Oxford, due terzi degli inglesi vuole il Cristianesimo a scuola

http://i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/01410/oxford_1410375c.jpgDue cittadini britannici su tre sono favorevoli all’insegnamento della religione cristiana a scuola e quasi la metà sostiene che più attenzione dovrebbe essere posta sulla Fede nelle lezioni di Educazione religiosa. Questo, il risultato di un recente sondaggio dell’Università di Oxford, portato avanti dal dipartimento di Scienze della formazione.

Del campione intervistato, due terzi si sono appunto espressi a favore dell’insegnamento della religione di maggioranza nelle classi, inoltre un 38% si è dichiarato favorevole all’introduzione dello studio della Bibbia nel programma scolastico, mentre un 30% si accontenterebbe anche dell’insegnamento del ‘Padre Nostro’ a scuola.

John Keast, presidente del Consiglio d’Educazione religiosa per l’Inghilterra e il Wales, ha dichiarato che l’insegnamento della religione cristiana è troppo debole. Debolezza, che Oxford rintraccia nella paura degli insegnanti”, riluttanti ad affrontare le tematiche cristiane, terrorizzati all’idea d’essere tacciati d’opera di evangelizzazione. Ad ogni modo, quello che emerge dal sondaggio, come evidenzia The Christian Post, è che «mentre il governo rifugge dalle radici cristiane del paese», imponendosi una fantomatica neutralità culturale, «la gente sta venendo privata dell’educazione cristiana che cerca». Sulla questione, è intervenuto il ministro lady Warsi, prima donna musulmana ad entrare nell’esecutivo britannico, dichiarando che la Gran Bretagna dovrebbe diventare un paese dove la gente non si vergogni di dirsi cristiana.

Nicola Z.

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39 commenti a Oxford, due terzi degli inglesi vuole il Cristianesimo a scuola

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  1. controinformato ha detto

    certo che se ce lo facciamo dire dai musulmani siamo messi male!!!

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  2. Daniele ha detto

    Sembra esserci una generale inversione di tendenza in Italia e in Europa:
    sta, anche se in maniera impercettibile (almeno per ora…), riprendendo quota il matrimonio (sia civile sia religioso), “mortificato” da decenni in cui ha imperato il “modello della convivenza”;
    nel Regno Unito sta rinascendo un autentico interesse per la religione;
    in Francia stanno entrando in crisi le “misure per la laicità dello Stato”;
    ecc…
    Bene così!

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    • EquesFidus ha detto in risposta a Daniele

      E difatti in Francia il governo laicista ed anticattolico sta reagendo, preparandosi con ricatti e minacce a silenziare la Chiesa cattolica: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-francia-chiesasotto-assedio-5359.htm

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      • Daniele ha detto in risposta a EquesFidus

        Il fatto che il Governo laicista francese cerchi di mettere il silenziatore alla Chiesa è sintomo soltanto di una cosa:
        che, evidentemente, la Chiesa in Francia ha ricominciato, dopo decenni, a godere del consenso della maggioranza dei cittadini.
        Se la Chiesa in Francia fosse, infatti, rimasta come nei decenni scorsi, cioè una presenza marginale, il Governo non investirebbe tutte queste energie nella campagna anticlericale.
        La Chiesa dà – a mio avviso giustamente – fastidio al Governo: perciò cercano di metterla a tacere.
        Ma non ci riusciranno, perché il volere del popolo, del popolo cristiano, è più forte di qualsiasi provvedimento governativo!

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      • Daphnos ha detto in risposta a EquesFidus

        Mi sono sempre chiesto cosa abbi aportato la prima Bussola Quotidiana ad accumulare CENTOMILA euro di debito. Spero di non avere mai la risposta.

        Redazione, correndo il rischio di apparire polemico, perché scrivere “per l’Inghilterra e il Wales”? Non poteva essere tradotto anche il Galles, povero piccolo 🙁 ?

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    • Marcuzzi ha detto in risposta a Daniele

      Perché bene così?
      Perché la convivenza mortificherebbe il matrimonio religioso?
      E il matrimonio religioso mortifica la convivenza?
      Perché non si potrebbe scegliere un’opzione o l’altra senza mortificare?

