Dawn Stefanowicz racconta la sua crescita con genitori omosessuali

In Ultimissima 16/9/11 informavamo dell’umiliazione provocata da due donne omosessuali australiane al loro figlio adottivo di sei anni, travestendolo da ragazza e pubblicando le sue foto su Facebook. Segnaliamo anche la storia di Dawn Stefanowicz, donna quarantenne che vive oggi in Ontario (Canada) con marito e due figli e autrice del libro: Out from Under: The Impact of Homosexual Parenting (Annotation Press 2007)

Racconta sul suo sito web www.dawnstefanowicz.org: «Il mio nome è Dawn Stefanowicz, sono cresciuta in una famiglia omosessuale a Toronto, esposta alla sottocultura GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, transgender) e a pratiche sessuali esplicite. Ero ad alto rischio di esposizione a STD (malattie sessualmente trasmissibili) contagiose dovuti a molestie sessuali, all’alto tasso di rischio dei comportamenti sessuali di mio padre e dei suoi frequenti partner. Anche quando mio padre aveva ciò che sembrava una relazione monogama, continuava a cercare sesso anonimo».

Fin da bambina, continua Dawn che è stata anche testimone presso lo Standing Senate Commitee sugli Affari Legali e Costituzionali sulla legge C-250 (crimini riguardanti l’odio), «mio padre è stato sessualmente e fisicamente abusato da uomini. A causa di questo, ha vissuto con la depressione, problemi di controllo, sfoghi la rabbia, tendenze suicide, e compulsioni sessuali. Ha cercato di realizzare la sua legittima esigenza di affetto paterno attraverso rapporti omosessuali transitori e promiscui. Molti partner di mio padre si sono ammalati di AIDS e si sono suicidati. Purtroppo, anche mio padre è morto di AIDS nel 1991».

La donna parla della sua infanzia: «Mi sentivo spaventata perché non potevo parlare di mio padre, dei suoi compagni di stanza, dello stile di vita e degli incontri di quella sottocultura senza essere picchiata. Mentre vivevo a casa, ho dovuto vivere secondo le sue regole. Mi sentivo abbandonata e disprezzata perché mio padre mi lasciava diversi giorni a casa per partire con i suoi compagni. Ero indignata per la vita delle persone dello stesso sesso, i continui abusi domestici, le avances sessuali verso minori e la perdita di partner sessuali come se le persone fossero prodotti da utilizzare». Ma non solo: «Sono stata esposta a chat sessualmente esplicite, stili di vita edonistici, sottoculture GLBT e luoghi di vacanza gay. Sono stata esposta a manifestazioni della sessualità di tutti i tipi tra cui il sesso negli stabilimenti balneari, travestitismo, sodomia, pornografia, nudità gay, lesbismo, bisessualità, voyeurismo e sadomasochismo. Droga e alcol hanno spesso contribuito ad abbassare le inibizioni nelle relazioni di mio padre».

E ovviamente la Stefanowicz ha dovuto fare i conti anche con l’ideologia unisex: «A mio padre piaceva vestirmi unisex e lo scambio di vestiti, fin da quando avevo 8 anni. Non ho mai visto il valore delle differenze biologiche complementari tra uomini e donne, né mai ho pensato al matrimonio. Più di due decenni di esposizione diretta a queste esperienze stressanti mi hanno causato insicurezza, pressione, pensieri suicidi, paura, ansia, bassa autostima, insonnia e confusione sessuale, ed è tutto documentato dagli psicologi che mi hanno seguito. La mia coscienza e la mia innocenza sono state gravemente danneggiate».

A 20 anni ha però detto “basta”: «riuscite ad immaginare cosa significhi essere costretti ad accettare relazioni instabili e diverse pratiche sessuali in età precoce e in che modo questo possa aver influenzato il mio sviluppo? La mia identità di genere, il benessere psicologico, le relazioni tra pari sono state colpite. Purtroppo, finché mio padre, mia madre e i loro partner sessuali non sono morti, non sono riuscita a parlare pubblicamente delle mie esperienze. Alla fine, sono i bambini le vittime reali e perdenti del matrimonio omosessuale».

