Fabiola e san Basilio, gli ospedali sono un’invenzione cristiana

“La carità non avrà mai fine”: così l’Apostolo Paolo nella prima Lettera ai Corinzi ricorda a quei cristiani l’essenzialità della loro fede che deve riassumersi nella carità che “tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”. Da lì a poco, questa prassi caritativa, espressione evidente della nuova mentalità portata da Cristo e dalla Chiesa cattolica, finì col diversificarsi e moltiplicarsi grazie ad una lunga serie di uomini e donne che dedicarono la loro vita all’amore di Dio e del prossimo, arrivando a fondare veri e propri ospedali.

In un mondo pagano dove la figura della donna non era tenuta in alcun conto, l’apparizione di molte donne cristiane, magari vedove, che si dedicavano alla carità dovette apparire come un incredibile segno di provocazione. Come dire: coloro che più di tutti necessitavano di protezione, finivano con il porsi al servizio di altri bisognosi! Così i primi secoli del cristianesimo, spiega Francesco Agnoli in un capitolo del suo ultimo libro “Case di Dio, ospedali degli uomini(Fede & Cultura 2012), sono ricchi di queste figure che presso le chiese si dedicavano all’assistenza dei malati in maniera più o meno professionale. Il passo in avanti attraverso la strutturazione di una assistenza organizzata avvenne però soltanto verso la fine del quarto secolo, quando Marcella, una vedova romana, adottò la sua dimora a convento per le monache-infermiere. Qualcosa di simile ad un ospedale arrivò nel 390 a Roma, dalla felice intuizione di Fabiola: reduce da due matrimoni infelici alle spalle, dopo la sua conversione al cristianesimo dedicò il resto della sua vita alle opere di carità. Nonostante la ricchezza materiale si recava tra i poveri e gli ammalati, portandone alcuni a casa con sé e non arretrando neanche dinanzi agli aspetti più sgradevoli e ripugnanti dei mali che colpivano i suoi bisognosi di carità. Dopo aver fondato un ospedale, vi raccolse tutte le persone sofferenti trovate per le strade, prestando loro le attenzioni di una vera infermiera…

La Chiesa nella seconda metà del IV secolo agì pubblicamente nella società romana sostenendo la “fede operosa mediante la carità”, tanto da destare non solo ammirazione, ma anche comprensibili risentimenti in un contesto dominato da una religiosità vuota e formalista che non conosce alcuna tensione verso la solidarietà. A riprova di ciò si inserisce l’opera dell’imperatore Giuliano l’Apostata († 363): volendo restaurare il paganesimo, egli si ispirò ampiamente al cristianesimo prendendo come modello le sue istituzioni caritative. In una delle sue lettere (Cfr Ep. 83: J. Bidez, L’Empereur Julien) scrisse appunto che l’unico aspetto del cristianesimo che lo colpiva era l’attività caritativa della Chiesa. I «Galilei » — così egli diceva — avevano conquistato in questo modo la loro popolarità. Li si doveva emulare ed anche superare. In questo modo Giuliano per un verso aveva ben compreso la centralità della carità nella vita di questa nuova fede che lui tanto detestava ma, per converso, non ne comprendeva – e non poteva farlo in alcun modo – la gratuità. Perché la fede operosa mediante la carità affonda le sue radici nella Verità che la precede, mentre una assistenza caritativa “interessata” alla ricerca del consenso è destinata ad avvizzire come un albero privo di acqua e cure.