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      • Emanuele ha detto in risposta a Marcuzzi

        …vede le convivenze hanno uno scopo ben preciso, il disimpegno…

        “Per tutta la vita” fa molta paura… ma l’amore non può avere scadenze temporali. Un bimbo potrebbe accettare che dopo qualche anno la madre gli dica: “non ti amo più”?. E come reagirebbe se un suo amico le dicesse che le è venuto a noia? L’amore (quello vero) è per sempre perché è rivolto ad una persona (non alle cose che ci piacciono di quella persona) ed una persona rimane sempre se stessa… L’amore poi non ammette prove: amare vuol dire donare tutto se stessi all’altro, desiderare il bene dell’altro prima del nostro. L’amore è una scommessa, un azzardo, un salto nel vuoto (e non a caso la Chiesa invoca le grazie del Sacramento per dare la forza di vincere le avversità).

        Ora, è strano che si dia grande valore alle amicizie che durano tutta la vita, presentando con orgoglio i propri amici d’infanzia, ma si accetti con remissione che un rapporto di coppia possa iniziare e finire a piacimento, senza conseguenze.

        “non separi l’uomo ciò che Dio ha unito”… non è una minaccia, è una promessa! Dio difenderà l’unione consacrata dalle difficoltà della vita: egoismi, difficoltà nel lavoro, tentazioni fedifraghe, ostacoli familiari e via dicendo…

        …le convivenze dunque nuociono al matrimonio (non viceversa) perché danno la falsa illusione di un amore a tempo. Poi, alle prime difficoltà, è più facile mandare tutto all’aria… tanto non ci siamo impegnati.

        Ed a chi giova propagandare certi tipi di unione, volendoli elevare alla dignità di un rapporto di matrimonio stabile? Certamente a chi vuol trovare scusanti alla sua condotta, cercare un pretesto nel “così fan tutti”, autogiustificarsi (poco conta se già ci sono figli o se il partner soffrirà)

        C’è poi un problema più sottile? Perché molti gruppi di potere e lobby culturali osteggiano il matrimonio tradizionale? Semplice, “chi è fedele nel poco lo sarà anche nel molto”… sarà più facile far cambiare idea ad un tipo volitivo, che cambia partner come le scarpe, oppure ad uno che ha fondato la sua vita in un rapporto stabile? Sarà più facile convincere uno che promette l’amore eterno e rispetta la promessa, o uno che non si impegna, neppure con la persona che dice di amare?… E a chi giova tutto ciò… semplice, a chi del far cambiar idea ne fa una professione, i pubblicitari, i politici, i “mercanti”…

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    • saracino ha detto in risposta a Daniele

      questa è certamente una cosa buona e ne sono felice, però io sono convinto che questi siano i tempi in cui Satana esercita al massimo il suo potere e mi appare strana questa “rinascita religiosa” anche nei giovani (non magari quelli italiani,ma negli USA, per esempio, ho letto che sono presenti molti giovani cristiani praticanti).

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  3. Marcuzzi ha detto

    Perché la religione cristiana a scuola?
    Cosa ne pensereste dell’algebra in chiesa?
    Per favore, non rispondetemi coi discorsi di “la maggioranza vuole così”, altrimenti poi viene spianato il campo alle percentuali di favorevoli al divorzio e all’aborto in Italia (e parlo di percentuali uscite da esiti referendari, non da golpe di ateismi di stato).

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    • controinformato ha detto in risposta a Marcuzzi

      almeno avere l’accortezza di conoscere gli argomenti prima di criticarli…
      è chiedere troppo a voi (invas)atei da strapazzo?

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    • lorenzo ha detto in risposta a Marcuzzi

      Sai da dove deriva la cultura occidentale?
      Lo sai perché talune civiltà identificano gli occidentali coi cristiani?

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    • Daphnos ha detto in risposta a Marcuzzi

      Gentile Alessia, nell’attesa che tu rimetta ordine ai tuoi pensieri (chiederti di riflettere su quello che hai scritto sarebbe forse troppo), ti faccio presente che a scuola si insegnano anche le basi delle religioni per il semplice, semplicissimo motivo che esse sono una costituente fondamentale della storia e del presente del mondo, pertanto un cittadino si troverà più a suo agio nel valutare le situazioni del pianeta in cui vive se conosce qualcosa dell’argomento. In questo senso, la religione vale esattamente quanto la storia, l’arte, la geografia e la letteratura, oltre che alle scienze. Il motivo per cui la religione cristiana è trattato maggiormente non è dovuto a chissà quale complotto clericale, bensì al fatto che a scuola si pone l’accento sulla situazione del paese in cui si vive (prova a pensare da sola agli esempi nelle materie sopra citate).

