Nuovo studio: persone religiose fanno più beneficenza

In un contesto di narcisismo laicista e odio religioso come quello della società attuale, le persone che osano credere in Dio e alla Chiesa vengono perfino accusate di non pensare alla carità e alla generosità, ma soltanto egoisticamente a sé stessi. Ovviamente, si afferma, i non credenti si comportano al contrario, sono più civili, democratici e felici.

Interessante dunque leggere i risultati di alcune indagini sociologiche che analizzano queste questioni. Uno studio pubblicato nel giugno 2011, ad esempio, ha mostrato come i non credenti preferiscano sostenere opere a favore degli animali e della vegetazione piuttosto che Ong a favore degli uomini, impegnate per disastri ambientali, riduzione della povertà, persone con disabilità e progetti per lo sviluppo del bambino. Inoltre, la maggioranza delle persone religiose non sostengono specificamente un’opera religiosa, ma donino denaro ad enti non confessionali.

Uno studio del dicembre 2011 ha invece rilevato come gli adulti taiwanesi (compresi i non religiosi) hanno maggiori probabilità di fare donazioni verso enti di beneficenza sostenuti da persone religiose e che le persone non religiose appaiono molto meno inclini a fare beneficenza rispetto alle altre categorie di persone.  Nel febbraio 2012 è stato invece segnalato da “Charities Aid Foundation” (CAF) che le persone religiose donano soldi in beneficenza due volte di più rispetto a persone senza fede, e solo il 31% dei donatori religiosi hanno dato soldi ad una attività religiosa. Nel luglio scorso, un’indagine ha mostrato che il motivo per cui i cattolici sono così caritatevoli è la loro libera imitazione del comportamento di Gesù, e non un obbligo morale imposto dal substrato religioso.

Un ennesimo studio è stato pubblicato di recente, realizzato da Ben Johnson della University of North Carolina, il quale ha utilizzato i dati da un campione nazionale rappresentativo di 5.000 famiglie per studiare gli effetti della religione nella probabilità e nella quantità di donazioni per beneficenza. Il modello utilizzato ha mostrato che essere cattolici o protestanti significa avere una «maggiore probabilità di fare beneficenza rispetto alle persone che non si identificano con la religione». In media, «i cattolici danno 523,00 dollari in più delle persone senza preferenza religiosa, gli ebrei danno 2679,67 dollari di più e i protestanti 199,69 dollari di più».

In questa indagine, al contrario di quelle precedenti, è risultato che le persone religiose preferiscono donare a Enti di carità religiosi rispetto a quelli secolari. Lo studioso ha però commentato che «non è sorprendente che essere protestante o cattolica renda una famiglia più propensa a donare ad una organizzazione religiosa rispetto ad una famiglia non religiosa». La conslusione in ogni caso rimane questa: «In media, le persone religiose donano più soldi e più fanno più frequentemente beneficenza rispetto alle persone non religiose».

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5 commenti a Nuovo studio: persone religiose fanno più beneficenza

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  1. Larry SFX ha detto

    “Nel luglio scorso, un’indagine ha mostrato che il motivo per cui i cattolici sono così caritatevoli è la loro libera imitazione del comportamento di Gesù, e non un obbligo morale imposto dal substrato religioso.”

    Alé! Un’altra sberla alla papessa Hack!

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    • Woody85 ha detto in risposta a Larry SFX

      Perché cosa dice in merito la prof. Hack?

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      • Larry SFX ha detto in risposta a Woody85

        innanzitutto accusa i credenti in generale (anche se si capisce benissimo di chi sta [s]parlando) di fare la carità solo perché si aspettino una ricompensa in paradiso e non perché gliene freghi qualcosa.
        Poi risponde dicendo che gli [invas]atei invece si muovono perché spinti dalla loro umanità e moralità.

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  2. Max ha detto

    Sono cose che si sapevano, ma ben vengano altri studi.

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    • Larry SFX ha detto in risposta a Max

      sai com’è, non ci stuferemo mai di diffondere la notizia della scoperta dell’acqua calda…

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