Plagio dell’associazione di atei americani: citazione di Jefferson inventata

I sedicenti “liberi pensatori” non sembrano poi così tanto liberi se si riducono ad inventare frasi di famosi personaggi per sostenere la loro ideologia.

Qualche giorno fa, infatti in Costa Mesa (California), un’associazione di atei militanti che si definiscono “Backyard Skeptics” (l’UAAR californiana, insomma), ha lanciato una campagna di affissioni,   al costo di 4.000$, che riporta una frase anti-cristiana del terzo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson: «Non trovo nel cristianesimo una caratteristica redentrice. Esso è fondato su favole e mitologia». Questa la citazione che avrebbe pronunciato il presidente Jefferson.

Bruce Gleason, responsabile dei razionalisti, ha dichiarato che la frase cristianofobica è stato messa per sostenere gli ideali laici, e ha sostenuto di aver letto tale citazione in una lettera che Jefferson avrebbe scritto ad un certo dr. Woods. Tuttavia la smentita arriva direttamente dalla “Jefferson Library”, la quale dichiara che in nessuna delle vaste collezioni di carte del presidente ci sia una lettera del genero o comunque un’affermazione quantomeno simile. Chi ben conosce la storia del presidente sa benissimo che negare una caratteristica redentrice, a proposito del cristianesimo, per Jefferson sarebbe stato impossibile dato il tempo passato a riorganizzare la Bibbia cristiana a suo piacimento, dato il suo interesse per la persona di Gesù Cristo.

Come se non bastasse, gli esperti di Jefferson hanno anche smentito un’altra “convinzione” degli atei californiani, ovvero che Jefferson fosse un deista. Ma nella sua vita, dicono, il presidente non si è mai fatto chiamare così. E’ comunque vero, questo bisogna dirlo, che gran parte dei vari presidenti degli USA nutriva un certo disprezzo nei confronti dei sacerdoti, ma corrisponde ad altrettanta verità il fatto che gli Stati Uniti siano nati grazie a migliaia di cristiani molto devoti. I vari presidenti americani si sono anche sempre battuti per la libertà di religione, una delle prime cose che hanno voluto difendere.

Antonio Ballarò
(www.noicattolici.altervista.org)

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66 commenti a Plagio dell’associazione di atei americani: citazione di Jefferson inventata

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  1. nikon ha detto

    4.000 dollari per una campagna di affissione???????

    ma con tutti quei soldi potevano aiutare o fare donazioni ai 46 millioni di poveri presenti negli USA o dare qualcosa all’Terzo mondo!!! e invece no, hanno sprecato 4.000 dollari per una campagna di affissioni (propagandistiche, con tanto di frasi e personaggi strumentalizzati) tese a promuovere l’ateismo!!!

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  2. Antonio ha detto

    Sempre e comunque più alla frutta…

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  3. Pino ha detto

    ma c’è qualche organizzazione laicista in giro per il mondo dotata, non dico di intelligenza, sarebbe pretendere troppo, ma di banale buon senso contadino. Prima di pubblicare manifesti contenenti una bufala tale da dover essere pubblicamente smentiti, anche un cerebroleso si sarebbe prima documentato. Evidentemente anche gli uaarini americani hanno ridottissime capacità mentali.

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    • a-ateo ha detto in risposta a Pino

      io chiamerei gli uaarini i “diversamente”…
      diversamente religiosi…
      diversamente intelligenti…

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      • Pino ha detto in risposta a a-ateo

        hai ragione, chiamarli stupidi potrebbe suscitare l’indignazione di molte anime belle di questo sito per le quali il dialogo e la comprensione vengono prima di tutto, meglio “diversamente intelligenti” è più politically correct.

