Nuovo studio: matrimoni gay più instabili e probabili al divorzio

I matrimoni gay a New York hanno festeggiato da poco il primo anno di vita, dopo il sì del Senato espresso il 24 giugno 2011 grazie a quattro voti di politici repubblicani comprati a suon di dollari dalla potente e ricca lobby gay.

Tuttavia gli impiegati nel business dei matrimoni della Grande Mela si sono lamentati per il flop rispetto alle aspettative. Non è stato per nulla un boom di “happy ending”, forse perché non era un’esigenza sentita dagli stessi omosessuali, come invece è stato fatto credere. Inoltre, la legalizzazione delle unioni omosessuali da parte di uno dei più grandi e influenti stati americani, non è fortunatamente stato d’esempio per gli altri, che anzi hanno fortificato -grazie a emendamenti costituzionali- la definizione di “matrimonio” come unione esclusiva tra uomo e donna, si veda ad esempio il Nord Carolina. Anche in Italia ci sono segni di disinteresse in questo senso, al di là delle strumentalizzazioni politiche, basta osservare la scarsità di iscrizioni da parte di coppie gay ai registri civili, creati in diverse città, fin dagli anni ’90, come a Bologna. Certo, sono registri puramente simbolici, ma proprio per questo dovrebbero traboccare di iscritti.

Questo disinteresse da parte degli omosessuali di veder riconosciute relazioni stabili, è spiegato dalle parole del sociologo dell’Università di Chicago, Edward Laumann«i cittadini gay trascorrono la maggior parte della loro vita adulta in relazioni transitorie o impegni a breve termine, della durata di meno di sei mesi» (Adrian Brune, “City Gays Skip Long-term Relationships: Study Says”, Washington Blade 27/2/04). Uno studio condotto su uomini omosessuali nei Paesi Bassi, ha scoperto inoltre che la «durata media di una partnership stabile» è di 1,5 anni (lo studio va acquistato per poter essere letto integralmente). Nel 2003 durante una conferenza della “American Sociological Association”, è emerso che il 75% degli omosessuali canadesi ha più partner contemporaneamente. Nel 2003-2004 il “Gay/Lesbian Consumer Online Census”, valutando gli stili di vita di 7.862 omosessuali, ha rilevato che di coloro che erano coinvolti in una “relazione attuale”, per il 40% durava da meno di 10 anni e solo per il 5% durava da oltre venti anni (“Largest Gay Study Examines 2004 Relationships” GayWire Latest Breaking Releases). Uno studio norvegese ha inoltre mostrato che le persone con comportamento omosessuale e bisessuale hanno avuto un numero significativamente maggiore di partner sessuali, rispetto agli eterosessuali. Caso vuole che proprio in questi giorni venga diffusa la notizia che la prima coppia gay italiana ad aver ottenuto il certificato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi e di convivenza si è già separata. Durata del rapporto? Tre anni. Si potrebbe andare avanti con altri esempi, ma è sufficiente per far affiorare il dubbio che le relazioni omosessuali durino mediamente meno, e siano maggiormente instabili e promiscue.

In appoggio a questo sospetto è arrivato recentemente lo studio di un docente di demografia dell’Università di Stoccolma, Gunnar Anderson, il quale ha scoperto che in Svezia (dove le unioni civili sono legali dal 1995) e in Norvegia (legali dal 1993) i matrimoni tra maschi dello stesso sesso hanno il 50% di probabilità in più di finire in divorzio, rispetto ai matrimoni eterosessuali. Le coppie di lesbiche “sposate”, hanno invece mostrato il 167% di probabilità in più di divorziare rispetto alle coppie eterosessuali. In Svezia i dati sono simili per i maschi, mentre il tasso di divorzio per le coppie di sesso femminile è risultato essere addirittura il doppio rispetto ai matrimoni di sesso maschile. Ricordiamo che Svezia e Norvegia sono aree definite altamente “gay-friendly”, dove il tasso di omofobia/stigmatizzazione (continuamente usato come giustificazione) è bassissimo. Tutto questo si aggiunge agli interrogativi sull’opportunità per la crescita di un bambino all’interno di queste relazioni, ed anche sulla necessità di regolamentare relazioni che non mostrano segni di continuità.

Sul “National Review”, riportando tali dati, si è anche sostenuto che il “matrimonio” dello stesso sesso è in declino di popolarità nei Paesi Bassi: 2.500 coppie gay sposate nel 2001 – l’anno in cui è stato legalizzato -, 1.800 nel 2002, 1.200 nel 2004 e 1.100 nel 2005. Nel 2009, ultimo anno per il quale sono disponibili i dati, c’è stato un altro calo del 2%.

