Esce il libro del fisico David Glass: una razionale risposta al “new atheism”

La scienza fornisce alcune delle migliori ragioni per credere in Dio, questo è quello che sostiene David Glass, fisico teorico e informatico (con master in filosofia) presso il Computer Science Research Institute dell’University of Ulster (Irlanda). E’ autore del libro “Atheism’s New Clothes: Exploring and Exposing the Claims of the New Atheists” (InterVarsity Press 2012) che potremmo tradurre con: “I vestiti nuovi dell’Ateismo: esplorare e rivelare le affermazioni dei Nuovi Ateisti”.

Nel libro Glass sostiene che i New Atheist (come Richard Dawkins, Daniel Dennett, Sam Harris e Cristopher Hitchens) non sono riusciti a rispondere ai migliori argomenti dei credenti e che la scienza, ben lontana dal distruggere la fede in Dio, fornisce invece delle ottime ragioni a supporto. Il fisico irlandese ha dunque analizzato e risposto alle obiezioni maggiori, anche aiutandosi con la scienza, la storia e la filosofia.

Il libro è stato decisamente apprezzato da diversi teologi, scienziati e accademici, tra cui il docente di Matematica dell’Università di Oxford, John Lennox, che ha già avuto modo di confrontato sia con Richard Dawkins che con Christopher Hitchens (autore di “Fede e Scienza”, Armenia 2009). Il matematico ha commentato: «Con consumata abilità analitica e scrupolosa correttezza, David Glass dimostra che gli imperatori del New Atheism sono nudi. Questo libro, che è sia scientifico che filosofico, è una lettura che deve essere aggiunta alla crescente letteratura sul dibattito scienza-religione e alla difesa intellettuale del Cristianesimo»Rodney D. Holder, matematico (e astrofisico), direttore dell’Istituto Faraday del College di Sant’Edmund (Cambridge) e autore di “Dio, il Multiverso e Ogni cosa” (Ashgate 2004), ha descritto il libro come «una sostenuta, misurata e attentamente ragionata, ma in ultima analisi devastante critica agli argomenti e alla retorica del culto moderno del “nuovo ateismo”. Un vero piacere da leggere». Per Paul Copan filosofo analitico presso la Palm Beach Atlantic University, l’autore «non solo si basa sul lavoro dei principali filosofi teisti, ma costruisce anche un solido argomento per il teismo cristiano».

Timothy McGrew, docente di storia e filosofia della scienza presso la Western Michigan University, ha affermato «I “nuovi atei” fanno certamente rumore, ma sono anche ragionevoli? In questo libro straordinariamente accessibile, David Glass rivela la loro incapacità di capire quello che frequentemente attaccano»Per Alan Hibbert, professore emerito di Matematica Applicata presso la Queen’s University Belfast, «i “new atheist” affermano che la fede in Dio, e in particolare il cristianesimo, è illogica e (a differenza della scienza) non si basa su prove. In questo libro, David Glass sostiene in modo convincente che la fede cristiana è invece assai sostenuta da prove tangibili e sono i “nuovi atei” ad ignorare le prove, una volta al di fuori delle loro sfere di competenza immediate. Coloro che si sentono minacciati dai stridenti, a volte arroganti, toni dei “nuovi atei”, troveranno molto qui per essere aiutati a “dare ragione della speranza che è in loro”».

Il libro per ora è in lingua inglese, tuttavia nella nostra Biblioteca è presente la sezione “Scienza e Fede” nella quale sono elencati i migliori recenti titoli italiani sul tema.

Davide Galati

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18 commenti a Esce il libro del fisico David Glass: una razionale risposta al “new atheism”

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  1. Alessandro M. ha detto

    Ottimo Alan Hibbert…davvero un commento superlativo!!

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  2. Tommaso ha detto

    Sono sicuro che sarà certamente un buon libro a difesa del cristianesimo, valido sicuramente per chi in Dio non crede ma, per chi invece già gode della Sua presenza nel proprio cuore, sicuramente sa già che solo la fede nel nostro Signore e nostro Dio può aiutare la scienza e non il contrario. Saluto
    Grazie.

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    • Gab ha detto in risposta a Tommaso

      Appunto .. il Signore disse alla donna col figlio morente “la tua fede ti ha salvato”.

      Non c’è bisogno di essere scienziati per avere fede ma sono gli scienziati invece ad avere bisogno di fede.

