Solo i credenti si oppongono all’aborto? No, ecco l’associazione “Atei pro-life”

Quando si entra in dibattiti bioetici si tende sempre a dividere gli interlocutori in due aree: i credenti da una parte e i non credenti o i credenti cosiddetti “cattolici adulti” dall’altra. Questo giochino è portato avanti per screditare fin dall’inizio gli argomenti dei credenti: infatti, dicono, le motivazioni dei primi sarebbero basate su convincimenti religiosi e quindi non potrebbero valere per i secondi o per una società laica.

Ma chi ha mai detto che l’opposizione all’aborto o all’eutanasia, ad esempio, sia basata su convincimenti religiosi? Certo, c’è sicuramente da tenere in considerazione il principio della sacralità della vita, ma la questione è comunque condivisa con gran parte dei laici, i quali -pur non potendo sottoscrivere evidentemente lo stesso concetto di “sacro”- riconoscono che la vita è un bene indisponibile, di così alto valore, così prezioso che posso sì interpretarlo come voglio, ma rispettando un limite, ovvero il divieto della distruzione del bene stesso, come ha spiegato bene il filosofo Scandroglio. Oltre a questo principio, comunque, tutte le motivazioni contrarie si basano su ragioni cosiddette laiche. Tantissimi sono i non credenti o gli agnostici che sono nostri compagni nell’opposizione all’eutanasia, molti di essi sono medici, come il prof. Lucien Israel, agnostico, luminare francese dell’oncologia, o il neurologo Mauro Zampolini il quale,  non credente, si oppone a eutanasia e testamento biologico, opponendosi al sedicente cattolico Ignazio Marino.

Sull’aborto la collaborazione è ancora più vasta. Basti solo pensare al pensiero di Christopher Hitchens o all’esistenza di un’associazione americana di atei che si batte contro l’aborto. Si chiama “Secular Pro-Life”. Esistono dal 2009 e desiderano «un mondo in cui l’aborto sia impensabile, per le persone di ogni fede e non fede».  Incoraggiano «la diversità religiosa nel movimento pro-life e il combattimento di stereotipi promulgati dalla lobby dell’aborto». Riconoscono che «fortunatamente, i sondaggi hanno mostrato che una percentuale maggiore di giovani sono pro-life rispetto alle generazioni precedenti». Si veda questo studio, ad esempio. Dato il calo dell’influenza della Chiesa nella società, dicono di sentirsi chiamati a collaborare, per realizzare -come già detto-  «un mondo dove l’aborto è impensabile per tutti».

In una pagina del loro sito propongono una serie di interessanti pubblicazioni/argomentazioni, in un’altra c’è perfino un elenco di “abortisti” da tenere sotto’occhio e infine è anche presente un blog aggiornato frequentemente. La loro pagina Facebook “piace” a 760 utenti e in essa c’è un rimando, in barba al movimento sessantottino, ad un gruppo di “Femministe pro-life”.

Luca Pavani

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37 commenti a Solo i credenti si oppongono all’aborto? No, ecco l’associazione “Atei pro-life”

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  1. Controinformato ha detto

    wow, mica male come feedback

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  2. Hernandes ha detto

    Bravi! Sono contento.

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  3. Mr. Crowley ha detto

    Finalmente qualcuno si sveglia e usa la razionalita’.
    Ovviamente succede negli Stati Uniti.
    In Italia i nostri atei sono per la maggior parte delle macchiette che pensano con la loro testa (quella di Augias e di Odifreddi, ovviamente).
    Un pensiero ateo cosi’ sarebbe troppo rivoluzionario da noi.
    L’unico che lo esprime e’ l’elefantino Ferrara, il giornalista di sinistra piu’ odiato dai militanti di sinistra.

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    • Tiziana ha detto in risposta a Mr. Crowley

      Non sono d’accordo…il 90% dei non credenti italiani non c’entra nulla con i militanti laicisti.

