Il “Cortile dei Gentili” parte da Bologna: sintesi dell’evento

Una gremita e attenta aula Magna dell’Università di Bologna, primo ateneo laico d’Europa, ha ascoltato, per quasi tre ore, il Rettore Ivano Dionigi e sua Eminenza il Cardinale Gianfranco Ravasi dialogare su temi quali l’esistenza di Dio, la vita e la morte, il rapporto tra fede e scienza, assieme ad alcuni studiosi in quello che è stato il primo appuntamento del Cortile dei Gentili. Si è trattato del preludio italiano del solenne evento che, in marzo, a Parigi (in collegamento con il Pontefice) vedrà coinvolte istituzioni culturali come la Sorbona, l’Unesco, l’Académie de France e la stessa Notre Dame. Da lì avrà inizio, passando anche per Stoccolma, e Tirana «un lungo e articolato itinerario di ricerca e dialogo», come Ravasi ha definito il Cortile dei Gentili, che in origine era lo spazio dell’antico tempio di Gerusalemme riservato non esclusivamente agli Israeliti. Vi potevano accedere con libertà tutti, indipendentemente dalla cultura, dalla lingua e dall’orientamento religioso. Da qui la scelta del nome per questo nuovo spazio di incontro e di confronto sul tema della fede. All’iniziativa sono intervenuti anche il chimico Vincenzo Balzani, il costituzionalista Augusto Barbera e i filosofi Massimo Cacciari e Sergio Givone. In sala erano presenti il presidente della Regione Vasco Errani (PD), il cardinale Carlo Caffarra, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti (PD), il presidente della Fiera di Bologna Fabio Roversi Monaco e il prefetto Angelo Tranfagli.

Il rettore Ivano Dionigi, che aveva subito accettato con orgoglio la proposta del cardinale Ravasi, ha introdotto l’evento (definendolo un «dono all’Università e alla città») salutando anche le numerose autorità e personalità presenti, dicendo: «Col Cortile dei Gentili il dialogo sale in cattedra. L’Alma Mater è un’università pubblica e laica che, ospitando il confronto tra credere e intelligere, non abdica affatto alla propria autonomia. Se è la comunità di donne e di uomini liberi che studiano e che formano le generazioni di giovani: allora anche l’attenzione alla sfera religiosa –sia come dimensione storica sia come riflessione personale – ha non solo diritto, ma anche dovere di piena cittadinanza tra le nostre mura». Ha continuato: «L’università non teme nessuna sfida in un momento in cui i conflitti sono conflitti di ignoranza e non di cultura». Ha poi concluso: «La laicità va intesa come un abito civile dell’uomo che cerca. L’oggetto della ricerca, di cui il dialogo è il mezzo, è la sintesi tra il saggio greco, il profeta ebreo e il legilsatore romano. Abbiamo bisogno di credenti e non credenti credibili». Lontani da questo percorso, come ha ribadito anche Ravasi «sia l’ateismo dello sberleffo, sia la religione devozionale». Ha poi concluso: «Penso che parlare dell’uomo equivalga a parlare di Dio e parlare di Dio equivalga a parlare dell’uomo. Riscoprire fino in fondo la natura, il non limite che è nell’uomo significa porsi le questioni ultime, interpretare la vita come una continua interrogazione, come ricerca della verità che non è mai né comoda né consolatoria».