La storia delle istituzioni caritative della Chiesa invece ha continuato progressivamente a produrre nuove opere: basterà accennare a san Basilio che in Oriente creò un’intera cittadella della carità che fungeva da ospedale, locanda, lebbrosario, scuola di avviamento professionale, orfanotrofio. Tra gli antenati del moderno ospedale, una speciale menzione è quella che riguarda i due Hotel-Dieu in Francia: il primo venne costruito a partire dal 542 circa a Lione e  divenne il maggior ospedale della Francia, la sua posizione ad Occidente della cattedrale di Notre-Dame indica che fu una fondazione vescovile. Il secondo fu fondato un secolo dopo a Parigi dal vescovo della città.  I primi ospedali, centri di accoglienza per malati, poveri, pellegrini e stranieri, nacquero dall’iniziativa privata di matrone come Fabiola e Marcella, che mettevano a disposizione i loro palazzi, le loro ricchezze e la loro stessa vita; e da quella di vescovi, sacerdoti o religiosi che diedero vita a “case ospitali urbane”, designate di solito con nomi simili (“Domus Dei”, “Ca’ di Dio”, “God’s house” in Inghilterra, “Godshuis” nei Paesi Bassi; “Hotel-Dieu” in Francia, etc…). Pontefici come san Gregorio Magno (590-604), di fronte ad una Roma in disfacimento, in preda alle lotte tra Bizantini e Longobardi, alle carestie e alle pestilenze, fondò e aiutò ospedali, liberò i prigionieri, assegnò pensioni a indigenti e provvide a rifornire Roma e molte località di generi di prima necessità, inventando una vasta farmacopea. Una storia che ancora oggi non conosce fine, perché nuovi bisogni travagliano gli uomini e nuove istituzioni sorgono nel mondo cristiano per trovare delle soluzioni concrete. “La carità non avrà mai fine”…

Salvatore Di Majo

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32 commenti a Fabiola e san Basilio, gli ospedali sono un’invenzione cristiana

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  1. Daniele ha detto

    Quanti atei e laicisti militanti pretendono di cacciare a pedate la presenza religiosa (molto apprezzata, invece, dalla maggior parte dei degenti) negli ospedali!

    A costoro va fatto notare che, se fosse per loro, gli ospedali nemmeno esisterebbero, in quanto la cultura greca e romana (pagana), poi ripresa dall’Illuminismo – tanto caro a Piergiorgio Odifreddi & Co. – e in tempi più recenti dal Nazismo e dal Comunismo, considerava disabili e malati come persone “di scarto”, di peso per la società, quindi da eliminare…

    Solo con la cultura cristiana, basata sulla Carità, si iniziò a trattare i disabili e i malati con la dignità che meritano, cioè come persone degne di vivere e meritevoli di cure ed attenzioni.

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    • abcdefghi... ha detto in risposta a Daniele

      Posso dire una cosa? Che noia parlare sempre dei laicisti e degli atei. Capisco che la loro foga di distruzione ci offre del materiale su cui lavorare (senza loro i cattolici sarebbero molto più ignoranti sul cattolicesimo!)…ma sarebbe bello evitare di tirarli sempre in ballo. Anche perché non ne ho mai conosciuto uno di persona e questo dice quanto poco siano numerosi.

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      • nell ha detto in risposta a abcdefghi...

        sono certa che non li conosci, sono 3 anni che ho a che fare con queste persone nel web e posso assicurarti che sono pericolosi e menzognieri e bisogna che il mondo cattolico si renda conto di quanto odio seminano contro la chiesa. Sopratutto è preoccupante la menzogna che mettono in rete. Sono fanatici ed è impossibile ragionare con loro. Sono perseguitata da 3 anni da questa gente, alcuni si sono anche finti amici cercando la mia fiducia per avere informazioni personali su di me che poi hanno messo in rete. Un vero stalking.

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  2. Alèudin ha detto

    San Giovanni di Dio sembra abbia avuto l’intuizione di creare ospedali muniti di reparti specializzati a seconda delle malattie.

    Da leggere assolutamente, a mio avviso, la sua interessante biografia qui:
    http://users.libero.it/luigi.scrosoppi/santi/giovannididio.htm

    internato in ospedale perchè impazzito/convertito veniva “curato” a frustate come gli altri malati di mente, ottiene di avere per se anche le frustate destinate agli altri, quindi lo fanno uscire e lui fonda un ospedale per curari quei malati con sistemi più umani cioè cristiani e da li parte tutto.

    veramente da leggere.

