In libreria: “Case di Dio e ospedali degli uomini”, di Francesco Agnoli

Adoratori di un Dio che prima di tutto, si è fatto bambino. Questi sono i cristiani, che sin dai primi secoli si sono dimostrati in prima linea per salvare quei bambini trovatelli, non voluti, indesiderati, a differenza della quasi totalità dei popoli antichi per i quali era assolutamente nella norma lasciare alla morte i bambini o ridurli alla schiavitù. Solo con l’avvento del cristianesimo si sono sviluppate la medicina e l’accoglienza.

Questo è il contenuto del nuovo saggio storico di Francesco Agnoli, insegnante, scrittore, giornalista e collaboratore de “Il Foglio”. Il libro si intitola: “Case di Dio e ospedali degli uomini. Perché, come e dove sono nati gli ospedali” (Fede e Cultura 2011) ed è in libreria in questi giorni. Agnoli descrive la nascita di ospedali, orfanotrofi, lebbrosari, case d’accoglienza per prostitute ecc .. volti esclusivamente a garantire il semplice diritto alla vita a dei bambini innocenti, contrariamente a tutte le altre culture pre-cristiane. Già nel 787, leggiamo nella presentazione apparsa su “Il Foglio”, l’arciprete Dateo accoglieva i bambini abbandonati sulla porta della chiesa dedicandosi inoltre, ad allevare con l’aiuto delle balie, i bambini raccolti per strada.

Un altro esempio può essere sicuramente rappresentato da quello che era il metodo più diffuso per la raccolta degli esposti, ossia la ruota, la quale risale a Papa Innocenzo III, il protettore dell’ospedale di Santo Spirito nel 1214. Uscendo dall’Italia comunque, anche se tali situazioni erano decisamente meno diffuse, i cristiani sono stati in ogni modo presenti, per esempio a Parigi, Londra, Colonia, Norimberga ecc. Nella capitale francese ad esempio, nel 1363 una delle confraternite cittadine fondò il Saint-Espriten-Grève allo scopo di raccogliere i bambini di nascita illegittima abbandonati oppure gli orfani di ambedue i genitori aventi meno di nove anni. Nel 1409 erano una cinquantina e 200 un secolo più tardi, ovviamente totalmente a carico delle autorità ecclesiastiche. Dalla costante e ormai tradizionale attenzione verso i bambini abbandonati nacque anche il famosissimo “Spedale degli Innocenti” fondato a Firenze nel 1419, progettato dal grande Filippo Brunelleschi, e che trovò anche il sostegno del comune e della corporazione della seta; o ancora la struttura di San Girolamo Emiliani, che grazie all’appoggio del duca Francesco Sforza, nell’anno 1528 riuscì a fondare nell’oratorio di San Martino con la successiva protezione dei cardinali Carlo e Federigo Borromeo. Una vera e propria rivoluzione culturale e sociale, dunque, rispetto al mondo antico, romano e greco, oltre che germanico.

Lo storico Paolo Caucci, ordinario di Storia della cultura ispanica presso l’Università di Perugia ha commentato: «È un fatto che la medicina e il suo sviluppo abbiano nelle loro radici il fondamento dell’ospitalità e della carità più che un interesse scientifico, che sarebbe sorto invece dall’applicazione di questi princìpi. Una carità che vedeva la sofferenza come sofferenza di Cristo. È questo che ha generato un passaggio di civiltà». Parte del ricavato ottenuto con questo libro andrà al Medv (Movimento europeo difesa vita) per un progetto di aiuto economico al Caritas Baby Hospital di Betlemme.

Antonio Ballarò, noicattolici.altervista.org

 

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48 commenti a In libreria: “Case di Dio e ospedali degli uomini”, di Francesco Agnoli

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  1. alèudin ha detto

    adesso arriva la Giulia a dirci che gli ospedali li hanno inventati gli arabi, perché? perché è scritto su wikipedia…

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    • Rebecca ha detto in risposta a alèudin

      In realtà Wikipedia valorizza l’arte del guarire degli antichi greci ed è indubitabile questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale#Storia

      Ma il vero discorso sanitario, la concezione della difesa dell’uomo e sopratutto del bambino (ricordo che gli antichi greci demonizzavano i bambini, sopratutto se malfermi) diventa centrale con il Cristianesimo dei primi secoli.