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        • Matteo ha detto in risposta a Pino

          Più che altro alcuni hanno chiaro il precetto “Ama il tuo nemico” (Luca 6:27-28). Gli atei hanno torto? Digli di comprarsi un’enciclopedia o di usare google. Gli atei ti insultano? Non vedo come l’insultarli a tua volta possa migliorare te o loro (tra l’altro l’ironia è cento volte meglio e più efficace).
          La correzione fraterna non include l’insulto.
          Ma magari pensi che quel Nazareno abbia torto.

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          • a-ateo ha detto in risposta a Matteo

            Matteo caro,
            leggi il vangelo e troverai che Cristo usava parole forti…
            fino a intrecciare cordicelle nel Tempio.
            Ognuno poi si regoli come la coscienza gli detta in quel preciso contesto…
            Io suggerirei in contesti simili di usare citazioni del vangelo.

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    • Nicola ha detto in risposta a Pino

      Dato che la frase è evidentemente inventata, non mi pare che la questione sia questa (il documentarsi o meno; di cui, tra l’altro, non vedo il nesso col buon senso contadino).
      Se una frase te la devi inventare, te la inventi come ti piace; mica serve ti documenti. E nel farlo, magari, metti in conto anche la smentita pubblica e i suoi effetti. Magari chiedendoti se un trafiletto a pag.34 del LA Times possa rimediare o meno all’effetto a un banner 3×9 in bella vista sulla route 101. O no?

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      • Pino ha detto in risposta a Nicola

        no scusa. Io posso inventarmi quello che voglio ma nel momento in cui metto in bocca ad un personaggio storico una frase mi devo almeno accertare che sia vera. Altrimenti è un clamoroso autogol, come nel caso descritto dall’articolo. I laicisti non saranno molto svegli ma non penso siano masochisti, sbagliando apposta per prendere martellate sugli zebedei. Non ci posso credere.

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        • Nicola ha detto in risposta a Pino

          Può darsi. Ma può anche darsi che, mettendo tutto in conto, si decida coscientemente di effettuare una dichiarazione mendace: la smentita non sempre rimedia quanto dovrebbe. Mica sarebbe la prima volta.

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          • Pino ha detto in risposta a Nicola

            ma sono giochini che assolutamente non possono riuscire, è come se io mettessi in bocca a Dante una frase inesistente e poi appendessi migliaia di manifesti per le strade, sono personaggi pubblici di cui tutto si sa. Solo dei folli possono fare cose del genere, ed infatti fanno sempre la stessa figuraccia.

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            • Nicola ha detto in risposta a Pino

              Non so dove vivi ma, quando la smentite viaggiano su canali diversi da quelli delle menzogne, questa politica di solito paga. Scusa ma cosa importerà mai, a sto Gleeson, di quello che Pino scrive nel forum UCCR? Intanto gli automobilisti della 101 hanno letto tutti quello che lui voleva che leggessero. Solo pochissimi di loro leggerano pag.34 del LA Times.

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              • Valeria Maggioni ha detto in risposta a Nicola

                @Pino: perdonami ma Nicola ha ragione. Hai presente Voltaire, ovvero il padre di tutte le leggende anticattoliche? Qual’è una delle frasi a lui attribuite? Questa:

                “calunniate, calunniate, qualcosa resterà” (http://it.wikiquote.org/wiki/Voltaire)

                Lo ha dichiarato il re della demonizzazione anticattolica e i suoi seguaci seguono l’esempio. Ti stupisci ancora?

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                • Pino ha detto in risposta a Valeria Maggioni