      Questo processo di apprendimento non include necessariamente l’adesione ad uno di questi schemi di pensiero, esattamente come l’insegnamento della storia delle ideologie politiche non prevede la propaganda delle stesse (anche se alcuni professori ci provano). Chiaramente, alcune persone, poche ma molto rumorose, che si autoproclamano intelligenti e intellettuali, non può accettare che si diffonda, anche se in modo neutrale, la conoscenza dei fondamenti delle religioni, in particolar modo quella cristiana: si corre il rischio che qualcuno possa cominciare a pensare che ci sia un fondo di verità… e quindi si provvide ad impedire l’obbligatorietà di frequenza.

      Il parallelismo dell’algebra nelle chiese è una sciocchezza sesquipedale che non meriterebbe nemmeno di essere citata nella risposta.

      Per ciò che riguarda la maggioranza, il paragone con l’aborto e il divorzio non ha alcun significato. Anzitutto perché ti si ritorce contro: divorzio e aborto hanno retto ad un referendum e sono regolarmente previsti dalla legislazione italiana, ed il giudizio critico di molti di noi non influisce minimamente sulla loro attuazione, ne’ per questo stiamo progettando un ‘golpe’ per eliminarli. L’insegnamento della religione nelle scuole è richiesto dal 90% degli studenti (o famiglie), percentuale di molto superiore a quelle dei referendum in questione, e il 10% di non avvalenti non subisce alcun danno da questa situazione. Spacciare per democrazia la richiesta di eliminare tale insegnamento supera di gran lunga i limiti del ridicolo, perciò il mio (anzi, nostro) consiglio per te è quello di tornare in quei forum e siti dove il pensiero ridicolo è la regola.

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    • Emanuele ha detto in risposta a Marcuzzi

      …fino all’800 inoltrato l’insegnamento era quasi esclusivamente religioso. Si insegnava di tutto, algebra, scienza, astronomia, etc. comprese teorie kopernicane e il darwinismo. E tutto in seminari e parrocchie. I metodi poi erano molto efficaci: ad esempio con il metodo normale napoletano si insegnava agli adulti a leggere e scrivere in 6 mesi (oggi dopo 10 anni di scuola dell’obbligo molti alunni stentano a leggere…)

      La scuola era compatibile con il lavoro dei campi. Si prediligeva la domenica, i giorni di festa, le pause dei lavori invernali ed estive.

      Con l’illuminismo nasce il vero scontro tra atei e credenti… la scuola diventa campo di battaglia. Un esempio eclatante è il periodo post-unità d’Italia. Vengono sciolti molti ordini religiosi compresi i Gesuiti che avevano in mano il “monopolio” dell’istruzione; la scuola diventa un obbligo di stato (con gravi ripercussioni per le società contadine). Tre anni di leva militare obbligatoria fanno il resto, annullando di fatto ogni possibilità di riscatto culturale ed economico del centro-sud (gli effetti li vediamo ancora oggi… non ci lamentiamo con i meridionali…).

      Tutto ciò ha uno scopo: “si è fatta l’Italia, ora facciamo gli Italiani”. La scuola diventa lo strumento di propaganda, vengono inventati vari “eroi”: Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele, etc. E vengono inventati i mostri, Pio IX in primis. La propaganda si alimenta di scritti come “Cuore” e “I promessi sposi”, e chi manovra tutto ciò? La propaganda massona-liberale (…sì, già vedo molti sorrisi sulle labbra) nel tentativo di mettere a tacere la Chiesa Cattolica e giustificare la guerra di aggressione del Regno di Italia contro i pacifici Stato della Chiesa e Regno delle due Sicilie.