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    • Massimiliano ha detto in risposta a alèudin

      No, gli antichi greci. Gli ospedali a gestione “cristiana” sono venuti dopo.

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      • Raffa ha detto in risposta a Massimiliano

        Anche l’articolo su Tempi cita la Grecia e dice: “Parte dello studio anatomico e medico è nato nell’antica Grecia. Ma in quel periodo non c’è traccia di ospedali, lebbrosari, case d’accoglienza per orfani o prostitute. Solo con l’avvento del cristianesimo si sono sviluppate la medicina e l’accoglienza”.

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      • Karma ha detto in risposta a Massimiliano

        @Massimiliano: dici? E come mai stiamo commentando uno studio che dice esattamente l’opposto? Forse le tue opinioni valgono più degli studi storici?

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      • Luigi R. ha detto in risposta a Massimiliano

        Sicuramente c’è un’origine greca molto importante, ricordo anche il famoso “giuramento d’ippocrate” in difesa della vita, contro l’aborto e l’eutanasia. Chissà se Massimiliano difenderà ancora i greci in questo caso…

        Comunque sta di fatto che conta molto di più chi ha rivoluzionato e fatto centrale lo spunto iniziale del mondo antico, ovvero l’enorme contributo del cristianesimo. Non è tanto chi inizia ma chi continua e ingrandisce l’opera, per dirla in modo sintetico.

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  2. Lucas ha detto

    Già soltanto per chi ha firmato la prefazione vale la pena di comprarlo e leggerlo! Grazie Antonio!

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  3. luca ha detto

    Radicali smentiti : L’uso di cannabis crea sintomi depressivi…
    Non e affatto bello stoppare le discussioni tacciando le persone di apologia e chiamandole tossici perche fumano cannabis la quale non porta ne astinenza ne nessuno e mai morto per essa … chi continua ad avvalorare gli ultimi 50 anni di proibizionismo che hanno portato all’aumento degli assuntori all’allargamento di malattie infettive quali AIDS ed epatiti c al riempimento delle carceri di malati al favorire entrate monetarie senza fine alla criminalità che poi al il potere di corrompere tutti e tutto a rendere le nostre città insicure per colpa della microcriminalità tutta legata all’enorme fa bisogno di denaro per le droghe a far vivere l’inferno in terra a chi purtroppo ci cade e un CRIMINALE !
    Questa e la realtà che giungerà a grandi passi anche da noi nonostante gli amici sostenitori delle mafie !Parlo così perché anni addietro poteva esserci la scusante della buona fede ma oggi no … grazie anche ad internet le notizie fruiscono senza censure e sempre più persone possono valutare scevre da lavaggi di capo !

    http://www.notiziegenova.altervista.org/index.php/eventi-in-citta/2371-quando-gli-anziani-vivono-meglio-facendosi-qualche-spinello

    Sono talmente tante le malattie che cura e le medicine che possiamo eliminare che e un crimine contro l’umanità osteggiarla !