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      • Matteo ha detto in risposta a Tiziana

        e invece si! tutti gli atei che conosco io (e sono veramente tanti) ragionano tutti allo stesso modo: W l’aborto, W l’eutanasia, il papa deve morire, i preti sono tutti pedofili, l’unica chiesa che illumina è quella che brucia, bestemmiare è bello, ecc ecc…e tante altre belle cose…… i VERI atei, quelli col cervello sono anche meno del 10%… quindi ben oltre il 90% dei non credenti italiani ha a che fare con i militanti laicisti! Eccome!!!

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        • Falena-Verde ha detto in risposta a Matteo

          Si vede che frequenti le persone sbagliate… Magari troppo giovani…

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          • Mr. Crowley ha detto in risposta a Falena-Verde

            La dimostrazione della mia tesi e’ appunto che non ci sono movimenti extracattolici che non siano allineati con il pensiero dominante.
            Singolarmente gli atei non la pensano tutti nello stesso modo, ma non sono in grado di generare un pensiero diverso da quello imposto dai media e dai “poteri forti”.
            Chi ha un pensiero diverso viene subito tacciato di “clericale” di “pensare come la CEI”, ed altre amenita’ (vedi come viene criticato Ferrara).
            Il nostro pensiero laico e’ per molti versi “superato”, nel senso che non riesce ad evolversi autonomamente ma viene condizionato dalle ideologie alla moda (gay, animalista, femminista).
            Essere contro aborto ed eutanasia e’ furi moda, roba da integralisti cattolici.
            Viene continuamente esercitato un “ricatto morale” su questi temi.

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            • Falena-Verde ha detto in risposta a Mr. Crowley

              Mi dispiace ma continuo a dissentire. Non credo, come si è affermato, che tutti gli atei (o una maggioranza pari al 90%) credano che “il papa deve morire, i preti sono tutti pedofili, l’unica chiesa che illumina è quella che brucia, bestemmiare è bello” (per citare Matteo).
              E’ vero che, al giorno d’oggi, non si può essere contro l’aborto o l’eutanasia senza che qualcuno pensi a noi come a dei retrogradi clericali bigotti, ma è anche vero che non tutti gli atei italiani esercitano questo cosiddetto “ricatto morale”. So che può sembrare strano tra chi ha finito da poco di frequentare il liceo o tra chi lo sta ancora frequentando, così come posso capire chi ha l’opportunità di confrontarsi solo su Internet con dei non credenti, visti i militanti che popolano il Web, però sono sicuro che molti non credenti non alzano la voce contro di noi.
              Non penso nemmeno che i non credenti non siano in grado di generare un pensiero diverso da quello imposto dai media e dai poteri forti. Una persona può pensare con la sua testa senza per forza essere credente.

              P.S.
              Movimenti, chessò, pro-life laici, comunque, da quanto ne so, non ci sono in Italia. Però non è detto che tra i movimenti cattolici pro-life ci siano dei non credenti.

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              • Mr. Crowley ha detto in risposta a Falena-Verde

                Scusa, Falena, non mi sono spiegato bene, il “ricatto morale” non e’ tanto fatto dagli atei contro i cattolici (il cattolico medio ci ha gia’ fatto il callo a questo) ma dagli atei verso gli atei.
                L’ateo puo’ generare un suo pensiero diverso da quello imposto dalla cultura dominante, ma difficilmente gli sara’ dato di esprimerlo e svilupparlo facilmente: Se hai fatto outing e ti sei dichiarato cattolico ed esprimi un pensiero simile a quello del Papa, non c’e’ propblema, sei il solito bigotto di turno; se sei ateo ed esprimi un pensiero simile a quello del Papa allora sei fascista, sei berlusconiano, ecc. Difficilmente potrai organizzare insieme ad altri qualche cosa nel sociale perche’ sarai frainteso dalla maggioranza.
                Che nei movimenti cattolici ci siano alcuni atei che collaborano e’ vero, anche perche’ in molti casi, specie nei paesi piu’ piccoli, chi si occupa del sociale e’la parrocchia.
                Nel Movimento Per La Vita del mio paese pero’ non so se ce ne sono.

