Psichiatra Italo Carta contrario ad adozione gay: «violenza alla realtà e rischi patologie»

Come enfatizzano spesso i quotidiani, anche la Francia, dopo lo zapaterismo spagnolo, si appresta a snaturare il concetto antropologico di “matrimonio” aprendo tale riconoscimento anche alle coppie omosessuali, compresa la possibilità di adottare dei bambini privandoli del diritto a crescere con un padre e una madre.

Recentemente la prestigiosa Royal Spanish Academy, l’istituzione ufficiale responsabile della regolazione della lingua spagnola, ha mantenuto nel suo “Dizionario della lingua” il concetto di “matrimonio” come «l’unione di marito e moglie, approvato da certi riti o formalità legali, per stabilire e mantenere una comunità di vita e di interessi». Esso è pre-esistente alla legge, non modificabile da essa, anche perché il termine deriva dal latino matris munia, ovvero “doveri della madre”, implicando dunque la relazione tra coloro che generano e coloro che sono generati ed escludendo pertanto le relazioni omosessuali. Non a caso anche l’Enciclopedia Treccani,  descrive tale termine come «l’unione fisica, morale e legale dell’uomo (marito) e della donna (moglie) in completa comunità di vita, al fine di fondare la famiglia e perpetuare la specie». Il teologo Mauro Cozzoli ha poi approfondito bene la questione del perché non esiste alcun “diritto” al matrimonio omosessuale (perché per essere tale deve avere consistenza oggettiva) e spiegato il motivo per cui la «sapienza antropologica ed etica dell’umanità ha conosciuto e codificato un solo istituto matrimoniale dato dall’unione piena, stabile e pubblica tra un uomo e una donna. Non attribuendo, per ciò stesso, dignità di matrimonio a unioni poligamiche, di mera convivenza e omosessuali».

Occorre poi sfatare il mito che l’opposizione alle nozze gay sia soltanto per motivi etici, morali e religiosi. Non è affatto così, come viene ottimamente spiegato “PsychCentral”, innanzitutto perché il matrimonio non è un’istituzione religiosa ma laica e naturale. Una critica è stata inoltre sostenuta, un esempio su www.rischiocalcolato.it, anche facendo notare il significativo inasprimento fiscale a carico dei contribuenti in caso di un’eventuale equiparazione delle unioni gay al matrimonio tradizionale. Anche diversi omosessuali sono contrari al matrimonio gay e all’adozione, riconoscendone le questioni problematiche. Abbiamo già parlato di Richard Waghorne e  Andrew Pierce, mentre ultimamente si è fatto sentire anche David Blankenhorn, sostenitore dei diritti gay negli Stati Uniti: «il matrimonio è fondamentalmente centrato sui bisogni dei bambini. Ridefinire il matrimonio per includere le coppie gay e lesbiche eliminerebbe del tutto nel diritto -e indebolirebbe ancora di più nella cultura-, l’idea basilare di una madre e un padre per ogni bambino».

E non abbiamo ancora considerato tutto l’aspetto scientifico legato all’inadeguatezza delle relazioni omosessuali di crescere ed educare dei bambini e dunque contribuire al bene della società intera.  Ne ha parlato l’American College of Paediatriciansne hanno parlato anche il presidente della Società Italiana di Pediatria Ospedaliera (SIPO) e il presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS). Recentemente ha preso nuovamente posizione anche il prestigioso psichiatra italiano Italo Carta, ordinario di Psichiatria presso l’Università degli Studi di Milano (lo aveva già fatto in questa occasione).

Il dott. Carta, intervistato da “La Stampa” ha affermato: «ritengo che le coppie di omosessuali e quelle di lesbiche che non solo adottano un bambino ma si fanno ingravidare e inseminare preparino un grave rischio di patologie per la prole».  Ovvero «depressioni, disturbi della personalità e dell’identità […], collasso della funzione simbolica paterna». Lo psichiatra si è anche lamentato del fatto che queste questioni «ormai sono in mano a gruppi di pressione e politici entusiasti di aumentare il proprio consenso. Dell’aspetto psicologico clinico importa poco a tutti». In una coppia omosessuale il bambino avverte inevitabilmente «la violenza fatta alla realtà, con cui il ruolo paterno e materno vengono assunti, e la mancanza del diventare madre o padre per donare il figlio all’altro e stabilire un rapporto di reciprocità».  Il suo punto di vista è condiviso da tutta una serie di scienziati, filosofi e giuristi che in parte abbiamo elencato qui.