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  4. EquesFidus ha detto

    Ma guarda che un conto è l’uso terapeutico ed un’altro l’uso per sballarsi delle droghe, se è per questo un conto è un’anestetizzazione con la morfina condotta da personale qualificato un’altra spararsela in vena per collassare. Inoltre, illustrami come vietare hashish e marjuana (che sono droghe ad assunzione orale, con assorbimento del principio attivo a livello polmonare) a far aumentare la percentuale di malati di AIDS e epatiti varie (che sono legate invece al trasferimento di fluidi corporei quali sangue e sperma). Se tu pensi che l’eroina e la cocaina (quelle sì responsabili dell’aumento di queste malattie, altro che!) verranno legalizzate quando sono notoriamente degli “spaccacervello” clamorosi (e non lo dico io, guarda qui: http://www.galileonet.it/images/2614.jpg ; bello eh? Sembra una lampadina fulminata il cervello di chi assume regolarmente alcaloidi…) ti sbagli di grosso, inoltre se speri che la marjuana (o peggio, l’hashish) vengano legalizzate per fare un favore a te sbagli ancora di più. Un conto è una regolamentazione per uso terapeutico, un conto per la “pausa cannetta”, lo capisci o no? Inoltre la mafia si troverebbe presto in mutande se nessuno comprasse queste porcherie, altro che legalizzarla! Se invece di fumare queste sostanze psicoattive del menga la gente spendesse soldi per altro sai quanto problemi sarebbero risolti? E poi guarda che legalizzare questa roba per uso personale non ha mai risolto il problema, anzi, guarda l’Olanda dove c’è una percentuale di suicidi clamorosa e il 30% degli adolescenti ammette (nonostante la leggi vieti la vendita di queste sostanze ai minori) di assumere o di aver assunto cannaboidei, dove sarebbe il progresso? Poi guarda che è vero che nessuno è ami morto per il THC, ma io ho sentito di diversi casi di gente che dopo un “innocuo” spinello sono impazziti (impazziti sul serio, nel senso di schizofrenia), quindi ci andrei molto cauto col dire che non ha effetti sulla salute (specie su quella mentale), dato che va a toccare neurorecettori e la chimica stessa del cervello.

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  5. Pino ha detto

    storicamente la Chiesa ha sempre svolto due attività di grande rilevanza sociale, la sanità e la scuola. Se lo Stato appaltasse alla Chiesa tali attività avremmo una sanità ed un sistema scolastico di alto livello a costi decisamente inferiori rispetto agli attuali.

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    • GiuliaM ha detto in risposta a Pino

      Mia madre è una studiosa di storia locale, e un annetto fa ha pubblicato uno studio che descriveva i conventi per le ragazze orfane o indigenti: in essi le fanciulle crescevano, imparavano un mestiere e mettevano da parte la dote per il matrimonio o la vita monacale.

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    • Gunners ha detto in risposta a Pino

      Nonostante concordi in parte con ciò che dici; giusto per mettere un po’ di carne sulla brace ti rispondo con una sola cosa: San Raffaele. 😀

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      • Pino ha detto in risposta a Gunners

        cioè? il san Raffaele è uno dei migliori ospedali italiani, se poi qualcuno ha fatto il passo più lungo della gamba con investimenti eccessivi nulla toglie all’eccezionale livello di questo ospedale.

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        • Gunners ha detto in risposta a Pino

          Nono niente passo più lungo della gamba, ma solo sprechi, di cui mio malincuore anche don Verzè è direttamente responsabile (l’aereo privato per fare viaggi chissà dove ??? ad esempio).
          Il San Raffaele è uno dei migliori ospedali italiani, all’avanguardia nella ricerca sulla staminali (strano nè? e chi glielo va a dire all’UAAR 😛 ), con facoltà di medicina, psicologia e filosofia interni alla struttura, solo che è un peccato sapere che un istituto così importante debba essere salvato dallo IOR . . . perchè ha 1 miliardo di debiti (???)

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          • Pino ha detto in risposta a Gunners

            dai non esageriamo 1 miliardo di debiti non possono essere solo spese inutili. Il problema sono gli enormi investimenti effettuati negli ultimi anni, mai visto cosa è stato fatto a Milano? Centinaia di milioni di investimenti.

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            • Gunners ha detto in risposta a Pino

              Il San raffaele è una città, lo so benissimo ma colui che gestiva la finanza era di manica moooooolto larga

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    • Viandante ha detto in risposta a Pino

      A costi inferiori perché è possibile contare sul volontariato e sulle donazioni.

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  6. Alessandro Bagni ha detto

    Un libro molto interessante…grazie per l’informazione…è già acquistato..!