                  non mi stupisco proprio di nulla però fra Voltaire e questi ridicoli personaggi c’è un abisso. Voltaire non era ateo, non credeva nelle religioni rivelate, era panteista ma non ateo. Anzi, detestava gli atei.
                  Egli scrisse “Gli atei sono per lo piú uomini di scienza coraggiosi, ma sviati nei loro ragionamenti, i quali non potendo comprendere la creazione, l’origine del male e altre difficoltà, ricorrono alla ipotesi dell’eternità delle cose e della necessità. Va notato soprattutto che il numero degli atei è minore oggi che in qualsiasi altro tempo, da quando cioè i filosofi hanno riconosciuto che non esiste alcun essere vegetante senza germe, alcun germe senza struttura, ecc… Geometri non filosofi hanno potuto rigettare le cause finali, ma i veri filosofi le ammettono; e, come ha detto un noto autore, il catechismo annuncia Dio ai fanciulli e Newton lo dimostra ai sapienti. Non vorrei aver a che fare con un principe ateo perché, nel caso si mettesse in mente d’avere interesse a farmi pestare in un mortaio, son ben certo che lo farebbe senza esitazione. Nemmeno vorrei, se fossi un sovrano, avere a che fare con cortigiani atei, che potrebbero aver interesse ad avvelenarmi. Quale conclusione trarremo da tutto ciò? Che se l’ateismo è estremamente pericoloso in quelli che governano, lo è pure negli uomini di studio, per quanto la loro vita possa essere pura, perché le loro idee possono uscire dal chiuso delle biblioteche e raggiungere le piazze”

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              • Pino ha detto in risposta a Nicola

                è vero ma se la smentita viaggia sulla CBS o la CNN magari la figuraccia la fanno non ti pare?

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                • Valeria Maggioni ha detto in risposta a Pino

                  Questo sicuramente…ma qualcosa resterà!!

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                  • Pino ha detto in risposta a Valeria Maggioni

                    guarda Valeria, gli sciocchi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, di gente che crede alle favolette ce n’è un sacco, cosa possiamo farci? Gli stupidi sono ineliminabili.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Pino

                      Che la madre degli imbecilli sia sempre incinta è vero, purtroppo. La calunnia, sebbene sia una falsità, insinua il dubbio e si comincia a perdere fiducia nel soggetto calunniato; a questo punto ci sono i pigri di mente che si bevono la bugia senza approfondire (e sono la maggior parte) e quelli che invece controllano e verificano che non sia stata sparata una balla.

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                • Nicola ha detto in risposta a Pino

                  Sì, certo. Può succedere che fai male i conti e la paghi più cara di quanto ti aspettavi (per esempio, è quello che successe nel famoso incontro Moratti-Pisapia, se ricordi). Ma di solito non ci si sbaglia.

                  Magari le cose stanno come dici tu, e semplicemente il signor Gleason non si è documentato a dovere. Calma, però: non mandi in stampa un banner 9x3m solo perché hai letto una frase che ti piace sul cesso di un autogrill. Oppure lo fai, te la bevi senza documentarti; ma se “non vuoi” documentarti, lo fai mera per opportunità intellettuale, mica perché sei fesso e credi alle scritte degli autogrill. Anche qui, molto probabilmente, si rientra nel caso precedente.

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Nicola

            Sono d’accordo. D’altronde gli atei sono abituati alle dichiarazioni mendaci, visto che propagandano irrazionalmente l’inesistenza di Dio.

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            • Nicola ha detto in risposta a Antonio72

              Sì ma io starei ai fatti, evitando generalizzazioni tipo che gli atei hanno la malafede nel dna, sono stupidi, etc.etc.

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              • Antonio72 ha detto in risposta a Nicola

                La tragedia è che non si tratta nemmeno di malafede.
                E poi scusa, da quale pulpito.
                Non sei proprio tu che nel caso in oggetto hai accusato gli atei americani di malafede?
                Per me è più semplicemente ignoranza.

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                • Nicola ha detto in risposta a Antonio72

                  Io ho parlato di malafede in riferimento a un episodio specifico: casomai è l’autore del banner ad essere in malafede, o pochi altri suoi complici.
                  Non vedo come potrei accusare di malafede la totalità degli atei in america. Sarebbe come, che so, accusare di pedofilia la totalità dei preti.