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                • Falena-Verde ha detto in risposta a Mr. Crowley

                  Ciao Mr.Crowly. Scusami tu: sono io che ho compreso male il tuo intervento.
                  Effettivamente, un non credente che prova simpatia verso il pensiero religioso rischia di sentire la pressione di questo cosiddetto “ricatto morale”. Non è mai bello avere un pensiero indipendente in questi casi, perché c’è sempre una parte di noi che vorrebbe rinunciare ad esso pur di non sentirci emarginati. Quindi sì, è vero. Questo ricatto morale riduce ai minimi termini un pluralismo sano all’interno della stessa corrente di pensiero. E questa pressione psicologica è molto presente tra i giovani d’oggi, dove è quasi una necessità conformarsi ad un gruppo o a un movimento.
                  E, mi spiace dirlo, questo non riguarda solo la religione. Pensa che, una volta, ho sentito che “non si è dei veri metallari se si ascolta, tra gli altri, Ligabue”.
                  Chiedo ancora scusa per aver malinteso il tuo intervento.

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              • dome ha detto in risposta a Falena-Verde

                Falena abbi pazienza, ma il discorso sugli atei è sensato.
                Sono solo -anti…
                Certo c’e una minoranza di persone intelligenti ma sono poche.
                Anzi coltissime: Flew.
                Capisco che devi difendere la tua parte politica che come sappiamo pullula di atei, ma ti prego capisci!

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                • Diener ha detto in risposta a dome

                  “Certo c’e una minoranza di persone intelligenti ma sono poche.” Ah bè..grazie : D

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                • Falena-Verde ha detto in risposta a dome

                  Difendere la mia parte politica?

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                  • dome ha detto in risposta a Falena-Verde

                    La sinistra.

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                    • Falena-Verde ha detto in risposta a dome

                      Quindi io starei difendendo alcuni non credenti solo per finalità politiche e per scopi propagandistici? Ma secondo te sono davvero così fazioso? Rispondi con chiarezza e sincerità. Sono davvero così per te? Non pensi che questo tuo “filmino mentale” del ragazzino che vive solo per la bandiera comunista e che, ogni cosa che fa, la fa per difendere quella bandiera, sia un’idea semplicistica e riduttiva della mia persona? O pensi davvero che io sia così?
                      Scusa se sono diretto, ma non sei il primo che, appena dico qualcosa che “non va”, mi risponde “Dici così perché sei di sinistra!”. Avessi almeno cominciato a parlare di politica… Cosa che non ho mai fatto da quando sono qua…
                      Ti consiglio di fare un salto nel mio blog. L’unica volta che ho parlato di politica è stato per difendere Mahatma Gandhi, il quale, per la cronaca, era un tradizionalista di destra. Se fossi fazioso come credi, il mio blog sarebbe sicuramente diverso.

                      P.S.
                      Neanche un mese fa predicavi ad ogni post il tuo amore per gli atei e chiedevi ai gestori del sito di non pubblicare più nulla contro l’UAAR. Ora non solo affermi che gli atei sono solo anticattolici (Flew a parte, solo perché si è convertito), ma, siccome evidentemente ti do fastidio, mi attribuisci finalità assurde.

                      P.S. II
                      Auguro al tuo blog un futuro felice.

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                    • dome ha detto in risposta a dome

                      Io non avrei sollevato la questione se non avessi avuto il piacere di visitare il tuo blog.
                      Cosa che ho effettivamente fatto.
                      Tu scrivi: “Di fede sono cattolico, politicamente sono a sinistra”.
                      Quindi io ho espresso chiaramente la tua visione politica.
                      Si, ho chiesto rispetto per gli atei “alla ricerca” (non per forza convertiti) cosa ben diversa dall’accettare l’ateismo impellente.
                      Inoltre affermo con convinzione, che i veri atei sono davvero pochi con forti ideali, poiché non seguendo una religione convintamente cadono nei meandri del relativismo (infatti l’ateo comune si da da solo le risposte della vita).
                      Se sei fazioso, non saprei.
                      Di certo posso dirti per esperienza, che non nutro molta stima per gli umanisti.
                      Ti spiego.
                      La letteratura (Novecento) così come oggi viene insegnata, (credo) sia invase di psicologia.
                      Sono disfunzionali per lo spirito, li trovo troppo materialiste.
                      Joyce, Kafka, Rosseau.
                      Perciò appunto sostengo che frequentando ambienti letterari si formano opinioni di centro-sinistra.
                      Ho già espresso in passato opinioni di questo genere, perché penso che l’umanesimo abbia una certa responsabilità (forse quanto lo scientismo) nella creazione di un movimento ateistico radicale.