      Non è poi né un caso né un mistero che i alti tassi di scolarizzazione si abbiano proprio nei regimi (Cuba docet)… la scuola obbligatoria è stato il primo mass-medium che permetteva di influenzaare ampi strati di popolazione

      …per chi vuol continuare a sorridere:

      http://www.tabernacoliviventi.it/it-IT/homepage-it-it/1355-matarea/societa-cultura-e-costume/1947-la-scuola-italiana-e-il-periodo-risorgimentale.html

      http://vimeo.com/19183164

      P.S.
      Mettiamo materie come matematica, computisteria, estimo, stenografia, etc. facoltative, poi vediamo chi resta in classe…

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    • Marco ha detto in risposta a Marcuzzi

      à Marcù… e ddatte ‘na calmata!! 🙂

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    • Alèudin ha detto in risposta a Marcuzzi

      Caro/Marcuzzi sono proprio i monaci benedettini cha hanno insegnato a leggere, scrivere e far di conto a mezza Europa, informarsi prima di fare battute da “Bar dell’ateo”.

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    • saracino ha detto in risposta a Marcuzzi

      Non significa che se fai religione a scuola devi essere cristiano, nella mia classe c’è un’atea e un’agnostica che fanno religione.Poi fa parte del bagaglio culturale di base. Di base devi sapere un po’ di tutto,dalla scienza alla religione.Poi in quell’ora in verità si insegna filosofia, etica e per ultima la religione! questo almeno nelle superiori, alle elementari facevo religione cattolica nel vero senso della parola.

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  4. GT ha detto

    Vogliono una Società che non è più né carne né pesce. Le persone diventano così: individui, genitori 1- 2, soli numeri…
    Ciò comporta più debolezza strutturale: più divorzi, più omosessualità, più disordini, più perversione…
    Il declino. Si va verso l’inciviltà.
    La sporcizia avanza.

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  5. Roberto Dara ha detto

    Peccato che i dati del censimento ufficiale britannico pubblicati oggi (quindi basati su un po’ più dei 1800 soggetti utilizzati dal dipartimento universitario di Oxford) presentino dei dati profondamente diversi sulla religiosità dei britannici. (Fonte Uaar)

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  6. Roberto Dara ha detto

    C’è il sito ufficiale del censimento britannico, in particolare i dati sulla religione sono qui http://www.ons.gov.uk/ons/rel/census/2011-census/key-statistics-for-local-authorities-in-england-and-wales/rpt-religion.html

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    • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

      …scusi ma i numeri non sono poi così diversi. Si parala di un 60% di persone che si riconoscono come cristiane, con punte fino all’80%. Dunque non così lontani dal 64% sopra prospettati…

      Ma la cosa più sottile (in perfetto stile UAAR), è confondere cristiani dichiarati con persone alle quali interesserebbe conoscere meglio il cristianesimo, cosa di cui parla l’articolo.

      Anzi, direi che è interessante il fatto che, nonostatne gli atei nel Regno Unito siano aumentati del del 10% in soli 10 anni, vi sia questo interesse per l’insegnamento della religione Cristiana (che supera il numero di quelli che si dichiarano cristiani)… come se ci fosse una specie di “nostalgia”.

      Anche se effettivamente i cristiani in europa sono in calo, è confortante che che rimanga uno “zoccolo duro” di persone interessate e incuriosite dal messaggio di Cristo… Coraggio, dodici pescatori, con l’aiuto dello Spirito Santo hanno cambiato il mondo, non scoraggiamoci!

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      • Roberto Dara ha detto in risposta a Emanuele

        Sono d’accordo. Resta comunque innegabile un aumento degli atei, per la maggioranza dei quali l’insegnamento delle religioni (possibilmente di tutte le piu diffuse) non è certo un tabù, anzi rappresenta il modo migliore per consentire a tutti di scegliere liberamente il proprio orientamento.

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    • Azaria ha detto in risposta a Roberto Dara

      Ciao Roberto, ti chiedo scusa se ti rispondo solo ora (sono stato un bel po’ occupato) e rinnovo i miei ringraziamenti per il tuo link.

      Questa volta pero` mi hai deluso con il tuo intervento:
      http://www.uccronline.it/2012/12/10/oxford-due-terzi-degli-inglesi-vuole-il-cristianesimo-a-scuola/#comment-102560
      Esprime solo la voglia di cercare di screditare un articolo senza averne le basi (come ti ha fatto notare Emanuele). Solo voler fare polemica, senza creare qualcosa di costruttivo.

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