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  3. Gabrix ha detto

    In Oriente la prima istituzione creata appositamente per curare i malati apparve in India. Gli ospedali brahminici furono costruiti in Sri Lanka a partire dal 431 a.C., e il re Ashoka fondò diciotto ospedali in Hindustan nel 230 a.C., provvisti di medici e infermieri e mantenuti con fondi reali

    Gli ospedali in Europa si diffusero soprattutto dall’XI secolo, in parallelo con la ripresa degli spostamenti di persone in larga scala. Si trattava soprattutto di “ospizi”, dove chi non poteva permettersi alberghi e osterie veniva ospitato gratuitamente e rifocillato. In larga parte i principali fruitori degli ospedali erano soprattutto pellegrini, soprattutto durante gli anni giubiliari, e in secondo luogo gli indigenti. Essi si trovavano disposti lungo le vie di transito, nella città come nelle campagne, ed erano strutture di matrice religiosa, organizzate strutturalmente come monasteri e giuridicamente come le confraternite. A capo si trovava solitamente uno “spedalingo”, che era quasi sempre un ecclesiastico.

    Prima che in Occidente, tra i secoli VIII e XII d.C., in Oriente gli ospedali si svilupparono con un alto standard di assistenza, a dimostrazione che la cultura medica arabo-siriaca non era solo elaborazione teorica e culturale, ma applicazione concreta e ricerca clinica. Gli ospedali costruiti a Baghdad – il bīmāristān al-ʿadūdī (“l’ospedale di ʿAḍud al-Dawla”, il buwayhide che governò nel X secolo la capitale abbaside e l’Iraq) nonché il māristān Nūrī, voluto nell’XI secolo a Damasco dal Sultano zengide Norandino – servirono a lungo da riferimento per altre dinastie musulmane del Vicino e Medio Oriente, come avvenne per il futuro Sultano mamelucco Qalāwūn al-Alfī che, dopo essere stato curato a Damasco per ferite patite contro i Crociati, ordinò che fosse costruito al Cairo un bīmāristān Qalāwūnī di cui rimangono ancor oggi i resti nell’antico suq di Khan el-Khalili.
    Gli ospedali islamici erano pubblici, curavano gratuitamente in reparti separati uomini e donne e in essi esercitavano la loro arte medici di comprovata esperienza che – come nei policlinici universitari – insegnavano pratica medica alle nuove leve, controllandone personalmente l’operato. Il bīmāristān al-ʿaḍudī impiegava per questo fino a una sessantina di medici retribuiti, e aveva reparti separati in funzione della patologia fisica o psichiatrica.

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Gabrix

      Copiare e incollare da Wikipedia senza citare la fonte è indice di poca saggezza personale. E’ ovvio che qui si parla di un concetto di ospedale “moderno”. Anche la scienza esisteva già prima di Galilei, ma solo all’interno del cattolicesimo si può parlare di scienza moderna. Anche la genetica esisteva prima di Mendel, ma solo dopo quel monaco si parla di “genetica moderna”.

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      • Michele Silvi ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Però ritengo che questo post sia comunque importante, è utile a non sopravvalutare le espressioni dell’articolo.

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    • Francesco_ ha detto in risposta a Gabrix

      Naturalmente immagino che gli “ospedali brahminici” (sic) fossero aperti a tutte le caste in cui era (ed è tuttora) suddivisa la società a quelle latitudini, giusto?

      Vedi, non ti chiedo di approfondire realmetne la materia prima di atteggiarti a ssaccentello di turno, ma se semplicemetne vai con il ditino oltre il paragrafauccio che mi estrapoli da wikipedia (la fonte di chi non sa cosa siano le fonti) leggerai che :

      “Col Cristianesimo il malato assume un altro aspetto: rispecchia il Cristo sofferente ed è a lui più vicino; ma nello stesso tempo Cristo è anche il medico, l’unico vero iatròs. Il Primo concilio di Nicea nel 325 d.C. spinse la Chiesa cattolica a provvedere anche ai poveri, alle vedove e ai forestieri. Il Concilio stabilì la costruzione di un ospedale in ogni città dotata di cattedrale. Dalla parabola del buon samaritano nasce l’idea di “ricovero”; gli xenodochia e le diaconie sono strutture che nascono per accogliere pellegrini e viaggiatori, anche se poi la loro destinazione verrà rapidamente allargata a comprendere l’uomo bisognoso. Un antico termine francese si riferisce all’ospedale col termine hôtel-Dieu, “ostello di Dio”. Questi ricoveri vengono anche annessi ai monasteri, dove i monaci imparano la medicina razionale.”