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

65 commenti a Nuovo studio: matrimoni gay più instabili e probabili al divorzio

« nascondi i commenti

  1. Pino ha detto

    il questo contesto cosa fa il segretario del PD? Scatena una rissa politica per introdurre i matrimoni gay in Italia. Quando si dice l’imbecillità politica…….

    0
  2. Francesco ha detto

    Non capisco il collegamento: le coppie gay durano di meno quindi, niente diritti? È come dire: il matrimonio tra un nero e una bianca è più complicato, quindi voi non vi potete sposare! Ma ovviamente nessuno ha il coraggio di mettere la questione in questi termini altrimenti il giochetto non funzionerebbe più!

    0
    • Daniele Borri ha detto in risposta a Francesco

      Non so di quali diritti parli Francesco. Il matrimonio è forse un diritto umano? E l’adozione? Da quando in qua si parla di diritti? Perché equiparare l’omosessuale a chi ha la pelle geneticamente diversa? Forse che esiste il “gene gay”? Qualcuno lo ha finalmente scovato in questa calda estate?

      La questione è ben più semplice: le relazioni omosessuali non ha senso regolarizzarle perché non hanno mediamente (lo dicono gli studi) capacità di durare nel tempo, infatti gli stessi omosessuali non hanno grande interesse al matrimonio in quanto tale, ma soltanto ad una lotta politica di equiparazione, che poi è ovviamente un pretesto fasullo.

      0
      • Paolo ha detto in risposta a Daniele Borri

        Ancora con sta storia del gene gay…hai per caso trovato il gene etero????

        0
        • Karma ha detto in risposta a Paolo

          Certamente esiste il gene etero in quanto il sesso biologico non è differente dall’orientamento sessuale per il 98% degli uomini. Il 2% di omosessuali è un’eccezione che conferma la regola.

          0
        • Piero ha detto in risposta a Paolo

          Ancora ‘sta storia del gene etero?
          XX e XY non te l’hanno insegnato a scuola?
          O ti credi tanto superiore agli altri che non hai ritenuto utile studiare insieme ai poveri eterosessuali?

          0
      • Antonio ha detto in risposta a Daniele Borri

        Come quali diritti?! Avrò il diritto di sposare la mia agenda e di chiedere un sostegno finanziario allo stato in nome della “famiglia”?!

        1+
        • Piero ha detto in risposta a Antonio

          Aspetta il tuo turno, bello!
          Prima occorre riconoscere le unioni incestuose e i matrimoni tra donna e cane (ma non tra uomo e mucca! quelli sono pervertiti!).
          😉

          0
          • Francesco ha detto in risposta a Piero

            Questa argomentazione non hai mai avuto senso di esistere, eppure c’è ancora qualcuno che puntualmente per dimostrare la sua ignoranza la tira fuori!

            0
            • Piero ha detto in risposta a Francesco

              Perche’, ha senso valorizzare al livello pubblico un’unione intrinsecamente sterile?
              Che diritti hai TU piu’ di un altro che vuole sposare il suo cane? me lo spieghi?
              Ha diritto LUI a sposare chi vuole? O solo a te deve essere concesso questo privilegio?

              0
            • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Francesco

              Francesco, Piero nella sua ironia dice una cosa giusta. Perché l’incesto non può essere riconosciuto e il matrimonio gay si? Perché discriminare la relazione romantica dei primi e non quella dei secondi?

              0
              • Francesco ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                No, Piero, nel suo delirio dimentica che un cane e un essere umano non appartengono alla stessa specie e chi pensa che il proprio cane, gatto, canarino sia innamorato di lui tanto da desiderare di sposarlo non ci sta con la testa. Da qui l’assioma, secondo lui: gay= malato!
                L’incesto è un’altra cosa è un’argomento molto più complesso, fa parte di un taboo sociale sentito in modo diverso a seconda dei periodi storici. Ai temi dei gradi feudi e delle grandi casate il matrimonio con consanguinei era fortemente appoggiato per impedire che il patrimonio si disperdesse in mille eredi e famiglie. Questo però ha portato alla nascita sempre maggiore di persone con malformazioni e geneticamente deboli. Con questo non sto dicendo che sono a favore dell’incesto. Sto solo dicendo che l’incesto è un argomento molto più complesso e che meriterebbe un analisi particolare rispetto alla zoofilia.
                Detto questo non riesco a capire che tipo di risposta sia lo spauracchio dell’incesto globale di fronte a due uomini che chiedono solo di sposarsi. “A noi piacerebbe che poteste sposarvi, ma poi con l’incesto come la mettiamo?” Ma qua nessuno sta chiedendo la legalizzazione dell’incesto!

                0
                • Piero ha detto in risposta a Francesco

                  Certo che la spocchia e il disprezzo per gli altri non ve lo levate mai eh?
                  e il gusto di insultare chi non si piega all’ideologia omosessualista…
                  Embe’ che non appartengono alla stessa specie? Cosa cambia?
                  Quando si ama cosa importano le differenze?
                  Chi sei tu per stabilire un paletto per dire questi si’ e questi no?
                  visto che si devono togliere i paletti vanno tolti per tutti, no?
                  O solo tu puoi decidere?