Oggi porta in giro la sua storia in tutto il mondo chiedendo di non legalizzare l’adozione omosessuale e facendosi portavoce di tanti figli di omosessuali: «Secondo un numero crescente di testimonianze personali, esperti, e organizzazioni, ci sono sempre più prove di comunanze forte alle mie esperienze personali. Non solo i bambini stanno meglio con una madre e un padre in un vincolo matrimoniale duraturo, ma i bambini hanno bisogno che i genitori non abbiano relazioni extraconiugali». In questa battaglia è spesso affiancata dall’associazione di omosessuali HOPE (Homosexuals Opposed to Pride Extremism), il cui direttore esecutivo, John McKellar, afferma: «E’ egoista e presuntuoso per la comunità gay premere perché venga legalizzato il matrimonio omosesuale e vengano ridefinite le tradizioni e convenzioni della società solo per la nostra auto-indulgenza…le leggi federali e provinciali vogliono essere cambiate ed i valori tradizionali compromessi solo per soddisfare una piccola combriccola»

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51 commenti a Dawn Stefanowicz racconta la sua crescita con genitori omosessuali

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  1. Francesco B. ha detto

    Beh spero che non sia così in tutte le coppie omosessuali, altrimenti aiuto!

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    • Rego ha detto in risposta a Francesco B.

      Le coppie omosessuali con adozione sono pochissime e tra di esse è pieno di storie del genere. La statistica non è un’opinione…

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  2. Laura ha detto

    In queste famiglie c’è sempre un’induzione all’omosessualità, violenta come in questo caso o meno violenta. Mi fa piacere che ci siano degli omosessuali che lo capiscano.

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  3. Qumran ha detto

    Fra 10 anni verrà impedito agli psicologi di seguire i figli degli omosessuali come oggi si impedisce a chi vive con disagio la propria omosessualità di farsi seguire da terapisti.

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  4. Ercole ha detto

    Questa storia non troverà spazio sul Corriere, sbaglio? Forse è offensivo verso gli omosessuali che si scriva questa testimonianza, forse questa donna offende gli omosessuali con la sua esistenza. Facciamo che questa donna non esiste proprio va!

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    • Pino ha detto in risposta a Ercole

      sul Corriere no, e neppure su Repubblica, la Stampa, il Messaggero, l’Unità. il Fatto, l’Espresso e così via. Chissà se trova spazio su Famiglia Cristiana.

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      • francesco ha detto in risposta a Pino

        Ma ha trovato spazio qui! e si sa che il Signore lavora con mezzi che all’ apparenza sembrano piccoli e insignificanti! 🙂

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  5. gabriele ha detto

    con le adozioni omosessuali si riducono i bambini a puri oggetti
    ecco una dimostrazione del punto massimo a cui siamo arrivati
    http://www.agerecontra.it/public/press/?p=13478

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    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a gabriele

      l’omosessualità stessa riduce l’altro ad oggetto. Qual’è lo scopo dell’atto omosessuale? Il piacere ed implicito nella coppia omosessuale è l’accordo con cui ci si scambia reciprocamente piacere.

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  6. Lucio ha detto

    “Mio padre è stato sessualmente e fisicamente abusato da uomini. A causa di questo, ha vissuto con la depressione, problemi di controllo, sfoghi la rabbia, tendenze suicide, e compulsioni sessuali. Ha cercato di realizzare la sua legittima esigenza di affetto paterno attraverso rapporti omosessuali transitori e promiscui”. Provo molta pena per quest’ uomo che da vittima si e’ poi trasformato in persecutore di sua figlia. Che Dio abbia misericordia di lui ….. Probabilmente non si rendeva conto del male che gli procurava, ma quando ha accettato di abbandonarsi a voler vivere tutti gli istinti sessuali piu’ bassi e’ caduto in un vortice che ha finito con il distruggerlo. Il diavolo inganna cosi: ci trascina in desideri che non appagano ma di cui non riusciamo piu’ fare a meno, fino a renderci incapaci di comprendere il male che facciamo e a procurare la nostra rovina. Proprio per questo i comandamenti di Dio non devono essere visti come dei vincoli che esistono per renderci tutti dei frustrati…. servono a farci capire che dobbiamo rinunciare al male se vogliamo capire qual’e’ la vera felicita’ e la vera pienezza di vita!

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  7. Paolo ha detto

    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3781348167
    Seguendo il vostro modo di ragionare posso dire:
    Ahhhh queste famiglie eterosessuali…..un vero inferno per i figli…ed è solo un esempio tra tanti!!!!