Il docente di psichiatria ha anche accennato a studi americani che dimostrano tutto questo, come ad esempio quello recentemente pubblicato sulJournal of Marriage and Family” da Daniel Potter dell’American Institutes for Research,  con il quale viene dimostrato che i bambini cresciuti all’interno di relazioni non tradizionali, comprese quelle omosessuali, tendono a «fare peggio» dei loro coetanei cresciuti con un padre e una madre. Il sociologo dell’Università del Texas, Mark Regnerus, ha condotto un’altra indagine sui  “figli” (ormai cresciuti) di genitori omosessuali, dimostrando un significativo aumento di problematiche psico-fisiche rispetto ai figli di coppie eterosessuali. Loren Marks della Louisiana State University, ha invece confutato i pochi studi in cui si rilevava che i figli di genitori gay o lesbiche non sarebbero svantaggiati rispetto a quelli di coppie eterosessuali, dimostrandone l’inattendibilità dal punto di vista scientifico. Nel 2001 si è guarda caso scoperto che decine di studi di questo tipo sono stati appositamente male interpretati per non «attirare le ire degli omosessuali».

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48 commenti a Psichiatra Italo Carta contrario ad adozione gay: «violenza alla realtà e rischi patologie»

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  1. Positrone ha detto

    Concordo assolutamente con l’articolo tuttavia dati i presupposti ed escludendo l’equiparazione simbolica ed anche sostanziale, tra due persone eterosessuali o omosessuali che vogliono vivere una vita insieme escludendo la genitorialità quali diritti o doveri, a vostro avviso, dovrebbero o potrebbero maturare in quanto persone adulte. La sussidiarietà è elemento come poco importante da essere escluso anche da tutele minori? La domanda è semplice spero in una risposta altrettanto semplice :- )

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    • Pino ha detto in risposta a Positrone

      non ho capito, tu escludi il matrimonio gay e cosa vorresti per i gay in alternativa?

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    • Norberto ha detto in risposta a Positrone

      Il diritto a vivere il loro comportamento sessuale come credono, senza nessun tipo di discriminazione, ma senza cercare un riconoscimento da parte dello Stato.

      Eventualmente agevolazioni chiare per specifici problemi (visite in ospedale, eredità ecc..), che comunque già avvengono in ogni città.

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Positrone

      @Positrone
      Ma perché al posto di fare questi sondaggi non dici cosa ne pensi tu direttamente? Di professori che interrogano ne becco già parecchi a lezione non ne ho bisogno di uno anche sul web!!

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      • Positrone ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        La mia posizione è la seguente. Riconoscere qualcosa non significa “dover” riconoscere tutto. Questo è un errore logico.
        A titolo esemplificativo in Italia puoi importare un liquore ma non puoi importare la cannabis eppure entrambe sono virtualmente droghe.
        Paragonare la convivenza di due persone adulte e parlare di incesto o di stupri ect… è assolutamente scorretto.
        Ad esempio riconoscere il diritto di un Mamma a veder nascere suo figlio anche a seguito di uno stupro non significa legittimare lo stupro. Questo modo di ragionare è fuori dall’esperienza, dalla logica e dalla tradizione e dall’utilità sociale ed è anti cristiano. Anche il catechismo cita testualmente di evitare di apporre ingiusti marche verso gli omosessuali.
        Il discorso poi è che allo stato attuale l’Italia permette il Matrimonio anche a coloro che non possono avere figli. Quindi in base al ragionamento proposto sarebbero tutelati ingiustamente pur non essendo eticamente e logicamente ed empiricamente diversi da una coppia gay.

        Peraltro privatisticamente certe tutele devo essere specificate dal codice altrimenti non valgono o potrebbero essere contestate.
        Ritengo che senza cerimonie o tutele esagerate la permanenza in uno stato di famiglia di persone non imparentate con residenza comune tra loro per un tempo maggiore di x anni potrebbe essere possibile approvarla e da cui far scaturire alcuni diritti e anche doveri come quello alla sussidarietà o solidarietà.

        Norberto non puoi decidere tu cosa gli altri possono richiedere. Dio ti ha mai detto che non sei libero di far qualcosa?
        Tutti possono richiedere tutto quello che ritengono, sta alla società avere il senso del bene comune e riconoscere o meno qualsivoglia diritto.

        Tutto ha un costo, non mi pare che sia un problema se la società non lo ritiene democraticamente tale.

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        • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Positrone

          Il fatto è che la famiglia è fondata sull’atto sessuale eterosessuale non su altro.