                  0
                • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Francesco

                  Ti ho posto la domanda sull’incesto per farti capire che non è detto che si debbano per forza riconoscere a livello statale le relazioni romantiche. Non c’è nessun obbligo a farlo e non c’è nessuna violazione di diritti…come non esiste il diritto alle nozze gay così non c’è il diritto all’incesto riconosciuto. Esiste un semplice desiderio da parte vostra, legittimo in quanto desiderio, che io ritengo essere un capriccio anche perché non dimostrate (sto generalizzando ovviamente) interesse ad avere relazioni durature (lo dicono gli studi).

                  0
      • Francesco ha detto in risposta a Daniele Borri

        Solo un paio di puntualizzazioni poi tolgo il disturbo perché ho capito ora su che sito sono finito e so per esperienza che potrei sfinirmi di post e non cambierebbe nulla sarebbe una lotta contro i mulini a vento. Non può esserci confronto con chi pensa di possedere la verità assoluta e gira per il web alla ricerca di tesi assurde, parziali o false pur di confermarla.

        Se non ritieni che il riconoscimento da parte dello stato e della società di un legame affettivo (lungo o corto che sia) non sia un diritto umano allora c’è poco da star qua a ragionare! Per quale motivo dovrebbe esserlo quello eterosessuale? Aboliamoli tutti e sostituiamoli con dei bei contrattini prematrimoniali e facciamola finita. E freghiamocene pure dell’articolo 16 punto 1 della carta dei diritti dell’uomo.

        Non equiparo il fatto di essere nero con il fatto di essere omosessuale. Equiparo l’atteggiamento razzista contro i neri a quello contro gli omosessuali che in moltissimi casi è identico. Ma finalmente nessuno si permette più di dire che i neri dovrebbero viaggiare su mezzi pubblici apposta per loro, che sono meno intelligenti e che non si devono sposare con i bianchi! Prima o poi succederà anche con i gay. Arriverà il giorno in cui tutti la smetteranno di considerare i gay degli esseri umani di serie B che non devono sposarsi e non possono giocare a calcio. È meglio che non abbiano figli e non insegnino! Guai poi baciarsi o tenersi per mano in pubblico!

        E se un giorno si scoprisse che l’omosessualità è genica cambierebbe qualcosa? Cambierebbe il vostro modo di ragionare? Non credo! Penso iniziereste a cercare immediatamente un metodo per guarirla, magari con una bella analisi pre-impianto perché ok il figlio handicappato (quello te lo tieni, è un dono di Dio e non rompere le palle donna), ma quello gay che poi pretende diritti non sia mai!

        In conclusione contesto nuovamente la logica e la teoria portata avanti dal tuo post e identica nel tuo commento secondo la quale, leggendo un po’ di statistiche in giro (link non corretti, link al vostro stesso sito e link che riportano ad articoli citati solo in parte cambiandone il significato) i gay sono meno fedeli degli etero, i loro rapporti sono meno duraturi, quindi ai gay di avere una relazione stabile e di potersi sposare non gliene frega una mazza e stanno solo rompendo le scatole per…. per…. non si sa bene cosa. Ah sì, invidia! Seguendo la tua logica, visto gli aumenti dei divorzi e dei clienti delle puttane io impedirei per legge anche il matrimonio eterosessuale in via del tutto preventiva!

        Il punto è che voi non ci volete proprio mettere sullo stesso piano in quanto esseri umani con gli stessi desideri e progetti per la propria vita, con la stessa capacità di amare e fare cazzate proprio come voi. E le cerate tutte pur di non dirvi razzisti, ma semplicemente realisti.

        Adieu!

        0
        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Francesco

          Lo stesso senso di inutilità al confronto lo provo anch’io verso di te, tuttavia non mi sottraggo al dialogo.

          Non è sensato dover riconoscere a tutti i costi un legame affettivo, perché altrimenti avrebbe senso riconoscere il legame affettivo/sessuale tra un padre e una figlia consenziente. E tu hai detto di non essere d’accordo…quindi come la mettiamo? Il diritto è quello di poter avere una relazione, non che essa sia riconosciuta dallo Stato. Nemmeno il matrimonio eterosessuale è un diritto, tanto meno l’adozione.

          Ti sei contraddetto perché hai affermato che “prima o poi succederà anche con i gay”, ovvero hai riconosciuto che attualmente non c’è nessuna discriminazione e dunque non ha senso paragonare l’atteggiamento della società di un tempo verso i neri a quella verso gli omosessuali. Paragoni inoltre il non poter crescere dei bambini al non poter giocare a calcio…stai facendo troppa confusione.