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  7. Viandante ha detto

    Nel 787 praticamente tutta l’Europa era cristiana e la chiesa era l’unica autorità non-militare incaricata di gestire la società civile. Quindi è anche naturale che essa si dedicasse ai problemi della società civile visto che ne aveva la responsabilità. Voglio dire: non è che organizzare opere di carità e assistenza, gestire ospedali, procurare gli approvvigionamenti, organizzare i servizi ecc. fosse qualcosa IN PIU’ che faceva l’autorità ecclesiastica, ma era proprio la cosa che avrebbe dovuto fare.

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    • Giorgio P. ha detto in risposta a Viandante

      1)Un momento: perchè “avrebbe dovuto”? Tutte le “autorità incaricate di gestire la società civile” fondavano orfanotrofi e ospedali?
      Quanti orfanotrofi hanno fondato i Romani, i Greci, i Persiani o i Babilonesi?
      I bambini e i malati non erano “problemi della società civile”, visto che nel resto del mondo la questione si risolveva semplicemente uccidendoli se non erano più utili.

      2)Cristo ha dato alla sua Chiesa l’unico compito di annunciare il Vangelo fino agli estremi confini della terra. Ciò che Lei dimentica è che la cura del prossimo (…e chi è più prossimo di un bambino o di un malato?) è una conseguenza della messa in pratica del Vangelo, ma prima vengono le opere di misericordia spirituale, poi quelle di misericordia corporale.

      Lo conferma Gesù, che di fronte al paralitico calato su di un lettino, prima gli rimette i peccati, poi lo guarisce dalla paralisi; cosa che fa esclusivamente “affinché sappiate che il Figlio dell’uomo ha sulla terra autorità di perdonare i peccati” (Mc2,10, è meglio se legge il passo intero).

      3)”Organizzare opere di carità e assistenza, gestire ospedali” non erano semplici servizi resi alla società. Nei lebbrosai le assistenti prendevano la lebbra a causa dei contatti con i malati: sapevano che prima o poi sarebbe successo, ma avevano scelto di farlo lo stesso.

      Le persone donavano la vita nel servizio e nell’aiuto del prossimo, e non è una cosa da poco decidere di sacrificare i propri agi per persone che non si conoscono neanche. Crede forse che all’epoca ci fosse il contratto collettivo della CGL?

      4)Lei abusa del solito (e ormai noiosissimo) clichè, il tipico errore di chi crede, dopo aver fatto un po’ di catechismo all’età di 8 anni, di sapere cosa la Chiesa “dovrebbe” e “non dovrebbe” fare.
      Qui, fortunatamente, la Chiesa ha fatto “la cosa che avrebbe dovuto fare”, e quindi tutto rientra nel Suo onnicomprensivo schema di pensiero.
      Che sollievo.

      Dividere la realtà tra cosa “si dovrebbe fare” e cosa no, non mette in evidenza alcuna relazione causale tra avvenimenti reali, se non nella testa di chi decide cosa “si dovrebbe fare” e cosa no. In questo caso, nella Sua testa.

      Ma tutto ciò è elementare.
      Il problema è: perchè solo Lei non lo ha capito?

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    • DSaeba ha detto in risposta a Viandante

      Da studioso di epoca romana confermo che prima del cristianesimo (in epoca relativamente tarda, tra l’altro, sicuramente basso medioevale) non esisteva nessuna opera di assistenza ospedaliera per malati.

      Per esempio, in epoca imperiale, esisteva un tempio di Esculapio sull’isola Tiberina. Gli schiavi malati venivano abbandonati in quel luogo senza nessuna assistenza, tant’è che l’imperatore Claudio stabilì che gli schiavi che si sarebbero eventualmente rimessi sarebbero stati liberati.

      Questo episodio mi sembra emblematico. Quello che scrivi, Viandante, è una concezione tipicamente moderna: lo stato di cui parli è lo stato del welfare.