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      • Tommaso ha detto in risposta a Gab

        Con quello che ho letto fino ad adesso forse per taluni è più indicato l’inno alla Carità di San Paolo (1Cor 13,1-13). Teorie, teoremi, esempi, supposizioni e quant’altro di vano e vacuo da dimostrare concretamente, non sono nulla contro la pura e semplice Verità di Cristo. Possa Dio illuminare le coscienze di tutti.
        Buona giornata

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  3. Max ha detto

    Se volete sapere di piu’ su David Glass

    http://www.infj.ulst.ac.uk/~dvglass/research_interests.html

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  4. Lucio ha detto

    Perdonate la mia intrusione ma sento il bisogno di rispondere all’ amico Leonetto che, con tanta competenza, con tanta pazienza ed in maniera costruttiva, ha replicato alle mie osservazioni circa il finalismo in biologia nei commenti dell’ articolo “Dove in neodarwinismo coincide con il creazionismo: il bluff della selezione naturale”.
    In questo bellissimo articolo il Prof. Masiero, giustamente, scrive: “Una cosa infatti è un selettore cieco come nella Farfalla Foglia, che con micro-mutazioni casuali agisce a posteriori sotto la spinta della lotta per la sopravvivenza e in cui la teleonomia di un adattamento lepidottero coincide con la nostra interpretazione ammirata del suo lavorio cumulativo; altra cosa, anzi l’opposto, è un selettore lungimirante, che a priori progetta la macro-modifica necessaria per trasformare una specie in un’altra”.
    Caro amico Leonetto comprendo perfettamente la necessita’ di mostrare le contraddizioni del neodawinismo analizzando questa teoria dal suo interno. Concordo quindi perfettamente con le tesi che, con tanta acutezza, sia te che il Prof. Masiero sostenete. Quello che ci divide e’ che io non accetto il caso: nello stupefacente esempio dell’ adattamento mimetico della farfalla foglia mi pare necessario rilevare che non e’ affatto scontato che, tramite variazioni del tutto casuali, la farfalla in questione possa giungere ad assomigliare pressoche’ perfettamente ad una foglia. Secondo me, se questo si verifica, significa che in qualche modo le leggi fisiche che regolano il mondo consentono questa possibilita’ grazie ad un finalismo intrinseco. Allo stesso modo non mi sembra affatto scontato che le leggi fisiche consentano solo per caso ad una molecola cosi’ complessa come quella del DNA di essere anche cosi’ stabile. Potrei portare altri esempi in questo senso ma voglio limitarmi ad aggiungerne solo uno: come sostiene il Principo Antropico se molte costanti naturali avessero un valore diverso da quello che hanno, anche solo di alcuni punti in percentuale, la vita non sarebbe mai potuta nascere nell’ universo. Fatti come questi mi portano a pensare che l’universo stesso, a partire dalle leggi della fisica, sia stato costruito per permettere la nascita della vita e che la complessita’ crescente delle forme di vita sia servita a portare, non per caso, alla comparsa dell’ uomo. Cioe’ di una forma di vita spirituale, in grado di essere autocosciente, di porsi domande sul senso dell’ universo e della sua vita e di poter comprendere che e’ solo grazie all’ esistenza di Dio che l’universo e’ apparso e continua ad esistere.
    Un caro saluto!

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    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Lucio

      ……Potrei portare altri esempi in questo senso ma voglio limitarmi ad aggiungere solo uno : come sostiene il Principio Antropico se molte costanti naturali avessero un valore diverso da quello che hanno, anche solo di alcuni punti in percentuale, la vita non sarebbe mai potuta nascere nell’universo…..
      FALSO !
      Se la massa dei neutrini fosse ad esempio 10 volte più importante, ce ne sarebbero 10 volte meno nel cosmo, e il loro effetto sulla gravitazione sarebbe il medesimo !

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      • Mr. Crowley ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Non so, per me alessandro sta’ facendo considerazioni come il sesso degli angeli.

        Se la massa dei neutrini fosse ad esempio 10 volte più importante, ce ne sarebbero 10 volte meno nel cosmo, e il loro effetto sulla gravitazione sarebbe il medesimo !

        Se la massa dei neutrini fosse ad esempio 10 volte meno importante, ce ne sarebbero 100 volte meno nel cosmo, e il loro effetto sulla gravitazione sarebbe disastroso !

        Il ragionamento vale solo per i surrogati con medesima importanza.

        Se cambi i quantitativi della ricetta la torta diventa una porcheria!

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        • Daphnos ha detto in risposta a Mr. Crowley

          Per l’appunto, la frase “se i neutrini pesassero 10 volte di più, allora sarebbero in quantità 10 volte minore”, se fosse vera, dovrebbe conservare il Principio Antropico o almeno una parte di esso, visto che sostanzialmente ciò che si deduce da quest’affermazione è che cambiando gli addendi otteniamo lo stesso risultato… quindi la nascita di una forma di vita intelligente sarebbe comunque inevitabile anche con altre costanti fisiche.

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          • alessandro pendesini ha detto in risposta a Daphnos

            Grazie Daphnos per la sua intelligibile precisione !
            Purtroppo Mr.Crowley non è stato in grado d’interpretare la mia citazione, ma forse anche di capirla….Purtroppo…..

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            • Mr. Crowley ha detto in risposta a alessandro pendesini

              Il ragionamento vale solo per i surrogati con medesima importanza.

