Il naturalista Attenborough: «fede in Dio compatibile con evoluzione biologica»

Ogni tanto occorre occuparsi anche della nota leggenda nera secondo cui la fede in Dio sia in contrasto con l’adesione all’evoluzione biologica. Uno dei pionieri dei documentari naturalistici a livello internazionale si chiama David Attenborough, noto divulgatore scientifico e naturalista britannico. Oltre alle decine di premi e riconoscimenti, è stato nominato Membro onorario della Royal Society e della Società Zoologica di Londra.

Recentemente ha allarmato gli scientisti britannici in quanto, in un’intervista radiofonica ha detto che l’adesione all’evoluzione biologica e la fede in Dio non sono in contrasto e che, in quanto agnostico, non esclude la possibilità dell’esistenza del Creatore. Proprio l’opposto, quindi, di quanto sostenuto da alcuni suoi colleghi, che amano strumentalizzare la teoria evolutiva per perseguire fini religiosi (o, meglio, irreligiosi). Un esempio classico dalle nostre parti è ovviamente quello di Telmo Pievani (anche se il termine “collega” in questo caso risulta essere quasi blasfemo…). «Non penso che la comprensione e l’accettazione della storia di 4 miliardi di anni di vita sia in alcun modo in contrasto con la credenza in un essere supremo», ha spiegato l’85 enne Attenborough. «E io non sono così sicuro di definirmi ateo, preferisco dire di essere un agnostico».

La notizia non è questa ovviamente, sarebbe una novità se esistesse qualcuno a sostegno di Pievani e delle sue strumentalizzazioni ideologiche. Ciò che rende interessante la questione è l’irrazionale allarmismo del gran sacerdote degli Atei Americani, David Silverman, il quale si è subito precipitato a puntualizzare: «Io non credo che lui abbia detto che ci possa essere Dio. Penso che quello che sta dicendo è che le persone che credono in Dio possono anche credere nel fatto scientifico dell’evoluzione. Abbiamo sentito dire la stessa cosa da parte della Chiesa cattolica»Sul Dailymail l’hanno invece presa con ironia: «C’è qualcosa di divino nell’aria. Agnostici e atei stanno cominciando ad annuire rispettosamente in direzione dell’Onnipotente, mentre ancora, naturalmente, sostengono che Lui non c’è». Anche riferendosi alla recente iniziativa dello scrittore Alain de Botton, si legge: «La voce stridula di Dawkins viene gradualmente emarginata dai ‘senza fede’ come lui».

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