Ancora Odifreddi: questa volta è smentito dal cosmologo Barrow

Ebbene si, Odifreddi ne ha combinata un’altra delle sue. Il quotidiano “La Repubblica” ha caldamente invitato (obbligato?) Piergiorgio Odifreddi ad intervistare un cosmologo di fama internazionale, con il grave difetto di essere credente e cristiano. Si tratta di John Barrow, docente di matematica all’Università di Cambridge e maggiormente conosciuto al grande pubblico per essere co-autore, assieme a Frank Tipler, del bestseller Il principio antropico (Adelphi 2002). Odifreddi non ha potuto non accettare, anche se ha tentato più volte di “tirare per la giacchetta” lo scienziato, ponendogli domande trabocchetto. Barrow non è affatto cascato nella trappola del militante anticlericale e l’intervista che ne è uscita è risultata essere molto interessante e significativa.

Odifreddi introduce l’articolo riciclando le sue osservazioni su Einstein  e indugiando ancora una volta sul fatto che il “padre” della relatività fosse una persona spirituale ma disinteressata da Dio. In realtà, leggendo questo lungo elenco di citazioni, si può benissimo capire quanto Einstein fosse affascinato da Dio, dai Suoi pensieri e dalla possibilità di usare la scienza per conoscerLo. Ovviamente quello di Einstein è il dio dei deisti e più volte egli dichiarò di non riconoscersi nelle religioni.

Tornando all’intervista, Odifreddi presenta Barrow come vincitore del premio Templeton 2006 e si lamenta del fatto che «spesso si indichi il premio Templeton in maniera sbrigativa come un “premio per la religione”», in realtà -continua Odifreddi- la spiritualità degli scienziati è un’altra cosa e questo premio lo avrebbe dimostrato negli ultimi 20 anni. Peccato però che proprio lui lo definiva in tale modo soltanto pochi mesi fa (aprile 2011), quando intitolava un articolo apparso sul suo blog di “Repubblica” così: “Il premio Nobel per la religione”. Si riferiva proprio al premio Templeton, scrivendo per informare i suoi fans della vittoria di Martin Rees. In quell’articolo disprezzava il premio e anche gli scienziati che lo avevano vinto: «Ci si può chiedere, naturalmente, per quale motivo il “premio Nobel per la religione” sia stato assegnato a un astronomo, che per di più si dichiara ateo […]. Si tratta ovviamente sempre di scienziati “borderline”, alcuni dei quali preti». Attaccava anche altri vincitori, come Paul Davies e lo stesso John Barrow, dicendo che i loro libri ( di questi scienziati “borderline”) «sembravano scritti apposta per far loro vincere il premio».

Si è dunque sgridato e contraddetto da solo. Ma, ritornando ancora all’intervista con Barrow, il nostro anticlericale preferito si sente dire dal celebre cosmologo che è credente, cristiano protestante ma non anglicano. Dunque un “cretino” e un soggetto “intellettualmente non strutturato” così come Odifreddi definisce gli scienziati credenti e i cristiani in generale (cfr. Ultimissima 10/8/11). Barrow, imperterrito, prosegue l’intervista spiegando la rigorosa procedura tenuta dalla Fondazione Templeton per assegnare il prestigioso premio, tutto ben lontano da quanto sempre sostenuto da Odifreddi & Co. Anche perché, continua il cosmologo, «la Fondazione proibisce il supporto a qualsiasi religione».

Odifreddi non osa contraddirlo (lo farà di nascosto con i lettori del suo blog probabilmente) e cambia velocemente discorso pensando di buttarlo sulla Chiesa cattolica. Spera forse che Barrow possa dire almeno qualcosa di anti-cattolico, ma il docente di Cambridge non ha intenzione di affermare nulla di tutto ciò e preferisce parlare dei suoi tre incontri con il Papa, della partecipazione al Progetto Stoq (Science, theology and the ontological quest), realizzato dal cardinal Ravasi, e della relazione tenuta al Meeting di Comunione e Liberazione. Alla sciocca domanda di Odifreddi sul fatto che Barrow possa passare per un “collaborazionista della Chiesa”, il cosmologo risponde in modo vago, sostenendo che il suo lavoro è semplicemente quello di scrivere articoli scientifici. Deluso, Odifreddi tenta la sua ultima carta: gli scienziati sarebbero tutti atei e i biologi lo sarebbero ancora di più. Con grande compassione per il militante anticlericale, Barrow risponde ancora per l’ultima volta in modo molto professionale: «I fisici e gli astronomi si concentrano sulle leggi della natura, e sono abituati a trattare con aspetti non percepibili della realtà […]. I biologi, invece, non si interessano delle leggi della natura di per sé, ma solo dei loro effetti. Per questo i fisici e i cosmologi sono molto più aperti nei confronti di problematiche che hanno a che vedere col significato recondito delle cose».

Dopo quel che gli è accaduto in agosto (cfr. Ultimissima 16/8/11), un’altra deludente disavventura (o “odifreddura”) per Pierpippo. Qualcuno lo salvi da se stesso!

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