              Se cambi i quantitativi della ricetta la torta diventa una porcheria!

              Purtroppo alessandro pedesini non è stato in grado d’interpretare la mia citazione, ma forse anche di capirla….Purtroppo…

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      • Antonio72 ha detto in risposta a alessandro pendesini

        @alessandro pendesini

        Ma la teoria del multiverso non afferma che questo sia l’unico universo in cui possa essere ospitata la vita. Per esempio vi è addirittura la variante di Everett fondata sulla teoria de quanti, in cui le biforcazioni quantistische sono pressochè continue ed infinite, ed alcuni universi paralleli potrebbero addirittura ospitare abitanti cloni, generati dalla biforcazione delle menti stesse. Anche se, per capire la rigidità dell’equilibrio dell’universo, basterebbe notare che se l’intensità della forza di gravità fosse diversa di una unità su 10^40 avremmo un universo in cui tutte le stelle sono giganti blu o nane rosse e quindi del tutto inadatto alla vita. E l’elenco di “coincidenze” numeriche di questo tipo è lungo.
        E’ ovvio che la maggior parte degli universi sarebbero anisotropici, in quanto universi con turbolenze su larga scala e buchi neri, sono statisticamente più probabili di universi ordinati, e quindi disponibili ad ospitare la vita.
        In ogni caso la conclusione non muta di una virgola, perchè restano attualmente in piedi due ipotesi alternative: il Disegno Intelligente o l’esistenza del Multiverso.
        Entrambe indimostrabili e dunque circostritte nel campo della fede. A dire il vero, affine al Multiverso, vi è la teoria dell’universo infinito, la quale dice pressapoco, che l’universo ordinato che osserviamo è solo una fetta infinitesimale di un universo sterminato ed in gran parte caotico.

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        • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Antonio72

          Caro Antonio, tutti gli universi del multiverso hanno una cosa in comune: la logica e la matematica. Che cos’hanno infatti gli universi del multiverso di diverso dall’Universo fisico? solo le leggi fisiche e le costanti cosmologiche! Ma tutti condividono la stessa matematica. Senza di questa condizione, gli scienziati non potrebbero fare una teoria del multiverso. Quindi, io sono d’accordo che il multiverso è una teoria metafisica (preferirei: matematico-metafisica, nel senso che è una teoria matematica coerente sperimentalmente incontrollabile), ma non la considero in alternativa al Disegno Intelligente, ma solo alternativa all’esistenza di un unico Universo fisico.
          Entrambe le teorie, a mio parere, condividono il Disegno Intelligente: il logos matematico che le governa

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Giorgio Masiero

            Caro professore,
            però a questo punto sono confuso….
            Mettiamo che abbia ragione, ovvero che sia il logos matematico a governare l’universo e che l’uomo, a quanto ne sappiamo, sia l’unico a possedere l’intelligenza per conoscerlo, almeno in parte.
            Siccome sappiamo che la matematica è in grado di descrivere praticamente infiniti universi, i quali (tranne uno) resterebbero evidentemente vincolati nel mondo astratto-matematico, la domanda addirittura potrebbe diventare: perchè solo questo universo e non infiniti universi (o quasi, secondo quanto se ne ricava dalla matematica)?
            A questa domanda ha già evidentemente risposto, ma si potrebbe andare anche oltre. Anche qualora esistesse un solo universo, ovvero quello che osserviamo, perchè scartare l’ipotesi che un giorno l’uomo, attraverso il logos matematico ed il potenziamento della propria intelligenza, non riesca a rendere reale ciò che oggi viene considerato metafisico-matematico?
            In poche parole, non riesco a capire, quale sia o debba essere il limite del potenziamento dell’intelligenza umana e quindi del progresso scientifico. Ma c’è un limite? E qualora non ci sia, perchè scartare l’ipotesi che la matematica dedotta dall’uomo dall’osservazione della materia, possa un giorno essere sfruttata dall’uomo stesso per manipolare a piacimento la materia stessa?

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            • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Antonio72

              Un limite della ragione umana anche nella comprensione della matematica c’è e ne parlerò nel prossimo articolo. Gli altri limiti, i più importanti, appartengono all’etica.

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      • Piero ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Se la massa dei neutrini fosse ad esempio 10 volte più importante, ce ne sarebbero 10 volte meno nel cosmo

        Non capisco il significato di questa frase.
        E chi l’ha stabilito che “ce ne sarebbero 10 volte di meno”?
        Se per caso uno riuscisse ad aumentare la massa del neutrino (ipotesi assurda) come lo saprebbe quello all’altro capo dell’Universo che deve scomparire?

        Poi hai scelto apposta le cose senza carica.
        Prova a fare lo stesso con i protoni e elettroni.

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      • Piero ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Sostituiamo gli N protoni con un’unica palla di carica N*1,602 176 53*10^-19 C e vediamo che universo esce fuori, sig. pendersini.

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