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    • Pino ha detto in risposta a Viandante

      dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente ci furono tre secoli di caos. La civiltà occidentale si salvò solo grazie alla Chiesa che supplì alla totale mancanza di una autorità civile. Quindi la Chiesa si sostituì allo Stato perchè questo non esisteva più, era l’unica autorità “di fatto” che permise alla società di non dissolversi completamente nell’anarchia e nella confusione. La Chiesa non era affatto “obbligata” a fare ciò che ha fatto.

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    • Jack ha detto in risposta a Viandante

      Che teorie bislacche questi razionalisti moderni! Ora la Chiesa sarebbe stata obbligata ad occuparsi dei poveri perché ne aveva la responsabilità. Ma da dove l’avete tirato fuori questo viandante? Possibile che sia un’altra creazione uaarina?? Innanzitutto non c’è scritto da nessuna parte che la Chiesa abbia dovuto occuparsi dei poveri e dei malati, lo ha fatto per un di più. La Chiesa ha come compito di testimoniare la resurrezione di Cristo, non ha il compito di curare i poveri. E nessuno l’hai mai pagata per questo.

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      • RobertoEck ha detto in risposta a Jack

        “Innanzitutto non c’è scritto da nessuna parte che la Chiesa abbia dovuto occuparsi dei poveri e dei malati, lo ha fatto per un di più”.
        Se le teorie dei razionalisti moderne sono bislacche, la tua è ben poco cristiana. Ti invito a leggere i Vangeli, troverai molti esempi della compassione di Gesù Cristo nei confronti dei malati e degli indigenti. In Mt 25,36 la compassione diventa una vera e propria identificazione “Ero malato e mi avete visitato”. Sempre in Mt 10,8 troverai “Guarite gli infermi!”. Non si tratta di un “invito”, ma di un “obbligo morale”. Questo imperativo è all’origine della premura che i cristiani hanno avuto nel corso dei secoli verso tutti i sofferenti, nel corpo e nello spirito.

        “La Chiesa ha come compito di testimoniare la resurrezione di Cristo, non ha il compito di curare i poveri. E nessuno l’ha mai pagata per questo”.
        Questa affermazione, se mi permetti, è ancora più grave della precedente. La Chiesa ha il compito di “ascoltare religiosamente e proclamare fiduciosamente” la Parola di Dio che è Gesù. La Chiesa, dunque, è testimone di Cristo, ed essere testimone di Cristo non significa credere astrattamente al suo Vangelo. La fede cristiana si esercita soltanto nella concretezza della vita di ciascuno. Ecco perché i cristiani sono obbligati a “curare” i poveri e i malati. Ed ecco perché la Chiesa, in un momento storico in cui lo Stato di fatto non esisteva più, ha sentito l’obbligo di fare (“concretamente”) lo stesso. E un “obbligo morale” non necessita di alcuna retribuzione.

        A volte leggendo certi commenti ho come l’impressione che il cristianesimo sia solo una parola con cui alcuni di voi si riempiono la bocca.

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        • Nofex ha detto in risposta a RobertoEck

          Tralascio i tuoi giudizi personali, evidentemente l’anonimato lascia andare freni inibitori.

          La Chiesa non ha alcun obbligo o alcun compito se non testimoniare la vita e la resurrezione di Cristo e la sua presenza oggi. Non c’è alcun obbligo morale nell’aiuto ai poveri anche perché altrimenti i poveri di fede cristiana cosa dovrebbero fare? E i disabili che non possono aiutare i poveri? Ecc…. Tutto quanto è nato dal cristianesimo nasce per emulazione del Cristo e della sua vita, delle Sue parole e sicuramente dall’invito della Chiesa, che però non era appunto obbligata a farlo.

          Si può benissimo essere cristiani vivendo in un monastero di clausura senza aiutare nessuno, tranne ovviamente con la preghiera costante (sicuramente molto più utile di tante opere utili solo a liberare la coscienza). La Chiesa da sempre sostiene l’uomo, prima i bambini e le donne dando loro una dignità, poi gli schiavi ecc…e non inizia a farlo da un momento preciso. La rinascita delle città attorno ai monasteri è senz’altro per sopperire alla mancanza dello Stato, ma non c’è alcun “obbligo” all’aiuto dei poveri, come tra l’altro non se ne parla nei comandamenti.