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                    • Falena-Verde ha detto in risposta a dome

                      Mi spiace ma se ho ben capito tu non hai soltanto espresso la mia visione politica, ma mi hai detto che difendevo molti non credenti per finalità politiche. Sono cose ben diverse. Non vedo, inoltre, nella mia limitatezza, come si possa giungere alla conclusione che io sia qui per fare propaganda solo per aver detto, nel mio blog, per chi voto.
                      Ammetti che esistono atei che sono in ricerca. Quindi non riesco a capire, sinceramente, perché hai detto che gli atei sono quasi tutti “anti”. Anche gli atei in ricerca sono atei.
                      Sull’ateismo militante ti do ragione. Non lo digerisco nemmeno io. Anzi ho avuto dei problemi con questa corrente di pensiero, in passato. Anche se un po’ la colpa era mia.
                      Il ragionamento sull’umanesimo non l’ho capito. Non mi sono mai definito “umanista” e devo ammettere che di Joyce e Rosseau so poco. All’università si studiano quasi solo autori italiani nella mia facoltà. Studio i Dante Alighieri, i Francesco Petrarca e gli Alessandro Manzoni.
                      Non ho ben capito nemmeno la questione sul rapporto tra letteratura e psicologia. In teoria, già gli stilnovisti erano accusati di “psicologismo” dal momento che mettevano, forse troppo, in risalto le proprie emozioni.

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                    • dome ha detto in risposta a dome

                      Falena-Verde mi piace constatare che portate avanti il costume “tradizionalista”.
                      Purtroppo come dicevo (forse perché ho la sfortuna di essere curioso) la letteratura novecentesca si basa molto su Freud (quindi il concetto di religione viene equiparato o a malattia mentale o superstizione) e sul materialismo.
                      Perciò considero l’umanesimo un’ammasso di sciocchezze, a-spirituale, sbandato.
                      La mia analisi è basata sull’ultimo periodo, pertanto rinnovo l’apprezzamento sulle basi classiche.
                      Apprezzo gli atei non impegnati in lotte, ma che lottano per la verità.
                      Io ho criticato la tua parte politica che spesso è rappresentata dalla letteratura modernista, atea.

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                    • Falena-Verde ha detto in risposta a dome

                      Ho capito quanto dici, anche se ancora non riesco a vedere la forte dipendenza della politica dalla letteratura (a me sembra il contrario), ma magari parlo per ignoranza. E’ possibile che quanto dici sia vero, e cioè che la letteratura contemporanea molto debba a Freud o a Darwin, però io, a dire la verità, sono più ispirato dagli autori citati precedentemente (Dante, Manzoni, etc.). Se ci sono autori, anche illustri, che credono che la religione sia un’isteria, o un’oppio, posso dire con certezza di non essere d’accordo con loro.

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                    • Falena-Verde ha detto in risposta a dome

                      Ho capito. Allora nessun problema. Siccome non eri il primo che giungeva a conclusioni simili alle tue in questo blog, temevo che circolassero strane voci sul mio conto (molti frequentatori si conoscono dal vivo).

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                • Norberto ha detto in risposta a dome

                  Secondo me state sbagliando. Non potete prendere come campione rappresentativo quei centomila atei repressi che infestano il web, tra bestemmie, insulti, accuse di nazismo e pedofilia ai cattolici, minacce e auguri di morte (vedi sito uaar) e così via.

                  Nella realtà la maggioranza dei non credenti (il 10% tra atei e agnostici in Italia) è agnostica ed è anticlericale solo quando si parla di economia. I vostri ragionamenti valgono solo su quei deficienti che sono militanti sul web…ma la realtà è un’altra cosa.

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                  • Gab ha detto in risposta a Norberto

                    La statistica funziona in base ai campionamenti. Proponi allora un metodo migliore.