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          • Positrone ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

            Bisogna scindere il discorso religioso da quello statale. Come più e più volte viene ribadito il Matrimonio cattolico ha un valore e quello laico o civile ha un’altro. Si fondano su valori leggermente diversi. Una coppia eterosessuale che non può o non vuole avere figli è famiglia e su quali valori lo è?

            Nel matrimonio statale il rapporto sessuale non ha alcuna rilevanza figuriamoci per una figura lontana e/o diversa come auspicata e relativa a quella di cui si sta discutendo.

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            • Pino ha detto in risposta a Positrone

              che c’entra la religione? Qui si sta discutendo di una regolamentazione giuridica. Le scelte giuridiche non sono mai neutre, ma si ispirano anch’esse ad una scala di valori. Se introduco il matrimonio gay vuol dire che il mio ordinamento giuridico si ispira ad una logica soggettivistica che non ha in mente il bene comune ma la soddisfazione del capriccio del singolo. A questo punto, giustamente, ci si chiede perchè i gay sì e i pederasti no, oppure perchè negare valore legale all’incesto o alla poligamia.

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            • Norberto ha detto in risposta a Positrone

              Ancora una volta strumentalizzi le sofferenze delle coppie sterili per tirare acqua al tuo mulino. Essendo patologie non possono rientrare nella casistica.

              Affermi che “nel matrimonio statale il rapporto sessuale non ha alcuna rilevanza”, eppure l’Enciclopedia Treccani afferma: “Unione fisica, morale e legale dell’uomo (marito) e della donna (moglie) in completa comunità di vita, al fine di fondare la famiglia e perpetuare la specie”. Secondo te le frasi “fondare la famiglia” e “perpetuare la specie” sono di ambito diverso da quello sessuale? Forse nessuno ti ha ancora spiegato che i bambini non vengono portati dalla cicogna?

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              • Positrone ha detto in risposta a Norberto

                Ti parlo di matrimonio statale cosa c’entra l’enciclopedia treccani? : )
                Cita piuttosto il codice civile vedrai che è un po’diverso da quanto dice treccani, duegatti e untopo. :- )

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            • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Positrone

              Anche il codice civile ammette l’annulamento del matrimonio per impotenza e poi dove si cita la èparola amore nel codice civile?

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        • Simone Emili ha detto in risposta a Positrone

          “Riconoscere qualcosa non significa “dover” riconoscere tutto”
          Siamo d’accordo. Però apre alla possibilità. Non si afferma che, se si riconosce il matrimonio gay, allora si deve riconoscere anche il matrimonio incestuoso. Si dice piuttosto: se si riconosce il matrimonio gay perchè non riconoscere anche quello incestuoso? Dopotutto, di un padre e una figlia adulti e consenzienti si può dire lo stesso di una coppia gay: fanno del male a qualcuno?

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        • Simone Emili ha detto in risposta a Positrone

          Nel caso dello stupro, la logica è quella di non far ricadere su un innocente le colpe di altri. Non è colpa del bambino se è stato concepito con un atto violento, e io madre posso comunque volergli bene: perchè mai dovrei odiarlo? E’ sempre mio figlio! Si tratta quindi di una logica completamente differente e non applicabile al confronto matrimoni gay/matrimoni incestuosi.

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          • Positrone ha detto in risposta a Simone Emili

            Il fatto che apre le possibilità nulla rileva. Consentire il consumo di sigarette o di cioccolato non ha aperto ad altre droghe anche se c’è sempre chi spinge per allargare. In questo noi dobbiamo vigilare. Impedire il giusto per evitare l’ingiusto non è mai la soluzione. Da cristiano e da cattolico io rilevo che la salvezza deve essere sempre ricercata in modo libero. Consentire l’equiparazione tra matrimonio ed altre oggettivamente false forme “matrimoniali” è sacrosanto. Impedire ad un individuo di vedersi riconosciuta la liceità di un rapporto si solidarietà che porta alla società dei vantaggi (la mutua assistenza ad esempio) in base ad un’esigenza assolutamente umana mi pare limitare la scelta e Dio non ha mai impedito ad alcuno di scegliere. Poi per carità non è la massima priorità e non è nemmeno un diritto ma è legittima richiesta di convivenza civile.

            Non sono d’accordo poi con te. La logica (nel caso del figlio nato da stupro) è la stessa sono le motivazioni ad essere diverse. Riconoscere un comportamento non significa riconoscerne un’altro. Nel caso della madre e del figlio o di altre fattispecie cambia la motivazione sottesa a tale riconoscimento ma non la logica.