          Personalmente non mi interessa come nasca l’omosessualità, se sia dovuta ad un’infanzia difficile o ad un’eccezione genetica. Presumo soltanto che se fosse scoperta una causa genetica ci sarebbe la corsa all’aborto da parte degli abortisti, e questo mi spiacerebbe moltissimo.

          In realtà questo post (in che senso “tuo”?, come fai a sapere che l’ha scritto Daniele?) mostra dei dati con tanto di collegamenti ipertestuali opportuni (altro che “non corretti”!) in cui si dimostra quello che gli stessi studi concludono. Non c’è interesse verso il matrimonio gay da parte degli stessi gay, a partire dalla dinamica stessa di queste relazioni che dimostrano di non essere intenzionate a durare nel tempo.

          Infine confondi ancora la libertà di avere una relazione, cosa che nessuno deve togliere in quanto siamo tutti esseri liberi, a vedere riconosciuta una relazione. Questa secondo è un vostro desiderio, uguale a coloro che vogliono veder riconosciuto il proprio rapporto sessuale con la loro figlia. Non capisco perché tu discrimini questi ultimi…perché tu si e loro no?

          0
    • Sophie ha detto in risposta a Francesco

      Quest’articolo voleva semplicemente mettere in risalto il fatto che agli omosessuali dei matrimoni non gliene frega niente. A loro interessa solo mettersi in competizione con gli eterosessuali perchè nel profondo si sentono molto inferiori rispetto a loro e li invidiano pure parecchio. E soprattutto vogliono dimostrare(più che altro a loro stessi)che sono uguali a loro, pretendendo diritti di cui se ne sbatterebbero altamente se non fosse per il fatto che per loro gli eterossessuali sono degli avversari da superare.

      0
      • Pino ha detto in risposta a Sophie

        esattamente, come ripeto da tempo vogliono un patentino di “normalità”. Infatti nonostante nessuno gli impedisca di comportarsi come meglio credono soffrono di complessi di inferiorità per superare i quali rivendicano assurdi “diritti” come il matrimonio gay, leggi contro l’omofobia ed altre divertenti trovate di questo tipo. Se la prendono pure con la Chiesa colpevole, a loro dire, di “discriminarli”. Evidentemente vogliono sposarsi in chiesa con la benedizione papale. Si può essere più fessi di così? Non credo.

        0
        • Sophie ha detto in risposta a Pino

          “Evidentemente vogliono sposarsi in chiesa con la benedizione papale.”
          Dopo aver preso completamente ed irreversibilmente il monopolio dell’informazione, della politica, della scienza, ecc. arriveranno a chiedere pure il matrimonio in Chiesa stai tranquillo.

          0
          • Francesco ha detto in risposta a Sophie

            A me della benedizione della Chiesa non me ne frega proprio una mazza! Se le tenga tutte la chiesa le sue benedizioni! Cmq mi pare di capire che roda più il culo a voi che noi chiediamo questi diritti che a noi (secondo l’articolo postato).

            0
            • Sophie ha detto in risposta a Francesco

              A noi non danno fastidio gli omosessuali ma il loro perenne essere in assetto di guerra nei confronti degli eterosessuali e di chi difende la famiglia normale.

              0
            • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Francesco

              Francesco, per l’ennesima volta ti devo correggere: non esiste nessun diritto al matrimonio, sia esso omosessuale sia esso eterosessuale. Non stai chiedendo un diritto, stai chiedendo che venga realizzato un tuo desiderio, come è un desiderio quello del padre che chiede allo stato di riconoscere il suo rapporto sessuale con sua figlia. Sono due desideri e non certo due richieste di diritti.

              0
      • Francesco ha detto in risposta a Sophie

        No Sophie mi dispiace, ma io non ho alcun senso di invidia verso gli eterosessuali! Invidia per cosa? Trovo solo ingiusto che gli eterosessuali abbiamo dei diritti che io non ho.
        Per il resto con gli etero ci vado d’accordissimo, ho molti amici etero e sono decisamente più sensibili dei gay, hanno un gusto raffinato nel vestirsi e dovrebbero fare tutti gli stilisti o le sciampiste! Ma non me la sento di permettergli di sposarsi, le loro relazioni durano così poco.

        0
        • Sophie ha detto in risposta a Francesco

          “Trovo solo ingiusto che gli eterosessuali abbiamo dei diritti che io non ho.”
          Allora vedi che la competizione c’è? :)Francesco io rispetto la tua omosessualità, tu sai quello che devi fare della tua vita e mi auguro che tu sia fra quegli (ahimè pochi oggigiorno) omosessuali che non vogliono avere nulla a che fare con esibizionismi volgari e infantili.
          Etero e omo come individui è giusto che abbiano pari diritti. Ma gli eterosessuali, in quanto tali, è giusto che a livello matrimoniale, adozioni di bambini,ecc. abbiano più diritti di voi perchè cose come per esempio procreare è un compito che spetta agli etero. E’ un compito e un diritto che non si sono presi con arroganza ma gli è stato proprio dato dalla natura, se glielo ha dato un motivo ci sarà no?

