutamente’, come io ho sempre creduto che abbia parlato il Copernico. (…) Dico che quando ci fusse ‘vera dimostrazione’ che il Sole stia nel centro del mondo e la Terra nel terzo cielo, e che il Sole non circonda la Terra , ma la Terra circonda il Sole, all’hora bisogneria andar con molta consideratione in esplicare le Scritture che paiono contrarie, ed è meglio dire che non le intendiamo, piuttosto che dire che sia falso quello che si dimostra».

            Questa è la posizione della Chiesa, razionale e scientifica: quando ci sono delle prove allora si può parlare di tesi scientifica, altrimenti è una supposizione, com’era appunto quella di Galileo.

            Chi studia è libero, chi non studia resta a recitare slogan come massimo.

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            • massimo ha detto in risposta a Mithan_xx

              da quando in qua le sacre scritture sono “razionali”??
              la chiesa è stata talmente razionale che ha TOPPATO alla grande!
              guarda che Bellarmino ha richiesto la condanna per ERESIA a Galileo.. non di “correzione scientifica”!!

              la razionalità che dici tu sarebbe questa?
              « leggendosi nelle Sacre lettere, in molti luoghi, che il Sole si muove e che la Terra sta ferma, né potendo la Scrittura mai mentire o errare, ne séguita per necessaria conseguenza che erronea e dannanda sia la sentenza di chi volesse asserire, il Sole esser per sé stesso immobile »

              forse hanno toppato perche si basavano sulle sacre scittture che evidentemente tanto sacre non sono!

              complimenti bella prova!

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              • Mithan_xx ha detto in risposta a massimo

                Ti ricordo ancora una volta che l’ignoranza è una colpa, e tu continui a dimostrarti colpevole.

                La Chiesa non ha per nulla “toppato” da questo punto di vista, ma ha preferito -in assenza di prove- mantenere una visione aristotelica-tolemaica, sostenuta dai filosofi e gli scienziati del tempo. La questione dell’eresia è a livello teologico, non certo scientifico e da questo punto di vista la questione è molto più complicata della rivisitazione ateista: ci sono da tenere in conto i rapporti tra il Papa e Galileo, l’inganno di quest’ultimo con il suo libro, la volontà di quest’ultimo di entrare in campo teologico, eccetera eccetera. L’errore è stato quello di condannare Galileo, ma questo è già stato riconosciuto da Giovanni Paolo II nel 2000.

                Le parole citate di Galileo non corrispondono al pensiero di Bellarmino, il quale appunto aveva un altro punto di vista, come ti ho citato sopra. E’ normale: l’accusato interpreta l’accusa in modo diverso dall’accusatore.

                La sacralità delle Scritture non si basa certo sui particolari con il quale è divulgato il suo messaggio, la Bibbia non è e non vuole essere un libro scientifico. Purtroppo i fondamentalisti come te (e tutti gli ateisti da strapazzo) e i creazionisti continuano a leggerla in modo tale, risultando ridicoli e anacronistici.

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      • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Penultimo

        “E’ vero che la terra gira intorno al sole…”: che senso ha? che cosa gira intorno a che cosa?
        Il moto è relativo: questa è la prima verità scientifica. La seconda è che tutto “gira” intorno all’uomo, perché è l’unico che osserva e pensa.
        Come aveva ragione Bellarmino…

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  4. Giuseppe ha detto

    Non credo che questo Universo esista per l’uomo…

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  5. Giuseppe ha detto

    “Non penso che questo fantastico e meraviglioso universo, questa enorme distesa di tempo e spazio e tutte le diverse specie animali, e tutti i pianeti, e tutti questi atomi con i loro moti, insomma, che tutta questa cosa complicata sia semplicemente il palcoscenico dal quale Dio può guardare gli esseri umani lottare per il bene e il male- che è la visione che ha la religione. Il palcoscenico è troppo grande per la rappresentazione.“ (Richard Feynman)

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    • Boomers ha detto in risposta a Giuseppe

      Feynman tralasciava, povero lui, che la grandezza del palcoscenico è servita proprio a far si che la vita si avviasse sulla Terra.