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          • RobertoEck ha detto in risposta a Nofex

            1) “Non c’è alcun obbligo morale nell’aiuto ai poveri anche perché altrimenti i poveri di fede cristiana cosa dovrebbero fare?”
            C’è povertà e povertà. E non sto qui a spiegarti che differenza c’è fra un cristiano che decide di vivere in povertà è un bimbo in Africa che muore di fame, tra la “gioia spirituale” del povero in Cristo e la sofferenza di un bambino che non ha un boccone per sfamarsi.
            2)E i disabili che non possono aiutare i poveri?
            Ci sono molti modi di aiutare chi ha bisogno (tu stesso hai ricordato la preghiera). Credo che questa sia un’obiezione a dir poco banale. Non chiedo mica al disabile di partire per l’Africa per aiutare i bambini del Malawi!
            3)”Tutto quanto è nato dal cristianesimo nasce per emulazione del Cristo e della sua vita, delle Sue parole e sicuramente dall’invito della Chiesa, che però non era appunto obbligata a farlo”.
            Cioè la Chiesa non è obbligata a seguire Cristo? La Chiesa non era obbligata ad aiutare il prossimo?

            La seconda parte del tuo discorso non riesco proprio a capirla. Anche quello della preghiera, per un cristiano, è un “aiuto”. Quindi? Non ho parlato solo di aiuto materiale. Ci sono molti modi di aiutare chi soffre.
            Il discorso sulla nascita delle città attorno ai monasteri … non so dove tu l’abbia letta questa cosa, ma ti invito a informarti meglio.

            E l’ultima frase … non so neppure come commentarla. Ti dico solo che la vita del cristiano non si limita ai dieci comandamenti. Non siamo i Farisei del Tempio. E se un cristiano mi dice che “aiutare” chi ha bisogno (chi soffre) non è per lui un “imperativo morale”, allora per me non è cristiano.

            P.S.: non prendo neppure in considerazione il discorso sui freni inibitori … io non conosco te, tu non conosci me, quindi evitiamo di metterla sul personale!

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            • Nofex ha detto in risposta a RobertoEck

              Se vuoi evitare di metterla sul personale evita giudizi sul “livello di cristianesimo” dei tuoi interlocutori.

              1) e 2) e 3) sono banali esempi per farti capire che non si è cristiani perché si aiuta il prossimo ma perché si crede nella resurrezione di Cristo e nella sua permanenza nella storia. Esiste il cristiano che non sa aiutare il prossimo, che non vuole farlo e quando se ne accorgerò potrà venire perdonato. Ma è cristiano in quanto crede nel Cristo risorto, nonostante i suoi limiti. I malati e gli stessi poveri sono cristiani in quanto credenti, anche se non possono aiutare nessuno. La Chiesa non obbliga nessuno ad aiutare il povero e non è obbligata a farlo da nessuno, lei stessa si affida ad enti esterni come la Caritas ad esempio. Se lo fa è per la compassione verso l’uomo, la stessa che aveva Gesù. Ella invita il cristiano ad emulare Cristo ma non obbliga moralmente nessuno a vivere come lui ha vissuto, nella forma di come lui ha vissuto.

              4) Tu parli di “un momento storico in cui la Chiesa ha sostituito lo Stato” e io ti rispondo che fin da subito la Chiesa è andata in contro al bisognoso (bambini, donne e schiavi). La vera mancanza dello Stato è avvenuta durante le invasioni barbariche, quando appunto le città rifiorirono all’ombra dei monasteri. L’informazione è una cosa a cui invito anche te.

              L’aiuto al prossimo è una conseguenza dell’essere cristiano e non coincide con l’essere cristiano.