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            • Pino ha detto in risposta a Positrone

              senti Positrone ma tu cosa vuoi? Finora non siamo riusciti a capirlo

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            • Simone Emili ha detto in risposta a Positrone

              Le relazioni omosessuali, così come le grandi amicizie, sono sempre esistite. E saranno pure esistiti casi di persone dello stesso sesso che convivono per ragioni di mutua assistenza ma il loro rapporto non ha nulla di erotico (pensiamo a due anziani vedovi che, rimasti senza famiglia, decidono di vivere insieme per darsi un aiuto reiproco). Tutte queste relazioni personali sono, da un punto di vista giuridico, legittime quanto la relazione coniugale uomo-donna, infatti nessuno le vieta. Ma non hanno, giustamente, lo stesso rilievo sociale e quindi giustamente non sono oggetto di tutela al pari di quella. Si può dire che, con l’istituto del matrimonio, lo Stato, oggi come un tempo, opera una discriminazione in positivo. Riconosce cioè che la relazione uomo-donna volta a una comunione di vita e alla formazione della famiglia ha un’importanza sociale infinitamente superiore a qualsiasi altro tipo di relazione e quindi la circonda di tutele particolari, che non ha senso estendere alle altre. Quindi, che la coppia gay non debba godere di particolari tutele non è assolutamente strano né ingiusto: anzi sarebbe ingiusto il contrario. Non si vede infatti perchè due gay dovrebbero potersi sposare e due anziani vedovi eterosessuali no.

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              • Positrone ha detto in risposta a Simone Emili

                Io Simone non voglio niente :- ) Il problema sta nel quindi del tuo ragionamento. A tuttora non avete dimostrato ne con la logica, ne con altro che la regolamentazione di una fattispecie sia negativa.
                Il problema sta in quel quindi che tu metti nel tuo ragionamento che non è frutto di logica e ne di razionalità ma solo di posizione personale.
                Non esiste nessuna logica nel dire che una cosa che ha importanza 1000 e viene tutelata 1000 escluda una cosa che ha importanza 100 e viene tutelata 100.
                Due anziani vedovi si possono sposare e cmq per i gay non dovrebbe essere previsto il matrimonio ma ciò non toglie che possa essere previsto altro, semplicemente

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                • Simone Emili ha detto in risposta a Positrone

                  Mi sono espresso male sui vedovi: intendevo dire due vedovi uomini eterosessuali (o due vedove eterosessuali). Insomma una coppia di uomini o di donne non gay. Possono volersi bene, darsi un reciproco aiuto ma non si possono sposare. E nessuno se ne stupisce. Tu ritieni che la coppia gay valga 100 e sia tutelata 0, invece a me pare che sia già tutelata 100. Qualcuno mi impedisce di fare testamento in favore del mio compagno? No. Certo, ho delle limitazioni se ci sono dei familiari, ma questo è vero anche nel matrimonio. Se io mi risposo, non è che i figli del mio primo matrimonio vengono esclusi dall’eredità.

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                  • Positrone ha detto in risposta a Simone Emili

                    Nessuno nega la legittima dei figli. Tuttavia ci sono diversi casi dove la quota disponibile diventa così ridotta per non parlare della resistenza a far testamento di molti con tutte le conseguenze del caso…
                    Sono in pochissimi a far testamento, atto peraltro non gratuito se non si vuole incorrere a tutta una serie di guerre giuridiche infinite.
                    Intendiamoci, il Testamento è uno strumento che può essere utile e valido e se si è previdenti bisognerebbe farlo. Il testamento cmq è riservato anche al single. Non mi sembra (e non è) una tutela della coppia ma una semplicemente individuale…

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                    • Simone Emili ha detto in risposta a Positrone

                      E’ vero. Ma infatti per me l’unica coppia che merita di essere tutelata in quanto coppia è quella eterosessuale, per il resto le tutele individuali sono più che sufficienti. E, ripeto, se proprio si vogliono creare delle tutele, non c’è ragione di riservarle alle sole coppie gay e di non estenderle anche a quelle incestuose: fratello e sorella possono amarsi come un uomo ama un altro uomo e i due atti sono entrambi contro natura. Anzi, il secondo richiede più tutele perchè può portare anche alla nascita di figli.

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                    • Simone Emili ha detto in risposta a Positrone

                      Errata corrige: il primo richiede più tutele perchè può portare alla nascita di figli.

