93 diocesi italiane creano 2500 posti per gli immigrati dal Nord Africa

Le crisi del mondo arabo e islamico stanno provocando un aumento dell’immigrazione sulle coste nord del Mediterraneo. Si susseguono gli sbarchi soprattutto a Lampedusa e forti tensioni si registrano sull’isola agrigentina.

Il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), mons. Mariano Crociata, ha annunciato che 2500 posti distribuiti in 93 Diocesi italiane sono stati messi a disposizione per l’accoglienza dei profughi. La notizia è presa dall’agenzia Zenit e dall’agenzia ASCA.

Si tratta di un segno concreto, ha affermato mons. Crociata, che si accompagna «all’incoraggiamento all’accoglienza verso persone che rischiano la vita, non solo per venire in Italia ma già nei Paesi d’origine, che la Chiesa italiana rivolge a tutti». Anche all’Europa, infatti «un coinvolgimento degli altri Paesi dell’Unione, sia per quanto riguarda l’emergenza immediata che per le esigenze di più lunga durata, rappresenta un test del livello di tenuta dello stesso processo di unificazione europea che non può essere limitato all’aspetto economico, ma deve investire soprattutto quello sociale».

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11 commenti a 93 diocesi italiane creano 2500 posti per gli immigrati dal Nord Africa

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  1. Samba ha detto

    Quello che dovrebbe fare l’europa lo fa, come al solito, il piccolo stato del vaticano…

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  2. Luk ha detto

    Chissà se ne varrà la pena, questi sono mussulmani e rimarranno tali ….

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    • Flavio ha detto in risposta a Luk

      Ma pensi che lo faccia per convertirli? Ma dai ma cosa stiamo dicendo!! Da quando in qua si aiutano solo i cattolici???

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  3. Edoardo ha detto

    BENE-BENE-BENE-BENE.
    Saggia decisione, alla faccia dei nostri detrattori che insinuano che la Chiesa Cattolica estorce i soldi con l'”inganno” dell’8×1000 col solo scopo di arricchirsi e speculare.
    Spero che di questa notizia si dia la massima diffusione con tutti i mezzi possibili, perchè questa è l’era della comunicazione di massa, che lo accettiamo o no, questa è la realtà in cui siamo calati, e in questa realtà dobbiamo operare.
    Che siano musulmani non cambia niente, sono esseri umani in stato di necessità, e questa decisione è carità cristiana, sperando che tutta l’Europa, non solo l’Italia, lo sappia.

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    • Azariel ha detto in risposta a Edoardo

      Hai ragione, temo però che, anche se venisse dato il massimo risalto alla notizia, i soliti detrattori della Chiesa troverebbero comunque qualche ragione per protestare, affermando magari che questa carità è solo propaganda.
      I laicisti hanno i paraocchi: secondo loro, se la Chiesa fa qualcosa di sbagliato, è ovvio che sbagli perché i cattolici non sanno fare altro; se invece la Chiesa compie gesti di bontà, sicuramente lo fa per nascondere qualche altro intento secondario…
      Se non sono pregiudizi questi…

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  4. Contedduca ha detto

    Eppure, se la Chiesa vendesse la sedia d’oro e l’anello d’oro, se la Chiesa non fosse così ricca, se si riducesse in povertà completa…assisteremmo alle donazioni di Sarko, Obama e Berlusca?

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  5. Credo ha detto

    Ho il timore che questi immigrati in maggioranza siano criminali fuggiti dal loro paese,bisognerebbe mandarli tutti indietro…

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  6. carlo ha detto

    penso che si tratti di una scelta piuttosto avventata questi non sono persone bisognose in senso stretto ,ma quasi sempre “avventurieri” che non hanno chiaro cosa cercano…….

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    • Riccardo ha detto in risposta a carlo

      Ma i lampedusani sono invece persone che hanno il diritto ad avere pace e tranquillità. La chiesa contribuisce solo a ciò che sta facendo l’italia e l’europa, libera però da ogni risvolto politico. Pura gratuità.

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  7. Giovanni ha detto

    Scusate, ma ho l’impressione che l’emozione (e qualche pizzico di giudizio previo) portino un poco lontano dal vero problema.
    Il vero problema, secondo me, è che questi fratelli vivono male, a volte molto male. La soluzione, quindi, è, a parole, chiara: bisognerebbe aiutarli a vivere meglio. Ma come? Qui il silenzio, spesso,la fa da padrone: non si sa cosa dire. Eppure una ipotesi di soluzione c’è: creare occasioni di lavoro nei loro Paesi. Occasioni di lavoro, non di sfruttamento. E’ evidente che una ipotesi di tale genere, per funzionare, deve implementarsi soprattutto nelle zone sprovviste di risorse, nelle zone neglette e remote, in una parola nai villaggi. E qui casca l’asino: i villaggi, in Africa, non li conosce nessuno (tranne i Missionari) non li frequenta nessuno (idem) non contano niente. I villaggi, in Africa, accolgono oltre il 75% della popolazione del continente: circa 800.000.000 di diseredati.
    Credetemi, la Chiesa è l’unica voce che difende questi poveri, ma non ce la fa o, meglio, rischia seriamente di non farcela. Quindi i 2.500 posti in Italia sono i benvenuti, sono necessari, ma, ahimè,non sono sufficienti ad affrontare il problema
    nella sua tragica globalità.

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