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    • Maffo ha detto in risposta a Paolo

      Il ragionamento è corretto….tuttavia le famiglie eterosessuali sono miliardi e miliardi, le famiglie omosessuali (con figli adottati) sono poche centinaia. Due casi (quelli citati in questo articoli) su 100 sono tantissimi rispetto a 2 casi su 1000, ti pare?

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    • Norberto ha detto in risposta a Paolo

      Concordo in pieno, Maffo.

      1 su 100 è tantissimo rispetto a 1 su 10.000…

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    • Lucio ha detto in risposta a Paolo

      Paolo, qui si sostiene soltanto che e’ sbagliato e dannoso fare vivere dei bambini in famiglie omosessuali; non si sta’ di certo affermando che le famiglie eterosessuali siano prive di problemi….. Questo e’ tutto un altro discorso!!

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  8. Paolo ha detto

    Mmmm no sinceramente non regge…per il semplice fatto che i tantissimi casi di violenze su minori che avvengono nella famiglie eterosessuali non vengono ricondotte (giustamente) all’orientamento sessuale dei genitori. Nel caso di quelle omosessuali, come state facendo voi, invece sì!
    Che poi siano poche centinaia non è dato oggettivo.

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    • Maffo ha detto in risposta a Paolo

      In realtà sbagli…se in una famiglia eterosessuale si forzasse il bambino omosessuale (ammettiamo che ne esistano) ad essere eterosessuale allora la violenza sarebbe imputabile all’orientamento sessuale dei genitori. Al contrario avviene nelle famiglie omosessuali quando vogliono portare i bambini -che sono ovviamente eterosessuali- ad avvicinarsi all’omosessualità. Questo è un caso: http://www.uccronline.it/2011/09/16/coppia-omosessuale-umilia-il-figlio-adottivo-vestendolo-da-donna-e-polemica/

      E anche la nostra amica qui sopra, sottoposta alla pressione GLBT ha subito una violenza collegabile all’orientamento sessuale del padre. Infatti lei dice proprio questo.

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      • Carlo Mes ha detto in risposta a Maffo

        E capita anche nelle famiglie eterosessuali….addirittura alle rappresentazioni religiose….che scandalo!
        http://www.style.it/vanitypeople/spy/little-italy/2010/03/25/il-gemello-di-giovanardi-da-piccoli-ci-vestivano-da-donnine.aspx

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        • Jack ha detto in risposta a Carlo Mes

          Non capita affatto nelle famiglie eterosessuali….hai linkato un articolo dove -titolo a parte- si dice soltanto: “Ci vestivano da donnine per le rappresentazioni religiose”. E’ una frase detta di sfuggita senza alcuna attinenza con il discorso, tant’è che non viene più ripresa. Chissà cosa voleva dire, forse che venivano vestiti in modo troppo elegante. Ecco un chiaro esempio di lobbysmo omosessualista: si prende di mira Giovanardi (e il fratello) che si occupa di famiglie normali e si sottolineano passaggi per screditare la sua persona. E poi i militanti omosessualisti hanno il compito di divulgarle come hai fatto tu.

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        • StefanoPediatra ha detto in risposta a Carlo Mes

          Carlo Mes, scusami se te lo dico ma questa tua o è una semplice butade o è una caduta di stile.

          A 3 anni circa, in uno dei soli 10 giorni d’asilo circa che ho fatto, mi hanno appiccicato due ali da angelo di cartone e mi hanno messo su un palco a cantare una canzoncina di cui non riesco a ricordare il contenuto insieme ad altri 20 bambini vestiti di bianco e con le ali posticce. Ora, sappiamo bene che si dice che gli angeli sono asessuati: la definiresti una violenza cui i miei genitori (eterosessuali) e le mie maestra d’asilo (della cui sessualità non saprei) mi hanno sottoposto? Se fosse sarebbe non andata a buon fine in quanto io non mi sento “asessuato” nè violentato.

          Ma dico: hai presente come andavano vestiti i bambini agli inizi del secolo scorso (parlo del 1900): cuffietta in testa e camicione lungo, fiocchi e fiocchetti ovunque. Tutte violenze da parte di genitori eterosessuali nei confronti dei propri figli?

          Via, non scherziamo e non usiamo frasi innocenti e pronunciate in contesti assolutamente diversi a sostegno delle nostre teorie.