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            • Simone Emili ha detto in risposta a Positrone

              Quanto allo stupro, ribadisco che c’è un’enorme differenza. Tutelare la vittima di un reato non è e non è mai stato sinonimo di legittimazione di un reato. Io potrei rimanere paralizzato in seguito a un pestaggio e rendermi conto che la mia nuova situazione di disabile mi ha reso moralmente migliore, più sensibile alle sofferenze altrui, e potrei quindi decidere di non denunciare i miei aggressori, anche se scoprissi chi sono, e nessuno potrebbe contringermi a rivelare i loro nomi (così come nessuno può impedire a una donna struprata di tenere il bambino). Questo non significa in alcun modo legittimare i pestaggi e le aggressioni.

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              • Positrone ha detto in risposta a Simone Emili

                Ma infatti io non sostengo questo. Alcuni commenti invece collegano fattispecie diverse paragonandoli in base ad artifici logici, io sono d’accordo con te invece :- ). Una fattispecie non giustifica, ne approva e neppure disapprova un’altra.

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                • Simone Emili ha detto in risposta a Positrone

                  Sicuramente. Però quando due fattispecie si somigliano non si capisce perchè una dovrebbe essere più tutelata dell’altra. Che differenza c’è tra due uomini che si amano e un fratello e una sorella che si amano? Fanno male a qualcuno? No. E’ contro natura amarsi fra fratelli? E perchè, tra due uomini non lo è? Checchè ne dicano gli omosessualisti, l’uomo è fatto per la donna e la donna per l’uomo, quindi provare attrazione per un proprio consanguineo è contro natura quanto provarla per una persona dello stesso sesso. Riconoscere particolari tutele alla coppia gay e non riconoscerle alla coppia incestuosa è pertanto ingiustamente discriminatorio.

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        • Pino ha detto in risposta a Positrone

          qui se c’è uno che fa errori logici sei tu.
          Primo errore: un uomo ed una donna che non possono avere figli non possono essere equiparati alla coppia gay. Ti pare siano la stessa cosa? Non riesci a vedere qualche differenza?
          Secondo errore: non ti è chiaro il concetto di privatistico. Io sono libero di fare un qualsiasi contratto, anche non previsto dal codice, purchè esso non sia contrario alla legge. Il contratto è una manifestazione di volontà fra due o più parti per costituire, regolare od estinguere un rapporto giuridico PATRIMONIALE. Quindi io posso regolare in piena libertà e validamente situazioni che implichino rapporti patrimoniali.
          Terzo errore: se vuoi tutele previste dal codice queste non sono più “privatistiche” ma assumono carattere pubblico, come atto pubblico è il matrimonio. Quindi se due gay vogliono, che so, la pensione di reversibilità, ciò implica un riconoscimento FORMALE dell’unione da parte della legge e quindi un matrimonio.

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          • Positrone ha detto in risposta a Pino

            Pino, non faccio nessun errore logico. Anzi applico la logica dell’articolo e dei commenti che molti di voi fanno.
            In quello che tu dici essere il mio primo errore si dice che il Matrimonio implica almeno virtualmente la procreazione, la parola stessa deriva ect… Dunque si sottende che la conseguenza Matrimoniale (non del singolo rapporto sessuale in quanto tale) non può che essere generativa. Ed infatti risponde perfettamente alla logica naturalistica e finalistica cristiano-cattolica.
            La Chiesa infatti non sposa chi non può aver figli a priori e riconosce nulli i matrimoni dove un coniuge escluda aprioristicamente di voler avere figli.
            Questa logica è religiosa e non statuale, è bene precisarlo ed infatti per lo Stato uomini e donne possono sposarsi purché maggiorenni, non imparentati (con qualche deroga) e anche in assenza dei requisiti per procreare in virtù del loro atto di volontà. In tal caso ci sono cittadini di serie A ed altri di serie B. Perché se una coppia (non 3 o 10 ma 2) vuole sposarsi e per lo Stato conta solo l’atto di volontà negarlo agli omosessuali è un’atto ne più ne meno che morale religioso. Ma uno Stato può avere più gruppi religiosi e più morali che devono essere mediati.
            In base quindi alle motivazioni religiose cattoliche (e non statuali) il maggior ostacolo è nella natura disordinata del rapporto omoSESSUALE (perché non rispetta il fine). In base però a questa logica (ripeto religiosa) una coppia di eterosessuali sterili ed omosessuali NON hanno diritto al Matrimonio che è una grazia…