      La cosa è stata invece certamente capita dal premio Nobel Gerhard Ertl: “Ad ogni passo della mia ricerca sono stato sempre più sorpreso: una minima probabilità ha portato alla creazione della vita. E’ forse la più grande coincidenza concepibile il fatto che tutti i componenti abbiano collaborato assieme in modo che il nostro cosmo abbia potuto presentarsi come lo conosciamo. La probabilità che Dio non esiste, non è minore della probabilità che il cosmo intero sia stato creato dalle nostre spiegazioni scientifiche. La vita è un miracolo enorme, ci avviciniamo alle spiegazioni scientifiche, ma una questione rimane comunque sempre: perché tutto questo? Ecco io credo in Dio!” (http://www.cicero.de/97.php?ress_id=6&item=2223)

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      • borg ha detto in risposta a Boomers

        ma dio come te lo spieghi. questo e’ il punto.

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        • Boomers ha detto in risposta a borg

          La domanda non ha senso. E’ come dire: ma lo spazio-tempo come te lo spieghi? A meno che si voglia ritornare per l’ennesima volta sulla domanda infantile “chi ha creato Dio?”, davanti alla quale è meglio rimandare secoli indietro a Tommaso d’Aquino, che ha già chiuso la questione.

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          • Giuseppe ha detto in risposta a Boomers

            Ma il punto è che Dio non serve per la creazione dell’universo.

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            • Boomers ha detto in risposta a Giuseppe

              Interessante il tuo punto…mi sembra un copia&incolla della tesi promozionale del suo libro detta dal povero Hawking e praticamente contraddetta da un infinità di suoi colleghi. Perfino un bambino riuscirebbe a capire che il “nulla” di Hawking non è per niente il “nulla” dei filosofi ma un concentrato di leggi fisiche perfettamente calibrate, come lui stesso ammette. Dunque si riparte da capo: chi ha posto in essere queste costanti indispensabili per l’emergere dell’universo?
              L’autocreazione di una legge fisica è un’odifreddura mica male, vediamo se qualcuno vuol farci ridere…

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              • Giuseppe ha detto in risposta a Boomers

                Non ho bisogno di fare copia incolla, sono un fisico teorico, oltretutto specializzato in relatività generale, sebbene adesso mi occupi di astorfisica della alte energie.

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                • Giuseppe ha detto in risposta a Giuseppe

                  Astrofisica, cioè! 🙂

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                • Boomers ha detto in risposta a Giuseppe

                  Dunque? Se tu fossi un cuoco o un parrucchiere pensi che cambierebbe qualcosa?
                  Dio è tanto necessario per la creazione fisica dell’universo quanto per la sua razionale motivazione dell’esistere. Il fatto stesso che tu sia un fisico significa che puoi studiare l’universo e che dunque esso è stato “scritto” attraverso leggi comprensibili all’uomo. L’universo è lì per essere studiato, come l’universo è lì perché comparisse l’uomo. “L’Universo ci stava aspettando” (Freeman Dyson)

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                  • Giuseppe ha detto in risposta a Boomers

                    Secondo il mio modesto parere, il problema della creazione dell’Universo intesa come atto compiuto da una divinità trascendente, dipende sostanzialmente da una concezione prerelativistica del tempo. La cosmologia oggi offre un quadro alquanto differente. Comunque io penso che l’universo non sia necessariamente riconducibile ad un atto creativo, ma che sia autoconsistente, ma ciò non contraddice l’ipotesi di un creatore trascendente, perché si può sempre supporre che questo creatore abbia creato l’universo in modo che a noi osservatori al suo interno ci appaia autoconsistente. Quindi il fatto che si creda o meno dipende più da motivazioni personali, che non dal fatto di dover giustificare l’esistenza un universo.

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                    • Boomers ha detto in risposta a Giuseppe

                      E’ un tuo parere, che ovviamente si scontra contro il parere dello scopritore della relatività, cioè Albert Einstein il quale -seppur lontano dal credere a un Dio trascendente- non aveva alcun dubbio sulla creazione dell’Universo da parte di Dio: «La scienza contrariamente ad un’opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve addirittura perseguitare finalità teologiche, poichè deve proporsi non solo di sapere com’è la natura, ma anche di sapere perchè la natura è così e non in un’altra maniera, con l’intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sè altre scelte quando creò il mondo» (citato in Holdon, “The Advancemente of Science and Its Burdens”, Cambridge University Press, New York 1986, pag. 91)

                      Non esiste alcun motivo per sostenere che l’universo sia autoconsistente, così come un automobile non è autoconsistente. Ogni cosa richiede un motore iniziale, indipendentemente se poi essa consista in autonomia o no. Certamente, sono d’accordo con te, la scienza aiuta a credere in Dio ma non è mai il motivo per cui si crede in Dio, che rimane un’esperienza personale indimostrabile scientificamente.