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          • Piero ha detto in risposta a StefanoPediatra

            Cosa ti puoi aspettare da uno che vorrebbe che le tariffe della Sacra Rota venissero innalzate (perche’ secondo lui fanno concorrenza alle cause di divorzio), ammazzare solo chi vuole lui, “liberalizzare” la droga e cancellare il reato di incesto?
            Adesso che e’ stato smascherato, non ha piu’ bisogno di fingere.
            Sta venendo fuori il suo vero volto.

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      • Paolo ha detto in risposta a Maffo

        L’errore è sempre lo stesso, cercare di far credere che l’orientamento naturale sia solo l’eterosessualità mentre l’omosessualità siail risultato di una specie di disagio. Logicamente così non è. Direi che è lampante la realtà delle tante famigli che, avendo una visione ideologica e distorta del problema, cercano di “convertire” i propri figli normalmente omosessuali. Ciò non è imputabile all’eterosessualità dei genitori, ma ad ideologie distorte a riguardo.

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        • Antony ha detto in risposta a Paolo

          🙂 molto divertente leggere che i bambini sarebbero “naturalmente omosessuali” e se non lo sono allora è colpa dei genitori eterosessuali che li hanno “convertiti”.

          Peccato che i bambini omosessuali non esistano ma è un comportamento che alcuni eterosessuali scelgano di adottare una volta superata l’infanzia. Cmq andate avanti così, mi raccomando, l’ideologia deve resistere!!

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    • Jack ha detto in risposta a Paolo

      Ci sono violenze e violenze…nelle famiglie eterosessuali non c’è alcuna induzione all’eterosessualità e quindi a snaturare l’orientamento sessuale perché i bambini nascono eterosessuali.

      Paragonare non è proprio il caso.

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  9. Paolo ha detto

    Così come purtroppo non sono “due” i casi di queste violenze nella famiglie eterosessuali…basta guardare la cronoca! Non credo sia corretto strumentalizzare queste disgrazie soloper sostenere posizioni omofobe!

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    • Maffo ha detto in risposta a Paolo

      La parolina magica “omofobia” te la puoi infilare nel c***, a proposito di omosessuali. Non se ne può più di questa vostra discriminazione verso chi ha un’idea diversa. Ricordati che a furia di abusare di questa offesa arriverà a non valere più nulla e allora i veri omofobi usciranno allo scoperto. Anche la parola “antisemita” è stata così abusata per ogni minima critica agli ebrei che oggi non vale più nulla. E infatti il politicamente corretto oggi è essere antisemita, purtroppo.

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      • Carlo Mes ha detto in risposta a Maffo

        Linguaggio colorito…..e’ proprio vero che non esistono piu’ le buone maniere…
        Colgo una leggera dose di antisemitismo: li considerate ancora dei “deicidi”? E’ “politicamente corretto” oggi essere antisemiti? Questo mi sembra strano…..

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        • Jack ha detto in risposta a Carlo Mes

          Ah, ecco….è arrivato il difensore….si parla di omosessuali e lui si accalora….il linguaggio colorito ci sta tutto perché insultare chi la pensa diversamente è un modo meschino di chiudere la discussione e Paolo ne è responsabile. Inoltre Maffo ha sottolineato che “purtroppo” oggi la parola “antisemita” ha perso di importanza. Ha pienamente ragione. Chiunque nei media oggi se si parla di ebrei è antisemita, basta avere la pazienza di andare a leggere i vari thread.

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      • Paolo ha detto in risposta a Maffo

        Nessuna discriminazione nel mettere ben in luce l’ideologia che spinge a discriminare veramente le famiglie omoparentali proponendo casi in maniera pretestuosa (le violenze avvengano .
        Omofobia allo stato puro, e della più meschina!

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        • Norberto ha detto in risposta a Paolo

          La tua eterofobia non ha limiti dato che non riesci a capire che 1 su 100 è un’infinità rispetto a 1 su 10.000.

          Eterofobo e ignorante…e della peggior specie!

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          • Piero ha detto in risposta a Norberto

            Per lui dovremmo metterci tutti a 90°…e non solo in senso figurato!!! 😉

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            • Paolo ha detto in risposta a Piero

              Lasciamo stare le vostre vològarità da poco conto…come fate a dire che si tratta di 1 su 10.000 nel caso di eterosessuali e di 1 su 100 nel caso di omosessuali resta un mistero. O per caso dovete accettare anche questo come verità rivelata?
              Anche il termine eterofobia non ha senso…ma non è una novità vero?