            Relativamente a quello che tu consideri un secondo errore, di nuovo sembri ignorare che è vero che i contratti sono validi anche se non espressamente previsti dalla legge tuttavia questi contratti possono essere annullati da tutele che lo Stato pone a priori che possono rendere nulle le mie volontà.
            E’ necessario quindi che siano regolamentate e ne si capisce perché bisogna costringere la gente a ricorrere ad artifici per ottenere cose che sarebbero più semplici se regolamentate.
            Ti faccio un esempio concreto. Sono gay, ho 50 anni, muoio, i familiari sono ancora vivi. Io posso fare tutte i contratti che voglio la mia eredità non andrà che in quote minimali rispetto il contratto perché il testamento in Italia non è libero. Se fossimo negli Stati Uniti, avresti anche ragione ma i rapporti Patrimoniali (che in sé non sono gli unici a regolamentare un rapporto) in Italia non sono liberi.

            Terza ragione, ci sono un’infinità di atti pubblici. C’è l’istituto ad esempio del divorzio (che non nega il matrimonio), c’è lo stato di famiglia, c’è il riconoscimento delle associazioni, c’è il passaggio di proprietà o l’affidamento non mi pare che questi riconoscimenti impongano a nessuno di divorziare o sposarsi, impediscano di mettere sullo stato di famiglia un’estraneo o nel caso più eclatante nell’affidamento di confonderlo con l’adozione. Premesso che sono assolutamente concorde nel non equiparare per legge mele e pere, non mi pare che riconoscere le pere significa equipararle alle mele. E’ una logica quella che tu esprimi che non ha nessuna logica (in termini formali).
            Ci sono atti pubblici ed atti pubblici, fattispecie e fattispecie.
            La pensione di invalidità poi è frutto del lavoro di una persona e dei sui contributi. Che forse il lavoro di X vale più di quello di Z?
            La pensione è un diritto acquisito e non naturale, è una forma di tutela a garanzia del lavoratore non della famiglia anche se ha riflessi su di essa.
            Che poi nessuno protesti mai per il fatto che i parlamentari possano dare la reversibilità a chi gli pare mentre i cittadini no è una cosa che mi indigna, per i parlamentari ma anche per chi fa certe campagne ma di questa contraddizione non parla… ma qui andrei OT.

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            • Pino ha detto in risposta a Positrone

              spiace dirtelo ma tu hai una confusione mentale che metà basta. Di diritto non capisci nulla, evidentemente non hai mai aperto un libro. Non si sta parlando di religione ma di regolamentazione giuridica di situazioni che tu vorresti fossero regolamentate in un modo (tipo i matrimonio gay o similia) tali per cui verrebbero riconosciuti “diritti” che oggi non sono riconosciuti. Ma alla fine non si capisce cosa vuoi. I matrimoni gay? Soluzioni giuridiche che diano anche ai gay vantaggi patrimoniali che oggi non hanno? Possibilità di devolvere l’eredità anche al compagno? Pensione di reversibilità al compagno gay anche senza matrimonio? Non so se ti rendi conto ma la concessione di simili diritti implicherebbe uno stravolgimento delle attuali regole giuridiche, basti pensare alla successione. Invece di scrivere lunghi post sconclusionati facci capire quello che proponi esponendolo in modo sintetico.

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              • Positrone ha detto in risposta a Pino

                Pino secondo te sono confuso. Io ritengo che tu stia praticando uno sport diffuso, l’arrampicamento sugli specchi. Sul fatto che io non apra un libro mi dispiace il mio librai non è d’accordo con te :- ).
                No io parlo di un ragionamento percui se io regolamento un tipo di rapporto devo (non si sa in base a quale principio) per forza equipararlo ad un’altro. Non c’è nessun pregio in questo ragionamento specie quando diritti e doveri sono diversi e regolati da fattispecie diverse.
                Cosa propongo l’ho esposto in maniera sintetica e chiara ma non è una proposta è una proposta-domanda.
                Cosa significa stravolgere le regole giuridiche? In cosa sarebbero stravolte? Diccelo :- ).

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                • Pino ha detto in risposta a Positrone

                  Positrone, sinceramente mi sono stancato di perdere tempo con uno che non riesce neppure a capire quello che dice.