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                  • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Nicola

                    Anche su questo ha ragione. Vai alla grande Nicola!!
                    Come scrive sotto Marco qui c’è una critica all’ateismo militante (modello uaar per intenderci), ci si rivolge a quel tipo di ateismo. Quello è sicuramente in malafede. Ho tanti amici non credenti (ma non militanti) che forse spesso sono più in buona fede di me 🙂

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                  • Antonio72 ha detto in risposta a Nicola

                    Infatti ho parlato del caso in oggetto che riguarda, ricordo, quella che viene definita l’UAAR americana e non un singolo individuo ed i suoi compari.
                    E poi non so come si fa a definire malafede un ateo che propaganda l’inesistenza di Dio, anzi è esattamente il contrario.
                    A meno che non ti riferivi alla malafede dell’ateo quando si definisce razionale perchè asserisce l’inesistenza di Dio, mentre accusa di irrazionalità, quando va bene, o di credulità idiota, molto più spesso, i credenti.
                    Ma se gli riconosci questa malafede sei già sulla buona strada.

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                    • Nicola ha detto in risposta a Antonio72

                      La malafede se c’è è nell’autore della citazione mendace di Jefferson, individuabile in una persona o una ristrettissima cricca: non credo che abbiano convocato l’assemblea federale degli atei americani per decidere se propagandare o meno una balla.

                      E non credo che il pensiero ateo sia animato da malafede. Altrimenti immagino che il ragionamento sia generalizzabile anche a tutti i credenti non-cattolici del pianeta, il che implicherebbe una diffusione di malafede troppo massiccia per essere sostenibile. Non mi pare il caso.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      L’abbiamo già detto e ripetuto. La malafede è riscontrabile quando l’ateo accusi di irrazionalità o di credulità popolare, il credente, perchè pretende che solo l’ateismo stia dalla parte della razionalità. Ma come abbiamo già dimostrato più volte semmai è vero esattamente il contrario.
                      Diciamo che sono di certo in malafede gli atei alla Odifreddi, così ci intendiamo senza tante ipocrisie, e quindi tutti i soci e simpatizzanti uaar.
                      Per questi ultimi vi è anche un’alternativa: l’ignoranza.

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              • Marco ha detto in risposta a Nicola

                Effettivamente qui quando si parla di atei si intende gli atei militanti, ovvero una minima percentuale dell’ateismo, quella più estrema e rumorosa. Dunque quando si dice che sono in malafede si intende ovviamente un certo tipi di ateismo, militante, aggressivo anti-cattolico, anti-clericale, anti-cristiano. Anti, insomma. Non faccio mia invece l’accusa che siano più stupidi dei credenti. Queste idiozie le lascio dire a loro sui credenti.

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      • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Nicola

        Nicola ha perfettamente ragione. Il caso “pedofilia nella chiesa” è sotto gli occhi di tutti…si sono sospettati tantissimi sacerdoti, alcuni media hanno ingigantito la cosa ad ogni sospetto arrivando già al giudizio, e poi di tutti questi solo alcuni sono stati di fatto condannati. Tuttavia nessuna rettifica dai media o un trafiletto passeggero. Questa è una chiara tattica anticlericale, sotto gli occhi di tutti.

        Un altro esempio. Basta guardare questo titolo del Corriere: http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_12/papa-staminali_5c3b5574-0d1d-11e1-a42a-1562b6741916.shtml “Il papa contro la ricerca”. Solo leggendo l’articolo si legge che in Vaticano c’è stato un incontro di scienziati impegnati nelle staminali adulte e il Papa ha detto semplicemente che non si può sacrificare un essere umano (embrione) per la ricerca, quando ci sono validissime alternative come le staminali adulte.

        Ma la gente si ferma al titolo, si ritrova nella leggendaria “religione contro scienza” e da il suo giudizio, anche senza leggere il contenuto.