Il cardinale Gianfranco Ravasi ha poi preso la parola, grato al professore e amico che lo ha ospitato ancora una volta. Ed ha sottolineato lo spirito del Cortile, ricordando tra l’altro la figura di Emil Cioran, il filosofo e saggista rumeno, di cui si festeggiano i cento anni dalla nascita. Ha parlato a lungo di questa nuova iniziativa culturale lanciata dal Vaticano per favorire il dialogo tra credenti e non credenti. Per sollevarsi dalla “nebbia della volgarità”, e trovare un antidoto contro “il male dell’indifferenza e dell’amoralità” che pervadono la società e avvolgono “come un sudario” anche, e soprattutto, la politica. Il card. Ravasi ha poi sottolineato che «il dialogo tra credenti e non credenti va affrontato non nell’ottica del “duello” ma come un “duetto” musicale in grado di produrre armonia. Il desiderio non è quello di stabilire un duello – ha spiegato il porporato – in modo tale che le visioni e le concezioni creino quasi degli scontri ma è di fare qualcosa di simile a quanto accade nella musica, l’esistenza, cioè, del duetto. Il duetto può essere fatto tra un soprano e un basso che sono i due estremi della scala sonora. Eppure, possono costruire armonia». Per il futuro, secondo il cardinale, «c’è la possibilità di allargare il dialogo tra credenti e non credenti portando il “Cortile dei Gentili” non soltanto all’interno di spazi di alcune città, ma stabilendo, ad esempio, una sorta di rete anche nel mondo protestante ortodosso, e con culture diverse ed emergenti come l’Asia e l’Africa». Dal dialogo, continua Ravasi, «abbiamo pensato di escludere alcuni: sostanzialmente i troppo poco atei. Dovremo tuttavia entrare anche lì. In quello che è l’orizzonte della superficialità, dell’amoralità, dell’indifferenza, dell’ovvietà, del luogo comune, dello stereotipo, del secolarismo banale e della religione devozionale incolore e insapore. È il luogo dell’ateismo dello sberleffo se si vuole. Questo ambito è un ambito che si estende, come una sorta di sudario dobbiamo dire, non soltanto sulla cultura, pensavo sulla politica, dove per molti versi è diventato ormai il vessillo». Ricordiamo che l’UAAR, secondo noi principale promotrice di questo ateismo folkloristico e sciocco, era fuori dai cancelli a protestare contro l’iniziativa, come al solito, circondata dalla Digos. Il cardinale ha infine letto una poesia, come sigillo dell’evento, di David Maria Turoldo: «Fratello ateo, nobilmente pensoso, alla ricerca di un Dio che io non so darti. Attraversiamo insieme il deserto, di deserto in deserto andiamo oltre la foresta delle fedi. Liberi e nudi verso il Nudo Essere e là dove anche la parola muore abbia fine il nostro cammino».

Il chimico Vincenzo Balzani, docente dell’Università di Bologna, nel suo intervento dal titolo “Un’alleanza per custodire il pianeta terra” ha posto l’attenzione sul rapporto tra fede e scienza, opposte come il pollice e le altre dita della mano, «ma che insieme consentono di afferrare ogni cosa». Ha iniziato citando la frase pronunciate dall’astronauta Aldrin, mentre il suo piede toccava il suolo della luna: «Siamo venuti qui per vedere la Luna e scopriamo invece la bellezza della terra». Ho poi sottolineato la piena compatibilità tra scienza e religione, parlando delle teorie cosmologiche e del racconto della Creazione in Genesi. Balzani ha anche proposto un’alleanza tra credenti e non credenti in favore delle energie sostenibili, in particolare l’energia solare.

Il costituzionalista Augusto Barbera, già deputato PCI-PDS, dopo aver illustrato i significati storici della parola ‘laicità’ ha spiegato che la contrapposizione tra mondo liberale e mondo cattolico, che sembrava finalmente superata con il Concilio Vaticano II, ha purtroppo ripreso vigore con l’emergere dei nuovi diritti. Per evi­tare que­sto peri­colo è neces­sa­rio a cre­denti e non cre­denti un “metodo laico” che allon­tani sia fon­da­men­ta­li­smi reli­giosi sia fon­da­men­ta­li­smi laici, salvaguardando il pluralismo, conciliando le posizioni di credenti e non credenti, basandosi sul principio di maggioranza. Barbera ha poi criticato il Trattato di biodiritto curato da Stefano Rodotà, che esalta l’autodeterminazione della persona, andando oltre il dettato costituzionale. Sull’aborto ha inoltre ricordato l’esistenza del «diritto alla vita del nascituro» e ha affermato che «la libertà non è un diritto: la libertà di sterilizzarsi è cosa diversa dal diritto a sterilizzarsi». Il costituzionalista è tornato quindi a sottolineare la convergenza tra liberalismo e cristianesimo, fondamentale per la nascita delle costituzioni e per il riconoscimento dei diritti civili, politici e sociali. Il testo provvisorio del suo intervento lo si può trovare su www.landino.it.