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                  • Positrone ha detto in risposta a Pino

                    Capisco, non sai cosa rispondere e quindi ti limiti ad offendere in modo personale. Grazie, abbiamo capito :- )

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                    • Pino ha detto in risposta a Positrone

                      no guarda tu non capisci neppure quello, purtroppo dimostri di avere una limitatissima cultura ed una ancor minore intelligenza. Il tuo problema è un altro, quello di scrivere senza conoscere l’argomento che tratti. I tuoi post sono sbrodolate senza capo nè coda, non riesci a seguire un filo logico, salti di palo in frasca in modo irrazionale e sconclusionato. Fossi in te mi preoccuperei.

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        • Norberto ha detto in risposta a Positrone

          Tutta la prima parte del tuo discorso non regge per nulla. Confondi una patologia (la sterilità) ad uno status di comportamento, non ti rendi conto che una legge “a favore di” sia un implicito riconoscimento e così via.

          Anche il termine “famiglia” come “matrimonio” è un concetto antropologico: http://www.treccani.it/enciclopedia/famiglia/ , essa per essere tale deve aprirsi naturalmente alla vita, dunque sono escluse le coppie omosessuali (le persone etero con patologie come la sterilità non possono rientrare nel nostro argomento), anche perché “costituita dall’unione duratura e socialmente riconosciuta di un uomo con una donna e dalla loro prole”.

          Io ho detto che è sbagliato cercare un riconoscimento da parte dello Stato, tu mi hai tacciato di dittatura della volontà altrui. Evidentemente anche questa volta ti sei dimostrato una testa calda, un provocatore.

          Insomma concludendo hai mostrato di avere una posizione contraddittoria.

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          • Positrone ha detto in risposta a Norberto

            Norberto, io scrivo sempre tranquillamente. La provocazione è nell’cchhio di chi legge e non la discuto come ipotesi e doxa. Pensa quello che preferisci semplicemente non rileva.

            Sei tu che non ti rendi conto la sterilità non è l’unica cosa che ho citato.
            E se sempre tu che parli di un implicito riconoscimento di cosa poi? Della sussidiarietà che presto alla mia compagna o compagno laddove l’avessi? Certo che lo riconosci, sono io a prendermene cura mica tu…

            E di nuovo poi cadi in contraddizione. Rispolverando la vecchia solfa della Famiglia o del Matrimonio. Io non voglio ne fare una famiglia ne fare un matrimonio. Non mi voglio occupare dei figli e non aspiro ad essa. Io e l’altra/o formiamo un coppia non una famiglia. Che problema ti dà?

            Tu hai detto che per te è sbagliato cercare un riconoscimento, io invece dico che è giusto chiedere qualsiasi cosa. Ti taccio di dittatura perché la tua opinione non è assoluta e anche quella della Chiesa non lo è nei termini della società dove rappresenta una voce autorevole e da ascoltare ma a cui obbedire, cosa che invece fa fatta solo all’interno del proprio ambito ecclesiale.
            Una società sana farà passare ciò che è ritenuto giusto e ciò che non lo è ed in essa i cristiani ed i cattolici devono fare la loro parte evitando confusioni ma anche lasciando tutti liberi di autodeterminarsi nella vita finché le loro scelte ricadono su di loro.

            PS la locuzione “anche questa volta” ti pregherei di usarla con altri o con te stesso a cui si confà meglio :- )

            PPS In questa sito, vuoi cercate il dialogo, perché ciò si realizzi dovreste lasciare ad ognuno la possibilità di esprimersi e trovare mediazioni e non aspettarvi che tutti si pieghino alle tue o specifiche posizioni, non trovi?

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            • Pino ha detto in risposta a Positrone

              leggo “Una società sana farà passare ciò che è ritenuto giusto e ciò che non lo è ed in essa i cristiani ed i cattolici devono fare la loro parte evitando confusioni ma anche lasciando tutti liberi di autodeterminarsi nella vita finché le loro scelte ricadono su di loro”. Vediamo di capire (esercizio complesso di fronte a simili affermazioni). Dunque, una società “sana”: che vuol dire sana? Poi, “farà passare ciò che è ritenuto giusto”: che vuol dire giusto? Per poi concludere che i cattolici devono lasciare tutti “liberi di autodeterminarsi” come se oggi non fosse così, io sono ibero di fare ciò che meglio credo e se sbaglio pago, o no? Forse i cattolici hanno il potere di dire agli altri quello che devono o non devono fare? Scusa Positrone, ma perchè prima di scrivere non ti fai resettare il cervello?

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        • Andrea2 ha detto in risposta a Positrone

          “l’Italia permette il Matrimonio anche a coloro che non possono avere figli […] pur non essendo eticamente e logicamente ed empiricamente diversi da una coppia gay”

          Questo non è vero;
          Sotto l’aspetto educativo sono diversi da una coppia omosessuale e sono del tutto uguali a qualsiasi coppia eterosessuale;
          Penso che il matrimonio sia del tutto lecito in questo caso, soprattutto se è una coppia aperta all’adozione.