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        • Pino ha detto in risposta a Renato Valsecchi

          un secondo, pur ritenendo il Corriere un giornale laicista che fa il paio con Repubblica il titolo vero è “Staminali, dal Papa no alla ricerca:
          «Distruzione embrioni è contro vita»”. Non dice che il Papa è contro la ricerca in generale ma che il Papa si oppone alla ricerca che distrugge gli embrioni, quindi la vita umana. Anche dal titolo si capisce ad essere onesti.

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          • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Pino

            Ma il Papa non dice “no” alla ricerca sulle staminali, ma solo alle embrionali. La vera notizia è che ha detto “si” alla ricerca sulle staminali adulte. C’erano mille altri modi di intitolarlo. Ed è solo un esempio…tieni conto che il titolo viene dato dalla direzione mentre il contenuto, che è perfetto, è del giornalista. Si vedono proprio i due piani diversi. C’è un evidente tentativo di continua incomprensione….la gente rimane influenzata dai titoli.

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            • Pino ha detto in risposta a Renato Valsecchi

              verissimo, infatti occorrerebbe che i cattolici boicottassero questi giornali laicisti: Repubblica, Corriere, Stampa tanto per fare un esempio. Personalmente il titolo non mi ha sviato, ho compreso la posizione del Papa anche se presentata malissimo ed in modo scientemente fuorviante. Però mi pare che anche gli uomini di Chiesa dovrebbero denunciare in modo chiaro e diretto questo stato di cose. Faccio un esempio: se un vescovo o la CEI facessero un giorno leggere durante le messe domenicali un comunicato denunciante queste situazioni con tanto di nomi di giornali e di giornalisti secondo me in certe redazioni cambierebbero registro, se la farebbero sotto…..

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              • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Pino

                Sulla Stampa occhio, perché attualmente ha al suo interno ben 3 vaticanisti (Galeazzi, Tornielli e un altro che non ricordo), inoltre ha al suo interno Vaticaninsider, con il banner sempre in home-page. Calabresi è un cattolico molto intelligente.

                Boicottare non mi è mai piaciuto, non credo sia un modo sano di fare cultura. Tu non sei stato fuorviato perché sai che il Papa non direbbe mai “no alla ricerca”, ma uno che è lontano dalla Chiesa ci crede eccome. Infatti nei commenti si parla solo del titolo e molti chiedono che venga cambiato. Tutti si sono fermati al titolo!

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                • Pino ha detto in risposta a Renato Valsecchi

                  su Calabresi qualcosa da dire potrei averla ma preferisco tacere. Denunciare le falsità non è un modo per opporsi alla cultura ma solo per chiarire che ci sono giornalisti faziosi che falsificano la verità. Il boicottaggio sarà un sistema poco carino ma di indubbia efficacia. Ormai i giornali di maggior tiratura sono diventati una cosa indegna. Ero un lettore del Corriere, fin da ragazzino, ho smesso di comprarlo nel 1992 con l’arrivo di Mieli. Guarda che l’ideologia di genere che sta ammorbando la società parte proprio dalle redazioni di questi grandi giornali (grandi solo per la tiratura). Ho il sospetto, e non solo quello, che ormai le redazioni siano imbottite di gay. Leggi la lettera di questo sacerdote

                  http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-ideologia-di-genere-in-prima-serata-3518.htm

                  si riferisce alla TV ma nei giornali è ben peggio.

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                  • Nicola ha detto in risposta a Pino

                    Il boicottaggio di un quotidiano da parte di un lettore (o più lettori) è una che fatico a capire. Se un giornale non ti piace, semplicemente non lo leggi.