Il filosofo Sergio Givone ha lamentato il fatto che oggi il nichilismo stia ormai soppiantando l’ateismo, perché il male, per molti, non sembra rappresentare più un problema. «E’ alla luce dell’i­dea di Dio che il male rivela la sua natura per così dire «innaturale». Il nichilismo, a differenza dell’ateismo, non vuole ve­dere il male, non può vederlo. E questo per la semplice ragione che Dio non è più l’antagonista, il ne­mico: semplicemente non è più. Lo stesso si deve dire del male: non è più. Il nichilismo è subentrato all’a­teismo. Questo nichilismo amichevole e pieno di buon senso, oltre che per­fettamente pacificato, continua a essere la cifra del nostro tempo». Un testo provvisorio del suo intervento lo si può trovare su Avvenire.

L’ultimo intervento, tra i più interessanti, è stato del filosofo Massimo Cacciari, che ha parlato di Ateismo nella cristianità. Secondo l’ex sindaco di Venezia, l’ateismo è consustanziale al monoteismo, e non può essere concepibile al di fuori delle civiltà monoteiste. «La nientità divina, il suo non-essere un ente, è immanente al monoteismo puro, quello che sostiene che Dio non è determinabile e che conduce a una forma popriamente intesa di ateismo». Ha poi continuato dicendo che «non c’è nulla di più morto di una contrapposizione tra fede e ragione. Anzi l’ateismo positivo è benefico per le posizioni dei credenti», perché li spinge a rafforzare la loro fede. Ma, si è chiesto il filosofo, tale ateismo «ha ancora un’effettualità? Abita ancora la nostra cultura?» Cacciari ne dubita, e concorda con Givone che sia stato rimpiazzato da un ateismo pratico sfociante nel nichilismo «che pensa che il niente sia il nulla»: un atteggiamento con cui la Chiesa dovrebbe ben guardarsi dal dialogare.

Un’ultima lettura di Anna Bonaiuto ha preceduto il ringraziamento e il saluto finale del Rettore. Le notizie sull’evento sono tratte dal sito dell’Università di Bologna, Radio Vaticana, Il Resto del Carlino e dal sito dell’UAAR. Un video con alcune interviste e l’iniziale intervento del Rettore è possibile visionarlo su www.dgtvonline.it

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4 commenti a Il “Cortile dei Gentili” parte da Bologna: sintesi dell’evento

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  1. zapatero ha detto

    Bellisima iniziativa….dovrebbero però rendere pubblici i testi anche se credo che si organizzeranno con un libro. Ma questo Vincenzo Balzani ha per caso scritto dei libri?

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    • Fabrizio ha detto in risposta a zapatero

      Certo, ha scritto, per esempio “L’Astronave Terra” con un collega, se cerchi su google trovi anche il pdf delle sue presentazioni a riguardo, vertono su energia e ambiente.

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      • zapatero ha detto in risposta a Fabrizio

        Grazie! Ma credo si tratti di argomenti ecologisti…in realtà mi interessava qualcosa sulla sua visione tra scienza e fede. L’esperienza degli scienziati e il loro percorso di fede mi interessa particolarmente in questo periodo.

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  2. Mattia Palmieri ha detto

    Ho cercato i testi ovunque ma nessuno gli ha pubblicati. Credo sia una grave mancanza degli organizzatori!!!

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