Due vittime di abusi ritrovano la fede dopo l’incontro con Benedetto XVI

«Quando ho visto il Papa piangere davanti a me, mi sono chiesto: ma perché soffre così per una cosa di cui non ha nessuna colpa? Allora ho iniziato a sentire pace dentro di me. Per la prima volta ho pensato che avrei potuto perdonare chi mi ha fatto tanto male». A raccontarlo è una vittima di abusi sessuali da parte di un religioso. Si chiama Joseph Magro, 38 anni e due figlie (ne avevamo già parlato in Ultimissime 20/4/10). Ha incontrato il Santo Padre a Malta e durante l’intervista rilasciata a Tracce, mentre porta al collo il rosario bianco con lo stemma di Benedetto XVI, racconta: «Mi sono sentito guarito: ho incontrato un santo». Accanto a lui un’altra vittima: Manuel, con al collo una catenina con il volto di Cristo. Anche lui racconta: «Gli ho detto che mi dispiaceva tanto per lui, che non c’entra niente con questi fatti, che io amo la Chiesa e provo dolore per chi l’ha imbrattata così, in nome di Gesù Cristo». Manuel si è sentito abbracciato così profondamente da risentire, dopo tanto tempo, la fiducia in se stesso: «Mi ha detto che mi credeva, che aveva fiducia in me». Ogni sera hanno iniziato a recitare il Rosario con le figlie. Joseph confessa che non sapeva neppure i Misteri e di non aver mai pregato prima con la sua famiglia, ma “se il Papa mi ha regalato il rosario, vuol dire che desidera che lo usi!». Risposta semplice e immediata, come quella di un figlio che ha ritrovato suo padre. Un’altra vittima tempo fa, dopo aver incontrato Bendetto XVI, si era dichiarato “cattolico convinto” (cfr. Ultimissime 19/4/10).

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