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                    • Pino ha detto in risposta a Nicola

                      E’ quello che intendo, peccato che i cattolici che comprano giornali laicisti come Repubblica o il Corriere siano decine di migliaia. Acquistando questi giornali li finanzi e permetti loro di continuare nell’opera di sputtanamento sistematico della Chiesa, uno sputtanamento ideologico, non una informazione che potrebbe anche essere imbarazzante per la Chiesa ma vera, ma una informazione basata sul falso e la distorsione della verità.
                      Una cosa è dire: il tal sacerdote è stato condannato a 10 anni per pedofilia, informazione che non aiuta la Chiesa ma vera. Altro è dire: il 50% dei sacerdoti americani sono pedofili, senza avere alcuna base per affermarlo.
                      Considero quindi una iniziativa che consigli ai cattolici di non finanziare più tali testate acquistandole una iniziativa lodevole.

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                    • Nicola ha detto in risposta a Nicola

                      La questione mi pare più complessa perché i quotidiani, cattolici o laici, sopravvivono grazie ai finanziamenti per l’editoria e in virtù dei rapporti tra editori e politica; non cambierebbero linea editoriale nemmeno a fronte di una forte emorragia di lettori. Tanto vale che ti scegli il giornale che ti piace e compri quello. Oppure te li leggi un po’ tutti on-line, che è gratis.

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                  • Klaus ha detto in risposta a Pino

                    Oltre che sul direttore Calabresi hai qualcosa da dire anche sul vicedirettore Michele Brambilla? nel caso mi dispiacerebbe, perché a me piace molto sia come giornalista sia come cattolico.
                    Per quanto riguarda la questione dei titoli, è un fatto assai comune, su tutti gli argomenti, che per attrarre l’attenzione arrivino a rovesciare, o quasi, quanto scritto nell’articolo. Poi non si può pretendere che questi grandi giornali siano allineati alle posizioni dei cattolici; per quello ci sono altri organi di stampa.
                    I grandi giornali devono vendere e quindi sono costretti ad allinearsi al “mainstream” (ok, spesso lo incoraggiano anche, è innegabile) e l’importante è che le posizioni cattoliche vengano presentate e non censurate. Non credo si possa pretendere di più.
                    Alcuni mesi fa, ad esempio, un Severgnini (che pure da cadute nel politically correct è tutt’altro che immune) osò dichiararsi contrario al matrimonio omosessuale e all’adozione da parte di coppie omosessuali. Sul suo forum successe il putiferio (da parte dei lettori, e non certo della direzione o della redazione del giornale).

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                    • Pino ha detto in risposta a Klaus

                      anche a me Michele Brambilla piace, infatti lo leggevo sempre sul il Giornale, testata della quale era giornalista fino al 2009, se ben ricordo, quando ritornò Feltri (evidentemente fra i due non c’è molta simpatia). Brambilla però passando alla Stampa è anche passato dall’essere berlusconiano ad essere antiberlusconiano (ed infatti Feltri non ha mancato di pizzicarlo), evidentemente è stato folgorato sulla via di Damasco. Ma si sa, e noi siamo indulgenti, tutti tengono famiglia ed è meglio scrivere ciò che piace al padrone.

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                    • Franz ha detto in risposta a Pino

                      Pino, piantala con queste etichette ridicole…come se il mondo si dividesse tra berlusconiani e antiberlusconiani.
                      Da uomo di destra sono proprio contento che sia finito tutto…così persone come te o gli antiberlusconiani dovranno cercarsi nuovi idoli da adorare o da sconfiggere.

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                    • Pino ha detto in risposta a Klaus

                      @ Franz
                      E’ un fatto che Michele Brambilla quando era a il Giornale lisciava il pelo a Berlusconi dal verso giusto, passato alla Stampa ha iniziato a lisciarlo contropelo. E’ vero lasciamo perdere le etichette, adesso arriva Mario Monti, il nuovo idolo dei salotti radical-chic, quello che è allo stesso tempo cattolico e massone, oltro ai cattocomunisti adesso dobbiamo sorbirci anche i cattomassonisti.

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                    • Franz ha detto in risposta a Pino

                      Come non detto, vai pure avanti con la tua religione.