          “Ma non me la sento di permettergli di sposarsi, le loro relazioni durano così poco.”
          Sul fatto che c’è un eccesso di libertinismo e le loro relazioni durano sempre meno sono pienamente d’accordo con te, ma coppie eterosessuali e omosessuali non sono neanche lontanamente da mettere a paragone, scusa la franchezza. Siamo stati creati in maniera tale che uomo e donna si uniscano fino a formare una sola carne e generare una nuova vita. Dio più chiaro di così non poteva essere. Perchè violentare la natura e le sue leggi? Se l’omosessualità rientra nella norma, perchè non si è mai evoluta in maniera tale da poter avere prole in maniera naturale? God bless you.

          0
          • Francesco ha detto in risposta a Sophie

            In natura il matrimonio non esiste!

            0
            • Sophie ha detto in risposta a Francesco

              Sì ma noi non siamo animali, perfavore portami altri esempi.

              0
              • Francesco ha detto in risposta a Sophie

                Questo esempio l’avete portato voi non io!

                0
                • Sophie ha detto in risposta a Francesco

                  No io parlavo delle leggi della natura e della creazione di Dio, non degli animali.

                  0
                  • Francesco ha detto in risposta a Sophie

                    Ah già dimenticavo, per voi esistono due nature diverse: quella superiore dell’uomo e quella inferiore della natura. Ah cmq pure io, secondo voi sono una creatura di Dio. Però sono uscito male giusto?
                    È proprio in virtù della capacità di comprensione, analisi e ragionamento dell’uomo che si sta qua a chiedere uguali diritti! Ma a quanto pare alcuni son rimasti ai tempi delle caverne: no riproduzione! no buono!

                    0
            • G.T. ha detto in risposta a Francesco

              Cosa c’entra? Hai presente la civilizzazione? Ecco, noi umani abbiamo costruito nei secoli questo processo.
              Se ci comportassimo come se fossimo liberi in una natura incontaminata molte cose a cui alludi: i diritti, il rispetto, la libertà individuale non esisterebbero.

              0
        • Sophie ha detto in risposta a Francesco

          Secondo te se l’omosessualità è nella norma, perchè gli omosessuali non hanno fatto nessun passo avanti nell’evoluzione, per esempio evolvendosi fino a procreare?

          0
          • Francesco ha detto in risposta a Sophie

            Perchè non ce nè bisogno! I gay non sono una razza umana a sè con dei percorsi evolutivi propri. Facciamo parte del genere umano non siamo alieni e se vogliamo ci riproduciamo come fa tutto il resto del genere umano.

            0
            • Sophie ha detto in risposta a Francesco

              “Perchè non ce nè bisogno! I gay non sono una razza umana a sè con dei percorsi evolutivi propri.”
              Ma non è questione di razza, è questione che se non subiscono processi evolutivi da secoli e secoli si vede che la cosa non s’ha ‘dda fà proprio!

              0
            • Sophie ha detto in risposta a Francesco

              “Facciamo parte del genere umano non siamo alieni e se vogliamo ci riproduciamo come fa tutto il resto del genere umano.” Solo ora mi accorgo che questa parte mi era sfuggita. Come fate a riprodurvi in maniera naturale?

              0
              • Francesco ha detto in risposta a Sophie

                Facendolo con una donna se sono un gay uomo o con un uomo se sono una lesbica. Oppure attraverso inseminazione artificiale. Insomma le possibilità ci sono! E nascono tutti gay al 100% mica come quella estenuante roulette russa che bisogna fare con i rapporti tra etero.

                0
                • G.T. ha detto in risposta a Francesco

                  Quindi l’omosessualista è postuma all’uomo, è una tendenza sviluppatasi dalla libertà dell’uomo. Perché impedite agli omo che vogliono vivere una vita normale di essere aiutati?

                  0
                • Sophie ha detto in risposta a Francesco

                  Ho parlato di riproduzione in “maniera normale”, non artificale o messa a tavolino per vie traverse. Portami un altro esempio, stavolta logico perfavore.

                  0
                  • Francesco ha detto in risposta a Sophie

                    Bei tempi quando le donne non potevano votare o studiare in quanto portatrici del peccato originale ed oggettivamente diverse dal maschio!

                    0
                    • Sophie ha detto in risposta a Francesco

                      Il peccatto originale lo abbiamo tutti prima del battesimo, ma ora non cambiare discorso perchè non sai rispondere. Per la seconda volta: mi porti un esempio logico perfavore?