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                • Nonsense ha detto in risposta a Giuseppe

                  Guardatevi bene dai fisici teorici, soprattutto dai cosmologi alla stregua di Hawking. Spesso chi si chiude nella sua stanza a confabulare su come la realtà dovrebbe essere secondo lui perde di vista la realtà stessa, diversamente da chi invece la indaga ogni giorno mettendoci le mani dentro.

                  Grazie al cielo sono uno sperimentale.

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          • borg ha detto in risposta a Boomers

            infantile sarebbe non rispondere. l’idea di dio rimane solo un’ipotesi. una delle tante. molti oggi scelgono di continuare ad indagare consapevoli di trovare risposte parziali. è un approccio piu’ dignitoso rispetto ad un’ipotesi che rimane tale.saremmo tutti felici se ci fosse ma, è piu’ dignitoso rimanere con delle incertezze rispetto a credere ad una congettura del tutto inverosimile.

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            • Boomers ha detto in risposta a borg

              Dio non è un’ipotesi, ma una necessità. E’ l’unica risposta davvero razionale al perché esista l’universo e al come sia venuto in essere, al perché ci sia la vita e al come sia venuta in essere. Esistono delle ipotesi naturalistiche, ma assolutamente parziali. Ipotesi decisamente fideistiche e irrazionali, le quali si affidano ciecamente al dio Caso come unica risposta a tutto.

              E’ comunque lecito chiudersi gli occhi, inginocchiarsi davanti al Caso e pregare perché tutta la nostra vita, l’universo e l’esistenza dei nostri casi rimanga una fredda casualità, pur di non sconvolgere le nostre fideistiche e ateistiche convinzioni esistenziali.

              La dignità della vita è l’amore al vero, non il vuoto dell’incertezza.

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    • Antonio72 ha detto in risposta a Giuseppe

      Giuseppe, se veramente è un fisico dovrebbe sapere che è molto più complicata la lotta dell’uomo tra il bene ed il male della stessa tenuta dell’universo intero che, se non mi sbaglio, possiamo semplificare nella legge gravitazionale. Magari fosse possibile semplificare così anche l’esistenza umana, e quindi racchiuderla in due o tre leggi matematiche! In realtà la fisica tende alla semplificazione, ed in ultima analisi a ricondurre tutte le leggi fisiche ad una legge unica in grado di descrivere la materia e le sue interazioni. Allora Dio cosa rappresenta se non la semplificazione suprema alla quale solo l’uomo, ovvero l’essere più incasinato ed indecifrabile dell’universo, possa aspirare. Non è affatto un caso che lo sviluppo delle scienze sia avvenuto in Occidente dove si crede in un unico Dio universale ed onnipotente. La cosa più complessa di tutto il cosmo è proprio l’uomo, e ce l’ha racchiusa nel cranio. Tuttavia è alla semplicità che l’uomo mira, perchè l’amore è per i semplici, e Dio è Amore. Come l’Amore tiene assieme gli uomini sulla terra così Dio l’universo intero, così come la gravità tiene ben saldi non solo alberi e montagne, ma anche stelle, pianeti e galassie. Saluti.

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    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Giuseppe

      Se l’Universo (osservabile), Giuseppe, che ha 13.7 miliardi di anni, fosse un miliardo di anni più giovane (o un miliardo di anni-luce più piccolo), noi non ci saremmo. Questo è un dato scientifico. Feynman non lo poteva sapere, ma oggi lo sappiamo.

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    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Giuseppe

      @Giuseppe
      Infatti !
      Se Dio ha creato l’universo con l’idea di farne un luogo e/o spettacolo per l’umanità, ha ovviamente sprecato un enorme spazio dove mai l’ombra di un essere umano potra vederlo !

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      • Boomers ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Anche Pendesini ignora che l’enorme spazio dell’universo è fondamentale perché si sia potuta originare la vita sulla Terra.

        Oltretutto, proprio l’enormità dell’universo portano l’uomo a domandarsi il senso della loro vita, così come fa il pastore errante dell’Asia di Leopardi. Io lo ritengo un grandissimo richiamo, un invito e uno stimolo da parte di Dio all’uomo perché egli si domandi: “chi sono io perché tu te ne curi?”.