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                    • Pino ha detto in risposta a Klaus

                      @ Franz

                      invece di dire frasi completamente prive di senso dovresti dimostrarmi che quello che dico non è vero.

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                    • Klaus ha detto in risposta a Klaus

                      Feltri è indubbiamente un genio. Ma sul piano morale non mi sembra una persona molto stimabile. Basti dire che dopo aver definito “Olindo e Rosa” Sallusti e la Santanchè (colpo di genio, appunto) è ritornato ancora una volta al “Giornale”. Una conversione davanti alla quale quella da “berlusconiano” ad “antiberlusconiano” è nulla, quindi Feltri mi sembra l’ultima persona che può dare giudizi etici sulla professionalità altrui. Personalmente, poi, ritengo che i governanti si giudichino per i risultati che conseguono, e che i risultati conseguiti da Berlusconi siano sotto gli occhi di tutti, ahimé; e sottolineo ahimé perché mi dispiace molto. Per quanto riguarda l’eventuale adesione alla massoneria di questo o quello, siamo nella fase di un intervento urgente, dovuto appunto alla mancata azione del governo Berlusconi. E se sono ricoverato in codice rosso, poco m’importa se il chirurgo che interviene è massone, basta che mi salvi la pelle. Poi, quando starò bene, mi sceglierò un medico curante dopo essermi assicurato che sia cattolico.

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                    • Pino ha detto in risposta a Klaus

                      @ klaus

                      chiariamo alcuni punti:

                      – la mia critica a Brambilla deriva dal solito opportunismo dei giornalisti che scrivono ciò che piace al padrone di turno, anche lui non si discosta da questo modo di comportarsi
                      – per i prossimi 50 anni, come accaduto con il Duce, tutte le colpe saranno di Berlusconi e lei sta dimostrando ciò che dico. Non è che il problema del debito e del suo finanziamento dipenda da una moneta falsa come l’euro e da una BCE che non essendo una banca centrale non difende i Paesi membri? Con la liretta e la B.ca dìItalia che difendeva il debito pubblico non abbiamo mai avuto problemi di questo tipo
                      – il problema della massoneria non è un fatto marginale. Che Mario Monti sia un massone affiliato al Grande Oriente d’Italia è notorio. Che la Chiesa consideri scomunicati i massoni dopo avere emesso più di 300 condanne contro di loro è altrettanto noto. Non capisco sinceramente come si possa tenere il piede in due scarpe. Questo nulla ha a che vedere con le capacità personali e professionali, anch’io preferisco essere operato da un chirurgo massone bravo piuttosto che da un chierichetto che mi fa morire.

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            • Daphnos ha detto in risposta a Renato Valsecchi

              Comunque, speravo che il sito di un quotidiano come il Corriere, che bene o male dovrebbe essere il migliore e più equilibrato d’Italia, fosse frequentato da persone un po’ più riflessive. Ma leggendo i commenti dei lettori capisco perché da un po’ di tempo cerchi di strizzare l’occhio agli utenti ideologicamente vicini a “Repubblica”.

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  4. a-ateo ha detto

    Se la frase fosse vera perchè per millenni i migliori cervelli della nostra civiltà hanno contato gli anni dall’avvento di detta “Cristianità”??

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  5. Andrea Longhi ha detto

    Nessuno di voi ha però notato questa enorme assurdità: “la frase cristianofobica è stato messa per sostenere gli ideali laici”.

    Secondo i razionalisti, diffamare il cristianesimo serve a sostenere gli ideali laici. Ecco dunque la sindrome della cristianodipendenza cui è affetta la religione atea. Senza di noi come farebbero a sostenersi?

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  6. Fedele Razio ha detto

    Occhio: questi sono così pericosolosi e fanatici proprio perché del tutto disponibili – anzi, ben intenzionati – a riscrivere la storia a proprio uso e consumo, citazioni incluse. In pratica, sono la versione incistata nelle democrazie del totalitarismo stalinista.