                      0
                    • G.T. ha detto in risposta a Francesco

                      Le donne sono state riconosciute grazie al Cristianesimo, documentati per favore, senza sparare corbellerie gratuite…

                      0
                  • Sophie ha detto in risposta a Sophie

                    peccato*

                    0
                    • Francesco ha detto in risposta a Sophie

                      Ti ho già risposto diverse volte, ma evidentemente non ci arrivi e non cogli neppure i collegamenti!

                      “Sì infatti è una deviazione visto che il nostro corpo non è predisposto per un rapporto con lo stesso sesso.”
                      Questo lo pensi te, il mio è predispostissimo!

                      0
                    • Sophie ha detto in risposta a Sophie

                      Come è predisposto se l’unico modo che hai è il sesso con l’orifizio anale predisposto per espellere e non per ricevere?

                      0
                    • G.T. ha detto in risposta a Sophie

                      Sfrutti una tendenza che intrinsecamente cattiva, in quanto privi il tuo corpo della costituzione umana più elementare, scopo per il quale sei stato creato dal tuo (nostro) Creatore!

                      0
        • Karma ha detto in risposta a Francesco

          Ancora parli di diritti? NON ESISTE IL DIRITTO AL MATRIMONIO!!!!!!!!….vi stanno ingannando Francesco! Esiste il diritto su certe questioni che possono essere risolte specificamente.

          0
          • Francesco ha detto in risposta a Karma

            Anche le tue questioni allora risolvitele specificatamente!

            0
            • Antonio ha detto in risposta a Francesco

              Francesco mi rispondi a 2 domande per favore?
              – perchè una coppia omosessuale dovrebbe unirsi civilmente (perchè il matrimonio è una cosa religiosa)?
              – se in natura l’unione civile non esiste (come tu hai affermato) perchè dovrebbe essere un diritto?
              – perchè 2 persone eterosessuali di sesso opposto avrebbero il diritto di unirsi civilmente, perchè una coppia di persone omosessuali avrebbero il diritto di unirsi civilmente, e perchè una persona e un’animale (vedi cane) consenziente non avrebbero il diritto di unirsi civilmente?

              Perchè la questione della specie vale poco secondo me, anche perchè secondo le ultime e più quotate ipotesi scientifiche allora non ci dovrebbero essere problemi tra un’unione civile tra uomo e scimpanzè.

              0
    • Pino ha detto in risposta a Francesco

      di quali diritti parli? Il matrimonio gay è un “diritto” solo nella testa di chi non sa di cosa sta parlando, perchè non rifletti prima di scrivere?

      0
  3. Max ha detto

    Come gia’ dicevo in passato… non si capisce perchè sia permesso avere molte mogli, ma non contemporaneamente. Ma in fondo siamo retrogradi, omofobi e di vedute limitate, se ci limitiamo alla poligamia! Perche’ non tanti mariti? E perche’ non i parenti? Si può anche prevedere che in un futuro più o meno lontano sarà difficile impedire che una zia impalmi una sua nipote o che uno zio convoli a giuste nozze con il nipote preferito. Dopo tutto, perché continuare a “discriminare”? Il tabù dei diritti umani non ammette altre regole.

    Occorre permettere di sposarsi con chiunque e con quante persone si vuole (molti in Italia sono già poligami, ma sono costretti a dichiarare un solo coniuge).

    Le frasi di sopra sono state riprese dal blog “Italians” di Beppe Severgnini. A leggere di questi commenti, si capisce come in sono senza fondamento le preoccupazioni di chi dice che dalla società attuale vada scomparendo il buon senso dell’umorismo 😀

    0
  4. riccardo ha detto

    un attimo… devo calmarmi.. ecco adesso posso…
    visto che vi definite razionali spiegatemi quale sia il passaggio logico con il quale si conclude che visto che i gay avrebbero più partner rispetto agli etero significhi che il matrimoni non funzioni e quindi non ne abbiano diritto. NON HA SENSO. Intanto vorrei ricordare che tutti i matrimoni sono in calo, e che i divorzi sono in aumento esponenziale in italia.. e in italia solo gli etero si sposano. Ma questo non significa mica che il matrimonio non serva più! L’istituzione civile rappresentata dal matrimonio è un diritto GARANTITO dalla costituzione e quindi tutti i cittadini ne hanno diritto. E l’articolo TRE DELLA COSTITUZIONE dice testualmente che LA REPUBBLICA RIMUOVE TUTTE LE DISCRIMINAZIONI, dice che tutti i cittadini sono UGUALI e quindi HANNO TUTTI GLI STESSI DIRITTI. Inoltre i padri costituenti hanno previsto il principio di adattamento, che fa si che la carta costituzionale si autorinnovi inglobando nuovi concetti di uguaglianza.
    Tutti i matrimoni sono in crisi, quindi ovviamente anche quelli gay, ma ciò non può essere un pretesto per negare ancora questo diritto ad altri cittadini che pagano le tasse. Allora, visto che le statistiche dicono che la popolazione omosessuale conta più del doppio dei laureati rispetto agli etero,dovremmo permettere l’università solo ai gay? Ma state scherzando? Cominciate ad essere RAZIONALI per davvero, se volete rimanere nel medioevo andate in un paese integralista, andatevene in iran! Io ho 23anni studio lavoro e convivo da due anni con un altro ragazzo, ci amiamo, progettiamo di vivere assieme tutta la vita… datemi una spiegazione razionale del perchè io non possa un giorno sposarlo in comune? Perchè non posso avere i diritti patrimoniali che hanno gli altri? Non mi importa di sposarmi in chiesa, non mi serve, io chiedo allo stato di riconoscermi, e vorrei ricordare che lo stato è LAICO! Il registro delle unioni civili è solo una cosa simbolica, non ha nessuna utilità, è ovvio che nessuno lo consideri!