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              • Martina_85 ha detto in risposta a Paolo

                Sono d’accordo sulle volgarità che potrebbero benissimo essere risparmiate. La domanda che poni è semplice. È evidente che il 99% delle unioni sia di tipo eterosessuale e l’1% sia omosessuale. Di conseguenza ecco perché è corretto l’esempio: 1 famiglia violenta su 10.000 è nulla rispetto a 1 famiglia violenta su 100

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                • Piero ha detto in risposta a Martina_85

                  E’ una volgarita’ ne’ piu’ ne’ meno di quella di apostrofare con “omofobia” QUALSIASI seppure minima critica alla visione omosessualista.

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    • Norberto ha detto in risposta a Paolo

      Più invece la “famiglia” omosessuale viene presentata come normale, alla faccia dei diritti dei bambini a crescere in una famiglia con la figura di un padre ed una madre, e più sarà importante parlare di queste disgrazie che accadono. Nasconderle sotto il tappeto è una violenza verso la protezione dei bambini. Non so se sia meglio passare per omofobo o per induttore alla violenza psicologica sui bambini…tu cosa dici?

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  10. Carlo Mes ha detto

    E’ strano che l’autrice possa essere cresciuta in una “famiglia omosessuale” negli anni ’60 e ’70 considerando che il matrimonio omosessuale in Canada e’ legale solo dal 2003.
    L’autrice parla di essere cresciuta in una “famiglia omosessuale” ma leggendo fa riferimento solo ad una figura paterna (dovrebbero essere due figure paterne….). Chi era l’altro padre? Forse non e’ piu’ plausibile che sia nata in una coppia eterosessuale, che la madre sia scomparsa (non ne accenna) ed il padre abbia avuto una vita “disordinata”…..
    Per il resto auguro all’autrice un buon successo editoriale per il suo libro e di ricevere un supporto economico come lei stessa chiede….peccato che non possa neanche rilasciare ricevuta fiscale come da sua ammissione…

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    • Jack ha detto in risposta a Carlo Mes

      E’ secondo copione che ora i militanti della lobby se la prendano con l’autrice dubitando della sua buona fede. E’ il secondo passo dopo aver screditato i promotori del suo pensiero. In realtà l’obiezione è abbastanza superficiale dato che si parla chiaramente di un padre e di diversi partner, che per la povera ragazza sono diventati la sua “famiglia”. Ovviamente dubitando che questa storia sia inventata è lecito dubitare che anche tutte le storie di discriminazione degli omosessuali siano inventate per poter promuovere la causa.

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      • Carlo Mes ha detto in risposta a Jack

        E chi dubita? Purtroppo capita di nascere in una coppia eterosessuale e poi – per le avversita’ della vita – rimanere solo con un padre che poi non si rivela all’altezza della situazione….
        Per il resto – non dubitando della sua buona fede – sarebbe preferibile che costituisse una fondazione….almeno potrebbe rilasciare una regolare ricevuta fiscale e nessuno potrebbe dubitare delle sue buone intenzioni…. 😉
        Mi dispiace per me ma non ho accesso al Parlamento o alle sedi dei partiti e quindi non sono lobbista di niente….

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        • Jack ha detto in risposta a Carlo Mes

          Caro lobbysta, sta benissimo che questa attività non ha bisogno di un ruolo politico. Certo, dipendete dalla Concia e da Grillini, ma non c’è bisogno di un riferimento continuo 🙂

          Inoltre non solo ha avuto un padre non adatto ma un padre che l’ha sottoposta violentemente ad un orientamento sessuale estraneo al suo, dandogli un esempio contrario alla sua natura. Questo è sicuramente imputabile a fattori sessuali, non sarebbe imputabile se l’avesse indotta a fare rapine nelle banche. Inoltre la sua storia è documentata dagli psicologi che l’hanno seguita e se ci fossero ombre di dubbio la potenza della lobby omosessuale l’avrebbe già scoperta. In realtà ti auguro di compare il libro in modo che tu possa dubitare della buona fede degli altri essendoti minimamente informato. Altrimenti rimani un utente anonimo che reagisce istericamente a notizie che avrebbero dovuto rimanere nascoste e diffama chiunque crei un fastidio al suo pensiero.