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          • Positrone ha detto in risposta a Andrea2

            Il problema è quella parte che hai omesso. Non c’è nessuna educazione se oltre a non poterli avere non puoi nemmeno adottarli o non vuoi semplicemente avere i figli (quello cioè che ho spiegato ma che non piace ricordare).
            Il Matrimonio è ammesso senza limiti di età e potrebbero avere quindi un’età che escluda adozioni.

            Inoltre continua questa solfa del Matrimonio ma ho detto chiaramente che i gay non dovrebbero poter accedere al Matrimonio quindi le paragono solo a quelle coppie che rinunciano ai figli ed anche al Matrimonio ma lo stesso vivono il rapporto in termini di sussidiarietà e fedeltà.

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  2. Positrone ha detto

    Aridaje. Io non ho detto gay, ho detto quando due persone (etero o gay) vogliono stare insieme in virtù dei propri sentimenti senza l’implicazione dei figli che per scelta o impossibilità non ci sono, è giusto che lo Stato accordi loro, in nome della solidarietà, forme minime, privatistiche o pubblicistiche di tutela? Ed in che termini?

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    • Pino ha detto in risposta a Positrone

      privatistiche ci sono già oggi, una forma privatistica non implica l’intervento dello Stato, sarebbe una contraddizione in termini. Una forma di tutela pubblicistica implica un riconoscimento formale dell’unione che verrebbe paragonata in termini di diritti al matrimonio (senza i doveri?). Scusa, lasciando perdere i gay, ma se due persone eterosessuali che hanno a disposizione il matrimonio decidono di non sposarsi saranno ben fatti loro, perchè dobbiamo trovare altre strane forme di riconoscimento che vanno contro la volontà della coppia. Se due decidono di non sposarsi è perchè gli va bene così.

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    • Ottavio ha detto in risposta a Positrone

      Ogni tutela da parte dello stato è un riconoscimento simbolico positivo, è come se lo stato tutelasse un incesto (il solito problema insomma, perché discriminare madre e figlio amanti?), significherebbe avvalorarlo.

      Ogni uomo deve essere legittimato a comportarsi sessualmente come crede, richiedere un riconoscimento allo stato è un altro paio di maniche.

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  3. Roberto crociera ha detto

    ma tutela di cosa?

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  4. Laura ha detto

    Come al solito articolo interessante e ben documentato. Ottimo lavoro quotidiano per la redazione!

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  5. Vincenzo ha detto

    Liberi gli omosessuali di vivere insieme e utile una legge “ad hoc” che regoli questi rapporti dal punto di vista civile e fiscal/previdenziale, tenendo conto, come fatto giustamente rilevare nella’articolo , degli oneri aggiuntivi che graveranno sulla società in termini di minori imposte e maggior esborso pensionistico. Mai e poi mai il “diritto” di queste coppie regolarizzate di poter adottare o, ancor peggio, di aver figli col sistema “dell’utero in affitto”. Queste sono solo pretese egoistiche che sono evidentemente fuori da una normale e equilibrata valutazione della realtà. Non tutto quello che si desidera può essere ottenuto. Spesso bisogna rassegnarsi alla dura realtà.

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    • Qumran ha detto in risposta a Vincenzo

      Cosa intendi per “una legge ad hoc”?

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      • Vincenzo ha detto in risposta a Qumran

        Intendo una legge specifica che regoli gli aspetti giuridici rilevanti delle coppie omosessuali, quali ad es., il diritto successorio, la possibilità di godere di una pensione di reversibiltà etc. Per quanto riguarda le coppie eterosessuali non sposate non penso occorra alcuna regolamentazione, in quanto esiste già l’istituto del matrimonio. In questo caso se due persone non si sposano è evidentemente perchè non intendono farlo.

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    • Sophie ha detto in risposta a Vincenzo

      I figli sono un compito che spetta ai genitori eterosessuali. Non ci crederete mai ma me l’hanno detto ben tre omosessuali…

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  6. Max ha detto

    ” Lo psichiatra si è anche lamentato del fatto che queste questioni «ormai sono in mano a gruppi di pressione e politici entusiasti di aumentare il proprio consenso. Dell’aspetto psicologico clinico importa poco a tutti» ”

    Temo che queste parole non siano insensate…

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