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  7. Max ha detto

    L’autore del manifesto si e’ scusato dell’errore, ha riconosciuto di non aver verificato le sue fonti e ha cambiato manifesto. E basta leggersi queste (vere) citazioni di Jefferson per capire cosa pensasse del Cristianesimo:
    http://nobeliefs.com/jefferson.htm
    Direi che e’ l’UCCR che approfitta di un errore per tentare di ribaltare la realta’…

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    • Claudio ha detto in risposta a Max

      Fonti? E tutti i quotidiani che hanno riportato la notizia? Tutti ne stanno approfittando dei poveri atei indifesi? Probabilmente era un massone dunque la pensava come te del cristianesimo.

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      • Max ha detto in risposta a Claudio

        Rileggi quello che ho scritto: le fonti delle citazioni. L’autore del manifesto degli scettici ricordava questa citazione ma non ha ricontrollato le fonti.
        La notizia dell’errore e’ vera, non la metto in discussione.
        E Jefferson era tutt’altro che un fan del Cristianesimo.

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        • Claudio ha detto in risposta a Max

          Non vedo alcuna scusa da parte degli atei, io vedo solo un bel cartellone appeso (chissà quanti ce ne sono). Vuoi farci credere che l’uaar californiana spende 4000 dollari e mette decine di manifesti in base a un babbeo che si ricordava una citazione di Jefferson?? Alla faccia dei razionalisti!

          Jefferson era un massone probabilmente, era affascinato da Cristo ma tutto lì. Meno male che non era cristiano se no ora stavi dicendo che tutti i massoni sono cristiani.

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          • Nicola ha detto in risposta a Claudio

            Che mettano i manifesti in base a un babbeo è evidente; si vede che sto babbeo è un pezzo grosso ed ha il potere di disporre 4000$ per la propaganda come meglio crede. Per farlo, mica c’è bisogno di convocare l’assemblea federale degli atei americani.

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            • Jack ha detto in risposta a Nicola

              E tu che ne sai? Io credo che una forma di democrazia ci sia anche nelle associazioni di atei…l’uaar ha il suo collegio dei capetti che epura i ribelli: http://www.uccronline.it/2011/03/31/luaar-pecca-di-razionalita-intrighi-lotte-di-potere-ed-epurazione-degli-eretici/
              Oppure sostieni che ci siano dei leader che decidono loro dei fondi dell’associazione?

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              • Nicola ha detto in risposta a Jack

                Sì, è il tipico modello di gestione delle associazioni americane (e non solo): si definiscono più fondi indipendenti associati alle varie attività (propaganda, meeting, web, missioni..) e si nominano responsabili, a rotazione, che possono gestirli come meglio credono. E se fanno sciocchezze ne pagano le conseguenze (con il consiglio interno ed eventualmente con la stampa). Magari sto Gleason ha fatto una sciocchezza e verrà sfiduciato; o forse no; questo non so dirlo.
                Non so come/dove UCCR prenda i soldi per le poche spesse (ad es. per gestire i server), ma per una associazione che si autosostenta è del tutto normale avere una struttura gerarchica e una politica che preveda nomine, declassamenti o epurazioni dei membri interni.

                ps- Certo che siete ossessionati con sto Uaar! Ma che vi ha fatto : )

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    • Antony ha detto in risposta a Max

      L’autore del manifesto si è scusato….questo l’hai ovviamente letto in…..

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  8. a-ateo ha detto

    Giustizia e correttezza avrebbero imposto una campagna di rettifica pubblicitaria di 4.000 dollari a carico dell’associazione o dell’autore della bufala.
    Non si sono “viste” le scuse nè le intenzioni di correggere lo sbaglio fatto.
    Quella di fare un articolo diffamatorio in prima pagina con titoloni e successiva rettifica in ultima pagina a caratteri piccolini è trucco vecchio…e, Nicola, tu mi sembri giovanissimo…

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