                    E poi che differenza ci trovi tra ateo e agnostico? Non giochiamo con i termini fuorviandone i significati. Ateo o agnostico che dir si voglia (come se l’uno dovesse essere più legittimato dell’altro) si condivide la stessa teoria: a morte il Papa, a morte la Chiesa. Negli ambienti universitari ci SI VERGOGNA di dire che si è cattolici. A questo siamo arrivati in Italia, sede del glorioso Stato della Chiesa.

                    Forse sei tu che sei fuori dalla realtà minimizzando il dato evidente.

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                  • Gab ha detto in risposta a Norberto

                    La realtà è che nel Bene e nel Male comunque in altri Paesi come negli USA il dibattito pubblico su Dio rende sensibili le persone a differenza che in Italia dove c’è l’allergia al fatto religioso a tutte le ora. Mentre su Raiuno (sigh) l’ennesima scellerata su Lucio Dalla non se la potevano risparmiare. E meno male che la Rai doveva essere controllata dal Vaticano…

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                    • Gab ha detto in risposta a Gab

                      a tutte le ore*

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                    • Falena-Verde ha detto in risposta a Gab

                      1. La statistica funziona in base ai campionamenti, ma questi campionamenti devono essere equi. Non puoi prendere le persone che preferisci per trarre le conclusioni che vuoi. Altrimenti, possiamo tranquillamente dire che una medicina cura con una percentuale del 100% da una certa malattia dopo che abbiamo sperimentato questa medicina solo sui malati meno gravi.
                      2. Su Internet ci sono al 99% ragazzi giovani, di cui una buona percentuale fa il troll, l’anticonformista o l’antitradizionalista, al fine di “distinguersi”. E, comunque, un sacco di ragazzini sono semplicemente frustrati e usano Internet per sfogarsi.
                      3. Esistono persone atee o agnostiche (due cose differenti, soprattutto sul piano filosofico) che non vorrebbero uccidere il papa (ti rendi conto di quanto sia grande questa accusa?). E’ stato citato Ferrara, per fare un esempio. O l’eccezione conferma la regola?
                      4. Citi Dalla. Saprai, quindi, che molta gente ha parlato senza uno straccio di prove. Non facciamo lo stesso: stiamo, senza uno straccio di prove, parlando di persone che nemmeno conosciamo (almeno non tutte).

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                    • Diener ha detto in risposta a Gab

                      “E poi che differenza ci trovi tra ateo e agnostico? Non giochiamo con i termini fuorviandone i significati. Ateo o agnostico che dir si voglia (come se l’uno dovesse essere più legittimato dell’altro) […]” Non è che se uno non è credente non va bene eh..esistono i credenti, esistono gli atei, ed esistono gli agnostici, non vedo perchè devi scrivere frasi tipo “come se l’uno dovesse essere più legittimato dell’altro”. La differenza tra l’ateo e agnostico c’è, poi se per te tutti quelli diversi dai credenti sono la stessa accozzaglia problemi tuoi. E’ come dire che un ortodosso è uguale a un cattolico perchè entrambi sono cristiani.

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  4. Fabrizio ha detto

    che dite il pontifex dell’UAAR si adeguerà?

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  5. Daphnos ha detto

    E’ vero che sarebbe una bella cosa se anche al di fuori dell’ambiente religioso apparisse una decisa affermazione pro-life, ma, riallacciandomi a quanto detto da Matteo, credo che almeno da noi la cosa non possa succedere per ragioni culturali: sarà per il fatto che siamo di sangue latino e litigiosi, che siamo il paese del “tifo contro”, ma finché la Chiesa (come spero faccia) sosterrà apertamente il diritto del feto alla vita, molte persone saranno contrarie solo per questo motivo.

    In ogni caso, gradirei se alle manifestazioni pro-life si cercasse di restringere lo spazio dedicato alle preghiere per i bimbi non nati che, sebbene siano comunque importanti, fanno maturare nell’opinione pubblica l’idea che alla base del movimento ci siano solo motivazioni religiose, quando invece l’opposizione all’aborto resta, secondo me, una questione culturale che trascende il semplice ambito confessionale.