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        • Antonio72 ha detto in risposta a Carlo Mes

          @Carlo Mes

          Se vuoi alcuni dati oggettivi, eccoti accontentato.

          http://forum.alfemminile.com/forum/actu1/__f19523_actu1-No-alle-adozioni-gay-sola-lettura.html

          Per quanto riguarda la derubricazione dell’omosessualità dal DSM deciso dall’APA, prova a fare una ricerca della diagnosi di pedofilia nel DSM IV, con i vari distinguo e puntualizzazioni, e vedi se sei d’accordo.
          Con questo non voglio affermare un necessario parallelismo tra omosessualità e pedofilia, tuttavia è chiaro che le decisioni dell’APA possono essere criticate a buon ragione, non è che sia il Vangelo (in senso metaforico).

          PS

          E non è un sito cattolico.

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      • Falena-Verde ha detto in risposta a Jack

        Anche io non vedo perché attaccare l’autrice e dire che sta mentendo solo per guadagnare soldi. E’ tremendamente meschina la cosa specie se questa donna ha sofferto e ha subito violenze.
        Un’ultima cosa: il matrimonio omosessuale in molti Paesi non è ancora legale (esempio: Italia), ma esistono coppie gay che convivono lo stesso, quindi non vedo il nesso. In Canada non ci si poteva sposare con persone dello stesso sesso, ma, fino a prova contraria, si poteva convivere. Se anche la convivenza fosse stata proibita, avrei capito un po’ di più l’obiezione, ma in tal caso…

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  11. giovanni ha detto

    Johannesburg – Bambino di 4 anni, è stato brutalmente percosso, e ucciso, per essersi rifiutato di chiamare la compagna della madre, “papà”.

    Lydia Nkomo, e sua figlia Aletta Lesiba, entrambe commesse ) nel negozio di proprietà della coppia , hanno riferito di aver visto la compagna della madre biologica scagliarsi violentemente contro il bambino dopo la richiesta, ed il conseguente rifiuto dello stesso, di chiamare la donna, papà.
    Entrambe le commesse hanno testimoniato d’aver visto la compagna della madre picchiare violentemente il bambino sotto gli occhi della madre naturale, senza che questa sia minimamente intervenuta per proteggerlo.

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  12. S. PASQUINO ha detto

    Volevo segnalare questo articolo di fides et ratio sulla nascita del movimento omosessuale in America….molto illuminante.

    http://famigliacattolica.blogspot.com/2011/01/le-origini-del-movimento-gay-nato-ad.html

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  13. S. PASQUINO ha detto

    La prma coppia gay in Inghilterra che ha adottato un bambino…e’ poi stata incriminata per molestie sul bambino…lo fotografavano nudo, nella doccia…ed altre chicche.Per dare bambini ai gay li tolgono anche ai genitori od ai nonni !

    Se il buongiorno viene dal mattino.

    Purtroppo questa minoranza e’ appoggiata politicamente ed anche in maniera occulta da logge massoniche e persone che hanno lo scopo di distruggere la societa’ Cristiana occidentale. La rivista Playboy e’ tra i piu’ grandi finanziatori dei movimenti gay…il finanziere Soros e’ uno dei grandi businessman della pornografia mondiale . Il komunismo e’ stato , prima con il femminismo e d ora con l’omosessuaismo, il big bang del nichilismo e dell’ odio verso la famiglia occidentale tradizionalmente Cristiana . Tutti i valori Cristiani devono essere attaccati e distutti..costi quel che costi…qualunque mezzo si debba usare. Omosessualita’, divorzio, aborto, pornografia , pedofilia……..vizi di minoranza che devono invece per loro allargarsi il piu’ pssibile per confondere , distruggere o meglio “disarticolare” (termine komunista) la societa’ Cristiana dell ‘Occidente. Insomma…una guerra di religione ben finanziata e protetta.

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  14. gay ha detto

    Lo sbaglio è generalizzare. I pedofili ci sono OVVIAMENTE anche tra gli eterosessuali, anzi, sono la maggior parte. L’oriantamento sessuale non diverso per disturbi psicologici o altro. E’ un desiderio/scelta.

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    • Antony ha detto in risposta a gay

      Caro amico, il fatto che di pedofili ce ne siano più negli eterosessuali è evidente, anche perché gli omosessuali saranno meno dell’1% della popolazione mondiale.

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