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              • RobertoEck ha detto in risposta a Nofex

                Dunque basta che io creda che Cristo è vissuto e risorto per essere un cristiano? Nonostante poi non faccia nulla perché la mia vita sia conforme agli insegnamente di Colui in cui credo (sia conforme, ho detto, non sia identica)? Un cristiano che se ne frega di ciò che ha detto Cristo, ripeto quello che ho già detto prima, non è un buon cristiano. La fede cristiana si concretizza nel vivere quotidiano, non è qualcosa di astratto. Non lo dico io, lo dice la Chiesa. Non è la Chiesa (come Istituzione) che “obbliga” ad aiutare il bisognoso, è Cristo! Dio si è rivelato pienamente mandando suo Figlio, che è la sua Parola. Quindi sono gli insegnamenti di Cristo che dovrebbero guidare il comportamento di un Cristiano. Non riesco ancora a capire il discorso sul povero o sul malato. E’ chiaro che un povero non può materialmente aiutare un altro povero, o un malato, che non può alzarsi dal letto, può aiutare un altro malato.

                Sulle città. Il discorso sullo spopolamento dei centri urbani è complesso. Quindi lascio perdere. Ne riparleremo quando e se ce ne sarà occasione. Non voglio andare OT. Inoltre mi preme molto di più il discorso precedente.

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                • Nofex ha detto in risposta a RobertoEck

                  L’essere cristiani non si misura con la coerenza o meno, ma sulla fede nella resurrezione e sulla tensione ideale a Cristo. Non sei tu a giudicare a che livello è il cristianesimo di un altro, te lo dico per la seconda volta dato che la prima hai voluto misurare il mio senza conoscermi. Uno può non riuscire a fare del bene e la Chiesa lo accoglierà comunque. Uno può buttare 50 euro in faccia al povero ogni mattina e pensare di seguire Cristo ed è molto meno cristiano di chi non lo fa neppure. La carità verso i bisogni è una conseguenza della fede, una nobilissima conseguenza della libertà personale di aderire all’insegnamento di Cristo e non il motivo per cui si è cristiani o l’essere cristiani tout court. La carità è un grande insegnamento paolino a chi cristiano lo è già, ma non c’è alcun obbligo o coercizione morale a fare del bene anche perché altrimenti non sarebbe realmente un amore all’altro ma soltanto un’obbedienza “sociale” dell’essere cristiani.

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                  • Piero ha detto in risposta a Nofex

                    Si scambia sempre la Chiesa Cattolica per un’agenzia sociale.

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                  • Viola ha detto in risposta a Nofex

                    Credo di essere d’accordo con Nofex, ma anche in parte con Roberto.

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                  • RobertoEck ha detto in risposta a Nofex

                    “Coerenza”? Io non ho usato questo termine e non so perché lo abbia usato tu. Io non giudico il livello del tuo cristianesimo, non devi ripetermelo più. E certo non ho il ‘misuratore’ della fede … Non mi sembra che nella mia risposta ci sia il minimo accenno a quanto tu sia cristiano. Ti ripeto che non parlavo semplicemente di aiuto materiale e invece tu continui a parlare di soldi. Non ho mai contrapposto intenzione e azione e tu, invece, continui a farlo.

                    La carità non è semplicemente una conseguenza della fede; è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni altra cosa e il nostro prossimo come noi stessi. Io non ho mai detto che la carità è l’essenza dell’esser-cristiano, ma ho detto che è un “obbligo morale” per il cristiano essere caritatevole. Forse il problema è la parola “obbligo”, ma non saprei che altro termine usare! Chiaramente quando parlo di obbligo non intendo una coercizione esterna (o ‘sociale’, come la chiami tu), ma un “dovere interiore”. Gesù ha fatto della carità un vero e proprio “comandamento”, ci ha chiesto di amare come lui persino i nostri nemici. Cristo è morto per amore verso di noi. E visto che citi S. Paolo, nella lettera ai Corinzi, è espresso perfettamente quello che intendo dire: senza carità, non siamo nulla! E un cristiano che mi dice che possiamo essere cristiani senza amare il prossimo, senza essere caritatevoli, senza tentare di conformare la nostra volontà a quelli che sono gli insegnamenti di Cristo, RIPETO per l’ennesima volta, per me è cristiano solo di nome (e NON PARLO DI TE, sia chiaro, parlo in linea di principio). E la Chiesa cattolica lo dice chiaramente (contro ogni forma di calvinismo): non si vive di sola fede!