      Questa è la differenza. L’ospedale inteso come locus dove realizzare la carità verso il prossimo, quello più debole, quello escluso dalle culture citate nel tuo copia/incolla, esiste solo grazie a Cristo e a chi lo ha seguito.

      Possibilità alternativa: wikipedia è stata hackerata dall’Opus Dei.

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    • Francesco_ ha detto in risposta a Gabrix

      Confrontando il tuo copia/incolla con quanto pubblicato su wikipedia, sempra di poter sospettare che siano stati copiati/incollati solo i paragrafi “interessanti”, saltando a pié pari proprio la parte che ho citato io.

      Avrebbe tutta l’apparenza di un’omissione intenzionale, una scorrettezza così sciocca e infantile che lascia tradire la manina dell’ateo militante.

      Comunque lascio a chi legge valutare (non giudicare perchè il cristiano non deve giudicare) http://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale

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    • Gabrix ha detto in risposta a Gabrix

      Su ragazzi… il titolo del post dice chiaramente che “gli ospedali sono un’invenzione cristiana” e questa è la solita distorsione storica a cui credete solo voi. Gli ospedali non sono stati inventati dai cristiani ed in tutte le culture ai ricchi non è mai mancato niente (papi compresi) mentre i poveri si sono dovuti arrangiare come hanno potuto: nell’Italia o nell’Europa cristiana non sono stati trattati diversamente che in Siria, in Persia o nel lontano oriente.
      La vostra è solo futile propaganda.

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      • Kosmo ha detto in risposta a Gabrix

        come al solito travisi completamente l’articolo.
        Questo mi fa pensare che, come sempre, manco l’hai letto.

        “ai ricchi non è mai mancato niente (papi compresi) mentre i poveri si sono dovuti arrangiare come hanno potuto: ”

        E’ proprio questo il fatto. I tuoi paraocchi ideologici e la tua malafede sono tanto grandi che non hai manco capito che hai ammesso quello che l’articolo dice.
        : i cristiani hanno costruito gli ospedali proprio per i più poveri, per i negletti, per i rifiuti della società, per quelli “inutili”, cosa che te e quelli come te vogliono ricominciare a fare.
        Complimenti per le pessime figure di m… che continui a fare su questo sito!

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      • Panthom ha detto in risposta a Gabrix

        Gabrix, capisco che ti possa dare fastidio e ti sono vicino.
        Tuttavia c’è una ricerca storica culminata in questo recente libro, ad esempio: http://www.uccronline.it/2011/10/25/in-libreria-case-di-dio-ospedali-degli-uomini-di-francesco-agnoli/
        Nell’articolo si cita lo storico Paolo Caucci, ordinario di Storia della cultura ispanica presso l’Università di Perugia: «È un fatto che la medicina e il suo sviluppo abbiano nelle loro radici il fondamento dell’ospitalità e della carità più che un interesse scientifico, che sarebbe sorto invece dall’applicazione di questi princìpi. Una carità che vedeva la sofferenza come sofferenza di Cristo. È questo che ha generato un passaggio di civiltà». Questo, come dice Caucci, è un fatto e non un propaganda.

        L’Ospedale moderno nasce nel cristianesimo, lo stesso nome “Ospedale” nasce durante il Medioevo e deriva da “hospes”, ospitare un estraneo o straniero, nacquero come rifugi per i pellegrini. Con l’avvento del cristianesimo nacque appunto l’ospedale moderno, cioè finalizzato alla prestazione di cura per pura gratuità del sofferente, del povero.
        Ti invito ad approfondire nella versione inglese di Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Hospital

        Il resto delle tue affermazioni non hanno un riscontro storico/contestuale, quindi ti invito ad approfondire.

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      • Francesco_ ha detto in risposta a Gabrix

        @ Gabrix
        Ti fai beccare in flagrante tentativo di manipolazione delle fonti (se wikipedia può essere una fonte) e non spendi una parola per farci capire se per caso abbiamo frainteso.
        Poi insisti ancora su un punto che era spiegato nel paragrafo che avevi omesso nel commento precedente e che io ho integrato in tua vece, te lo abbiamo fatto notare e tu ancora ci ritorni.
        Verrebbe da chiedersi se ci sei o ci fai.
        Ma ti chiedo più semplicemente: quanti anni hai?