    0
    • EquesFidus ha detto in risposta a riccardo

      Ora comincio davvero a scocciarmi. Se proprio dovete scrivere, per lo meno informatevi: il matrimonio non è stato riconosciuto come diritto, quindi non c’è discriminazione a negarlo a coloro che non possono compierlo perfettamente (vedi dopo). Ancora, il matrimonio è un istituto naturale basato sulla procreazione: spiegare come due persone dello stesso sesso possano procreare, per favore. C’è poi chi obietta che l’omosessualità esiste anche in natura, non sapendo o colpevolmente nascondendo che si tratta per lo più di rapporti sociali oltre che sessuali, con lo scopo di dominare il proprio avversario, non certo per farci l’amore. Infine, il matrimonio è un istituto umano (ma basato sulla legge mroale naturale), quindi è insensato e sgradevole far paragoni con gli animali.

      Detto questo, io sono totalmente contro Gay Pride, registri delle unioni omosessuali e “matrimoni” omosessuali, pur essendo un laico (che vuol dire, furboni, semplicemente non appartenente al clero, non ateo o anticlericale o a-religioso). Dirò di più, sono stufo di essere bollato come omofobo ( vi pare che io abbia paura dei gay e della loro lobby?) e come un “razzista” (come se i gay fossero un’etnia a parte…) solo perché ritengo cose che, alla luce della ragione e non dell’isteria, potrebbero essere comprese anche da un ragazzino di prima media. Infatti io sostengo stessi diritti per tutte le persone, inclusi i gay (i quali però vogliono essere più uguali degli altri, sembrerebbe, perlomeno i lobbysti) e non tollero che mi sia appelli come un integralista solo perché dico la verità. Dare dell’omofobo (termine insensato) ad uno che riconduce il matrimonio e la famiglia al loro vero significato antropologico è come dare del razzista a chi denuncia un extracomunitario perché gli ha rubato in casa: falso e meschino.
      Piuttosto io noto un dilagante omoterrorismo, dove chi non è d’accordo (religiosamente e/o moralmente) con la lobby (il che non vuol dire insultare o compiere atti violenti, e con le parole e con le opere) deve essere pubblicamente deriso, denunciato (nei paesi dove possibile) e, se è possibile, licenziato. Questo regime di terrore, dove chi critica le sconcezze del Gay Pride (di cui tu sarai un sostenitore, immagino), effettuate in barba alla legge italiana, o i nuovi “progressi (direi regressi) culturali” è subito messo alla gogna e bollato come retrogrado, integralista, omofobo. Come disse san Pio X: “Vi chiameranno retrogradi, integralisti, papisti: siatene fieri!”.

      0
    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a riccardo

      Riccardo hai toppato in pieno. Non esiste la conclusione che hai tratto tu, anche perché non esiste nessun diritto al matrimonio etero o omo.

      Poi ti sei contraddetto…se non sono riconosciuti i matrimoni gay è ben difficile che “tutti i matrimoni sono in crisi, quindi ovviamente anche quelli gay”. Gli studi dimostrano invece che le relazioni gay vanno maggiormente in crisi rispetto a quelle etero.

      Mi piacerebbe, per pura curiosità, leggere lo studio secondo cui “la popolazione omosessuale conta più del doppio dei laureati rispetto agli etero”. Ne sarei contento se fosse così, ma vorrei prima leggerlo.

      Anche un padre ama sessualmente sua figlia, mi spieghi perché non possa un giorno sposarla in comune?