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    • Gab ha detto in risposta a Daphnos

      Cioè ancora una volta evitare la dimensione pubblica della religione. Per difendere un diritto sacrosanto lo devo calpestare? La testimonianza va data comunque per quanto dia fastidio agli allergici oppure sono legittimi solo i gay pride?

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      • Daphnos ha detto in risposta a Gab

        Gab, non so se hai capito, io sono favorevolissimo sia alla preghiera per i non nati, sia alle manifestazioni religiose in luoghi pubblici, quello che vorrei evitare è che si confonda una battaglia di civiltà multiconfessionale e multipartitica come quella contro l’aborto con la pretesa di affermazione di un principio esclusivamente religioso (cosa che secondo me non è) all’interno della legislazione di uno stato laico. Secondo me il rischio che persone poco lungimiranti interpretino il movimento pro-life come la seconda delle due è alto.

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    • Gab ha detto in risposta a Daphnos

      Chi è religioso testimonia comunque il suo essere religioso. Le conversioni avvengono in questo modo.

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  6. joseph ha detto

    In un vecchio sito usa di atei pro life la administrator faceva questa considerazione in cui diceva di trovare strano il fatto che coloro che credono che la vita non sia tutta su questo mondo ne abbiano un rispetto maggiore di quanto non ne dimostrino quelli che pensano che la vita sia unicamente un fatto terreno.
    A ben pensarci la contraddizione (pur se vistosa) è solo apparente. Meditateci.
    Comunque sono molto contento che ci siano degli atei che rivendicano il diritto e il dovere di difendere la vita, come disse una volta il buon Norberto Bobbio…

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  7. Leonardo Paolo Minniti ha detto

    Effettivamente i “nostri” italiani sono ancora ancorati all’anticlericalità…questo li rende ciechi e ogni cosa che propone la chiesa loro la devono osteggiare per partito preso.

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  8. Marco CUZZI ha detto

    Scusate, ma se l’Italia è a maggioranza cattolica pur avendo l’aborto legalizzato, come mi spiegate questo fatto? Potrebbe essere che l’aborto faccia comodo anche ai cattolici? La matematica mi direbbe di sì. Nel caso, questa percentuale di persone (i cattolici pro aborto) sembrerebbe sempre superiore agli atei pro-life. Sempre seguendo la matematica, non l’ideologia. Posso avere un’opinione razionale e non ideologica?

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    • Gabry ha detto in risposta a Marco CUZZI

      Marco Cuzzi ma la sua è una domanda razionale e non ideologica? Tantissimi cattolici (e ragazzine cattoliche) abortiscono, purtroppo. L’Italia è un Paese cattolico come cultura, ma i veri cattolici non sono mai stati tanti nella storia. Non capisco il paragone tra i cattolici italiani pro-aborto e gli atei americani pro-life, deduco molta confusione.

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    • Sophie ha detto in risposta a Marco CUZZI

      Maggioranza cattolica? Ma dove li hai visti tutti questi cattolici se siamo fra i Paesi più anticlericali d’Europa? Se ti riferisci ai battezzati, quello è un dato da non considerare neanche.

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    • joseph ha detto in risposta a Marco CUZZI

      Tocchi un tasto dolente. Purtroppo quando venne liberalizzato l’aborto (siamo nel 1978) le conoscenze mediche e la tecnologia attuali erano sconosciute ai più, così che venne data ragione a chi strillava di più (i radicali) e diffondeva notizie vistosamente false e contradditorie. Forte responsabilità fu appannaggio di quella parte dell’eettorato cattolico che scelse la via del “male minore”, via che ha portato alla creazione della legge 40 e porterà alla legalizzazione dell’eutanasia. Questo succede quando noi cattolici dimentichiamo chi siamo e decidiamo di ragionare secondo le logiche del mondo.
      Ancora oggi ci sono cattolici (i “cattolici adulti” come Rosy Bindi o Romano Prodi, bleah!) che ammettono la regolamentazione dell’aborto in nome della libertà individuale e della democrazia.
      Concetti nobili e altisonanti, ma che, nella fattispecie, galleggiano sul sangue di milioni di persone…

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