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        • Gabrix ha detto in risposta a Francesco_

          Non ho manipolato nessuna fonte ma semplicemente aggiunto quanto avete omesso, cioè che gli ospedali esistevano già fin dal IV sec. a.C.

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          • Gennaro ha detto in risposta a Gabrix

            Peccato che il termine “ospedale” nasce nel medioevo, ad indicare che il concetto ospedaliero moderno nasce nella cultura cristiana come ogni enciclopedia riporta.

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  4. a-ateo ha detto

    @abcdefghi,
    che scrive a proposito di laicisti militanti: “sarebbe bello evitare di tirarli sempre in ballo. Anche perché non ne ho mai conosciuto uno di persona e questo dice quanto poco siano numerosi.”
    Visto che non ne conosci, provvedo a presentartene uno….
    http://tv.liberoquotidiano.it/video/105814/Freccero-minaccia-Libero-Fascisti-io-vi-rovino.html
    Pare sia anche un massone ammanicato…e io mi chiedo perchè una intera nazione di cultura cristiana debba delegare al compito delicato di scegliere i programmi anche di fascia protetta a un tipo simile….
    I laicisti militanti sono come i vermi nel formaggio: non si vedono, ma il danno lo fanno…
    ….spero di non essere incappato in un gastronauta dai gusti peregrini…

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    • Kosmo ha detto in risposta a a-ateo

      “e io mi chiedo perchè una intera nazione di cultura cristiana debba delegare al compito delicato di scegliere i programmi anche di fascia protetta a un tipo simile”

      perchè sono “très-chic”, sono intellettualoidi à-la-page, radical-chic, che se la cantano e se la suonano da soli.
      Questo è il risultato per aver lasciato il campo culturale alla sinistra, impegnati com’erano i democristiani a magnare nel campo edilizio & opere pubbliche…

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  5. a-ateo ha detto

    @Kosmo,
    in parte condivido.
    Ma se ascolti l’intera telefonata ti accorgi che usa un linguaggio da scaricatore di porto, da mafia massonica al potere, da anticlericale inguaribile (vedi gli accenni mafioso-ricatattori contro i cardinali perdofili…9
    Il quid del contendere era un programma zapaterista per promuovere la omosessualità che il Freccero tra il distratto e il fesso, pare trasmettesse in fascia protetta, in barba alle disposizioni a protezione dei minori.
    Anch’io arrivo alle stesse tue conclusioni, serve una TOTALMENTE NUOVA classe politica e l’impegno di tutti i cattolici, che per prima cosa devono APRIRE GLI OCCHI….

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    • Kosmo ha detto in risposta a a-ateo

      “Ma se ascolti l’intera telefonata ti accorgi che usa un linguaggio da scaricatore di porto, da mafia massonica al potere, da anticlericale inguaribile (vedi gli accenni mafioso-ricatattori contro i cardinali perdofili”

      Ma nessuno, tanto meno io, dice che usano un linguaggio molto chic, anzi… Se li ascolti mentre sparlano degli altri…
      Quando berlusconi rivelò che era stato operato per un tumore alla prostata, loro brindarono ai suoi tumori… Tanto per dirti che gente è…
      Per non parlare di quando sperano che il 88% della popolazione muoia di qualche malattia

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  6. Vronskij ha detto

    Eterno ritorno dell’uguale quasi in ogni tema: la gara chi era il primo? Tutto per evitare (inconsciamente) la vera domanda: chi sarà il primo dei ultimi?

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  7. Mercuriade ha detto

    Questa è una cosa cui non si pensa mai: gli ospedali sono stati inventati da una donna!
    Alla faccia di Voltaire: “Si sono viste donne dottissime come ce ne sono state di guerriere, ma non ce ne sono mai state d’inventrici”.

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    • Kosmo ha detto in risposta a Mercuriade

      Se è per questo, ai quei tempi molte donne erano badesse, a capo di una tale quantità di persone, responsabili di un’organizzazione così complessa, che oggi sarebbero definite “capitane d’industria”o anche capi di stato.
      Qualcuno si ricorda di “Matilde di Canossa”?

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