      0
  5. Andrea ha detto

    Questo articolo è scritto veramente male; mi sembra necessario fare almeno qualche precisazione:
    1) Si dice: “gli impiegati nel business dei matrimoni della Grande Mela si sono lamentati per il flop rispetto alle aspettative”. Invece di guardare alle interpretazioni, magari sarebbe più corretto guardare ai dati concreti, i quali dicono che nell’ultimo anno 1 matrimonio su 10 nel New York è stato celebrato da coppie omosessuali; sinceramente non mi sembra poco!
    2) Si dice: “la legalizzazione delle unioni omosessuali da parte di uno dei più grandi e influenti stati americani, [non si mette la virgola tra soggetto e verbo!] non è fortunatamente stato d’esempio per gli altri, che anzi hanno fortificato -grazie a emendamenti costituzionali- la definizione di “matrimonio” come unione esclusiva tra uomo e donna, si veda ad esempio il Nord Carolina”. L’unica cosa vera in questa frase è che recentemente il North Carolina ha approvato un emendamento costituzionale contro i matrimoni gay; il resto sono sciocchezze. Non è vero che il North Carolina è uno dei tanti esempi, visto che è l’unico stato che nell’ultimo anno ha introdotto tale emendamento. E non è neanche vero che nessuno stato ha seguito le orme del New York, visto che negli ultimi mesi il Washington e il Maryland hanno approvato leggi che istituiscono i matrimoni gay (non ancora entrate in vigore perché in attesa di referendum). Quando si scrive un articolo non sarebbe meglio informarsi un po’ meglio?
    3) Si dice: “Anche in Italia ci sono segni di disinteresse in questo senso, … al di là delle strumentalizzazioni politiche, basta osservare la scarsità di iscrizioni da parte di coppie gay ai registri civili”. Ma che bella scoperta! I registri comunali di fatto non servono a nulla (se non al politico di turno per farsi amiche le associazioni gay); forse è per questo che quasi nessuno si iscrive?
    4) Si dice: “Caso vuole che proprio in questi giorni venga diffusa la notizia che la prima coppia gay italiana ad aver ottenuto il certificato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi e di convivenza si è già separata. Durata del rapporto? Tre anni”. Qui si fa un salto di qualità: si riporta una notizia che (non si capisce in base a cosa) dovrebbe essere presa come esempio della situazione generale, e il bello è che la stessa notizia è errata, perché l’autore confonde la durata della registrazione in comune con la durata del rapporto affettivo. Le due persone di cui parla l’articolo stavano insieme già da 9 anni prima della registrazione in comune, il che fa 12 anni di rapporto; ben di più di quanto vorrebbe far credere l’autore. Inoltre, in tutto l’articolo l’autore non sembra avere le idee chiare, visto che tratta indifferentemente la durata del rapporto con la durata del matrimonio o dell’unione civile, che, soprattutto per le coppie omosessuali, non sono la stessa cosa, visto che molte coppie stanno insieme anni prima di poter accedere al matrimonio o alle unioni civili!
    Già questa carenza nelle premesse dovrebbe farmi dubitare sulla rilevanza del “nocciolo” dell’articolo, cioè tutti gli studi sulla maggior “volatilità” delle relazioni omosessuali, su cui non mi esprimo perché non li conosco. Prendiamoli comunque per veri e fondati; diciamo inoltre che questo dato è dovuto interamente ai gay e alle loro “menti disordinate” (interpretazione che l’autore non dimostra ma che evidentemente è la sua preferita). La mia domanda è: e allora? Anche se le relazioni omosessuali durano (in media!!) qualche anno in meno, questa dovrebbe essere una ragione sufficiente per negare uguali diritti alle coppie gay che vogliono prendere un impegno reciproco?

    0
    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Andrea

      Provo a rispondere alle tue precisazioni (ben poco precise se devo essere sincero), ritenendo questo articolo scritto bene e opportunamente documentato.

      1) Mi piacerebbe vedere questi dati, ogni affermazione nell’articolo è documentata…ma il tuo commento non lo è. L’affermazione che citi non è di questo sito ma è presa dall’articolo a cui si sono riferiti.

      2) Non hai confutato nulla in quanto al momento nessuno ha seguito le orme di New York, lo hai detto tu stesso. Non è infatti detto che il referendum vada come hai in mente tu…o sbaglio? Dunque le informazioni erano giuste, le tue invece no.

      3) I registri comunali sono simbolici…cioè servono per dare un segno di interesse. Se sono deserti…un motivo ci sarà…no?

      4) Il caso singolo è a conferma di tutti gli studi citati, che tu hai voluto saltare in quanto “non li conosci”. Contano gli anni di matrimonio, non quelli di fidanzamento ovviamente..l’articolista infatti ha seguito il giudizio espresso dall’articolo a cui ha fatto riferimento. Affermare che l’autore dell’articolo ritenga gli omosessuali delle “menti disordinate” è diffamazione, credo che farebbe bene a citarti in giudizio. Concludi in modo ancora più pessimo affermando che il matrimonio omosessuale è un diritto. Inutile ripetere che il matrimonio non è un diritto, né per gli etero né per gli omo.

      0
« nascondi i commenti