                    @Piero: Io non voglio che la Chiesa Cattolica sia un’agenzia sociale. Ma siccome la Chiesa Cattolica è testimone di Cristo, mi stupirebbe che essa non si occupasse dei più deboli, o dei malati, o dei più poveri (in qualsiasi forma essa lo faccia).

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                    • RobertoEck ha detto in risposta a RobertoEck

                      P.S.: Nei prossimi giorni non potrò collegarmi ad internet, quindi non avrò modo di rispondere ad eventuali obiezioni. Comunque, credo (e spero) di aver espresso il mio punto di vista chiaramente. Con questo auguro a tutti la buona notte.

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                    • Nofex ha detto in risposta a RobertoEck

                      Se non puoi replicare (e la possibilità di lasciare commenti probabilmente si chiuderà nel frattempo) lascio a te dunque l’ultima parola, anch’io credo di aver espresso a fondo il mio parere.

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        • Piero B. ha detto in risposta a RobertoEck

          Lo scopo del cristianesimo non è il soccorso materiale agli indigenti. Questo è piuttosto un effetto collaterale, che nasce dal sapersi tutti figli di Dio e quindi fratelli.
          La Chiesa nasce da qualcosa di ben diverso.

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    • Norberto ha detto in risposta a Viandante

      Faccio notare al nostro Viandante revisionista che nel periodo illuminista e post illuminista (‘800 e ‘900) praticamente tutta la Francia e gran parte dell’Europa era anti-cristiana, profondamente atea e positivista. Eppure, nonostante il laicismo avesse l’incarico di gestire la società civile nessuna opera di carità venne fatta, anzi l’unica cosa che si fece fu introdurre l’eugenetica ovvero l’eliminazione fisica dei poveri e dei malati per non ostacolare la selezione naturale. Dunque:

      1) La Chiesa non aveva alcun obbligo a curare i poveri e inventare ospedali e lebbrosari, dare dignità alla donna e ai bambini. Ma l’ha fatto comunque.
      2) Se ammettiamo che l’abbia fatto per “dovere sociale” (dunque ogni mamma non sarebbe buona perché cura sua figlio ma starebbe soltanto compiendo il proprio dovere, è incaricata a gestire i figli) innanzitutto l’ha fatto
      3) La società laica non sono non l’ha fatto per dovere civile ma addirittura ha cercato l’eliminazione fisica dei più sfortunati.

      E’ un orgoglio essere laici, vero?

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  8. Lucio ha detto

    No viandante, non posso essere d’accordo con quanto scrivi. La chiesa non e’ mai stata una autorita’ non militare incaricata di gestire la societa’ civile. La religione Cristiana infatti, contrariamente a quella Islamica, riconosce gia’ dalle sue origini la necessita’ di uno stato laico di cui rispetta l’autonomia. Prima di Cristo, inoltre, non era mai successo che gli ultimi, i piu’ deboli, i piu’ indesiderati tra gli uomini venissero tenuti cosi’ tanto in considerazione. Quello che la chiesa ha realizzato nell’ alto medioevo nel campo della assistenza e della carita’ rappresenta una novita’ assoluta mai esistita in altre civilta’!

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    • DSaeba ha detto in risposta a Lucio

      Però è vero, come dice Viandante, che la Chiesa si è trovata a capo delle istituzioni laiche, nel bene o nel male, e si è stabilita come superpotenza politica almeno per un secolo (fine XI-XIII sec).

      Ciò non toglie che la concezione di stato assistenziale è prettamente moderna e fuori dagli schemi medioevali. Nel medioevo esistevano altri tipi di assistenze caritatevoli, specialmente legati allo sfruttamento non-servile del territorio.

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