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  6. Guerrino ha detto

    Galileo ha dato un contributo enorme al pensiero cristiano, in quanto è stato il primo ad affermare in modo esplicito che la matematica è il linguaggio usato da Dio nello scrivere le leggi della natura. Ma una cosa del genere non l’aveva già detta Platone nel Timeo e nel Teeteto? No, nel platonismo Dio è del tutto assente: esistono solo le Idee e il Demiurgo.
    Galileo ha anche mostrato i non pochi equivoci, che erano e sono tuttora alla base del biblicismo protestante: la Bibbia non può essere interpretata alla lettera né tantomeno è possibile adottare una disinvolta esegesi fai-da-te, per cui si rende necessario che il singolo fedele si confronti sempre con la comunità ecclesiale in cui vive, se non vuole cadere in errori uno più grossolano dell’altro.
    Resta da chiedersi perché, ancora oggi, esistono non pochi cattolici, i quali storcono la bocca ogni volta che sentono parlare di Galileo e della rivoluzione scientifica da lui iniziata. Misteri della fede.

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    • Antonio72 ha detto in risposta a Guerrino

      Sì certo Guerrino, in Platone il numero contava così poco che all’ingresso dell’Accademia Platonica c’era scritto “Non entri chi non è geometra”.
      E’ vero che Galileo è il padre della scienza moderna (ovvero il metodo scientifico sperimentale), ma anche lui non proviene dal nulla. Ed il mondo delle idee di Platone è equivalente al Motore Immobile di Aristotele, lo stesso ripreso dalla teologia tomista. Infatti Tommaso d’Aquino riesce ad esprimere una sintesi mirabile di entrambe le metafisiche, platonica e aristotelica, e Lei ci viene a raccontare che in Platone l’idea di Dio era del tutto assente, e magari anche in Aristotele? Da come la racconta pare che Galileo abbia inventato, non solo la matematica, ma anche Dio. Insomma un’invenzione, la sua. Saluti.

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  7. alessandro pendesini ha detto

    Se la vita avesse incontrato delle diverse condizioni ambientali nel corso della sua evoluzione, avrebbe certamente generato una biosfera diversa ! È qui che la parola “contingenza” prende senso. La storia della vita sulla Terra è senza dubbio unica nel suo genere, anche se ci fossero miliardi di pianeti portatori di vita, perché nessuno di questi ha la stessa storia di qualsiasi altro.
    L’Universo non domanda di essere “creato”, perché esiste. Non è soggetto a nessuna equazione perché esiste in modo indipendente. Non ha nessuna finalità, e neanche un senso poichè questo dilemma è tipicamente umano, ed inoltre non (ri)conosce l’uomo.
    Anche se nessuno finora ha potuto produrre tramite l’acido ribonucleico in laboratorio (ARN) la « genesi » della vita biologica, in condizioni molto più favorevoli di quelle che esistevano probabilmente all’inizio della vita, non prova che un ipotetico creatore o forza divina abbia contribuito, o creato, questo avvenimento ! Nessuna prova esiste in questo senso….
    Inoltre non vi è alcuna legge che stabilisce che la materia deve necessariamente evolvere dalla più elementare alla più organizzata, dunque nessuna legge mediante la quale noi saremmo stati costretti ad esistere ! Sappiamo inoltre che in fisica non esiste alcun principio di complessità ( o principio antropico). Uno studente o ricercatore che sarebbe guidato da tale teorema per condurre i suoi calcoli o ragionamenti arriverebbe solo a delle conclusioni metafisiche; ed è proprio questo che a volte (involontariamente ma anche volontariamente) capita ! Bien à vous

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    • Boomers ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Il fatto che la vita ha incontrato proprio le esatte condizioni per apparire dovrebbe suscitare in te delle domande, e non indurti alla fuga come invece hai fatto. E’ proprio la contingenza il problema: la vita doveva nascere così, l’universo ci stata aspettando.

      Concordo invece quando parli dell’unicità di questa vita, in quanto le stesse caratteristiche sono impossibili da ritrovare su un altro pianeta.

      Assurdo affermare che l’universo non domanda di essere creato perché esiste. Come se il pane, appena “creato” dal panettiere, non chiede un suo autore perché esiste. L’indipendenza di un soggetto, come un adolescente, non significa affatto che esso non sia stato “creato”. E’ un argomento davvero di basso livello, perfino un bambino saprebbe risponderti.

      La tua fede nella non finalità è degna di rispetto, ma esso è appunto un atto di fede, ben poco fondato e fortemente miope se posso permettermi.

      Il fine-tuning è un argomento assolutamente scientifico, scomodissimo per te, ma scientifico davanti al quale bisogna imparare a stare di fronte. Volendo ci si può inventare la storia del multiverso per tentare di rispondere, ma almeno si ha avuto il coraggio di affrontarlo.

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